Trump afferma che un accordo con l’Iran è vicino
Fonti iraniane hanno smentito che i colloqui, diretti o indiretti che siano. Uno dei tanti gialli ai quali ci ha abituati la presidenza Trump, che vive di contraddizioni.
Fonti iraniane hanno smentito che i colloqui, diretti o indiretti che siano. Uno dei tanti gialli ai quali ci ha abituati la presidenza Trump, che vive di contraddizioni.
Trump si è messo nei guai da solo: deve dar seguito al suo sciocco ultimatum, il cui rigetto era ovvio, ma non può permettersi la rappresaglia annunciata
Larjani, infatti, era un politico pragmatico ed era un fautore del dialogo con l'Occidente, motivo per cui era osteggiato dall'ala più intransigente della politica iraniana
In realtà, l'unica vera novità della conferenza stampa di Netanyahu è che, interpellato sul niet di Trump a colpire gli impianti petroliferi iraniani e sull'eventualità che gli Usa gli chiedano di porre fine alla guerra, dopo aver divagato non poco, ha concluso che "rispetta" le decisioni americane.
"Larijani non era solo una figura chiave del regime, di fatto il principale artefice del consenso popolare, ma era anche favorevole ai colloqui con gli Stati Uniti ed era in grado di costruire un consenso all'interno del sistema per una possibile via di uscita delI'Iran [dalla guerra] in futuro".
la strage, che proprio per la sua portata e per il target interessato, tra i più deprecabili, mina nel profondo la speranza di una riconciliazione e il lavoro in tal senso di Pechino, la cui mediazione è stata bombardata in tempo reale.
"la strategia migliore potrebbe essere quella di dichiarare vittoria e ritirarsi. Gli iraniani non avrebbero alcun pretesto credibile per continuare gli attacchi nel Golfo una volta cessati i bombardamenti. E dichiarare vittoria non sarebbe un'esagerazione".
Tale manipolazione è accompagnata da pressioni terribili sulla leadership del Golfo perché aderisca alla crociata anti - Iran, come denota anche la minaccia del senatore Lindsey Graham di "conseguenze" se non vi aderiranno.
Dilettanti allo sbaraglio stanno precipitando il mondo nell'abisso, dal momento che Teheran non cederà. Ha già avvertito che, se saranno colpiti i terminali di Kharg, tutte le risorse petrolifere della regione collegate agli States saranno incenerite.
"Una guerra che Israele e gli Stati Uniti hanno iniziato sotto la guida di due psicopatici. Vanitosi, narcisisti, disconnessi. Sono immersi fino al collo in guai politici e legali. Guidano i due governi più fondamentalisti e antidemocratici della storia dei loro Paesi. E hanno la faccia tosta di predicare la democrazia altrove".
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