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	<title>Diana Mihaylova Archives - InsideOver</title>
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	<title>Diana Mihaylova Archives - InsideOver</title>
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		<title>Dentro Finarte: presenza femminile tra passione, storia e visione</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/dentro-finarte-presenza-femminile-tra-passione-storia-e-visione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 15:58:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-Milano-Esposizione-Arte-Moderna-e-Contemporanea-dicembre2025.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-Milano-Esposizione-Arte-Moderna-e-Contemporanea-dicembre2025.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-Milano-Esposizione-Arte-Moderna-e-Contemporanea-dicembre2025-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-Milano-Esposizione-Arte-Moderna-e-Contemporanea-dicembre2025-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-Milano-Esposizione-Arte-Moderna-e-Contemporanea-dicembre2025-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-Milano-Esposizione-Arte-Moderna-e-Contemporanea-dicembre2025-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-Milano-Esposizione-Arte-Moderna-e-Contemporanea-dicembre2025-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Fondata nel 1959 dal milanese Gian Marco Manusardi e oggi attiva tra Milano, Roma e Sarzana, Finarte è una delle realtà storiche più rilevanti</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/dentro-finarte-presenza-femminile-tra-passione-storia-e-visione.html">Dentro Finarte: presenza femminile tra passione, storia e visione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><strong>Fondata nel 1959 dal milanese Gian Marco Manusardi e oggi attiva tra Milano, Roma e Sarzana, <em>Finarte</em></strong> è una delle realtà storiche più rilevanti del mercato dell’arte italiano. Nata con l’obiettivo di accompagnare collezionisti e operatori nell’acquisto e nella vendita di opere d’arte e oggetti preziosi, nel tempo si è affermata come punto di riferimento anche per coloro che guardano all’arte non solo come oggetto di prestigio, ma come esperienza culturale vera e propria.</p>



<p><strong>Antiquariato, arte moderna, gioielli, ma anche design, fotografia, libri, stampe e grafiche, </strong>sono solo alcune delle aree in cui <em>Finarte</em> opera oggi. Eppure, osservando da vicino dietro al sipario di vendite e cataloghi emerge con chiarezza un altro dato significativo ma forse poco evidenziato: <strong>gran parte del team e della struttura portante dell’azienda è segnata dalla componente femminile</strong>. Tuttavia, non si tratta di una scelta programmatica, quanto piuttosto di un’evoluzione naturale: competenze, studio, visione e capacità relazionale hanno costruito una squadra in cui oggi, molte delle posizioni chiave sono occupate da donne.</p>



<p>Una presenza significativa, che non sminuisce le posizioni maschili o ridefinisce gerarchie, ma contribuisce a renderle più articolate. Non un manifesto, né una presa di posizione di genere, ma piuttosto <strong>il risultato di un processo che segue una logica semplice, ma anche rigorosa: quella della qualità</strong>. Un valore è determinato dalla capacità di operare in un mercato complesso e altamente specializzato come quello dell’arte. È proprio questo equilibrio a definire oggi l’identità di <em>Finarte</em>. All’interno di questa struttura articolata, alcune figure offrono uno sguardo particolarmente significativo sulla varietà di ruoli e competenze della società.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-Esposizione-Arte-Moderna-e-Contemporanea-luglio-2025-Andy-Warhol-Mao-1972-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-516875" style="aspect-ratio:1.499330655957162;width:729px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-Esposizione-Arte-Moderna-e-Contemporanea-luglio-2025-Andy-Warhol-Mao-1972-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-Esposizione-Arte-Moderna-e-Contemporanea-luglio-2025-Andy-Warhol-Mao-1972-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-Esposizione-Arte-Moderna-e-Contemporanea-luglio-2025-Andy-Warhol-Mao-1972-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-Esposizione-Arte-Moderna-e-Contemporanea-luglio-2025-Andy-Warhol-Mao-1972-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-Esposizione-Arte-Moderna-e-Contemporanea-luglio-2025-Andy-Warhol-Mao-1972-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-Esposizione-Arte-Moderna-e-Contemporanea-luglio-2025-Andy-Warhol-Mao-1972.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mao<em>, Andy Warhol, 1972 – Da un’esposizione di arte moderna e contemporanea svoltasi nel luglio 2025</em></figcaption></figure>
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<p>A Roma <strong>Adele Coggiola</strong>, <strong>Senior Specialist di dipinti e disegni antichi</strong>, e <strong>responsabile di antiquariato (Roma)</strong> guida il dipartimento assieme a <strong>Sara Milone</strong>, che invece opera, da omologa, a Milano. Laureata in Storia dell’Arte, banditrice d’asta dal 2020, Adele Coggiola rappresenta una figura simbolica in un ruolo – quello sul rostro – tradizionalmente maschile. Salire sul podio, racconta, è come “dirigere un’orchestra”: clienti in sala, al telefono e online, oltre ai colleghi, tutti tenuti insieme in una “sinfonia” che dura pochi minuti ma decide il destino di un’opera. Non solo grazie alla competenza storico-artistica, ma a un sottile equilibrio tra cultura e mercato, dove fondamentale è l’empatia, in grado di legare gli elementi e far funzionare le cose.</p>



<p>Sempre a Roma, <strong>Georgia Bava</strong> è invece a <strong>capo del dipartimento di arte moderna e contemporanea</strong>. La sua esperienza presso <em>Finarte </em>testimonia intuizione, pragmatismo e coraggio: nel 2009, in piena crisi finanziaria mondiale, fu proprio lei a contribuire alla conquista dell’asta della collezione <em>Alitalia</em>. Un’operazione che portò <em>Finarte</em> al centro dell’attenzione mediatica. Come lei stessa ha dichiarato, il suo ruolo si avvicina a quello di una “talent scout”: per garantire il successo di un’esposizione e un’asta è cruciale saper individuare opere d’arte e artisti prima che il mercato li consacri. </p>



<p>A Milano <strong>Marina Sala</strong>, <strong>Responsabile della sede</strong>, <strong>coordina le attività operative</strong>. Dopo una formazione storico-artistica e un’esperienza consolidata nel settore delle aste, ha sviluppato una visione a 360 gradi dei processi, fondamentale per gestire priorità, persone e dinamiche quotidiane. Il suo ruolo si colloca in un punto di equilibrio tra organizzazione e operatività, dove capacità di adattamento e attenzione ai dettagli diventano strumenti essenziali per garantire il funzionamento della sede.</p>



<p>Un’altra componente significativa di <em>Finarte </em>è poi il <strong>comparto gioielli</strong>, articolato tra Roma e Milano con <strong>due figure complementari: Clara Arata, responsabile del dipartimento a Milano</strong>, cresciuta nel mondo orafo e forte di una formazione tecnico-commerciale, e <strong>Vittoria Tomasini, responsabile del dipartimento a Roma</strong>, di formazione umanistica e specializzazione gemmologica. Se Clara Arata testimonia quanto dietro alle quinte di un’asta sia rilevante il fattore adrenalina, dato che, nell’imprevedibilità, come lei stessa racconta, anche una collana partita da un’offerta di poche centinaia di euro può arrivare a cifre a cinque zeri, dall’altra parte, Vittoria Tomasini sottolinea come altrettanto fondamentale sia la fiducia dei clienti e dei venditori, alla base di ogni rapporto professionale.</p>


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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="705" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-esposizione-gioielli-705x1024.jpg" alt="" class="wp-image-516876" style="aspect-ratio:0.6884979702300406;width:353px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-esposizione-gioielli-705x1024.jpg 705w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-esposizione-gioielli-207x300.jpg 207w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-esposizione-gioielli-768x1115.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-esposizione-gioielli-1058x1536.jpg 1058w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-esposizione-gioielli-600x871.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-esposizione-gioielli.jpg 1322w" sizes="(max-width: 705px) 100vw, 705px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Da un’esposizione di gioielli curata di </em>Finarte</figcaption></figure>
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<p>Dietro la visibilità delle vendite, c’è poi un’architettura meno “appariscente” ma fondamentale: <strong>Viola Marzoli, Finance Manager</strong>, governa flussi finanziari complessi con precisione e visione d’insieme: <strong>“struttura, ordine e coerenza”</strong> che sostengono l’intero sistema. Senza un equilibrio tra questi elementi nessuna asta potrebbe dirsi davvero conclusa.</p>



<p>Nel <strong>Dipartimento libri, autografi e stampe, Diana Cardaci</strong> unisce formazione economico-gestionale e stupore intellettuale: tra i lotti più emozionanti raccolti da <em>Finarte </em>negli anni, ci racconta infatti anche di una primissima edizione del <em>Sidereus Nuncius</em> di Galileo Galilei del 1610, testimonianza di come anche un libro possa racchiudere dentro di sé una vera e propria rivoluzione. Un momento in cui anche la storia diventa arte.</p>



<p><strong>Marica Rossetti, Responsabile Relazioni Esterne e Programmazione e Senior Specialist per la Fotografia</strong>, unisce formazione storico-artistica e capacità organizzativa, muovendosi tra coordinamento interno e costruzione di relazioni con interlocutori esterni. Un lavoro che richiede precisione, visione d’insieme e una costante attenzione all’equilibrio tra le diverse priorità, in un sistema in cui ogni asta è il risultato di un incastro complesso di tempi, persone e contenuti.</p>



<p>Nel <strong>dipartimento Fashion, Margherita Manfredi</strong> porta un’esperienza ventennale nel settore del luxury, contribuendo allo sviluppo di un ambito relativamente recente per <em>Finarte</em>. Il suo approccio si fonda su un insieme stratificato di competenze – esperienza, intuito, capacità di selezione e lettura del cliente – che riflettono la natura stessa del mercato di riferimento, dove il valore si costruisce tanto sugli oggetti quanto sulle relazioni e sulle aspettative.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-speciale-libri-2025-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-516877" style="aspect-ratio:0.6670097786927431;width:376px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-speciale-libri-2025-683x1024.jpg 683w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-speciale-libri-2025-200x300.jpg 200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-speciale-libri-2025-768x1152.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-speciale-libri-2025-1024x1536.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-speciale-libri-2025-600x900.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Finarte-speciale-libri-2025.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Scatto da un’esposizione di antichi libri e manoscritti, 2025</em></figcaption></figure>
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<p>A presidiare invece la dimensione organizzativa e umana dell’azienda è <strong>Sara Cremonesi, Responsabile HR</strong> <strong>e Affari Societari</strong>, che opera all’intersezione tra gestione delle risorse, normativa e sviluppo interno. Entrata in una fase iniziale di rilancio aziendale, ha contribuito alla definizione dei processi e alla crescita della struttura, lavorando su un elemento spesso invisibile ma decisivo: la qualità delle relazioni e il clima interno, fondamentali per il funzionamento complessivo dell’organizzazione.</p>



<p>Infine, c’è la dimensione digitale e strategica affidata a <strong>Muriel Ronconi, responsabile di <em>The Boutique</em></strong>, piattaforma e-commerce che amplia il perimetro della casa d’aste verso un acquisto immediato, “a distanza di un click”, senza perdere il rigore curatoriale che contraddistingue <em>Finarte, </em>restando al passo con la modernità.</p>



<p>Se esiste un filo che unisce queste professioniste <strong>non è soltanto la preparazione </strong>– che spazia dalla storia dell’arte alla gemmologia, dall’economia culturale alla finanza – <strong>ma una combinazione di empatia, capacità decisionale e visione strategica</strong>. Oggi <em>Finarte</em> si racconta così: non attraverso slogan, ma attraverso un lavoro quotidiano fatto di valutazioni, cataloghi, trattative e bilanci, ma anche di <strong>stima, credibilità e fiducia costruite nel tempo</strong>. Un lavoro corale in cui la componente femminile non è mero dettaglio statistico, ma un dato concreto che fa di <em>Finarte </em>un esempio nel panorama artistico italiano.</p>



<p></p>
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		<title>Elezioni in Bulgaria, vince Rumen Radev: l&#8217;affluenza record,  l&#8217;ombra russa e una nuova possibile frattura nell’Unione Europea</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/elezioni-in-bulgaria-vince-rumen-radev-laffluenza-record-lombra-russa-e-una-nuova-possibile-frattura-nellunione-europea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 07:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1226" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Elezioni-in-Bulgaria-2026-vince-Rumen-Radev.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Elezioni-in-Bulgaria-2026-vince-Rumen-Radev.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Elezioni-in-Bulgaria-2026-vince-Rumen-Radev-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Elezioni-in-Bulgaria-2026-vince-Rumen-Radev-1024x654.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Elezioni-in-Bulgaria-2026-vince-Rumen-Radev-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Elezioni-in-Bulgaria-2026-vince-Rumen-Radev-1536x981.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Elezioni-in-Bulgaria-2026-vince-Rumen-Radev-600x383.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Domenica 19 aprile si sono svolte le elezioni parlamentari in Bulgaria, segnate da un record assoluto nella partecipazione, rispetto agli ultimi dieci anni: sono infatti scesi a votare oltre il 51% degli aventi diritto. Un dato che mostra la volontà di rinnovamento della popolazione bulgara, dopo anni di instabilità politica. Si è infatti trattato dell’ottavo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-in-bulgaria-vince-rumen-radev-laffluenza-record-lombra-russa-e-una-nuova-possibile-frattura-nellunione-europea.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-in-bulgaria-vince-rumen-radev-laffluenza-record-lombra-russa-e-una-nuova-possibile-frattura-nellunione-europea.html">Elezioni in Bulgaria, vince Rumen Radev: l&#8217;affluenza record,  l&#8217;ombra russa e una nuova possibile frattura nell’Unione Europea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1226" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Elezioni-in-Bulgaria-2026-vince-Rumen-Radev.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Elezioni-in-Bulgaria-2026-vince-Rumen-Radev.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Elezioni-in-Bulgaria-2026-vince-Rumen-Radev-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Elezioni-in-Bulgaria-2026-vince-Rumen-Radev-1024x654.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Elezioni-in-Bulgaria-2026-vince-Rumen-Radev-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Elezioni-in-Bulgaria-2026-vince-Rumen-Radev-1536x981.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Elezioni-in-Bulgaria-2026-vince-Rumen-Radev-600x383.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Domenica 19 aprile si sono svolte le <strong>elezioni parlamentari in Bulgaria</strong>, segnate da un record assoluto nella partecipazione, rispetto agli ultimi dieci anni: sono infatti scesi a votare oltre il 51% degli aventi diritto. Un dato che mostra <strong>la volontà di rinnovamento della popolazione bulgara, dopo anni di instabilità politica. </strong>Si è infatti trattato dell’ottavo ciclo di elezioni in soli cinque anni. Un periodo in cui il malcontento popolare per la stagnazione economica e, soprattutto, <strong>per una corruzione percepita come sistemica</strong>, sono esplosi definitivamente con le proteste dello scorso novembre a Sofia, quando oltre 100.000 persone sono scese in piazza contro il governo e contro la gestione opaca dei fondi pubblici da parte dei partiti <em>Gerb</em>, dell’ex Primo Ministro Boyko Borissov, e del <em>Movimento per i Diritti e la Libertà</em> dell’oligarca Delyan Peevski. Un movimento di protesta come non se ne vedevano in Bulgaria da oltre trent&#8217;anni.</p>



<p>Le elezioni di domenica hanno <strong>premiato nettamente Rumen Radev, leader del partito <em>Bulgaria Progressista</em>, che con il 45% dei voti ha conquistato la maggioranza assoluta in Parlamento</strong> (121 seggi), assicurandosi la possibilità di formare un Governo autonomo, senza alleanze. Radev ha superato nettamente tutti i partiti avversari: i conservatori di <em>Gerb</em>, guidati dall’ex primo ministro Boyko Borissov, e i liberali del <em>PP-DB</em> si sono fermati rispettivamente al 13,4% e al 12,6%, secondo i dati della Commissione elettorale. La vittoria di Radev ha però sin da subito suscitato sgomento sulla scena internazionale, dove è stato <strong>più volte definito come <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/lungheria-di-magyar-e-israele-come-orban-piu-di-orban.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“il nuovo Orban”,</a> a causa di alcune sue posizioni sulla guerra in Ucraina e i rapporti con la Russia.</strong> Ma chi è dunque Rumen Radev? E cosa aspettarsi per il futuro della Bulgaria all’interno dell’Ue?</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="670" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Le-proteste-contro-oligarchi-e-corrzione-a-Sofia-novembre-2025-1024x670.jpg" alt="" class="wp-image-514115" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Le-proteste-contro-oligarchi-e-corrzione-a-Sofia-novembre-2025-1024x670.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Le-proteste-contro-oligarchi-e-corrzione-a-Sofia-novembre-2025-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Le-proteste-contro-oligarchi-e-corrzione-a-Sofia-novembre-2025-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Le-proteste-contro-oligarchi-e-corrzione-a-Sofia-novembre-2025-1536x1005.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Le-proteste-contro-oligarchi-e-corrzione-a-Sofia-novembre-2025-600x393.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Le-proteste-contro-oligarchi-e-corrzione-a-Sofia-novembre-2025.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Le proteste contro oligarchi e corrzione a Sofia, novembre 2025</em></figcaption></figure>
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<p><strong>Chi è Rumen Radev</strong></p>



<p>Classe 1963, ex aviatore e generale formatosi in epoca sovietica, con esperienza militare negli Stati Uniti, Rumen Radev non è affatto una figura nuova nel mondo della politica. Dal 2016 al gennaio 2026 ha infatti ricoperto per due mandati <strong>la carica di presidente della Bulgaria, dimettendosi lo scorso 19 gennaio</strong> e lasciando il posto alla sua vice Iliana Jotova, diventata prima donna Presidente del Paese. Il passaggio dalla presidenza — ruolo tradizionalmente neutrale e <em>super partes</em> —alla figura di Premier segna dunque una svolta netta nella sua traiettoria politica. Ed è proprio questa accelerazione ad aver sollevato alcuni interrogativi nell’opinione pubblica.</p>



<p>Da un lato, i tempi estremamente ravvicinati tra le dimissioni e le elezioni non hanno consentito di <strong>definire con chiarezza un programma dettagliato, e la strategia che intende adottare sul fronte della lotta alla corruzione</strong>, tema centrale in un Paese che resta, ancora oggi, il più povero dell’Unione europea. Dall’altro, nelle ultime settimane Radev ha abbandonato i toni moderati mantenuti in passato, adottando posizioni apertamente pro russe che gli hanno fatto guadagnare l’appellativo mediatico di “nuovo Orban”.</p>



<p>In particolare, la nuova generazione – la cosiddetta GenZ – ovvero la fetta di popolazione protagonista delle gigantesche proteste di novembre, non solo si è detta delusa dell’esito del voto, ma ha anche già iniziato a esprimere il proprio malcontento con post satirici diffusi via social. Più sfumata la reazione del resto dell’elettorato, che sembra oscillare tra cauta speranza e scetticismo. Il nuovo Governo si troverà infatti a operare <strong>in un contesto estremamente fragile</strong>: lo scorso gennaio la Bulgaria è entrata in eurozona, adottando definitivamente l’euro come moneta, ma continua comunque a registrare i salari e le pensioni più bassi dell’intera Ue, con un&#8217;inflazione crescente. Una condizione che alimenta il malcontento e apre spazi politici anche a formazioni radicali. Tra queste, per esempio, i<a href="https://it.insideover.com/politica/bulgaria-proteste-contro-leuro-e-bandiera-ue-in-fiamme-segnali-di-uneuropa-in-crisi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l partito di estrema destra <em>Rinascita</em> di Kostadin Kostadinov</a>, il più euroscettico tra tutti, domenica ha preso il 4,3% dei voti, che gli permetterà di entrare per la prima volta in Parlamento.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="759" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250223002123926_6066851b1560f31de5df000c34a5c044-1024x759.jpg" alt="" class="wp-image-457745" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250223002123926_6066851b1560f31de5df000c34a5c044-1024x759.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250223002123926_6066851b1560f31de5df000c34a5c044-600x445.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250223002123926_6066851b1560f31de5df000c34a5c044-300x223.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250223002123926_6066851b1560f31de5df000c34a5c044-768x570.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250223002123926_6066851b1560f31de5df000c34a5c044-1536x1139.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250223002123926_6066851b1560f31de5df000c34a5c044.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Manifestazione contro l&#8217;euro in Bulgaria, febbraio 2025</em></figcaption></figure>
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<p><strong>La questione russa</strong></p>



<p>“La Bulgaria si impegnerà a proseguire il suo percorso europeo” ha dichiarato Radev nella sua primissima conferenza stampa post elezioni. Ma a pesare sono soprattutto le sue posizioni sulla Russia. <strong>“La Crimea è russa e questo è un fatto. Nessuna interpretazione lo può cambiare”</strong> aveva infatti detto nel corso di un’intervista solo alcune settimane fa, evocando la necessità per l’Ue di tornare a dialogare con la Russia, sia sul piano energetico &#8211; aggravato dalle tensioni in Medio Oriente e dalla chiusura dello stretto di Hormuz &#8211; che dal punto di vista diplomatico. Sulla guerra in Ucraina, Radev sostiene inoltre che il sostegno militare ed economico debba restare su base volontaria, mettendo in dubbio la capacità della Bulgaria di sostenerlo nel lungo periodo. <strong>Parole accolte con freddezza nelle capitali europee e con favore a Mosca,</strong> dove il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, a sorpresa, nella giornata di lunedì 20 aprile ha parlato di “disponibilità a un dialogo pragmatico” con Radev.</p>



<p>Il possibile avvicinamento alla Russia, nella visione di Radev, è necessario, non solo in virtù del passato comunista della Bulgaria, ma sopratutto in chiave strategica, essendo la Bulgaria estrema periferia orientale dell&#8217;Ue, a pochi chilometri proprio dal conflitto russo-ucraino, ed essendo diventata meta, negli ultimi quattro anni, proprio della diaspora russa e ucraina in fuga dalla guerra, incentivate a scegliere la Bulgaria a causa della lingua e della mentalità simili a quelle di origine.</p>



<p><strong>L’elezione di Radev potrebbe dunque riaprire la linea di frattura all’interno dell’Unione europea</strong>. Dopo la recente disfatta di Viktor Orban in Ungheria, emerge infatti un nuovo interlocutore allineato su posizioni simili, seppur con una matrice politica diversa. È importante sottolineare che, a differenze delle marcate posizioni pro-Israele e la generale impostazione di destra ultraconservatrice di Orban, Radev è spostato su posizioni populiste più di sinistra, essendo egli entrato in politica, in origine, proprio con il <em>Partito Socialista Bulgaro</em> nel lontano 2016, e non avendo mai sostenuto apertamente l&#8217;aggressione israeliana a Gaza e più in generale in Medio Oriente.</p>



<p><strong>Conclusione</strong></p>



<p>In definitiva, più che un semplice cambio di governo, il voto bulgaro segnala qualcosa di più profondo: <strong>la ridefinizione degli equilibri politici nell’Europa orientale, dove le categorie tradizionali di destra e sinistra appaiono sempre meno utili a interpretare la realtà.</strong> In Bulgaria, così come in altri Paesi dell’ex Patto di Varsavia, la rottura si sposta altrove: tra europeismo e sovranismo, stabilità e disillusione, tra passato, origini e presente. L’alta affluenza di domenica racconta una volontà della popolazione a tornare attiva nel futuro politico della Bulgaria. Resta da capire se il nuovo Governo saprà trasformarla in un progetto coerente — o se sarà l’ennesimo capitolo di una crisi che, da anni, fatica a trovare una via d’uscita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-in-bulgaria-vince-rumen-radev-laffluenza-record-lombra-russa-e-una-nuova-possibile-frattura-nellunione-europea.html">Elezioni in Bulgaria, vince Rumen Radev: l&#8217;affluenza record,  l&#8217;ombra russa e una nuova possibile frattura nell’Unione Europea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Alberto Negri su Usa-Iran: &#8220;Non siamo intervenuti per fermare il genocidio, e oggi tutto il mondo è Gaza&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/alberto-negri-su-usa-iran-non-siamo-intervenuti-per-fermare-il-genocidio-e-oggi-tutto-il-mondo-e-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 14:35:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[trump]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>"Israele è lo Stato più pericoloso al mondo, Trump segue l'agenda di Netanyahu in Iran. Il diritto internazionale è finito...".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/alberto-negri-su-usa-iran-non-siamo-intervenuti-per-fermare-il-genocidio-e-oggi-tutto-il-mondo-e-gaza.html">Alberto Negri su Usa-Iran: &#8220;Non siamo intervenuti per fermare il genocidio, e oggi tutto il mondo è Gaza&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella notte tra il 27 e il 28 febbraio scorsi <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-e-usa-martellano-liran-dietro-le-bombe-poca-visione-strategica-e-possibili-divisioni.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Israele e Stati Uniti hanno attaccato l’Iran</a>,</strong> aprendo uno scenario che fino a pochi mesi fa sembrava impensabile: <strong>l’uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei, al potere da oltre 36 anni</strong>, e un’<em>escalation</em> senza precedenti in tutto il Medio Oriente, con centinaia di vittime, tra cui non solo pasdaran e soldati ma anche numerosi civili.</p>



<p>In poche ore, una crisi latente si è trasformata in uno scontro aperto, i cui esiti economici — e soprattutto politici — restano del tutto imprevedibili su scala globale. Per capire cosa sta accadendo e <strong>quali conseguenze potrebbe avere questo nuovo conflitto per l’Europa</strong>, abbiamo parlato con <strong>il giornalista e reporter di guerra <a href="https://mowmag.com/attualita/alberto-negri-siamo-governati-da-imbecilli-ucraina-guerra-persa-gaza-israele-occupa-territori-perche-non-viene-sanzionata" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alberto Negri</a></strong>, inviato per oltre quarant’anni in alcuni dei principali teatri di conflitto tra Medio Oriente, Asia, Africa e Balcani e profondo conoscitore delle dinamiche politiche e militari della regione.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-funerali-vittime-civili-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-508514" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-funerali-vittime-civili-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-funerali-vittime-civili-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-funerali-vittime-civili-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-funerali-vittime-civili-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-funerali-vittime-civili-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-funerali-vittime-civili.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Funerali di alcune delle  vittime civili del conflitto in Ian</em></figcaption></figure>
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<p><strong>Stati Uniti e Israele hanno lanciato l&#8217;operazione militare “Ruggito del Leone” contro l&#8217;Iran e in poche ore si è scatenato il caos. Hanno ucciso non solo l&#8217;Ayatollah Khamenei, ma anche altri 50 esponenti della leadership politica dell&#8217;Iran, portando a una guerra totale in Medio Oriente. Cosa pensa di questa operazione militare e quanto era prevedibile?</strong></p>



<p>“L&#8217;attacco della mattina del 28 febbraio è stato il primo, ed è stato fatto da Israele, e solo dopo si sono aggiunti gli Stati Uniti. Questo già ci dice qualcosa: <strong>gli Stati Uniti seguono l&#8217;agenda israeliana, come è accaduto anche nell&#8217;attacco del giugno scorso.</strong> Ha sempre iniziato Israele. Dunque, <strong>Trump fa quello che gli dice Netanyahu</strong>. Qual è la ragione? Non lo sappiamo, però è sempre più evidente che Netanyahu è in grado di imporre la propria agenda agli Stati Uniti e l&#8217;obiettivo è chiaro: <strong>lasciare che Israele rimanga l&#8217;unica superpotenza in quella regione. </strong>Ovvero l&#8217;unica dotata di armi nucleari, ma anche l&#8217;unica in grado di poter imporre la propria egemonia. L&#8217;obiettivo di queste guerre, da sempre, ormai da vent&#8217;anni, è quello di lasciare i Paesi di quella regione completamente inermi. Ne sono un esempio Siria e Iraq che oggi non hanno più neanche un&#8217;aviazione militare. Ora è il turno dell&#8217;Iran. <strong>Israele si impone come Stato padrone, incontrastato, del Medio Oriente</strong>, con conseguenze evidenti anche per i Paesi del Golfo, che sono stati coinvolti in questa guerra, e alla fine dovranno inchinarsi a Israele&#8221;.</p>



<p><strong>Che cosa pensa dell’uccisione di Khamenei? Molti occidentali, così come diversi iraniani emigrati, celebrano la fine del regime iraniano, ringraziando Stati Uniti e Israele per essere stati &#8220;liberati&#8221;. Ma si può davvero parlare di “liberazione”?</strong></p>



<p>“Il mio primo pensiero non va tanto a quelli che fanno le dimostrazioni qui in Europa e negli Stati Uniti, ma <strong>agli iraniani che vivono in Iran e sono sottoposti a due pressioni contemporaneamente: i bombardamenti dall&#8217;alto della coppia Stati Uniti-Israele, ma anche al giro di vite repressivo di un regime che non molla ancora il controllo della popolazione</strong>. Ecco perché la traiettoria di quello che può accadere in Iran è assai incerta.</p>



<p>Molto spesso le previsioni sull&#8217;Iran si sono rivelate assolutamente fallaci: è un grande Paese, con più di 90 milioni di abitanti, un milione e 600mila chilometri quadrati e non confina con la Svizzera, ma con l&#8217;Afghanistan dove, tra l’altro, c&#8217;è in corso un’altra guerra con il Pakistan, oltre a confinare anche con Paesi altamente instabili come l&#8217;Iraq.</p>



<p>Inoltre, anche la composizione etnica dell&#8217;Iran è variopinta e diversificata e <strong>bisogna vedere se gli iraniani sarebbero disposti ad accettare un cambio di regime che potrebbe rischiare di disgregare il Paese</strong> in varie parti. È quello che è accaduto in Iraq con la guerra del 2003, dopo cui il Paese poi non si è mai più ricomposto. È quello che sta avvenendo anche in Siria ormai da un anno e mezzo. Siamo sicuri che l’Iran voglia andare in quella stessa direzione?”</p>



<p><strong>Considerata la sua pluriennale esperienza sul campo di Medio Oriente, questa nuova guerra è diversa dalle precedenti nella stessa area? Mi riferisco proprio a Iraq, Afghanistan, Siria</strong>&#8230;</p>



<p>“Tecnicamente si tratta di guerre molto diverse, perché la guerra in Iraq fu accompagnata da un&#8217;invasione di terra con oltre 150mila soldati americani, che si è prolungata per anni e anni. Tuttavia, le conseguenze di questo conflitto potrebbero essere le stesse: <strong>la disgregazione dell’Iran come è avvenuto per la Siria, l&#8217;Iraq, e la Libia di Gheddafi</strong>. Ne parliamo adesso, 15-20 anni dopo, e ancora non vediamo una reale ricomposizione di questi Paesi. Come ho detto, questo è l&#8217;obiettivo principale: disgregarli e dividerli per linee etniche, religiose o settarie&#8221;.</p>



<p><strong>Pensando alla nostra prospettiva, perché come occidentali siamo alleati dei Paesi del Golfo, tanto che alcuni nostri politici arrivano ad elogiarne le caratteristiche socio-politiche, nonostante che le donne lì, praticamente non abbiano diritti, ma al contempo ci indigniamo per le oppressioni, pur disgustose, dei Pasdaran e della polizia morale iraniana?</strong></p>



<p>“<strong>Perché i Paesi del Golfo pagano miliardi di dollari per comprare armi italiane, francesi, inglesi e americane</strong>. Sono nostri partner economici da una vita, hanno comprato dalle nostre aziende, e comprano tutt&#8217;ora, tutto ciò che serve dal punto di vista militare. Ecco perché i Paesi del Golfo non vengono mai presi di mira. Qualcuno si ricorda ancora che Mohammad bin Salman, il principe saudita, ha fatto a pezzi, all’interno del consolato saudita di Istanbul, <strong>il giornalista Jamal Khashoggi </strong>nel 2018? Qualcuno lo nomina ancora? Non mi pare.</p>



<p>Noi siamo in grado di tollerare tutto, basta che tu paghi. <strong>Questo è il problema grosso dell&#8217;Occidente e dell&#8217;Europa: la bassa, bassissima tenuta morale europea</strong>. Non è solo questione di armi, ma di tenuta morale. L&#8217;Europa ha tollerato che per due anni Israele facesse un genocidio a Gaza con oltre 70mila morti tra donne, bambini, anziani<strong>. Ecco perché oggi Israele e gli Stati Uniti fanno quello che vogliono, perché noi non siamo intervenuti per fermare il genocidio dei palestinesi e adesso tutto il mondo è diventato Gaza&#8221;.</strong></p>



<p><strong>Restiamo in Europa: oggi non si può più parlare, di fatto, di applicazione del diritto internazionale perché nessuno lo rispetta più. Tuttavia, l’Unione Europea si proclama ancora portatrice di determinati valori etici e morali. In quest’ottica, cosa pensa del doppio standard applicato dall’Ue rispetto all’invasione russa dell’Ucraina da una parte, per cui sono stati approvati 20 pacchetti di sanzioni, e al quasi nulla rispetto al genocidio a Gaza, perpetrato da Israele, dall’altra? A ciò, si aggiunge ora anche la nuova aggressione di matrice israelo-americana in Iran, dove non solo non si interviene dal punto di vista politico e diplomatico, ma anzi, vengono fornite armi e supporto.</strong></p>



<p>“Lo vediamo chiaramente: Putin è stato condannato per crimini di guerra dalla Corte Penale Internazionale, e dunque non può viaggiare in Europa e in altre parti del mondo. Anche Netanyahu è stato condannato dalla Corte Penale Internazionale, ma lui è ancora un nostro partner attivo. Anzi, dirò di più, è il nostro vero ‘colonizzatore’ oggi. Questo è il problema. <strong>Noi abbiamo accettato che Israele facesse di tutto, proprio con quel famoso doppio standard, per cui da una parte c&#8217;è la guerra in Ucraina e finanziamo la resistenza ucraina, dall&#8217;altra parte però nessuno di noi finanzia più i palestinesi</strong>; anzi, con questa guerra sono finiti in condizioni ancora peggiori di prima. Qualcuno ha sentito alzare qualche voce al riguardo? Purtroppo, anche dal punto di vista morale c&#8217;è una caduta: è precipitato tutto, non solo il diritto internazionale. Certo, lo sappiamo che sul diritto internazionale anche il regime iraniano è pessimo, ma <strong>non è accettabile che per questo oggi chiunque possa far la guerra a chiunque altro; fare un torto e ripagare con la stessa moneta, con la vendetta. Questa è la fine del diritto internazionale</strong>&#8220;.</p>



<p><strong>In questo modo però non c’è soluzione di alcun tipo. Tra l’altro, Ursula von der Leyen, come presidente della Commissione Europea, alcune ore dopo i primi attacchi in Iran nel corso del weekend, ha scritto un messaggio su X per informare che sarebbe stata indetta una riunione straordinaria dei vertici Ue, ma solo il lunedì mattina, suscitando moltissime perplessità e commenti sul web. Come se non si trattasse di una crisi internazionale, ma di un lavoro impiegatizio d’ufficio che si può rimandare al lunedì mattina. In quest’ottica, cosa pensa della classe politica europea? Sono preparati a questo nuovo scenario?</strong></p>



<p>“La risposta viene da sé: questi signori dell’Ue non sono assolutamente in grado di affrontare la situazione. Di questo passo l&#8217;Unione Europea rischia di disgregarsi politicamente. Lo abbiamo visto con l’atteggiamento di Orban in Ungheria, ma più in generale <strong>l’unità europea oggi non si fonda più su valori, ma solo su interessi</strong>&#8220;.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Following the ongoing situation in Iran, I am convening a special Security College on Monday. <br><br>For regional security and stability, it is of the utmost importance that there is no further escalation through Iran’s unjustified attacks on partners in the region.</p>&mdash; Ursula von der Leyen (@vonderleyen) <a href="https://twitter.com/vonderleyen/status/2027756878575362119?ref_src=twsrc%5Etfw">February 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p><strong>In queste ore si discute dei possibili effetti sul conflitto in Merio Oriente qualora Italia, Francia, Germania e Regno Unito decidessero di concedere l’uso delle basi militari presenti sul proprio territorio all’esercito Usa per operazioni contro l’Iran. Lei come vede un coinvolgimento più diretto dell’Italia in questo scenario? In che posizione ci metterebbe?</strong></p>



<p>“Per ora nessuno ha deciso di concedere le basi militari agli americani, in Italia. Hanno però deciso di intervenire a supporto di Cipro, che è ormai una specie di colonia israeliana, dietro cui c’è anche un accordo trilaterale Cipro-Israele-Grecia. Chiaramente un coinvolgimento ci metterebbe dentro il conflitto, questo mi sembra evidente. Certo, nel 2011 l’Italia ha concesso l’uso delle basi militari a Francia, Gran Bretagna e Regno Unito per far fuori Gheddafi, che era tra i nostri maggiori alleati nel Mediterraneo. Oggi data la situazione mi sembra evidente che se ci fosse una richiesta americana per la concessione delle basi, debba passare prima in Parlamento, perché le basi sono in uso agli Stati Uniti, ma la sovranità resta ancora italiana.”</p>



<p><strong>Cosa pensa del fatto che il ministro Crosetto, pur rappresentando l’Italia, Paese alleato di Stati Uniti e Israele, non fosse stato avvisato dell’operazione contro l’Iran, tanto da rimanere bloccato a Dubai? Pare che nessun capo di Stato fosse stato avvisato. Questo non segna un precedente?</strong></p>



<p>“Nessuno era stato avvisato di quest&#8217;operazione, neppure il Primo Ministro britannico Starmer. <strong>È la prima volta che accade che gli Stati Uniti facciano una guerra senza avvisare la Gran Bretagna</strong>. Era stato avvisato soltanto uno, il cancelliere tedesco Merz, e per un motivo: perché sulle piste degli aeroporti tedeschi c&#8217;erano degli aerei militari israeliani&#8221;.</p>



<p><strong>Al suo rientro in Italia il Ministro Crosetto ha dichiarato che “siamo sull’orlo dell’abisso”. Quanto è plausibile un ulteriore allargamento del conflitto? C’è ancora una remota possibilità che non che non si vada verso lo scenario peggiore?</strong></p>



<p>“Un allargamento del conflitto agli Stati della regione lo abbiamo già visto, ma ora bisogna vedere quanti missili restano ancora all’Iran da sparare, visto che stanno facendo fuori i lanciatori. Se parliamo di un allargamento a Russia e Cina invece, la situazione è diversa. La Russia non mi sembra assolutamente nella posizione di partecipare a un altro conflitto, visto che c&#8217;è già quello in Ucraina. E in secondo luogo, non interverrebbe mai militarmente a sostegno dell&#8217;Iran contro Israele. Putin non è mai andato contro Israele, perché in Israele la seconda lingua più parlata è il russo, dalla diaspora ancora di epoca sovietica. Per quanto riguarda la Cina, magari ci saranno delle forniture militari sottobanco, ma non vedo proprio i cinesi intervenire in un conflitto così lontano dai loro interessi strategici. Perché è vero che l&#8217;Iran fornisce petrolio alla Cina, ma è molto distante dai loro interessi e la Cina non ha basi in Medio Oriente.”</p>



<p><strong>Lei ha detto che l&#8217;operazione contro l&#8217;Iran è stata iniziata prima da Israele e dopo dagli Stati Uniti. Quindi l&#8217;agenda americana segue quello che vuole Netanyahu. Abbiamo visto un mese fa il rapimento di Maduro in Venezuela. Trump sta già parlando di cosa potrebbe succedere a Cuba. Ovviamente sono solo dichiarazioni, però in quest&#8217;ottica quanto sono pericolosi per il mondo Trump e Netanyahu?</strong> </p>



<p>“Oggi Israele, insieme alla Corea del Nord, è lo Stato più pericoloso al mondo. Israele è una potenza nucleare, ma noi non sappiamo se voglia usare questa potenza o meno. Israele è addirittura più libero degli Stati Uniti in questo. Gli Stati Uniti, comunque, le armi nucleari non le potrebbero usare, perché ci sono Cina e Russia<strong>. Israele si farebbe remore a usare una bomba atomica, anche tattica, in Medio Oriente se dovesse perdere una guerra? No, lo sappiamo tutti che non si farebbe nessuna remora. Per questo è lo Stato più pericoloso al mondo&#8221;.</strong></p>



<p><strong>Però, vista così, nessuno è in grado di fermarlo. Non c&#8217;è nessun tipo di risposta né diplomatica, né politica, né militare.</strong></p>



<p>“Ha visto cosa è successo a Gaza? Dicevo e scrivevo ‘Guardate che se non si interviene a Gaza, se non si blocca Israele, Israele si sentirà autorizzato a fare qualunque cosa, non solo dei Paesi del Medio Oriente ma anche di noi.’ È esattamente quello che è successo. Israele fa quello che vuole, decide quali sono gli obiettivi, può costringerti a una crisi petrolifera ed energetica di ampia portata, e tutto questo senza che tu abbia fatto nulla. Perché non sei intervenuto prima. <strong>Non essere intervenuti prima per fermare Israele a Gaza, è stato il via libera tacito dell’Europa sul genocidio, E ora questo. Israele ha sentito di poter fare qualunque cosa.</strong> Questa è la situazione pura e semplice: <strong>non siamo più nella diplomazia, ma nei rapporti di forza</strong>&#8220;.</p>



<p><strong>Ha parlato di una possibile crisi energetica. Negli ultimi giorni Putin ha dichiarato che il gas russo che ancora rifornisce una parte dell&#8217;Europa centro-orientale potrebbe essere interrotto prima dello scadere del termine concordato del 2027. E in ogni caso la maggior parte dei Paesi dell&#8217;Ue non ha più rapporti commerciali con la Russsia. Dall’altra parte, però, con questa nuova crisi potrebbero esserci problemi anche sui rifornimenti dal Medio Oriente. In quel caso i Paesi europei ne potrebbero uscire perdenti?</strong></p>



<p>“Bisogna distinguere tra i Paesi europei. Francia e Spagna sono autonomi dal punto di vista energetico: la Francia ha le centrali nucleari, inoltre si riforniscono con navi che passano dall&#8217;Atlantico, non dal Golfo. L’Italia invece è in una posizione di debolezza perché prende il suo gas al 25% circa dal Qatar, che però ha chiuso i gli impianti. Qualcosa arriva dall’Azerbaijan, 40% dall&#8217;Algeria, un altro 10% dalla Libia, ma è chiaro che dovremo rivolgerci ad altri fornitori. <strong>Questa situazione ha messo in evidenza una crisi strutturale. E l’Italia è un Paese vulnerabile per quel che riguarda il rifornimento di energia. </strong>Oltretutto, se non ci arriva più gas dal Golfo, Trump si frega le mani, perché significa che gli Usa ce lo possono vendere a prezzo superiore&#8221;.</p>



<p><strong>Perché, secondo lei, il Governo italiano resta così fedele alla linea politica degli Stati Uniti, non criticandone alcuna iniziativa?</strong></p>



<p>“Perché contrasterebbe quello che vuole Israele. <strong>L&#8217;Italia è un Paese a sovranità limitata</strong>, basta vedere le basi americane che ci sono, ma siamo in condizioni di sottomissione anche nei confronti del Governo israeliano. <strong>Nel marzo del 2023 l&#8217;Italia ha appaltato la <em>cyber security</em> dei propri servizi segreti a Israele e questa è stata una manovra totalmente sconsiderata: abbiamo consegnato a Israele le chiavi della nostra sicurezza.</strong> Ecco perché Israele è in condizioni di forza anche nei confronti dell&#8217;Italia&#8221;.</p>



<p><strong>Una domanda di respiro un po’ più ampio: lei ha detto giustamente che questo conflitto in Medio Oriente ha già coinvolto tantissimi altri paesi dell&#8217;area. Sto parlando di Qatar, Emirati Arabi, Bahrain, Kuwait, gli Huthi in Yemen, Hezbollah in Libano, i Curdi…</strong> <strong>Quanto ci avvicina tutto questo, aggiungendoci il conflitto già in corso in Ucraina, e la situazione a Gaza, a una Terza guerra mondiale?</strong></p>



<p>“Secondo me, non tanto: Israele occuperà un pezzo di Libano, come ha già occupato un pezzo di Siria dopo la caduta di Assad, e già occupava le alture del Golan dal 1967. Questo è quello che interessa a Israele, e siccome dispone nella sua agenda anche degli Stati Uniti, quello che andrà bene agli Stati Uniti, andrà bene anche a noi. Certo, credo che sarà una guerra lunga.</p>



<p>Distinguiamo tra le operazioni militari che stanno conducendo Stati Uniti e Israele. <strong>L’obiettivo ora è radere completamente al suolo l’apparato militare iraniano, e questo potrebbe andare avanti ancora per qualche settimana</strong>. Poi però, bisogna vedere se vogliono effettivamente attuare un cambio di regime e in che modo vogliono farlo. Quello che dice Trump&#8230; Lo sappiamo, un giorno dice una cosa, il giorno dopo ne dice un&#8217;altra, però a quel punto, gli interessi di Stati Uniti e Israele potrebbero divergere. Israele vuole radere al suolo l’apparato militare iraniano, ma <strong>Trump a un certo punto dovrà chiudere questo conflitto perché a breve ci saranno le elezioni di midterm</strong> e non può presentarsi con una guerra aperta, in corso.”</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">A video shows a group of pastors praying over President Donald Trump in the Oval Office <a href="https://t.co/ACG6Pzs002">pic.twitter.com/ACG6Pzs002</a></p>&mdash; Reuters (@Reuters) <a href="https://twitter.com/Reuters/status/2029878407878656456?ref_src=twsrc%5Etfw">March 6, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p><strong>Trump però era quello che prometteva la pace nel mondo, addirittura di risolvere le guerre, pretendendo il Nobel per la pace</strong></p>



<p>“Trump dice cose inutili, recentemente ha detto che vuole nominare lui la prossima guida suprema dell’Iran, da Mar-a-Lago. <strong>Ma Trump stesso è ormai il capo di una nuova religione. Una religione sotto l’egida del sionismo, che mette insieme evangelici, pentecostali, battisti, i miliardari del Golfo… Una religione che vuole imporre a tutti noi.</strong></p>



<p>Trump ha però un problema: la base MAGA che lo ha votato ha iniziato a essere molto irritata dal fatto che lui, anziché pensare agli interessi degli Stati Uniti, pensi a quelli di Israele. E questo può costituire un vero grande problema alle prossime elezioni. Per questo ha bisogno di chiudere questo conflitto e dichiarare una vittoria. <strong>Noi come Europa abbiamo forse voce in capitolo? No, altrimenti ci avrebbero avvertiti di questa guerra.</strong> Noi pagheremo per le enormi conseguenze di questa guerra dal punto di vista economico, come paghiamo per la guerra in Ucraina. Ma di fatto, non decidiamo nulla&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/alberto-negri-su-usa-iran-non-siamo-intervenuti-per-fermare-il-genocidio-e-oggi-tutto-il-mondo-e-gaza.html">Alberto Negri su Usa-Iran: &#8220;Non siamo intervenuti per fermare il genocidio, e oggi tutto il mondo è Gaza&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ucraina 2022-2026 &#8211;  Parla la madre di un soldato: “Abbiamo già pagato un prezzo troppo alto: il sangue della nostra gente”</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ucraina-2022-2026-parla-la-madre-di-un-soldato-abbiamo-gia-pagato-un-prezzo-troppo-alto-il-sangue-della-nostra-gente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 07:53:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Guerra-Russia-Ucraina-24-febbraio-2022-20226.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Guerra-Russia-Ucraina-24-febbraio-2022-20226.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Guerra-Russia-Ucraina-24-febbraio-2022-20226-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Guerra-Russia-Ucraina-24-febbraio-2022-20226-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Guerra-Russia-Ucraina-24-febbraio-2022-20226-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Guerra-Russia-Ucraina-24-febbraio-2022-20226-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Guerra-Russia-Ucraina-24-febbraio-2022-20226-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 24 febbraio del 2022 la Russia invadeva l’Ucraina. Quattro anni sono passati da allora, e anche se nel frattempo molti sembrano essersene dimenticati, come anestetizzati dalle continue crisi che sconvolgono ogni parte del mondo, anche se quella guerra sembra essere sfumata dai nostri feed e dai nostri algoritmi social, al fronte si continua a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-2022-2026-parla-la-madre-di-un-soldato-abbiamo-gia-pagato-un-prezzo-troppo-alto-il-sangue-della-nostra-gente.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-2022-2026-parla-la-madre-di-un-soldato-abbiamo-gia-pagato-un-prezzo-troppo-alto-il-sangue-della-nostra-gente.html">Ucraina 2022-2026 &#8211;  Parla la madre di un soldato: “Abbiamo già pagato un prezzo troppo alto: il sangue della nostra gente”</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Guerra-Russia-Ucraina-24-febbraio-2022-20226.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Guerra-Russia-Ucraina-24-febbraio-2022-20226.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Guerra-Russia-Ucraina-24-febbraio-2022-20226-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Guerra-Russia-Ucraina-24-febbraio-2022-20226-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Guerra-Russia-Ucraina-24-febbraio-2022-20226-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Guerra-Russia-Ucraina-24-febbraio-2022-20226-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Guerra-Russia-Ucraina-24-febbraio-2022-20226-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Il 24 febbraio del 2022 la Russia invadeva l’Ucraina.</strong> Quattro anni sono passati da allora, e anche se nel frattempo molti sembrano essersene dimenticati, come anestetizzati dalle continue crisi che sconvolgono ogni parte del mondo, anche se <em>quella </em>guerra sembra essere sfumata dai nostri feed e dai nostri algoritmi social, <strong>al fronte si continua a combattere.</strong></p>



<p>I morti e i feriti non si contano, non ci sono dati certi per poterli quantificare. Qualcuno parla di mezzo milione tra morti e feriti,<a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/2/23/the-ukraine-war-in-numbers-people-territory-money" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> altri raddopiano la cifra.</a> I politici promettono trattative di pace, i leader mondiali continuano a incontrarsi in infiniti summit internazionali, ma al fronte nulla evolve. In questi quattro anni è diventato sempre più difficile capire e ricostruire cosa accada davvero in Ucraina, lontano dai riflettori. <strong>È difficile immaginare come vivano migliaia di famiglie e soldati</strong> e quale sia l’umore della popolazione che è rimasta lì, nonostante tutto.</p>



<p>Per farlo abbiamo deciso di incontrato “Agni”. Un nome di fantasia, ovviamente, utilizzato per proteggere chi decide di aprirsi al racconto. Agni è una donna e soprattutto una madre ucraina. <a href="https://it.insideover.com/guerra/prima-finisce-prima-la-gente-smette-di-morire-parla-la-madre-di-un-soldato-ucraino.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L’avevamo già incontrata oltre un anno fa</a>, sempre a Milano. Agni vive da tempo in Italia, ma in Ucraina ha un figlio al fronte, in prima linea. A ridosso di un anniversario tanto drammatico ci ha accolto di nuovo nel suo ‘ufficio’ e con gli occhi vivaci, pieni di commozione, ci ha raccontato dei <strong>“villaggi deserti e abbandonati”, delle scuole nei bunker, dei soldati “stanchi”, delle comunicazioni impossibili</strong>, ma anche di un senso di orgoglio, rabbia e speranza per il futuro dell’Ucraina.</p>



<p><strong>Un Paese che ha “già pagato un prezzo troppo alto” in termini di vite umane</strong>, e che proprio per questo ha bisogno di risollevarsi e rinascere. Nessuno sconto verso una classe politica bugiarda, interessata solo ad arricchirsi sulle spalle di un popolo, <strong>prendendosi una “fetta della torta” per sé</strong>. Eppure, nonostante tutto, nel racconto di Agni emerge anche un forte senso di integrità, resistenza e speranza nel futuro.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="718" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Guerra-Russia-Ucraina-donne-ricordano-i-soldati-caduti-1024x718.jpg" alt="" class="wp-image-506580" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Guerra-Russia-Ucraina-donne-ricordano-i-soldati-caduti-1024x718.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Guerra-Russia-Ucraina-donne-ricordano-i-soldati-caduti-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Guerra-Russia-Ucraina-donne-ricordano-i-soldati-caduti-768x539.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Guerra-Russia-Ucraina-donne-ricordano-i-soldati-caduti-1536x1078.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Guerra-Russia-Ucraina-donne-ricordano-i-soldati-caduti-600x421.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Guerra-Russia-Ucraina-donne-ricordano-i-soldati-caduti.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Donne ucraine ricordano i soldati caduti in guerra, 2025</em></figcaption></figure>
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<p><strong>Il 24 febbraio 2026 sono ufficialmente quattro anni che la Russia ha invaso l’Ucraina. All’inizio molti pensavano che questa sarebbe stata una guerra “veloce” e invece è ancora qui e va avanti. Come donna e cittadina ucraina, che effetto ti fa?</strong></p>



<p>&#8220;Mi dà un grande senso di tristezza. Le città ucraine si sono svuotate, sono bloccate, interi paesi sono ora deserti, tanti villaggi sono ormai abbandonati. Io sono originaria dell’Ucraina dell’Ovest, che è un po’ più “protetta” dalla zona del fronte, ma la guerra è arrivata anche lì. Molta gente ora vive senza luce, senza riscaldamento. Hanno perso la fiducia, hanno paura&#8221;.</p>



<p><strong>Tuo figlio è ancora al fronte? Da quanto tempo? Riesci ad aiutarlo in qualche modo?</strong></p>



<p>&#8220;Sì, è ancora al fronte, anche in questo momento. Combatte da tre anni, perché prima ha dovuto seguire un corso di addestramento. Ora è stanco, come lo sono tutti gli altri ragazzi. Noi li aiutiamo sempre, fra amici e famiglie, attraverso raccolte e donazioni. Mandiamo loro ciò di cui potrebbero avere bisogno, ma non solo lo stretto necessario: inviamo scorte di cibo, ma anche qualche cosa per cercare di far loro piacere, per dare un senso di casa, e per far sentire che non ci siamo dimenticati di loro&#8221;.</p>



<p><strong>Qual è l’umore al fronte, da quello che ti ha raccontato?</strong></p>



<p>&#8220;Non racconta nulla del fronte, non ne parla. Ora lui e gli altri soldati vedono regolarmente degli psicologi, ma quello che vivono quotidianamente ha creato danni irreparabili&#8221;.</p>



<p><strong>Sei mai riuscita a rivederlo di persona, in Ucraina, in questi quattro anni?</strong></p>



<p>&#8220;Sono riuscita a incontrarlo, sì, pochi giorni fa, sono riuscita a tornare in Ucraina. L’ho incontrato per appena due giorni, ci siamo salutati, ma della guerra non voleva parlare. “Meno sai, meglio è”, mi ha detto. “Voglio dormire da solo, così sono più tranquillo. Perché se qualcosa non va, se qualcosa mi turba, non so come potrei reagire, cosa potrei fare…”.</p>



<p>In questi anni è stato ferito, aveva perso l’udito, poi è stato colpito da schegge volanti. Gli si sono conficcate nel fianco, nella gamba, e temevamo il peggio. Ora alcune schegge sono state tolte, altre invece no, erano impossibili da estrarre, era impossibile operarlo. Poi è tornato a combattere. Anche mio nipote combatteva, ma ora non può più. Ha perso una gamba, gliel’hanno amputata fino al ginocchio e non è più nelle condizioni. Così ha lascito l’Ucraina per curarsi all’estero. È difficile accettare che mio figlio sia lì, in prima linea, al fronte. L’ho sentito solo ieri, ma non so quando sarà la prossima volta, potrebbero passare anche tre settimane… Mentre combattono non hanno con sé i cellulari, per la loro sicurezza, per non essere rintracciati&#8221;.</p>



<p><strong>Il resto della tua famiglia vive ancora in Ucraina?</strong></p>



<p>&#8220;Sì, i miei nipoti vivono a Kiev, che viene bombardata spesso. Mi raccontano che spesso manca la luce, il riscaldamento. In casa si vive con 10°, si vestono pesante e cercano di tenersi su di morale. I bambini vanno a scuola, ma spesso studiano a distanza. Altri bambini invece frequentano una specie di “scuola sotterranea”, creata in un bunker. Ci sono aule senza finestre, ovviamente, hanno cercato di abbellirle con i disegni dei bambini, per far sentire meno il peso della guerra, ma i bambini sono tanti, piccoli e grandi. Non ci sono finestre ma almeno è sicuro, lì non possono essere colpiti&#8221;.</p>



<p><strong>In questi quattro anni tanti politici europei, ma anche il Presidente americano Trump, hanno promesso di riportare la pace in Ucraina, ma non ci sono mai riusciti. Da semplice cittadina ucraina e madre di un soldato, che idea ti sei fatta? Perché è così difficile raggiungere la pace, secondo te?</strong></p>



<p>&#8220;Non riescono raggiungere la pace perché non riescono a mettersi d’accordo su come dividersi l’Ucraina, su come spartirsela tra di loro. L’Ucraina è uno dei Paesi più ricchi di materie prime di tutta l’Europa. I politici non riescono a decidersi su chi voglia prendersi cosa, quale parte di Ucraina. Tanti territori ucraini sono stati occupati, questo è vero, ma dietro ci sono interessi economici, questa è la grande verità. Quello che ai politici interessa più di tutto&#8221;.</p>



<p><strong>Dopo tutto questo tempo secondo te c’è ancora fiducia verso il presidente Zelensky e il governo ucraino?</strong></p>



<p>&#8220;La gente ha perso la fiducia. Più del 60% non ci crede più, anche perché vengono prelevati [per essere portati a combattere, nda] i più poveri, quelli che non possono permettersi di andare via, o non possono permettersi di pagare per non essere chiamati. Ci sono anche ragazzi che partono volontari, ma tanti altri sono stati semplicemente prelevati forzatamente. Chi riesce a scappare, scappa. Alcuni dei volontari partono per il fronte perché a stare in mezzo ai civili si sentono inutili. In questi anni sono diventati più bravi a combattere, sono sempre più preparati, ma sul campo è una guerra lenta, di logoramento, e non hanno abbastanza esperienza da trovare una soluzione per far finire la guerra&#8221;.</p>



<p><strong>Alcuni media internazionali negli ultimi giorni, con l’avvicinarsi del quarto anniversario dall’invasione hanno ipotizzato che il governo ucraino, dal 24 febbraio, potrebbe essere disposto ad aprire trattative dirette con la Russia, per far finire la guerra. Ma questo potrebbe voler dire che l’Ucraina debba cedere dei territori conquistati dai russi. Altri invece hanno ipotizzato che l’Ucraina potrebbe fare delle nuove elezioni presidenziali… Tu cosa pensi di queste ipotesi?</strong></p>



<p>&#8220;Non credo a nulla di tutto ciò. Il mio pensiero, e di tanti altri ucraini che conosco, è che questo sia solo un modo per tenere a bada la gente, per temporeggiare. Anche se facessero delle trattative ora, sarebbe solo una soluzione temporanea. O la guerra finisce davvero, e i russi si ritirano, e si stabilisce una vera pace con garanzie per il futuro, oppure si placa tutto per un po’, intanto i russi si preparano e ricomincia tutto da capo&#8221;.</p>



<p><strong>Secondo te qualcuno dei politici ucraini di oggi, parte del governo, o anche tra gli oppositori, potrebbe essere adatto al ruolo di presidente, se un domani non dovesse esserci più Zelensky?</strong></p>



<p>&#8220;È una domanda molto difficile, perché da qui, comunque, non si capisce bene cosa succeda a livello politico all’interno dell’Ucraina. In tanti pensiamo che tutte quelle figure storicamente legate all’ex apparato sovietico, con quella “mentalità sovietica”, o magari anche legati a Putin, non possano portare da nessuna parte. Hanno solo interessi personali, come se si parlasse di una torta: io mi prendo una fetta, tu un’altra. Al popolo le briciole, chi sopravvive bene e chi no… Va bene lo stesso&#8221;.</p>



<p><strong>Con queste condizioni, speri ancora nella pace? Cosa ti aspetti per il futuro dell’Ucraina?</strong></p>



<p>&#8220;Sì, spero ancora nella pace, certo. E non potrebbe essere altrimenti. In futuro mi aspetto che l’Ucraina si riprenda, sarà un Paese più forte di prima. Abbiamo già pagato un prezzo troppo alto: il sangue della nostra gente. Così tanti sono scomparsi, tanti sono dispersi, di alcuni si raccolgono solo le ossa, che vengono analizzate per identificare i soldati caduti… Può solo andare meglio. La cosa più bella, per me, sarebbe vedere l’Ucraina riprendersi perché è sempre stata un Paese libero, pacifico, con un forte spirito, capace di rialzarsi nonostante tutto. Il popolo ucraino ha molto orgoglio e un forte senso patriottico, teniamo molto alla nostra sovranità&#8221;.</p>



<p><strong>Se potessi rivolgerti direttamente, faccia a faccia, ai politici ucraini, al governo ucraino, cosa diresti?</strong></p>



<p>&#8220;Cosa direi? Direi ai nostri politici, compreso il nostro Presidente: “Se mandaste in prima linea i vostri figli, vi comportereste allo stesso modo e fareste con loro le stesse cose che fate ora coi nostri di figli?”.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-2022-2026-parla-la-madre-di-un-soldato-abbiamo-gia-pagato-un-prezzo-troppo-alto-il-sangue-della-nostra-gente.html">Ucraina 2022-2026 &#8211;  Parla la madre di un soldato: “Abbiamo già pagato un prezzo troppo alto: il sangue della nostra gente”</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Boicottare Israele funziona? L’agricoltura israeliana al collasso: “non vogliono i nostri manghi”</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/boicottare-israele-funzionan-lagricoltura-israeliana-al-collasso-non-vogliono-i-nostri-manghi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Feb 2026 13:05:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1067" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/100521_picking_oranges_in_moshav_zimrat_PikiWiki_Israel-wikimedia-commons.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/100521_picking_oranges_in_moshav_zimrat_PikiWiki_Israel-wikimedia-commons.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/100521_picking_oranges_in_moshav_zimrat_PikiWiki_Israel-wikimedia-commons-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/100521_picking_oranges_in_moshav_zimrat_PikiWiki_Israel-wikimedia-commons-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/100521_picking_oranges_in_moshav_zimrat_PikiWiki_Israel-wikimedia-commons-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/100521_picking_oranges_in_moshav_zimrat_PikiWiki_Israel-wikimedia-commons-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/100521_picking_oranges_in_moshav_zimrat_PikiWiki_Israel-wikimedia-commons-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>I boicottaggi contro Israele producono i primi effetti: dopo mesi l'agricoltura israeliana è al collasso, fermo l'export erso Europa, Asia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="1067" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/100521_picking_oranges_in_moshav_zimrat_PikiWiki_Israel-wikimedia-commons.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/100521_picking_oranges_in_moshav_zimrat_PikiWiki_Israel-wikimedia-commons.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/100521_picking_oranges_in_moshav_zimrat_PikiWiki_Israel-wikimedia-commons-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/100521_picking_oranges_in_moshav_zimrat_PikiWiki_Israel-wikimedia-commons-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/100521_picking_oranges_in_moshav_zimrat_PikiWiki_Israel-wikimedia-commons-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/100521_picking_oranges_in_moshav_zimrat_PikiWiki_Israel-wikimedia-commons-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/100521_picking_oranges_in_moshav_zimrat_PikiWiki_Israel-wikimedia-commons-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Da quando a livello globale migliaia di persone hanno preso consapevolezza della drammatica situazione a Gaza, dove <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/gaza-senza-medicine-cibo-e-acqua-potabile-loms-e-il-rischio-pandemia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la popolazione palestinese rimane tuttora gravemente isolata, senza rifornimenti di cibo, medicine e beni di prima necessità </a>e sotto costante attacco dell’esercito israeliano, in mancanza di una risposta internazionale univoca e chiara, <strong>moltissime sono state le iniziative di privati cittadini per boicottare, consapevolmente, beni e servizi prodotti dallo Stato ebraico</strong>. Una decisione non solo politica, ma anche con l’obiettivo di non finanziare, direttamente e indirettamente, l’industria bellica di Israele così come le sue aziende, spesso coinvolte nel genocidio perpetrato a Gaza sotto gli occhi di tutti.</p>



<p>Contro ogni previsione, dopo tanti mesi, <strong>questi boicottaggi pur non istituzionalizzati hanno iniziato a produrre i primi effetti</strong> e così, tra la fine del 2025 e le prime settimane del 2026, il settore agricolo israeliano è entrato in crisi. A causa dei boicottaggi gli agricoltori israeliani hanno infatti iniziato a fare sempre più fatica a esportare i propri prodotti sui mercati stranieri, con perdite economiche enormi, tanto che diversi media internazionali, tra cui <a href="https://www.middleeastmonitor.com/20260121-israeli-agricultural-exports-face-collapse-as-boycott-over-gaza-genocide-deepens/?fbclid=IwY2xjawPwaIxleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFvcU42a2dyalhBRG5LeXRHc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHnniJb8jOFrH1Y2CWk494qxvo532h3v7ScRGrnFv7NxDZc6hxRFKaOPBk6y__aem_LTuZl31X-IzGkKOz_yNCmQ" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Middle East Monitor, </em>parlano di <strong>un settore al “collasso”</strong></a><strong>.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal 700 a 1200 tonnellate di frutta senza acquirenti</h2>



<p>I boicottaggi hanno frenato drasticamente l’export di frutta e verdura israeliana verso l’Europa, ma anche verso l’Asia, creando una crisi senza precedenti, che si sta già ripercuotendo sull’economia di tutto il Paese. Secondo diversi osservatori <strong>da 700 fino a 1200 di tonnellate di frutta sono state sprecate e lasciate marcire sugli alberi, </strong>in mancanza di mercati di sbocco, tra cui soprattutto le colture di <strong>mango, di agrumi e le celebri “arance di Giaffa”</strong>. Agrume un tempo simbolo dell’export israeliano nel mondo &#8211; sebbene originariamente coltivato dai contadini palestinesi della città portuale di Giaffa, che subì pulizia etnica durante la Nakba del 1948 &#8211; oggi le arance di Giaffa non sono più ben volute fuori da Israele.</p>



<p>“Prima della guerra esportavamo in Scandinavia, ma dopo la guerra non abbiamo esportato più nemmeno un container”, ha commentato recentemente ad alcuni media israeliani Daniel Klusky, segretario generale dell&#8217;<em>Organizzazione Israeliana dei coltivatori di Agrumi</em>. <strong>“In Europa non vogliono i nostri manghi”</strong> ha dichiarato invece Moti Almoz, un agricoltore in pensione. Diversi agricoltori hanno attribuito la colpa al blocco imposto dagli Houthi in Yemen, nel Mar Rosso, anche se la maggior parte riconosce che la vera causa è la risposta internazionale al genocidio a Gaza.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="600" height="398" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/PikiWiki_Israel_534_oranges-arange-di-Giaffa-Israele-Wikimedia-Commons.jpg" alt="" class="wp-image-504393" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/PikiWiki_Israel_534_oranges-arange-di-Giaffa-Israele-Wikimedia-Commons.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/PikiWiki_Israel_534_oranges-arange-di-Giaffa-Israele-Wikimedia-Commons-300x199.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Arance di Giaffa</em></figcaption></figure>
</div>


<p>Un altro fatto curioso della vicenda riguarda poi i rapporti con la Russia: non potendo più esportare verso Europa e Asia come prima, proprio la Federazione Russa è diventata per alcuni agricoltori l’unico mercato di sbocco, originando anche un bizzarro appellativo: <strong>“l’alleanza dei boicottati”</strong>.</p>



<p>Tuttavia, le reazioni politiche internazionali nei confronti dei due Paesi sono, in realtà, totalmente differenti, dato che, se <a href="https://it.insideover.com/economia/il-paradosso-ue-nuove-sanzioni-alla-russia-ma-sette-stati-aumentano-le-importazioni-di-energia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">per la Russia l’Unione europea ha varato, dal 2022, 20 pacchetti di sanzioni</a>, la critica -e di conseguenza la risposta politica e diplomatica- verso Israele è stata molto più mite e tardiva, il che ha aumentato il malcontento proprio tra i cittadini europei, che <strong>hanno deciso di agire individualmente coi boicottaggi causando perdite di migliaia di shekel.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli effetti sull’economia israeliana</h2>



<p>La crisi israeliana non si limita però solamente al settore agricolo, dato che le ripercussioni sull’economia sono visibili anche nel settore della tecnologia e degli investimenti, che stanno subendo <a href="https://www.972mag.com/israel-genocide-economy-gaza-war/#:~:text=Since%20October%202023%2C%20Israel%20has,depth%20of%20the%20social%20crisis" target="_blank" rel="noreferrer noopener">una contrazione, anche a causa dell’aumento dello scetticismo da parte di diversi investitori stranieri</a>, come hanno evidenziato diversi osservatori internazionali. L’emittente pubblica israeliana Kan 11 ha anche raccontato, attraverso alcuni servizi, come il crescente malcontento degli agricoltori e degli imprenditori israeliani stia <strong>generando proteste contro il governo</strong>, che teme un crollo dell’intero settore agricolo.</p>



<p>Certo, in ogni caso si è ben lontani da un cambiamento definitivo, dato che, pur subendo perdite significative, l’economia israeliana è tutt’altro che fallita e il massacro della popolazione palestinese non si è mai realmente fermato. E del resto, moltissime aziende europee e italiane collaborano ancora con lo Stato ebraico. Eppure, gli effetti sull’export dell’agricoltura israeliana sono un primo (seppur timido) vero segnale, non solo per i governi, ma anche per i cittadini:<strong> una risposta collettiva dal basso fa molto più rumore dell’indifferenza</strong> di mille enti, organizzazioni e istituzioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/boicottare-israele-funzionan-lagricoltura-israeliana-al-collasso-non-vogliono-i-nostri-manghi.html">Boicottare Israele funziona? L’agricoltura israeliana al collasso: “non vogliono i nostri manghi”</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Corto Maltese e la nascita di un’icona: la prima copertina di Una ballata del mare salato arriva a Milano con Finarte</title>
		<link>https://it.insideover.com/eventi/corto-maltese-e-la-nascita-di-unicona-la-prima-copertina-di-una-ballata-del-mare-salato-arriva-a-milano-con-finarte.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 16:37:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="899" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre.jpeg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre-1024x575.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre-1536x863.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre-600x337.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Hugo Pratt, nome d&#8217;arte di Ugo Eugenio Prat (1927-1995) è senza dubbio tra le maggiori icone del fumetto non solo in Italia, ma a livello globale. Viaggiatore instancabile, lettore vorace, narratore colto e irregolare, ha attraversato il Novecento riversando sulla carta le sue tante contraddizioni, gli eventi epocali, i suoi eroi e gli antieroi. Le &#8230; <a href="https://it.insideover.com/eventi/corto-maltese-e-la-nascita-di-unicona-la-prima-copertina-di-una-ballata-del-mare-salato-arriva-a-milano-con-finarte.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/eventi/corto-maltese-e-la-nascita-di-unicona-la-prima-copertina-di-una-ballata-del-mare-salato-arriva-a-milano-con-finarte.html">Corto Maltese e la nascita di un’icona: la prima copertina di Una ballata del mare salato arriva a Milano con Finarte</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="899" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre.jpeg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre-1024x575.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre-1536x863.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre-600x337.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p><strong><a href="https://it.insideover.com/eventi/i-grandi-maestri-del-fumetto-a-milano-dalle-origini-di-corto-maltese-alle-eroine-di-milo-manara-fino-a-diabolik-ed-eva-kant.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Hugo Pratt, nome d&#8217;arte di Ugo Eugenio Prat</a></strong> (1927-1995) è senza dubbio tra le maggiori icone del fumetto non solo in Italia, ma a livello globale. Viaggiatore instancabile, lettore vorace, narratore colto e irregolare, ha attraversato il Novecento riversando sulla carta le sue tante contraddizioni, gli eventi epocali, i suoi eroi e gli antieroi.</p>



<p>Le storie e i fumetti di Pratt sono popolate da avventurieri, soldati disillusi, donne enigmatiche e viandanti senza patria, in <strong>un universo narrativo dove il fumetto si è via via affermato sempre più come una nuova forma di letteratura disegnata, </strong>delineando uno spazio di libertà in grado di trasformare il tempo storico in immagine. A partire da questo immaginario nella seconda metà degli anni Sessanta è nato anche i<strong>l personaggio più emblematico in assoluto di Pratt: Corto Maltese.</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="645" height="869" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte.jpg" alt="" class="wp-image-497788" style="width:468px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte.jpg 645w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-223x300.jpg 223w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-600x808.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 645px) 100vw, 645px" /><figcaption class="wp-element-caption">Corto Maltese nell&#8217;originale di copertina realizzata da Hugo Pratt per la rivista Sgt. Kirk n. 5, novembre 1967</figcaption></figure>
</div>


<p>Un marinaio senza bandiera dallo sguardo vispo e ironico che attraversando mari e rivoluzioni, osserva il mondo senza mai immergervisi e appartenervi del tutto. La sua <strong>prima apparizione nel 1967 avvenne tra le pagine di <em>Una ballata del mare salato</em></strong>, un racconto d’avventura pubblicato a episodi, dove i grandi romanzi di autori come Conrad, Melville, Lewis, ma anche Dumas, riecheggiano nelle peripezie di Corto Maltese legato su una zattera che va alla deriva.</p>



<p>Non a caso la prima copertina di Corto Maltese è considerata oggi <strong>non solo come un’opera d’arte, ma come un vero e proprio atto fondativo nella storia del fumetto. </strong>Corto, legato a una zattera, sospeso tra mare e cielo, entra in scena come una visione, prima ancora che come un eroe, creando un universo poetico che contiene tutto: avventura, ironia, malinconia e senso del destino.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="586" height="824" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Corto-Maltese.jpg" alt="" class="wp-image-497598" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Corto-Maltese.jpg 586w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Corto-Maltese-213x300.jpg 213w" sizes="auto, (max-width: 586px) 100vw, 586px" /><figcaption class="wp-element-caption">La prima copertina di <em>Una ballata del mare </em>salato con Corto Maltese, presente nella collezione Finarte</figcaption></figure>
</div>


<p>A distanza di quasi sessant’anni quella primissima copertina <strong>continua a esercitare una forza magnetica rara, capace di parlare tanto agli appassionati di fumetto quanto ai collezionisti d’arte</strong>. Non sorprende quindi che venga oggi presentata come uno dei pezzi più significativi in ambito collezionistico legati all’opera di Hugo Pratt: non solo un documento storico, ma un’opera in grado di ridefinire il linguaggio del fumetto europeo, avvicinando definitivamente la letteratura alle arti visive.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="602" height="869" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Eva-Kant-Sergio-Zaniboni-collezione-Finarte.jpg" alt="" class="wp-image-497789" style="width:412px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Eva-Kant-Sergio-Zaniboni-collezione-Finarte.jpg 602w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Eva-Kant-Sergio-Zaniboni-collezione-Finarte-208x300.jpg 208w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Eva-Kant-Sergio-Zaniboni-collezione-Finarte-600x866.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px" /><figcaption class="wp-element-caption">Dipinto originale di Eva Kant, realizzato da Sergio Zaniboni, presente nella collezione Finarte</figcaption></figure>
</div>


<p>L’occasione per rivederla dal vivo è offerta dall’<strong><a href="https://www.finarte.it/asta/i-maestri-del-fumetto-milano-2025-12-18" target="_blank" rel="noreferrer noopener">asta di Finarte del prossimo 18 dicembre, dove la prima copertina di <em>Una ballata del mare salato</em></a> </strong>sarà esposta e proposta al pubblico a partire dalle ore 10.00, dove oltre ad Hugo Pratt, saranno presenti anche <strong>oltre 250 opere dei grandi maestri del fumetto del Novecento</strong>, tra cui Milo Manara, Guido Crepax, Sergio Zaniboni, Paolo Eleuteri Serpieri, Nick Guerra, Lucio Perrillo, Birago Balzano e molti altri. Un appuntamento che unisce arte e memoria, ponendo al centro una domanda sempre attuale: <strong>quando nasce davvero un mito? </strong>Forse proprio in quell’istante sospeso, quando un personaggio appare per la prima volta e sembra già destinato a non invecchiare mai.</p>


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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="598" height="869" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Zora-la-vampira-Birago-Balzano-collezione-Finarte.jpg" alt="" class="wp-image-497790" style="width:421px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Zora-la-vampira-Birago-Balzano-collezione-Finarte.jpg 598w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Zora-la-vampira-Birago-Balzano-collezione-Finarte-206x300.jpg 206w" sizes="auto, (max-width: 598px) 100vw, 598px" /><figcaption class="wp-element-caption">Zora la vampira, opera originale di Birago Balzano ispirata al personaggio ideato da Renzo Barbieri, presente nella collezione Finarte</figcaption></figure>
</div><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/eventi/corto-maltese-e-la-nascita-di-unicona-la-prima-copertina-di-una-ballata-del-mare-salato-arriva-a-milano-con-finarte.html">Corto Maltese e la nascita di un’icona: la prima copertina di Una ballata del mare salato arriva a Milano con Finarte</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I grandi maestri del fumetto a Milano: dalle origini di Corto Maltese alle eroine di Milo Manara, fino a Diabolik ed Eva Kant</title>
		<link>https://it.insideover.com/eventi/i-grandi-maestri-del-fumetto-a-milano-dalle-origini-di-corto-maltese-alle-eroine-di-milo-manara-fino-a-diabolik-ed-eva-kant.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Dec 2025 11:11:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[fumetto]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1171" height="659" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Diabolik-Eva-Kant.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Diabolik-Eva-Kant.jpg 1171w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Diabolik-Eva-Kant-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Diabolik-Eva-Kant-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Diabolik-Eva-Kant-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Diabolik-Eva-Kant-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Diabolik-Eva-Kant-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1171px) 100vw, 1171px" /></p>
<p>Un appuntamento imperdibile con i grandi eroi del fumetto per collezionisti e appassionati presso la sede milanese di Finarte.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/eventi/i-grandi-maestri-del-fumetto-a-milano-dalle-origini-di-corto-maltese-alle-eroine-di-milo-manara-fino-a-diabolik-ed-eva-kant.html">I grandi maestri del fumetto a Milano: dalle origini di Corto Maltese alle eroine di Milo Manara, fino a Diabolik ed Eva Kant</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1171" height="659" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Diabolik-Eva-Kant.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Diabolik-Eva-Kant.jpg 1171w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Diabolik-Eva-Kant-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Diabolik-Eva-Kant-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Diabolik-Eva-Kant-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Diabolik-Eva-Kant-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Diabolik-Eva-Kant-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1171px) 100vw, 1171px" /></p>
<p>Quando si parla dell’<strong>arte di Hugo Pratt</strong>, <strong>c’è sempre un’aura di leggenda, a partire dalla nascita di Corto Maltese. </strong>L’iconico marinaio, oggi simbolo del fumetto italiano, prese forma nella seconda metà degli anni Sessanta del secolo scorso, tra il 1967 e il 1969, sulle pagine della rivista Sgt. Kirk con la storia <em>Una ballata del mare salato</em>, in un debutto destinato a segnare per sempre i fumetti d’avventura.</p>



<p>Barba e basette, capelli scomposti e il volto ispirato a quello dell’attore e regista statunitense Burt Lancaster, sono questi i tratti che nel tempo sedimenteranno il mito di Corto Maltese. Un’immagine liminale che oggi torna al centro dell’attenzione a Milano, dove <a href="https://www.finarte.it/asta/i-maestri-del-fumetto-milano-2025-12-18" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il 18 dicembre <em>Finarte </em>propone <strong>un’esposizione inedita</strong></a><strong>, cui seguirà un’asta interamente dedicata al fumetto e all’illustrazione, con oltre 250 opere.</strong> Al cuore dell’appuntamento una selezione di sei opere proprio di Hugo Pratt, tra cui la copertina in cui Corto Maltese apparve per la prima volta in assoluto: realizzata per l’edizione primigenia della <em>Ballata</em>, si tratta di un tassello fondamentale non solo della carriera del Maestro di Malamocco, ma dell’immaginario italiano del Novecento.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="586" height="824" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Corto-Maltese.jpg" alt="" class="wp-image-497598" style="width:403px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Corto-Maltese.jpg 586w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Corto-Maltese-213x300.jpg 213w" sizes="auto, (max-width: 586px) 100vw, 586px" /><figcaption class="wp-element-caption">La prima copertina di <em>Una ballata del mare </em>salato con Corto Maltese, presente all&#8217;asta di Finarte</figcaption></figure>
</div>


<p>Oltre a Pratt, una vastissima collezione di opere di altri artisti: <strong>dalle seducenti eroine di Milo Manara</strong>, sospese tra teatro e desiderio, fino alla storica copertina di Druuna firmata da <strong>Paolo Eleuteri Serpieri</strong>; dalle scene dedicate alle tribù indiane di <strong>Sergio Tisselli</strong>, alle copertine di <strong>Carlo Jacono</strong>, presente con oltre quaranta tavole che riportano ai Gialli Mondadori e a <em>Segretissimo</em>. E poi ancora <strong>l’eleganza pulp di Sergio Zaniboni </strong>con tre dipinti che immortalano l<strong>a coppia di Diabolik ed Eva Kant</strong>, <strong>Guido Crepax</strong> con la sua Valentina dal tratto inconfondibile e le figure magnetiche e notturne di <strong>Lucio Parrillo</strong>.</p>



<p>La geografia dell’asta si allarga anche oltre i confini italiani con <strong>l’argentino Enrique Breccia</strong> e una storica copertina a olio su tela; <strong>Jay Anacleto</strong> che rende omaggio alla Elektra di Frank Miller; <strong>Marc Silvestri </strong>che riporta in scena il suo periodo Image Comics e infine <strong>Enric Torres-Prat</strong>, presente con tre grandi dipinti a olio dal fascino cinematografico. Un intreccio di genealogie artistiche che restituisce la vitalità del linguaggio visivo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="703" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Milo-Manara-1024x703.jpg" alt="" class="wp-image-497599" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Milo-Manara-1024x703.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Milo-Manara-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Milo-Manara-768x527.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Milo-Manara-600x412.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Milo-Manara.jpg 1266w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Illustrazione di Manara per il volume <em>Lavazza: con te partirò</em></figcaption></figure>
</div>


<p>Il 18 dicembre l’esposizione avrà inizio a partire dalle ore 10.00 presso <a href="https://it.insideover.com/fotografia/icone-italiane-la-storia-ditalia-raccontata-in-100-immagini.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la sede milanese di Finarte, in Via dei Bossi 2</a>, cui seguirà l’asta dalle ore 15.00. <strong>Un appuntamento imperdibile per collezionisti</strong> e appassionati di attraversare mezzo secolo di fumetto e illustrazione. Un viaggio che partendo dal volto ruvido e ammiccante del primissimo Corto Maltese, arriva fino alle suggestioni più contemporanee, passando per tutte le metamorfosi che hanno reso il fumetto una lente privilegiata per raccontare il nostro immaginario.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="608" height="869" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Eva-Kant.jpg" alt="" class="wp-image-497600" style="width:395px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Eva-Kant.jpg 608w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Eva-Kant-210x300.jpg 210w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Eva-Kant-600x858.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 608px) 100vw, 608px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Eva Kant </em>in un&#8217;opera di Zaniboni</figcaption></figure>
</div>


<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/eventi/i-grandi-maestri-del-fumetto-a-milano-dalle-origini-di-corto-maltese-alle-eroine-di-milo-manara-fino-a-diabolik-ed-eva-kant.html">I grandi maestri del fumetto a Milano: dalle origini di Corto Maltese alle eroine di Milo Manara, fino a Diabolik ed Eva Kant</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Perché sempre più persone giovani si ammalano di cancro? Maggiore prevenzione, ma anche stile di vita sempre più stressante. Ecco tutte le cause</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/perche-sempre-piu-persone-giovani-si-ammalano-di-cancro-maggiore-prevenzione-ma-anche-stile-di-vita-sempre-piu-stressante-ecco-tutte-le-cause.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 16:33:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Cancro]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250925112145481_e9adb20abe833531814d8294763ed4ed.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250925112145481_e9adb20abe833531814d8294763ed4ed.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250925112145481_e9adb20abe833531814d8294763ed4ed-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250925112145481_e9adb20abe833531814d8294763ed4ed-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250925112145481_e9adb20abe833531814d8294763ed4ed-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250925112145481_e9adb20abe833531814d8294763ed4ed-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250925112145481_e9adb20abe833531814d8294763ed4ed-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi anni nei paesi più industrializzati, nel generale dibattito sugli effetti dello stile di vita moderno sulla salute collettiva, sempre più spesso si parla dell’aumento delle diagnosi di cancro, in particolare tra i più giovani. Se anche è vero che è molto difficile stabilire un’unica causa comune, che possa essere valida per spiegare l’aumento &#8230; <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/perche-sempre-piu-persone-giovani-si-ammalano-di-cancro-maggiore-prevenzione-ma-anche-stile-di-vita-sempre-piu-stressante-ecco-tutte-le-cause.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/perche-sempre-piu-persone-giovani-si-ammalano-di-cancro-maggiore-prevenzione-ma-anche-stile-di-vita-sempre-piu-stressante-ecco-tutte-le-cause.html">Perché sempre più persone giovani si ammalano di cancro? Maggiore prevenzione, ma anche stile di vita sempre più stressante. Ecco tutte le cause</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250925112145481_e9adb20abe833531814d8294763ed4ed.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250925112145481_e9adb20abe833531814d8294763ed4ed.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250925112145481_e9adb20abe833531814d8294763ed4ed-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250925112145481_e9adb20abe833531814d8294763ed4ed-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250925112145481_e9adb20abe833531814d8294763ed4ed-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250925112145481_e9adb20abe833531814d8294763ed4ed-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250925112145481_e9adb20abe833531814d8294763ed4ed-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi anni nei paesi più industrializzati, nel generale dibattito sugli effetti dello stile di vita moderno sulla salute collettiva, s<strong>empre più spesso si parla dell’aumento delle diagnosi di cancro, in particolare tra i più giovani.</strong> Se anche è vero che è molto difficile stabilire un’unica causa comune, che possa essere valida per spiegare l’aumento di tanti tipi di tumori differenti che colpiscono gli under 50 molto più che un tempo, diversi medici e scienziati hanno iniziato a interrogarsi sul fenomeno, focalizzandosi in particolare sui dati degli ultimi trent’anni, per cercare di fornire una risposta.</p>



<p>L’aumento delle diagnosi di cancro tra i più giovani non riguarda solo la popolazione italiana o europea, ma si estende anche oltreoceano, tanto da aver smosso decine di esperti. Recentemente il <em>New York Times</em>, per esempio, ha raccolto i pareri di diversi medici, che hanno commentato i risultati di uno studio sviluppato dal <strong><em>National Cancer Institute</em> americano dove è emerso una tendenza preoccupante: tra il 2010 e il 2019 i casi di 14 tipologie di cancro sono aumentati</strong> tra le persone sotto i 50 anni di età negli Stati Uniti, dove però, allargando la prospettiva, l’incidenza è di portata globale, con i primi aumenti verificatisi già dagli anni Novanta. “<a href="https://www.nytimes.com/2025/10/01/well/cancer-young-people.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ho realizzato che quello che stavo osservando era un trend in atto ovunque nel mondo” ha commentato la dottoressa Kimryn Rathmell, ex dirigente proprio del <em>National Cancer Institute</em>. </a>Ma quali sono dunque le motivazioni?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Routine stressante, alcol, fumo, cibi ultraprocessati: i risultati del National Cancer Institute</h2>



<p>Una prima “causa” che incide concretamente sulla raccolta dei dati è sicuramente <strong>la maggiore prevenzione che viene effettuata già sotto i 50 anni:</strong> tra campagne di enti pubblici e privati, screening gratuiti e moltissime informazioni facilmente accessibili sul web, migliaia di persone scelgono consapevolmente di effettuare test ed esami preventivi, per prendersi cura di sé. Tuttavia, si tratta comunque di un dato poco rassicurante, osservando le altre variabili che incidono sul fenomeno.</p>



<p>Tra i tipi di tumore con maggiore incidenza nei i giovani e a volte persino i giovanissimi, gli esperti del <em>National Cancer Institute</em> americano hanno visto aumentare i casi di cancro al seno, al colon retto, allo stomaco e al pancreas, ai reni, ai testicoli e alla cervice uterina, dove in molte occasioni i fattori di rischio sono legati allo stile di vita moderno. <strong>Una routine stressante, meno attività fisica, <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/i-nuovi-rischi-del-cibo-ultra-processato-secondo-lamerican-society-for-nutrition.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cibo ultraprocessato contenente molto zucchero</a>, minor consumo di frutta e verdura, maggiore esposizione alle microplastiche e ad agenti chimici nocivi, smog e minore qualità del sonno</strong> sono tra gli aspetti negativi che riguardano la vita quotidiana di migliaia di individui, che possono essere concausa di alcune diagnosi di cancro precoci.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Invertire la tendenza adottando uno stile di vita più sano: la prevenzione non basta</h2>



<p>Presi singolarmente, questi aspetti della routine non sono di per sé necessariamente incidenti, ma gli esperti, commentando i dati dello studio del NCI, hanno notato che <strong>l’obesità e il consumo di determinati cibi poco salutari</strong>, tipici della cosiddetta dieta “occidentale”, possono incidere sul metabolismo, aumentando il rischio di cancro al colon retto. <strong>Anche l’elevato consumo di alcol è un fattore di rischio</strong>, dato che può aumentare i livelli di estrogeni in alcune persone, aumentando l’incidenza del cancro al seno.</p>



<p>Infine, un altro aspetto poco considerato, ma comunque rilevante, è l<strong>’effetto dell’antibioticoresistenza e delle mutazioni di alcuni batteri comuni</strong>, dove per esempio, un’infezione alle vie urinarie – una comune cistite – osservata in alcuni esperimenti di topi da laboratorio, ha mostrato come il fatto di contrarre sempre più spesso questo tipo di infezione, riscontrando difficoltà nelle cure proprio a causa dell’antibioticoresistenza, possa modificare alcuni tessuti facendoli risultare più “densi”, facilitando lo sviluppo di cellule pretumorali.</p>



<p>Secondo gli esperti, per cercare di arginare il problema <strong>è necessario improntare un radicale cambio nello stile di vita e nelle abitudini quotidiane, al fine di limitare i danni a lungo termine</strong>: smettere di fumare, ridurre i superalcolici, i cibi ultraprocessati, le bevande contenenti molto zucchero, ma anche un ciclo del sonno più sano, più attività fisica e abitudini più sane, sono esempi di comportamenti concreti che è possibile adottare, che secondo alcuni esperti potrebbero ridurre i rischi di sviluppare il cancro fino al 40%. In definitiva, il fenomeno, che sta venendo analizzato solo negli ultimi anni, lascia ancora tanti interrogativi aperti, anche a causa della mancanza di dati, ma quel che è certo è che, oltre alla prevenzione, è importante prendersi cura di sé a 360 gradi, anche attraverso piccoli gesti quotidiani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/perche-sempre-piu-persone-giovani-si-ammalano-di-cancro-maggiore-prevenzione-ma-anche-stile-di-vita-sempre-piu-stressante-ecco-tutte-le-cause.html">Perché sempre più persone giovani si ammalano di cancro? Maggiore prevenzione, ma anche stile di vita sempre più stressante. Ecco tutte le cause</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Cleto Munari &#038; Friends a Milano: quando il gioiello diventa opera d’arte</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/cleto-munari-friends-a-milano-quando-il-gioiello-diventa-opera-darte.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2025 07:06:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1277" height="718" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Cleto-Munari-and-Friends-Milano-Finarte-2025.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Cleto-Munari-and-Friends-Milano-Finarte-2025.jpg 1277w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Cleto-Munari-and-Friends-Milano-Finarte-2025-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Cleto-Munari-and-Friends-Milano-Finarte-2025-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Cleto-Munari-and-Friends-Milano-Finarte-2025-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Cleto-Munari-and-Friends-Milano-Finarte-2025-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Cleto-Munari-and-Friends-Milano-Finarte-2025-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1277px) 100vw, 1277px" /></p>
<p>Milano torna ad essere palcoscenico dell’eleganza e della creatività: il 22 settembre, nella sede di Finarte in via dei Bossi 2, andrà in scena un’asta che celebra il genio visionario di Cleto Munari. Designer poliedrico e instancabile sperimentatore, Munari ha saputo trasformare il gioiello in una creazione artistica, capace di intrecciare architettura, design e poesia. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/cleto-munari-friends-a-milano-quando-il-gioiello-diventa-opera-darte.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1277" height="718" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Cleto-Munari-and-Friends-Milano-Finarte-2025.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Cleto-Munari-and-Friends-Milano-Finarte-2025.jpg 1277w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Cleto-Munari-and-Friends-Milano-Finarte-2025-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Cleto-Munari-and-Friends-Milano-Finarte-2025-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Cleto-Munari-and-Friends-Milano-Finarte-2025-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Cleto-Munari-and-Friends-Milano-Finarte-2025-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Cleto-Munari-and-Friends-Milano-Finarte-2025-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1277px) 100vw, 1277px" /></p>
<p>Milano torna ad essere palcoscenico dell’eleganza e della creatività: <strong>il 22 settembre, nella <a href="https://it.insideover.com/fotografia/icone-italiane-la-storia-ditalia-raccontata-in-100-immagini.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sede di Finarte</a></strong> in via dei Bossi 2, andrà in scena un’asta che celebra il genio visionario di <strong>Cleto Munari</strong>. Designer poliedrico e instancabile sperimentatore, Munari ha saputo trasformare il gioiello in una creazione artistica, capace di intrecciare architettura, design e poesia.</p>



<p><a href="https://www.finarte.it/asta/gioielli-cleto-munari-friends-prove-d-artista-milano-2025-09-22" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il catalogo</a>, curato da Clara Arata e Filippo Maria Fiorini Rogai, raccoglie oltre cento lotti tra <strong>anelli, collane, bracciali ed earcuff</strong>, ciascuno concepito come una vera e propria opera d’arte in miniatura da indossare. Creazioni audaci e ironiche, nate negli anni Ottanta dalla collaborazione con grandi protagonisti del Novecento come <strong>Ettore Sottsass, Sandro Chia, Mimmo Paladino, Enzo Cucchi, Gio Ponti, Vico Magistretti e Achille Castiglioni</strong>.</p>



<p>Tra i pezzi più iconici spiccano l’<strong>Anello Pantheon</strong>, in oro e argento, che reinterpreta la maestosità dell’architettura classica; l’<strong>Anello Metafisico n.1</strong>, con la sua scacchiera sospesa tra onice e pasta di corallo; l’<strong>Anello Amore</strong>, in argento dorato, che compone la parola più universale con lettere di legno. Accanto a loro, la serie <strong>Fantasmini</strong> di Sandro Chia, capace di unire leggerezza e ironia, e il pendente <strong>Katherine</strong> di Tao Ho, piccola scultura moderna, dal segno grafico inconfondibile.</p>


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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="838" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Lotto-38-Cleto-Munari-Anello-Pantheon-in-argento-925-dorato.-Stima-E-700-900-1024x838.jpg" alt="" class="wp-image-486191" style="width:545px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Lotto-38-Cleto-Munari-Anello-Pantheon-in-argento-925-dorato.-Stima-E-700-900-1024x838.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Lotto-38-Cleto-Munari-Anello-Pantheon-in-argento-925-dorato.-Stima-E-700-900-300x246.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Lotto-38-Cleto-Munari-Anello-Pantheon-in-argento-925-dorato.-Stima-E-700-900-768x629.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Lotto-38-Cleto-Munari-Anello-Pantheon-in-argento-925-dorato.-Stima-E-700-900-1536x1258.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Lotto-38-Cleto-Munari-Anello-Pantheon-in-argento-925-dorato.-Stima-E-700-900-600x491.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Lotto-38-Cleto-Munari-Anello-Pantheon-in-argento-925-dorato.-Stima-E-700-900.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;anello Pantheon di Cleto Munari</em></figcaption></figure>
</div>

<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="826" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Lotto-114-Cleto-Munari-Tao-Ho-Ettore-Sottsass.-Pendente-Katherine.-Stima-E-250-350-826x1024.jpg" alt="" class="wp-image-486192" style="width:486px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Lotto-114-Cleto-Munari-Tao-Ho-Ettore-Sottsass.-Pendente-Katherine.-Stima-E-250-350-826x1024.jpg 826w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Lotto-114-Cleto-Munari-Tao-Ho-Ettore-Sottsass.-Pendente-Katherine.-Stima-E-250-350-242x300.jpg 242w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Lotto-114-Cleto-Munari-Tao-Ho-Ettore-Sottsass.-Pendente-Katherine.-Stima-E-250-350-768x952.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Lotto-114-Cleto-Munari-Tao-Ho-Ettore-Sottsass.-Pendente-Katherine.-Stima-E-250-350-1239x1536.jpg 1239w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Lotto-114-Cleto-Munari-Tao-Ho-Ettore-Sottsass.-Pendente-Katherine.-Stima-E-250-350-600x744.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Lotto-114-Cleto-Munari-Tao-Ho-Ettore-Sottsass.-Pendente-Katherine.-Stima-E-250-350.jpg 1549w" sizes="auto, (max-width: 826px) 100vw, 826px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il pendente Katherine &#8211; Cleto Munari, Tao Ho, Ettore Sottsass</em></figcaption></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Un invito a riscoprire il valore simbolico e culturale del gioiello: appuntamento per il 22 settembre</h2>



<p>L’asta diventa così un viaggio attraverso linguaggi e stili differenti, in cui ogni gioiello è un frammento di storia del design contemporaneo. Non è un caso che <strong>molte creazioni di Munari siano custodite nelle collezioni permanenti del MoMA e del Metropolitan Museum of Art di New York:</strong> opere che trascendono la funzione ornamentale per trasformarsi in segni di identità e libertà espressiva.</p>



<p>Per i collezionisti e gli appassionati, sarà l’occasione di aggiudicarsi pezzi irripetibili, a metà tra arte e design. Prima della vendita, prevista per lunedì 22 settembre alle ore 16.00, i gioielli saranno esposti dal <strong>15 al 19 settembre</strong> <a href="https://it.insideover.com/donne/i-diamanti-sono-i-migliori-amici-ma-le-borse-le-migliori-amiche-milano-omaggia-le-donne-con-leleganza-di-kelly-e-birkin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nella sede milanese di Finarte</a>, con orario continuato dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 19. Più che un’asta, <strong>un invito a riscoprire il valore simbolico e culturale del gioiello: </strong>piccole architetture da indossare, nate dalla visione di un artista che ha saputo fare della materia un racconto, e del design un atto poetico.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="797" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Lotto-64-Cleto-Munari-Anello-Amore-in-argento-925-dorato-con-lettere-in-legno.-Stima-E-400-500-1024x797.jpg" alt="" class="wp-image-486193" style="width:578px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Lotto-64-Cleto-Munari-Anello-Amore-in-argento-925-dorato-con-lettere-in-legno.-Stima-E-400-500-1024x797.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Lotto-64-Cleto-Munari-Anello-Amore-in-argento-925-dorato-con-lettere-in-legno.-Stima-E-400-500-300x234.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Lotto-64-Cleto-Munari-Anello-Amore-in-argento-925-dorato-con-lettere-in-legno.-Stima-E-400-500-768x598.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Lotto-64-Cleto-Munari-Anello-Amore-in-argento-925-dorato-con-lettere-in-legno.-Stima-E-400-500-1536x1196.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Lotto-64-Cleto-Munari-Anello-Amore-in-argento-925-dorato-con-lettere-in-legno.-Stima-E-400-500-600x467.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Lotto-64-Cleto-Munari-Anello-Amore-in-argento-925-dorato-con-lettere-in-legno.-Stima-E-400-500.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;anello Amore con lettere in legno</em></figcaption></figure>
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<p></p>
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		<title>Sarajevo, Un mosaico di culture e religioni tutto da scoprire (nonostante il boom turistico)</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/sarajevo-un-mosaico-di-culture-e-religioni-tutto-da-scoprire-nonostante-il-boom-turistico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Sep 2025 15:33:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
		<category><![CDATA[Bosnia Erzegovina]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Sarajevo]]></category>
		<category><![CDATA[Srebrenica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-Miglior-destinazione-turistica-2025-National-Geographic-Balcani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-Miglior-destinazione-turistica-2025-National-Geographic-Balcani.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-Miglior-destinazione-turistica-2025-National-Geographic-Balcani-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-Miglior-destinazione-turistica-2025-National-Geographic-Balcani-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-Miglior-destinazione-turistica-2025-National-Geographic-Balcani-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-Miglior-destinazione-turistica-2025-National-Geographic-Balcani-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-Miglior-destinazione-turistica-2025-National-Geographic-Balcani-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-Miglior-destinazione-turistica-2025-National-Geographic-Balcani-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo National Geographic, Sarajevo è la miglior destinazione turistica del 2025. Perché? Ecco la nostra esperienza completa, storia, cibo.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-Miglior-destinazione-turistica-2025-National-Geographic-Balcani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-Miglior-destinazione-turistica-2025-National-Geographic-Balcani.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-Miglior-destinazione-turistica-2025-National-Geographic-Balcani-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-Miglior-destinazione-turistica-2025-National-Geographic-Balcani-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-Miglior-destinazione-turistica-2025-National-Geographic-Balcani-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-Miglior-destinazione-turistica-2025-National-Geographic-Balcani-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-Miglior-destinazione-turistica-2025-National-Geographic-Balcani-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-Miglior-destinazione-turistica-2025-National-Geographic-Balcani-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per chi non ha mai messo piede nei Balcani, ma anche per chi invece i Balcani li conosce e li frequenta da tempo, Sarajevo è ancora &#8211; e sempre &#8211; una meta unica, tutta da esplorare e scoprire. Non a caso, <strong>la capitale bosniaca è stata scelta come miglior destinazione turistica del 2025 da <em>National Geographic</em>, attirando un numero record di turisti </strong>(circa un milione solo entro la fine di agosto), provenienti non solo dall’Europa occidentale ma anche dalla Cina, dal Nord Europa, e soprattutto dalla Turchia e dai Paesi arabi del Golfo Persico, anche a causa del fatto che <strong>circa il 70% della popolazione della città è musulmana</strong>, rendendola una destinazione particolarmente <em>friendly </em>per i visitatori arabi e mediorientali.</p>



<p>Polo centrale del <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-tempo-della-memoria-srebrenica-gaza-e-ucraina-al-sarajevo-film-festival.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Sarajevo Film Festival</em> da trentuno anni</a>, Sarajevo è un mosaico eterogeneo di etnie, religioni e culture, che testimoniano migliaia di anni di storia, tra Occidente e Oriente: <strong>dall’imponente eredità dell’Impero Ottomano, alla breve dominazione austro-ungarica; dalle tracce della Jugoslavia titina, fino alla complessità politica e sociale dei giorni nostri</strong>. Noi l’abbiamo visitata nel pieno del boom turistico estivo e ve la raccontiamo di seguito, come una delle destinazioni più interessanti, dinamiche e segnanti in Europa, da vedere assolutamente almeno una volta nella vita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tre popoli, tre religioni, tre etnie</h2>



<p>Lontano da una dimensione “esotica” ed esotizzante, Sarajevo, pur essendo situata a “soli” 1000 chilometri dall’Italia, nel cuore della penisola balcanica, ha un fascino irripetibile che rievoca un piccolo “vecchio mondo” fatto di tradizioni secolari, rituali, cibo e folklore. A partire dal vocabolo turco “saraj” (palazzo), risalente ai secoli di dominazione ottomana, nel XV secolo divenne capoluogo di provincia della Bosnia. Per questo, è proprio l’eredità ottomana a emergere maggiormente sin da subito. Una volta raggiunto il centro storico, superata la celebre <strong>fontana di Sebilj del 1891</strong> (detta anche “fontana dei piccioni”), si approda nel <strong>quartiere <em>Baščaršija</em></strong><em>, </em>un tempo zona del bazar ottomano.</p>


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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="669" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-Bascarsija-Fontana-dei-piccioni-di-Sebilij-1-669x1024.jpg" alt="" class="wp-image-484739" style="width:579px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-Bascarsija-Fontana-dei-piccioni-di-Sebilij-1-669x1024.jpg 669w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-Bascarsija-Fontana-dei-piccioni-di-Sebilij-1-196x300.jpg 196w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-Bascarsija-Fontana-dei-piccioni-di-Sebilij-1-768x1176.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-Bascarsija-Fontana-dei-piccioni-di-Sebilij-1-1003x1536.jpg 1003w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-Bascarsija-Fontana-dei-piccioni-di-Sebilij-1-600x919.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-Bascarsija-Fontana-dei-piccioni-di-Sebilij-1.jpg 1254w" sizes="auto, (max-width: 669px) 100vw, 669px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La fontana di Sebilj nel quartiere Bascarsija</em></figcaption></figure>
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<p>Passeggiando tra i suoi caratteristici vicoli, le botteghe degli artigiani che lavorano il metallo per produrre segnalibri, vasi, <em>dvezva </em>(il tipico recipiente per preparare il caffè) e persino portachiavi a forma di proiettile in ricordo delle guerre degli anni Novanta, le tondeggianti cupole e i minareti delle moschee svettano ben riconoscibili sullo sfondo. Tra grandi folle di turisti, donne col velo – a volte anche burka integrale, che qui è consentito – ma anche gruppi di asiatici, non si può non lasciarsi affascinare dalla <strong>sfarzosa moschea di Gazi Husrev-beg, risalente al XVI° secolo,</strong> non prima di una colazione a base di <strong>caffè bosniaco </strong>(<em>bosanska kafa, </em>da non chiamare mai “caffè turco”, per non urtare la sensibilità degli autoctoni), accompagnato da dolcissima <em>baklava</em> e un assaggio di <em>lokum</em>. Dolciumi tipici in Bosnia Erzegovina, così come nel resto dei Balcani, eredità degli oltre trecento anni di Impero Ottomano.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="546" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Bosnia-Erzegovina-Sarajevo-Balkava-caffe-1-1024x546.jpg" alt="" class="wp-image-484745" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Bosnia-Erzegovina-Sarajevo-Balkava-caffe-1-1024x546.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Bosnia-Erzegovina-Sarajevo-Balkava-caffe-1-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Bosnia-Erzegovina-Sarajevo-Balkava-caffe-1-768x410.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Bosnia-Erzegovina-Sarajevo-Balkava-caffe-1-1536x819.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Bosnia-Erzegovina-Sarajevo-Balkava-caffe-1-600x320.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Bosnia-Erzegovina-Sarajevo-Balkava-caffe-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Caffé bosniaco servito con lokum e baklava</em></figcaption></figure>
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<p>Tuttavia, passeggiando per le strade di Sarajevo, la dimensione “musulmana” non è affatto la sola a spiccare: tra i palazzi eleganti del centro &#8211; che nei fatti, a guardarli bene, ricordano Vienna, Praga e Budapest, a testimoniare il periodo austro-ungarico – a pochi passi dalle moschee, diverse sono anche le chiese cristiane, tra cui senza dubbio meritano almeno una visita <strong>il tempio ortodosso della Natività di Theotokos e la cattedrale cattolica del Sacro Cuore, da cui sono passati sia Papa Francesco che Giovanni Paolo II</strong>. Difatti, considerando che, dopo il tragico epilogo delle guerre di Jugoslavia, che hanno sancito la dimensione di tre etnie, tre religioni e tre popoli in Bosnia Erzegovina (rispettivamente etnia <em>bosniacca</em> musulmana, serba ortodossa e croata cattolica), Sarajevo è stata più volte definita come la <strong>“Gerusalemme d’Europa”,</strong> sebbene, alcuni autoctoni amino sottolineare con una certa ironia che “Gesù non è mai passato di qui”.</p>


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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="856" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-cattedrale-cattolica-del-Sacro-Cuore-856x1024.jpg" alt="" class="wp-image-484740" style="width:642px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-cattedrale-cattolica-del-Sacro-Cuore-856x1024.jpg 856w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-cattedrale-cattolica-del-Sacro-Cuore-251x300.jpg 251w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-cattedrale-cattolica-del-Sacro-Cuore-768x919.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-cattedrale-cattolica-del-Sacro-Cuore-1284x1536.jpg 1284w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-cattedrale-cattolica-del-Sacro-Cuore-600x718.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-cattedrale-cattolica-del-Sacro-Cuore.jpg 1605w" sizes="auto, (max-width: 856px) 100vw, 856px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Cattedrale del Sacro Cuore</em></figcaption></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Segni di guerra ieri e oggi</h2>



<p>Per gli appassionati di storia, un altro evento che balena nella mente quasi immediatamente, pensando a Sarajevo, è poi lo scoppio della Prima Guerra Mondiale: è proprio qui, infatti, che<strong> il 28 giugno del 1914 Gavrilo Princip, </strong>militante serbo del movimento <em>Mlada Bosna</em> (Giovane Bosnia), <strong>uccise con due colpi di pistola l&#8217;arciduca erede al trono d&#8217;Austria-Ungheria Francesco Ferdinando </strong>e la moglie Sofia, scatenando il sanguinoso conflitto. Non lontano dal centro cittadino, attraversando l’antico Ponte Latino sopra il fiume Miljacka, è possibile scorgere alcune fotografie e una targa commemorativa nel punto esatto dell’attentato, oltre a un museo che ricorda l’evento.</p>



<p>Del resto, Sarajevo è tristemente famosa anche per i ben più recenti conflitti degli anni Novanta, dato che, durante le guerre che portarono alla dissoluzione della Jugoslavia, <strong>venne assediata per quattro lunghi anni, dal 1992 al 1996.</strong> Un passato per niente facile con cui convivere, ma che la comunità multietnica della città, così come del resto della Bosnia Erzegovina, a trent’anni di distanza sta lentamente accettando, grazie a una sempre maggiore consapevolezza degli eventi, come monito per i conflitti attuali che accadono altrove, alle porte dell’Europa orientale.</p>



<p>I segni della guerra sono ben visibili in molti punti, tra edifici volutamente lasciati con i fori dei proiettili e le <strong>Rose di Sarajevo</strong>, ovvero una serie di luoghi commemorativi situati sull’asfalto delle strade che portano i segni di mortaio, oggi coperti di resina rossa. Per chi volesse approfondire la storia del conflitto, è possibile visitare anche diversi musei, tra cui la <strong><em>Galerija 11/07/95</em>, <em>The War Childhood Museum</em> e il <em>Tunel </em><i>Spesa</i> (“Tunnel della Salvezza”),</strong> una strada sotterranea scavata nel 1993, situata nella periferia di Sarajevo, che divenne una via di collegamento segreta per la popolazione durante l’assedio, oggi trasformata in museo e luogo del ricordo. Visite decisamente intense e dolorose, che ricordano <a href="https://www.instagram.com/reel/DNv0hUp2k7V/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anche il <strong>tragico genocidio della cittadina di Srebrenica</strong></a>, e che proprio per questo, non sono “adatte” a tutti; ma che possono rivelarsi uno “strumento” utile alla comprensione del presente del continente europeo e non solo, conservando la memoria di un passato da non ripetere nel presente e nel futuro.</p>


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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="870" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-tunel-spasa-tunnel-della-salvezza-guerre-di-Jugoslavia-anni-90-870x1024.jpg" alt="" class="wp-image-484741" style="width:600px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-tunel-spasa-tunnel-della-salvezza-guerre-di-Jugoslavia-anni-90-870x1024.jpg 870w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-tunel-spasa-tunnel-della-salvezza-guerre-di-Jugoslavia-anni-90-255x300.jpg 255w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-tunel-spasa-tunnel-della-salvezza-guerre-di-Jugoslavia-anni-90-768x904.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-tunel-spasa-tunnel-della-salvezza-guerre-di-Jugoslavia-anni-90-1305x1536.jpg 1305w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-tunel-spasa-tunnel-della-salvezza-guerre-di-Jugoslavia-anni-90-600x706.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-tunel-spasa-tunnel-della-salvezza-guerre-di-Jugoslavia-anni-90.jpg 1631w" sizes="auto, (max-width: 870px) 100vw, 870px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Dal </em>Tunel Spasa<em> (&#8220;Tunnel della Salvezza&#8221;), oggi museo storico</em></figcaption></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Josip Broz Tito e le mete della <em>Jugonostalgija</em></h2>



<p>Dopo la dissoluzione della Jugoslavia e la fine della guerra, gli <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/gli-accordi-di-dayton-spiegati.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">accordi Dayton del 1995</a> divisero la Bosnia Erzegovina in due entità politiche distinte: la Federazione di Bosnia Erzegovina e la Republika Srpska</strong>, dove attualmente vive la maggioranza serba della popolazione, oltre alla minoranza croata concentrata soprattutto al confine meridionale del Paese. Un’entità semiautonoma quella della Rep. Srpska, con un proprio corpo di polizia e programmi di istruzione autonomi, ma comunque parte dello Stato bosniaco.</p>



<p>Nonostante ciò, seppur oggi vi siano ancora tensioni tra i due gruppi, anche a livello politico, la maggior parte della popolazione vive in relativa tranquillità, preoccupandosi piuttosto di un altro grosso problema, comune a tutta l’aria balcanica: la corruzione delle istituzioni. Non è infatti raro che la Bosnia, così come diversi Paesi confinanti, siano vittima di stereotipi negativi sul livello di corruzione (che pur sono in parte giustificati), tanto che, cercando di comprendere un po’ di più il sentimento politico odierno, un abitante di Sarajevo ci ha raccontato, con una nota di sarcasmo: <strong>“Dopo il socialismo jugoslavo, per farci capire quanto sia importante la democrazia, i politici della Bosnia hanno creato addirittura 72 partiti politici diversi…”,</strong> aggiungendo però, quanto, in realtà siano “tutti uguali tra loro”.</p>



<p>L’eredità jugoslava e soprattutto titina, viene percepita in maniera differente a seconda delle diverse zone del Paese, ma per i più nostalgici, a Sarajevo ci sono alcuni importanti monumenti e tracce dell’ex Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. Senza dubbio, uno dei luoghi più visitati è <strong>l’ex pista olimpica di bob e slittino di Trebević, costruita per le Olimpiadi invernali del 1984</strong> sulle colline appena fuori città. Oggi in uno stato di semi abbandono, è un luogo malinconico meta di diversi “pellegrinaggi” nostalgici, che racchiude l’essenza degli ultimi anni felici della Jugoslavia prima della violenta dissoluzione. Raggiungibile con la comoda funicolare, una volta in cima regala una vista mozzafiato sulla città e le alture circostanti, con punti panoramici e persino una macchinetta automatica in cui è possibile acquistare calamite con <strong>la mascotte olimpica del 1984, il lupetto “Vučko”</strong>, ancora simbolo della città.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1014" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Vista-su-Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-olimpiadi-invenrali-1984-Trebivac-1014x1024.jpg" alt="" class="wp-image-484743" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Vista-su-Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-olimpiadi-invenrali-1984-Trebivac-1014x1024.jpg 1014w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Vista-su-Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-olimpiadi-invenrali-1984-Trebivac-297x300.jpg 297w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Vista-su-Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-olimpiadi-invenrali-1984-Trebivac-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Vista-su-Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-olimpiadi-invenrali-1984-Trebivac-768x776.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Vista-su-Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-olimpiadi-invenrali-1984-Trebivac-1521x1536.jpg 1521w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Vista-su-Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-olimpiadi-invenrali-1984-Trebivac-600x606.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Vista-su-Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-olimpiadi-invenrali-1984-Trebivac-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Vista-su-Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-olimpiadi-invenrali-1984-Trebivac.jpg 1901w" sizes="auto, (max-width: 1014px) 100vw, 1014px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Vista su Sarajevo dalla funicolare</em></figcaption></figure>
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<p>Negli ultimi anni tra molti giovani, non solo nella penisola balcanica, ha preso piede un nuovo fenomeno sociale ed emotivo legato proprio a questo passato: <strong>la <em>jugonostalgija. </em>Una forma di nostalgia per un tempo felice e pacific</strong>o, e per quel vissuto, ma anche per “quel che avrebbe potuto essere”, se non fosse sopraggiunta la guerra. Un sentimento curiosamente diffuso proprio tra i giovanissimi, che spesso non hanno mai davvero vissuto la ex Jugoslavia coscientemente. Dunque, tra gli altri luoghi meta dei <em>jugonostalgici</em>, <strong>immancabile è anche il Café Tito</strong>, appena fuori dal centro cittadino. Tra fucili appesi alle pareti, poster, gigantografie, busti del maresciallo Josip Broz e copertine dedicategli del <em>Time Magazine</em>, accoglie i visitatori con un tank modello M37 Škoda cecoslovacco, prodotto nel 1937 e accanto una scritta d’ingresso inequivocabile: “Mi smo Titovi” (“Noi siamo Tito”).</p>



<p>Sempre nei paraggi, oltre all’immancabile vialone centrale “Maresciallo Tito” – una delle arterie centrali di Sarajevo – dentro al plesso universitario, e in particolare vicino alla facoltà di criminologia, <em>intelligence</em> e polizia, u<strong>na gigante statua dedicata al leader jugoslavo</strong> “decora” il cortile studentesco, con un’immancabile rosa rossa incorniciata, lasciata dagli “ammiratori” più sfegatati. Curiosamente, a soli 600 metri dalla statua si trova l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, che qualche anno fa fu colpita da un militante politico – o un pazzo, secondo altre versioni – che sparò diversi colpi di arma da fuoco, guadagnandosi una condanna a 18 anni di carcere per terrorismo, come raccontano alcuni autoctoni.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="824" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-Cafe-Josip-Broz-Tito-Jugoslavia-824x1024.jpg" alt="" class="wp-image-484744" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-Cafe-Josip-Broz-Tito-Jugoslavia-824x1024.jpg 824w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-Cafe-Josip-Broz-Tito-Jugoslavia-241x300.jpg 241w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-Cafe-Josip-Broz-Tito-Jugoslavia-768x954.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-Cafe-Josip-Broz-Tito-Jugoslavia-1236x1536.jpg 1236w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-Cafe-Josip-Broz-Tito-Jugoslavia-600x746.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Sarajevo-Bosnia-Erzegovina-2025-Cafe-Josip-Broz-Tito-Jugoslavia.jpg 1545w" sizes="auto, (max-width: 824px) 100vw, 824px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>interno del Café Tito</em></figcaption></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Sarajevo da mangiare: i segreti della cucina balcanica</h2>



<p>Passando per i Balcani, e in particolar modo da Sarajevo, oltre ai già menzionati dolciumi come <em>lokum</em> e <em>baklava</em>, non si può non fermarsi ad assaggiare un piatto di <strong><em>ćevapčići</em>: una sorta di “polpette” dalla forma allungata di carne macinata</strong>, super popolari in tutti i Paesi della ex Jugoslavia, vengono serviti nel tipico pane rotondo, farcito con cipolla bianca tritata e accompagnati da <em>kajmak</em>, ovvero una sorta di “salsa” ottenuta dalla parte più grassa del latte. Un piatto decisamente sostanzioso, ma che merita decisamente lo sforzo.</p>



<p>A causa della predominanza delle persone di fede musulmana, alcuni dei ristoranti e delle taverne del centro – soprattutto quelli frequentati dai turisti &#8211; non servono alcolici. Tuttavia, moltissimi sono anche i locali dove invece si può (e si deve) assaggiare almeno <strong>un sorso di <em>rakija</em>, ovvero la tradizionale grappa balcanica</strong> ottenuta dalla fermentazione e distillazione di diversi frutti, come uva, pera, pesca, ma anche mela cotogna, prugna e albicocca.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="644" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Bosnia-Erzegovina-2025-Sarajevo-cevapcici-1024x644.jpg" alt="" class="wp-image-484746" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Bosnia-Erzegovina-2025-Sarajevo-cevapcici-1024x644.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Bosnia-Erzegovina-2025-Sarajevo-cevapcici-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Bosnia-Erzegovina-2025-Sarajevo-cevapcici-768x483.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Bosnia-Erzegovina-2025-Sarajevo-cevapcici-1536x966.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Bosnia-Erzegovina-2025-Sarajevo-cevapcici-600x377.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Bosnia-Erzegovina-2025-Sarajevo-cevapcici.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Piatto di cevapcici, accompagnati da cipolla e kajmak</em></figcaption></figure>
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<p>In diversi ristoranti e locali, specie nelle <em>kafane </em>(nome che contraddistingue le osterie e locande tipiche), durante l’ora di cena è possibile anche ascoltare musica dal vivo, tra cui segnaliamo in particolare il ristorante Pivnica Sarajevo e il Restoran Bosna, appena fuori dal centro. <strong>Per proseguire la serata a suon di musica balcanica, invece, un’altra tappa irrinunciabile è <a href="https://www.balcanicaucaso.org/aree/Bosnia-Erzegovina/L-amore-al-tempo-della-sevdah-44956" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lo storico locale Kino Bosna</a></strong>, una sorta di pub notturno dove una banda di musicanti con violini e fisarmoniche anima le serate di autoctoni e avventori stranieri a suon di <em>turbofolk</em> e melodie orientaleggianti. <strong>Un’esperienza che, per chi non è abituato, potrebbe ricordare il set di un film di Emir Kusturica con colonna sonora di Goran Bregović, </strong>ma che in Bosnia è invece un evento tutt’altro che straordinario.</p>



<p>Infine, come colazione, pranzo veloce o spuntino da passeggio, un’altra <strong>pietanza simbolo della cucina balcanica è la <em>pita:</em></strong><em> </em>una sorta di torta salata fatta di strati di pasta fillo, con diversi ripieni, come formaggio (<em>pita sirnica</em>), spinaci (<em>zeljanica</em>) o patate (<em>krompiruša</em>), il cui prezzo solitamente si aggira attorno ai 2-4 marchi bosniaci (1-2 euro circa). Anche se, la pietanza di cui propri i bosniaci sono i più grandi maestri è in realtà il <em><strong>burek: </strong></em>eredità della cucina turca (da cui prende anche il nome), <strong>si tratta di una sfoglia ripiena di trito di carne macinata</strong>, che però, nonostante l’aspettativa, è sorprendentemente leggera. Da provare in uno dei forni della città (<em>pekara</em>) spesso aperti anche a notte fonda per gli avventori notturni di ritorno dai locali, al posto dei soliti Mc Donald’s e Burger King.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sarajevo resta una gemma rara tutta da scoprire</h2>



<p>A dirla tutta, questi sono solo alcuni dei tanti monumenti, siti d’interesse e storie da mille e una notte da scoprire nella magica Sarajevo. In definitiva, però, ciò che si apprezza maggiormente dopo averla visitata è che,<strong> nonostante il boom di popolarità dell’ultimo anno, si è rivelata una Capitale ancora estremamente vivibile, vivace e ricca di fermento</strong>, per nulla “vittima” del turismo di massa. Almeno per il momento.</p>



<p>Oggi comodamente raggiungibile grazie ai tanti voli diretti <em>low cost</em>, o per i più temerari, con i collegamenti Flixbus, offre ai visitatori <strong>un’esperienza indimenticabile, tra cultura, gastronomia </strong>e i profondi solchi lasciati dal passato. Una meta che, nonostante il doloroso ricordo delle guerre, accoglie lo straniero a braccia aperte senza filtro o pregiudizio, con prezzi estremamente abbordabili un senso di rara umanità e ospitalità. <strong>Una gemma unica nella penisola balcanica, </strong>ancora avvolta da un mistero tutto suo, che scava nel profondo dell’anima lasciandovi un segno indelebile.</p>


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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Bosnia-Erzegovina-Sarajevo-2025-balcani-moschea-Husrev-beg-2-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-484747" style="width:584px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Bosnia-Erzegovina-Sarajevo-2025-balcani-moschea-Husrev-beg-2-768x1024.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Bosnia-Erzegovina-Sarajevo-2025-balcani-moschea-Husrev-beg-2-225x300.jpg 225w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Bosnia-Erzegovina-Sarajevo-2025-balcani-moschea-Husrev-beg-2-1152x1536.jpg 1152w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Bosnia-Erzegovina-Sarajevo-2025-balcani-moschea-Husrev-beg-2-600x800.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Bosnia-Erzegovina-Sarajevo-2025-balcani-moschea-Husrev-beg-2.jpg 1440w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Ingresso della moschea di Husrev-Beg</em></figcaption></figure>
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