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	<title>Dmitri Trenin Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 22 Feb 2021 12:25:10 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Dmitri Trenin Archives - InsideOver</title>
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		<title>Europa e Russia: l&#8217;attuale stallo e la via d&#8217;uscita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 12:20:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8714658-e1564923448825.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8714658-e1564923448825.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8714658-e1564923448825-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8714658-e1564923448825-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8714658-e1564923448825-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8714658-e1564923448825-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nei primi mesi del 2021, i rapporti della Russia con gli Stati Uniti e l’Europa sono uniformemente pessimi. Il presidente Usa, Joe Biden, promette di essere ancora più duro con la Russia rispetto al suo predecessore Donald Trump. Josep Borrell, dopo essere stato a Mosca in veste di capo della politica estera Ue per la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/europa-e-russia-lattuale-stallo-e-la-via-duscita.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/europa-e-russia-lattuale-stallo-e-la-via-duscita.html">Europa e Russia: l&#8217;attuale stallo e la via d&#8217;uscita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8714658-e1564923448825.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8714658-e1564923448825.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8714658-e1564923448825-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8714658-e1564923448825-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8714658-e1564923448825-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8714658-e1564923448825-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><span style="font-size: 1rem; -webkit-text-size-adjust: 100%;">Nei primi mesi del 2021, i rapporti della Russia con gli Stati Uniti e l’Europa sono uniformemente pessimi. Il presidente Usa, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Joe Biden</strong></a>, promette di essere ancora più duro con la Russia rispetto al suo predecessore <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Donald Trump</strong></a>. Josep Borrell, dopo essere stato a Mosca in veste di capo della politica estera Ue per la prima volta in quattro anni, ha affermato che Europa e Russia si stanno allontanando e che questa cosa avrà delle conseguenze.</span></p>
<h2>Putin e Lavrov vogliono dire la loro</h2>
<p><span style="font-size: 1rem; -webkit-text-size-adjust: 100%;">Per quanto riguarda la Russia, il presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Vladimir Putin</strong></a> ed il ministro degli Esteri <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-sergej-lavrov.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Sergei Lavrov</strong></a>, sebbene si dicano aperti al dialogo su tematiche di comune interesse, hanno accusato l’Occidente di interferire con la politica interna russa per aver apertamente sostenuto il leader dell’opposizione <strong>Alexei Navalny</strong>. Piuttosto che rifiutare cortesemente le lezioni occidentali sui diritti umani come in passato, Mosca ha accusato gli accusatori di violazioni dei diritti nei loro paesi. Sono persino arrivati al punto di espellere tre diplomatici europei che avevano marciato a fianco dei manifestanti durante le proteste pro-Navalny.</span></p>
<p>Fino a poco tempo fa si poteva ancora distinguere lo scontro fra America e Russia ed il mutuo distacco fra Russia ed Europa. Ora questa distinzione si sta offuscando.</p>
<h2>La fine dell’amicizia tra Russia e Germania</h2>
<blockquote><p>Il 2020 è stato l’anno in cui è crollato il pilastro portante dell’interazione fra Ue e Russia, cioè la relazione speciale fra Berlino e Mosca.</p></blockquote>
<p>Tale rapporto era scaturito dal ruolo fondamentale giocato da Mosca nella riunificazione tedesca nel 1989-1990. Aspirava a diventare una partnership, ma non ci è mai arrivata. Ha iniziato a sfaldarsi dalla parte tedesca intorno al 2011, quando Putin ha preso la decisione di tornare al Cremlino, infrangendo così le aspettative tedesche di una futura Russia liberale e democratica.</p>
<p>Per quanto riguarda la Russia, l’apice della sua connessione con la Germania è coinciso con il cancellierato di <strong>Gerhard Schroeder</strong>, quando le idee di un matrimonio economico fra Russia e Germania e la comparsa di una grande Europa dall’Atlantico al Pacifico erano alle stelle.</p>
<p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/10882084_large-scaled.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="aligncenter wp-image-306964 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/10882084_large-1024x675.jpg" alt="" width="1024" height="675" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/10882084_large-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/10882084_large-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/10882084_large-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/10882084_large-1536x1012.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/10882084_large-2048x1350.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/10882084_large-scaled.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2>Rivedere le relazioni tra Russia  ed Europa</h2>
<p>La visita di Borrell aveva lo scopo di ottenere un’impressione diretta in vista dei preparativi della revisione delle modifiche dell’Unione europea alle sue politiche con la Russia. La precedente politica basata sui cinque principi formulati da <strong>Federica Mogherini</strong>, in carica prima di Borell come Alto rappresentante Ue per gli affari esteri, non aveva avuto particolare successo. Si può certamente immaginare che il nuovo approccio sarà formulato usando toni più severi e che sarà più vicino alla politica russa dell’amministrazione Biden a Washington. Se avrà più fortuna della dottrina Mogherini lo dirà il tempo, ma non c’è da aspettarselo.</p>
<p>C’è chiaramente bisogno di ripensare la relazione. Quale dovrebbe essere il suo scopo ultimo? Per l’Europa dalla fine della Guerra fredda è sempre stata l’idea di una “Russia europea”, per esempio, una Russia che accettasse norme e principi ideati dall’Ue anche per la sua politica interna, economia ed affari sociali, e che cooperasse con l’UE per la politica estera. In altre parole, non un membro della Ue e nemmeno un candidato, ma piuttosto un associato, un seguace. Citando le memorabili parole di Romano Prodi, “che avesse tutto in comune tranne le istituzioni”.</p>
<h2>Che tipo di relazioni vuole la Russia con l’Europa?</h2>
<p>Per contro, la preferenza russa è da tempo quella di un’“Europa più grande” – per esempio, uno spazio economico comune tra Lisbona e Vladivostok, costruito su un accordo tra l’UE e la sua controparte post-sovietica, l’Unione economica eurasiatica, con la proprietà incrociata di entrambe le parti di alcuni dei maggiori beni; un’architettura di sicurezza incentrata sull’Osce, con una collaborazione fra Nato l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva guidata da Mosca con il fine di difendere la stabilità nel continente. Favorendo l’autonomia strategica dell’Europa dagli Stati Uniti, Mosca stava aspettando il giorno in cui l’Ue e l’Eurasia post-sovietica avrebbero formato un forte legame e l’Europa sarebbe finalmente divenuta completa, libera ed indipendente.</p>
<p>Nei tre decenni posteriori alla fine della guerra fredda nessuna di queste visioni è divenuta realtà. In molti sensi la situazione attuale in Europa ricorda più il periodo tra gli anni ’40 e gli anni ’80. In più, la situazione non è stabile, va peggiorando. Non è difficile immaginare nuove crisi, persino conflitti militari, in posti come il <strong>Donbass</strong>, la <strong>Transnistria</strong>, il <strong>Caucaso del Sud</strong>.</p>
<figure id="attachment_201782" aria-describedby="caption-attachment-201782" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Alfredo-Bosco2-1.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="wp-image-201782 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Alfredo-Bosco2-1-1024x769.jpg" alt="" width="1024" height="769" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Alfredo-Bosco2-1-1024x769.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Alfredo-Bosco2-1-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Alfredo-Bosco2-1-768x577.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Alfredo-Bosco2-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-201782" class="wp-caption-text">Il comandante Givi e i suoi soldati durante un attacco contro le truppe ucraine all’aeroporto di Donetsk (Alfredo Bosco)</figcaption></figure>
<h2>Le tensioni tra Russia e Nato</h2>
<p>Gli incidenti tra l’aeronautica e le navi militari russe e quelle della Nato possono succedere – con gravi conseguenze – nel (e sopra) il Mar Nero ed il Mar Baltico. Un possibile utilizzo in Europa dei nuovi sistemi missilistici a medio raggio statunitensi potrebbe portare ad una <strong>nuova crisi degli euromissili</strong>. A questo vanno aggiunti la latente instabilità politica della Bielorussia, l’ambiente politico in continuo tumulto dell’Ucraina, la natura sensibile della transizione della leadership in Russia, più una serie di altre problematiche troppo numerose da menzionare ora, e si avrà un mix altamente esplosivo.</p>
<p>Così, prima di inventarsi una nuova formula per un auspicabile modello di relazioni, bisogna essere certi che si sopravvivrà fino a vedere quel giorno. Il Trattato sulle forze nucleari intermedie (Inf), il Trattato sulle forze armate convenzionali in Europa (Fce) ed il trattato Open Skies (Ost) sono di fatto in disuso. Il controllo delle armi è a malapena la giusta formula per questi giorni. Nessuna delle parti pianifica di invadere, occupare o trasformare l’altra. Il pericolo principale è radicato nelle false percezioni, nei calcoli errati e nella recrudescenza. Le barriere efficaci in questo caso non sono i limiti alle armi, ma i canali di comunicazione affidabili, i contatti di persona fra gli ufficiali militari e della sicurezza oltre a varie misure per il rafforzamento della fiducia. Questi canali, contatti e misure sono essenzialmente affare della Russia e degli Stati Uniti (sia in modo diretto che tramite la Nato).</p>
<h2>Come migliorare le relazioni Russia-Ue?</h2>
<p><span style="font-size: 1rem; -webkit-text-size-adjust: 100%;">Libera da tale fardello, l’Unione europea può guardare oltre la prevenzione dei conflitti. Cosa può fare ora come ora? </span></p>
<blockquote><p><span style="font-size: 1rem; -webkit-text-size-adjust: 100%;">Sembrerebbero esserci anche adesso alcune aree propizie alla collaborazione europeo-russa. Una è la sanità pubblica, l’altra il clima. </span></p></blockquote>
<p><span style="font-size: 1rem; -webkit-text-size-adjust: 100%;">La Russia ha sorpreso molta gente in Europa e nel resto del mondo con il suo efficacissimo vaccino Sputnik V. La pandemia da Covid-19 è la prima vera pandemia globale degli ultimi tempi, ma non l’ultima. Vista la prossimità geografica ed il livello di contatti transfrontalieri, la cooperazione russo-europea in questo campo è estremamente importante per entrambe. Un altro ambito sostanzialmente affine è quello del cambiamento climatico. La Russia è genuinamente interessata al problema, dal momento che il surriscaldamento globale non sta soltanto lasciando gran parte dell’Artico senza ghiaccio, ma sta anche distruggendo le infrastrutture in Siberia a seguito dello scioglimento del permafrost. Nessuna di queste piste avrà grande impatto sul rapporto in generale, ma ciascuna di esse può portare benefici reali ad entrambe le parti.</span></p>
<p>Altre problematiche risultano essere meno promettenti. Indipendentemente dal formato Normandia, l’Europa non ha grande influenza in Ucraina, dove le cose potrebbero migliorare dopo il rifiuto deciso di Kiev di portare a termine il protocollo di Minsk II, cosa che i nazionalisti ucraini ritengono alto tradimento. Una volta che Mosca giungerà alla conclusione che il processo diplomatico è irrimediabilmente in stallo, potrebbe muoversi per integrare il Donbass più vicino alla Russia, riconoscendo in definitiva le repubbliche di Doneck e Lugansk ed aprendo così la strada al loro ingresso nella Federazione Russa. Visti l’interesse personale e le connessioni di Joe Biden in Ucraina, quest’ultima diventerà probabilmente un problema importante per le relazioni russo-statunitensi, con l’Europa come alleato accessorio dell’America.</p>
<p>Un’altra bomba geopolitica è la Transnistria. La recente elezione di un presidente pro-UE (e cittadino rumeno) in Moldavia potrebbe incrementare le richieste di revoca di un piccolo contingente militare russo nella regione secessionista della Transnistria. L’autoproclamata repubblica di Transnistria, esistente dal 1990, è un territorio senza sbocco sul mare bloccato fra la Moldavia e l’Ucraina. Un tentativo congiunto di Chisinau e Kiev di bloccare il presidio russo in quella zona potrebbe mettere Mosca di fronte a un dilemma di umiliazione o conflitto. È improbabile che la leadership russa scelga la prima. L’area del Mar Morto è certamente coinvolta in altri conflitti congelati, precisamente fra l’Abcasia con il sostegno della Russia e l’Ossezia del Sud da una parte e la Georgia dall’altra. Come ha dimostrato recentemente la seconda guerra in Karabakh, anche questi possono scongelarsi rapidamente. Analogamente a quella dell’Ucraina/Donbass e Moldavia/Transnistria, queste situazioni dovranno essere gestite principalmente dagli Stati Uniti tramite la NATO con l’Europa di supporto.</p>
<p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12385316_large-scaled.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-306967 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12385316_large-1024x758.jpg" alt="" width="1024" height="758" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12385316_large-1024x758.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12385316_large-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12385316_large-768x568.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12385316_large-1536x1137.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12385316_large-2048x1516.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12385316_large-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2>Lottare per i rapporti di buon vicinato</h2>
<p><span style="font-size: 1rem; -webkit-text-size-adjust: 100%;">Consapevole di tutti questi potenziali conflitti e continui vincoli, l’Unione Europea deve prendersi del tempo per pensare ad un obiettivo a lungo termine più realistico per le sue relazioni con la Russia. Una futura relazione del genere non può essere basata sul sogno di una partnership o di un vasto spazio comune. La coabitazione richiederebbe un tetto condiviso che non esiste e non esisterà; la convivenza è corretta in teoria, ma è troppo pregna dell’eredità della guerra fredda, quando l’Unione Sovietica avanzò il concetto di “coesistenza pacifica”. Il suo equivalente attuale sarebbe il buon vicinato.</span></p>
<p>Questo modello poggia su diversi pilastri. Uno è un livello di rispetto della diversità, anche come semplice riconoscimento del vicino come di qualità differente. Il secondo pilastro è la presenza di valide barriere: chiarezza su dove vengono posti i confini e sicurezza sufficiente per garantire la fiducia in se stessi. Il terzo è la costruzione e la gestione delle relazioni essenziali sulla base di interessi comuni. La quarta è la cooperazione sulle questioni transfrontaliere come le infrastrutture, la sanità pubblica ed il clima. Il quinto è l’interdipendenza. Sebbene lo scenario energetico stia cambiando proprio come lo sta facendo la struttura dell’economia russa, in un immediato futuro l’Europa sarà dipendente dalle risorse energetiche russe ed il bilancio federale russo attingerà ai proventi di tali vendite.</p>
<p>Le implicazioni sono le seguenti. L’interferenza negli affari dell’altro, che sia per convertire il pubblico oltre il confine alla propria visione del mondo o per sovvertire un regime o un governo che non va a genio, non è permessa. Le differenze ideologiche ed i valori dovranno rimanere, certo, ma non saranno gonfiate e brandite dalle politiche estere, così che non potranno portare ad un’ostilità comune o all’abbandono del dialogo. Le divergenze inevitabili saranno controllate in modo da poter prevenire conflitti distruttivi. Oltre la sfera politica di per sé contenziosa, l’Ue e la Russia dovrebbero essere libere di relazionarsi fra di loro tanto quanto i loro cittadini desiderano. A prescindere da quello che possono fare altrove, l’Europa e la Russia non possono cambiare la loro geografia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/europa-e-russia-lattuale-stallo-e-la-via-duscita.html">Europa e Russia: l&#8217;attuale stallo e la via d&#8217;uscita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le relazioni tra Usa e Russia nell&#8217;era Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-relazioni-tra-usa-e-russia-nellera-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2019 05:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1442" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Alfredo-Bosco2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Alfredo-Bosco2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Alfredo-Bosco2-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Alfredo-Bosco2-768x577.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Alfredo-Bosco2-1024x769.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando, nel novembre del 2016, Donald Trump è stato eletto presidente degli Stati Uniti d&#8217;America, la Duma di Stato russa ha festeggiato. Per i russi, la vittoria di Trump è stato un avvenimento inaspettato, come per la maggior parte degli americani (Trump incluso). Nell&#8217;atmosfera negativa delle relazioni tra Usa e Russia, la campagna elettorale di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-relazioni-tra-usa-e-russia-nellera-trump.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-relazioni-tra-usa-e-russia-nellera-trump.html">Le relazioni tra Usa e Russia nell&#8217;era Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1442" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Alfredo-Bosco2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Alfredo-Bosco2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Alfredo-Bosco2-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Alfredo-Bosco2-768x577.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Alfredo-Bosco2-1024x769.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Quando, nel novembre del 2016, <strong>Donald Trump</strong> è stato eletto presidente degli Stati Uniti d&#8217;America, la Duma di Stato russa ha festeggiato. Per i russi, la vittoria di Trump è stato un avvenimento inaspettato, come per la maggior parte degli americani (Trump incluso). Nell&#8217;atmosfera negativa delle relazioni tra Usa e Russia, la campagna elettorale di Trump si era rivelata positiva per il Cremlino in quanto la sua retorica esponeva i difetti del sistema democratico statunitense e l&#8217;ipocrisia dell&#8217;élite dominante americana.</p>
<figure id="attachment_201780" aria-describedby="caption-attachment-201780" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="img-fluid wp-image-201780 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Alfredo-Bosco-1024x769.jpg" alt="" width="1024" height="769" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Alfredo-Bosco-1024x769.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Alfredo-Bosco-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Alfredo-Bosco-768x577.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Alfredo-Bosco.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-201780" class="wp-caption-text">Alfredo Bosco, Ucraina, regione del Donbass, Spartak, 2016</figcaption></figure>
<p>In particolare, Trump aveva sconfitto <strong>Hillary Clinton</strong> che, sette anni prima, aveva incoraggiato i giovani cittadini russi a protestare contro un&#8217;elezione truccata alla Duma ed esigeva &#8220;una Russia senza Putin&#8221;. La Clinton non era vista soltanto come la continuazione di Barack Obama, il presidente che aveva insultato<strong> Vladimir Putin</strong> definendo la Russia &#8220;potenza regionale&#8221;. A Mosca si temeva che la Clinton volesse imporre una <strong>no-fly zone</strong> in Siria, dove le forze russe erano operative dal 2015, rischiando di provocare una collisione militare diretta tra le due potenze</p>
<p>Nonostante la sua personalità esuberante, come l&#8217;aveva definita il presidente Putin, Trump soddisfaceva le aspettative russe nei riguardi di un presidente americano in grado di metter da parte l&#8217;ideologia e adottare una visione realistica delle relazioni internazionali, funzionale a una politica estera basata solo e soltanto sugli interessi nazionali. Si sperava che un leader americano simile sarebbe stato più propenso a una serie di compromessi con la Russia: una specie di &#8220;<strong>grande occasione</strong>&#8220;. Il Cremlino sperava che, una volta siglati gli accordi, la sfortunata pagina delle relazioni tra Russia e Stati Uniti, causata dalla crisi ucraina, potesse cambiare; che la questione Ucraina si potesse risolvere in termini accettabili per la Russia; che venissero revocate le sanzioni statunitensi imposte per l&#8217;annessione della <strong>Crimea</strong> e il <strong>Donbass</strong> e che tra Mosca e Washington riprendesse una collaborazione su basi paritarie in Siria, Afghanistan e Corea del Nord. Per rendere le cose più facili al nuovo presidente degli Stati Uniti, Putin ha deciso perfino di non vendicare il sequestro della proprietà diplomatica russa negli Stati Uniti e l&#8217;espulsione di decine di diplomatici russi da parte di Obama.</p>
<p>Anche se l&#8217;inchiesta di Mueller ha respinto l&#8217;idea di una collusione tra Trump e la Russia, non ha comunque escluso del tutto il coinvolgimento di Mosca nelle elezioni presidenziali del 2016. È lecito supporre che ci sia stata qualche interferenza, dal momento che per i russi era qualcosa che comunque fanno tutti i Paesi, a cominciare dagli stessi Stati Uniti, nonostante lo neghino sempre. Ma è altrettanto lecito presumere che l&#8217;impatto di un&#8217;eventuale interferenza russa &#8211; dalle operazioni di hackeraggio sui social media alle trasmissioni televisive &#8211; fosse relativamente poca cosa. Pubblicamente, i membri della Duma russa avranno anche salutato con gioia l&#8217;elezione di Trump. E altri funzionari del governo russo si saranno anche congratulati in privato.</p>
<blockquote><p>Ma la Russia non ha eletto il 45esimo presidente degli Stati Uniti</p></blockquote>
<p>In un primo momento, a Mosca gli esperti credevano che le accuse, pur comprensibili, da parte dei democratici amaramente delusi, si sarebbero sopite dopo l&#8217;ingresso di Trump alla Casa Bianca. E al Cremlino hanno subito cominciato a prepararsi per un primo summit tra Stati Uniti e Russia.</p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Ben presto, però, il Cremlino è rimasto deluso. Mentre la nomina di <strong>Rex Tillerson</strong> a Segretario di Stato è stata vista come un segnale di un&#8217;emergente politica realista basata sull&#8217;interesse nazionale, la rimozione anticipata del generale Michael Flynn dall&#8217;incarico di Consigliere per la sicurezza nazionale è stata interpretata come un campanello d&#8217;allarme. La speranza di un summit tra Putin e Trump si è infranta. Il loro primo incontro, a margine del G20 di Amburgo nel luglio 2017, ha dato risultati contrastanti. Gli aspetti negativi hanno ben presto superato quelli positivi. Putin era riuscito a prolungare l&#8217;incontro con il suo omologo statunitense per più del doppio della durata prevista dal programma. Ma è stata proprio la reazione pubblica contro la presunta collusione fra Trump e la Russia a bloccare i progressi raggiunti nei colloqui privati tra i due leader. Il risultato della missione di Amburgo è stato duplice. Da un lato, il Congresso degli Stati Uniti ha approvato una serie di sanzioni molto più dure di qualunque disposizione mai ordinata da Obama. Dall&#8217;altro lato, per la prima volta dalla crisi ucraina, le sanzioni sono state addirittura iscritte nella legislazione statunitense. E il presidente Trump, sapendo di non poter scavalcare il voto quasi unanime a sostegno delle sanzioni, non ha avuto altra scelta che firmare la nuova legge.</span></p>
<p>Così, nell&#8217;agosto del 2017, nelle relazioni tra Usa e Russia si è consolidata una nuova realtà. Le politiche americane verso Mosca non erano più nelle mani della Casa Bianca, ma in quelle del Congresso dove, per la prima volta, si erano coalizzati contro la Russia entrambi i partiti principali. Per molti democratici, punire la Russia era diventato un modo per impedire al presidente repubblicano di svendere gli interessi degli Stati Uniti a un Paese straniero. Per i repubblicani, invece, mostrarsi duri con la Russia era un espediente per farsi assolvere da ogni accusa di collusione tra la Casa Bianca e il Cremlino. La Russia – che nei decenni della Guerra fredda era stata un implacabile nemico ideologico, un formidabile rivale geopolitico e una colossale minaccia alla sicurezza degli Stati Uniti – aveva smesso di essere una questione di politica estera per diventare una specie di pallone da football politico da prendere a calci da entrambe le squadre di casa.</p>
<p>Questa è la situazione che ci troviamo davanti ancora oggi. Contro ogni previsione, l&#8217;ennesimo tentativo di Putin di instaurare un rapporto di lavoro con Trump durante il loro sfortunato incontro a Helsinki nel luglio 2018 si è rivelato un disastro ancora peggiore della riunione di Amburgo dell&#8217;anno precedente. Il rifiuto della Casa Bianca di tenere un altro summit con il presidente russo a margine del G20 in Argentina nel novembre 2018 ha definitivamente convinto Putin dell&#8217;inutilità di ogni ulteriore tentativo. Con riluttanza, ha dovuto rinunciare. Allo stato attuale, l&#8217;agenda Usa-Russia si è ridotta a un solo punto: evitare una collisione militare diretta tra le forze armate dei due Paesi, magari a causa di qualche incidente, per esempio in Siria, o in seguito a un&#8217;escalation del conflitto in Ucraina orientale. Nel frattempo, le relazioni tra i due Paesi continuano ad aggravarsi. Nel breve periodo, è probabile che peggiorino prima di deteriorarsi ancora di più.<br />
Guardando al futuro, tutto dipenderà dalle politiche interne di entrambi i Paesi. Le elezioni americane del 2020 segneranno la prima tappa, foriera di notevoli implicazioni. Anche se rieletto, Trump difficilmente sarà in grado o perfino disposto a stabilizzare i rapporti con la Russia. Dal canto suo, un candidato democratico eventualmente vincente, partirebbe con tutta probabilità da un approccio ostile verso la Russia e potrebbe affidarsi a una strategia diversa dal comminare sempre più sanzioni a Mosca.</p>
<p>In Russia, le elezioni non sono programmate fino al 2024 e comunque la configurazione del potere dopo la scadenza del mandato di Putin non è ancora chiara. Nel lungo termine, la fine dell&#8217;era Putin potrebbe portare a una rivalutazione delle politiche a tutti i livelli, insieme a un importante riallineamento dei gruppi elitari in competizione fra loro, accompagnati da un certo grado di irrequietezza sociale interna. Entrambi i Paesi saranno per lo più impegnati nelle loro questioni interne, ma useranno la politica estera come uno strumento o una risorsa politica. Ci vorrà molto tempo prima che America e Russia ritrovino una condizione di normalità nelle loro relazioni. La cosa più importante è che mantengano fredda la guerra attuale, proprio come fecero con quella precedente.</p>
<p><em>Foto di apertura di Alfredo Bosco, Ucraina, regione del Donbass, Donetsk, 2014</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-relazioni-tra-usa-e-russia-nellera-trump.html">Le relazioni tra Usa e Russia nell&#8217;era Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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