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	<title>Davide Ragnolini Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Jul 2026 04:56:31 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Davide Ragnolini Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>S-400: Mosca conferma i negoziati con Ankara, Washington riapre il dossier F-35 e Israele si preoccupa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/s-400-mosca-conferma-i-negoziati-con-ankara-washington-riapre-il-dossier-f-35-e-israele-si-preoccupa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 04:56:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Turchia punta a trasferire i suoi sistemi S-400 a un Paese del Golfo, con il consenso di Mosca.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/s-400-mosca-conferma-i-negoziati-con-ankara-washington-riapre-il-dossier-f-35-e-israele-si-preoccupa.html">S-400: Mosca conferma i negoziati con Ankara, Washington riapre il dossier F-35 e Israele si preoccupa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I sistemi di difesa aerea russi tornano sui tavoli (e forse sui cieli) del Medio Oriente. Ankara farà da intermediario con i Paesi del Golfo, e in cambio rientrerà nel programma F-35. Qualcosa si muove nella diplomazia degli S-400.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli S-400 e la Turchia: una strada irta di ostacoli</strong></h2>



<p>Risale al 2018 il primo attrito di Ankara con Washington attorno all’acquisizione del noto sistema terra-aria russo di ultima generazione. Nel giugno dello stesso anno, infatti, una disposizione della Commissione del Senato degli Stati Uniti per le Forze Armate <a href="https://missilethreat.csis.org/us-would-sanction-turkey-over-s-400-acquisition/">bloccò il trasferimento degli F-35</a> alla Turchia in caso di acquisto, da parte di Ankara, degli S-400 russi.&nbsp;</p>



<p>Con la minaccia di sanzioni statunitensi, infatti, il <a href="https://www.state.gov/section-231-of-the-countering-americas-adversaries-through-sanctions-act-of-2017">CAATSA</a> (<em>Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act</em>) approvato nell’agosto 2017 penalizzava qualsiasi Paese non occidentale interessato ad “una transazione significativa con una persona che fa parte dei settori della difesa o dell’intelligence del Governo della Federazione Russa, o opera per conto di essi”. Tra cui la Turchia. Nel luglio 2019, con l’atterraggio di tre aerei russi con equipaggiamento S-400 alla <a href="https://tass.com/defense/1068481">base aerea di Mürted</a>, presso Ankara, scattarono le sanzioni USA e il progetto F-35 venne congelato per lo Stato turco.</p>



<p>Ma lo scorso 10 luglio il quotidiano turco <a href="https://www.hurriyet.com.tr/yazarlar/abdulkadir-selvi/s400ler-ucuncu-ulkeye-gidiyor-satis-bugun-netlesecek-43234729">Hürriyet</a> ha delineato una possibile soluzione per sbloccare la vendita dei caccia statunitensi F-35 ad Ankara. L’ipotesi prevede il trasferimento dei sistemi di difesa aerea russi S-400, attualmente in dotazione alla Turchia, a un Paese terzo dell’area del Golfo. Secondo fonti turche, le autorità statunitensi considererebbero questa opzione la più compatibile con l’attuale quadro normativo americano, poiché consentirebbe di creare le condizioni per una revoca delle sanzioni imposte ai sensi del CAATSA, <strong>quindi la ripresa dei negoziati relativi all’acquisizione degli F-35. </strong></p>



<p>Quale Paese terzo? Non è dato sapere, ma i candidati acquirenti potrebbero essere il Qatar o gli Emirati Arabi Uniti: data la situazione di instabilità regionale e l’indisponibilità di Patriot statunitensi, entrambi i Paesi sono alla ricerca di nuovi sistemi di difesa aerea.&nbsp;</p>



<p>Sebbene i dettagli dell’<a href="https://www.al-monitor.com/originals/2026/07/first-russia-confirms-s-400-talks-turkey-amid-transfer-reports-acquire-f-35">accordo concluso nel 2017 tra Turchia e Russia</a> per l’acquisizione dei sistemi missilistici S-400 non siano mai stati resi pubblici, è verosimile che esso contenga clausole volte a limitarne la riesportazione o il trasferimento a soggetti terzi. Di conseguenza, un’eventuale cessione dei sistemi da parte di Ankara a un altro Paese richiederebbe con ogni probabilità il consenso preventivo di Mosca.</p>



<p>Nel mese di giugno, a poche settimane prima del vertice della NATO, con la <a href="https://www.mid.ru/en/foreign_policy/news/2118203/">visita del ministro degli Esteri turco Hakan Fidan a Mosca</a> si è discusso il tema del “commercio bilaterale e la cooperazione economica”, a cui è stato riservato “un posto importante nell’agenda”. E proprio la tematica del S-400, nei recenti contatti tra Ankara e Mosca, è stata considerata dal portavoce del Cremlino <a href="https://tass.com/politics/2158651?utm">Dimitry Peskov</a> come “altamente sensibile”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Tel Aviv porrà un veto?</strong></h2>



<p>Se tale ipotesi trovasse conferma, la diplomazia degli S-400 produrrebbe un duplice e paradossale effetto: da un lato, l’Iran si troverebbe ad assistere al trasferimento di avanzati sistemi di difesa aerea russi nelle mani dei propri rivali regionali; dall’altro, I<strong>sraele vedrebbe la Turchia liberarsi dell’ostacolo che finora le ha precluso l’acquisizione dei caccia statunitensi F-35.</strong></p>



<p>Date le persistenti diffidenze nei confronti della Turchia, Israele teme il vantaggio strategico che Ankara potrebbe acquisire con questo accordo. Il viceministro degli Esteri israeliano <a href="https://www.military.com/feature/2026/01/07/israels-f-35-veto-how-tel-avivs-opposition-could-block-us-sale-turkiye.html">Sharren Haskel</a> si è detto “preoccupato” dalle dichiarazioni di Trump attorno alla questione degli F-35 alla Turchia, dichiarando pubblicamente che Tel Aviv non consentirà il trasferimento di tecnologie di sviluppo israeliano integrate nel programma F-35, anche qualora gli Stati Uniti dovessero autorizzarne la vendita ad Ankara.</p>



<p>Ma non sarebbe l’unico grattacapo per Israele. In passato proprio la diplomazia degli S-400 tra Mosca e Ankara era stata accusata da <a href="https://www.jpost.com/opinion/turkey-finally-faces-the-consequences-of-its-actions-652507">fonti israeliane</a> di destabilizzare i rapporti di Tel Aviv con i “nuovi amici di Israele nel Golfo” e di allontanare la Turchia dall’agenda NATO.&nbsp;</p>



<p>Conseguenze non solo politiche, ma anche militari. Tel Aviv non vede infatti gli S-400 solo come una batteria di difesa aerea, ma come parte di un ecosistema che può limitare il vantaggio tecnologico e operativo della propria aviazione. I rapporti del <a href="https://www.csis.org/analysis/assessing-israels-strike-iran">CSIS</a> hanno confermato la centralità tattico-operativa della soppressione di batterie di S-300 in Iran per il mantenimento della superiorità aerea della IAF.&nbsp;</p>



<p>Il sistema <a href="https://www.armyrecognition.com/military-products/army/air-defense-systems/air-defense-vehicles/s-400-russia-uk">S-400</a> può impiegare missili terra-aria 9M96E e 9M96E2 progettati per contrastare bersagli aerodinamici e balistici anche in ambienti caratterizzati da forti disturbi elettronici, e in grado di ingaggiare obiettivi ad alta velocità, fino a 15 volte la velocità del suono, raggiungendo circa 35.000 metri di altitudine.</p>



<p>Un sistema che, qualora integrato in una rete nazionale di difesa aerea ostile, contribuirebbe alla creazione di un dispositivo di negazione dell’accesso (A2/AD) capace di incrementare la complessità delle operazioni offensive, rendendo necessario il ricorso combinato a capacità di guerra elettronica, intelligence, munizionamento stand-off e piattaforme stealth.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/s-400-mosca-conferma-i-negoziati-con-ankara-washington-riapre-il-dossier-f-35-e-israele-si-preoccupa.html">S-400: Mosca conferma i negoziati con Ankara, Washington riapre il dossier F-35 e Israele si preoccupa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Non solo l’India: crescono gli Stati interessati al Su-57 russo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/non-solo-lindia-crescono-gli-stati-interessati-al-su-57-russo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 04:36:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Sukhoi_Design_Bureau_054_Sukhoi_T-50_Su-57_prototype_49581303977.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="By Anna Zvereva from Tallinn, Estonia - Sukhoi Design Bureau, 054, Sukhoi Su-57, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=87441875" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Sukhoi_Design_Bureau_054_Sukhoi_T-50_Su-57_prototype_49581303977.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Sukhoi_Design_Bureau_054_Sukhoi_T-50_Su-57_prototype_49581303977-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Sukhoi_Design_Bureau_054_Sukhoi_T-50_Su-57_prototype_49581303977-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Sukhoi_Design_Bureau_054_Sukhoi_T-50_Su-57_prototype_49581303977-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Sukhoi_Design_Bureau_054_Sukhoi_T-50_Su-57_prototype_49581303977-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Nonostante sanzioni e ritardi produttivi, il caccia russo Su-57 suscita interesse in India e Sud-est asiatico come alternativa stealth.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/non-solo-lindia-crescono-gli-stati-interessati-al-su-57-russo.html">Non solo l’India: crescono gli Stati interessati al Su-57 russo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Sukhoi_Design_Bureau_054_Sukhoi_T-50_Su-57_prototype_49581303977.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="By Anna Zvereva from Tallinn, Estonia - Sukhoi Design Bureau, 054, Sukhoi Su-57, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=87441875" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Sukhoi_Design_Bureau_054_Sukhoi_T-50_Su-57_prototype_49581303977.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Sukhoi_Design_Bureau_054_Sukhoi_T-50_Su-57_prototype_49581303977-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Sukhoi_Design_Bureau_054_Sukhoi_T-50_Su-57_prototype_49581303977-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Sukhoi_Design_Bureau_054_Sukhoi_T-50_Su-57_prototype_49581303977-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Sukhoi_Design_Bureau_054_Sukhoi_T-50_Su-57_prototype_49581303977-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Tra pressioni sanzionatorie e ritardi interni, il Su-57 russo continua a suscitare interesse nel mercato internazionale. E il Sud-Est asiatico cerca alternative ai tradizionali fornitori occidentali e asiatici nel segmento dei caccia di quinta generazione. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’export russo del Su-57</strong></h2>



<p>Unico modello stealth di quinta generazione della flotta di caccia russi, il <strong>Su-57 Felon</strong> costituisce un velivolo tecnologicamente competitivo e un asset strategico per la politica di esportazione degli armamenti russi. Il 2026 sarà forse l’anno dei Su-57: se all’inizio del 2026, secondo le stime elaborate a partire da fonti aperte, la Russia disponeva di una flotta di circa <a href="https://www.flyajetfighter.com/the-su-57-relaunched-in-2026-but-still-hampered-by-its-engine/">30 caccia Su-57 operativi o prossimi all’entrata in servizio</a>, nonostante oggettive difficoltà Mosca mira ad onorare i contratti di fornitura stipulati prima del 2022 verso clienti esterni, e al contempo ad aumentare la platea di acquirenti interessati.&nbsp;</p>



<p>Difficoltà che certo non possono essere trascurate. Secondo un rapporto <a href="https://www.sipri.org/media/press-release/2024/european-arms-imports-nearly-double-us-and-french-exports-rise-and-russian-exports-fall-sharply">SIPRI</a>, tra il periodo 2014-2018 e il 2019-2023 le esportazioni russe di velivoli militari sarebbero diminuite del 53%, con una significativa riduzione del numero di Stati clienti dai 31 Paesi del 2019 ai 12 Paesi nel 2023.&nbsp;</p>



<p>Uno scenario che ha accelerato il declino dell’export aeronautico russo, già segnato dalla maggiore libertà di mercato negli ex Stati satellite, dalla crescente autosufficienza di Cina e India, e da barriere politiche come il <a href="https://simpleflying.com/real-reasons-nations-moving-away-russian-fighter-jets/">CAATSA (Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act)</a> statunitense approvato nel 2017, che prevede sanzioni nei confronti dei Paesi che acquistano armamenti russi, inclusi gli aerei da combattimento.&nbsp;</p>



<p>Sebbene non sia ancora chiaro quali Paesi, oltre all’Algeria, abbiano già formalizzato un ordine per il Su-57, <a href="https://militarywatchmagazine.com/article/plan-joint-russian-indian-development-su57">alcune fonti</a> indicano in Iran, Corea del Nord, Vietnam e India i candidati più probabili ad acquisire il caccia russo nel prossimo futuro. Proprio Nuova Delhi potrebbe rappresentare il futuro mercato estero più grande per il Su-57.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>India e Indonesia tentate dal Su-57?</strong></h2>



<p>Agli inizi di giugno, in occasione Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, Putin ha dichiarato che Mosca è pronta non solo a fornire il velivolo a Nuova Delhi, ma anche a collaborare al suo ulteriore sviluppo senza particolari limitazioni, offrendo il trasferimento di tecnologie e l’integrazione dei sistemi indiani e rilanciando la proposta di una cooperazione strategica con l’India per la produzione congiunta del Su-57.&nbsp;</p>



<p>Si tratta di un tentativo di rilanciare un progetto avviato nel 2007, quando il programma di India e Russia per lo sviluppo di un caccia di quinta generazione si scontrò con gli elevati costi, il limitato accesso alle tecnologie chiave e la qualità delle prestazioni stealth del velivolo. Come evidenziato su un <a href="https://www.defensenews.com/global/asia-pacific/2026/06/09/putin-offers-su-57-to-india-as-new-delhi-faces-stealth-fighter-gap/">giornale indiano specializzato nel settore difesa</a>, il rinnovato interesse russo arriva in una fase particolarmente delicata per la modernizzazione dell’Aeronautica militare indiana, che non dispone attualmente di alcun caccia di quinta generazione.</p>



<p>Mentre il caccia multiruolo francese Rafale, già in servizio presso l’IAF, non possiede caratteristiche stealth, la Cina starebbe rapidamente ampliando la flotta dei suoi caccia di quinta generazione con il <a href="https://militarywatchmagazine.com/article/two-new-chinese-j35a-fifth-gen-unveiled">J-35</a>, suscitando un forte interesse del Pakistan. In questo contesto, Nuova Delhi deve bilanciare il vantaggio strategico dello sviluppo di un proprio programma nazionale su lungo periodo (AMCA – Advanced Medium Combat Aircraft), con il vantaggio tattico di acquisire due o tre squadroni di Su-57 (circa 36-60 velivoli) direttamente <em>off-the-shelf</em> da Mosca, per poter disporre rapidamente di una capacità offensiva stealth nel breve periodo.</p>



<p>Per contro, l’<a href="https://defencesecurityasia.com/en/india-rejects-f35-russia-su57e-stealth-fighter-deal/#:~:text=%2528DEFENCE%2520SECURITY%2520ASIA%2529%2520%25E2%2580%2594%2520In%2520a%2520strategic%2520rebuff,to%2520counter%2520China%2520and%2520Pakistan%25E2%2580%2599s%2520expanding%2520aerial%2520arsenal.">offerta statunitense di caccia stealth F-35</a> è stata declinata da Nuova Delhi, principalmente a causa delle rigide restrizioni imposte da Washington sull’impiego, sulla manutenzione e sul trasferimento delle tecnologie associate ai propri sistemi d’arma più avanzati. Per l’India un fattore determinante è rappresentato dall’accesso alle tecnologie dei sistemi importati, considerato un presupposto essenziale per lo sviluppo delle capacità industriali nazionali.</p>



<p>In tal senso, l’offerta russa di concedere all’India l’accesso al codice sorgente dei sistemi di missione e dell’avionica del Su-57E assume un’importanza strategica alla luce della dottrina dell’<a href="https://www.armyrecognition.com/archives/archives-aerospace-defense/defense-news-aerospace-2025/breaking-news-russia-offers-su-57e-stealth-fighter-with-source-code-access-to-india">Atmanirbhar Bharat</a> (“India autosufficiente”). Tale iniziativa, promossa dal governo Modi, mira infatti a rafforzare l’autonomia tecnologica e industriale del Paese, privilegiando il trasferimento di tecnologie, la produzione nazionale e l’integrazione di sistemi sviluppati internamente.</p>



<p>Secondo quanto riferito dal capo dell’<a href="https://defensemirror.com/news/41657/Su_57__Influence__Indonesia_Drops_Joint_Production_of_Korean_KF_21_Fighter__Mulls_Direct_Purchase">Agenzia Logistica della Difesa dell&#8217;Indonesia</a>, Giacarta avrebbe deciso di abbandonare il programma di co-produzione del caccia KF-21 sudcoreano, optando invece per una semplice acquisizione diretta dei velivoli già prodotti dalla Corea del Sud. Una mossa che sarebbe legata non solo a difficoltà finanziarie e ritardi nei pagamenti, ma anche alla revisione dei requisiti di modernizzazione della forza aerea indonesiana. E proprio la prioritizzazione di piattaforme più avanzate, anche di quinta generazione, potrebbe orientare anche l’Indonesia verso il Su-57 russo, con costi vicini, o addirittura inferiori, a quelli del caccia sudcoreano.</p>



<p>Una prospettiva che aumenterebbe l’influenza di Mosca, ma che al contempo comporterebbe un ulteriore slittamento, potenzialmente indefinito, delle consegne dei lotti di produzione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/non-solo-lindia-crescono-gli-stati-interessati-al-su-57-russo.html">Non solo l’India: crescono gli Stati interessati al Su-57 russo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Attacchi a sciame da 3.000 km: la dottrina cinese contro le portaerei USA</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/attacchi-a-sciame-da-3-000-km-la-dottrina-cinese-contro-le-portaerei-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 04:38:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Bolle A2/AD]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pechino ha promosso e perfezionato nel tempo una strategia nota come Shashoujian, o “mazza dell’assassino”. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/attacchi-a-sciame-da-3-000-km-la-dottrina-cinese-contro-le-portaerei-usa.html">Attacchi a sciame da 3.000 km: la dottrina cinese contro le portaerei USA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un recente articolo accademico pubblicato in Cina ridiscute i presupposti della deterrenza di Pechino nel teatro Sud-Est asiatico:<strong> non un singolo missile, ma uno sciame coordinato</strong>. A partire dalla Terza Crisi di Taiwan del 1996, quando gli Stati Uniti inviarono una portaerei statunitense in risposta ai test balistici cinesi, Pechino ha promosso e perfezionato nel tempo una strategia di <a href="https://www.opiniojuris.it/russia-exspaziosovietico/la-strategia-difensiva-russa-a-bolle-a2-ad/">negazione d’accesso/negazione di area (A2/AD)</a> nota come <em>Shashoujian</em>, o “mazza dell’assassino”. L’obbiettivo della guerra futura era chiaro: impedire a un avversario di entrare in un ambiente operativo, quindi limitarne la libertà di iniziativa.</p>



<p>Nel 2010 un illustre studioso delle strategie A2/AD presso il <a href="https://csbaonline.org/research/publications/why-airsea-battle">Center for Strategic and Budgetary Assessments</a> fu premonitore: “A meno che Pechino e Teheran non si discostino dalla loro attuale linea d’azione […] è praticamente certo che il costo sostenuto dalle forze armate statunitensi per mantenere l’accesso a due aree di interesse vitale aumenterà drasticamente, forse fino a livelli proibitivi, e forse molto prima di quanto molti si aspettino”.</p>



<p>Una parte importante della letteratura strategica degli ultimi 15-20 anni ha identificato nei missili balistici anti-nave a lungo raggio (ASBM) – soprattutto i cosiddetti <a href="https://militarywatchmagazine.com/article/china-top-five-carrier-killer-ballistic-missiles">“carrier killer” cinesi</a> (DF-21D e DF-26) – uno degli elementi centrali delle strategie A2/AD. Ma un recente articolo accademico cinese sta mettendo in discussione la validità operativa di questa dottrina. Secondo quanto riportato dal <a href="https://www.scmp.com/news/china/science/article/3355897/pla-scientists-propose-plan-destroy-us-carrier-groups-3000km-away">South China Morning Post</a>, infatti, un gruppo di ricerca guidato dal professor associato <strong>Gao Tianyun</strong> della <em>National University of Defense Technology</em> ha pubblicato lo scorso 25 maggio uno studio che descrive una strategia dettagliata per colpire e distruggere gruppi navali statunitensi dispersi fino a 3.000 chilometri di distanza, raggiungendo obiettivi situati persino nell’area di Guam. Lo studio, pubblicato sulla rivista specializzata cinese <a href="https://zsdd.cbpt.cnki.net/portal/journal/portal/client/paper/0ca8aba6f99dfeaecd43307ac143072b">Tactical Missile Technology</a>, è una risposta diretta al concetto americano di <em>Distributed Maritime Operations </em>(DMOs), che prevede la dispersione delle forze navali per ridurne la vulnerabilità a un attacco concentrato.</p>



<p>Un documento interessante perché questa “Ricerca sull’efficacia delle operazioni a sciame di missili antinave in uno scenario di confronto distribuito” – così come suggerisce il suo titolo – anziché presentare una nuova arma risolutiva, propone un approccio innovativo e integrato alla catena di ingaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come funzionerà la futura A2/AD</strong></h2>



<p>Secondo quanto ricostruito da analisti militari di <a href="https://asiatimes.com/2026/06/chinas-plan-to-swarm-us-carriers-from-3000km-away/">Asia Times</a>, una prima fase sarebbe basata sull’effetto sorpresa: sottomarini armati con missili antinave ipersonici attaccherebbero i cacciatorpediniere statunitensi equipaggiati con il sistema di Aegis, che costituiscono il primo anello della difesa missilistica. L’obiettivo sarebbe aprire una breccia nello scudo protettivo e rendere la portaerei più esposta ai successivi attacchi.</p>



<p>Successivamente entrerebbe in azione <strong>un pacchetto offensivo multi-vettore composto da droni esca a basso costo, missili da crociera economici e missili stealth subsonici </strong>in grado di volare a pochi metri dalla superficie del mare. Questa combinazione avrebbe il compito di consumare le scorte di intercettori nemici, saturare i radar e confondere i sistemi di tracciamento. Un elemento particolarmente innovativo del concetto è il sistema “leader-follower”: un missile esploratore vola in posizione avanzata raccogliendo e trasmettendo dati agli altri missili che seguono a quota più bassa. Se il missile guida viene abbattuto, un altro elemento dello sciame assume automaticamente il ruolo di coordinatore, garantendo la continuità operativa.</p>



<p>Gli autori sostengono che questa strategia sfrutta il vantaggio industriale della Cina, che dispone di enormi capacità produttive nel settore navale e missilistico, mentre gli Stati Uniti soffrono da anni di una progressiva perdita di capacità manifatturiera.</p>



<p>Certo non un obiettivo operativo semplice. In primo luogo, ci sono difficoltà tecniche intrinseche. Come ha scritto un analista militare sulla <a href="https://tnsr.org/2025/06/so-what-reassessing-the-military-implications-of-chinese-control-of-taiwan/">Texas National Security Review</a>, <strong>“la kill chain non può funzionare senza un certo livello di sorveglianza spaziale cinese”</strong>, e mantenere una simile architettura in una condizione di operatività continua espone la catena di ingaggio a numerosi potenziali punti di rottura e ai tentativi avversari di disturbare o interrompere il flusso di informazioni.</p>



<p>In secondo luogo, le contromisure USA. Come illustrato dal <a href="https://www.congress.gov/crs-product/R45757">Congressional Research Service</a> statunitense, a partire dal 2025 l’US Navy starebbe sviluppando un’architettura difensiva a più livelli basata su unità navali autonome di medie dimensioni (MUSV), incaricate di ampliare la capacità di scoperta anticipata e di disturbo elettronico, e grandi piattaforme navali autonome (LUSV), utilizzate come veri e propri arsenali galleggianti capaci di aumentare il numero di missili intercettori disponibili, con l’obbiettivo di preservare la sopravvivenza del gruppo navale principale secondo il programma Modular Attack Surface Craft (MASC).</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dalla “kill chain” alla “kill web”?</strong></h2>



<p>Per aumentare la resilienza dei propri sistemi, l’Esercito Popolare di Liberazione starebbe studiando il concetto di “kill web”, un’evoluzione della “kill chain” tradizionale.</p>



<p>In un articolo del 2025 pubblicato dalla rivista <a href="https://www.qk.sjtu.edu.cn/ktfy/CN/Y2025/V8/I4/1">Air &amp; Space Defense</a> – richiamato su <em>Asia Times </em>– gli autori sostengono che il PLA stia sviluppando architetture “kill web” e sistemi autonomi per mantenere l’efficacia operativa anche con reti di targeting degradate. A differenza delle “kill chain” tradizionali, vulnerabili alla rottura di singoli nodi, <strong>il “kill web” integra in modo dinamico piattaforme distribuite nei diversi domini </strong>e, grazie a edge computing e decisioni locali autonome, consente la riconfigurazione automatica dei collegamenti per garantire la continuità della capacità d’ingaggio anche in presenza di interferenze o danni alla rete.</p>



<p>In altre parole, come ha osservato <a href="asiatimes.com/2026/06/chinas-plan-to-swarm-us-carriers-from-3000km-away/">Gabriel Honrada</a>, nella guerra futura la questione centrale non sarà tanto “quanti missili la Cina possa lanciare, ma se sarà in grado di continuare a trovare, seguire e colpire bersagli a grande distanza dopo aver subito attacchi contro satelliti, sensori, reti dati e centri di comando”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/attacchi-a-sciame-da-3-000-km-la-dottrina-cinese-contro-le-portaerei-usa.html">Attacchi a sciame da 3.000 km: la dottrina cinese contro le portaerei USA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Russia completa il test del missile Sarmat: così cambia la deterrenza globale</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-russia-completa-il-test-del-missile-sarmat-cosi-cambia-la-deterrenza-globale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 04:39:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="930" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sarmat Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810-1024x496.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810-1536x744.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810-600x291.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il nuovo missile balistico intercontinentale russo RS-28 Sarmat, testato con successo, ridisegna la deterrenza globale. Ecco come.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-russia-completa-il-test-del-missile-sarmat-cosi-cambia-la-deterrenza-globale.html">La Russia completa il test del missile Sarmat: così cambia la deterrenza globale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="930" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sarmat Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810-1024x496.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810-1536x744.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810-600x291.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un nome, un programma: chiamato in Occidente “Satan-2”, il <strong>nuovo ICBM testato da Mosca</strong> ridisegna la <strong>deterrenza globale</strong>. Il 12 maggio è stato completato con successo il test del sistema missilistico balistico intercontinentale <strong>RS-28 Sarmat</strong>, secondo quanto riferito dal comandante delle Forze Missilistiche Strategiche russe, <strong>Sergey Karakayev</strong>, nel corso di un rapporto presentato al comandante supremo delle Forze Armate russe, il presidente <strong>Vladimir Putin.</strong></p>



<p>Secondo dichiarazioni rilasciate da <a href="https://tass.com/defense/2129943">Karakayev</a> tramite canali ufficiali, il sistema missilistico strategico RS-28 Sarmat, basato in silos fissi e dotato di un missile balistico intercontinentale, supererebbe i suoi predecessori in termini di capacità operative per gittata, carico utile, rapidità di lancio e sistemi di contromisura, consentendo di “sorpassare con elevata affidabilità gli attuali e futuri sistemi di difesa antimissile”.</p>



<p>L’elevata gittata consente al Sarmat di introdurre <strong>nuove direttrici di attacco che i sensori statunitensi e alleati devono essere in grado di monitorare,</strong> quindi seguire rotte alternative, ad esempio passando dal Polo Sud o adottando traiettorie non convenzionali/suborbitali. Il presidente russo lo ha definito “il sistema di lancio più potente al mondo, con una potenza paragonabile a quella del sistema missilistico sovietico R-36M2 Voyevoda presente nel nostro arsenale”.</p>



<p>L’ironia della storia è che proprio il R-36M2 Voyevoda (“Conquistatore”) – che evolveva i precedenti R-36M e R-36MUTTH sulla base del <a href="https://missilethreat.csis.org/missile/ss-18/">SS-18</a> – ebbe sviluppo in Ucraina. Sotto gli auspici del Ministero della Difesa sovietico, infatti, il progetto fu sviluppato dal <a href="https://en.missilery.info/missile/15a18m">Yuzhnoye Design Bureau</a> di Dnepropetrovsk sotto la guida dell’accademico russo Vladimir Fyodorovich Utkin, per entrare infine in servizio nel 1988.</p>



<p>Le connessioni tra Russia e Ucraina nella genesi di questo sistema d’arma, tuttavia, non si esauriscono nella comune eredità industriale sovietica. Anche il nome RS-28 <a href="https://nationalinterest.org/blog/buzz/meet-sarmat-russias-massive-icbm-can-hit-nearly-any-place-earth-142722">Sarmat</a> richiama una dimensione storica e simbolica più ampia, di matrice eurasiatica: secondo diverse interpretazioni, <strong>deriverebbe infatti dai Sarmati, antiche popolazioni nomadi</strong> che tra il VI e il IV secolo a.C. abitarono le regioni corrispondenti agli attuali territori di Russia, Ucraina e Kazakstan, rievocando un immaginario storico che trascende i confini contemporanei.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come cambia la deterrenza globale</strong></h2>



<p>Dotato di una struttura propulsiva a tre stadi e alimentato a propellente liquido, il Sarmat è un vettore di 35,3 metri di lunghezza e 3 metri di diametro classificato come <a href="https://missilethreat.csis.org/missile/rs-28-sarmat/">ICBM pesante</a>, <strong>in grado di trasportare fino a 10 testate nucleari di grandi dimensioni,</strong> oppure 16 testate più piccole, oltre a combinazioni che includono contromisure avanzate o veicoli plananti ipersonici.</p>



<p>Fino a oggi, i sistemi considerati con la maggiore gittata erano i cinesi DF-41 e DF-5, insieme ai nordcoreani Hwasong-17 e Hwasong-18, tutti stimati intorno ai 15.000 km, meno della metà del Sarmat. I precedenti missili russi RT-2PM Topol e RS-24 Yars hanno un raggio stimato di circa 11.000 km, mentre il missile statunitense LGM-30G Minuteman III – <a href="https://militarywatchmagazine.com/article/russia-world-longest-missile-range-sarmat-double">unico ICBM terrestre attualmente in servizio nella NATO</a> – arriva a circa 13.000 km.</p>



<p>Ma è l’impiego di veicoli plananti ipersonici a raggio intercontinentale a rappresentare una potenziale rivoluzione nelle capacità degli ICBM. <strong>Nei Paesi occidentali questa evoluzione ha suscitato forte preoccupazione</strong>, soprattutto perché Stati Uniti e alleati risultano in ritardo rispetto a Russia e Cina nello sviluppo di tecnologie simili. Il programma di veicoli ipersonici russi può rappresentare una risposta asimmetrica ai massicci investimenti occidentali nelle difese antimissile strategiche più convenzionali. </p>



<p>Anche per questo motivo, gli Stati Uniti stanno investendo nel progetto <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-golden-dome-di-trump-un-super-scudo-tra-costi-stellari-e-minacce-asimmetriche.html">Golden Dome</a>, un sistema che punta a schierare intercettori nello spazio per colpire missili come il Sarmat prima che rilascino i loro veicoli ipersonici. Un piano ambizioso, sul piano economico e tecnologico, che forse sarà vanificato dall’avvento di una nuova generazione di missili avanzati dotati di capacità ipersoniche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Bluff o segnalazione strategica?</strong></h2>



<p>Non è la prima volta che Mosca utilizza test missilistici come strumenti di comunicazione coercitiva. Il Sarmat è infatti parte integrante di un programma – per dirla con <a href="https://www.atlanticcouncil.org/in-depth-research-reports/issue-brief/russias-exotic-nuclear-weapons-and-implications-for-the-united-states-and-nato/">l’Atlantic Council</a> – di <strong>“armi nucleari esotiche”</strong>, ovvero di sistemi d’arma in grado di superare i profili di minaccia più tradizionali. Si tratta del drone subacqueo a propulsione nucleare Poseidon, del missile da crociera a propulsione nucleare Burevestnik, del missile balistico a gittata intermedia Oreshnik, o ancora del missile ipersonico aviolanciato Kh-47M2 Kinzhal, già operativo nel teatro ucraino.</p>



<p>Il primo reggimento missilistico equipaggiato con il sistema RS-28 Sarmat entrerà in servizio operativo presso la Divisione missilistica di Uzhur entro la fine di quest’anno. Ma non tutti gli analisti sono concordi nel considerare il Sarmat come fattore di svolta. Secondo <a href="https://www.kyivpost.com/post/75993">Institute for the Study of War</a>, il test del Sarmat rappresenta soprattutto “nuclear saber-rattling” (retorica nucleare intimidatoria), utilizzata da Mosca come strumento politico per mostrare forza.</p>



<p>Al netto dell’operatività dell’arma, <strong>il messaggio del Cremlino è chiaro: ribadire la credibilità della propria capacità di rappresaglia su larga scala, soprattutto nel contesto del conflitto in Ucraina e verso i suoi alleati</strong>. Come parte integrante del programma russo di modernizzazione nucleare, il Sarmat svolge una funzione di segnalazione strategica che l’Alleanza Atlantica – o quel che ne rimarrà – non potrà ignorare nella pianificazione delle proprie difese antimissile, nelle reti di allerta precoce e nei protocolli di gestione dell’escalation.&nbsp;</p>
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		<title>Belgrado chiama Pechino: nuovi sistemi terra-aria cinesi per la Serbia</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/belgrado-chiama-pechino-nuovi-sistemi-terra-aria-cinesi-per-la-serbia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 04:27:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=515358</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1486" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260429180449333_57ddd5cc730e426b6547db66db05f207.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="VUCIC XI" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260429180449333_57ddd5cc730e426b6547db66db05f207.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260429180449333_57ddd5cc730e426b6547db66db05f207-300x232.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260429180449333_57ddd5cc730e426b6547db66db05f207-1024x793.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260429180449333_57ddd5cc730e426b6547db66db05f207-768x594.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260429180449333_57ddd5cc730e426b6547db66db05f207-1536x1189.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260429180449333_57ddd5cc730e426b6547db66db05f207-600x464.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>la Serbia intende rafforzare la propria difesa aerea multilivello con l'acquisizione del sistema terra-aria a lungo raggio cinese HQ-9B.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/belgrado-chiama-pechino-nuovi-sistemi-terra-aria-cinesi-per-la-serbia.html">Belgrado chiama Pechino: nuovi sistemi terra-aria cinesi per la Serbia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1486" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260429180449333_57ddd5cc730e426b6547db66db05f207.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="VUCIC XI" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260429180449333_57ddd5cc730e426b6547db66db05f207.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260429180449333_57ddd5cc730e426b6547db66db05f207-300x232.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260429180449333_57ddd5cc730e426b6547db66db05f207-1024x793.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260429180449333_57ddd5cc730e426b6547db66db05f207-768x594.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260429180449333_57ddd5cc730e426b6547db66db05f207-1536x1189.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260429180449333_57ddd5cc730e426b6547db66db05f207-600x464.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra incertezze regionali e diversificazione del <em>procurement</em> militare, cresce l’interesse di <strong>Belgrado</strong> per l’importazione di nuovi sistemi terra-aria. E la <strong>Serbia</strong> guarda al HQ-9B a lungo raggio di produzione cinese. </p>



<p>Il <a href="https://beta.rs/content/243017-vucic-stanje-bezbednosti-nesto-slozenije-zbog-delovanja-vojnog-saveza-zagreba-tirane-i-pristine">presidente Vučić</a> ha annunciato che nel mese di aprile la Serbia firmerà “contratti molto importanti per l’ulteriore approvvigionamento di armi ed equipaggiamenti militari”, in particolare per <strong>costruire una “difesa aerea estremamente forte e multilivello”.</strong> L’annuncio è avvenuto dopo un incontro con i massimi rappresentanti del Ministero della Difesa e delle Forze Armate Serbe, dichiarando che la situazione della sicurezza è diventata più complessa rispetto a gennaio 2026.  Una complessità che il presidente serbo attribuisce al mutato scenario politico regionale, con il rafforzamento della cooperazione tra Zagabria, Tirana e Priština.</p>



<p>Risalgono al 2019 le basi della <a href="https://www.adriadefense.com/serbias-chinese-arsenal-a-guide-to-belgrades-defence-partnership-with-beijing/">cooperazione militare tra Serbia e Cina</a>, quando Belgrado firmò contratti per l’acquisizione del drone armato CH-92A, sviluppato dalla China Aerospace Science and Technology Corporation (CASC), e del sistema missilistico terra-aria FK-3 prodotto dalla Jiangnan Space Industry, società controllata della China Aerospace Science and Industry Corporation.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I sistemi terra-aria a corto raggio</h2>



<p>Un’altra importante acquisizione di fornitura cinese ha riguardato, nel giugno 2024, il sistema missilistico terra-aria a corto raggio <a href="https://www.armyrecognition.com/archives/archives-land-defense/land-defense-2024/serbia-continues-to-purchase-chinese-equipment-with-acquisition-of-hq-17ae-air-defense-missile-systems">HQ-17AE</a>, progettato per operare in ogni condizione meteorologica, a bassa e media quota, e in grado di ingaggiare bersagli tipici della difesa aerea a corto raggio, tra cui aerei, elicotteri e droni. Omologo del sistema russo Tor-M1 per funzioni di tipo SHORAD, costituisce una componente essenziale dell’architettura di difesa stratificata serba, che mira a sostituire o integrare sistemi antiaerei sovietici con equipaggiamenti cinesi di ultima generazione.</p>



<p>Nel dicembre 2024 il ministero della Difesa serbo confermava che la 250ª Brigata missilistica di difesa aerea è stata equipaggiata con il sistema <a href="https://www.defensenews.com/global/europe/2025/01/09/serbia-completes-fielding-of-chinese-air-defense-system/">FK-3</a>, una versione da esportazione del sistema terra-aria cinese HQ-22, che è in grado di ingaggiare velivoli, elicotteri, missili da crociera, droni e missili aria-superficie che volano a velocità fino a 1.000 metri al secondo, su distanze che possono raggiungere i 100 chilometri.</p>



<p>Più recentemente, diversi fonti di intelligence hanno indicato nel sistema HQ-9B l’ultimo <em>crown jewel</em> cinese che la Serbia intende acquisire per la difese aeree a lungo raggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un “S-400 cinese” per Belgrado?</strong></h2>



<p>Notizie su ripetuti atterraggi di aerei cargo militari cinesi alla <a href="https://www.kosovodispatch.com/en/prishtina/serbias-quiet-airlift-corridor-what-repeated-egypt-china-uae-flights-to-batajnica-signal?utm">base aerea di Batajnica</a> (Belgrado), attraverso l’Egitto, hanno alimentato le voci su possibili consegne del sistema HQ-9, poiché il sito ha svolto in passato da vero e proprio hub logistico per trasporti militari cinesi.</p>



<p>Combinando radar evoluti, missili con gittata estesa e capacità migliorate di contromisure elettroniche, il sistema integrato <a href="https://www.armyrecognition.com/military-products/army/air-defense-systems/air-defense-vehicles/hq-9b">HQ-9B</a> è progettato per garantire una difesa aerea strategica: con 260 km di raggio e sistemi di guida terminale a doppia modalità (tramite radar attivo e sensore infrarosso passivo), è in grado di contrastare diverse minacce, tra cui velivoli stealth, missili da crociera e missili balistici tattici. Attualmente <strong>esportato da Pechino in Iran, Pakistan ed Egitto,</strong> si tratta di un mezzo di difesa antiaerea <a href="https://militarywatchmagazine.com/article/serbia-acquire-chinese-air-defence">analogo al sistema S-400 russo</a>, che la Serbia non riuscì ad acquisire a causa di pressioni europee.</p>



<p>La Serbia mira all’aggiornamento dei sistemi d’arma secondo un programma economicamente sostenibile <strong>(la spesa militare di Belgrado si assesta attorno al 2,5% del PIL del Paese)</strong>, e in grado di integrare equipaggiamenti <em>legacy </em>con forniture di nuova generazione. I sistemi cinesi FK-3 e HQ-17, derivati da progettazioni sovietiche e russe, risultano infatti strutturalmente compatibili con l’equipaggiamento già in servizio presso le forze armate serbe. E la recente integrazione del missile aria-terra ipersonico cinese <a href="https://defencesecurityasia.com/en/serbia-mig29-cm400akg-china-supersonic-missile-europe-airpower-shift/">CM-400AKG</a> sui MiG-29 risponde alla stessa logica.</p>



<p>Secondo i dati del <a href="https://www.globalsecurity.org/military/library/news/2026/01/mil-260107-rferl02.htm">SIPRI</a>, nel periodo 2020-2024 la Serbia ha registrato la quota più elevata di importazioni di armamenti dalla Cina (57%), superando Russia (20%) e Francia (7,4%) in termini percentuali. Numeri che evidenziano una cooperazione consolidata negli ultimi anni, in particolare con la fornitura dei sistemi di difesa aerea a medio raggio FK-3, che costituiscono la componente principale dell’arsenale serbo di origine cinese.</p>



<p>La possibile fornitura del SAM a lungo raggio cinese non è solo <em>procurement</em> militare: è un’espressione della postura strategico-militare di Belgrado, in un quadro segnato dal crescente raffreddamento dei rapporti con Paesi NATO dell’area balcanica e dal rafforzamento della capacità di Pechino di svolgere un ruolo competitivo nel mercato della difesa europeo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/belgrado-chiama-pechino-nuovi-sistemi-terra-aria-cinesi-per-la-serbia.html">Belgrado chiama Pechino: nuovi sistemi terra-aria cinesi per la Serbia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Iran, i costi da capogiro di Epic Fury: spesi tra i 25 e 35 miliardi di dollari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 23:14:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260418104044312_78c3d971792163be091ea1f681a28ae0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran Epic Fury Pentagono" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260418104044312_78c3d971792163be091ea1f681a28ae0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260418104044312_78c3d971792163be091ea1f681a28ae0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260418104044312_78c3d971792163be091ea1f681a28ae0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260418104044312_78c3d971792163be091ea1f681a28ae0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260418104044312_78c3d971792163be091ea1f681a28ae0-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260418104044312_78c3d971792163be091ea1f681a28ae0-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Operazione Epic Fury è tra le campagne militari più costose in breve tempo: spesi fino a 25-35 miliardi dopo sei settimane</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/iran-i-costi-da-capogiro-di-epic-fury-spesi-tra-i-25-e-35-miliardi-di-dollari.html">Iran, i costi da capogiro di Epic Fury: spesi tra i 25 e 35 miliardi di dollari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>La perdita del drone di sorveglianza <a href="https://www.twz.com/air/navy-mq-4c-triton-surveillance-drone-crash-in-the-middle-east-finally-confirmed">MQ-4C Triton</a>, dal valore stimato tra i <strong>235 e 250 milioni di dollari</strong>, confermato lo scorso 14 aprile dal Comando per la Sicurezza Navale USA, è solo uno dei molti grattacapi per il Pentagono. Lo scorso mese il <strong>Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DoD)</strong> aveva riferito al Congresso che i primi sei giorni di guerra sarebbero costati <a href="https://www.militarytimes.com/news/pentagon-congress/2026/03/12/price-tag-for-epic-fury-tops-11-billion-in-first-six-days-pentagon-tells-congress/">11,3 miliardi di dollari</a>. Un dato che supera le precedenti stime avanzate dal <a href="https://www.csis.org/analysis/37-billion-estimated-cost-epic-furys-first-100-hours">Center for Strategic and International Studies</a> riferite alle <strong>prime 100 ore del conflitto</strong>.</p>



<p>Fino ad oggi il DoD ha diffuso poche informazioni dettagliate sulle operazioni in corso, in controtendenza rispetto a precedenti campagne in <strong>Medio Oriente</strong>. Come rilevava un articolo apparso su <a href="https://smallwarsjournal.com/2026/04/03/winning-an-unpopular-war/">Small Wars Journal</a>, “a differenza delle fasi iniziali dei precedenti conflitti in Medio Oriente, in cui i costi venivano differiti attraverso il finanziamento del deficit e distribuiti su un lungo orizzonte temporale, l’impatto inflazionistico di questo conflitto è immediato e politicamente rilevante”.</p>



<p>Le <a href="https://www.centcom.mil/Portals/6/Documents/Publications/260303-Fact%2520Sheet.pdf">schede informative giornaliere del DOD</a> indicano i mezzi impiegati nell’operazione Epic Fury e il numero approssimativo di obiettivi colpiti, ma offrono un livello di dettaglio limitato. Interpolando questi dati con le dichiarazioni del Pentagono il CSIS suddivide i costi dell’<strong>Operation Epic Fury</strong> in tre principali categorie: le operazioni e supporto, le munizioni utilizzate e le perdite, ovvero i costi per sostituire mezzi e risorse distrutti o danneggiati.</p>



<p>Attraverso le stime del <em>Congressional Budget Office</em>, relative ai costi operativi e di supporto delle singole unità, e una metodologia già adottata dall’Ufficio di gestione e bilancio durante le guerre in Iraq e Afghanistan, il CSIS aveva stimato per le sole prime 100 ore di <strong>campagna circa 3,7 miliardi di dollari</strong>.</p>



<p>I costi stimati dal CSIS erano dominati da quelli per le munizioni offensive per circa 1,5 miliardi di dollari, seguiti da quelli per le operazioni aeree di 125 milioni, operazioni navali di 64 milioni e operazioni terrestri di 7 milioni. Non meno lusinghiero è il dato relativo al consumo degli intercettori per la difesa aerea, stimato attorno a 1,7 miliardi. Ma a distanza di 12 giorni dall’inizio dell’Operazione il conto, per Washington, è ancora più salato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sale il bollettino dei costi USA</strong></h2>



<p>Secondo le stime del CSIS, la somma di tutte le principali voci di spesa della campagna militare al giorno 12 dell’Operazione è infatti pari al valore di <a href="https://www.csis.org/analysis/iran-war-cost-estimate-update-113-billion-day-6-165-billion-day-12">16,5 miliardi di dollari</a>, e fortemente sbilanciato verso una componente specifica: le munizioni. In particolare, la parte dominante del costo è costituita dall’impiego e dalla sostituzione di armamenti come missili da crociera, bombe guidate, sistemi balistici tattici e soprattutto intercettori antimissile (<strong>Patriot e THAAD</strong>), che da soli portano la spesa complessiva a oltre 11 miliardi di dollari.</p>



<p>Le spese restanti sono riferite in varia misura ai danni stimati per le perdite di mezzi e infrastrutture danneggiate, e a costi operativi complessivi (aria, mare e terra). La dinamica temporale dei costi dell’operazione rimane “front-loaded”, ovvero sbilanciata verso l’inizio del conflitto, invece di essere distribuita in modo uniforme nel tempo.</p>



<p>Nonostante la diminuzione dei costi di mantenimento dell’Operation Fury rispetto ai giorni iniziali, il budget consumato dal Pentagono rimane significativo.  Secondo quanto riportato da <a href="https://www.marineinsight.com/u-s-navys-200-million-mq-4c-triton-drone-goes-missing-over-strait-of-hormuz/">Marine Insight</a>, gli Stati Uniti starebbero spendendo circa 10.300 dollari al secondo per questa guerra, con una quota principale destinata al consumo di munizioni pari a circa 320 milioni di dollari al giorno. Seguono le missioni aeree, che costano circa 245 milioni di dollari al giorno, e le operazioni navali, che aggiungono ulteriori 155 milioni di dollari ogni 24 ore.</p>



<p>Valori che non catturano comunque il picco iniziale di spesa ad alta intensità, per le prime 100 ore di conflitto, che supererebbe di oltre il 20% queste stime indicate da Marine Insight. </p>



<p>Più recentemente l’American Enterprise Institute (AEI), organizzazione di ricerca e analisi politica con sede a Washington, indica una stima molto più ampia e aggiornata nel tempo rispetto ai numeri del CSIS delle prime 100 ore o dei primi 12 giorni. Con la conclusione della sesta settimana dell’Operazione e l’ingresso in un periodo di cessate il fuoco di due settimane, <strong>il costo incrementale finora sostenuto sarebbe stimato <a href="https://www.aei.org/foreign-and-defense-policy/epic-fury-costs-as-of-the-april-8-cease-fire/">tra i 25 e i 35 miliardi di dollari</a>.</strong>&nbsp;</p>



<p>Dati che potrebbero indurre la Casa Bianca a riconsiderare il costo delle proprie leve coercitive, quindi riproporre periodicamente un tavolo diplomatico come possibile strategia di uscita.</p>
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		<title>Il caso F-15: come e perché l’abbattimento iraniano è rilevante per Washington</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-caso-f-15-come-e-perche-labbattimento-iraniano-e-rilevante-per-washington.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 04:59:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[f-15]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1076" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120093506601_91cfeb79494f1db1ea005154401006c8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120093506601_91cfeb79494f1db1ea005154401006c8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120093506601_91cfeb79494f1db1ea005154401006c8-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120093506601_91cfeb79494f1db1ea005154401006c8-1024x574.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120093506601_91cfeb79494f1db1ea005154401006c8-768x430.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120093506601_91cfeb79494f1db1ea005154401006c8-1536x861.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120093506601_91cfeb79494f1db1ea005154401006c8-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120093506601_91cfeb79494f1db1ea005154401006c8-600x336.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’abbattimento del F-15 statunitense nel territorio iraniano scalfisce il mito di invincibilità della superiorità aerea statunitense</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-caso-f-15-come-e-perche-labbattimento-iraniano-e-rilevante-per-washington.html">Il caso F-15: come e perché l’abbattimento iraniano è rilevante per Washington</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1076" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120093506601_91cfeb79494f1db1ea005154401006c8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120093506601_91cfeb79494f1db1ea005154401006c8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120093506601_91cfeb79494f1db1ea005154401006c8-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120093506601_91cfeb79494f1db1ea005154401006c8-1024x574.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120093506601_91cfeb79494f1db1ea005154401006c8-768x430.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120093506601_91cfeb79494f1db1ea005154401006c8-1536x861.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120093506601_91cfeb79494f1db1ea005154401006c8-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120093506601_91cfeb79494f1db1ea005154401006c8-600x336.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’abbattimento del<strong> F-15 statunitense</strong> nel territorio iraniano scalfisce il mito di invincibilità della superiorità aerea statunitense. Al netto degli accordi temporanei raggiunti, le lezioni sul campo per Washington non sono solo tattiche, ma strategiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il “Golia” statunitense e il “Davide” iraniano </h2>



<p>Come comunicato dal CENTCOM, lo scorso 2 aprile un <a href="https://www.centcom.mil/MEDIA/PRESS-RELEASES/Press-Release-View/Article/4451965/us-continues-strikes-into-iran-after-successful-rescue-of-f-15e-aircrew/">F-15E Strike Eagle veniva abbattuto</a> nel corso di uno scontro: con l’eccezionale record di 104 vittorie e 0 perdite nella sua lunga carriera dal 1976, viene registrata la prima perdita in combattimento per questo tipo di velivolo. Un record che non era stato intaccato nemmeno dalle <a href="https://theaviationgeekclub.com/eagle-undefeated-fact-or-fiction-the-story-behind-the-rumours-of-the-f-15-jet-fighters-shot-down-in-air-to-air-combat/">precedenti rivendicazioni di abbattimenti</a>, come quelle attribuite a un presunto MiG-23 e MiG-25 siriani, rispettivamente nel 1978 e nel 1981, da cui non emerse tuttavia mai alcuna prova.&nbsp;</p>



<p>Questa volta le prove esistono, e la perdita non si limita al solo <strong>velivolo F-15</strong>. Nello stesso arco di 24 ore, anche un aereo d’attacco A-10 Thunderbolt – il celebre “Warthog” impiegato nel supporto alle truppe a terra – è andato perduto nei pressi dello Stretto di Hormuz, assieme alla perdita di un aereo da trasporto turboelica Lockheed C-130 Hercules, due elicotteri<strong> HH-60 Jolly Green II</strong> e altri quattro elicotteri <a href="https://www.aa.com.tr/en/middle-east/factbox-iran-war-us-military-aircraft-damage-and-losses/3896411">MH-6 Little Bird</a> distrutti nella stessa location per prevenirne la cattura; in precedenza un <a href="https://www.airandspaceforces.com/usaf-pilot-shrapnel-wounds-f-35-hit-iran/">F-35</a> è stato costretto a un atterraggio di emergenza (che l’Iran attribuisce a un impatto) lo scorso 19 marzo; un velivolo da allerta precoce <a href="https://www.theguardian.com/world/2026/mar/31/destruction-us-radar-plane-saudi-base-raises-surveillance-concerns">E-3 AWACS</a> distrutto in Arabia Saudita; almeno <a href="https://www.defensenews.com/news/your-military/2026/03/16/iran-missile-strike-damages-five-kc-135-tankers-in-saudi-arabia-officials-say/">cinque aereicisterne Boeing KC-135 Stratotanker</a> colpite; altri tre F-15E distrutti lo scorso 2 marzo da fuoco amico in Kuwait; se si considerano anche i nove droni MQ-9 Reaper abbattuti dall’inizio del conflitto il 28 febbraio, con <a href="https://www.theweek.in/news/middle-east/2026/04/06/after-37-days-of-war-us-aircraft-losses-mount-to-40-equals-irans.html?utm">altri 8 MQ-9 dispersi</a>, il quadro complessivo delle perdite aeree statunitensi avrebbe iniziato a <a href="https://www.escudodigital.com/en/defense/middle-east/unbeaten-f-15-shot-down-over-iran-for-the-first-time-what-happened-and-what-changes-now.html#:~:text=The%2520F%252D15%2520Strike%2520Eagle%2520fighter%252Dbomber%2520had%2520gone,ended%2520over%2520the%2520Iranian%2520province%2520of%2520Kohkiluyeh">delineare un andamento preoccupante per Washington</a>.</p>



<p>Un dato significativo, considerando che le perdite di velivoli da combattimento statunitensi nel 2026 contro l’Iran sono già circa 15 volte superiori rispetto a quelle registrate durante la Seconda Guerra del Golfo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa ha colpito l’F-15?</h2>



<p>Le ipotesi sulla dinamica dell’abbattimento, e sull’arma iraniana, sono diverse. Fonti ufficiali iraniani avrebbero parlato di un <a href="https://www3.nhk.or.jp/nhkworld/en/news/20260405_03/">“nuovo sistema di difesa aerea”</a> impiegato con successo contro l’F-15. Secondo il <a href="https://nypost.com/2026/04/04/world-news/iran-used-new-missile-defense-system-to-shoot-down-f-15-fighter-jet-report/">New York Times</a>, si sarebbe potuto trattare del sistema terra aria (SAM) a corto raggio denominato <a href="https://www.armyrecognition.com/military-products/army/air-defense-systems/air-defense-vehicles/khordad-3">Khordad-3</a>, che peraltro fece già registrare alle forze armate iraniane l’abbattimento del <a href="https://www.theweek.in/news/defence/2026/04/05/how-did-iran-strike-the-us-f-15-meet-the-irgcs-third-khordad-air-defence-missile-system.html">drone RQ-4 Global Hawk BAMS-D</a> sullo stretto di Hormuz nel 2019.&nbsp;</p>



<p>Un’ipotesi che tuttavia non convince: i sistemi di difesa aerea tradizionali a guida radar emettono onde radio per rilevare e tracciare un bersaglio, rilevabili anche dai radar warning receiver (RWR) degli aerei moderni, come l’F‑15, che avvertono il pilota della minaccia in arrivo e permettono manovre evasive o contromisure elettroniche. Inoltre, le operazioni SEAD israelo-statunitensi avrebbero degradato i radar nemici, spingendo le difese iraniane a <a href="https://m.dailyhunt.in/news/india/english/newsx+english-epaper-newsxen/did+iran+use+third+khordad+missile+system+to+shoot+down+a+us+f15e+strike+eagle+heres+what+you+need+to+know+about+the+new+air+defence+system+amid+ongoing+war-newsid-n707319274">dipendere sempre più da sensori “invisibili”</a> (infrarossi passivi), che non attivano i ricevitori allerta radar.</p>



<p>Secondo l’ex colonnello russo <strong>Viktor Litovkin</strong>, invece, l’F-15 potrebbe essere stato abbattuto da un <a href="https://tass.com/world/2113527">Tor-M1</a>, che per certi aspetti rappresenta l’analogo sovietico-russo del Khordad, di cui l’Iran dispone. Ma non esclude il ricorso a eventuali sistemi di difesa aerea portatili (MANPADS), come i russi Igla e Verba: il sistema a infrarossi di tali sistemi individuano l’aereo captando il calore irradiato dai motori tramite un cercatore termico raffreddato, senza alcun uso di radar.</p>



<p>In effetti, le immagini pubblicate dai media statali iraniani presentano un contrasto termico elevato, caratteristico dei sistemi di tracciamento elettro-ottici/infrarossi (EO/IR).&nbsp;</p>



<p>Alcune fonti indicano infatti nel <a href="https://www.ndtv.com/world-news/explained-how-iran-downed-2-us-fighter-jets-us-f15-strike-eagle-and-us-a-10-warthog-11309773?utm">sistema missilistico terra-aria iraniano Majid</a> l’arma più probabile impiegata per l’abbattimento. Il Majid (AD-08) è un sistema di difesa area elettro-ottico a corto raggio e bassa quota sviluppato dalla Defense Industries Organisation iraniana che è stato presentato ufficialmente nell’aprile 2021. Installato su veicoli tattici mobili Aras-2 4×4, è progettato per la difesa di punto contro bersagli a bassa quota, come aerei, elicotteri, missili da crociera e droni.</p>



<p>Una risposta univoca su quale sistema d’arma sia stato impiegato, comunque, è ancora prematura.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lezione per una “grande potenza” </strong></h2>



<p>L’abbattimento del F-15 ha conseguenze che travalicano considerazioni meramente tattiche sui sistemi d’arma impiegati nel teatro iraniano.&nbsp;</p>



<p>Innanzitutto, evidenzia come le operazioni di soppressione delle difese nemiche e di liberazione dell’area di manovra, per quanto avanzate ed efficaci, non siano sufficienti a proteggere le ‘crown jewels’ dei moderni sistemi d’arma da contromisure avversarie.</p>



<p>In secondo luogo, rivelano i limiti della superiorità tecnologica in un contesto asimmetrico, in cui chi si trova in una condizione di inferiorità tecnologica può comunque imporre alla controparte elevati costi economici ed operativi.</p>



<p>Infine, rappresenta un esempio concreto di quella “maledizione delle guerre di media dimensione” richiamata recentemente da <strong>Robert D. Kaplan</strong> su <a href="https://www.foreignaffairs.com/iran/curse-middle-sized-wars">Foreign Affairs</a>: rispetto a campagne di breve durata, i moderni “Golia” rischiano di subire perdite progressive e logoramento politico pur mantenendo una superiorità tecnologica. La vicenda del F-15 è un segnale che il Pentagono non può ignorare. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-caso-f-15-come-e-perche-labbattimento-iraniano-e-rilevante-per-washington.html">Il caso F-15: come e perché l’abbattimento iraniano è rilevante per Washington</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Taiwan e la difesa aerea: che cosa può imparare dal conflitto in Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/taiwan-e-la-difesa-aerea-che-cosa-puo-imparare-dal-conflitto-in-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 05:46:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1271" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/unnamed-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/unnamed-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/unnamed-1-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/unnamed-1-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/unnamed-1-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/unnamed-1-1536x1017.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/unnamed-1-600x397.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Il confronto tra Stati Uniti, Israele e Iran ha fornito alcune lezioni che potrebbero rafforzare la difesa aerea della Repubblica di Cina. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/taiwan-e-la-difesa-aerea-che-cosa-puo-imparare-dal-conflitto-in-medio-oriente.html">Taiwan e la difesa aerea: che cosa può imparare dal conflitto in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1271" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/unnamed-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/unnamed-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/unnamed-1-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/unnamed-1-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/unnamed-1-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/unnamed-1-1536x1017.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/unnamed-1-600x397.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il confronto militare tra Stati Uniti, Israele e Iran ha fornito alcune lezioni utili, che potrebbero contribuire a rafforzare la difesa aerea della Repubblica di Cina in vista di un’eventuale crisi nello Stretto di Taiwan.&nbsp;</p>



<p><strong>Il rapporto del Ministero della Difesa Nazionale taiwanese</strong></p>



<p>La <a href="https://www.rti.org.tw/news?uid=3&amp;pid=197301">Radio Taiwan International (RTI)</a>, il servizio radiofonico internazionale pubblico di Taipei, riferisce in data 16 marzo di un report presentato dal Ministero della Difesa Nazionale taiwanese al Parlamento della Repubblica di Cina relativo alla “<strong>valutazione dell’efficacia del nostro sistema di difesa aerea/anti‑missile</strong>, metodi di intercettazione a basso costo e capacità di contrasto ai droni”.</p>



<p>Stando a quanto riferiscono fonti taiwanesi, il Ministero della Difesa ha evidenziato come, nella recente guerra in Medio Oriente, entrambe le parti abbiano condotto offensive combinate <strong>impiegando missili balistici, missili da crociera e droni.</strong> Una situazione che rende necessarie capacità di difesa aerea multistrato attraverso una rete integrata di protezione attorno all’isola. </p>



<p>Secondo quanto riferisce il <a href="https://www.scmp.com/news/china/military/article/3346773/what-lessons-does-taiwan-see-iran-and-ukraine-its-air-defence-strategy">ministro taiwanese Wellington Koo</a>, sia il conflitto russo-ucraino che quello in Medio Oriente avrebbero dimostrato <strong>“come un gran numero di armi relativamente economiche possa sopraffare i sistemi di difesa aerea tradizionali”</strong>. La tattica asimmetrica di Teheran in Medio Oriente è una lezione utile per Taiwan per sviluppare contromisure economicamente sostenibili nel Sud-Est asiatico, in particolare attraverso un approccio asimmetrico di risposta basato sul rapporto costi/efficacia.</p>



<p>Nonostante non sia stato rivelato il costo degli intercettori che Taipei ha in cantiere per la propria difesa aerea, <strong>fonti locali stimano un costo per munizione che oscilla tra 50.000 e 150.000 dollari USA.</strong> Una spesa decisamente a ribasso rispetto a quella dei missili convenzionali di difesa aerea come i Patriot, che oscillano tra i 2 e i 4 milioni di dollari ciascuno, per un totale stimato di circa <a href="https://www.vox.com/politics/482198/iran-missiles-interceptors-drones">2,4 miliardi di dollari bruciati nei soli primi 5 giorni di conflitto</a> con Teheran.</p>



<p>Oltre a una capacità di intercettazione economica in quantità, il report evidenzia inoltre la necessità di una difesa aerea stratificata contro il crescente ruolo degli attacchi missilistici di precisione e sistemi aerei senza pilota. </p>



<p><strong>Il progetto “T-Dome”</strong></p>



<p>Taipei prevede lo sviluppo dello “Scudo di Taiwan” (T‑Dome), un’architettura di difesa aerea stratificata progettata per proteggere le infrastrutture critiche e garantire che l’isola possa sostenere operazioni difensive durante un conflitto armato con Pechino.</p>



<p>Nella fase iniziale, il sistema di difesa aerea integrerà tre piattaforme indigene: <a href="https://www.taiwannews.com.tw/news/6321218">Strong Bow (Sky Bow IV), Sky Bow III e Sky Sword II</a>. Secondo il Ministero della Difesa taiwanese, una volta completata l’integrazione dei sistemi domestici, tali apparati saranno collegati al <em>US Integrated Battle Command System</em>, permettendo una cooperazione su larga scala con missili Patriot PAC-3 per la difesa a lungo raggio e NASAMS per quella a corto raggio.</p>



<p>Il sistema Strong Bow costituirà lo strato esterno della rete di difesa, intercettando obiettivi fino a 70 km di quota e operando insieme a Patriot e Sky Bow III per creare una difesa stratificata contro aerei e missili balistici. A differenza dei radar passivi dei Patriot e dello Sky Bow III, S<strong>trong Bow utilizza un radar ad array elettronico attivo</strong>, in grado di rilevare bersagli a distanze maggiori e altitudini più elevate, garantendo maggiore precisione e fungendo da sensore avanzato nella rete integrata di difesa aerea di Taiwan.</p>



<p>Le Forze Armate prevedono di acquisire nuovi radar mobili e il sistema di difesa antimissile a medio raggio Tien Kung IV, sviluppato dal taiwanese Industrial Technology Research Institute, integrandolo con NASAMS, Patriot e sistemi di difesa aerea più economici. Altro tassello nella strategia di Taipei – ma non solo – è l’introduzione di un sistema di comando e controllo basato sull’intelligenza artificiale, progettato per accelerare i tempi decisionali e di risposta. Secondo <a href="https://www.scmp.com/news/china/military/article/3346773/what-lessons-does-taiwan-see-iran-and-ukraine-its-air-defence-strategy">Li Shih-chiang</a>, presidente del <em>National Chung-Shan Institute of Science and Technology</em> di Taiwan, il test del T-Dome sarebbe previsto non prima di inizio 2027.</p>



<p><strong>Taipei chiama Tel Aviv (e viceversa)</strong></p>



<p>Il teatro mediorientale è un osservatorio privilegiato per Taipei non soltanto per le lezioni apprese dal conflitto in corso, ma anche per <strong>la collaborazione con il settore militare-industriale di Tel Aviv.</strong> Come rileva un recente report del <a href="https://share.google/ldLBthEB9Pjt99stg">think tank francese FRStategie</a>, <strong>Israele importa da Taiwan alcuni componenti per il proprio sistema terra-aria Iron Dome</strong>, come gli amplificatori a microonde e ricetrasmettitori per i radar forniti dalla società taiwanese Quanxun, e alcune apparecchiature informatiche prodotte da Pegatron. Lo scorso ottobre il premier <strong>William Lai </strong>ha cercato il sostegno di AIPAC (<em>American Israel Public Affairs Committee</em>) per possibili contributi israeliani, tra cui i sistemi come il laser Iron Beam, anche se il coinvolgimento di Israele resta incerto.</p>



<p>Nonostante le <a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-quante-forniture-militari-hanno-consegnato-gli-stati-uniti-a-taiwan-nel-2025.html">forniture militari statunitensi a Taipei</a> siano state piuttosto importanti per il 2025 – come abbiamo ricordato su queste pagine – la possibilità di <a href="https://militarywatchmagazine.com/article/republicchina-mod-lessons-iranian-war">mantenere una difesa aerea di Taiwan efficace anche per una sola settimana</a> contro l’Esercito Popolare di Liberazione cinese resta seriamente incerta, considerando che arsenali molto più limitati, come quelli iraniani di missili e droni, si sono dimostrati altamente efficaci contro le difese combinate di Stati Uniti, Israele e diversi Paesi del Golfo.</p>
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		<title>Così l’intelligence russa sta aiutando l’Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cosi-lintelligence-russa-sta-aiutando-liran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260309210111202_929d6706b75fc822e34bb4db8603f146.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260309210111202_929d6706b75fc822e34bb4db8603f146.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260309210111202_929d6706b75fc822e34bb4db8603f146-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260309210111202_929d6706b75fc822e34bb4db8603f146-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260309210111202_929d6706b75fc822e34bb4db8603f146-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260309210111202_929d6706b75fc822e34bb4db8603f146-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260309210111202_929d6706b75fc822e34bb4db8603f146-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’assistenza della Russia all’Iran potrebbe rispecchiare la dinamica con cui diversi Paesi occidentali hanno appoggiato l’Ucraina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-lintelligence-russa-sta-aiutando-liran.html">Così l’intelligence russa sta aiutando l’Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260309210111202_929d6706b75fc822e34bb4db8603f146.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260309210111202_929d6706b75fc822e34bb4db8603f146.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260309210111202_929d6706b75fc822e34bb4db8603f146-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260309210111202_929d6706b75fc822e34bb4db8603f146-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260309210111202_929d6706b75fc822e34bb4db8603f146-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260309210111202_929d6706b75fc822e34bb4db8603f146-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260309210111202_929d6706b75fc822e34bb4db8603f146-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alcuni report suggeriscono il coinvolgimento indiretto dell’intelligence di Mosca a supporto di Teheran. <strong>L’assistenza della Russia all’Iran potrebbe rispecchiare la dinamica con cui diversi Paesi occidentali</strong> hanno appoggiato l’Ucraina dopo l’invasione russa su larga scala del 2022. Washington, per ora, risponde con un <em>no comment.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Partenariato russo-iraniano è stato attivato?</h2>



<p>Ha sollevato attenzione un articolo apparso lo scorso 6 marzo sul <a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/03/06/russia-iran-intelligence-us-targets/">Washington Post</a>, che riportava la testimonianza di “tre funzionari informati sui rapporti di intelligence”, in condizione di anonimato, secondo cui la Russia avrebbe comunicato all’Iran “le posizioni delle risorse militari statunitensi, tra cui navi da guerra e aerei”. Non è inverosimile che gli attacchi dell’Iran contro infrastrutture di comando e controllo, radar e strutture temporanee, come quello che in Kuwait ha provocato l’uccisione di sei militari, <strong>abbiano beneficiato di un piano di condivisione di intelligence militare tra Mosca e Teheran</strong>.</p>



<p>Il <a href="https://mecouncil.org/publication/strategic-transactionalism-the-iran-russia-partnership/">Trattato di Partenariato Strategico Globale tra Iran e Russia</a> del 17 gennaio 2025, firmato dal presidente russo Vladimir Putin e dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian, stabiliva una partnership strategica tra Mosca e Teheran in 47 punti per ampliare la cooperazione economica, ridurre l’impatto delle sanzioni statunitensi e rafforzare la collaborazione militare e politica.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="719" height="420" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/unnamed.jpg" alt="" class="wp-image-508473" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/unnamed.jpg 719w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/unnamed-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/unnamed-600x350.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 719px) 100vw, 719px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Un sistema AN/TPY-2, a supporto del THAAD, distrutto</em></figcaption></figure>



<p>Uno specifico punto del <a href="https://nesa-center.org/dev/wp-content/uploads/2025/03/2025-0221-Vital-Sensitive-Strategic-Cooperation-Pact-between-Russia-and-Iran.pdf">Trattato</a> stabiliva che, nel caso in cui una delle parti subisca un’aggressione, l’altra parte si impegni a non fornire all’aggressore alcuna assistenza militare o di altro tipo che possa prolungare l’aggressione. Tale cooperazione prevedeva, inoltre, che per consolidare la sicurezza nazionale e contrastare le minacce comuni, <strong>le agenzie di intelligence e sicurezza di entrambe le parti si sarebbero scambiate informazioni </strong>e competenze per rafforzare la loro collaborazione. </p>



<p>Nel gennaio 2025 un report dell’<a href="https://understandingwar.org/research/russia-ukraine/the-russia-iran-coalition-deepens/">Institute for the Study of War (ISW)</a> segnalava il sostegno attivo russo al programma spaziale e satellitare iraniano, che nel tempo avrebbe potuto rafforzare significativamente le capacità militari di Teheran, in particolare nella sorveglianza e nel <em>targeting</em> a lungo raggio. <strong>Già nel 2021 Washington aveva avvertito che Mosca avrebbe fornito all’Iran il satellite Khayyam</strong>, derivato dal russo Kanopus-V, in grado di migliorare la capacità iraniana di monitorare obiettivi militari e asset statunitensi in Medio Oriente. Ma il supporto russo non sembra limitarsi alla sola fornitura di apparati di sensoristica e sistemi di early-warning: più indizi suggeriscono che l’intelligence militare russa abbia supportato operativamente la controffensiva iraniana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Iran ha degradato il sistema radar Usa</h2>



<p>Dall’inizio del conflitto le forze iraniane hanno distrutto <a href="https://en.defence-ua.com/weapon_and_tech/did_iran_destroy_two_antpy_2_radars_for_thaad_system_if_so_its_a_total_fiasco-17713.html">due radar mobili X-band AN/TPY-2</a> del sistema antimissile THAAD: uno schierato dall’esercito statunitense presso la base aerea di Muwafak Salti in Giordania e un altro appartenente alle forze armate degli Emirati Arabi Uniti. A questi, si aggiunge il danneggiamento del <a href="https://www.armyrecognition.com/news/army-news/2026/iran-claims-destruction-of-an-fps-132-radar-in-qatar-used-for-u-s-missile-warning">AN/FPS-132 statunitense in Qatar</a>, un radar strategico di allerta precoce contro missili balistici.&nbsp;</p>



<p>Esistono al mondo soltanto <a href="https://militarywatchmagazine.com/article/iranian-strikes-destroyed-antimissile-radars">quindici apparati AN/TPY-2</a> e la loro distruzione non è casuale, ma risponde ad una <em>kill-chain</em> anti-BMD (Ballistic Missile Defense) ben definita: la neutralizzazione di nodi della rete di difesa antimissile statunitense è finalizzata all’accecamento del sistema difensivo, quindi alla degradazione della rete C2 e delle sue capacità di <em>tracking</em>, per consentire la fase successiva dell’attacco missilistico.</p>



<p>Come ha affermato <a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/03/06/russia-iran-intelligence-us-targets/">Dara Massicot</a>, del <strong>Carnegie Endowment for International Peace</strong>, l’Iran sta “effettuando rilevamenti molto precisi sui radar di allerta precoce o sui radar over-the-horizon”, e in modo “molto mirato”. Data la scarsità di satelliti militari posseduti dall’Iran, non è da escludere che proprio capacità spaziali russe abbiano fornito immagini molto più avanzate per le operazioni di targeting iraniane.&nbsp;</p>



<p>Secondo <a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/03/06/russia-iran-intelligence-us-targets/">Nicole Grajewski</a>, della <strong>Harvard Kennedy School’s Belfer Center</strong>, gli attacchi iraniani mostrano una grande “sofisticazione” nella selezione dei bersagli e nella capacità di superare le difese aeree, che supera qualitativamente la performance della guerra dei 12 giorni.</p>



<p>Del resto, l’ambasciatore russo nel Regno Unito <a href="https://united24media.com/latest-news/russia-says-it-supports-iran-rejecting-neutrality-in-middle-east-war-16622">Andrei Kelin</a> ha affermato lo scorso 7 marzo che Mosca “non è neutrale” nella guerra in corso contro Israele e gli Stati Uniti, <strong>affermando quindi il sostegno attivo di Mosca a Teheran</strong>. Non sorprende che questo sostegno si traduca in un supporto informativo alle operazioni cosiddette <em>left of launch </em>da parte dell’Iran, per la degradazione cinetica di siti radar avanzati di allerta antimissile, e per l’individuazione di altri obbiettivi di alto valore nel teatro mediorientale.</p>



<p>Come ha riportato il <a href="https://time.com/7383068/iran-war-russia-oil/">Time</a>, citando <strong>Robert Person – Senior Fellow presso il Foreign Policy Research Institute (FPRI)</strong> – “Putin e i suoi consiglieri hanno probabilmente stabilito che la guerra in Iran serve gli interessi della Russia nel breve termine: prezzi dell’energia più elevati, distrazione globale da una guerra in Ucraina che Putin non è pronto a risolvere e l’America a rischio di essere intrappolata in un altro pantano mediorientale”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-lintelligence-russa-sta-aiutando-liran.html">Così l’intelligence russa sta aiutando l’Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L’Iran lancia per la prima volta il Fattah-2</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/liran-lancia-per-la-prima-volta-il-fattah-2.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 06:09:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1328" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303161816834_abe1e3648a3a465d7b5265a5de0a6371.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303161816834_abe1e3648a3a465d7b5265a5de0a6371.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303161816834_abe1e3648a3a465d7b5265a5de0a6371-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303161816834_abe1e3648a3a465d7b5265a5de0a6371-1024x708.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303161816834_abe1e3648a3a465d7b5265a5de0a6371-768x531.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303161816834_abe1e3648a3a465d7b5265a5de0a6371-1536x1062.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303161816834_abe1e3648a3a465d7b5265a5de0a6371-600x415.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il lancio del Fattah-2 potrebbe rappresentare il primo impiego operativo diretto di armamenti ipersonici in un conflitto con forze Usa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-lancia-per-la-prima-volta-il-fattah-2.html">L’Iran lancia per la prima volta il Fattah-2</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1328" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303161816834_abe1e3648a3a465d7b5265a5de0a6371.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303161816834_abe1e3648a3a465d7b5265a5de0a6371.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303161816834_abe1e3648a3a465d7b5265a5de0a6371-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303161816834_abe1e3648a3a465d7b5265a5de0a6371-1024x708.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303161816834_abe1e3648a3a465d7b5265a5de0a6371-768x531.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303161816834_abe1e3648a3a465d7b5265a5de0a6371-1536x1062.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303161816834_abe1e3648a3a465d7b5265a5de0a6371-600x415.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il lancio del <strong>Fattah-2</strong> potrebbe rappresentare il <strong>primo impiego operativo diretto di armamenti ipersonici in un conflitto con forze armate statunitensi</strong>. Un precedente che potrebbe determinare una revisione delle architetture di difesa, dei sistemi antimissile e delle strategie di deterrenza nella regione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Iran impiega il Conquistatore-2? </h2>



<p><a href="https://www.globalsecurity.org/wmd/world/iran/fattah.htm?utm">Presentato il 19 novembre 2023</a> durante un’esposizione dedicata alle ultime innovazioni della Forza Spaziale delle <strong>Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC)</strong>, presso l’<em>Ashura Aerospace University of Science &amp; Technology,</em> il Fattah-2 ha visto probabilmente il suo primo impiego operativo nella risposta all’operazione congiunta israelo-statunitense.</p>



<p>Il <a href="https://en.apa.az/asia/iran-uses-fattah-hypersonic-missiles-for-first-time-since-start-of-war-493895?utm">28 febbraio</a>, fonti iraniane hanno diffuso un video relativo al lancio del missile balistico Fattah-1, dotato di un veicolo di rientro manovrabile di nuova generazione progettato per eludere in modo più efficace i sistemi di difesa antimissile. Il giorno successivo è stato inoltre segnalato quello che viene descritto come <strong>il primo lancio del Fattah-2</strong>: un video mostra un missile iraniano cadere nei pressi di Gerusalemme, <a href="https://www.news18.com/world/viral-video-shows-iranian-missile-evades-10-interceptors-before-hitting-target-ws-l-9937456.html">sfuggendo a più di 10 missili intercettori</a> prima di colpire il bersaglio. </p>



<p>L’identificazione del vettore non è ancora stata accertata, ma lascia supporre una compatibilità con capacità analoghe a quelle del Conquistatore-2 di produzione iraniana.</p>



<p>A differenza del Fattah-1, il <strong>Fattah-2 è un vettore balistico</strong> e impiega un <a href="https://www.defsecme.com/defence/air/iran-unveils-advanced-ballistic-missile-with-hypersonic-glide-vehicle-warhead?utm">veicolo planante ipersonico</a> in sostituzione del tradizionale veicolo di rientro. Questa configurazione permette al missile di effettuare manovre sugli assi di beccheggio (per variazioni verticali) e di imbardata (per variazioni laterali), mantenendo velocità di rientro molto più elevate, che consentono alla testata di avvicinarsi al bersaglio da direzioni meno prevedibili. <strong>Tali sistemi sono progettati per sostenere traiettorie plananti o <em>skip-glide</em> negli strati atmosferici a velocità ipersoniche</strong>.</p>



<p>Con un raggio di operatività di circa 1.500 km, che lo colloca tra i missili balistici a medio raggio (MRBM), il veicolo viaggia fino ad una <a href="https://www.wionews.com/photos/how-deadly-is-iran-s-fattah-2-hypersonic-missile-and-how-can-uss-abraham-lincoln-s-air-defence-stop-it-1772394920719/1772394920720">velocità di Mach 15</a> (circa 18.500 km/h), utilizza un motore a combustibile liquido per cambiare traiettoria a metà volo, rendendo il tracciamento radar incredibilmente difficile per le piattaforme di difesa aerea standard.</p>



<p>Abbiamo già ricordato, su queste colonne, le altre tipologie di MRBM ipersonici iraniani probabilmente impiegati nella <a href="https://it.insideover.com/difesa/liran-ha-ripreso-la-corsa-ai-missili-e-laiuto-di-pechino-accelera-la-ricostituzione-degli-arsenali.html">Guerra dei 12 giorni</a>, quali i Ghadr, gli Emad e infine i Khorramshahr-4, non dotati delle tecnologie di evasione avanzate degli HGV. I sistemi più avanzati come il Fattah e il Fattah-2, invece, sarebbero stati utilizzati per colpire obiettivi di elevato valore ritenuti prioritari da neutralizzare tempestivamente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A cosa servono i Fattah-2?</h2>



<p>La <strong>capacità del Fattah di mantenere una manovrabilità controllata all’interno dell’atmosfera </strong>rende molto più complessi i tentativi di intercettazione tramite sistemi terra-aria come l’Arrow israeliano e il Patriot statunitense.&nbsp;</p>



<p>La <strong>funzione di queste armi ipersoniche è triplice</strong>. Sul piano operativo, consentono di superare le cosiddette ‘bolle’ difensive, sviluppate nel corso dei decenni tramite sistemi di difesa missilistica di teatro (TMD), come i THAAD terrestri e i sistemi Aegis installati su unità navali.</p>



<p>Sul piano strategico, <strong>l’interesse iraniano nello sviluppo delle armi ipersoniche si inserisce nella più ampia dottrina</strong> di <a href="https://nationalsecurityjournal.org/irans-hypersonic-missiles-summed-up-in-4-words/">guerra asimmetrica</a>: non disponendo di una forza militare convenzionale paragonabile a quella dei suoi principali avversari, Teheran ha concentrato risorse e investimenti nello sviluppo di tecnologie missilistiche avanzate per compensare i suoi punti di debolezza e aumentare la sua capacità di deterrenza e proiezione regionale.</p>



<p>Sul piano simbolico, il loro impiego avrebbe anche una funzione dimostrativa, volta a evidenziare la capacità di escalation ancora disponibile per il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo Sky Sonic di Israele ancora nel cassetto</h2>



<p>In un’intervista dello scorso agosto <a href="https://defence-blog.com/israel-pushes-korea-to-join-hypersonic-defense-development/">Yuval Baseski</a>, vicepresidente della israeliana <em>Rafael Advance Defense Systems</em>, ha espresso preoccupazione per l’investimento in programmi di missili ipersonici da parte di Paesi come Corea del Nord e Iran.</p>



<p><strong>Ad oggi non esiste una tecnologia in grado di contrastare questo tipo di minacce</strong>, e il progetto “Sky Sonic” ipotizzato da Baseski dovrebbe sopperire, in futuro, a questo fabbisogno operativo. Un sistema d’arma basato sul modello di “difesa a zone”, che suddivide lo spazio aereo in aree operative coperte da più intercettori coordinati, ciascuno dei quali non mira a un singolo punto di impatto predefinito ma controlla una porzione di spazio entro cui può ingaggiare la minaccia, aumentando così le probabilità di intercettazione anche contro bersagli manovranti.&nbsp;</p>



<p>Si tratta di un progetto ancora in fase di sviluppo, presentato come un’“opportunità commerciale” per la quale Israele cerca la <a href="https://www.govconexec.com/2025/08/israel-urges-south-korea-to-join-hypersonic-defense-project/">cooperazione di Seul</a>. Nel frattempo, gli attacchi con missili ipersonici rappresentano soltanto una delle <a href="https://militarywatchmagazine.com/article/israel-plans-zone-defence-anti-missile-network-to-stop-iran-s-new-mach-13-hypersonic-glide-vehicles">sfide per le difese aeree israeliane</a>. Nel corso della “guerra dei 12 giorni”, infatti, l’elevato costo degli intercettori anti-balistici, la conseguente limitatezza delle scorte, l’entità dei danni subiti, hanno reso insostenibile una difesa continuativa contro i lanci missilistici di Teheran.&nbsp;</p>



<p><strong>Sfide che influenzeranno, già nel prossimo futuro, lo svolgimento dell’Operation Epic Fury in corso</strong>.</p>



<p></p>
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