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	<title>Antonella Zangaro Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 17 May 2023 16:37:08 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Antonella Zangaro Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Così la Brexit ha trascinato la politica inglese nel caos</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosi-la-brexit-ha-trascinato-la-politica-inglese-nel-caos.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Zangaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 May 2023 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230306132230481_668d86c5b996b0a5e5abd5b9c771c3ee-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230306132230481_668d86c5b996b0a5e5abd5b9c771c3ee-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230306132230481_668d86c5b996b0a5e5abd5b9c771c3ee-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230306132230481_668d86c5b996b0a5e5abd5b9c771c3ee-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230306132230481_668d86c5b996b0a5e5abd5b9c771c3ee-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230306132230481_668d86c5b996b0a5e5abd5b9c771c3ee-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230306132230481_668d86c5b996b0a5e5abd5b9c771c3ee-2048x1366.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 15 maggio 2023, il premier Rishi Sunak dominava la scena mediatica inglese con il caloroso abbraccio a Volodymyr Zelensky sceso dal suo volo militare per un blitz nel Regno Unito.  Contestualmente, mentre il primo ministro si prodigava nel rinnovare l’impegno del Paese verso l’amico ucraino, una parte degli alleati Conservatori armava contro il suo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-la-brexit-ha-trascinato-la-politica-inglese-nel-caos.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230306132230481_668d86c5b996b0a5e5abd5b9c771c3ee-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230306132230481_668d86c5b996b0a5e5abd5b9c771c3ee-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230306132230481_668d86c5b996b0a5e5abd5b9c771c3ee-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230306132230481_668d86c5b996b0a5e5abd5b9c771c3ee-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230306132230481_668d86c5b996b0a5e5abd5b9c771c3ee-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230306132230481_668d86c5b996b0a5e5abd5b9c771c3ee-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230306132230481_668d86c5b996b0a5e5abd5b9c771c3ee-2048x1366.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 15 maggio 2023, il premier <strong>Rishi Sunak</strong> dominava la scena mediatica inglese con il caloroso abbraccio a <strong>Volodymyr Zelensky</strong> sceso dal suo volo militare per un blitz nel Regno Unito. </p>



<p>Contestualmente, mentre il primo ministro si prodigava nel rinnovare l’impegno del Paese verso l’amico ucraino,<strong> </strong>una parte degli alleati <strong>Conservatori </strong>armava contro il suo leader un fuoco di fila serrato. </p>



<p><em>Nemo propheta in patria</em> quando ci sono elezioni in vista, presumibilmente si terranno a gennaio 2025 e sui litorali britannici già si prepara aria di tempesta. </p>



<p>Sunak, considerato più che altro un <strong>tecnocrate </strong>un po&#8217; troppo spostato al centro, guida un cerchio magico all’interno di Downing Street che gli sta garantendo la sopravvivenza insieme ad una certa maggioranza in parlamento, ma nel suo stesso Gabinetto e fuori dai palazzi tira una brutta aria e le elezioni locali del 4 Maggio lo hanno ampiamente dimostrato. </p>



<p>Gli elettori dalla vecchia e nuova base, quella scippata ai Laburisti nel 2019 grazie a Boris Johnson, borbottano e lamentano una grande delusione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le guerre fratricide a Westminster</h2>



<p>Sei mesi di filato alla guida del governo inglese, con l’aria che tira a Westminster negli ultimi tempi, sembrano un record, ma in realtà stanno portando alla luce tutto il malcontento accumulato finora.&nbsp;</p>



<p>Chiaramente Sunak raccoglie l’eredità di 13 anni ininterrotti di potere che consumerebbero qualunque partito e oggi fa i conti con quel che rimane di un gruppo in disarmo, già pronto alla futura sconfitta e che, in assenza di un obiettivo comune e condiviso, va alle prove muscolari per ottenere almeno il potere interno.</p>



<p>Il sistema elettorale inglese ha sempre garantito la sopravvivenza del bipolarismo, anche con qualche stampella all&#8217;occorrenza offerta da alleanze a tempo, come accaduto nel 2010 e nel 2015, ma questo non significa che i due principali schieramenti non debbano fare i conti con correnti pronte a darsele di santa ragione appena possibile.&nbsp;Ecco perchè i nemici di Sunak oggi stanno venendo allo scoperto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi sono i nemici di Sunak?</h2>



<p><strong>Boris Johnson</strong> è sempre stato il primo della lista e non ne ha mai fatto mistero. Dopo il tradimento del suo ex Cancelliere dello Scacchiere che un anno fa ne ha determinato la caduta, il <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/bojo-e-le-trame-contro-sunak.html?_gl=1*1dt48si*_ga*OTMzMjU2Mzk0LjE2Nzc2MDEwMjI.*_ga_ENZ2GEXW4Y*MTY4NDI0OTc0Ny4xMi4wLjE2ODQyNDk3NDcuMC4wLjA.&amp;_ga=2.69108629.56206772.1684249747-933256394.1677601022">BoJo nazionale arma costantemente le truppe</a> dei suoi fedeli per attaccarlo.</p>



<p>L’ultimo atto è andato in scena in una, a dire il vero poco popolata, conferenza che si è tenuta nel fine settimana a Bournemouth.&nbsp;</p>



<p>La <em>Conservative Democratic Conference</em> ha visto alternarsi sul palco i fedelissimi dell’ex Primo Ministro, in fila a ricordare che Johnson è l’unico che può ancora vincere le elezioni e soprattutto l’unico in grado di dare agli inglesi la più grande promessa mancata: la Brexit.</p>



<p>Ovviamente il dato di realtà fa ammettere a molti che un ritorno del biondo scarmigliato è ormai impossibile: troppe inchieste, troppi scandali, troppo bisogno di stabilità.&nbsp;</p>



<p>Oggi una personalità carismatica non basta da sola a risollevare il Paese, perché servono vere politiche di crescita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dopo BoJo arriva Suella Braverman</h2>



<p>I <em>Conservative Democratic</em> non sono l’unica corrente con cui deve vedersela Sunak, perché per tre giorni, Londra ha ospitato un’altra conferenza, quella organizzata dal Think Tank di Washington, <em>Edmund Burke Foundation</em>, che ha organizzato il <a href="https://nationalconservatism.org/natcon-uk-2023/">forum del <em>National Conservatism</em></a>.&nbsp;</p>



<p>In Europa, Victor Orban e Giorgia Meloni calcarono quel palco in passato, ma secondo molti osservatori britannici questo stile “Tea Parties&#8221; americani userebbe un linguaggio non del tutto affine alla tradizione dei Conservatori inglesi.&nbsp;</p>



<p>Parole come “marxismo”, “pericolo comunista”, centralità assoluta della famiglia con le donne che “devono avere come priorità fare figli” (secondo quanto affermato dall’israeliano Yoram Hazony), non apparterrebbero alla storia dei Tories di Westminster.&nbsp;</p>



<p>Ma tant’è, su quel palco si sono alternati anche volti noti e attivi nel governo del Primo Ministro, a cominciare dalla discussa Suella Braverman, <strong>il ministro dell’Interno responsabile delle politiche migratorie che vuole mandare chi sbarca clandestinamente in UK, in Ruanda</strong> e per far fronte alla dipendenza del Regno Unito dalla manodopera straniera, vuole insegnare agli inglesi a raccogliere la frutta, guidare i camion, fare i manovali e i carpentieri.&nbsp;</p>



<p>Purtroppo però, il settore più in difficoltà non è stagionale ed è quello sanitario dove la carenza di infermieri, medici e badanti sta mettendo in ginocchio proprio il Paese che all’inizio del ‘900 ha introdotto il Welfare state.</p>



<p>Un discorso più politico che legato alle politiche del suo dicastero e del governo ha trasformato la <strong>Braverman nella prima candidata in pectore per la leadership del partito</strong>.</p>



<p>Ovvero, il nemico interno numero due per Sunak.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Garden Party di Sunak in cerca di armistizio</h2>



<p>Per cercare di calmare le acque, dopo l’incontro con Zelensky e la riaffermazione del suo ruolo a livello internazionale,<strong> il Primo ministro ha invitato i suoi parlamentari ad un party nel giardino di Downing Street </strong>offrendo Yorkshire pudding, ricetta tipica della sua circoscrizione, patate novelle e tanta buona volontà per spegnere l’incendio divampato pubblicamente contro di lui, le sue politiche e le promesse mancate.</p>



<p>I più ferventi critici dell’ala vicina a Boris Johnson non si sono presentati, ma secondo l’analisi che ci ha fornito il prof Iain Begg della LSE, i nemici interni di Sunak sarebbero molto meno pericolosi ed assetati di sangue di quelli che a suo tempo dovette affrontare Theresa May.&nbsp;</p>



<p>“L’allora ERG era molto più agguerrito e potente”, oggi in realtà si tratterebbe solo di “una volontà di riaffermazione dell’ala più a destra del partito” insoddisfatta per la mancata riduzione delle tasse e soprattutto per<strong> il fallimento della Brexit.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Che fine ha fatto l&#8217;opposizione?</h2>



<p>Ai più attenti non sarà sfuggito che nel novero dei nemici del primo ministro inglese manca clamorosamente il capo dell’opposizione.&nbsp;</p>



<p>In effetti <strong>Sir Keir Starmer guarda, si espone raramente e non sfonda</strong>. L’ultimo sondaggio sul suo gradimento di&nbsp;<em> Redfield &amp; Wilton Strategies</em> (14 Maggio) gli attribuisce un 33%, in calo di 5 punti.</p>



<p>Dopo aver epurato l’ala sinistra del suo partito con la definitiva cacciata di <a href="https://it.insideover.com/politica/la-sinistra-inglese-tra-guerra-intestina-e-in-crisi-didentita.html?_gl=1*1dt48si*_ga*OTMzMjU2Mzk0LjE2Nzc2MDEwMjI.*_ga_ENZ2GEXW4Y*MTY4NDI0OTc0Ny4xMi4wLjE2ODQyNDk3NDcuMC4wLjA.&amp;_ga=2.69108629.56206772.1684249747-933256394.1677601022">Jeremy Corbyn </a>e dei suoi, recentemente ha rilanciato un tema molto caro anche alla sinistra italiana, proponendo il <strong>diritto di voto ai 16enni e soprattutto agli stranieri che vivono stabilmente nel Paese</strong>.&nbsp;</p>



<p>Guarda caso, coloro che, secondo le stime dei Labour, sarebbero molto più inclini a votarli ed in barba alla Brexit. Una mossa, questa, che non cade a caso, soprattutto quando il crollo dei Conservatori non sta gonfiando le vele dei Laburisti che faticano a vedere una vittoria in carrozza alle prossime elezioni.&nbsp;</p>



<p>La possibilità di una maggioranza risicata e di un<em> hung Parliament</em> è sul piatto ora più che mai e ago della bilancia, ancora una volta, rischiano di essere i Lib Dem che invece, secondo i risultati delle ultime elezioni locali godono di consenso e di ottima salute.</p>



<p><strong>Il punto è che l’emorragia di voti dei Conservatori non si è automaticamente trasferita dall’altra parte,</strong> così come avvenne quando BoJo conquistò le Red Walls, roccaforti rosse.</p>



<p>L’analisi dei sondaggisti di <em>Yougov</em> avrebbe dimostrato che gli elettori abbandonano i Tories perché non hanno mantenuto le promesse e sono delusi, ma non fanno il salto della barricata.</p>



<p>A questa rabbia provano a rivolgersi i ribelli nel partito, ma su questo sentimento non riesce a far leva la seduzione mal esercitata da Starmer, il noioso.</p>



<p>Il suo disegno politico non è considerato sufficientemente chiaro, anche se, secondo il prof Begg si tratterebbe di una strategia per non subire attacchi o addirittura farsi rubare le idee dagli avversari.&nbsp;</p>



<p>Prima del prossimo marzo, tanto per dirne una, finché non verrà presentato il bilancio, poco si saprà della proposte economiche di Starmer.&nbsp;</p>



<p>Quel che invece è chiaro è che il laburista ha bisogno di una nuova maggioranza fuori da Londra, nelle aree che gli hanno voltato le spalle e ha bisogno di trasformare i suoi messaggi in qualcosa di più di una mera rassicurazione.&nbsp;</p>



<p><strong>Starmer deve ridare agli inglesi qualcosa per cui poter sognare</strong>, non basta dire “se loro non vi vanno bene, allora provate me”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che ne sarà della Brexit?</h2>



<p>Ciò su cui gli analisti come Begg sono disposti a scommettere è che in vista del voto non si riaprirà una discussione sulla Brexit, sebbene il <a href="https://www.ft.com/content/0d195d46-b348-4325-824f-c33889bb2cc0"><em>Financial Times</em> in Febbraio</a> abbia rilevato che il 60% degli inglesi pensa che sia stato un errore e che oggi voterebbe per tornare in Europa.&nbsp;</p>



<p>La verità è che i temi contingenti come <strong>il carovita, l’inflazione, lo sfaldamento del sistema sanitario che sta negando il diritto alla salute universale sono problemi molto più sentiti ed impellenti della questione delle relazioni con l’Europa.</strong>&nbsp;</p>



<p>Il tema politico, in realtà, si sta affrontando nelle stanze dei palazzi dove vengono regolarmente disattese le promesse più radicali e dove si cerca di ricucire con l’Europa il rapporto negato dalla Brexit che secondo il suo più fervente propugnatore, Nigel Farage, è fallita.</p>



<p>Basti pensare che delle 4000 leggi Ue che sarebbero dovute saltare dai regolamenti britannici, la scorsa settimana ne sono state stralciate solo 600. Ma alle persone che fanno i conti con una crescente povertà e la desertificazione di Londra, sempre più inaccessibile e costosa, poco importa dei tecnicismi burocratici.</p>



<p>La vera battaglia elettorale si combatterà su altri fronti ed il realismo, sommato alle necessità matematiche di far quadrare i conti, per i bilanci e per la vittoria, saranno probabilmente più convincenti di molte ideologie.&nbsp;</p>
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		<title>La monarchia inglese è in pericolo?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-monarchia-inglese-e-in-pericolo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Zangaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 May 2023 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Monarchia britannica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1484" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230508220156454_09252877807c90260b86b074ff36f40c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230508220156454_09252877807c90260b86b074ff36f40c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230508220156454_09252877807c90260b86b074ff36f40c-scaled-600x464.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230508220156454_09252877807c90260b86b074ff36f40c-300x232.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230508220156454_09252877807c90260b86b074ff36f40c-1024x791.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230508220156454_09252877807c90260b86b074ff36f40c-768x594.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230508220156454_09252877807c90260b86b074ff36f40c-1536x1187.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230508220156454_09252877807c90260b86b074ff36f40c-2048x1583.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quale futuro per la Corona britannica? Facciamo un po' di chiarezza su cosa potrebbe succedere nel Regno Unito con Carlo III</p>
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<p>“La monarchia reggerà finché ci sarà il consenso nell’opinione pubblica”. Ne è certo Robert Hazell, professore di <em>Government and the Constitution</em> presso University College di Londra e tra i curatori del report sullo stato di salute della corona inglese appena pubblicato dagli accademici e ricercatori di  <em>UK in a Changing Europe</em> e <em>Constitution Unit</em>, dal titolo <a href="https://ukandeu.ac.uk/"><em>The British Monarchy</em>.</a></p>



<p>In effetti, finché non fa sfoggio di pubblico sfarzo e vive di ordinaria soap opera, la <strong>monarchia inglese</strong> è tollerata dai più e osteggiata solo da pochi, convinti, “disturbatori” di sinistra.</p>



<p>Ma appena si accendono i veri riflettori e si mettono da parte le beghe di letto e le faide tra parenti, allora la domanda delle domande torna ad occupare il dibattito pubblico: la monarchia inglese ha ancora senso di esistere?&nbsp;</p>



<p>Se lo sono domandati praticamente in tutto il mondo l’anno scorso alla morte della regina Elisabetta II e se lo chiedono oggi, quando il nuovo re (ormai vecchio), sale su una carrozza d’oro, saluta i sudditi di un Paese sull&#8217;orlo della recessione e prende posto sul trono.</p>



<p>Per dirla con le parole della sorella, <a href="https://www.bbc.co.uk/news/av/world-us-canada-65453446">principessa Anna</a>, che si è concessa in tv alla vigilia dell’incoronazione, “da Carlo III non c’è da aspettarsi nessuna vera sorpresa perché dopo 70 anni di preparazione e attesa, tutti sanno chi sia e cosa pensi”, ma quello a cui si potrebbe assistere è invece la definitiva archiviazione del sistema monarchico in Gran Bretagna e nel Commonwealth.</p>



<p>Per provare a capire come andrà si possono guardare i numeri e si devono osservare i fatti.</p>



<p>Nel dossier <em>The British Monarchy</em>, coordinato al King’s College di Londra, si legge che il tema del gradimento dei reali è stato posto per la prima volta nel 1983 e subito archiviato dopo che un buon 86% dei sudditi di sua maestà li aveva giudicati “importanti”. Il quesito torna a fare capolino nell’<em>annus horribilis</em> di Elisabetta II, il 1992, quello in cui crolla la facciata della perfezione e un’ondata di scandali e divorzi, con quello clamoroso di Carlo e Diana, fanno dei Windsor una famiglia imperfetta come le altre. </p>



<p>Il <strong>consenso </strong>è andato via via sgretolandosi per i tempi che cambiano, per noia e insoddisfazione ma &#8220;l’effetto dei referendum, che dalla fine della seconda guerra mondiale, hanno voluto la repubblica in molti paesi europei, compresa l’Italia, qui non è ancora arrivato”, chiarisce il prof Hazell. </p>



<p>Dopo un lungo fine settimana di celebrazioni che ha monopolizzato l&#8217;attenzione del mondo, oggi, dire se siamo arrivati al capolinea è difficile, “la vera sfida &#8211; ci spiega il direttore del centro studi del King’s College di Londra, Anand Menon &#8211; riguarda i giovani, quelli meno convinti dell’importanza e del valore della monarchia.”</p>



<p>In effetti, negli ultimi tempi i sondaggi che si sono dedicati al gradimento di re e monarchia hanno dimostrato che entrambi si sostengono con un buon vento, <strong>ma sotto i 40 anni non scaldano i cuori</strong>.&nbsp;</p>



<p>Il <em>Times</em> ha divulgato un rilievo secondo il quale <a href="https://www.thetimes.co.uk/article/how-much-king-coronation-cost-total-who-pays-2023-whzx3z8wn">Carlo III sarà un buon re per l&#8217;80% </a>di chi ha votato (quasi 20mila lettori); ma secondo <em>Yougov</em>, una settimana fa, solo il 33% degli intervistati era interessato all’incoronazione lasciando il 64% nella totale indifferenza. Di questi, il 59% ha meno di 24 anni.</p>



<p>Eppure, ci spiega ancora il prof Hazell, per leggere questi numeri è necessario fare dei distinguo.</p>



<p>“Anche andando indietro di 30-40 anni i giovani avevano questo atteggiamento, però quei giovani che ora hanno 40-50 anni, oggi sono a favore della monarchia e lo stesso potrebbe succedere con quelli oggi scettici che magari cambieranno idea domani”.</p>



<p>“Da qui parte la sfida per Carlo III”, insiste il prof Manon che ci ricorda come fondamentali saranno le campagne sostenute dal re che, senza disturbare troppo la politica, dovrà mostrare alla Generazione Z la rilevanza della corona. A cominciare e continuando con le battaglie su clima, ambiente, per l’architettura e l’armonia.</p>



<p>Di più. “Anche se la fame di monarchia va calando &#8211; aggiunge Menon &#8211; dall’altra parte non si sta sviluppando un conseguente appetito per il cambiamento”. </p>



<p>Insomma, il calo di consenso non ha ancora acceso la voglia di rivoluzione, ma solo scritto qualche  cartello e armato i più convinti anti monarchici che aspettano la coppia reale negli appuntamenti pubblici con qualche uovo da tirare in faccia. </p>



<p>“La monarchia andrà avanti finché avrà il supporto della gente”, il prof Hazell ne è convinto perché la corona è un affare di stato e di famiglia, la “ditta”, come l’ha strutturata Elisabetta II, in fondo è sempre più snella.&nbsp;</p>



<p><strong>Quindi c’è futuro per la corona?</strong> “Ma sì, farne a meno sarebbe uno choc culturale per i britannici”. </p>



<p>Wendie McWatters è stata una delle più vivaci protagoniste di quella che fu la<strong> <em>swinging London</em> </strong>degli anni ’60. A casa sua è possibile incontrare intellettuali, artisti e coloro che si guadagnarono le copertine delle riviste patinate dell’epoca. Lei, oltre agli incarichi in giro per il mondo per le Nazioni Unite e per associazioni caritatevoli inglesi, animava i party ambitissimi dei tempi d’oro del Savoy.</p>



<p>Ci accoglie a Londra, tra mille ricordi e tanta lucidità e ci invita a spostarci in periferia, fuori, nelle campagne e nei paesini dove il sentimento pro monarchia è solido e non è assolutamente messo in discussione.&nbsp;</p>



<p>“In città a e palazzo è una questione politica”, sottolinea ricordando come per certa sinistra la monarchia sia sempre stato un tarlo. </p>



<p>Ma non è così per le persone comuni per le quali la corona significa impero, significa l’unità della nazione di cui essere orgogliosi e fieri.&nbsp;</p>



<p><strong>La bandiera e il re. </strong>La corona capisce e rispecchia l’umore del paese, è un marchio identitario, una bizzarria ed un vezzo tutto inglese che fa parte della tradizione e della storia, inamovibile da sempre. Chi ha provato a cambiarla ha fallito e ci è rimasto schiacciato sotto.</p>



<p>Il senso del ragionamento è dunque quello di non farsi fuorviare, <strong>così come accadde nel dibattito sulla Brexit.</strong> La pancia del paese non è nei salotti, non è nei caminetti di sinistra.&nbsp;</p>



<p>La risposta sta nelle strade dove, tantissimi si sono accampati per assicurarsi la vista migliore, anche questo è tradizione.</p>



<p>Volenti o nolenti, i negozianti sanno che grazie a gadget e bandierine si vende qualcosa di più a chi arriva da Nord e dal resto del mondo al richiamo dal folklore. Tutti coloro che hanno decorato terrazze e balconi, che hanno organizzato gli oltre 7000 street parties autorizzati ricordano al mondo lo spirito di unità dietro ai colori del loro sovrano, anche senza essere necessariamente monarchici.&nbsp;</p>



<p>Nelle case britanniche, una tovaglietta, un tea, una confezione di biscotti a tema non mancano, che sia per ridere o per davvero.&nbsp;</p>



<p>Del resto, anche il rossissimo Jeremy Corbyn si inchinò al fascino della corona indossata da Elisabetta II facendole omaggio della sua marmellata e lo stesso dicasi per l’ex sindaco di Londra, “Red Ken” Livingstone e per alcuni stretti collaboratori dei loro staff che hanno ammesso un debole verso la royal family.&nbsp;</p>



<p><a href="https://brandfinance.com/press-releases/new-analysis-finds-the-uk-monarchy-produces-a-net-economic-benefit-for-the-uk">Brand Finance, la <em>brand valuation consultancy </em>della City</a><em>,</em> ha studiato l’impatto dei grandi eventi della monarchia stimando come i media di tutto il mondo abbiano sempre beneficiato delle adunate reali e così è stato anche per l’incoronazione.&nbsp;</p>



<p>La <em>Bbc</em>, ha ricordato il prof Hazell, inizialmente non era sicura della copertura da dedicare al giubileo di Elisabetta II, poi messa davanti ai fatti e al calore che cresceva con 16.000 feste di strada pronte a dare tributo, ha modificato e adattato programmazione ed impegno.</p>



<p>La corona, insomma fa bene a tutti, d’altronde Carlo III è il 62 esimo re d’Inghilterra ma anche il capo di stato dei 14 paesi del Commonwealth Realm e di tutto il Commonwealth a 57.&nbsp;</p>



<p>La sua fama ed il <em>soft power</em> esercitato dalla corona fanno gioco a tutti, anche al governo britannico che gli scrive i discorsi e lo manda in avanscoperta nelle missioni di <em>moral suasion </em>più delicate.</p>



<p>Attenzione, dunque a sottovalutare il potere e l’importanza del re anche perché,  alla fine, conclude il prof Hazell, costa meno di un caffè all’anno per ciascun contribuente.</p>
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		<title>La sinistra inglese tra guerra intestina e in crisi d&#8217;identità</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-sinistra-inglese-tra-guerra-intestina-e-in-crisi-didentita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Zangaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2023 06:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Laburisti]]></category>
		<category><![CDATA[politica regno unito]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra radicale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_IPA30319531-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_IPA30319531-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_IPA30319531-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_IPA30319531-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_IPA30319531-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_IPA30319531-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_IPA30319531-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra i laburisti inglesi è arrivato il momento delle epurazioni e l’imperativo è: fare fuori la sinistra più estrema. In vista delle prossime elezioni, presumibilmente in Gennaio 2025, Keir Starmer respira aria di vittoria e non vuole grane; la “questione Corbyn” va risolta adesso per evitare in campagna elettorale una spina nel fianco che potrebbe &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-sinistra-inglese-tra-guerra-intestina-e-in-crisi-didentita.html">[...]</a></p>
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<p>Tra i laburisti inglesi è arrivato il momento delle epurazioni e l’imperativo è: fare fuori la sinistra più estrema. In vista delle prossime elezioni, presumibilmente in <a href="//www.parliament.uk/about/how/elections-and-voting/general/">Gennaio 2025</a>, <strong>Keir Starmer</strong> respira aria di vittoria e non vuole grane; la “<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-jeremy-corbyn.html">questione Corbyn</a>” va risolta adesso per evitare in campagna elettorale una spina nel fianco che potrebbe dare munizioni anche all’attacco dei Conservatori.</p>



<p>Il pretesto per servire all’ex leader socialista un biglietto di sola andata, via dal parlamento, lo ha fornito il report redatto dalla commissione che ha indagato sull’<strong>antisemitismo</strong> diffuso in era Corbyn tra i Laburisti. Sir Starmer, quando nel 2020 ne raccolse il testimone, salutava l&#8217;anziano predecessore ringraziandolo per il lavoro fatto: due pessime sconfitte consecutive alle elezioni del 2017 e del 2019 e nel 2020 le gravi accuse che hanno messo il partito sotto processo e lo faceva dispensando parole di stima e amicizia, per quello che vale, in politica.&nbsp; Ora è arrivato il tempo del <em>redde rationem</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’antisemitismo della sinistra inglese</h2>



<p>La <a href="https://www.equalityhumanrights.com/en/inquiries-and-investigations/investigation-labour-party">EHRC</a>, la commissione che si occupa di equità e diritti umani, ha indagato sugli atteggiamenti diffusi all’interno del partito accusato di essere responsabile di discriminazioni, molestie e condotte illegittime, tutte di ispirazione antisemita. L’allora leader, Jeremy Corbyn, ha sempre minimizzato, non ha mai preso provvedimenti né si è mai scusato, al punto da portare molti <strong>moderati</strong> e centristi ad andarsene, facendo flettere l’ago della bilancia del gruppo a sinistra.</p>



<p>L’inchiesta, partita nel 2020, sei mesi dopo le dimissioni di Corbyn, muoveva dall’assunto che nei quattro anni e mezzo della sua leadership, non solo l’antisemitismo era praticato, ma era anche accettato. <a href="https://www.bbc.co.uk/news/uk-politics-45030552">Un’analisi della Bbc</a> avrebbe chiarito che prima della sua nomina a capo del partito, avvenuta nel Settembre 2015, l’antisemitismo non era mai stato considerato un problema, tra i <strong>Laburisti</strong>. </p>



<p>Fino ad allora, però, la stessa sinistra da lui rappresentata aveva passato decenni a fare campagne pro-Palestina, di conseguenza, con l&#8217;ingresso a palazzo le voci critiche nei confronti di <strong>Israele</strong> si sono amplificate così come la convinzione che il Regno Unito dovesse avere posizioni più ferme e dure. Un cambio di visione al potere che ha infiammato e liberato la circolazione di messaggi antisemiti che ha dato il via ad una serie di incidenti, con un picco della tensione registrato nel 2018.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo &#8220;Starmerismo&#8221;</h2>



<p>Oggi sembra essere arrivato il tempo per ribilanciare quegli equilibri e chiudere i conti col passato. Starmer lo ha fatto con lo stile di un panzer: “Il partito era diventato l’incubatore di un veleno che va espulso”. In una conferenza stampa nella quale commentava i risultati delle ultime indagini della commissione di controllo EHRC, mentre chiedeva nuovamente scusa alla <strong>comunità ebraica</strong> per le offese subite, ha scandito a chiare lettere che “ora c’è aria nuova dentro ai laburisti e per chi non è d’accordo quella è la porta”.</p>



<p>Quanto al destino del suo predecessore, nessun dubbio: dopo 40 anni, non sarà più ricandidato dai Labour a <strong>Islington Nord</strong>. Peccato che, il vecchio Corbyn, attaccato alla poltrona dal 1983 e attivo nel partito da quando aveva 16 anni, non abbia la minima intenzione di mollare.</p>



<p>Rimosso dal seggio nel 2020, oggi non rappresenta i Labour in parlamento, ma è stato comunque riammesso nel partito. Starmer, però adesso non può più concedergli niente, deve approfittare del vantaggio sui sondaggi per una volata senza scheletri nell’armadio o spine nel fianco anche perchè, come dice qualcuno, “fare a pugni con i Tories è ordinaria amministrazione di palazzo, schiacciare la sinistra è un piacere”. Il Sir dei diritti civili, dal profilo opaco e decisamente moderato, ha tirato fuori gli artigli. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Che faccia hanno i nuovi Labour?</h2>



<p>Sotto la sua guida i Laburisti non saranno più un partito di lotta e di protesta, ma “patriottico e di equità” per riaprire le porte ai moderati e rassicurare <strong>mercati</strong> e <strong>finanza</strong>.</p>



<p>Non a caso, un mese fa, Starmer ha partecipato al <strong>World Economic Forum</strong> di Davos dove oltre ad aver cercato di schivare Boris Johnson (sempre presente), ha passato molto tempo con Tony Blair, che in quegli ambienti è di casa. Non a caso, a capo della strategia politica dei Laburisti, ora siede Morgan McSweeney, un veterano del <em>blairismo</em> che ha un compito preciso: “la distruzione totale della sinistra”. </p>



<p>Interpellati dal <em>Guardian</em>, i suoi alleati avrebbero confermato la sua intenzione di non lasciare alcun margine di compromesso all’estrema sinistra che deve essere sradicata dal partito perché considerata pericolosa. Corbyn potrebbe presentarsi come <strong>indipendente</strong>, o, come molti dell’ala sinistra, andare nel gruppo dei Verdi o addirittura fondare un partito con Ken Loach cosi da continuare a colpire disturbando da sinistra e da fuori.</p>



<p>Per ora non ha mostrato le sue carte, ma, si sa, è un osso duro e dopo aver etichettato il suo benservito come un “attacco alla democrazia”, lascia presagire la lenta somministrazione di un nuovo veleno che rischia di intaccare la corsa verso la vittoria che i Laburisti sognano dal 2010.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per i Labour fame di vittoria ma pochi progetti in tasca</h2>



<p>In un mondo in cui la sinistra fatica darsi una identità, Starmer, in un complesso equilibrismo, deve traghettare i Laburisti verso un progetto futuro credibile in un Paese annichilito dalla <strong>Brexit</strong> e dalla crisi. I sondaggi danno i Labour sopra ben oltre 20 punti: secondo le intenzioni di voto di Redfield &amp; Wilton Strategies registrate il 18 Febbraio, i Conservatori sono calati di 3 punti scendendo al 24%, i Laburisti saliti di tre punti hanno raggiunto il 51% , sospinti dai tanti incerti in casa Tories. </p>



<p>Rispetto al 1997, quando <strong>Tony Blair</strong> godeva di quotazioni personali altissime, il gradimento di Starmer è piuttosto mediocre e non fa la differenza. La vittoria appare comunque scontata e a dare una mano saranno proprio drammi che si stanno consumando nel partito al governo da 13 anni ormai incapace di tenere le redini del comando.</p>



<p>Quello che appare chiaro, al di là dei demeriti altrui, è che da sinistra, a parte la volontà di procedere con le epurazioni, non è ancora arrivato alcun messaggio rispetto al progetto, alla visione di futuro per un Paese al collasso. Se le cose non migliorano, nel 2025 gli inglesi voteranno con le tasche vuote, standard di vita ridotti, un <strong>sistema sanitario</strong> incapace di garantire i servizi minimi e l’adeguata assistenza agli anziani, così come un trasporto pubblico in sciopero continuo. </p>



<p>Ad oggi, i Laburisti sembrano più affamati di potere che di <strong>ricette</strong> per il Paese, una timidezza nelle idee che in questi tempi di slogan facili e forti polarizzazioni potrebbe risultare molto controproducente.</p>
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		<title>Gran Bretagna e Francia alla resa dei conti sui migranti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gran-bretagna-e-francia-alla-resa-dei-conti-sui-migranti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Zangaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Nov 2022 06:51:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[richiedenti asilo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1400" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221101075114649_bf660a60888114d4585f445d4a10fec1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221101075114649_bf660a60888114d4585f445d4a10fec1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221101075114649_bf660a60888114d4585f445d4a10fec1-300x219.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221101075114649_bf660a60888114d4585f445d4a10fec1-1024x747.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221101075114649_bf660a60888114d4585f445d4a10fec1-768x560.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221101075114649_bf660a60888114d4585f445d4a10fec1-1536x1120.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221101075114649_bf660a60888114d4585f445d4a10fec1-2048x1493.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In cima alla lista delle telefonate da fare una volta entrato a Downing Street, per il nuovo primo ministro inglese c’era l’Eliseo. I rapporti tra Francia e Gran Bretagna, negli ultimi anni, sono stati segnati da una certa conflittualità; ai tempi della negoziazione della Brexit, Macron vestiva il ruolo del “poliziotto cattivo” mentre Angela Merkel &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gran-bretagna-e-francia-alla-resa-dei-conti-sui-migranti.html">[...]</a></p>
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<p>In cima alla lista delle telefonate da fare una volta entrato a Downing Street, per il nuovo primo ministro inglese c’era l’Eliseo.</p>



<p>I rapporti tra Francia e Gran Bretagna, negli ultimi anni, sono stati segnati da una certa conflittualità; ai tempi della negoziazione della Brexit, Macron vestiva il ruolo del “poliziotto cattivo” mentre Angela Merkel era quello “buono”.&nbsp;</p>



<p>All’epoca c’era Theresa May, ma poi è stata la volta di Boris Johnson che, con i francesi, ha ingaggiato un braccio di ferro armato dai toni duri dell’allora Ministro dell’Interno, Priti Patel. Inflessibile sulle politiche migratorie, Patel ha contribuito ad aumentare le tensioni tra i due paesi lievitate fino alla scorsa estate, quando, l’ex premier Liz Truss ha scandito chiaramente: “La giuria ha già dato il responso per dire se Macron è un amico o un nemico”. E mentre lo diceva, davanti al suo trespolo, non stava sorridendo.</p>



<p>Oggi, dunque, la prima sfida per l’ultimo inquilino di Downing Street, Rishi Sunak, è quella di ammorbidire i toni e raggiungere il risultato: fermare il flusso incontenibile di sbarchi che dall’inizio di quest’anno ha portato sulle scogliere inglesi 38.000 migranti; per lo più salpati dalle coste francesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La telefonata tra Londra e Parigi</strong></h2>



<p>Un portavoce di Downing Street ci ha fatto sapere che la telefonata con Parigi, “amica e alleata”, ha affrontato vari temi in uno scambio di promesse e necessità. Dalla collaborazione sul piano energetico e sul nucleare, al nodo del controllo del canale della Manica. “Quella rotta deve essere chiusa a tutti i trafficanti di uomini”, chiarisce la fonte, ma per fare ciò, la collaborazione tra i due stati va rinsaldata.</p>



<p>Oggi il governo in carica ha tutta l’intenzione di cambiare registro siglando con i francesi un patto che preveda la presenza di&nbsp; ufficiali di frontiera e forze di polizia inglesi sulle coste del nord della Francia per aumentare l’efficacia dell’azione congiunta.&nbsp;</p>



<p>I francesi quest’anno avrebbero intercettato e bloccato circa 28.000 tentativi di attraversare il canale della Manica, un risultato pari al 42%, che riflette però un calo rispetto al 50% ottenuto lo scorso anno.</p>



<p>Il governo Johnson la scorsa estate aveva promesso alla Francia il pagamento di 54 milioni di Sterline per bloccare le partenze, ma era il 9 ottobre 2021 quando, il ministro degli Interni francese, Gerald Darmanin, dichiarava ad <a href="https://apnews.com/article/france-english-channel-europe-migration-1289d0d16cf089de5854bd096ab84634">Associated Press </a>che in realtà gli inglesi “non avevano ancora pagato un euro”. Ecco perché il nuovo esecutivo ora preferisce mandare direttamente personale in forze intervenendo direttamente sul numero di barconi bloccati alla partenza con un meccanismo premiale che cresce al diminuire delle barche in mare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I voli per il Ruanda</strong></h2>



<p>Ciò che appare comunque chiaro è che le politiche di deterrenza studiate finora non hanno sortito alcun effetto. Il piano dei voli per trasferire in <a href="https://www.bbc.co.uk/news/uk-61806383">Ruanda i clandestini</a>, lo scorso giugno, è precipitato davanti alla sentenza emessa dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.&nbsp;</p>



<p>Non solo, di recente, la <a href="https://www.walesonline.co.uk/news/uk-news/airline-pulls-out-operating-uks-25325004">compagnia charter spagnola</a>, con sede a Maiorca, che era stata ingaggiata per operare sulla tratta dalla Gran Bretagna all’est dell’Africa ha cancellato la sua disponibilità.<a href=""></a></p>



<p>Oggi, al posto di Priti Patel c’è un’altra indiana e fervente sostenitrice della necessità di attuare i trasferimenti in Ruanda. Si tratta di Suella Braverman, l’ultimo ministro dell’Interno nominato da Sunak, che non ha mai fatto mistero del desiderio di far decollare quei voli quanto prima.<a href=""></a></p>



<p>Nel frattempo, però, la situazione sull’isola sta diventando talmente esplosiva che, secondo fonti raccolte dal <a href="https://www.thetimes.co.uk/article/home-office-suggested-migrant-tent-cities-in-the-capitals-parks-kxkthv3sz">Times</a>, qualcuno nelle sedi ufficiali avrebbe persino proposto di sistemare chi è in attesa di venire identificato ed eventualmente espulso, in tende piazzate nei parchi londinesi.</p>



<p>Naturalmente l’idea è stata presto accantonata, ma il problema resta.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I centri di prima accoglienza al collasso</strong></h2>



<p>Gli hotel che accolgono chi arriva sui barconi stanno scoppiando, la popolazione che vive sulla costa è stanca e comincia ad avere paura, i migranti sfuggono al controllo e la linea dura di Suella Braverman sta portando al tracollo del sistema di prima accoglienza.</p>



<p>In questo momento in Gran Bretagna circa 70 alberghi stanno ospitando i richiedenti asilo ad un costo di 6,8 milioni di sterline al giorno.</p>



<p>&nbsp;Nell’ultimo rimpasto di Liz Truss, quando Bravermann era stata costretta alle dimissioni, il suo breve successore, Grant Shapps, (ala più moderata dal partito), in sei giorni di attività aveva ottenuto la disponibilità ad aprire le porte di altri tre hotel, per dichiarata emergenza e per sgravare i centri come quello di Manston Airport.</p>



<p>In quella sede, i migranti appena sbarcati dovrebbero restare solo 24 ore.&nbsp;</p>



<p>Ma non è così. C’è chi è rimasto intrappolato un mese in quell’hub il cui limite di capacità sarebbe di 1000 persone, mentre in ottobre si è arrivati a contarne almeno 3000.</p>



<p>Un gruppo di disperati buttati su materassini da campeggio, senza servizi igienici adeguati, nessuna pulizia, il cibo che passa il convento e una promiscuità che ha portato allo scoppio di epidemie, come quella più recente di difterite e scabbia. Naturalmente non sono mancate le denunce di violenza nei confronti dello staff.</p>



<p>“Ci sono più persone detenute qui che nelle prigioni del paese” ha commentato in tv Diana Johnson, della commissione degli affari interni.</p>



<p>Suella Braverman ora rischia anche una denuncia perché accusata&nbsp; di aver bloccato il trasferimento di centinaia di persone detenute nel centro di Manston negli alberghi, per risparmiare soldi. Questo sarebbe accaduto durante le sue sei settimane di attività nel governo Truss.</p>



<p>Una bomba ad orologeria.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La burocrazia</strong></h2>



<p>La lotta all’immigrazione nel Regno Unito si svolge su due fronti: quello del mare e quello della burocrazia.</p>



<p>Se nel primo caso, la risoluzione del problema sarebbe affidata alla capacità di mediazione con i francesi, sul fronte amministrativo, Sunak deve lavorare per ridurre i tempi per processare ogni singolo caso.</p>



<p>Al momento, in 117.945 sono in attesa di ottenere il diritto d’asilo; il numero più alto raggiunto negli ultimi 20 anni.</p>



<p>Persone che vivono nel limbo, sostenute dai servizi sociali del Paese, alloggiate in strutture al collasso con una prospettiva di vedere risolta la loro situazione in anni.</p>



<p>Nel limbo perché le regole sull’immigrazione prevedono che i richiedenti asilo siano autorizzati a cercarsi un lavoro solo dopo un anno di permanenza in Gran Bretagna, ma possono accedere solo ai posti nelle liste del collocamento riconosciute delle autorità per l’immigrazione.</p>



<p>Il piano di Sunak prevede una drastica riduzione dei tempi di analisi dei singoli casi: 8 su 10 devono essere ultimati nel prossimi 6 mesi con incentivi al lavoro degli ufficiali che devono portare a termine almeno 4 casi a settimana.</p>



<p>Intervistata da <em>BBC Radio 4</em>, Lucy Moreton, funzionario presso <em>l’Immigration Services Union</em>, ha fornito un quadro lucido dalla situazione. Dal momento in cui un caso viene posto all’attenzione degli uffici preposti passano almeno 480 giorni prima che si dia una definizione della situazione. Naturalmente, se viene rifiutato lo status di avente diritto all’asilo, esistono molte possibilità per fare ricorso e questo trascina la burocrazia avanti per anni, fino a otto. Quest’anno, ad oggi, solo il 4% dei casi di richiesta di asilo sarebbe stato esaminato dagli uffici preposti agli Interni.</p>



<p>Una manna per i migranti cosiddetti economici (si segnalano sempre più albanesi), che nel frattempo hanno tutto l’agio per restare qui pur non avendone i requisiti.</p>



<p>Una sfida, questa, che si somma alla crisi economica e di credibilità della Gran Bretagna che si sta esponendo ad una instabilità inedita e che rischia di far naufragare nel Canale della Manica tutti i sogni di gloria post Brexit.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gran-bretagna-e-francia-alla-resa-dei-conti-sui-migranti.html">Gran Bretagna e Francia alla resa dei conti sui migranti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>BoJo e le trame contro Sunak</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonella Zangaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2022 06:37:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[boris johnson]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[fracking]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
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<p>Se due indizi fanno una prova, difficile contestare l’idea che su Londra si stia preparando una tempesta perfetta.&#160; Chi pensava che Boris Johnson si sarebbe limitato ad accettare di buon grado il ruolo di comparsa sulla scena politica inglese si sbagliava di grosso. E chi pensava che la &#8220;sindrome di Cincinnato” (il dittatore che dopo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/bojo-e-le-trame-contro-sunak.html">[...]</a></p>
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<p>Se due indizi fanno una prova, difficile contestare l’idea che su Londra si stia preparando una tempesta perfetta.&nbsp;</p>



<p>Chi pensava che Boris Johnson si sarebbe limitato ad accettare di buon grado il ruolo di comparsa sulla scena politica inglese si sbagliava di grosso.</p>



<p>E chi pensava che la <a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/che-fine-ha-fatto-boris-johnson.html">&#8220;sindrome di Cincinnato”</a> (il dittatore che dopo essersi ritirato era stato richiamato al potere per salvare Roma) che lo ha colpito da quando si è dimesso si sarebbe limitata al tentativo (andato a vuoto) di tornare a Downing Street per acclamazione, dopo la caduta di Liz Truss, sbagliava ancora di più.</p>



<p>L’ex Primo Ministro Inglese non ha affatto depositato le armi, né tantomeno le sue velleità di tornare alla guida del paese e ogni occasione è buona per ribadirlo.&nbsp;</p>



<p>L’ultima, in ordine di tempo, gli è stata servita su un piatto d’argento dall’annuncio di Rishi Sunak di rinunciare a partecipare al summit globale sul clima, Cop27.</p>



<p>Per un primo ministro in carica che declina, ce n’è subito pronto un altro (ex) che si prende la scena.&nbsp;</p>



<p>Boris Johnson non ha mai perdonato all’allora Cancelliere di aver condannato a morte la sua resistenza al Numero 10 dimettendosi dal suo incarico nel governo e ora, quale migliore occasione per restituire a Sunak lo smacco subito la scorsa estate?</p>



<h2 class="wp-block-heading">I due indizi</h2>



<p>Le ultime immagini pubbliche di BoJo hanno consegnato alle cronache un leader abbronzato e rientrato in fretta e furia da Santo Domingo per rispondere alla chiamata dei suoi che lo volevano a raccogliere i cocci dei 44 terribili giorni con Liz Truss.</p>



<p>Le immagini private, invece, sono quelle di un uomo in continua elaborazione di una strategia per disarcionare il suo nemico giurato mentre, nel frattempo, manda avanti i suoi scudieri.</p>



<p>Alok Sharma, il presidente di Cop26, lo “Zar del clima”, ha avuto incarichi nel governo conservatore ininterrottamente dal 2016, con Theresa May, fino a quando Rishu Sunak non ha deciso di sbarazzarsene.</p>



<p>Sharma, che in questo modo oltre all’incarico ha anche perso la possibilità di partecipare alle riunioni di Gabinetto, (e magari dare conto a Boris dei contenuti emersi), ha deciso di concedere le sue riflessioni sulle scelte ambientali del nuovo Primo Ministro al <a href="https://www.thetimes.co.uk/article/alok-sharma-attacks-sunak-for-cop27-snub-sdq3fjld6"><em>Sunday Times</em>.</a>&nbsp;</p>



<p>“La decisione di Sunak non partecipare a Cop27 è un grave errore” ha scandito argomentando che il rischio è quello di sminuire il ruolo di primo piano che il Regno Unito si era dato sulle questioni ambientali, aggiungendo che, una scelta del genere verrà pagata dai Conservatori alle urne.</p>



<p>In una intervista giudicata &#8220;incredibilmente aperta”, Sharma accusa l’attuale Primo Ministro di continuare a dare concessioni per petrolio e gas senza invece rinforzare la tassazione sugli extra-profitti delle grandi compagnie, concedendo sconti solo a quelle che reinvestono sulle rinnovabili.&nbsp;</p>



<p>“Questo è il tema del momento, non solo nell’ottica di difesa dell’ambiente&nbsp; &#8211; il suo ragionamento &#8211; ma anche per le grandi opportunità offerte in termini di posti di lavoro e di nuovi investimenti” ha concluso Sharma senza fare sconti a chi lo aveva appena liquidato.</p>



<p>Una cosa buona, però va detto, Sunak appena entrato a Downing Street l’avrebbe fatta. L&#8217;annuncio di non autorizzare il <em>fracking,</em> reintrodotto da Liz Truss, ha sedato gli animi dei territori costieri interessati e accontentato le richieste dei deputati Tories eletti in quelle aree.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Jonhson e la pancia del paese</strong></h2>



<p>“Boris Johnson vuole tornare al suo posto ad ogni costo&#8221;  ci spiega il professor Steve McCabe della City University di Birmingham. &#8220;La decisione di andare a Sharm El-Sheikh ha come principale obiettivo quello di causare imbarazzo al nuovo primo ministro”.</p>



<p>Johnson è uno che conosce bene la pancia del suo popolo, un uomo delle élite che si è sempre messo indosso i panni dell’”Uno-di-voi” esprimendo la grande capacità di entrare in simbiosi con gli umori degli inglesi dicendo loro quello che si aspettavano di sentire.</p>



<p>Esattamente le qualità che Sunak viene accusato di non avere, dietro a quegli abiti troppo costosi, che nessuno gli perdona e dietro a quell’immenso patrimonio che lo rende più ricco del re e che molti inglesi in difficoltà considerano una colpa.</p>



<p>Tutto questo è irrazionale, ma l’accusa di non saper entrare in sintonia con i sentimenti degli ultimi e di non rappresentare le esigenze della classe operaia e dei lavoratori, visti al contrario, sono esattamente i valori che hanno sempre rappresentato la forza di Johnson.</p>



<p>Poi si può discutere di quanto le promesse siano state tradotte in fatti, ma nella politica del populismo, gli annunci pesano, per le verifiche ci sarà tempo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">BoJo paladino del climate change</h2>



<p>Boris Johnson un anno fa aveva investito energie e promesse all’edizione di Cop26 che si era tenuta in casa, a Glasgow e che aveva dato al Regno Unito la presidenza del summit.</p>



<p>Oggi, il suo successore, voltando le spalle alla kermesse dà uno smacco nel segno della discontinuità che anche la debolissima Liz Truss aveva comunque garantito.</p>



<p>Così succede che: Sunak annuncia che non ci sarà e la mattina dopo<a href="https://www.dailymail.co.uk/news/article-11369097/Downing-Street-alarmed-reports-Boris-Johnson-travel-Egypt-Cop27-summit.htmlhttps://www.dailymail.co.uk/news/article-11369097/Downing-Street-alarmed-reports-Boris-Johnson-travel-Egypt-Cop27-summit.html"> i giornali </a>aprono con la notizia che Boris Johnson parteciperà.</p>



<p>A palazzo le fibrillazioni vanno alle stelle; la decisione crea scompiglio e manda l’ennesimo segnale di caos all’interno del partito che ormai sperava di aver raggiunto l’unità salvaguardando governo&nbsp; e poltrone.</p>



<p>Ma non avevano fatto i conti con la sete di vendetta di Johnson e con il suo grande afflato ambientalista…</p>



<p>Non è ben chiaro quali panni vestirà BoJo a Cop27: se andrà nella delegazione ufficiale del governo con gli altri deputati, se andrà come ospite del governo egiziano in un simbolico passaggio di consegne della presidenza tra i due paesi o se invece si accoderà alle delegazioni delle organizzazioni non governative invitate.</p>



<p>Quel che è certo è che ci sarà e sarà di nuovo accanto a Biden, a Macron e ai grandi della terra e sarà lì per riconquistarsi il&nbsp; posto al sole che non vuole lasciare all’avversario che invece resterà sotto il cielo plumbeo di Londra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sunak e le Lobbies </h2>



<p>Alla ricerca di una spiegazione per la mancata partecipazione del primo ministro al summit di Sharm El-Sheikh, il <em><a href="https://www.mirror.co.uk/news/politics/rishi-sunak-accepted-cash-fossil-28361452">Mirror</a></em> ha pubblicato i dettagli sui finanziamenti ricevuti da Sunak durante la campagna estiva per la premiership.&nbsp;</p>



<p><em>Ready4Rishi </em>avrebbe raccolto donazioni pari a 460.000 Sterline, (Liz Truss ne aveva ricevute 424.000) e tra i suoi finanziatori, stando alle notizie fornite dal quotidiano, ci sarebbero molti personaggi legati al mondo dal petrolio, del gas e dell’aviazione, tutti interessati ad investimenti legati ai combustibili fossili.</p>



<p>&#8220;Come avrebbe potuto deludere le loro aspettative?&#8221;, la critica per niente velata mossa da Ed Milliband, il ministro ombra laburista che su <em>Twitter</em> ha scandito: “Sunak è dalla parte delle grandi compagnie del petrolio e del gas, non certo dalla parte della gente”.</p>



<p>Boris Johnson invece c’è e mai si sarebbe sognato di dire al re di stare a casa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Carlo III “si fa il suo summit sul clima a casa”</h2>



<p>Noto per il suo profondo impegno per l’ambiente, la biodiversità e la natura, re Carlo III, a pochi giorni dalla sua proclamazione coincisa con l’entrata in ufficio di Liz Truss, aveva già ricevuto disposizioni da parte del Primo Ministro di non farsi vedere a Cop27.&nbsp;</p>



<p>Lei pare volesse usare la prima missione del nuovo re in maniera più strategica, magari mandandolo in Canada, o forse, più semplicemente, non voleva ombre sul suo viaggio.</p>



<p>Ma, casualmente la notizia, <em>riservata</em>, era subito sfuggita dalle fessure di Buckingham Palace, quel luogo blindato dal quale non esce nulla che non debba uscire.</p>



<p>Oggi, il tema torna di stretta attualità perché il capo dello stato e del regno ha di fatto ricevuto le stesse indicazioni anche da parte di <a href="https://www.thetimes.co.uk/article/rishi-sunak-will-deny-king-charles-his-trip-to-cop27-talks-h8nx5bgct">Rishi Sunak</a>, il quale si è limitato a far sapere di non volere riaprire il discorso.</p>



<p>Ma Carlo III ha in testa una corona e tra le mani un’agenda che il primo ministro appena arrivato può solo contemplare.&nbsp;</p>



<p>Così, Buckingham Palace ha rimesso la palla in campo annunciando che, due giorni prima di Cop27, il <a href="https://news.sky.com/story/king-charles-to-host-reception-ahead-of-cop27-despite-not-going-himself-12734141">palazzo ospiterà il “suo summit</a>”.</p>



<p>Sarà una festa aperta a 200 grandi imprenditori, uomini d’affari, <em>decision-makers </em>e ONG che vorrà rimarcare l’importanza della presidenza di turno del Regno Unito a Cop26. E non si tratterà di un banchetto reale, ma di un vero momento di confronto sulle tematiche legate alla sostenibilità, ad un’analisi dei progressi compiuti in questo ultimo anno esprimendo la volontà del regno di proseguire in questa direzione. Convintamente.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il destino incerto di Sunak </h2>



<p>Oggi, a minare la sicurezza che i Conservatori pensavano di aver raggiunto con la nomina di Rishi Sunak ci sono sempre più sempre più ostacoli.&nbsp;</p>



<p>I problemi del ministro dell’Interno Suella Braverman, che il Primo Ministro è stato costretto a richiamare nel suo governo per ragioni di equilibrismo politico, rischiano di trascinarlo giù con sè.&nbsp;</p>



<p>Poi c’è la scadenza della presentazione della manovra di bilancio d’autunno, rimandata al 17 novembre e sulla quale ci sono gli occhi puntati dei mercati, che non perdonano.</p>



<p>Il risultato è che chi pensava di averne già viste abbastanza, si prepari perché il cielo sopra Westminster è fosco e promette temporali.</p>



<p>E Boris Johnson non aspetta altro.</p>
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		<title>Perché Liz Truss ha le ore contate</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-liz-truss-ha-le-ore-contate.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Zangaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Oct 2022 10:11:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1286" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-1536x1029.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-2048x1371.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Liz Truss è appesa ad un filo. La politica inglese sta toccando il fondo e Westminster è nel caos in barba all&#8217;ormai perduto self control britannico. Ormai non esiste persona, quotidiano, blog, tweet che non scommetta sulla fine prematura ed imminente del primo ministro meno amato della storia inglese.Alla prova dell’aula, martedì 19 ottobre, Truss &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-liz-truss-ha-le-ore-contate.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1286" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-1536x1029.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-2048x1371.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/politica/chi-e-liz-truss-il-nuovo-premier-britannico.html">Liz Truss</a></strong> è appesa ad un filo. La politica inglese sta toccando il fondo e Westminster è nel caos in barba all&#8217;ormai perduto<em> self control </em>britannico. Ormai non esiste persona, quotidiano, blog, tweet che non scommetta sulla <strong>fine prematura</strong> ed imminente del primo ministro meno amato della storia inglese.<br>Alla prova dell’aula, martedì 19 ottobre, Truss ha cercato di mostrare le unghie difendendo la sua posizione con forza e slogan come: “Sono una che combatte, non una rinunciataria”. </p>



<p>Peccato che mentre lei si sforzava di difendere una posizione indifendibile, il suo consigliere a capo della comunicazione, <strong>Jason Stein</strong> (che prima lavorava per il principe Andrew), veniva posto sotto <strong>indagine </strong>e sospeso dall’incarico e nel giro di un’ora saltava anche la testa del secondo ministro.</p>



<p>Dopo il Cancelliere dello Scacchiere, <strong>Kwasi Kwarteng</strong>, licenziato quattro giorni prima, questa volta a fare le valigie dopo 43 giorni è stato il ministro dell’Interno <strong>Suella Braverman</strong>.</p>



<p>In questa decisione, formalmente motivata da “un errore” commesso nell’esecuzione del suo incarico, ci sarebbero <strong>forti divergenze</strong> sulle politiche per l&#8217;<strong>immigrazione</strong> e si potrebbe leggere una mossa estrema di Truss per cercare di mettersi in casa l’esponente di una fazione critica nei confronti del governo disinnescando i nemici interni.</p>



<p>Un’altra spiegazione inoltre potrebbe essere ricercata nell’effettiva presa del potere da parte del nuovo Cancelliere dello Scacchiere, <strong>Jeremy Hunt</strong>.</p>



<p>Politico di lungo corso, ex Segretario di Stato per gli Affari Esteri, la Sanità e poi la Cultura, Hunt starebbe prendendo le redini del comando nel tentativo di riportare i Conservatori verso il <strong>centro</strong>, distanziandosi dall&#8217;ala più radicalmente a destra del partito.</p>



<p>Il nuovo ministro dell’Interno nominato a stretto giro, infatti, sarebbe il moderato <strong>Grant Shapps</strong>, ex ministro dei Trasporti nell’esecutivo di <strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/politica/boris-johnson.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Boris Johnson</a></strong> ed in carica fino al 6 Settembre scorso, con l’arrivo di Truss.</p>



<p>Insomma, anche questo avvicendamento sarebbe un ultimo, ennesimo tentativo di salvare la poltrona al primo ministro e ai conservatori che, alle prossime elezioni, saranno falcidiati. </p>



<p>Oggi sono 365, ma secondo una stima effettuata da <em><a href="https://redfieldandwiltonstrategies.com/latest-gb-voting-intention-16-october-2022/">Redfield &amp; Wilton Strategies</a></em> il 17 ottobre, se si andasse al voto in queste condizioni, i conservatori ridurrebbero la loro presenza in aula a 22 deputati, perdendone 343, a tutto vantaggio dei Laburisti che invece ne recupererebbero 313 arrivando a quota 515, con un vantaggio di 380. Un +36 sarebbe registrato anche dai Lib Dem che potrebbero arrivare a 47 eletti.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Non è una questione di se, ma di quando Truss se ne andrà</p></blockquote>



<p>Queste parole circolano insistentemente tra i corridoi di Westminster e ricordano esattamente quelle che soffiavano alle spalle di Johnson all’inizio dell’anno quando, come un pesce nella rete, si giocava il tutto per tutto pur di salvare il salvabile e se stesso. </p>



<p>Ma ora il problema è molto diverso, Truss non ha commesso errori di natura etica, frutto di un comportamento sopra le righe.</p>



<p>Liz Truss ha pestato i piedi al Paese generando <strong>sfiducia nei mercati</strong>, scaraventando la <strong>sterlina ai minimi</strong>, non arrestando i <strong>rimbalzi sull’inflazione</strong> sui mutui e sull’economia inglese.</p>



<p>Praticamente le sue politiche confuse ed in continua contraddizione hanno distrutto la reputazione e la solidità del Regno Unito ad ogni annuncio, salvo poi venire rettificate.</p>



<p>L’inflazione, si diceva, ha raggiunto quota 10,1% nel giro degli ultimi 12 mesi, l’<strong>aumento dei prezzi</strong> è salito ad una velocità che non ha precedenti negli ultimi 40 anni ed il costo dei generi alimentari ha contribuito ad incendiare le paure. </p>



<p>In ballo poi ci sono le pensioni e gli aumenti progressivi che dovrebbero scattare in aprile (il <em>triple lock</em> introdotto dal governo Cameron con i Lib Dem, nel 2010) in linea con il più alto dei tre fattori rappresentati da: inflazione, aumento dei salari o 2,5%. </p>



<p>Hunt, fresco di nomina, nel primo discorso ufficiale aveva escluso nuove promesse e futuri impegni del governo in materia, almeno fino al 31 ottobre quando verrà presentato un piano fiscale a medio termine.&nbsp;</p>



<p>Ma sono bastate 48 ore per regalare a Truss l’occasione per rimangiarsi tutto e distinguersi in una nuova giravolta: “Come indicato nel nostro programma elettorale, noi garantiremo gli aumenti progressivi delle pensioni in adeguamento all’inflazione”, <a href="https://news.sky.com/story/liz-truss-says-she-is-completely-committed-to-the-pensions-triple-lock-at-make-or-break-pmqs-12724415" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha scandito</a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Hunt smentito ed impietrito</h2>



<p>Le pensioni sono una questione delicatissima, insieme al carrello della spesa  superano il potere dei mercati sull’opinione pubblica, soprattutto nelle famose <em><a href="https://redfieldandwiltonstrategies.com/latest-red-wall-voting-intention-16-17-october-2022/">Red Walls</a></em>, le zone tradizionalmente legate ai Laburisti che, sull’onda del carisma e delle promesse fatte nel 2019 avevano seguito in massa Boris Johnson.&nbsp;</p>



<p>Truss ora deve iniziare a fronteggiare la sfiducia e la rabbia di chi vede tradita ogni speranza e non sa quanto durerà la parola data da un primo ministro senza più alcuna autorevolezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fuoco amico</h2>



<p>A ruota, tra i suoi peggiori detrattori seguono i <em>Tories</em> che armano il fuoco amico, molto più pericoloso ed agguerrito delle azioni messe in campo dalle opposizioni.</p>



<p>La lista dei deputati conservatori che chiedono le dimissioni di Truss si allunga lentamente, dai mugugni dei corridoi alle azioni concrete il passo è sempre più breve. Sembra davvero di ripercorrere il destino di Johnson, quando ormai si sentiva l’odore del sangue e tutti i nodi venivano al pettine insieme a sciabolate inferte nel caos senza più freni.&nbsp;</p>



<p>Il tentativo estremo dei <em>Tories</em> è quello di scongiurare le elezioni limitandosi all’ennesimo avvicendamento alla guida del partito e del governo. Una campagna elettorale anticipata, magari a Febbraio del prossimo anno, come dimostrano le stime odierne sarebbe una catastrofe.&nbsp;</p>



<p>Sir Charles Walker, esponente del <em>Comitato del 1922</em>, il gruppo parlamentare del Partito conservatore alla <em>House of Commons</em>, intervistato da <em>Sky News</em> ha confermato che se Truss non se ne andrà con le sue gambe verrà comunque defenestrata nel giro di una, massimo, due settimane. Insomma, per novembre si avrà un nuovo primo ministro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi sarà il successore di Truss?</h2>



<p>Per dirlo può essere utile guardare nuovamente ai numeri. L’ultimo sondaggio effettuato da <em>YouGov </em>(il 17 e il 18 ottobre) tra 530 membri del partito conservatore, ovvero tra coloro che sei settimane prima l’avevano votata, <a href="https://news.sky.com/story/majority-of-tory-party-members-want-truss-to-resign-now-and-want-boris-johnson-to-replace-her-12723609">il 55% vorrebbe le sue dimissioni;</a> solo il 38% la terrebbe ancora in carica.</p>



<p>In alternativa, il 55% degli intervistati oggi voterebbe <strong>Rushi Sunak</strong>, l’ex Cancelliere dello scacchiere che affondò Boris Johnson ma perse la sfida contro Truss conquistando gli eletti ma non gli iscritti. Qualcuno sostiene che tra una giravolta e l’altra lei, che aveva combattuto le proposte economiche del rivale di origine indiana, oggi di fatto starebbe attingendo direttamente a quelle stesse strategie per cercare di rassicurare i mercati e mettere una pezza ai guai combinati.</p>



<p>Tornando agli intervistati, il 63% pensa che il ritorno di Boris Johnson sarebbe la miglior soluzione possibile, con un 32% che lo metterebbe al primo posto tra i candidati alla successione. (<a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/che-fine-ha-fatto-boris-johnson.html">E di questo avevamo già scritto una settimana fa</a>).</p>



<p>Il 47% dei conservatori vede di buon occhio anche l’ipotesi di Jeremy Hunt alla guida del governo, per lui il sogno di una vita, ma gli mancano molti numeri. Alle primarie della scorsa estate arrivò ottavo su otto candidati, ecco perché potrebbe essere conveniente lasciare lo <em>status quo</em> evitando l&#8217;ostacolo e lasciando agire Hunt come primo ministro d<em>e facto.</em></p>



<p>Dalle intenzioni ai fatti, a Westminster la situazione è veramente fuori controllo e lasciando stare le ironie <a href="https://www.telegraph.co.uk/business/2022/10/16/britains-transformation-new-italy-now-almost-complete/">sull&#8217;italianizzazione della politica inglese</a>, sono già partite le lettere formali e le pesanti dichiarazioni di dissenso. </p>



<p>Il primo ministro sta licenziando tutti gli amici fidati di cui si era circondata, ora è sempre più isolata ed esposta. Se è vero che i nemici è meglio tenerli vicini, è altresì vero che un esecutivo fatto di “compagni di viaggio per necessità” trasforma Liz Truss in un ostaggio che non avrà autonomia né alcun potere decisionale, ma sicuramente accorcerà i tempi di questa agonia.</p>



<p></p>
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		<title>Che fine ha fatto Boris Johnson?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/che-fine-ha-fatto-boris-johnson.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Zangaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2022 08:33:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[boris johnson]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220907170143983_f18e19b49b0753238c60ebdbbf624942-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220907170143983_f18e19b49b0753238c60ebdbbf624942-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220907170143983_f18e19b49b0753238c60ebdbbf624942-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220907170143983_f18e19b49b0753238c60ebdbbf624942-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220907170143983_f18e19b49b0753238c60ebdbbf624942-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220907170143983_f18e19b49b0753238c60ebdbbf624942-1536x1020.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220907170143983_f18e19b49b0753238c60ebdbbf624942-2048x1359.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se qualcuno si fosse posto questa domanda, la risposta si trova nei menu a scelta delle organizzazioni che offrono palchi e platee paganti agli ex capi di stato e primi ministri in cerca di occupazione e congrua remunerazione. A fine carriera, o tra una elezione e l’altra. Tra questi ambiti speaker e conferenzieri figura anche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/che-fine-ha-fatto-boris-johnson.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220907170143983_f18e19b49b0753238c60ebdbbf624942-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220907170143983_f18e19b49b0753238c60ebdbbf624942-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220907170143983_f18e19b49b0753238c60ebdbbf624942-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220907170143983_f18e19b49b0753238c60ebdbbf624942-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220907170143983_f18e19b49b0753238c60ebdbbf624942-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220907170143983_f18e19b49b0753238c60ebdbbf624942-1536x1020.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220907170143983_f18e19b49b0753238c60ebdbbf624942-2048x1359.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p></p>



<p>Se qualcuno si fosse posto questa domanda, la risposta si trova nei menu a scelta delle organizzazioni che offrono palchi e platee paganti agli ex capi di stato e primi ministri in cerca di occupazione e congrua remunerazione. A fine carriera, o tra una elezione e l’altra.</p>



<p>Tra questi ambiti speaker e conferenzieri figura anche l’ex primo ministro inglese che, non più tardi di qualche giorno fa, ha acceso di risate e consensi il pubblico di broker di Colorado Springs riunito per l’<em>Insurance Leadership Forum</em>. Pane per i denti di BoJo. </p>



<p>Una platea divertita e affamata di aneddoti dove, finalmente, il personaggio più dirompente della storia politica inglese ha potuto andare a braccio citando succulenti aneddoti e dispensando analisi, alla modica cifra di 150 mila Dollari per 30 minuti di intervento e 45 di conversazione sul palco, con un broker senior.&nbsp;</p>



<p>Secondo quanto riportato dal quotidiano <em>Times</em>, Johnson avrebbe contratti con almeno due agenzie, una sicuramente sarebbe la Premium Speakers Agency di Zurigo, in Svizzera e Atlanta in Georgia, ma il contatto con i brokers del Colorado avrebbe seguito circuiti diversi.</p>



<p>Una fonte interna all’agenzia che lo avrebbe ingaggiato spiegava che BoJo non accetterebbe tutte le offerte, ma il suo interesse graviterebbe senza dubbio sugli Stati Uniti, così come le sue aspettative sarebbero giudicate piuttosto onerose.</p>



<p>Basti ricordare che l’anno prima di diventare primo ministro, tra il 2018 e il 2019, il circuito delle conferenze gli era valso un guadagno di almeno 450 mila Sterline.&nbsp;</p>



<p>Non solo, considerando che chi lo aveva preceduto a Downing Street e poi in questa attività, ovvero <a href="https://it.insideover.com/politica/la-seconda-vita-di-theresa-may.html">Theresa May</a>, (nota per non avere né il carisma né la dialettica di Johnson), con i suoi discorsi a convention ed eventi ha già guadagnato 2,5 Milioni di Sterline, le sue aspettative sono altissime.</p>



<p>Non male per un personaggio che, oltre ad essere famoso per i suoi capelli giallo paglierino sempre in disordine, è famoso anche per il costante bisogno di guadagnare soldi, a maggiore ragione, con una via fatta di ex mogli, donne e figli da mantenere ed una consorte come Carrie Symonds, nota per le sue grandi pretese.</p>



<p>Appena entrata a Dowing Street come First Lady, infatti, l’ultima moglie gli fece cambiare l’arredamento dell’appartamento messo a disposizione del capo del governo, portando Boris a chiedere donazioni per pagare una carta da parati 2.250 Sterline.&nbsp;</p>



<p>Il cambio di look dell’arredo, alla fine, andò ben oltre le 30.000 sterline normalmente concesse agli inquilini di quelle stanze.&nbsp;</p>



<p>Le 112.000 £ offerte dalla generosità di Lord Brownlow finirono fuori dai <em>rumors</em> di palazzo diventando la miccia che contribuì ad accendere le prime luci sulla lunga serie di scandali e polemiche che hanno condotto<a href="https://it.insideover.com/politica/boris-johnson-covid-governo-regno-unito.html?utm_source=ilGiornale&amp;utm_medium=article&amp;utm_campaign=article_redirect&amp;_ga=2.107986434.1076192897.1665590611-1348773419.1648740093&amp;_gl=1*s9f29o*_ga*MTM0ODc3MzQxOS4xNjQ4NzQwMDkz*_ga_ENZ2GEXW4Y*MTY2NTY0NjkyMC44LjEuMTY2NTY0NzA1NC4wLjAuMA.."> Johnson alle dimissioni</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Boris, il milionario in bolletta </strong></h2>



<p>L’ex primo ministro è praticamente un milionario, ma sempre in bolletta. Almeno questo va dicendo di sé.</p>



<p>Essendo un deputato ancora in carica, i suoi guadagni sono pubblici e si può cominciare a contare partendo dalle 115 mila Sterline all’anno che può richiedere in qualità di ex primo ministro, più, lo stipendio di 164.000 £ incassato mentre era in carica. Poco per i suoi standard.</p>



<p>Per poter aggiungere incassi extra istituzionali, BoJo, qualche giorno fa, ha iscritto <em>The Office of Boris Johnson Ltd </em>al registro delle imprese inglesi, la <em>Companies House.</em></p>



<p>A chi gli ha fatto i conti in tasca è parso subito chiaro che, dal suo ingresso al Numero 10, le entrate sono precipitate ben al di sotto dei 300.000 £ all’anno di cui apertamente diceva di aver bisogno per “stare con la testa a galla”.&nbsp;</p>



<p>Gli sarebbe forse convenuto farsi eleggere a Singapore, dove secondo le tabelle ufficiali, il capo di stato più ricco al mondo prende 1 milione 310 mila Sterline all’anno, tasse escluse, perchè, come detto, la vita di Johnson è molto onerosa.</p>



<p>Le cronache anglosassoni raccontano di donatori del partito conservatore invitati a supportare i costi della baby sitter del piccolo Wilfred (due anni) e presto sarà la volta di Romy, che oggi ha solo sette mesi.</p>



<p>Si consolerà, BoJo vedendo che, Theresa May e Tony Blair, lasciati gli uffici delle istituzioni, guadagnano molti soldi in giro per il mondo.&nbsp;</p>



<p>Oltre alle ospitate alle convention, si possono firmare contratti importanti con le case editrici e fare lobbying.&nbsp;</p>



<p>L’eroe di Johnson, Winston Churchill, negli anni ’30 ebbe gravi difficoltà economiche così, dopo la fine della guerra e dei suoi incarichi, portò alle stampe dei libri di memorie che gli fruttarono parecchio.&nbsp;</p>



<p>Lo stesso potrebbe fare Johnson raccontando retroscena e indiscrezioni sugli anni della Brexit e della pandemia; diciamo che la sua attività politica ha conciso con un’epoca di grandi cambiamenti che qualche bel libro potrebbe raccogliere e vendere bene.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I racconti di Johnson</strong></h2>



<p>Una prova del successo dei suoi racconti l’ha certamente avuta durante il discorso a Colorado Springs dove anche il gossip non è mancato.</p>



<p>BoJo, infatti, avrebbe diverto la platea raccontando di come l’anno scorso, al summit sul clima Cop26, insieme ad Angela Merkel si portò via una bottiglia del celebre vino di Macron per bersela insieme.&nbsp;</p>



<p>Dopo il faceto ha seriamente rivendicato la Brexit, nella quale continua a credere fermamente, così come il sostegno all’Ucraina.&nbsp;</p>



<p>Un altro dei temi a lui particolarmente caro è l’obiettivo fissato nel 2019 che porterà, entro il 2050, ad una Gran Bretagna ad emissioni zero; una sfida che si potrà raggiungere solo con un drastico cambio nell’uso dell’energia.</p>



<p>Johnson, con il tempo, è diventato un fervente sostenitore della necessità di contrastare il cambiamento climatico e oggi sfoggia grande ottimismo rispetto alla possibilità di vincere questa battaglia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Johnson assente in UK, per ora</strong></h2>



<p>Ma le sue riflessioni per ora restano affidate alle platee del pubblico pagante americano, perchè in patria di lui non c’è traccia.&nbsp;</p>



<p>Non era presente nei momenti di grande difficoltà attraversati dalla Truss in sole due settimane di attività governativa tra figuracce e dietrofront, così come non si è visto tra le stanze del partito o in aula quando lei è stata sottoposta al fuoco di fila dei suoi e delle opposizioni.</p>



<p>Il 20 Luglio ha salutato la <em>House of Commons,</em> tra le risa e gli applausi, con un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=zwugzdU1G-0">“Hasta la vista baby”</a>.</p>



<p>Il 6 Settembre, con la nomina a capo del governo e del partito Conservatore&nbsp; di Liz Truss, dal trespolo davanti alla porta del <a href="https://www.youtube.com/watch?v=3kPeQUTa75c">Numero 10 di Downing Street</a>, ha confermato il suo supporto.</p>



<p>Oggi in Gran Bretagna è un <strong>tutti contro una donna sola al comando che non ha in mano alcun timone</strong>.</p>



<p>Naturalmente, nessuno considera chiuso il discorso sul futuro di BoJo con i saluti consegnati alle cronache di fine estate.&nbsp;</p>



<p>A maggior ragione quando si pensa al riferimento rivolto a <a href="https://it.insideover.com/politica/il-messaggio-segreto-nel-discorso-di-congedo-di-boris-johnson.html">Cincinnato</a>, perchè, da grande studioso dei classici, Boris Johnson non citava a caso il dittatore romano che, dopo aver vinto la battaglia tornò al suo aratro, alle sue terre, finché non gli fu chiesto di riprendere il comando del governo per salvare Roma.</p>



<p>Tutto questo, nonostante il <em>Telegraph</em> recentemente abbia citato voci di palazzo, molto vicine a lui, che avrebbero escluso un suo possibile rientro e lo stesso dicasi per l’intervista rilasciata dalla fedelissima <a href="https://www.thetimes.co.uk/article/nadine-dorries-interview-boris-is-swinging-a-cricket-bat-and-having-a-great-time-chbl9q7nq">Nadine Dorris</a>, ex membro del gabinetto del governo, che avrebbe escluso il suo ritorno giudicandolo altamente improbabile.</p>



<p>Ma si sa, in politica, quello che sembra non è mai quello che è e spesso certi sassi vengono lanciati solo per vedere le reazioni che generano.</p>



<p>Oggi Boris Johnson è in vacanza con la famiglia, se tutto andrà secondo i suoi piani presto i conservatori, dilaniati dalle faide interne, avranno ancora bisogno di lui.</p>



<p>BoJo non avrà il profilo né l’immagine del grande statista o del salvatore della patria, ma comunque ha carisma da vendere e in tasca due grandi vittorie: la Brexit e il successo della campagna vaccinale contro il Covid.</p>



<p>Se Liz Truss non riuscirà a riemergere dalla Palude Stigia in cui è affondata, facendo affondare con sé anche la Sterlina, non ci vorrà molto per scoprire cosa farà Johnson per Natale.</p>
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		<title>Il caos dei tamponi per chi arriva nel Regno Unito</title>
		<link>https://it.insideover.com/scienza/il-caos-dei-tamponi-per-chi-arriva-nel-regno-unito.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Zangaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jun 2021 15:29:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="897" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Tampone-scaled-e1603201380631.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Tampone-scaled-e1603201380631.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Tampone-scaled-e1603201380631-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Tampone-scaled-e1603201380631-1024x478.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Tampone-scaled-e1603201380631-768x359.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Tampone-scaled-e1603201380631-1536x718.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Tampone-scaled-e1603201380631-2048x957.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Arrivare in Gran Bretagna è sempre più complicato e soprattutto molto costoso, ma alla crescente richiesta di informazioni e adempimenti (in barba alla privacy) non sempre corrisponde un servizio all’altezza. Gli italiani che hanno già potuto verificarlo di persona non sono pochi e questa volta si trovano in ottima compagnia, perché il malfunzionamento della macchina &#8230; <a href="https://it.insideover.com/scienza/il-caos-dei-tamponi-per-chi-arriva-nel-regno-unito.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="897" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Tampone-scaled-e1603201380631.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Tampone-scaled-e1603201380631.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Tampone-scaled-e1603201380631-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Tampone-scaled-e1603201380631-1024x478.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Tampone-scaled-e1603201380631-768x359.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Tampone-scaled-e1603201380631-1536x718.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Tampone-scaled-e1603201380631-2048x957.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p class="p1"><span class="s1">Arrivare in Gran Bretagna è sempre più complicato e soprattutto molto costoso, ma alla crescente richiesta di informazioni e adempimenti (in barba alla privacy) non sempre corrisponde un servizio all’altezza. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Gli italiani che hanno già potuto verificarlo di persona non sono pochi e questa volta si trovano in ottima compagnia, perché il malfunzionamento della macchina burocratica azionata dal Covid penalizza tutti e non fa sconti nemmeno agli inglesi. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il governo guidato da Boris Johnson ormai decide condizioni, prezzi e tempi indipendentemente dalle regole stabilite in Europa, ma di fatto dimostra di non essere ancora in grado di fare scuola.</span></p>
<h3>Le regole per entrare nel Regno Unito</h3>
<p class="p1"><span class="s1">Le regole anti-Covid per l’immigrazione sono queste. Chi arriva da un paese nella lista “Verde” (in Europa, di fatto, solo il Portogallo), prima della partenza, deve prenotare un tampone  fornito dall’elenco di cliniche  pubblicato dal sito del governo ed effettuarlo a due giorni dall’arrivo e non ha nessun obbligo di quarantena. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Chi arriva da un paese della lista “Amber”, quella in cui rientrano l’Italia e gli altri paesi europei, deve fare una quarantena di dieci giorni e sottoporsi a due tamponi, il giorno 2 e il giorno 8. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Infine, chi arriva da un paese della lista “Rossa” deve stare in quarantena in hotel indicati dal governo, pagare un conto di 1.750 sterline e sottoporsi a due tamponi. Il tutto, indipendentemente dal fatto di essere vaccinati.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Dalle belle speranze ai fatti, però, la musica cambia. Per chi arriva in Gran Bretagna, il calvario dei Covid-kit è una costosissima roulette. Il protocollo studiato a Londra prevede che il viaggiatore, dopo essere stato costretto a comprare il suo pacchetto di test prima della partenza, al suo arrivo se lo ritrovi davanti alla porta del luogo in cui trascorrerà l&#8217;isolamento. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Peccato che sempre più denunce dimostrino che questo non accade, per disorganizzazione, per mancanza di forniture e per pasticci postali vari e la stagione estiva, con il conseguente aumento del traffico passeggeri, non è neanche iniziata.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Di più, pagando un minimo di 50 Sterline, e sempre solo privatamente, è possibile tentare di ridurre il periodo di segregazione forzata.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ordinando un test-to-release, al quinto giorno di quarantena, con un risultato negativo si può riguadagnare la libertà. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ma anche in questo caso, non esiste garanzia sulla consegna del tampone ne’ del responso. Un altro terno al lotto.</span></p>
<h3>Cosa non funziona nel Test &amp; Trace inglese</h3>
<p class="p1"><span class="s1">Ad oggi, sono in costante aumento non solo le persone che affermano di non aver ricevuto i kit a domicilio, ma anche coloro che avendoli ricevuti, dopo averli rispediti al mittente non hanno mai avuto l’esito. Sul sito dei consumatori <i>Which?</i> c’è chi dichiara di aver aspettato più di 10 giorni, il che significa mandare all&#8217;aria impegni e progetti dopo aver buttato centinaia di Sterline, con la benedizione del governo.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il problema nasce principalmente dal fatto che di questi fornitori privati non si può fare a meno, perché sono l’unico lasciapassare  ritenuto “valido”, per entrare nel Paese. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il sito del governo pubblica la lista dei centri accreditati e ognuno di loro fa il suo prezzo. Il pacchetto più economico costa non meno di 90 sterline e, se non viene prenotato col giusto anticipo, si può arrivare a spenderne anche 400. Il <em>Daily Mail </em>ha riportato il caso di una famiglia con tre bambine che ha pagato 665 Sterline, più tutto il costo della vacanza.  Deputati, associazioni dei consumatori e dell&#8217;industria del settore viaggi hanno avviato una campagna per chiedere al governo di cominciare ad adeguare i costi dei test a quelli europei, tagliando l&#8217;IVA, e poi di seguire l&#8217;indicazione dell&#8217;OMS che ha detto agli stati di fornire i tamponi gratuitamente.</span></p>
<h3>Il ruolo della Sanità pubblica</h3>
<p class="p1"><span class="s1">Dopo aver speso tutti quei soldi senza avere garanzie, per il malcapitato arriva anche la beffa, così come testimoniato dalle esperienze riportate in un <a href="https://www.theguardian.com/money/2021/may/29/covid-test-travellers-quarantined-kit-results">articolo pubblicato dal quotidiano <i>The</i> <i>Guardian</i></a>.  Quando i kit non arrivano, ci si  rivolge al sistema sanitario nazionale (NHS).</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">E qui sta l’inghippo che fa sorgere molti dubbi.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">L’NHS fornisce il tampone per il Covid fai-da-te a costo zero. La validità è certificata, un call centre risponde tutti i giorni, anche quando è festa e se ci sono problemi si sa a chi fare appello. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Al contrario, la maggior parte dei centri privati convenzionati sembrano miraggi, difficilmente rispondono al telefono e hanno indirizzi e mail che non danno segni di vita.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Contattati direttamente, gli addetti al numero prenotazione Covid Test dell’NHS spiegano di essere consapevoli della situazione, sono disponibili a fornire un altro test e diligentemente prendono nota del fornitore inadempiente. Sanno anche che è molto difficile mettersi in contatto con questi privati, rivolgono le domande di rito e ci mettono una toppa. Nel giro di 24 ore recapitano, a costo zero, il pacchetto<span class="Apple-converted-space">  </span>per effettuare il test che non si è ottenuto pagando. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Colpisce che, alla fine, l’unica via d’uscita sia rappresentata dal sistema sanitario nazionale che agisce gratuitamente.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ciò che risulta poi ancora più incredibile, in tutta questa faccenda, è che anche i lavoratori dell’NHS, che come prassi vengono sottoposti regolarmente a controlli, <a href="https://www.bbc.com/news/business-57243205">hanno denunciato ai microfoni di <i>BBC Radio4</i></a> di essersi visti rifiutare il permesso di passare al check-in, perché il loro tampone molecolare non era ritenuto &#8220;valido&#8221;. Anche per l’uscita dal Paese, il test deve essere fornito dai centri privati accreditati.</span></p>
<h3>Un sistema che non può reggere</h3>
<p class="p1"><span class="s1">Rispondendo al <i>Guardian</i>, un portavoce del governo ha fatto sapere che la disponibilità dei test è totalmente a carico di questi centri che devono garantire livelli standard minimi e che la situazione è sempre monitorata, così come le prestazioni delle strutture. Poi, se il servizio fornito non si dimostra all’altezza &#8211; ha garantito &#8211; questi ricevono un preavviso di cinque giorni per rimediare e se ciò non avviene, vengono rimossi dalla lista. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Decisamente un pò poco se si considerano i disagi provocati dal disservizio.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il sistema in questo modo non può funzionare e le avvisaglie erano già note da mesi. La <i>BBC</i>, lo scorso Marzo, denunciava l’inefficienza di molti dei 325 laboratori privati attivi solo in Inghilterra (a rendere tutto più complicato, Scozia e Galles osservano regole diverse).</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">“Ci scusiamo ma abbiamo finito le forniture” è la scritta che fa capolino nella <em>home page</em> di uno dei fornitori finiti nella lista nera delle chat di chi si scambia info utili prima e dopo la partenza. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ma l’indicazione arriva quando è troppo tardi e il disservizio ha già colpito chi aveva pagato e si ritrova senza nulla in mano, proprio come è successo a chi scrive.</span></p>
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		<title>Il prossimo scontro tra Londra e Parigi sarà sui migranti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/scontro-francia-regno-unito-migranti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Zangaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 May 2021 14:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[boris johnson]]></category>
		<category><![CDATA[Londra]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1304" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="francia regno unito migranti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-300x204.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-1024x695.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-768x522.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-1536x1043.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-2048x1391.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sulle coste inglesi riprendono gli sbarchi dei migranti in arrivo dalla Francia e Londra corre ai ripari. Dopo il fisiologico rallentamento dovuto all’inverno, con il miglioramento delle condizioni meteo Dover ha già visto triplicare quello che era stato il numero degli arrivi registrati nella prima parte del 2020. Se da gennaio nel Regno Unito è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/scontro-francia-regno-unito-migranti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1304" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="francia regno unito migranti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-300x204.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-1024x695.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-768x522.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-1536x1043.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-2048x1391.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p class="p1"><span class="s1">Sulle coste inglesi riprendono gli sbarchi dei migranti in arrivo dalla Francia e Londra corre ai ripari. </span><span class="s1">Dopo il fisiologico rallentamento dovuto all’inverno, con il miglioramento delle condizioni meteo <strong>Dover</strong> ha già visto triplicare quello che era stato il numero degli arrivi registrati nella prima parte del 2020.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Se da gennaio nel <strong>Regno Unito</strong> è già stata sfondata quota 2600, a maggio rischia di superare ogni record. A confermarlo le 636 persone sbarcate nei primi 12 giorni e il picco di quasi 200 registrato nella sola giornata dell’11. </span><span class="s1">Certo, letti in Italia questi numeri fanno quasi sorridere, ma per il Paese che con la Brexit ha promesso di serrare i suoi confini e ha deciso di tagliare i ponti con l’Europa per essere libero di dettare le sue regole, soprattutto quando si parla di immigrazione, questi numeri sono intollerabili e pericolosi. </span><span class="s1">La risposta di <strong>Boris Johnson</strong> non si farà attendere e non sarà morbida e già lascia presagire l’arrivo di nuovi scontri con l’Unione Europea e soprattutto con il suo avamposto: la Francia.</span></p>
<h3 class="p1"><span class="s1">Il fenomeno migratorio lungo la Manica</span></h3>
<p class="p1"><span class="s1">Una traversata di 21 miglia separa Dover da Calais: onde alte, mare forte e spesso tanta nebbia. </span><span class="s1">I trafficanti di uomini si sono ingegnati, la pandemia e i ripetuti lockdown hanno chiuso la tratta ai camion sui quali gli immigrati venivano ammassati e nascosti, lo stesso dicasi per la via aerea. È rimasto solo il passaggio via mare, così, le piccole imbarcazioni sono diventate il mezzo più agevole oltre che il meno sicuro.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Si sono ingegnati i trafficanti di esseri umani e hanno capito che quando le barchette sono lanciate in mare in massa, anche una trentina contemporaneamente, si riesce a creare confusione tra i grandi guardacoste e in questo modo per molti aumentano le possibilità di passare in barba ai controlli. </span><span class="s1">La strategia è ormai collaudata dalle parti del <strong>Canale della Manica</strong> e ad oggi ha comportato un aumento esponenziale della vendita di barche di piccole dimensioni. Un passaggio a bordo verso il sogno delle bianche scogliere inglesi può costare anche solo 500 sterline quando si viaggia ad alto rischio. Sì, perché quelle lanciate in avanti per fare massa sono anche le esche per le forze dell’ordine che a quel punto, distratte, lascerebbero libero il passaggio alle imbarcazioni più grandi e più sicure dove un posto costa molto di più e può arrivare fino a 5.000 sterline, hanno spiegato alcune fonti anonime riportate dal <i>Times.</i></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Sul fronte interno, la NCA (<i>National Crime Agency</i>) ha appena diramato un’informativa rivolta alle compagnie marittime invitate a fare massima attenzione a chi si mostra interessato all’acquisto di piccole imbarcazioni perché chi vuole usarle per trasportare i migranti è facilmente riconoscibile e va segnalato. </span><span class="s1">Il primo indicatore è la richiesta, inviata on line, di un’unica transazione utile per acquistare l’imbarcazione e molto equipaggiamento, in particolare i giubbotti di salvataggio che spesso vengono ordinati ripetutamente dallo stesso account. Il secondo segnale è l’assoluto disinteresse rispetto alle condizioni in cui versano la barca e le altre dotazioni da comprare, così come i chiari indizi che fanno capire che chi acquista non sarà poi l’utilizzatore finale. Infine, questo tipo di cliente normalmente ha molta fretta di concludere l’affare, non vuole fornire un indirizzo per la consegna e cerca di andare a recuperare tutto di persona. </span><span class="s1">Miles Bonfeld, capo dell’NCA, ha invitato a denunciare i casi sospetti mentre il ministero degli Interni, <i>Home Office</i>, si prepara a  correre ai ripari sul fronte esterno con qualsiasi mezzo.</span></p>
<h3 class="p1"><span class="s1">La nuova legge sull&#8217;immigrazione</span></h3>
<p class="p1"><span class="s1">Nell’intero 2020 sono stati 8.420 gli sbarchi e ad oggi, siamo già a più di un quarto rispetto a quella cifra. Il governo deve intervenire perché il <strong>Primo Ministro</strong> non può permettersi errori su quello che è stato uno dei pilastri della Brexit. Così Boris Johnson ha chiesto alla titolare degli Interni, Priti Patel, di usare le maniere forti. Da qui è nata la grande riforma della legge sull&#8217;immigrazione e sul diritto d’asilo che già nel nome, <i>Sovereign Borders Bill</i> (Legge sulla Sovranità dei Confini), promette di accontentare le ambizioni sovraniste del popolo anti-Ue e anti stranieri.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Secondo alcuni analisti, a dare un’accelerazione ai tentativi di raggiungere al più presto le coste inglesi sarebbe stato proprio<span class="Apple-converted-space">  </span>l’annuncio di questa riforma sulla quale, tra l’altro, il governo inglese intende investire 1,3 miliardi di sterline contro il miliardo speso tra il 2019 e il 2020.  </span><span class="s1">Con l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea sono decaduti anche i vincoli sanciti dagli accordi di Dublino e dovrà quindi essere sottoscritta una nuova intesa in materia, proprio a partire dal <i>Sovereign Borders Bill.</i> Ma l’impresa non sarà facile perché Bruxelles ha già fatto capire di non avere la minima intenzione di avvallare i principi stabiliti dal piano scritto a Westminster.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">L’aspetto senza dubbio più controverso di questa riforma è rappresentato dall’aumento dei poteri di respingimento che gli inglesi vogliono esercitare. L</span><span class="s1">o scorso marzo, <a href="https://www.thesun.co.uk/news/politics/14918711/priti-patel-crack-down-on-illegal-migrants-channel/">Patel ha divulgato alcuni punti chiave dell’impianto ideologico del <i>Bill </i></a>spiegando che: i migranti che arriveranno nel Regno Unito illegalmente non avranno più il diritto di stabilircisi permanentemente anche se in possesso di richiesta di asilo. </span><span class="s1">Ancora, chi non potrà essere rispedito in un paese giudicato sicuro, potrà godere dello status di protezione per 30 mesi, ma con limitazioni nei benefici e nei ricongiungimenti familiari. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nuovi <strong>centri di accoglienza</strong> verranno destinati ad ospitare chi resta in attesa di risposta alla richiesta di asilo (per la quale difficilmente si riuscirà a fare appello in caso di respingimento), mentre saranno rinforzate le azioni per definire l’età di chi si dichiara minorenne, spesso non essendolo. L’impianto giuridico per processare le richieste sarà snellito mentre s<a href="https://it.insideover.com/migrazioni/la-dura-lezione-di-londra-carcere-a-vita-per-i-trafficanti-di-uomini.html">ono aumentate le pene per gli scafisti e i criminali coinvolti nella tratta (anche carcere a vita)</a> e per gli stranieri che, una volta estradati, tenteranno il ritorno in Gran Bretagna (fino a 5 anni). </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Fin qui la materia è oggetto di valutazione anche da parte di organi internazionali (come vedremo a breve), ma il punto che colpisce dritto diretto l&#8217;Europa è quello che chiarisce che, a chi arriverà illegalmente dopo aver lasciato un paese considerato “sicuro” &#8211;  la <strong>Francia</strong> in primis (ndr) &#8211; verrà negato l’accesso al sistema di richiesta di asilo e quindi verrà respinto. </span><span class="s1">Sì, perché la chiara intenzione di Johnson è quella di restituire al mittente i migranti che, partiti dalle democratiche coste francesi, potevano tranquillamente restare là. </span><span class="s1">Ma siamo sicuri che la Francia starà a guardare riprendendosi indietro chi aveva già lasciato le sue acque territoriali? </span><span class="s1">Nell’ultimo accordo bilaterale siglato tra le parti lo scorso novembre non se ne faceva menzione. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Di più, dopo questo annuncio, nessun paese europeo ha mostrato il benché minimo interesse a sottoscrivere intese di questo tipo mentre le Nazioni Unite, come detto, hanno già ampiamente criticato la legge. </span><span class="s1">L’<strong>Unhcr</strong> a breve pubblicherà la sua opinione legale sui contenuti della riforma lasciando <a href="https://www.theguardian.com/uk-news/2021/mar/24/priti-patel-defends-inhumane-overhaul-of-uk-asylum-system" target="_blank" rel="noopener noreferrer">trapelare dalle pagine del <i>Guardian</i></a> di aver ravvisato gli estremi per la violazione dei diritti sanciti dai trattati internazionali. In particolare si guarda alla convenzione firmata nel 1951 che obbliga i Paesi di approdo a proteggere i rifugiati che arrivano sul loro territorio. L’organo internazionale ha anche ribadito di essersi offerto di fornire al Regno Unito un supporto nella redazione della riforma, ma di non aver ancora ricevuto alcuna risposta.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Come nel suo stile, Boris Johnson e i suoi tirano dritto e di recente hanno usato anche <a href="https://www.youtube.com/watch?v=JPzcBAMGvgs">il discorso scritto per la Regina e proclamato all’apertura dei lavori del parlamento </a>sul trono nella Camera dei Lords, per ribadire l’intenzione a procedere. </span><span class="s1">Per voce di <strong>Sua Maestà</strong>, il governo ha confermato l&#8217;intenzione di stabilire “un sistema per l’immigrazione giudicato più equo e che rafforzerà i confini disincentivando l’azione dei criminali che organizzano pericolosi viaggi illegali”. </span><span class="s1">L’idea è quella di creare una differenza tra chi entra legalmente e chi lo farà illegalmente con l’obiettivo di fermare le partenze clandestine e favorirne il respingimento. </span><span class="s1">Anche questa volta BoJo non ha dubbi: la riforma che negherà il diritto di asilo a chi arriva in Gran Bretagna da Paesi “sicuri” come la Francia si farà. </span></p>
<h3 class="p1"><span class="s1">Le tensioni con la Francia</span></h3>
<p class="p1"><span class="s1">Il 62% delle richieste di asilo arrivate nel 2019 partivano da ingressi illegali rappresentando un aumento del 21% rispetto a quelle dell’anno precedente in un crescendo costante. </span><span class="s1">Sono stati<i> </i>2500 i migranti fermati dai francesi quest’anno. Non abbastanza per Boris Johnson, consapevole del forte impatto del fenomeno migratorio sull’opinione pubblica. </span><span class="s1">Ma la decisione di fare di più non sarà un passaggio indolore perché questo atto aprirà ad una sfida contro l&#8217;Ue e in maniera più diretta contro la Francia e il mare tornerà a rappresentare il terreno dello scontro tra i due eterni rivali.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ad avvalorare questa tesi, le tensioni che si sono generate la scorsa estate quando gli sbarchi erano ripresi copiosi e i due stati affacciati sulla Manica si erano confrontati duramente in un reciproco scambio di accuse. </span><span class="s1">Si trattava di negligenza secondo Londra, ma era chiaro che la posta in gioco era più alta.  </span><span class="s1">Da sempre le relazioni tra Francia e Gran Bretagna si fanno tese quando si tratta della legge del mare, che sia per l’accesso ai pescatori, <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-ce-dietro-lo-scontro-tra-francia-e-regno-unito-nella-manica.html">e abbiamo visto com’è andata di recente</a>, oppure quando si tratta di pattugliamenti per bloccare le rotte degli scafisti. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Gli accordi bilaterali siglati negli anni hanno portato gli inglesi a sborsare cifre importanti per far fronte alle richieste dei francesi che lamentano di dover pattugliare oltre 300 chilometri di coste. Dal 2014 le negoziazioni tra i due stati sono costate più di 100 milioni a Westminster e dopo le tensioni dello scorso agosto la Francia, in Novembre, ha strappato un rinnovo. 28 milioni di sterline versati nelle sue casse per rinforzare i controlli e fermare tutti i tentatavi di approdo sulle coste inglesi. </span><span class="s1">Ma per Boris Johnson questo non è sufficiente e dopo aver creato l’hub per l’Operazione Altair, il centro di comando di Dover per gli interventi e il controllo via mare e aria che coinvolge polizia, forze di frontiera e sorveglianza con i droni, ora punta tutto sul <i>Sovereign Borders Bill</i>.</span></p>
<h3 class="p1"><span class="s1">I limiti del piano respingimenti</span></h3>
<p class="p1"><span class="s1">L’uscita del Regno Unito dall’Unione europea sicuramente la rende più libera di legiferare sulla materia, ma finché non saranno siglati nuovi accordi, rimandare indietro alla casella precedente i migranti giunti sulle sue coste è di fatto vietato.  </span><span class="s1">L’uscita dall’Ue implica anche la fine della validità degli accordi di Dublino sui migranti, perciò non esiste alcuna ragione per cui la Francia dovrebbe accettare i respingimenti a suo danno. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Eppure Johnson è convinto di poter agire in questa direzione rivendicando così la tanto promessa sovranità nazionale e con ogni ragionevole certezza, sarà di nuovo Parigi a sostenere un prevedibile braccio di ferro considerando che, anche la partita sull’accesso dei pescatori nelle acque inglesi non è affatto conclusa. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Di più, a Londra sono convinti che i francesi stiano usando il ritardo nella stipula dell’accordo con l&#8217;Ue in materia di servizi finanziari per tenere il punto sulla questione della pesca. Stando a quanto riportato dal blog <i>Conservative Home</i>, ci sarebbe un chiaro legame tra la mancata ratifica dell’intesa e le tensioni legate all’accesso dei pescherecci europei nelle acque britanniche a Jersey. In tutta risposta, l’Europa accuserebbe la Gran Bretagna di non rispettare gli impegni presi per la gestione del post-Brexit sottolineando che molte questioni sarebbero ancora sospese e troppe altre ancora aperte. </span><span class="s1">Se le cose stanno così, è assai prevedibile immaginare che la questione migratoria e il <em>Sovereign Borders Bill</em> rientreranno di diritto nell’elenco delle materie usate per forzare la mano durante le trattative e questo accadrà molto presto.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/scontro-francia-regno-unito-migranti.html">Il prossimo scontro tra Londra e Parigi sarà sui migranti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I tre errori della sinistra inglese che non riesce più a vincere</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-tre-errori-della-sinistra-inglese-che-non-riesce-piu-a-vincere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Zangaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 May 2021 12:58:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[boris johnson]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Conservatori]]></category>
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		<category><![CDATA[Elezioni in Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Laburisti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-uk.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-uk.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-uk-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-uk-1024x681.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-uk-768x511.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-uk-1536x1021.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un altro mattone dei famosi Red Wall della sinistra inglese è caduto. Dopo 59 anni di dominio indiscusso, le elezioni suppletive del 6 Maggio hanno consegnato il seggio rosso di Hartlepool ai Conservatori. “Una sconfitta sconvolgente” per il laburista Steve Reed, ministro ombra per i governi locali. La prima sconfitta per il nuovo leader Sir &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/i-tre-errori-della-sinistra-inglese-che-non-riesce-piu-a-vincere.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-uk.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-uk.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-uk-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-uk-1024x681.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-uk-768x511.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-uk-1536x1021.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p class="p3"><span class="s1">Un altro mattone dei famosi Red Wall della sinistra inglese è caduto. </span><span class="s1">Dopo 59 anni di dominio indiscusso, le elezioni suppletive del 6 Maggio hanno consegnato il seggio rosso di Hartlepool ai Conservatori. “Una sconfitta sconvolgente” per il laburista Steve Reed, ministro ombra per i governi locali. La prima sconfitta per il nuovo leader <a href="https://it.insideover.com/politica/leredita-di-jeremy-corbyn.html">Sir Keir Starmer. </a></span><span class="s1">In realtà, pochi dovrebbero dirsi veramente sorpresi da questo risultato. </span><span class="s1">Diversi sono i fattori che, se osservati con attenzione, già da tempo stavano fornendo tutte le indicazioni utili per presagire un esito simile.</span></p>
<h2 class="p3"><span class="s1">Cosa è successo in UK</span></h2>
<p class="p3"><span class="s1">Nel super giovedì elettorale britannico, 48 milioni di elettori <a href="https://it.insideover.com/politica/boris-johnson-vuole-espandere-il-muro-blu.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sono stati chiamati alle urne</a> per il rinnovo di 145 governi locali, dei parlamentari scozzesi dell’Holyrood e quelli gallesi del Senedd, alcuni sindaci tra cui quello di Londra e altre cariche nei territori; ma gli occhi della politica inglese erano tutti puntati sulle elezioni suppletive di Hartlepool. </span><span class="s1">Questo seggio, dal 1964, è stato ininterrottamente nelle mani dei laburisti, ma come tante altre ex roccaforti della sinistra, oggi va ad unirsi al lungo elenco di quelli che hanno cambiato colore. </span></p>
<p class="p3"><span class="s1">In questa località di 100 mila abitanti sulla costa Nord inglese, il deputato eletto nel 2019, il laburista Mike Hill, è stato costretto alle dimissioni perché travolto da uno scandalo sessuale per il quale si è sempre professato innocente. </span><span class="s1">Un anno e mezzo fa, a giocare un ruolo chiave per la vittoria di Hill fu la presenza ingombrante del Brexit Party che, con 10.600 voti, drenò consensi ai Conservatori spaccando la destra. Oggi, Reform EU, erede del partito che fu di Nigel Farage, ha preso 568 voti. Un capitolo chiuso e un regalo ai Tories che hanno portato a casa il risultato con uno scarto di 6900 consensi. </span><span class="s1">La fine del Brexit Party però, non significa la fine di un sentimento, nello specifico quello anti europeo tanto forte ad Hartlepool da portare al referendum sulla Brexit del 2016 il 70% dei sì. </span><span class="s1">Un segnale molto chiaro per il leader laburista Keir Starmer, che evidentemente lo ha sottovalutato candidando un uomo che aveva fatto campagna per il no.</span></p>
<h2 class="p3"><span class="s1">I candidati e il primo errore dei laburisti </span></h2>
<p class="p3"><span class="s1">Jill Mortimer, titolare di un’azienda agricola del North Yorkshire è la prima donna e la prima Tories ad essere eletta ad Hartlepool. </span><span class="s1">Nonostante sia stata tenuta lontana dai microfoni dopo aver regalato alla stampa qualche <em>gaffe</em>, per mancata conoscenza dei temi specifici di un territorio che non è il suo, forte dei suoi 15.529 voti (contro gli 8.589 dei laburisti) ha salutato la vittoria accanto ad un <a href="https://news.sky.com/video/election-results-boris-johnson-meets-an-inflatable-boris-johnson-in-hartlepool-12299459">dirigibile</a> gigante dalle fattezze di Boris Johnson e insieme all&#8217;originale, che l&#8217;ha raggiunta per celebrare il successo ottenuto. </span></p>
<p><figure id="attachment_317350" aria-describedby="caption-attachment-317350" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-317350 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/vittoria-johnson-La-Presse-1024x683.jpeg" alt="elezioni regno unito Hartlepool" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/vittoria-johnson-La-Presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/vittoria-johnson-La-Presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/vittoria-johnson-La-Presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/vittoria-johnson-La-Presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/vittoria-johnson-La-Presse-2048x1365.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/vittoria-johnson-La-Presse-scaled.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-317350" class="wp-caption-text">BoJo festeggia la vittoria nel seggio di Hartlepool</figcaption></figure></p>
<p class="p3"><span class="s1">Il suo avversario invece si è negato alle telecamere per affidare i suoi brevi ringraziamenti a <i>Twitter </i>tagliando corto: “Ho il lavoro più importante da fare, adesso &#8211; ha cinguettato &#8211; devo portare i miei figli a scuola”. Capitolo chiuso. Ma del resto di lui a pochi importa perché i riflettori sono tutti puntati su chi si deve assumere la responsabilità della debacle. </span><span class="s1">Come appare evidente, il primo errore commesso da Sir Keir Starmer è stato scegliere il candidato sbagliato. </span><span class="s1">Paul Williams, volto noto alla politica, è un medico, uomo in prima linea nella battaglia in corsia contro il Covid ma, prima di oggi, in quella per restare in Europa e contrastare la Brexit. Difficile pensare che questa posizione potesse passare sotto traccia tra quel 70% di elettori che ancora oggi ringraziano Boris Johnson per avergliela consegnata, la Brexit. </span><span class="s1">Da qui l’accusa dei delusi che oggi hanno cambiato bandiera e che rinfacciano alla sinistra di aver dato il loro voto per scontato e di non saper più  ascoltare il suo popolo.</span></p>
<h2 class="p3"><span class="s1">BoJo imbattibile in campagna elettorale</span></h2>
<p class="p3"><span class="s1">Errori per Starmer, anche durante la campagna elettorale, anche se in questo si sa, BoJo è un campione. </span><span class="s1">Il biondo di Eton, con il suo il suo stile fuori dagli schemi e il suo linguaggio forte e diretto, nell’ultimo <i>Tweet</i> prima del voto ha esortato tutti con un: “Gente, andate a votare!”. Dall’altra parte Starmer, sempre serio e corrucciato, ha pubblicato una lettera formale. </span><span class="s1">Qualche giorno prima, nell’ultima intervista al programma <i>BBC Breakfast</i>,  il laburista aveva passato il tempo a giustificarsi per ciò che non era riuscito a fare in campagna elettorale; come a mettere le mani avanti in attesa della sconfitta.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Così aveva ricordato le tante difficoltà presentate dalla pandemia che impedisce di poter stringere mani, baciare bambini e arringare le folle,<span class="Apple-converted-space">  </span>tutto mentre quell’altro sfrecciava in bici sbucando da ogni dove da Nord a Sud salutando tutti col suo entusiasmo: “Vinciamo”, mentre già coniava il suo nuovo slogan: &#8220;&#8230; go from jabs, jabs, jabs to jobs, jobs, jobs&#8221;, cioè passiamo dalle iniezioni (del vaccino) al lavoro, dal Covid alle politiche per il lavoro.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">E ancora, Starmer, da uomo serio quale è, si era detto consapevole di avere davanti una montagna e per questo era pronto ad assumersi la responsabilità del risultato. Praticamente un avviso di imminente sconfitta. Insomma, se la vittoria è l’atto più convincente di un leader al di là di ogni persuasivo carisma, Starmer fin qui è sembrato il primo a non crederci e<span class="Apple-converted-space">  </span>la sconfitta era l’unico risultato prevedibile.</span></p>
<h2 class="p3"><span class="s1">Il secondo errore di Starmer</span></h2>
<p class="p3"><span class="s1">Se, come ha ricordato la professoressa Sara Hobolt della <i>London School of Economics and Political Science</i>, in tempi normali le elezioni locali non sono da leggersi come una risposta diretta all’azione del governo nazionale, bisogna considerare che oggi stiamo attraversando tempi senza dubbio eccezionali. </span><span class="s1">La pandemia ha fatto sì che le persone si siano tendenzialmente strette intorno al governo per fare fronte comune davanti all’emergenza (il cosiddetto effetto bandiera, <i>Flag Effect</i>). Da parte sua, Johnson ha gestito bene la situazione, soprattutto la campagna vaccinale, riuscendo in questo modo a prolungare l’effetto luna di miele iniziato un anno e mezzo fa con la sua elezione. </span></p>
<p class="p3"><span class="s1">A ciò va aggiunto che la progressiva fine del Lockdown e le conseguenti riaperture hanno galvanizzato il sentimento popolare aumentando la forza dell’esecutivo. </span><span class="s1">Cosa ha fatto l’opposizione in tutto questo? Ha sostenuto il governo “nell’interesse del Paese” tenendo sopito ogni spirito critico. </span><span class="s1">Oggi Starmer paga il prezzo di questa scelta che certo non ha giovato alla sua immagine e che gli ha impedito di darsi una identità politica forte e di contrasto. </span><span class="s1">Un’occasione mancata per il leader laburista è stata anche l’incapacità di capitalizzare ed enfatizzare l’effetto degli <a href="https://it.insideover.com/politica/boris-johnson-covid-governo-regno-unito.html">scandali</a> che hanno colpito Boris Johnson negli ultimi tempi. Con l’avversario sotto i colpi del fuoco di fila di Dominic Cummings, l’ex consigliere forte di Downing Street, Starmer è stato praticamente a guardare.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Il <i>Wallpaper-gate,</i> le rivelazioni legate al finanziamento delle spese di BoJo per la costosa ristrutturazione del suo appartamento al numero 11 di Downing Street, potevano essere deflagranti, ma l’effetto generato oltre a non aver stimolato l’aggressività dell’opposizione, non ha nemmeno intaccato la popolarità del governo.  </span><span class="s1">Tanto per dare un esempio circoscritto, le intenzioni di voto ad Hartlepool registrate da <i>Survation</i> per <i>ITV,</i> il 29 Aprile, davano i Conservatori al 46% davanti ai Laburisti fermi al 31%. Boris Johnson in vantaggio con un gradimento personale pari al 51% contro il 22% di Keir Starmer. </span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Evidentemente per gli inglesi, sospettare che qualcuno possa aver pagato 58.000 Sterline per la nuova carta da parati (<i>wall paper</i>) e il nuovo eccentrico arredamento degli appartamenti di BoJo &#8211; in cambio di qualcosa? &#8211;<span class="Apple-converted-space">  </span>è meno significativo rispetto all’averli vaccinati tutti rapidamente, averli sostenuti economicamente durante il Lockdown (<i>furlough scheme</i>) e adesso aver ridato loro la libertà, soprattutto di andare al pub.</span></p>
<p><figure id="attachment_317349" aria-describedby="caption-attachment-317349" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-317349 " src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/na-elettorale-johnson-La-Presse-1024x623.jpeg" alt="elezioni regno unito Boris Johnson" width="1024" height="623" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/na-elettorale-johnson-La-Presse-1024x623.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/na-elettorale-johnson-La-Presse-300x183.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/na-elettorale-johnson-La-Presse-768x468.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/na-elettorale-johnson-La-Presse-1536x935.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/na-elettorale-johnson-La-Presse-2048x1247.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/na-elettorale-johnson-La-Presse-scaled.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-317349" class="wp-caption-text">Johnson durante un giro in bici elettorale</figcaption></figure></p>
<h2 class="p3"><span class="s1">Il terzo errore: lo storytelling</span></h2>
<p class="p3"><span class="s1">Anche le scelte comunicative del leader laburista hanno mostrato molti limiti. </span><span class="s1">La sinistra, ancora ferma su vecchi schemi e su un linguaggio obsoleto, fa notare Daniel Finkelstein, sul <i>Times, </i>ha cercato di colpire parlando di immoralità e disonestà ricorrendo ad un vecchio termine inglese che lega questi principi alla politica: “sleaze”. </span><span class="s1">Il guaio è che, oltre ad essere un termine che nessuno userebbe nel linguaggio quotidiano comune, sottolinea Finkelstein, questa accusa viene normalmente appiccicata addosso a tutti i politici. Per le persone comuni disincantate, deluse o peggio arrabbiate, tutti i politici sono corruttibili se non già disonesti e corrotti. </span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Dunque, quello che è mancato a Starmer, oltre alla forza di un attacco incisivo, è stato lo stacco, il rimarcare la sua diversità e quella di un partito oggi unito sotto la sua guida. Sarebbe stata una svolta, dopo gli anni difficili sotto la guida di Jeremy Corbyn, ma non è ancora arrivata. </span><span class="s1">Sicuramente il nuovo leader laburista è considerato serio (anche troppo) e intelligente, l’uomo tutto d’un pezzo a rappresentare l’esatto opposto di Boris Johnson. </span><span class="s1">Eppure, secondo i suoi critici, oltre a non aver valorizzato il fattore personale, competenza e affidabilità, non ha saputo nemmeno imparare dalla lezione del passato.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">A bacchettarlo, l’ex deputato laburista di Hartlepool, Lord Mandelson che, ai microfoni di <i>BBC Radio4</i>, ha ricordato Tony Blair e il New Labour che, con il successore Gordon Brown, ha rappresentato l’ultima parentesi della sinistra al governo del Paese per tre mandati consecutivi. “Sono 11 anni che non andiamo al governo e chissà quando ci torneremo”, ha chiosato polemico. In effetti, come ha ricordato il <i>Times,</i> all’epoca, l&#8217;aver puntato tutto su un messaggio fresco e di cambiamento e affibbiando ai Tory un’immagine stanca e consumata fu una scelta di comunicazione vincente.</span></p>
<h2 class="p3"><span class="s1">La seconda dimensione dei partiti britannici</span></h2>
<p class="p3"><span class="s1">I tracolli dei Laburisti e le vittorie dei Conservatori sono chiari indicatori di qualcosa di più profondo che va al di là delle scelte e delle politiche di Keir Starmer e dei suoi predecessori, a sostenerlo è la professoressa Sara Hobolt della LSE. </span><span class="s1">Ad una prima analisi, si tende ad attribuire questi risultati alle divisioni generate dai grandi temi. È questo il caso della Brexit che dal 2016 ha spaccato in tanti pezzi i Labour e in due tutto il Paese. </span><span class="s1">Poi ci sono le divisioni che si generano all’interno degli stessi partiti quando devono cambiare profilo, come le pulsioni che hanno cercato di spingere a sinistra i laburisti caratterizzando i conflitti vivi dall’era Corbyn.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">In realtà questi, come ci spiega la professoressa Hobolt, sarebbero solo i sintomi rivelatori di un grande cambiamento in atto che riguarda l’identità culturale più profonda dell’elettorato e che svelano l’esistenza di una cosiddetta <i>seconda dimensione</i> nella politica inglese degli anni più recenti. </span><span class="s1">Il risultato di questa mutazione è che i Conservatori sono diventati sempre di più il partito degli anziani, della classe operaia e culturalmente più bassa, mentre i laburisti si sono arroccati nelle città, tra i giovani delle aree urbane e con la scolarizzazione più alta. </span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Evidentemente, però, i laburisti non hanno preso abbastanza nuovi elettori per poter sopperire a quelli scappati con gli avversari e per disegnarsi addosso un nuovo profilo convincente. Azione, questa, perfettamente riuscita invece ai Conservatori che, come fa notare il professor Tony Travers (LSE), grazie alla loro<span class="Apple-converted-space">  </span>storica fluidità ed elasticità, hanno sempre saputo adeguarsi seguendo ed intercettando perfettamente il cambiamento e trasformandolo in consensi. </span><span class="s1">Per concludere il ragionamento, secondo la professoressa Hobolt la <i>seconda dimensione</i>  dimostrerebbe che le vittorie consecutive e schiaccianti dei Conservatori, non sarebbero casuali, ma rappresenterebbero l’inizio della ridefinizione della politica inglese dove i Laburisti giocano ancora senza toccare palla, in piena crisi di identità.</span></p>
<h2 class="p3"><span class="s1">Johnson batte Starmer, nonostante tutto </span></h2>
<p class="p3"><span class="s1">Queste elezioni sono state indubbiamente un banco di prova fallimentare per il nuovo leader dei laburisti Keir Starmer, che così perde il primo test in vista del mid-term (metà mandato) bruciandosi il vantaggio dell’effetto novità. </span><span class="s1">La popolarità di Boris Johnson non è stata messa in discussione, la campagna vaccinale del governo ha superato l’effetto corrosivo degli scandali e l’effetto Brexit ancora non si respira. </span><span class="s1">Johnson, a livello politico, continua a vincere con la promessa del “levelling-up” che significa dare alle periferie del Paese le possibilità che finora hanno avvantaggiato solo Londra.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Parlando alle zone remote BoJo promette che se le grandi industrie hanno spento la produzione esiste un’alternativa. Questa è ancora la sua forza e, grazie alla pandemia, la trasformazione delle promesse in fatti è rimandata <em>sine die</em>. </span><span class="s1">Starmer, è chiaro, ha ancora molto su cui lavorare, dall’atteso rimpasto del suo Governo Ombra al più forte e necessario cambio di passo nelle sue strategie. Poi, ogni tanto, un sorriso in più non guasterebbe.</span></p>
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