La Siria nel caos e la strategia di Netanyahu
L’obiettivo strategico di Netanyahu, ora non più sottaciuto, sembra essere l’indebolimento e la frammentazione sistematica della Siria

L’obiettivo strategico di Netanyahu, ora non più sottaciuto, sembra essere l’indebolimento e la frammentazione sistematica della Siria
Tra il bottino dell'esercito israeliano: contanti, armi, ma anche oggetti d'uso quotidiano come "souvenir" da Gaza.
Si tratta di un progetto pilota che consentirebbe ai drusi di cittadinanza siriana di lavorare oltre il confine del proprio Paese
I possibili scenari: il prolungamento della Fase 1, la difficile attuazione della Fase 2 e il nodo cruciale del Corridoio Filadelfia
Mentre la tregua a Gaza vacilla, Israele continua ad infiammare altri fronti: la Cisgiordania, la Siria e il Libano
Tel Aviv in queste tre settimane ha violato gli accordi in svariate occasioni, con attacchi aerei e sparatorie nell’enclave palestinese
Il piano di Trump per Gaza ha entusiasmato le fazioni più a destra in Israele. Jerusalem Post: "l'80% degli israeliani sostiene la proposta".
La scadenza per il ritiro del suo esercito in Libano è fissata per domani, ma Israele non intende ritirarsi. A quale scopo?
L'IDF attacca Jenin, in West Bank. Netanyahu si prepara a sabotare l’accordo di pace: "Non arriveremo alla seconda fase della guerra".
I riservisti di ritorno dalla Striscia: "Abbiamo avuto la sensazione di non fare nulla di buono. Al fronte nessun piano né disciplina".