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	<title>Davide Ragnolini Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 21 Sep 2026 04:41:25 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Davide Ragnolini Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Per la difesa la Mecca, per le armi Pechino: il Pakistan con l’HQ-17AE cinese completa la difesa aerea</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/per-la-difesa-la-mecca-per-le-armi-pechino-il-pakistan-con-lhq-17ae-cinese-completa-la-difesa-aerea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 04:41:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1213" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pakistan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Pakistan" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pakistan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pakistan-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pakistan-1024x647.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pakistan-768x485.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pakistan-1536x970.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pakistan-600x379.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> L’acquisto si inserisce in una cooperazione strategica tra Cina e Pakistan, sviluppata nel corso di decenni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/per-la-difesa-la-mecca-per-le-armi-pechino-il-pakistan-con-lhq-17ae-cinese-completa-la-difesa-aerea.html">Per la difesa la Mecca, per le armi Pechino: il Pakistan con l’HQ-17AE cinese completa la difesa aerea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1213" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pakistan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Pakistan" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pakistan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pakistan-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pakistan-1024x647.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pakistan-768x485.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pakistan-1536x970.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pakistan-600x379.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre i cieli nel Golfo tornano a riaccendersi, <strong>Islamabad si prepara a blindare la propria difesa aerea con la nuova acquisizione del HQ-17AE di Pechino.</strong> Una mossa pianificata da tempo, maturata anche dalle lezioni apprese dall’<em>Operation Sindoor</em> del maggio 2025, che ha segnato un <a href="https://www.orfonline.org/public/uploads/upload/20260330112005.pdf">punto di svolta nella traiettoria del conflitto India-Pakistan</a>, con la transizione da un conflitto prevalentemente terrestre a uno aereo. Attraverso il supporto di Pechino, il Pakistan punta a potenziare la propria capacità di negazione dello spazio aereo nazionale.</p>



<p>I programmi di difesa aerea dell’Esercito pakistano sono organizzati secondo un’<a href="https://quwa.org/pakistan/air-defence-pk/">architettura di difesa articolata su quattro livelli</a>: sistema di difesa aerea ad alta-media quota (HIMADS), sistema di difesa aerea a bassa-media quota (LOMADS), difesa aerea a corto raggio potenziata (E-SHORAD) e difesa aerea a corto raggio (SHORAD). Nel loro insieme, tuttavia, non costituiscono un unico sistema integrato di difesa aerea (IADS) posto sotto un comando congiunto.&nbsp;</p>



<p>L’Esercito pakistano organizza infatti i propri sistemi missilistici terra-aria nell’ambito di una difesa aerea completa, integrata e stratificata (<em>Comprehensive Layered Integrated Air Defence</em> – CLIAD). Si tratta di un modello in cui le diverse forze armate mantengono sostanzialmente architetture di difesa aerea separate, articolate su più livelli e <strong>concepite per coprire differenti fasce di ingaggio</strong>, dal corto al lungo raggio. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Pakistan potenzia le capacità di difesa aerea di punto</strong></h2>



<p>L’architettura di difesa aerea dell’Esercito pakistano comprende il sistema cinese HQ-9/P nello strato HIMADS, il LY-80 nel livello LOMADS e il FM-90 nello strato E-SHORAD. La componente SHORAD si distingue invece per la maggiore varietà di sistemi impiegati.&nbsp;</p>



<p>Oltre ai sistemi spalleggiabili <a href="https://www.armyrecognition.com/military-products/army/air-defense-systems/man-portable-air-defense-systems/anza-mk-i-mk-ii-mk-iii-pakistan-uk">Anza Mk II e Anza Mk III</a>, con una gittata di circa 5.000 metri, il sistema svedese <a href="https://www.armyrecognition.com/military-products/army/air-defense-systems/man-portable-air-defense-systems/rbs-70-ng-sweden-uk">RBS-70 NG</a> di Saab, a guida laser e con una gittata di 9.000 metri, nonché i sistemi spalleggiabili cinesi <a href="https://www.armyrecognition.com/military-products/army/air-defense-systems/man-portable-air-defense-systems/fn-6-china-uk">FN-6</a> e <a href="https://www.armyrecognition.com/military-products/army/air-defense-systems/man-portable-air-defense-systems/fn-16-manpads">FN-16</a>, entrambi con una gittata di circa 6.000 metri, sia aggiunge ora il sistema terra-aria mobile HQ-17AE.</p>



<p>Come si apprende da <a href="https://www.janes.com/defence-intelligence-insights/defence-news/defence/special-report-pakistan-fields-new-air-defence-systems">Jane’s Defence</a>, la notizia è stata resa nota dall’aeronautica militare pakistana lo scorso 6 settembre, attraverso un video promozionale ufficiale. Si tratta di un sistema installato su un telaio Dongfeng 6×6, che <strong>integra radar di rilevamento e di guida con otto missili a lancio verticale,</strong> in grado di tracciare fino a ventiquattro bersagli e di ingaggiarne contemporaneamente quattro.</p>



<p>Assieme ai sistemi turchi Korkut da 35 mm e Şahin da 40 mm, il HQ-17AE contribuirà a costituire lo strato missilistico più esterno di una nuova architettura di difesa di punto, estesa fino a circa 15 km.</p>



<p>Al di là della differenziazione per quota di ingaggio, portata e responsabilità operative, il tratto comune dell’architettura di difesa aerea pakistana è la forte presenza di sistemi di origine cinese.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La difesa guarda alla Mecca, il procurement a Pechino</strong></h2>



<p>Come riportato dal <a href="https://www.globaltimes.cn/page/202609/1370013.shtml">Global Times</a>, il HQ-17AE può contribuire a colmare una lacuna nella difesa aerea a corto raggio rafforzando la capacità del Pakistan di contrastare le minacce UAV. Ma le conseguenze vanno al di là del piano tattico-militare.</p>



<p>L’acquisto si inserisce in <strong>una cooperazione strategica tra Cina e Pakistan,</strong> sviluppata nel corso di decenni e progressivamente estesa a numerosi settori della tecnologia della difesa – dagli aeromobili da combattimento ai sensori aviotrasportati e altre tecnologie – che hanno fatto parlare di una <a href="https://thedailycpec.com/pakistan-unveils-new-chinese-made-air-defense-system/">partnership strategica “all-weather”</a> tra i due Paesi.</p>



<p>I legami con il Dragone, in ambito di cooperazione militare e di esportazione dei sistemi d’arma, costituiscono una leva diplomatica per Pechino, soprattutto in contesti regionali caratterizzati da forte instabilità. Come rivelano i dati <a href="https://www.sipri.org/media/press-release/2025/ukraine-worlds-biggest-arms-importer-united-states-dominance-global-arms-exports-grows-russian">SIPRI</a>, <strong>la Cina ha ulteriormente consolidato la propria posizione di principale fornitore di armamenti del Pakistan,</strong> passando dal 74% delle importazioni pakistane nel periodo 2015–2019 all’81% nel periodo 2020–2024.</p>



<p>Mentre il patto di difesa tra Pakistan, Turchia e Arabia Saudita ha segnato un rafforzamento dei legami militari tra i Paesi sunniti, il recente <a href="https://www.thedefensenews.com/Pakistan-Rules-Out-Immediate-Military-Action-Under-Mecca-Pact-Following-Houthi-Strikes-on-Saudi-Arabia/">rifiuto pakistano</a> di attivarlo nel contesto del conflitto tra Arabia Saudita e Yemen riflette probabilmente la pazienza strategica di Pechino nei confronti dell’Iran, principale sponsor statale dei ribelli yemeniti.</p>



<p>L’incontro tra il ministro degli Esteri pakistano <strong>Ishaq Dar Dar </strong>e l’omologo cinese <strong>Wang Yi </strong>a Pechino, nel marzo di quest’anno, rientrava esplicitamente nel programma di <a href="https://www.scmp.com/news/china/diplomacy/article/3348571/china-pledges-strategic-coordination-pakistan-help-end-us-war-iran">“coordinamento strategico”</a> per promuovere una soluzione condivisa al conflitto in Iran. Un coordinamento che passa non soltanto attraverso i canali diplomatici, ma anche attraverso il procurement e la cooperazione militare, rafforzando l’interdipendenza tra Islamabad e Pechino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/per-la-difesa-la-mecca-per-le-armi-pechino-il-pakistan-con-lhq-17ae-cinese-completa-la-difesa-aerea.html">Per la difesa la Mecca, per le armi Pechino: il Pakistan con l’HQ-17AE cinese completa la difesa aerea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>La corazzata &#8220;classe Trump&#8221;, i cinesi si fregano le mani</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-corazzata-classe-trump-i-cinesi-si-fregano-le-mani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 04:44:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa-1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa-1.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa-1-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa-1-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa-1-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa-1-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa-1-600x400.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I costi per la "Golden Fleet" voluta da Trump crescono e potrebbero mettere a rischio altri settori della marina Usa. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-corazzata-classe-trump-i-cinesi-si-fregano-le-mani.html">La corazzata &#8220;classe Trump&#8221;, i cinesi si fregano le mani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa-1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa-1.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa-1-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa-1-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa-1-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa-1-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa-1-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Annunciato nel <a href="https://apnews.com/article/trump-navy-golden-fleet-battleship-0940368b39b19f03abe8689ebad08380">dicembre 2025</a>, il mastodontico progetto di una nuova classe statunitense di corazzata, denominata BGG(X), che secondo il rapporto del <a href="https://news.usni.org/2026/01/01/report-to-congress-on-bbgx-battleship-program">Congressional Research Service (CRS)</a> potrebbe entrare in servizio non prima del 2040, trova già detrattori. Il <em>Congressional Budget Office</em> (CBO) degli Stati Uniti ha segnalato <a href="https://news.usni.org/2026/01/01/report-to-congress-on-bbgx-battleship-program">“diversi potenziali problemi”</a> legati al programma.</p>



<p>Secondo la <a href="https://militarywatchmagazine.com/article/world-most-expensive-warship-america-bbgx-battleships-cost">valutazione del CBO</a>, il costo di costruzione della prima unità del programma di corazzate a propulsione nucleare BBG(X) della U.S. Navy, comunemente indicato come “classe Trump”, <strong>ammonterebbe a circa 23 miliardi di dollari. </strong>Il costo complessivo di una flotta prevista di 15 unità sarebbe pari a circa 275 miliardi di dollari, con un costo medio di acquisizione di circa 18 miliardi di dollari per nave nell’arco dell’intero programma. </p>



<p>Costi che sarebbero grosso modo equivalenti a quelli di due portaerei da 100.000 tonnellate, una della classe Gerald Ford e una della classe Nimitz. A questa stima si somma la storica tendenza del settore della difesa statunitense a registrare consistenti e persistenti sforamenti dei costi, che lascia ipotizzare ulteriori aumenti, potenzialmente significativi, rispetto ai 18 miliardi di dollari per unità. Nel budget, ad esempio, non sarebbero inclusi lo smaltimento delle scorie radioattive derivate dalla propulsione nucleare e lo smantellamento delle navi al termine della loro vita operativa.</p>



<p>Considerando che il programma per la portaerei della classe Gerald Ford ha già subito <a href="https://militarywatchmagazine.com/article/us-bbgx-nuclear-battleship-carrier-destroyer-submarine-risk">gravi problemi e enormi ritardi e sforamenti dei costi</a>, il progetto BBG(X) di Trump non sembra offrire, almeno allo stato attuale, particolari garanzie in termini di rispetto dei tempi e dei costi previsti.&nbsp;</p>



<p>Ma a interessare gli analisti non occidentali, in particolare, sono le implicazioni strategico-operative della <a href="https://www.globalsecurity.org/military/systems/ship/golden-fleet.htm">“Golden Fleet”</a> di Trump, di cui il progetto BBG(X) sarebbe parte integrante. Una flotta che si fonda sulla combinazione di <strong>grandi unità di superficie pesantemente armate, piattaforme più piccole e distribuite e un’ampia componente unmanned,</strong> con l’obiettivo è integrare capacità di attacco, sensori e nodi di rete in una struttura navale distribuita, capace di saturare le aree contese, complicare il targeting avversario e ridurre la vulnerabilità della flotta alla perdita di singole unità.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La PLAN osserva paziente</strong></h2>



<p>Un articolo del 21 agosto pubblicato dal <a href="https://www.defensenews.com/opinion/2026/09/03/chinese-military-analysts-cant-wait-for-the-us-navys-battleship-era/">China National Defense News</a> (中国国防报), quotidiano specializzato in questioni di difesa e sicurezza, strettamente collegato alle Forze Armate cinesi (PLA), ha fornito una prima chiave di lettura del modo in cui Pechino sta valutando questo cambio di orientamento della flotta di superficie USA.</p>



<p>Secondo gli analisti militari cinesi il programma implicherebbe uno scostamento dal concetto di “Operazioni Marittime Distribuite” avanzato dagli Stati Uniti, ovvero da <strong>una dottrina fondata sulla dispersione di sensori, processi decisionali e sistemi d’arma tra numerose piattaforme per complicare il targeting nemico.</strong> Mentre infatti “la teoria delle operazioni marittime distribuite pone l’accento sulla distribuzione delle capacità di scoperta, comando e attacco tra molteplici nodi […] al fine di mitigare l’impatto che il danneggiamento di alcune grandi unità navali potrebbe avere sull’intera formazione”, le grandi unità da combattimento di superficie diventerebbero facili bersagli per sottomarini silenziosi, missili ipersonici e sciami di droni.</p>



<p>Inoltre, l’articolo cinese rileva un vulnus nella stessa architettura della “Golden Fleet”, che potrebbe comprometterne la ridondanza e la resilienza dei sistemi di comando e controllo: le piattaforme più piccole, infatti, per quanto distribuite, potrebbero risultare eccessivamente dipendenti dalla disponibilità di collegamenti dati stabili.</p>



<p>La critica cinese include inoltre tra le principali debolezze della pianificazione USA i “progetti non finalizzati e la maturità tecnologica insufficiente”, specialmente quando cannoni elettromagnetici, missili ipersonici e laser ad alta energia devono essere sviluppati ed integrati insieme a uno scafo a propulsione nucleare e a un sistema di combattimento di prima classe.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Più efficienza e meno costi</h2>



<p>In effetti, un ulteriore profilo di criticità del progetto è legato al modello di progettazione e integrazione dei sistemi. Come rileva l’articolo, “l’approccio consistente nel ‘build the platform first, install equipment later’ potrebbe accrescere i rischi”. A sostegno di tale valutazione vengono richiamati i programmi del cacciatorpediniere classe Zumwalt e delle Littoral Combat Ships (LCS), che sono stati al centro di <a href="https://www.naval-technology.com/news/gao-zumwalt-lcs-and-constellation-exemplify-us-navy-failures/?cf-view">profonde divergenze tra l’Ufficio di Contabilità del Governo degli Stati Uniti (GAO) e la Marina USA</a> attorno ai modelli e processi di progettazione e costruzione navale statunitensi.</p>



<p>Non ogni male vien per nuocere. Anzi, rilevando le criticità del progetto BGG(X) e i potenziali effetti a cascata su altri programmi della Marina USA considerati prioritari, l’articolo conclude che “la costruzione di corazzate a propulsione nucleare […] potrebbe rallentare ulteriormente la costruzione di portaerei e sottomarini”. Insomma, un’iniziativa che potrebbe rivelarsi un’opportunità strategica per la Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLAN), consapevole che eventuali ritardi inciderebbero ulteriormente sull’equilibrio navale nell’area Asia-Pacifico.</p>



<p>Come rilevato da <a href="https://www.defensenews.com/opinion/2026/09/03/chinese-military-analysts-cant-wait-for-the-us-navys-battleship-era/">Lyle Goldstein</a>, la componente navale statunitense avrebbe invece necessità di riallinearsi a strategie e dinamiche di un mondo multipolare e di teatri operativi asimmetrici, attraverso la riduzione delle costose missioni di “presenza” e l’adozione di strategie di copertura del rischio strategico più efficienti sotto il profilo dei costi. Il conflitto nel Golfo ne è monito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-corazzata-classe-trump-i-cinesi-si-fregano-le-mani.html">La corazzata &#8220;classe Trump&#8221;, i cinesi si fregano le mani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Iskander-1000: prima prova di combattimento per la nuova variante russa a gittata estesa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/iskander-1000-prima-prova-di-combattimento-per-la-nuova-variante-russa-a-gittata-estesa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 04:44:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=528127</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1076" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901145007326_948fb421e3b2a9833f6206b41faef421.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901145007326_948fb421e3b2a9833f6206b41faef421.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901145007326_948fb421e3b2a9833f6206b41faef421-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901145007326_948fb421e3b2a9833f6206b41faef421-1024x574.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901145007326_948fb421e3b2a9833f6206b41faef421-768x430.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901145007326_948fb421e3b2a9833f6206b41faef421-1536x861.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901145007326_948fb421e3b2a9833f6206b41faef421-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901145007326_948fb421e3b2a9833f6206b41faef421-600x336.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Fonti ucraine indicano che la Russia avrebbe utilizzato per la prima volta il suo nuovo missile balistico 9M723-2, l'Iskander-1000.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iskander-1000-prima-prova-di-combattimento-per-la-nuova-variante-russa-a-gittata-estesa.html">Iskander-1000: prima prova di combattimento per la nuova variante russa a gittata estesa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1076" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901145007326_948fb421e3b2a9833f6206b41faef421.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901145007326_948fb421e3b2a9833f6206b41faef421.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901145007326_948fb421e3b2a9833f6206b41faef421-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901145007326_948fb421e3b2a9833f6206b41faef421-1024x574.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901145007326_948fb421e3b2a9833f6206b41faef421-768x430.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901145007326_948fb421e3b2a9833f6206b41faef421-1536x861.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901145007326_948fb421e3b2a9833f6206b41faef421-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260901145007326_948fb421e3b2a9833f6206b41faef421-600x336.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sullo sfondo dei recenti contatti tra Stati Uniti e Federazione Russa e della prospettiva di una nuova escalation del conflitto russo-ucraino, <strong>l’Iskander-1000 </strong>si configura come una nuova forma di segnalazione strategica del Cremlino. <a href="https://united24media.com/defense-tech/russia-secretly-debuted-its-new-iskander-1000-in-a-ballistic-missile-strike-on-kyiv-22002">Fonti ucraine</a> indicano che la Russia, nel corso dell’estate di quest’anno, avrebbe utilizzato per la prima volta il suo nuovo missile balistico 9M723-2, noto anche come Iskander-1000, durante un attacco combinato alla capitale ucraina. La data precisa non è stata specificata ma, secondo quanto riporta l’<a href="https://understandingwar.org/research/russia-ukraine/russian-offensive-campaign-assessment-august-27-2026/">Institute for the Study of War</a>, la Direzione principale dell’intelligence del Ministero della Difesa ucraino (GUR) ha riferito che una versione aggiornata dell’Iskander-M, dotata di un motore e di un lanciatore di dimensioni maggiori, consentirebbe di <strong>ingaggiare obiettivi fino a una distanza di 550 km.</strong></p>



<p>Gli aggiornamenti legati al complesso Iskander non sono una novità. <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-i-russi-hanno-reso-piu-letali-i-missili-iskander-e-che-cosa-hanno-imparato-gli-ucraini.html">Su queste colonne</a> avevamo già segnalato che, lo scorso ottobre, fonti militari ucraine avevano reso noti alcuni risultati delle analisi forensi, rivelando almeno sette tipi di missili della famiglia 9K723 utilizzati dall’Iskander-M dotati di nuove testate. Ora le rivelazioni dell’intelligence militare ucraina indicano che l’aggiornamento qualitativo dell’Iskander avrebbe interessato <strong>l’intero complesso d’arma,</strong> intervenendo tanto sulla componente vettoriale quanto su quella relativa al sistema di lancio. Il missile denominato Iskander-1000 sarebbe infatti parte del complesso indicato da fonti ucraine come <a href="https://defence-industry.eu/ukraines-defence-intelligence-says-russia-struck-kyiv-with-upgraded-iskander-1000-missiles-built-largely-from-foreign-parts/">Bora-M</a>: un sistema balistico che Mosca avrebbe iniziato a sviluppare a partire dall’Iskander-M, in seguito al ritiro degli Stati Uniti dal Trattato sulle Forze Nucleari a Raggio Intermedio (INF) nel 2019.</p>



<p>Secondo le informazioni raccolte da analisti ucraini, circa <a href="https://mezha.net/eng/bukvy/1270d739_russia_used_upgraded_iskander/">un quarto dei 140 componenti</a> che costituiscono il missile sarebbe prodotto da imprese russe, altri 63 componenti sarebbero di origine statunitense, mentre i restanti elementi – in particolare la componentistica elettronica per il sistema di guida – proverrebbero da <strong>aziende con sede in Svizzera, Bielorussia, Germania, Taiwan e Cina. </strong></p>



<p>Risalgono al <a href="https://militarywatchmagazine.com/article/russia-new-iskander1000-missile-doubled-range-greater-accuracy">maggio 2024</a> le prime indicazioni significative circa lo sviluppo di questa nuova classe di missile, in occasione della diffusione di un video celebrativo del 78º anniversario del poligono missilistico di Kapustin Yar. Nonostante il nuovo missile non abbia la gittata prevista di circa 1.000 km, come suggerito dalla sua denominazione, sarebbe comunque in grado di superare nettamente i 390 km del precedente 9M723-1, con implicazioni tattico-operative non indifferenti per la difesa ucraina.</p>



<p><strong>L’“arciere” russo non aumenta solo la gittata</strong></p>



<p>Lo sviluppo dell’Iskander-1000 si inserisce nel più ampio programma di potenziamento dei missili Iskander e Kinzhal, volto ad aumentarne la gittata, incrementare l’efficacia delle testate e migliorarne la capacità di eludere le difese aeree. La capacità di raggiungere obiettivi a circa 550 km potrebbe <strong>mettere sotto pressione infrastrutture situate nella profondità operativa</strong>: nodi logistici, depositi, posti di comando, infrastrutture aeroportuali e altri obiettivi ad alto valore. Paragonato alla gittata dei missili balistici a corto raggio ATACMS e PrSM statunitensi, con rispettivamente circa 300 e 400 km di raggio, l’Iskander-1000 estenderebbe significativamente il braccio operativo della componente missilistica russa, con un aumento di oltre il 41% rispetto al precedente 9M731-1. Ma non si tratta soltanto di un aumento quantitativo del raggio di ingaggio dell’Iskander. </p>



<p>Come rileva <a href="https://www.armyrecognition.com/archives/archives-land-defense/land-defense-2024/putins-new-iskander-1000-ballistic-missile-threatens-ukrainian-f-16s-and-half-of-europe">Army Recognition</a>, il principale vantaggio di questa nuova versione del missile Iskander rispetto ad altri sistemi, come il missile balistico aviolanciato Kh-47M2 Kinzhal impiegato dal MiG-31K, risiede nel diverso profilo di lancio. Mentre il MiG-31K può essere individuato quasi immediatamente dopo il decollo dai radar della difesa aerea e dai satelliti di ricognizione elettro-ottica, l’Iskander-1000 è lanciato direttamente da terra, consentendo al lanciatore mobile di rimanere occultato, disperso o non essere facilmente individuabile, quindi riducendo i tempi di rilevamento e di reazione.</p>



<p>I motori a razzo a propellente solido dell’Iskander-1000, infatti, genererebbero <strong>segnature termiche rilevabili soltanto durante le fasi di volo propulso</strong>, determinando un tempo di preavviso significativamente inferiore, compreso tra 2 e 7 minuti a seconda della distanza dall’obiettivo. Un dato che pone nuove sfide non solo all’attività di intercettazione condotte da sistemi di difesa terra-aerea, quali Patriot, SAMP/T e IRIS-T, ma anche alle operazioni controforza condotte con aerei.</p>



<p></p>



<p>L’ipotesi avanzata da un ufficiale statunitense, già commentata su queste pagine, di impiegare gli <a href="https://it.insideover.com/guerra/f-16-al-posto-dei-patriot-ecco-perche-dare-la-caccia-agli-iskander-russi-e-cosi-difficile.html">F-16 per la caccia dei lanciatori Iskander</a> risulterebbe infatti ulteriormente complicata: il difensore dovrebbe ricercare il lanciatore all’interno di un’area arretrata più ampia, disponendo tuttavia di un preavviso aggiuntivo minimo una volta che il missile è stato lanciato.</p>



<p>Un aggiornamento che, stando a quanto suggeriscono i <a href="https://www.thepricer.org/how-much-does-an-iskander-1000-missile-cost/">dati di procurement</a> disponibili, non sembra aver comportato un significativo incremento dei costi per Mosca. L’Iskander-1000 avrebbe infatti un valore unitario di circa 221 milioni di rubli, una cifra sostanzialmente in linea con i 189–238 milioni di rubli riportati per altre varianti della famiglia 9M723.</p>



<p>Insomma, un’arma che, al netto dell’eventuale impatto operativo nel teatro ucraino, segnala alla NATO la capacità russa di continuare a sviluppare e introdurre sistemi balistici con gittata maggiore, modificando progressivamente il rapporto tra capacità offensive e difensive.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iskander-1000-prima-prova-di-combattimento-per-la-nuova-variante-russa-a-gittata-estesa.html">Iskander-1000: prima prova di combattimento per la nuova variante russa a gittata estesa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>F-16 al posto dei Patriot? Ecco perché dare la caccia agli Iskander russi è così difficile</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/f-16-al-posto-dei-patriot-ecco-perche-dare-la-caccia-agli-iskander-russi-e-cosi-difficile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 23:08:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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<p>L'ex ammiraglio Usa Mark Montgomery propone di sostituire i missili intercettori Patriot con caccia F-16 per colpire gli Iskander russi</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/f-16-al-posto-dei-patriot-ecco-perche-dare-la-caccia-agli-iskander-russi-e-cosi-difficile.html">F-16 al posto dei Patriot? Ecco perché dare la caccia agli Iskander russi è così difficile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Dalla difesa reattiva terrestre a quella proattiva aerea, l’Ucraina e gli alleati si interrogano su possibili alternative al sistema Patriot. Ma dietro la recente proposta del retroammiraglio USA Montgomery, non mancano le criticità. Come è ormai noto, la <a href="https://www.independent.co.uk/news/world/americas/us-politics/trump-hegseth-iran-war-weapons-shortage-b3028334.html">penuria di missili intercettori</a> è la spinosa questione che sta preoccupando i decisori politici statunitensi, peraltro al centro di una polemica con presunti leakers del Pentagono. <strong>Con quattro quinti dell’inventario di THAAD consumato</strong> e <a href="https://www.thedefensenews.com/US-Used-Nearly-80-of-THAAD-Interceptors-During-Iran-Conflict-Pentagon-Stockpiles-Run-Low/">circa metà dello stock di intercettori Patriot</a> utilizzato durante le operazioni di combattimento in Medio Oriente, la situazione sembra ben distante dalle scorte “virtualmente illimitate” vantate dal presidente statunitense sui social lo scorso 2 marzo. </p>



<p>E non solo il teatro mediorientale: anche il conflitto russo-ucraino sta impensierendo i pianificatori militari. Mentre il CENTCOM lancia una <a href="https://edition.cnn.com/2026/08/03/politics/us-military-iran-war-troops-punish">campagna di crowdsourcing di idee</a> per raccogliere proposte “creative e non convenzionali” al fine di esercitare pressione sull’Iran, <strong>la minaccia balistica russa </strong>non cessa di mettere alla prova le capacità di difesa aerea e missilistica occidentali e interrogare gli addetti ai lavori su soluzioni complementari alla tradizionale difesa antimissile.</p>



<p>Lo scorso 31 luglio l’ex retroammiraglio della Marina degli Stati Uniti <strong>Mark Montgomery,</strong> sul <a href="https://www.washingtonpost.com/opinions/2026/07/31/how-ukraines-f-16s-could-stop-russian-ballistic-missiles/">Washington Post</a>, ha proposto di utilizzare i caccia F-16 per la neutralizzazione dei lanciatori Iskander. L’ipotesi è di rimpiazzare i missili intercettori dei sistemi Patriot con missili di tipo <a href="https://www.armyrecognition.com/military-products/army/missiles/tactical-missiles/eram-extended-range-attack-munition-missile">ERAM (<em>Extended Range Attack Munition Missile</em>)</a>, ovvero dei missili da crociera che utilizzano piattaforme di lancio aeree come i caccia F-16. </p>



<p>Assieme ai Mirage 2000 e ai MiG-29 ucraini, infatti, gli F-16 svolgono compiti di difesa aerea e sono impiegati anche per attacchi stand-off di precisione contro obiettivi tattici, logistici e industriali. Ma il piano proposto per sostituire i noti sistemi di difesa terra-aria con missili aria-superficie non è privo di ostacoli tattico-operativi e tecnici.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come e perché è difficile “colpire l’arciere”</strong></h2>



<p>In primo luogo, la tattica di attaccare l’arciere (<em>shoot the archer</em>) per colpire i lanciatori richiede un paradigma operativo diverso dalla difesa anti-missile, ovvero una forma di interdizione pre-lancio (<em>left-of-launch</em>) che è supplementare ma non sostitutiva delle misure di difesa post-lancio (<em>right-of-launch</em>).</p>



<p>In secondo luogo, i missili ERAM sarebbero esportati con limitazioni d’impiego tali da rendere necessario un rapido aggiornamento software per la piena integrazione con gli F-16 ucraini, che richiederebbe – a detta di Montgomery – “poche settimane, non anni”. Una tempistica che solleva tuttavia interrogativi sulla natura e sulla portata dell’integrazione richiesta, soprattutto considerando che <strong>la piena capacità operativa non dipende esclusivamente dall’interfaccia software</strong> tra arma e piattaforma. Una simile integrazione potrebbe risolvere solo una parte della catena di ingaggio. </p>



<p>La cosiddetta <em>kill-chain</em> per sopprimere i lanciatori Iskander, infatti, è complessa perché sono piattaforme mobili e la capacità <em>ISR-to-shooter </em>di localizzare, identificare e ingaggiare un TEL mobile rapidamente non dipende da un singolo sistema d’arma. Un articolo apparso lo scorso 5 agosto sul media ucraino United24Media, intitolato <a href="https://united24media.com/war-in-ukraine/why-russian-iskander-launchers-are-nearly-impossible-to-catch-21404">“Why Russian Iskander Launchers Are Nearly Impossible to Catch”</a>, rilevava come i lanciatori russi operino spesso a 140-150 km dal fronte e possano percorrere per ore strade forestali per evitare la localizzazione satellitare.</p>



<p>In quarto luogo, ci sono limiti intrinseci al sistema di intelligence, sorveglianza e riconoscimento (ISR) e alle operazioni svolte dai caccia. Secondo un recente articolo del <a href="https://www.rusi.org/explore-our-research/publications/commentary/four-years-update-air-war-over-ukraine">RUSI</a>, l’efficacia di tali operazioni contro bersagli sensibili al fattore tempo sarebbe stata finora limitata da processi di targeting e assegnazione delle missioni prevalentemente orientati alle esigenze delle forze terrestri.&nbsp;</p>



<p>E poi <strong>non vanno sottovalutate le contromisure del sistema di difesa aereo integrato russo (IADS)</strong>. È stato suggerito che l’<a href="https://www.washingtonpost.com/opinions/2026/07/31/how-ukraines-f-16s-could-stop-russian-ballistic-missiles/">opzione F-16/ERAM</a> consentirebbe “di ingaggiare obiettivi di alto valore, quali hub logistici, depositi di munizioni, basi aeree e centri di comando, senza dover penetrare nelle aree caratterizzate dalla maggiore concentrazione delle batterie missilistiche terra-aria russe”. </p>



<p>Ma, al netto delle difficoltà intrinseche all’operazione, le forze armate russe possono adottare misure passive, come l’impiego di esche, la dispersione logistica e l’occultamento, oltre a utilizzare salve coordinate, che forzerebbero la difesa ucraina a mantenere una sorveglianza persistente su un’enorme porzione del territorio russo interessato.</p>



<p>Insomma, le capacità contro TEL mobili suggerita da Montgomery non dipenderebbero esclusivamente dalla gittata e dall’integrazione dell’effettore – ovvero dal F-16/ERAM – ma dalla capacità dell’intera catena di ingaggio per individuare, localizzare, tracciare e ingaggiare il bersaglio entro una finestra temporale sufficientemente breve. Una sfida sempre più urgente per le difese ucraine.</p>



<p></p>
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		<title>Freya: la difesa aerea europea riparte dal S-300 sovietico</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/freya-la-difesa-aerea-europea-riparte-dal-s-300-sovietico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:04:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1146" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260724091339958_5f5ed6358b36a24af2643bf71093a47c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260724091339958_5f5ed6358b36a24af2643bf71093a47c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260724091339958_5f5ed6358b36a24af2643bf71093a47c-300x179.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260724091339958_5f5ed6358b36a24af2643bf71093a47c-1024x611.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260724091339958_5f5ed6358b36a24af2643bf71093a47c-768x458.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260724091339958_5f5ed6358b36a24af2643bf71093a47c-1536x917.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260724091339958_5f5ed6358b36a24af2643bf71093a47c-600x358.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Ucraina sta sviluppando l'intercettore Freya (derivato dal missile sovietico S-300) come sistema antimissile europeo economico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/freya-la-difesa-aerea-europea-riparte-dal-s-300-sovietico.html">Freya: la difesa aerea europea riparte dal S-300 sovietico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Prosegue il <strong>programma ucraino dell’intercettore FP-7</strong>, al centro di una delle più ambiziose iniziative europee di difesa missilistica dalla fine della Guerra fredda. Per ironia della storia, la corsa europea per uno scudo anti-balistico prende le mosse da un progetto sovietico.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’ucraina Fire Point scommette su Freya</strong></h2>



<p>Lo scorso 14 maggio la società ucraina del <strong>settore della difesa Fire Point</strong> ha presentato il concept completo del <a href="https://www.pravda.com.ua/eng/news/2026/05/14/8034709/">Progetto Freya</a>, secondo quanto riportato da fonti ucraine. L’ambizione è fornire un sistema paneuropeo di difesa aerea e antimissile a partire dalle lezioni apprese sul teatro ucraino. La sfida è duplice: garantire l’operatività di un sistema terra-aria (SAM) in grado di fronteggiare le minacce balistiche allo stato dell’arte e abbattere i costi di impiego degli intercettori.&nbsp;</p>



<p>Il triste record dello scorso 19 luglio ha fatto registrare il più grande attacco balistico sul territorio ucraino dall’inizio del conflitto, con <a href="https://www.theguardian.com/world/2026/jul/19/dozens-of-russian-missiles-pound-kyiv-ukraine-in-major-attack">circa 40 missili balistici Iskander-M</a> e <strong>missili ipersonici da crociera Tsirkon</strong> che hanno colpito Kiev. La recente “alta priorità” dichiarata dal presidente ucraino Zelensky per la “protezione contro missili balistici” non è casuale.</p>



<p>Come segnalato su queste colonne, la produzione russa dei missili balistici del sistema Iskander-M è cresciuta in quantità e qualità: l’indagine forense del <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-i-russi-hanno-reso-piu-letali-i-missili-iskander-e-che-cosa-hanno-imparato-gli-ucraini.html">Kyiv Scientific Research Institute of Forensic Expertise (KSRIFE)</a> aveva segnalato l’upgrade delle munizioni balistiche di Mosca, con traiettorie terminali più ripide e tassi di penetrazione più elevati. Inoltre, l’annosa questione del costo dei singoli missili intercettori Patriot, attorno a 4 milioni di dollari per unità, ha ridotto la quantità e disponibilità di scorte globali USA. &nbsp;</p>



<p>Nemmeno il missile <a href="https://www.armyrecognition.com/news/army-news/2026/lockheed-martin-pac-3-ace-patriot-interceptor">PAC-3 ACE</a> recentemente presentato da Lockheed Martin, con un costo unitario ridotto a 2,65 milioni di dollari grazie a modifiche al processo produttivo e miglioramenti delle prestazioni rispetto al PAC-3 originale, sarebbe tuttavia sufficiente a colmare l’esigenza di un sistema SAM europeo autonomo. Con Freya l’Ucraina punta a un sistema più economico, mirando a <a href="https://www.grosswald.org/fire-point-fp-7x-interceptor-flight-test-freyja-700000-dollar-patriot-alternative/">700.000 dollari per intercettore</a>.</p>



<p>Nel corso di una riunione dei partner internazionali della difesa tenutasi in Francia il 13 luglio, Zelensky ha reso noto che nove Paesi hanno aderito a una <a href="https://www.defensenews.com/global/europe/2026/07/14/9-nations-back-ukraines-patriot-alternative-freyja-and-want-it-flying-in-a-year/">coalizione emergente per la difesa antimissile balistica</a> promossa dall’Ucraina con lo scopo di accelerare lo sviluppo e la produzione dell’intercettore.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Da un progetto russo… allo scudo europeo</strong></h2>



<p>Lo scorso 3 giugno Fire Point ha completato il primo test di volo completamente guidato e con capacità di manovra del missile FP-7.x, una variante sviluppata come base tecnologica del futuro sistema antimissile Freya. <strong>Il test ha dimostrato la capacità del vettore di correggere la traiettoria durante il volo,</strong> requisito essenziale per un intercettore destinato a contrastare missili balistici. A sua volta, si tratta di un derivato dal <a href="https://www.armyrecognition.com/news/army-news/2026/ukraines-fp-7-x-interceptor-test-could-transform-europes-future-defense-against-ballistic-missile-attacks">missile FP-7</a>, un missile balistico tattico superficie-superficie, ma riconfigurato come intercettore per la difesa aerea e missilistica.</p>



<p>Ancora più interessante, però, è l’origine del FP-7. Secondo le informazioni disponibili, il progetto deriva in larga parte dall’esperienza maturata sui <a href="https://turdef.com/article/fire-point-unveils-the-fp-7-x-anti-ballistic-missile">missili antiaerei sovietici della famiglia S-300</a>, soprattutto dal 5V55, ma con elementi riconducibili anche al più moderno missile 48N6.</p>



<p>Con un <a href="https://www.armyrecognition.com/news/army-news/2026/ukraines-fp-7-x-interceptor-test-could-transform-europes-future-defense-against-ballistic-missile-attacks">raggio di ingaggio stimato di 200 km</a>, Freya risulta competitivo rispetto ai principali missili terra-aria europei, pur essendo meno prestante del missile russo 40N6 impiegato dal sistema S-400 o dei più avanzati 77N6-N e 77N6-N1 del sistema S-500. A titolo di confronto, <a href="https://militarywatchmagazine.com/article/europe-soviet-s300p-5v55-air-defence-modernisation">il rivale 40N6</a> è accreditato di una velocità di Mach 14 e di un raggio d’ingaggio di 400 km, mentre i missili 77N6-N e 77N6-N1 raggiungerebbero un raggio di 600 km.&nbsp;</p>



<p>Lo <strong>stesso S-400 russo non è che un’evoluzione del S-300P</strong>, originariamente progettato come suo successore diretto col nome S-300PM-3. Sia la Federazione Russa che l’Unione Europea, assieme al partner ucraino, mirano a piattaforme SAM per intercettori più economici sviluppati a partire da una tecnologia sovietica.&nbsp;</p>



<p>Insomma, due programmi che, pur evolvendosi in direzioni differenti e perseguendo obiettivi operativi distinti, all’interno di agende geopolitiche contrapposte, <strong>prendono le mosse da una comune base tecnologica</strong>. Una tendenza che evidenzia limiti e vincoli nello sviluppo di capacità autonome europee, in un settore nel quale il continente continua a dipendere da forniture esterne provenienti anche da Paesi potenzialmente concorrenti.</p>



<p>Si pensi ai <a href="https://en.defence-ua.com/news/poland_officially_acknowledges_transfer_of_s_200_systems_to_ukraine_used_to_shoot_down_russian_a_50_tu_22m3_aircraft-19061.html">sistemi sovietici S-200</a> recentemente ceduti dalla Polonia all’Ucraina, ai sistemi israeliani David’s Sling e Arrow 3 acquisiti rispettivamente dalla Finlandia e dalla Germania, nonché al Patriot statunitense, principale pilastro delle capacità europee di difesa missilistica.&nbsp;</p>



<p>Il <strong>programma Freya</strong> potrebbe tuttavia offrire l’opportunità di ridurre la dipendenza europea da sistemi statunitensi ad alto costo, attraverso un approccio basato sull’ingegneria inversa di tecnologie avversarie e sulla realizzazione di soluzioni più economiche e facilmente producibili su larga scala.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/freya-la-difesa-aerea-europea-riparte-dal-s-300-sovietico.html">Freya: la difesa aerea europea riparte dal S-300 sovietico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>S-400: Mosca conferma i negoziati con Ankara, Washington riapre il dossier F-35 e Israele si preoccupa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/s-400-mosca-conferma-i-negoziati-con-ankara-washington-riapre-il-dossier-f-35-e-israele-si-preoccupa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 04:56:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Turchia punta a trasferire i suoi sistemi S-400 a un Paese del Golfo, con il consenso di Mosca.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/s-400-mosca-conferma-i-negoziati-con-ankara-washington-riapre-il-dossier-f-35-e-israele-si-preoccupa.html">S-400: Mosca conferma i negoziati con Ankara, Washington riapre il dossier F-35 e Israele si preoccupa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>I sistemi di difesa aerea russi tornano sui tavoli (e forse sui cieli) del Medio Oriente. Ankara farà da intermediario con i Paesi del Golfo, e in cambio rientrerà nel programma F-35. Qualcosa si muove nella diplomazia degli S-400.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli S-400 e la Turchia: una strada irta di ostacoli</strong></h2>



<p>Risale al 2018 il primo attrito di Ankara con Washington attorno all’acquisizione del noto sistema terra-aria russo di ultima generazione. Nel giugno dello stesso anno, infatti, una disposizione della Commissione del Senato degli Stati Uniti per le Forze Armate <a href="https://missilethreat.csis.org/us-would-sanction-turkey-over-s-400-acquisition/">bloccò il trasferimento degli F-35</a> alla Turchia in caso di acquisto, da parte di Ankara, degli S-400 russi.&nbsp;</p>



<p>Con la minaccia di sanzioni statunitensi, infatti, il <a href="https://www.state.gov/section-231-of-the-countering-americas-adversaries-through-sanctions-act-of-2017">CAATSA</a> (<em>Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act</em>) approvato nell’agosto 2017 penalizzava qualsiasi Paese non occidentale interessato ad “una transazione significativa con una persona che fa parte dei settori della difesa o dell’intelligence del Governo della Federazione Russa, o opera per conto di essi”. Tra cui la Turchia. Nel luglio 2019, con l’atterraggio di tre aerei russi con equipaggiamento S-400 alla <a href="https://tass.com/defense/1068481">base aerea di Mürted</a>, presso Ankara, scattarono le sanzioni USA e il progetto F-35 venne congelato per lo Stato turco.</p>



<p>Ma lo scorso 10 luglio il quotidiano turco <a href="https://www.hurriyet.com.tr/yazarlar/abdulkadir-selvi/s400ler-ucuncu-ulkeye-gidiyor-satis-bugun-netlesecek-43234729">Hürriyet</a> ha delineato una possibile soluzione per sbloccare la vendita dei caccia statunitensi F-35 ad Ankara. L’ipotesi prevede il trasferimento dei sistemi di difesa aerea russi S-400, attualmente in dotazione alla Turchia, a un Paese terzo dell’area del Golfo. Secondo fonti turche, le autorità statunitensi considererebbero questa opzione la più compatibile con l’attuale quadro normativo americano, poiché consentirebbe di creare le condizioni per una revoca delle sanzioni imposte ai sensi del CAATSA, <strong>quindi la ripresa dei negoziati relativi all’acquisizione degli F-35. </strong></p>



<p>Quale Paese terzo? Non è dato sapere, ma i candidati acquirenti potrebbero essere il Qatar o gli Emirati Arabi Uniti: data la situazione di instabilità regionale e l’indisponibilità di Patriot statunitensi, entrambi i Paesi sono alla ricerca di nuovi sistemi di difesa aerea.&nbsp;</p>



<p>Sebbene i dettagli dell’<a href="https://www.al-monitor.com/originals/2026/07/first-russia-confirms-s-400-talks-turkey-amid-transfer-reports-acquire-f-35">accordo concluso nel 2017 tra Turchia e Russia</a> per l’acquisizione dei sistemi missilistici S-400 non siano mai stati resi pubblici, è verosimile che esso contenga clausole volte a limitarne la riesportazione o il trasferimento a soggetti terzi. Di conseguenza, un’eventuale cessione dei sistemi da parte di Ankara a un altro Paese richiederebbe con ogni probabilità il consenso preventivo di Mosca.</p>



<p>Nel mese di giugno, a poche settimane prima del vertice della NATO, con la <a href="https://www.mid.ru/en/foreign_policy/news/2118203/">visita del ministro degli Esteri turco Hakan Fidan a Mosca</a> si è discusso il tema del “commercio bilaterale e la cooperazione economica”, a cui è stato riservato “un posto importante nell’agenda”. E proprio la tematica del S-400, nei recenti contatti tra Ankara e Mosca, è stata considerata dal portavoce del Cremlino <a href="https://tass.com/politics/2158651?utm">Dimitry Peskov</a> come “altamente sensibile”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Tel Aviv porrà un veto?</strong></h2>



<p>Se tale ipotesi trovasse conferma, la diplomazia degli S-400 produrrebbe un duplice e paradossale effetto: da un lato, l’Iran si troverebbe ad assistere al trasferimento di avanzati sistemi di difesa aerea russi nelle mani dei propri rivali regionali; dall’altro, I<strong>sraele vedrebbe la Turchia liberarsi dell’ostacolo che finora le ha precluso l’acquisizione dei caccia statunitensi F-35.</strong></p>



<p>Date le persistenti diffidenze nei confronti della Turchia, Israele teme il vantaggio strategico che Ankara potrebbe acquisire con questo accordo. Il viceministro degli Esteri israeliano <a href="https://www.military.com/feature/2026/01/07/israels-f-35-veto-how-tel-avivs-opposition-could-block-us-sale-turkiye.html">Sharren Haskel</a> si è detto “preoccupato” dalle dichiarazioni di Trump attorno alla questione degli F-35 alla Turchia, dichiarando pubblicamente che Tel Aviv non consentirà il trasferimento di tecnologie di sviluppo israeliano integrate nel programma F-35, anche qualora gli Stati Uniti dovessero autorizzarne la vendita ad Ankara.</p>



<p>Ma non sarebbe l’unico grattacapo per Israele. In passato proprio la diplomazia degli S-400 tra Mosca e Ankara era stata accusata da <a href="https://www.jpost.com/opinion/turkey-finally-faces-the-consequences-of-its-actions-652507">fonti israeliane</a> di destabilizzare i rapporti di Tel Aviv con i “nuovi amici di Israele nel Golfo” e di allontanare la Turchia dall’agenda NATO.&nbsp;</p>



<p>Conseguenze non solo politiche, ma anche militari. Tel Aviv non vede infatti gli S-400 solo come una batteria di difesa aerea, ma come parte di un ecosistema che può limitare il vantaggio tecnologico e operativo della propria aviazione. I rapporti del <a href="https://www.csis.org/analysis/assessing-israels-strike-iran">CSIS</a> hanno confermato la centralità tattico-operativa della soppressione di batterie di S-300 in Iran per il mantenimento della superiorità aerea della IAF.&nbsp;</p>



<p>Il sistema <a href="https://www.armyrecognition.com/military-products/army/air-defense-systems/air-defense-vehicles/s-400-russia-uk">S-400</a> può impiegare missili terra-aria 9M96E e 9M96E2 progettati per contrastare bersagli aerodinamici e balistici anche in ambienti caratterizzati da forti disturbi elettronici, e in grado di ingaggiare obiettivi ad alta velocità, fino a 15 volte la velocità del suono, raggiungendo circa 35.000 metri di altitudine.</p>



<p>Un sistema che, qualora integrato in una rete nazionale di difesa aerea ostile, contribuirebbe alla creazione di un dispositivo di negazione dell’accesso (A2/AD) capace di incrementare la complessità delle operazioni offensive, rendendo necessario il ricorso combinato a capacità di guerra elettronica, intelligence, munizionamento stand-off e piattaforme stealth.</p>
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		<title>Non solo l’India: crescono gli Stati interessati al Su-57 russo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/non-solo-lindia-crescono-gli-stati-interessati-al-su-57-russo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 04:36:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Sukhoi_Design_Bureau_054_Sukhoi_T-50_Su-57_prototype_49581303977.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="By Anna Zvereva from Tallinn, Estonia - Sukhoi Design Bureau, 054, Sukhoi Su-57, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=87441875" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Sukhoi_Design_Bureau_054_Sukhoi_T-50_Su-57_prototype_49581303977.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Sukhoi_Design_Bureau_054_Sukhoi_T-50_Su-57_prototype_49581303977-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Sukhoi_Design_Bureau_054_Sukhoi_T-50_Su-57_prototype_49581303977-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Sukhoi_Design_Bureau_054_Sukhoi_T-50_Su-57_prototype_49581303977-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Sukhoi_Design_Bureau_054_Sukhoi_T-50_Su-57_prototype_49581303977-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Nonostante sanzioni e ritardi produttivi, il caccia russo Su-57 suscita interesse in India e Sud-est asiatico come alternativa stealth.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/non-solo-lindia-crescono-gli-stati-interessati-al-su-57-russo.html">Non solo l’India: crescono gli Stati interessati al Su-57 russo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Sukhoi_Design_Bureau_054_Sukhoi_T-50_Su-57_prototype_49581303977.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="By Anna Zvereva from Tallinn, Estonia - Sukhoi Design Bureau, 054, Sukhoi Su-57, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=87441875" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Sukhoi_Design_Bureau_054_Sukhoi_T-50_Su-57_prototype_49581303977.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Sukhoi_Design_Bureau_054_Sukhoi_T-50_Su-57_prototype_49581303977-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Sukhoi_Design_Bureau_054_Sukhoi_T-50_Su-57_prototype_49581303977-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Sukhoi_Design_Bureau_054_Sukhoi_T-50_Su-57_prototype_49581303977-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Sukhoi_Design_Bureau_054_Sukhoi_T-50_Su-57_prototype_49581303977-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Tra pressioni sanzionatorie e ritardi interni, il Su-57 russo continua a suscitare interesse nel mercato internazionale. E il Sud-Est asiatico cerca alternative ai tradizionali fornitori occidentali e asiatici nel segmento dei caccia di quinta generazione. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’export russo del Su-57</strong></h2>



<p>Unico modello stealth di quinta generazione della flotta di caccia russi, il <strong>Su-57 Felon</strong> costituisce un velivolo tecnologicamente competitivo e un asset strategico per la politica di esportazione degli armamenti russi. Il 2026 sarà forse l’anno dei Su-57: se all’inizio del 2026, secondo le stime elaborate a partire da fonti aperte, la Russia disponeva di una flotta di circa <a href="https://www.flyajetfighter.com/the-su-57-relaunched-in-2026-but-still-hampered-by-its-engine/">30 caccia Su-57 operativi o prossimi all’entrata in servizio</a>, nonostante oggettive difficoltà Mosca mira ad onorare i contratti di fornitura stipulati prima del 2022 verso clienti esterni, e al contempo ad aumentare la platea di acquirenti interessati.&nbsp;</p>



<p>Difficoltà che certo non possono essere trascurate. Secondo un rapporto <a href="https://www.sipri.org/media/press-release/2024/european-arms-imports-nearly-double-us-and-french-exports-rise-and-russian-exports-fall-sharply">SIPRI</a>, tra il periodo 2014-2018 e il 2019-2023 le esportazioni russe di velivoli militari sarebbero diminuite del 53%, con una significativa riduzione del numero di Stati clienti dai 31 Paesi del 2019 ai 12 Paesi nel 2023.&nbsp;</p>



<p>Uno scenario che ha accelerato il declino dell’export aeronautico russo, già segnato dalla maggiore libertà di mercato negli ex Stati satellite, dalla crescente autosufficienza di Cina e India, e da barriere politiche come il <a href="https://simpleflying.com/real-reasons-nations-moving-away-russian-fighter-jets/">CAATSA (Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act)</a> statunitense approvato nel 2017, che prevede sanzioni nei confronti dei Paesi che acquistano armamenti russi, inclusi gli aerei da combattimento.&nbsp;</p>



<p>Sebbene non sia ancora chiaro quali Paesi, oltre all’Algeria, abbiano già formalizzato un ordine per il Su-57, <a href="https://militarywatchmagazine.com/article/plan-joint-russian-indian-development-su57">alcune fonti</a> indicano in Iran, Corea del Nord, Vietnam e India i candidati più probabili ad acquisire il caccia russo nel prossimo futuro. Proprio Nuova Delhi potrebbe rappresentare il futuro mercato estero più grande per il Su-57.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>India e Indonesia tentate dal Su-57?</strong></h2>



<p>Agli inizi di giugno, in occasione Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, Putin ha dichiarato che Mosca è pronta non solo a fornire il velivolo a Nuova Delhi, ma anche a collaborare al suo ulteriore sviluppo senza particolari limitazioni, offrendo il trasferimento di tecnologie e l’integrazione dei sistemi indiani e rilanciando la proposta di una cooperazione strategica con l’India per la produzione congiunta del Su-57.&nbsp;</p>



<p>Si tratta di un tentativo di rilanciare un progetto avviato nel 2007, quando il programma di India e Russia per lo sviluppo di un caccia di quinta generazione si scontrò con gli elevati costi, il limitato accesso alle tecnologie chiave e la qualità delle prestazioni stealth del velivolo. Come evidenziato su un <a href="https://www.defensenews.com/global/asia-pacific/2026/06/09/putin-offers-su-57-to-india-as-new-delhi-faces-stealth-fighter-gap/">giornale indiano specializzato nel settore difesa</a>, il rinnovato interesse russo arriva in una fase particolarmente delicata per la modernizzazione dell’Aeronautica militare indiana, che non dispone attualmente di alcun caccia di quinta generazione.</p>



<p>Mentre il caccia multiruolo francese Rafale, già in servizio presso l’IAF, non possiede caratteristiche stealth, la Cina starebbe rapidamente ampliando la flotta dei suoi caccia di quinta generazione con il <a href="https://militarywatchmagazine.com/article/two-new-chinese-j35a-fifth-gen-unveiled">J-35</a>, suscitando un forte interesse del Pakistan. In questo contesto, Nuova Delhi deve bilanciare il vantaggio strategico dello sviluppo di un proprio programma nazionale su lungo periodo (AMCA – Advanced Medium Combat Aircraft), con il vantaggio tattico di acquisire due o tre squadroni di Su-57 (circa 36-60 velivoli) direttamente <em>off-the-shelf</em> da Mosca, per poter disporre rapidamente di una capacità offensiva stealth nel breve periodo.</p>



<p>Per contro, l’<a href="https://defencesecurityasia.com/en/india-rejects-f35-russia-su57e-stealth-fighter-deal/#:~:text=%2528DEFENCE%2520SECURITY%2520ASIA%2529%2520%25E2%2580%2594%2520In%2520a%2520strategic%2520rebuff,to%2520counter%2520China%2520and%2520Pakistan%25E2%2580%2599s%2520expanding%2520aerial%2520arsenal.">offerta statunitense di caccia stealth F-35</a> è stata declinata da Nuova Delhi, principalmente a causa delle rigide restrizioni imposte da Washington sull’impiego, sulla manutenzione e sul trasferimento delle tecnologie associate ai propri sistemi d’arma più avanzati. Per l’India un fattore determinante è rappresentato dall’accesso alle tecnologie dei sistemi importati, considerato un presupposto essenziale per lo sviluppo delle capacità industriali nazionali.</p>



<p>In tal senso, l’offerta russa di concedere all’India l’accesso al codice sorgente dei sistemi di missione e dell’avionica del Su-57E assume un’importanza strategica alla luce della dottrina dell’<a href="https://www.armyrecognition.com/archives/archives-aerospace-defense/defense-news-aerospace-2025/breaking-news-russia-offers-su-57e-stealth-fighter-with-source-code-access-to-india">Atmanirbhar Bharat</a> (“India autosufficiente”). Tale iniziativa, promossa dal governo Modi, mira infatti a rafforzare l’autonomia tecnologica e industriale del Paese, privilegiando il trasferimento di tecnologie, la produzione nazionale e l’integrazione di sistemi sviluppati internamente.</p>



<p>Secondo quanto riferito dal capo dell’<a href="https://defensemirror.com/news/41657/Su_57__Influence__Indonesia_Drops_Joint_Production_of_Korean_KF_21_Fighter__Mulls_Direct_Purchase">Agenzia Logistica della Difesa dell&#8217;Indonesia</a>, Giacarta avrebbe deciso di abbandonare il programma di co-produzione del caccia KF-21 sudcoreano, optando invece per una semplice acquisizione diretta dei velivoli già prodotti dalla Corea del Sud. Una mossa che sarebbe legata non solo a difficoltà finanziarie e ritardi nei pagamenti, ma anche alla revisione dei requisiti di modernizzazione della forza aerea indonesiana. E proprio la prioritizzazione di piattaforme più avanzate, anche di quinta generazione, potrebbe orientare anche l’Indonesia verso il Su-57 russo, con costi vicini, o addirittura inferiori, a quelli del caccia sudcoreano.</p>



<p>Una prospettiva che aumenterebbe l’influenza di Mosca, ma che al contempo comporterebbe un ulteriore slittamento, potenzialmente indefinito, delle consegne dei lotti di produzione.</p>
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		<title>Attacchi a sciame da 3.000 km: la dottrina cinese contro le portaerei USA</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/attacchi-a-sciame-da-3-000-km-la-dottrina-cinese-contro-le-portaerei-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 04:38:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Bolle A2/AD]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=520605</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pechino ha promosso e perfezionato nel tempo una strategia nota come Shashoujian, o “mazza dell’assassino”. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/attacchi-a-sciame-da-3-000-km-la-dottrina-cinese-contro-le-portaerei-usa.html">Attacchi a sciame da 3.000 km: la dottrina cinese contro le portaerei USA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/cina-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un recente articolo accademico pubblicato in Cina ridiscute i presupposti della deterrenza di Pechino nel teatro Sud-Est asiatico:<strong> non un singolo missile, ma uno sciame coordinato</strong>. A partire dalla Terza Crisi di Taiwan del 1996, quando gli Stati Uniti inviarono una portaerei statunitense in risposta ai test balistici cinesi, Pechino ha promosso e perfezionato nel tempo una strategia di <a href="https://www.opiniojuris.it/russia-exspaziosovietico/la-strategia-difensiva-russa-a-bolle-a2-ad/">negazione d’accesso/negazione di area (A2/AD)</a> nota come <em>Shashoujian</em>, o “mazza dell’assassino”. L’obbiettivo della guerra futura era chiaro: impedire a un avversario di entrare in un ambiente operativo, quindi limitarne la libertà di iniziativa.</p>



<p>Nel 2010 un illustre studioso delle strategie A2/AD presso il <a href="https://csbaonline.org/research/publications/why-airsea-battle">Center for Strategic and Budgetary Assessments</a> fu premonitore: “A meno che Pechino e Teheran non si discostino dalla loro attuale linea d’azione […] è praticamente certo che il costo sostenuto dalle forze armate statunitensi per mantenere l’accesso a due aree di interesse vitale aumenterà drasticamente, forse fino a livelli proibitivi, e forse molto prima di quanto molti si aspettino”.</p>



<p>Una parte importante della letteratura strategica degli ultimi 15-20 anni ha identificato nei missili balistici anti-nave a lungo raggio (ASBM) – soprattutto i cosiddetti <a href="https://militarywatchmagazine.com/article/china-top-five-carrier-killer-ballistic-missiles">“carrier killer” cinesi</a> (DF-21D e DF-26) – uno degli elementi centrali delle strategie A2/AD. Ma un recente articolo accademico cinese sta mettendo in discussione la validità operativa di questa dottrina. Secondo quanto riportato dal <a href="https://www.scmp.com/news/china/science/article/3355897/pla-scientists-propose-plan-destroy-us-carrier-groups-3000km-away">South China Morning Post</a>, infatti, un gruppo di ricerca guidato dal professor associato <strong>Gao Tianyun</strong> della <em>National University of Defense Technology</em> ha pubblicato lo scorso 25 maggio uno studio che descrive una strategia dettagliata per colpire e distruggere gruppi navali statunitensi dispersi fino a 3.000 chilometri di distanza, raggiungendo obiettivi situati persino nell’area di Guam. Lo studio, pubblicato sulla rivista specializzata cinese <a href="https://zsdd.cbpt.cnki.net/portal/journal/portal/client/paper/0ca8aba6f99dfeaecd43307ac143072b">Tactical Missile Technology</a>, è una risposta diretta al concetto americano di <em>Distributed Maritime Operations </em>(DMOs), che prevede la dispersione delle forze navali per ridurne la vulnerabilità a un attacco concentrato.</p>



<p>Un documento interessante perché questa “Ricerca sull’efficacia delle operazioni a sciame di missili antinave in uno scenario di confronto distribuito” – così come suggerisce il suo titolo – anziché presentare una nuova arma risolutiva, propone un approccio innovativo e integrato alla catena di ingaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come funzionerà la futura A2/AD</strong></h2>



<p>Secondo quanto ricostruito da analisti militari di <a href="https://asiatimes.com/2026/06/chinas-plan-to-swarm-us-carriers-from-3000km-away/">Asia Times</a>, una prima fase sarebbe basata sull’effetto sorpresa: sottomarini armati con missili antinave ipersonici attaccherebbero i cacciatorpediniere statunitensi equipaggiati con il sistema di Aegis, che costituiscono il primo anello della difesa missilistica. L’obiettivo sarebbe aprire una breccia nello scudo protettivo e rendere la portaerei più esposta ai successivi attacchi.</p>



<p>Successivamente entrerebbe in azione <strong>un pacchetto offensivo multi-vettore composto da droni esca a basso costo, missili da crociera economici e missili stealth subsonici </strong>in grado di volare a pochi metri dalla superficie del mare. Questa combinazione avrebbe il compito di consumare le scorte di intercettori nemici, saturare i radar e confondere i sistemi di tracciamento. Un elemento particolarmente innovativo del concetto è il sistema “leader-follower”: un missile esploratore vola in posizione avanzata raccogliendo e trasmettendo dati agli altri missili che seguono a quota più bassa. Se il missile guida viene abbattuto, un altro elemento dello sciame assume automaticamente il ruolo di coordinatore, garantendo la continuità operativa.</p>



<p>Gli autori sostengono che questa strategia sfrutta il vantaggio industriale della Cina, che dispone di enormi capacità produttive nel settore navale e missilistico, mentre gli Stati Uniti soffrono da anni di una progressiva perdita di capacità manifatturiera.</p>



<p>Certo non un obiettivo operativo semplice. In primo luogo, ci sono difficoltà tecniche intrinseche. Come ha scritto un analista militare sulla <a href="https://tnsr.org/2025/06/so-what-reassessing-the-military-implications-of-chinese-control-of-taiwan/">Texas National Security Review</a>, <strong>“la kill chain non può funzionare senza un certo livello di sorveglianza spaziale cinese”</strong>, e mantenere una simile architettura in una condizione di operatività continua espone la catena di ingaggio a numerosi potenziali punti di rottura e ai tentativi avversari di disturbare o interrompere il flusso di informazioni.</p>



<p>In secondo luogo, le contromisure USA. Come illustrato dal <a href="https://www.congress.gov/crs-product/R45757">Congressional Research Service</a> statunitense, a partire dal 2025 l’US Navy starebbe sviluppando un’architettura difensiva a più livelli basata su unità navali autonome di medie dimensioni (MUSV), incaricate di ampliare la capacità di scoperta anticipata e di disturbo elettronico, e grandi piattaforme navali autonome (LUSV), utilizzate come veri e propri arsenali galleggianti capaci di aumentare il numero di missili intercettori disponibili, con l’obbiettivo di preservare la sopravvivenza del gruppo navale principale secondo il programma Modular Attack Surface Craft (MASC).</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dalla “kill chain” alla “kill web”?</strong></h2>



<p>Per aumentare la resilienza dei propri sistemi, l’Esercito Popolare di Liberazione starebbe studiando il concetto di “kill web”, un’evoluzione della “kill chain” tradizionale.</p>



<p>In un articolo del 2025 pubblicato dalla rivista <a href="https://www.qk.sjtu.edu.cn/ktfy/CN/Y2025/V8/I4/1">Air &amp; Space Defense</a> – richiamato su <em>Asia Times </em>– gli autori sostengono che il PLA stia sviluppando architetture “kill web” e sistemi autonomi per mantenere l’efficacia operativa anche con reti di targeting degradate. A differenza delle “kill chain” tradizionali, vulnerabili alla rottura di singoli nodi, <strong>il “kill web” integra in modo dinamico piattaforme distribuite nei diversi domini </strong>e, grazie a edge computing e decisioni locali autonome, consente la riconfigurazione automatica dei collegamenti per garantire la continuità della capacità d’ingaggio anche in presenza di interferenze o danni alla rete.</p>



<p>In altre parole, come ha osservato <a href="asiatimes.com/2026/06/chinas-plan-to-swarm-us-carriers-from-3000km-away/">Gabriel Honrada</a>, nella guerra futura la questione centrale non sarà tanto “quanti missili la Cina possa lanciare, ma se sarà in grado di continuare a trovare, seguire e colpire bersagli a grande distanza dopo aver subito attacchi contro satelliti, sensori, reti dati e centri di comando”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/attacchi-a-sciame-da-3-000-km-la-dottrina-cinese-contro-le-portaerei-usa.html">Attacchi a sciame da 3.000 km: la dottrina cinese contro le portaerei USA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Russia completa il test del missile Sarmat: così cambia la deterrenza globale</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-russia-completa-il-test-del-missile-sarmat-cosi-cambia-la-deterrenza-globale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 04:39:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=517150</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="930" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sarmat Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810-1024x496.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810-1536x744.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810-600x291.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il nuovo missile balistico intercontinentale russo RS-28 Sarmat, testato con successo, ridisegna la deterrenza globale. Ecco come.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-russia-completa-il-test-del-missile-sarmat-cosi-cambia-la-deterrenza-globale.html">La Russia completa il test del missile Sarmat: così cambia la deterrenza globale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="930" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sarmat Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810-1024x496.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810-1536x744.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514163018349_345c302482c233be1fea4be13dc3b393-e1778769064810-600x291.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un nome, un programma: chiamato in Occidente “Satan-2”, il <strong>nuovo ICBM testato da Mosca</strong> ridisegna la <strong>deterrenza globale</strong>. Il 12 maggio è stato completato con successo il test del sistema missilistico balistico intercontinentale <strong>RS-28 Sarmat</strong>, secondo quanto riferito dal comandante delle Forze Missilistiche Strategiche russe, <strong>Sergey Karakayev</strong>, nel corso di un rapporto presentato al comandante supremo delle Forze Armate russe, il presidente <strong>Vladimir Putin.</strong></p>



<p>Secondo dichiarazioni rilasciate da <a href="https://tass.com/defense/2129943">Karakayev</a> tramite canali ufficiali, il sistema missilistico strategico RS-28 Sarmat, basato in silos fissi e dotato di un missile balistico intercontinentale, supererebbe i suoi predecessori in termini di capacità operative per gittata, carico utile, rapidità di lancio e sistemi di contromisura, consentendo di “sorpassare con elevata affidabilità gli attuali e futuri sistemi di difesa antimissile”.</p>



<p>L’elevata gittata consente al Sarmat di introdurre <strong>nuove direttrici di attacco che i sensori statunitensi e alleati devono essere in grado di monitorare,</strong> quindi seguire rotte alternative, ad esempio passando dal Polo Sud o adottando traiettorie non convenzionali/suborbitali. Il presidente russo lo ha definito “il sistema di lancio più potente al mondo, con una potenza paragonabile a quella del sistema missilistico sovietico R-36M2 Voyevoda presente nel nostro arsenale”.</p>



<p>L’ironia della storia è che proprio il R-36M2 Voyevoda (“Conquistatore”) – che evolveva i precedenti R-36M e R-36MUTTH sulla base del <a href="https://missilethreat.csis.org/missile/ss-18/">SS-18</a> – ebbe sviluppo in Ucraina. Sotto gli auspici del Ministero della Difesa sovietico, infatti, il progetto fu sviluppato dal <a href="https://en.missilery.info/missile/15a18m">Yuzhnoye Design Bureau</a> di Dnepropetrovsk sotto la guida dell’accademico russo Vladimir Fyodorovich Utkin, per entrare infine in servizio nel 1988.</p>



<p>Le connessioni tra Russia e Ucraina nella genesi di questo sistema d’arma, tuttavia, non si esauriscono nella comune eredità industriale sovietica. Anche il nome RS-28 <a href="https://nationalinterest.org/blog/buzz/meet-sarmat-russias-massive-icbm-can-hit-nearly-any-place-earth-142722">Sarmat</a> richiama una dimensione storica e simbolica più ampia, di matrice eurasiatica: secondo diverse interpretazioni, <strong>deriverebbe infatti dai Sarmati, antiche popolazioni nomadi</strong> che tra il VI e il IV secolo a.C. abitarono le regioni corrispondenti agli attuali territori di Russia, Ucraina e Kazakstan, rievocando un immaginario storico che trascende i confini contemporanei.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come cambia la deterrenza globale</strong></h2>



<p>Dotato di una struttura propulsiva a tre stadi e alimentato a propellente liquido, il Sarmat è un vettore di 35,3 metri di lunghezza e 3 metri di diametro classificato come <a href="https://missilethreat.csis.org/missile/rs-28-sarmat/">ICBM pesante</a>, <strong>in grado di trasportare fino a 10 testate nucleari di grandi dimensioni,</strong> oppure 16 testate più piccole, oltre a combinazioni che includono contromisure avanzate o veicoli plananti ipersonici.</p>



<p>Fino a oggi, i sistemi considerati con la maggiore gittata erano i cinesi DF-41 e DF-5, insieme ai nordcoreani Hwasong-17 e Hwasong-18, tutti stimati intorno ai 15.000 km, meno della metà del Sarmat. I precedenti missili russi RT-2PM Topol e RS-24 Yars hanno un raggio stimato di circa 11.000 km, mentre il missile statunitense LGM-30G Minuteman III – <a href="https://militarywatchmagazine.com/article/russia-world-longest-missile-range-sarmat-double">unico ICBM terrestre attualmente in servizio nella NATO</a> – arriva a circa 13.000 km.</p>



<p>Ma è l’impiego di veicoli plananti ipersonici a raggio intercontinentale a rappresentare una potenziale rivoluzione nelle capacità degli ICBM. <strong>Nei Paesi occidentali questa evoluzione ha suscitato forte preoccupazione</strong>, soprattutto perché Stati Uniti e alleati risultano in ritardo rispetto a Russia e Cina nello sviluppo di tecnologie simili. Il programma di veicoli ipersonici russi può rappresentare una risposta asimmetrica ai massicci investimenti occidentali nelle difese antimissile strategiche più convenzionali. </p>



<p>Anche per questo motivo, gli Stati Uniti stanno investendo nel progetto <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-golden-dome-di-trump-un-super-scudo-tra-costi-stellari-e-minacce-asimmetriche.html">Golden Dome</a>, un sistema che punta a schierare intercettori nello spazio per colpire missili come il Sarmat prima che rilascino i loro veicoli ipersonici. Un piano ambizioso, sul piano economico e tecnologico, che forse sarà vanificato dall’avvento di una nuova generazione di missili avanzati dotati di capacità ipersoniche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Bluff o segnalazione strategica?</strong></h2>



<p>Non è la prima volta che Mosca utilizza test missilistici come strumenti di comunicazione coercitiva. Il Sarmat è infatti parte integrante di un programma – per dirla con <a href="https://www.atlanticcouncil.org/in-depth-research-reports/issue-brief/russias-exotic-nuclear-weapons-and-implications-for-the-united-states-and-nato/">l’Atlantic Council</a> – di <strong>“armi nucleari esotiche”</strong>, ovvero di sistemi d’arma in grado di superare i profili di minaccia più tradizionali. Si tratta del drone subacqueo a propulsione nucleare Poseidon, del missile da crociera a propulsione nucleare Burevestnik, del missile balistico a gittata intermedia Oreshnik, o ancora del missile ipersonico aviolanciato Kh-47M2 Kinzhal, già operativo nel teatro ucraino.</p>



<p>Il primo reggimento missilistico equipaggiato con il sistema RS-28 Sarmat entrerà in servizio operativo presso la Divisione missilistica di Uzhur entro la fine di quest’anno. Ma non tutti gli analisti sono concordi nel considerare il Sarmat come fattore di svolta. Secondo <a href="https://www.kyivpost.com/post/75993">Institute for the Study of War</a>, il test del Sarmat rappresenta soprattutto “nuclear saber-rattling” (retorica nucleare intimidatoria), utilizzata da Mosca come strumento politico per mostrare forza.</p>



<p>Al netto dell’operatività dell’arma, <strong>il messaggio del Cremlino è chiaro: ribadire la credibilità della propria capacità di rappresaglia su larga scala, soprattutto nel contesto del conflitto in Ucraina e verso i suoi alleati</strong>. Come parte integrante del programma russo di modernizzazione nucleare, il Sarmat svolge una funzione di segnalazione strategica che l’Alleanza Atlantica – o quel che ne rimarrà – non potrà ignorare nella pianificazione delle proprie difese antimissile, nelle reti di allerta precoce e nei protocolli di gestione dell’escalation.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-russia-completa-il-test-del-missile-sarmat-cosi-cambia-la-deterrenza-globale.html">La Russia completa il test del missile Sarmat: così cambia la deterrenza globale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Belgrado chiama Pechino: nuovi sistemi terra-aria cinesi per la Serbia</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/belgrado-chiama-pechino-nuovi-sistemi-terra-aria-cinesi-per-la-serbia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 04:27:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
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<p>la Serbia intende rafforzare la propria difesa aerea multilivello con l'acquisizione del sistema terra-aria a lungo raggio cinese HQ-9B.</p>
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<p>Tra incertezze regionali e diversificazione del <em>procurement</em> militare, cresce l’interesse di <strong>Belgrado</strong> per l’importazione di nuovi sistemi terra-aria. E la <strong>Serbia</strong> guarda al HQ-9B a lungo raggio di produzione cinese. </p>



<p>Il <a href="https://beta.rs/content/243017-vucic-stanje-bezbednosti-nesto-slozenije-zbog-delovanja-vojnog-saveza-zagreba-tirane-i-pristine">presidente Vučić</a> ha annunciato che nel mese di aprile la Serbia firmerà “contratti molto importanti per l’ulteriore approvvigionamento di armi ed equipaggiamenti militari”, in particolare per <strong>costruire una “difesa aerea estremamente forte e multilivello”.</strong> L’annuncio è avvenuto dopo un incontro con i massimi rappresentanti del Ministero della Difesa e delle Forze Armate Serbe, dichiarando che la situazione della sicurezza è diventata più complessa rispetto a gennaio 2026.  Una complessità che il presidente serbo attribuisce al mutato scenario politico regionale, con il rafforzamento della cooperazione tra Zagabria, Tirana e Priština.</p>



<p>Risalgono al 2019 le basi della <a href="https://www.adriadefense.com/serbias-chinese-arsenal-a-guide-to-belgrades-defence-partnership-with-beijing/">cooperazione militare tra Serbia e Cina</a>, quando Belgrado firmò contratti per l’acquisizione del drone armato CH-92A, sviluppato dalla China Aerospace Science and Technology Corporation (CASC), e del sistema missilistico terra-aria FK-3 prodotto dalla Jiangnan Space Industry, società controllata della China Aerospace Science and Industry Corporation.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I sistemi terra-aria a corto raggio</h2>



<p>Un’altra importante acquisizione di fornitura cinese ha riguardato, nel giugno 2024, il sistema missilistico terra-aria a corto raggio <a href="https://www.armyrecognition.com/archives/archives-land-defense/land-defense-2024/serbia-continues-to-purchase-chinese-equipment-with-acquisition-of-hq-17ae-air-defense-missile-systems">HQ-17AE</a>, progettato per operare in ogni condizione meteorologica, a bassa e media quota, e in grado di ingaggiare bersagli tipici della difesa aerea a corto raggio, tra cui aerei, elicotteri e droni. Omologo del sistema russo Tor-M1 per funzioni di tipo SHORAD, costituisce una componente essenziale dell’architettura di difesa stratificata serba, che mira a sostituire o integrare sistemi antiaerei sovietici con equipaggiamenti cinesi di ultima generazione.</p>



<p>Nel dicembre 2024 il ministero della Difesa serbo confermava che la 250ª Brigata missilistica di difesa aerea è stata equipaggiata con il sistema <a href="https://www.defensenews.com/global/europe/2025/01/09/serbia-completes-fielding-of-chinese-air-defense-system/">FK-3</a>, una versione da esportazione del sistema terra-aria cinese HQ-22, che è in grado di ingaggiare velivoli, elicotteri, missili da crociera, droni e missili aria-superficie che volano a velocità fino a 1.000 metri al secondo, su distanze che possono raggiungere i 100 chilometri.</p>



<p>Più recentemente, diversi fonti di intelligence hanno indicato nel sistema HQ-9B l’ultimo <em>crown jewel</em> cinese che la Serbia intende acquisire per la difese aeree a lungo raggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un “S-400 cinese” per Belgrado?</strong></h2>



<p>Notizie su ripetuti atterraggi di aerei cargo militari cinesi alla <a href="https://www.kosovodispatch.com/en/prishtina/serbias-quiet-airlift-corridor-what-repeated-egypt-china-uae-flights-to-batajnica-signal?utm">base aerea di Batajnica</a> (Belgrado), attraverso l’Egitto, hanno alimentato le voci su possibili consegne del sistema HQ-9, poiché il sito ha svolto in passato da vero e proprio hub logistico per trasporti militari cinesi.</p>



<p>Combinando radar evoluti, missili con gittata estesa e capacità migliorate di contromisure elettroniche, il sistema integrato <a href="https://www.armyrecognition.com/military-products/army/air-defense-systems/air-defense-vehicles/hq-9b">HQ-9B</a> è progettato per garantire una difesa aerea strategica: con 260 km di raggio e sistemi di guida terminale a doppia modalità (tramite radar attivo e sensore infrarosso passivo), è in grado di contrastare diverse minacce, tra cui velivoli stealth, missili da crociera e missili balistici tattici. Attualmente <strong>esportato da Pechino in Iran, Pakistan ed Egitto,</strong> si tratta di un mezzo di difesa antiaerea <a href="https://militarywatchmagazine.com/article/serbia-acquire-chinese-air-defence">analogo al sistema S-400 russo</a>, che la Serbia non riuscì ad acquisire a causa di pressioni europee.</p>



<p>La Serbia mira all’aggiornamento dei sistemi d’arma secondo un programma economicamente sostenibile <strong>(la spesa militare di Belgrado si assesta attorno al 2,5% del PIL del Paese)</strong>, e in grado di integrare equipaggiamenti <em>legacy </em>con forniture di nuova generazione. I sistemi cinesi FK-3 e HQ-17, derivati da progettazioni sovietiche e russe, risultano infatti strutturalmente compatibili con l’equipaggiamento già in servizio presso le forze armate serbe. E la recente integrazione del missile aria-terra ipersonico cinese <a href="https://defencesecurityasia.com/en/serbia-mig29-cm400akg-china-supersonic-missile-europe-airpower-shift/">CM-400AKG</a> sui MiG-29 risponde alla stessa logica.</p>



<p>Secondo i dati del <a href="https://www.globalsecurity.org/military/library/news/2026/01/mil-260107-rferl02.htm">SIPRI</a>, nel periodo 2020-2024 la Serbia ha registrato la quota più elevata di importazioni di armamenti dalla Cina (57%), superando Russia (20%) e Francia (7,4%) in termini percentuali. Numeri che evidenziano una cooperazione consolidata negli ultimi anni, in particolare con la fornitura dei sistemi di difesa aerea a medio raggio FK-3, che costituiscono la componente principale dell’arsenale serbo di origine cinese.</p>



<p>La possibile fornitura del SAM a lungo raggio cinese non è solo <em>procurement</em> militare: è un’espressione della postura strategico-militare di Belgrado, in un quadro segnato dal crescente raffreddamento dei rapporti con Paesi NATO dell’area balcanica e dal rafforzamento della capacità di Pechino di svolgere un ruolo competitivo nel mercato della difesa europeo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/belgrado-chiama-pechino-nuovi-sistemi-terra-aria-cinesi-per-la-serbia.html">Belgrado chiama Pechino: nuovi sistemi terra-aria cinesi per la Serbia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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