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	<title>Edoardo Cigolini Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 02 Oct 2019 10:23:29 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Edoardo Cigolini Archives - InsideOver</title>
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		<title>La destra alternativa dietro a Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/200336</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2019 14:41:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Chicago]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-5-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-5-1.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-5-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Sull'elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, e di come la più grande superpotenza mondiale stia cambiando, si è scritto tanto, forse troppo. Ma chi sono davvero i protagonisti che hanno determinato la vittoria di un candidato dato per perdente da tutti? Chi c'è davvero dietro l'elezione "The Donald"? Qual è il cuore profondo a stelle e strisce che al grido “Make America great again” ha cambiando lo scenario politico americano? È proprio per scoprire questo variegato mondo così controcorrente che vogliamo partire da Washington, cuore istituzionale degli Stati Uniti: qui racconteremo il lato politico dell'Alt-Right americana, la destra "alternativa" che ha dato voce al paese profondo conquistando dall'interno il vecchio partito Repubblicano.</p>
<p>A Washington entreremo nei maggiori think tank dell'Alt-Right, come Breitbart.com di Steve Bannon, l'ex consigliere del presidente e responsabile della campagna elettorale, o il National Policy Institute, il pensatoio diretto da Richard Spencer, padre del termine “Alt-Right”, o ancora nella redazione American Renaissence, la controversa rivista curata da Jared Taylor, lo studioso che ama definirsi come “l'avvocato difensore degli americani bianchi”.</p>
<p>Prima tappa: budget 2500 euro. Dalla capitale ci sposteremo alla volta del West Virginia, uno stato "deep red", fortemente repubblicano che esemplifica in modo perfetto come la crisi dell'industria del carbone abbia portato i minatori dell'America profonda a sostenere Trump. Andremo nelle città minerarie di Morgantown, Fairmont e Monongah – dove oltre il 60% della popolazione ha origini italiane- e ascolteremo le voci di chi si sente continuamente ripetere "anche voi siete stati immigrati". In Virginia, uno stato conteso tra Democratici e Repubblicani e da sempre incarnazione dell'anima "sudista", faremo luce su quella "guerra delle statue" che, in nome del politicamente corretto, sta infiammando gli Stati Uniti e portando alla distruzione di gran parte del patrimonio storico americano.</p>
<p>Seconda tappa: budget 4000 euro. Grazie al vostro contributo, il nostro viaggio potrà spingersi sempre più nel cuore dell'America profonda. Con il sostegno di un cameraman professionista, vi racconteremo un Paese inedito, fatto di piccoli centri, squadre di football e amore per le proprie tradizioni. Dal Tennessee all'Alabama, passando per la Georgia, il South e il North Carolina incontreremo minatori e contadini, blogger, intellettuali, politici e studenti, tutti accomunati da un sogno: vedere l'America nuovamente grande. Racconteremo il vecchio spirito sudista mai domato, l'avanzata della destra nei campus universitari, le battaglie in difesa del passato e la nuova "guerra civile" tra l'America di Trump e la "generazione Soros".</p>
<p>Terza tappa: 5000 euro. Se sosterrete ulteriormente il nostro progetto, potremo andare a Chicago, l'ultima tappa dell'incredibile Trasvolata Atlantica di Italo Balbo, nel 1933. Proprio a Chicago, infatti, il monumento intitolato all'eroe degli anni Trenta (e con lui tutta la comunità italo-americana) sono sotto attacco da parte di chi vorrebbe annullare e distruggere i simboli, l'eredità e l'identità di un'intera comunità. Chicago, inoltre, è anche la metropoli afro-americana che vide l'inizio della carriera politica dell'ex presidente Barack Obama, e che oggi si ritrova al centro di alcune delle più gravi tensioni razziali del paese. Nei sobborghi della città, infatti, movimenti come “Black Lives Metter” continuano ad accrescere il loro consenso soffiando sulla rabbia degli americani neri, per poi incanalarla contro la presidenza Trump. In un rischioso “gioco con il fuoco” già più volte sfuggito di mano e costato la vita ad agenti e dimostrati. Il nostro sarà un reportage "boots on the ground", lontanto dalle solite narrazioni di corrispondenti da attici di lusso a New York: incontreremo i protagonisti di questa nuova "guerra civile" tra l'America di Trump e la "generazione Soros".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/200336">La destra alternativa dietro a Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-5-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-5-1.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-5-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><p><span>Sull&#8217;elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, e di come la più grande superpotenza mondiale stia cambiando, si è scritto tanto, forse troppo. Ma chi sono davvero i protagonisti che hanno determinato la vittoria di un candidato dato per perdente da tutti? Chi c&#8217;è davvero dietro l&#8217;elezione &#8220;The Donald&#8221;? Qual è il cuore profondo a stelle e strisce che al grido “Make America great again” ha cambiando lo scenario politico americano? È proprio per scoprire questo variegato mondo così controcorrente che vogliamo partire da Washington, cuore istituzionale degli Stati Uniti: qui racconteremo il lato politico dell&#8217;Alt-Right americana, la destra &#8220;alternativa&#8221; che ha dato voce al paese profondo conquistando dall&#8217;interno il vecchio partito Repubblicano. </span></p>
<p><span>A Washington entreremo nei maggiori think tank dell&#8217;Alt-Right, come Breitbart.com di Steve Bannon, l&#8217;ex consigliere del presidente e responsabile della campagna elettorale, o il National Policy Institute, il pensatoio diretto da Richard Spencer, padre del termine “Alt-Right”, o ancora nella redazione American Renaissence, la controversa rivista curata da Jared Taylor, lo studioso che ama definirsi come “l&#8217;avvocato difensore degli americani bianchi”. </span></p>
<p><span>Prima tappa: budget 2500 euro. Dalla capitale ci sposteremo alla volta del West Virginia, uno stato &#8220;deep red&#8221;, fortemente repubblicano che esemplifica in modo perfetto come la crisi dell&#8217;industria del carbone abbia portato i minatori dell&#8217;America profonda a sostenere Trump. Andremo nelle città minerarie di Morgantown, Fairmont e Monongah – dove oltre il 60% della popolazione ha origini italiane- e ascolteremo le voci di chi si sente continuamente ripetere &#8220;anche voi siete stati immigrati&#8221;. In Virginia, uno stato conteso tra Democratici e Repubblicani e da sempre incarnazione dell&#8217;anima &#8220;sudista&#8221;, faremo luce su quella &#8220;guerra delle statue&#8221; che, in nome del politicamente corretto, sta infiammando gli Stati Uniti e portando alla distruzione di gran parte del patrimonio storico americano. </span></p>
<p><span>Seconda tappa: budget 4000 euro. Grazie al vostro contributo, il nostro viaggio potrà spingersi sempre più nel cuore dell&#8217;America profonda. Con il sostegno di un cameraman professionista, vi racconteremo un Paese inedito, fatto di piccoli centri, squadre di football e amore per le proprie tradizioni. Dal Tennessee all&#8217;Alabama, passando per la Georgia, il South e il North Carolina incontreremo minatori e contadini, blogger, intellettuali, politici e studenti, tutti accomunati da un sogno: vedere l&#8217;America nuovamente grande. Racconteremo il vecchio spirito sudista mai domato, l&#8217;avanzata della destra nei campus universitari, le battaglie in difesa del passato e la nuova &#8220;guerra civile&#8221; tra l&#8217;America di Trump e la &#8220;generazione Soros&#8221;. </span></p>
<p><span>Terza tappa: 5000 euro. Se sosterrete ulteriormente il nostro progetto, potremo andare a Chicago, l&#8217;ultima tappa dell&#8217;incredibile Trasvolata Atlantica di Italo Balbo, nel 1933. Proprio a Chicago, infatti, il monumento intitolato all&#8217;eroe degli anni Trenta (e con lui tutta la comunità italo-americana) sono sotto attacco da parte di chi vorrebbe annullare e distruggere i simboli, l&#8217;eredità e l&#8217;identità di un&#8217;intera comunità. Chicago, inoltre, è anche la metropoli afro-americana che vide l&#8217;inizio della carriera politica dell&#8217;ex presidente Barack Obama, e che oggi si ritrova al centro di alcune delle più gravi tensioni razziali del paese. Nei sobborghi della città, infatti, movimenti come “Black Lives Metter” continuano ad accrescere il loro consenso soffiando sulla rabbia degli americani neri, per poi incanalarla contro la presidenza Trump. In un rischioso “gioco con il fuoco” già più volte sfuggito di mano e costato la vita ad agenti e dimostrati. Il nostro sarà un reportage &#8220;boots on the ground&#8221;, lontanto dalle solite narrazioni di corrispondenti da attici di lusso a New York: incontreremo i protagonisti di questa nuova &#8220;guerra civile&#8221; tra l&#8217;America di Trump e la &#8220;generazione Soros&#8221;. </span></p>
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		<item>
		<title>La statua con il burqa</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/la-statua-con-il-burqa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2019 14:35:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Burqa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-4-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-4-1.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-4-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Charlottesville è una cittadina tranquilla, una di quelle costruite in mattoni rossi a fine ottocento e rimaste immutate nel tempo. A turbare la vita di questo piccolo centro è però la statua del generale sudista Robert Lee, che la sinistra americana vorrebbe rimuovere, ritenendola un simbolo razzista. Un progetto contrastato dalla associazioni a difesa della "memoria storica", che dopo aver ingaggiato una lunga battaglia legale, in queste ore hanno ottenuto un'importante vittoria.</p>
<p>Montaggio di Roberto di Matteo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/la-statua-con-il-burqa">La statua con il burqa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-4-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-4-1.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-4-1-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><p><span>Charlottesville è una cittadina tranquilla, una di quelle costruite in mattoni rossi a fine ottocento e rimaste immutate nel tempo. A turbare la vita di questo piccolo centro è però la statua del generale sudista Robert Lee, che la sinistra americana vorrebbe rimuovere, ritenendola un simbolo razzista. Un progetto contrastato dalla associazioni a difesa della &#8220;memoria storica&#8221;, che dopo aver ingaggiato una lunga battaglia legale, in queste ore hanno ottenuto un&#8217;importante vittoria.</span></p>
<p>Montaggio di Roberto di Matteo</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La destra che ha sfidato le élite e portato Trump alla Casa bianca</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/la-destra-che-ha-sfidato-le-elite-e-portato-trump-alla-casa-bianca</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2019 14:31:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Bianca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-3-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-3-1.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-3-1-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>I movimenti identitari crescono negli Stati Uniti. Alcuni di questi hanno sostenuto Donald Trump nella sua ascesa alla Casa bianca. Ma minacciano: &#8220;Se non rispetterà le promesse ci penseremo noi a difendere il nostro Paese&#8221;. Montaggio di Roberto Di Matteo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/la-destra-che-ha-sfidato-le-elite-e-portato-trump-alla-casa-bianca">La destra che ha sfidato le élite e portato Trump alla Casa bianca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-3-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-3-1.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-3-1-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><p><span>I movimenti identitari crescono negli Stati Uniti. Alcuni di questi hanno sostenuto Donald Trump nella sua ascesa alla Casa bianca. Ma minacciano: &#8220;Se non rispetterà le promesse ci penseremo noi a difendere il nostro Paese&#8221;.</span></p>
<p>Montaggio di Roberto Di Matteo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/la-destra-che-ha-sfidato-le-elite-e-portato-trump-alla-casa-bianca">La destra che ha sfidato le élite e portato Trump alla Casa bianca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I minatori scelgono Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/i-minatori-scelgono-trump</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2019 14:24:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Bianca]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-2-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-2-1.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-2-1-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Crisi del lavoro e fallimento della politica dei democratici, in particolare di Clinton e Obama. Viaggio nelle città senza speranza del West Virginia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/i-minatori-scelgono-trump">I minatori scelgono Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-2-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-2-1.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-2-1-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><p><span>Crisi del lavoro e fallimento della politica dei democratici, in particolare di Clinton e Obama. Viaggio nelle città senza speranza del West Virginia. </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/i-minatori-scelgono-trump">I minatori scelgono Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I veterani dell&#8217;Alabama. Cuore dell&#8217;America repubblicana</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/i-veterani-dellalabama-cuore-dellamerica-repubblicana</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2019 14:19:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[veterani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-1-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-1-1.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-1-1-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Negli Stati Uniti, quella del trattamento da riservare ai veterani di guerra è una questione aperta da tempo, e non bisogna certo scomodare film come Rambo, o American Sniper, per capire quanto il ritorno alla vita civile possa essere traumatico. Fin dalla sua nascita, infatti, la potenza a stelle e strisce si è trovata protagonista di una serie infinita di conflitti (prima contro i nativi americani, poi contro la ex madrepatria, poi contro l'Europa ed infine in tutto il mondo) tale da generare un'enorme mole di reduci di guerra, bisognosi di reinserirsi nella società. </p>
<p>Montaggio: Roberto Di Matteo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/i-veterani-dellalabama-cuore-dellamerica-repubblicana">I veterani dell&#8217;Alabama. Cuore dell&#8217;America repubblicana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-1-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-1-1.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-1-1-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><p><span>Negli Stati Uniti, quella del trattamento da riservare ai veterani di guerra è una questione aperta da tempo, e non bisogna certo scomodare film come Rambo, o American Sniper, per capire quanto il ritorno alla vita civile possa essere traumatico. Fin dalla sua nascita, infatti, la potenza a stelle e strisce si è trovata protagonista di una serie infinita di conflitti (prima contro i nativi americani, poi contro la ex madrepatria, poi contro l&#8217;Europa ed infine in tutto il mondo) tale da generare un&#8217;enorme mole di reduci di guerra, bisognosi di reinserirsi nella società. </span></p>
<p>Montaggio: Roberto Di Matteo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/i-veterani-dellalabama-cuore-dellamerica-repubblicana">I veterani dell&#8217;Alabama. Cuore dell&#8217;America repubblicana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Lasciate volare Italo Balbo&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/lasciate-volare-italo-balbo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2019 14:14:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Chicago]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-21.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-21.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-21-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>È il pomeriggio del 15 luglio 1933, quando 24 Idrovolanti Savoia Marchetti S55 atterranno sulle acque piatte del lago Michigan, davanti a Chicago. Hanno appena compiuto una delle più grandi imprese della storia dell'aviazione, volando in formazione serrata da Roma agli Stati Uniti, e dimostrando che l'Oceano Atlantico non è più un ostacolo. A guidare i centoquindici ufficiali e sottufficiali, un uomo che per la comunità italoamericana diventerà un eroe: Italo Balbo. La folla in festa lo accoglie con una moltitudine di bandiere italiane ed americane, ed erige, a ricordo dell'impresa, una colonna di epoca romana con inciso il suo nome. Roma incontra Chicago. E i due Paesi non sembrano mai essere stati così vicini. Nessuno avrebbe potuto immaginare, che a distanza di ottantaquattro anni, alcuni blogger ed attivisti "anti-razzisti" avrebbero pensato di protestare affinché il monumento a Balbo venisse abbattuto in quanto simbolo "fascista".</p>
<p>Riprese: Marta Proietti<br />
Montaggio: Roberto Di Matteo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-21.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-21.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-21-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><p><span>È il pomeriggio del 15 luglio 1933, quando 24 Idrovolanti Savoia Marchetti S55 atterranno sulle acque piatte del lago Michigan, davanti a Chicago. Hanno appena compiuto una delle più grandi imprese della storia dell&#8217;aviazione, volando in formazione serrata da Roma agli Stati Uniti, e dimostrando che l&#8217;Oceano Atlantico non è più un ostacolo. A guidare i centoquindici ufficiali e sottufficiali, un uomo che per la comunità italoamericana diventerà un eroe: Italo Balbo. La folla in festa lo accoglie con una moltitudine di bandiere italiane ed americane, ed erige, a ricordo dell&#8217;impresa, una colonna di epoca romana con inciso il suo nome. Roma incontra Chicago. E i due Paesi non sembrano mai essere stati così vicini. Nessuno avrebbe potuto immaginare, che a distanza di ottantaquattro anni, alcuni blogger ed attivisti &#8220;anti-razzisti&#8221; avrebbero pensato di protestare affinché il monumento a Balbo venisse abbattuto in quanto simbolo &#8220;fascista&#8221;.</span></p>
<p>Montaggio: Roberto Di Matteo</p>
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		<title>Gli Italoamericani difendono Italo Balbo</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/gallery-balbo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 15:09:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1110" height="740" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Balbo3.JPG" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Balbo3.JPG 1110w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Balbo3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Balbo3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Balbo3-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1110px) 100vw, 1110px" /></p>
<p>A Chicago alcuni blogger ed attivisti "anti-razzisti" hanno protestato affinché il monumento a Balbo venisse abbattuto in quanto simbolo "fascista", ma la comunità italoamericana della città difende il suo simbolo nazionale</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1110" height="740" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Balbo3.JPG" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Balbo3.JPG 1110w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Balbo3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Balbo3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Balbo3-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1110px) 100vw, 1110px" /></p><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/gallery/gallery-balbo.html">Gli Italoamericani difendono Italo Balbo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I minatori del West Virginia che si sono schierati con Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/minatori.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 15:09:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1116" height="743" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Minatori1.JPG" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Minatori1.JPG 1116w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Minatori1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Minatori1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Minatori1-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1116px) 100vw, 1116px" /></p>
<p>Lo stato del West Virginia ha risentito duramente della crisi economica, e in particolare i minatori hanno visto in Trump una possibile soluzione ai propri problemi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1116" height="743" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Minatori1.JPG" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Minatori1.JPG 1116w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Minatori1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Minatori1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Minatori1-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1116px) 100vw, 1116px" /></p><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/gallery/minatori.html">I minatori del West Virginia che si sono schierati con Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Jobbik cerca di normalizzarsi  (ma il partito adesso si spacca)</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/jobbik-congresso-ungheria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 May 2018 15:08:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Jobbik]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="825" height="550" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1523264786-jobbik.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1523264786-jobbik.jpg 825w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1523264786-jobbik-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1523264786-jobbik-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 825px) 100vw, 825px" /></p>
<p>Sembra tirare aria di &#8220;scissione&#8221; all&#8217;interno di Jobbik, il partito ungherese tacciato in passato di xenofobia e anti-semitismo e oggi divenuto la principale forza di opposizione al premier Viktor Orban. A poche settimane dal voto ungherese (che aveva visto una schiacciante vittoria di Orban, con il 47,89% dei voti) il partito guidato in questi anni da &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/jobbik-congresso-ungheria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="825" height="550" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1523264786-jobbik.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1523264786-jobbik.jpg 825w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1523264786-jobbik-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1523264786-jobbik-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 825px) 100vw, 825px" /></p><p>Sembra tirare aria di &#8220;scissione&#8221; all&#8217;interno di <strong><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/jobbik-la-destra-ungherese-che-sogna-il-potere/" target="_blank">Jobbik</a></strong>, il partito ungherese tacciato in passato di <strong>xenofobia</strong> e <strong>anti-semitismo</strong> e oggi divenuto la principale forza di opposizione al premier <strong>Viktor Orban</strong>.</p>

<p>A poche settimane dal voto ungherese (<a href="https://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/ungheria_al_voto_orban_vince_con_il_49_e_il_terzo_mandato_di_fila-3656696.html" target="_blank">che aveva visto una schiacciante vittoria di Orban, con il 47,89% dei voti</a>) il partito guidato in questi anni da Gábor Vona ha deciso andare a congresso per stabilire la nuova leadership e le battaglie future del movimento, finendo però sul limite della rottura interna.</p>

<p>Sebbene infatti Jobbik fosse riuscito ad ottenere un discreto 23% dei voti, il risultato non era stato giudicato soddisfacente dallo stesso Vona, che aveva così deciso di dimettersi. A sfidarsi sono state quindi le due anime del partito: da una parte quella decisa a continuare il percorso per &#8220;ripulire&#8221; Jobbik da un passato giudicato troppo estremo, dall&#8217;altra l&#8217;ala dura, quella del blocco totale dell&#8217;immigrazione, dei <strong>muri di filo spinato</strong> e delle <strong>guardie armate ai confini</strong>. A guidare quest&#8217;ultima, <strong>Toroczkai László</strong>, il sindaco di estrema destra divenuto famoso per aver dato vita a squadre &#8220;anti-immigrati&#8221; nel piccolo comune di Asotthalom, al confine tra Serbia e Ungheria. László, da alcuni anni critico nei confronti del nuovo percorso intrapreso dal partito, giudicato troppo &#8220;morbido&#8221; e &#8220;aperto&#8221; nei confronti della sinistra ungherese e delle altre forze di opposizione, si è però dovuto sfidare con Tamas Sneider, braccio destro di Vona e candidato nel nome della &#8220;continuità&#8221;. Un vero e proprio testa a testa che ha visto vincere di misura il &#8220;moderato&#8221; Sneider, tra la rabbia della quasi metà del partito. Secondo il sindaco di Asotthalom (e molti dei suoi sostenitori) le condizioni di partenza infatti non sarebbero state eque e per tutta la durata del congresso si sarebbero verificate una serie di scorrettezze tese a favorire il candidato dell&#8217;ex leader Gábor Vona. In particolare le critiche verterebbero intorno alla <strong>selezione dei delegati</strong> al congresso che, come riportato dalle indiscrezioni di gran parte della stampa ungherese, sarebbero stati scelti accuratamente per evitare la vittoria dell&#8217;ala più radicale.</p>

<p>L&#8217;11% dei delegati legati a László, ad esempio, sarebbe stata scartata per fare posto a quadri di partito più &#8220;fedeli&#8221; a Vona e gli interventi durante l&#8217;assemblea sarebbero stati pesantemente contingentati. &#8220;Ci sono stati concessi appena 12 minuti per presentare il nostro programma davanti alla platea del congresso &#8211; ha attaccato subito dopo l&#8217;esito della votazione Toroczkai László -, ora però bisogna guardare avanti. L&#8217;unica cosa di cui mi interessa è che la metà dei delegati ha sostenuto la nostra linea, ed è a queste persone che bisognerà dare risposte in futuro. Per ora mi concentrerò a fare il sindaco &#8211; ha proseguito il primo cittadino &#8211; ma è sicuro che dovremo aprire una seria riflessione sulla possibilità di continuare a rimanere all&#8217;interno di questo partito&#8221;.</p>
<p>László e i suoi potrebbero così finire per rompere definitivamente con Jobbik e tentare di dar vita ad un<strong> nuovo partito</strong> &#8220;alla destra&#8221; del Fidesz di Orban e dello stesso Jobbik. Una manovra rischiosa, ma quasi obbligata secondo il politologo ungherese Daniel Deák. Deák, da tempo studioso delle dinamiche interne a Jobbik, il quale ha ribadito alla tv ungherese M1 che l&#8217;unica possibilità per László sarebbe quella di agire rapidamente. &#8220;Se l&#8217;ala più radicale del partito intende davvero tentare la corsa in solitaria &#8211; ha fatto presente il politologo &#8211; è necessario che si muova rapidamente, così da massimizzare il malcontento nella base del partito in seguito all&#8217;ultima sconfitta. Più il tempo passa, più invece il nuovo presidente Sneider potrà proseguire nella sua opera e &#8216;normalizzare&#8217; Jobbik. Al &#8216;centro&#8217; e a &#8216;sinistra&#8217;, in Ungheria, esistono intere praterie in cui raccogliere i voti delle persone che non hanno votato Orban ma nello stesso tempo non avevano mai votato il partito di Vona perché troppo estremista. Così facendo passeremmo da un partito di estrema destra a uno in grado di farsi portavoce dell&#8217;Ungheria contraria al presidente Orban&#8221;. Qualora però anche il principale partito di opposizione dovesse andare in frantumi, la strada per &#8220;l&#8217;uomo forte&#8221; di Budapest probabilmente sarebbe ancora più spianata.</p>
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		<title>Viaggio nell&#8217;alt right americana</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/societa/stati-uniti-damerica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Mar 2018 13:53:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Alt-right]]></category>
		<category><![CDATA[Armi]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Los Angeles]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="615" height="410" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/united-states-of-america-flag-1462903884fHX.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/united-states-of-america-flag-1462903884fHX.jpg 615w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/united-states-of-america-flag-1462903884fHX-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 615px) 100vw, 615px" /></p>
<p>Cosa bolle nel calderone Usa? Gli Stati Uniti sono oggetto di numerosi cambiamenti negli ultimi anni, sia di natura politica che sociale. Dalla vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali del 2016, fino alle divisioni tra liberali e conservatori, passando per la diffusione sempre più marcata di idee più estremiste. Ben presente inoltre la differenza &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/stati-uniti-damerica.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/stati-uniti-damerica.html">Viaggio nell&#8217;alt right americana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="615" height="410" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/united-states-of-america-flag-1462903884fHX.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/united-states-of-america-flag-1462903884fHX.jpg 615w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/united-states-of-america-flag-1462903884fHX-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 615px) 100vw, 615px" /></p><p><span style="font-weight: 400;">Cosa bolle nel calderone Usa? Gli Stati Uniti sono oggetto di numerosi cambiamenti negli ultimi anni, sia di natura politica che sociale. Dalla vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali del 2016, fino alle divisioni tra liberali e conservatori, passando per la diffusione sempre più marcata di idee più estremiste. Ben presente inoltre la differenza tra città e provincia, così come il divario tra ricchi e poveri. Con i propri reporter, Occhi della Guerra da diversi anni spiega queste realtà e le mostra ai propri lettori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal reportage di Edoardo Cigolini, realizzato assieme a Marta Proietti, sull’Alt Right, ossia sull’estrema destra sempre più radicata in molti Stati della provincia americana, a quello di Alessio Vissani che parla dell’antica tribù indiana dei Sioux, gli ultimi nativi d’America rimasti. Pierre Sautreuil invece, porta le telecamere tra i più poveri di Los Angeles: la metropoli californiana, famosa per ospitare le stelle del cinema, si riscopre sempre più povera ed emarginata. Antonio Borrelli invece, tratta della questione inerente la sicurezza: gli Usa, da questo punto di vista, si presentano ancora quasi come il Far West.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/stati-uniti-damerica.html">Viaggio nell&#8217;alt right americana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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