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	<title>Andreas Massacra Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sat, 08 Aug 2026 07:12:12 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Andreas Massacra Archives - InsideOver</title>
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		<title>Da Affori al Cesena in Europa, con Pippo Marchioro scompare un altro tassello di un calcio che non c&#8217;è più</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/pippo-marchioro-da-affori-al-cesena-in-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 07:10:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-1536x1016.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-600x397.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Con Marchioro scompare un altro tassello di un calcio che non c'è più. Il lungo sodalizio con Osvaldo Bagnoli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/pippo-marchioro-da-affori-al-cesena-in-europa.html">Da Affori al Cesena in Europa, con Pippo Marchioro scompare un altro tassello di un calcio che non c&#8217;è più</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-1536x1016.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-600x397.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Afforese di nascita, cesenate di adozione, si è spento ieri a 90 anni, nella città dei Tre Papi, un altro protagonista del calcio di ieri, un gentiluomo della provincia, <strong>Pippo (Giuseppe) Marchioro.</strong> A poche settimane dalla morte di <strong>Osvaldo Bagnoli </strong>e a pochi giorni da quella di <a href="https://it.insideover.com/societa/laddio-al-piscinin-franco-baresi-il-capitano-eterno-che-aveva-il-milan-nel-cuore.html" type="post" id="524924">Franco Baresi</a>, viene a mancare un altro rappresentante del calcio italiano che fu. Soprattutto, di Marchioro è da sottolineare la vicinanza, geografica, sociale e nell&#8217;interpretazione dello sport all&#8217;amico e collega Bagnoli. Entrambi sono emblemi di un&#8217;epoca in cui si poteva ascendere a ruoli rilevanti nel calcio anche proveniendo da esperienze sociali umili.</p>



<p>Lo scomparso Marchioro iniziò la sua carriera come attaccante nelle giovanili del Milan ma non debuttò mai in prima squadra, quantunque ne avesse fatto parte per la stagione &#8217;57-&#8217;58. <strong>La sua carriera da giocatore si dispiegò tra serie B e serie C</strong>: fu protagonista di due nobili decadute quali la Pro Patria e la Pro Vercelli. Le buone prestazioni gli valsero la chiamata del Varese con cui fu protagonista della risalita dalla C1 alla A e poi del Catanzaro, che trascinò nella storica finale di Coppa Italia, in cui segnò anche un gol, persa contro la Fiorentina nella stagione 1965-1966.</p>



<p><strong>Iniziò la sua carriera di allenatore come vice del Barone Liedholm al Monza dal &#8217;68 al &#8217;70 </strong>per poi spostarsi in Piemonte, dove alla guida di un&#8217;altra nobile, l&#8217;Alessandra, vinse la prima edizione della Coppa Italia semiprofessionisti del 1973. Questo trionfo gli valse la chiamata del Como, portando in due stagioni i lariani in Serie A. Proprio al Como ritrovò, come vice, una sua vecchia conoscenza, quello <strong><a href="https://it.insideover.com/societa/osvaldo-bagnoli-il-figlio-della-bovisa-che-porto-verona-in-cima-allitalia-del-calcio.html" type="post" id="523610">Osvaldo Bagnoli</a></strong> nato nel vicino quartiere della Bovisa e compagno di squadra ai tempi del Milan.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cesena, la sua patria d&#8217;adozione</h2>



<p>Tra i due fu sempre forte il sodalizio umano e professionale tanto che, quando Marchioro passò al Cesena, a subentrargli fu proprio il Bagnoli. L&#8217;anno in Serie A alla guida dei <strong>Cavallucci Marini lo rese noto al grande calcio, poiché portò i &#8220;Burdel&#8221; alla prima e unica storica qualificazione in Coppa Uefa</strong>. Nella stagione successiva si spostò sotto la Madonnina, sponda rossonera. La deludente esperienza durò meno di un anno e decise di ripartire dalla serie B: Cesena, Como e poi C con Ancona, Prato e infine Barletta, portando la compagine della Disfida alla prima promozione in B della loro storia. Vogliamo ricordare anche una parentesi a Foggia dove mise in difficoltà allo Zeccheria niente meno che il Real Madrid in una amichevole. Dopodiché fu sempre il calcio emiliano di provincia a vederlo protagonista, allenando per 6 stagioni la Reggiana dal 1988 al 1994.</p>



<p>Fu lui l&#8217;artefice della scalata che portò la squadra della <strong>Città del Tricolore dalla serie C1 alla serie A</strong>, conquistando anche una salvezza insperata battendo il Milan degli invincibili 1-0 a San Siro con un gol di Esposito, sancendo la retrocessione, non senza polemiche, dei corregionali di Piacenza che pareggiando con il Parma 0-0 il giorno precedente, si videro costretti alla serie cadetta. Fu una giornata del tutto particolare perché il Piacenza aveva sfidato il Parma che andava in finale di Coppa delle Coppe, mentre la Reggiana incontrò il Milan, che schierò molte riserve e che avrebbe giocato di lì a poco la finale di Coppa dei Campioni contro il Barcellona. A completare il tutto aggiungiamo che la Coppa Uefa di quell&#8217;anno fu vinta dall&#8217;Inter che, alla penultima giornata, perse proprio contro la Regia.</p>



<p>La stagione successiva, con una rosa meno competitiva, Marchioro venne esonerato andando poi ad allenare il Genoa su suggerimento proprio di Bagnoli, il quale consigliò al presidente Spinelli di ingaggiare l&#8217;afforese al posto dell&#8217;esonerato professor Scoglio alla decima giornata. <strong>Era quella del 1994-1995 la prima stagione dei tre punti a vittoria per il calcio italiano</strong> ma non riuscì a salvare i Grifoni che retrocedettero insieme a Reggiana, Brescia e Foggia. Poi andò ancora a Cesena, ormai sua patria d&#8217;adozione. Fu questa l&#8217;ultima esperienza di rilievo come allenatore di un altro esponente di quel calcio operaio che appare proveniente da un altro tempo: lo stesso Marchioro in una intervista aveva dichiarato che la sua famiglia, i suoi genitori erano separati, era molto povera, tanto che il Milan <a href="https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/24-04-2025/pippo-marchioro-intervista-sulla-panchina-del-milan-durai-poco-ma-rivera-era-con-me.shtml">aveva aiutato</a> sia lui che Bagnoli anche con i pasti. Un calcio figlio di una scuola che ha contribuito in maniera decisiva a rendere il <strong>campionato italiano tra i più difficili e arcigni del mondo.</strong></p>



<p>Fonte foto: Pixabay</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/pippo-marchioro-da-affori-al-cesena-in-europa.html">Da Affori al Cesena in Europa, con Pippo Marchioro scompare un altro tassello di un calcio che non c&#8217;è più</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Osvaldo Bagnoli, il figlio della Bovisa che portò Verona in cima all&#8217;Italia del calcio</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/osvaldo-bagnoli-il-figlio-della-bovisa-che-porto-verona-in-cima-allitalia-del-calcio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 16:20:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae-1536x1013.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae-600x396.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Osvaldo Bagnoli è morto oggi a 91 anni. Era stato l&#8217;allenatore dell&#8217;Hellas Verona che conquistò lo storico scudetto del 1985. Fu il punto più alto di una carriera all&#8217;insegna di un altro calcio. Un calcio di altri tempi, un calcio ruvido. Un calcio fatto di scarpe bullonate quello frequentato dal Bagnoli giocatore, il giovane della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/osvaldo-bagnoli-il-figlio-della-bovisa-che-porto-verona-in-cima-allitalia-del-calcio.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/osvaldo-bagnoli-il-figlio-della-bovisa-che-porto-verona-in-cima-allitalia-del-calcio.html">Osvaldo Bagnoli, il figlio della Bovisa che portò Verona in cima all&#8217;Italia del calcio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae-1536x1013.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae-600x396.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Osvaldo Bagnoli </strong>è morto oggi a 91 anni. Era stato l&#8217;allenatore dell&#8217;Hellas Verona che conquistò lo storico scudetto del 1985. Fu il punto più alto di una carriera all&#8217;insegna di un altro calcio. Un calcio di altri tempi, un calcio ruvido. Un calcio fatto di scarpe bullonate quello frequentato dal Bagnoli giocatore, il giovane della Bovisa che impressionò gli osservatori del Milan che lo portarono in rossonero dall&#8217;Ausonia nel 1955. Era il Milan di Nordhal, Schiaffino e Liedholm. Non fu titolare ma fu un eccellente rincalzo, tanto che nel suo ruolo di ala destra fu un vero protagonista della seconda<strong> Coppa Latina vinta dal Diavolo</strong> contro l&#8217;Atletico Bilbao nel 1957 segnando sia in finale contro i baschi che in semifinale contro i lusitani del Benefica. Milita poi molto in serie b tra Verona, Catanzaro e SPAL (con cui ottiene promozione in massima serie e due salvezze) per poi chiudere in C con Udinese prima e Verbania poi, società nella quale inizia ad allenare come vice a 38 anni. 9 anni dopo, sulla panchina del Rimini, porta i romagnoli a una salvezza che, a detta dell&#8217;allenatore meneghino, fu un vero capolavoro. Ma il meglio, come spesso accade, doveva ancora venire.</p>



<p>Nel 1981 approdò a Verona alla corte di Celestino Guidotti, costruendo una squadra via via sempre più solida. Con gli scaligeri ottenne la promozione in Serie A nel campionato 1981-1982; nella stagione successiva raggiunse il quarto posto in campionato e arrivò alla finale di Coppa Italia contro la Vecchia Signora. E per poco non la vinse. I bianconeri ribaltarono il 2 a 0 subito al Bentegodi con un 3 a 0 ai tempi supplementari. L&#8217;anno seguente sfiorò nuovamente il Trofeo perdendo in finale contro la Roma del Barone Nils Liedholm. Curiosità, sia la Juventus che la Roma erano guidate ai suoi ex compagni di squadra al Milan Trapattoni (che però era nelle giovanili) e Liedholm. <strong>Fu però nella stagione 1984/85 che Bagnoli concretizzò l&#8217;impresa: </strong>vinse infatti lo scudetto con il Verona, il primo e unico della storia dei gialloblù, restando in testa dalla seconda all&#8217;ultima giornata. Lo vinse con una squadra che lui costruì nel corso degli anni con i giocatori rifiutati, se così si può dire, dalle altre compagini più blasonate della massima serie italiana, quali: Fanna, Tricella, Galderisi, Marangon, Garella, cui si aggiunsero i due stranieri Hans Peter Briegel e Preben Elkjaer Larsen. L&#8217;esperienza fu poi in calando, raggiungendo come massimo risultato i quarti di finale della Coppa Uefa 87/88, dove venne eliminato dai tedeschi del Werder Brema.</p>



<p>Gli exploit internazionali di quello che per tutti era diventato il mago della Bovisa, non si fermarono però in quella occasione. Infatti, al termine della stagione 89/90, con il Verona in dissesto finanziario, appena retrocesso e in pieno dissidio con la dirigenza, Bagnoli lasciò la città dei della Scala per accasarsi all&#8217;ombra della Lanterna, sponda rossoblù. Avendo a disposizione un ottimo materiale umano, composto da giocatori come Braglia, Branco, Torrente, Skuhravy e Pato Aguilera, riuscì in due anni a centrare <strong>un clamoroso quarto posto nella stagione 90/91 e una semifinale di Coppa Uefa nel 91/92,</strong> arrendendosi solamente all&#8217;Ajax, che poi vinse in finale il Torino di Mondonico, dopo aver superato nientemeno che il <strong>Liverpool ad Anfield.</strong> Ciò gli valse la chiamata dell&#8217;Inter. Furono stagioni strane quelle con i nerazzurri. Il campionato era dominato dai cugini rossoneri guidati da Fabio Capello e nella prima stagione dovette &#8220;accontentarsi&#8221;, della seconda piazza. Poteva fare affidamento su buonissimi giocatori quali Sosa, Sammer, Berti, Zenga, Manicone, Shalimov e Schillaci… Senza contare il <strong>cobra Darko Pancev</strong>, che però in Italia si trasformò in ramarro tanto fu deludente il suo rendimento. Il secondo anno invece fu più travagliato e venne esonerato malgrado un buon cammino in Coppa Uefa e un sesto posto in campionato. Gli subentrò, per la chiusura del campionato, Giampiero Marini, che si salvò per un solo punto ma che conquistò la Coppa Uefa contro il Salisburgo, la seconda per la compagine nerazzurra, dopo quella del 1991 vinta con Trapattoni in panchina. Gli anni sotto la Madonnina furono iconici anche per le celebri frasi dette dall&#8217;allenatore cresciuto in Bovisa:</p>



<p>&#8220;Ruben Sosa di tattica el capìss nient, ma se continua a fare gol, mi sta benissimo!&#8221; Oppure, esasperato dall&#8217;inconcludenza del ramarro: &#8220;Dite che con Pancev bisogna avere pazienza perché è macedone? Sarà… ma io sono della Bovisa e non sono mica un pirla.&#8221; E a 59 anni decise di ritirarsi dal mondo del calcio. Come ebbe a dire nel 2006 in un&#8217;intervista al Corriere della Sera: &#8220;<strong>Probabilmente ero arrivato al capolinea.</strong> Certe cose non le sopportavo più […] Ad esempio i giovani: pretendevano tanto e davano poco. E se un insegnante non sopporta più i suoi allievi è meglio che smetta.&#8221; Non poteva che essere così, del resto, per il figlio di Aristide, operaio cremonese della Fargas di Novate Milanese, cresciuto nel quartiere operaio della Bovisa e lui stesso lavoratore in fabbrica (faceva il tornitore quando iniziò a giocare con i rossoneri ma lavorava fin dai 14 anni, prima in una fabbrica di cinture per pantaloni e poi come garzone in una di sanitari) fino ai 20 anni, ossia al suo debutto con il Milan. Schivo, concreto, poco retorico, legato ai valori del lavoro, stava diventando un pesce fuor d&#8217;acqua in un calcio sempre meno sport e sempre più business. Verona, Genova e soprattutto la tua Bovisa lo ricorderanno col sorriso</p>
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		<title>Come Nicola Pietrangeli ha inventato il tennis italiano</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/come-nicola-pietrangeli-ha-inventato-il-tennis-italiano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 22:57:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Tennis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201235556381_bb068546e44f6e5450a72b7705b29e4d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201235556381_bb068546e44f6e5450a72b7705b29e4d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201235556381_bb068546e44f6e5450a72b7705b29e4d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201235556381_bb068546e44f6e5450a72b7705b29e4d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201235556381_bb068546e44f6e5450a72b7705b29e4d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201235556381_bb068546e44f6e5450a72b7705b29e4d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201235556381_bb068546e44f6e5450a72b7705b29e4d-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se guardiamo adesso un match di tennis di 70 anni fa ci sembra un altro sport, sembrano quasi dei pallettari. Eppure il Principe della Racchetta (la madre apparteneva alla piccola nobilità russa) faceva proprio quello sport: con racchette lignee pesanti 400g, con corde in budello, un piatto piccolo e scarsa flessibilità. Eppure Nicola Pietrangeli ha &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/come-nicola-pietrangeli-ha-inventato-il-tennis-italiano.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201235556381_bb068546e44f6e5450a72b7705b29e4d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201235556381_bb068546e44f6e5450a72b7705b29e4d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201235556381_bb068546e44f6e5450a72b7705b29e4d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201235556381_bb068546e44f6e5450a72b7705b29e4d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201235556381_bb068546e44f6e5450a72b7705b29e4d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201235556381_bb068546e44f6e5450a72b7705b29e4d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201235556381_bb068546e44f6e5450a72b7705b29e4d-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se guardiamo adesso un match di tennis di 70 anni fa ci sembra un altro sport, sembrano quasi dei pallettari. Eppure il <strong>Principe della Racchetta</strong> (la madre apparteneva alla piccola nobilità russa) faceva proprio quello sport: con racchette lignee pesanti 400g, con corde in budello, un piatto piccolo e scarsa flessibilità.</p>



<p>Eppure Nicola Pietrangeli ha giocato il tennis con una eleganza fuori dal comune, una eleganza che raggiungeva la raffinatezza. Un <strong>fondocampista abile sottorete</strong> con un colpo di polso che in Italia non aveva eguali (forse Beppe Merlo) in Italia e nel mondo del tennis dilettantistico e professionistico (all&#8217;epoca erano due categorie parallele ma egualmente valenti). Si può dire che la storia del tennis italiano inizi con lui, nato nel 1933 a Tunisi da una famiglia italo-russo-francese, che imparò il tennis in un campo di prigionia in coppia col padre durante la seconda guerra mondiale, che apprese l&#8217;italiano dopo il secondo conflitto mondiale e che si dedicò al tennis solo dopo che la <strong>Lazio decise di cederlo alla Viterbese</strong>.</p>



<p> Protagonista assoluto della terra rossa tra la fine degli anni &#8217;50 e l&#8217;inizio degli anni &#8217;60 (all&#8217;epoca c&#8217;erano la terra e l&#8217;erba come superfici), fu il primo italiano a vincere il Roland Garros nel 1959 e l&#8217;unico a vincerlo 2 volte, bissando il successo l&#8217;anno successivo. Con un lauto premio di 150 dollari. Il suo regno sulla Terra Rossa si estese anche ai tornei di Montecarlo e Roma (1957 e 1961) e alla disciplina del doppio, dove insieme all&#8217;amico Orlando Sirola formò una delle coppie più forti e iconiche del tennis italiano. Unico cruccio? La Coppa Davis da giocatore: per lei rinunciò al professionismo (Kramer gli offrì 60000 dollari) ma non la vinse mai, malgrado le due finali del 1960 e 1961. </p>



<p>Il giornalista Lance Tingay, le cui classifiche venivano considerate come ufficiali, lo mise per tre anni al n. 3 nella sua annuale classifica sul Daily Telegraph. Il sogno riuscì a coronarlo nel 1976 da capitano non giocatore, quando condusse la battaglia quasi in solitaria per convincere la politica a consentire la trasferta nel Cile del <a href="https://it.insideover.com/politica/craxi-sfido-pinochet-rendendo-omaggio-ad-allende.html">dittatore Pinochet</a>. Dopo il ritiro dal tennis visse come consulente imprenditoriale e maestro di tennis di<strong><a href="https://it.insideover.com/economia/montecarlo-sogna-di-diventare-la-dubai-del-mediterraneo.html"> Alberto di Monaco,</a></strong> con un tavolo sempre riservato alla Terrasse, il ristorante esclusivo che affaccia sul Campo Centrale. Amava la vita e lo sport era una parte divertente di essa, malgrado i 67 titoli in carriera. </p>



<p>Gli unici a lui superiori furono gli australiani ma con <strong>Rod Laver, Roy Emerson, Ken Rosewall e Len Hoad </strong>c&#8217;era poco da fare, anche per lui e Sirola. Avrebbe potuto essere forse superiore a tutti loro per talento, come disse Rosewall, ma come rispose lui &#8220;si sarebbe divertito molto meno&#8221;. E forse minore sarebbe stata anche la gioia data dalla sua raffinata, geniale (che passanti rischiosi di rovescio!) , sregolatezza. Oggi se ne è andato l&#8217;unico italiano nella Hall of Fame. L&#8217;uomo che si può legittimamente dire abbia regalato il tennis all&#8217;Italia.</p>
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		<title>Addio a Forattini, il colto maestro di satira che ha raccontato l&#8217;Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2025 21:42:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Satira]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251104224012819_1f86fe220c9dc29cca541803124387e5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251104224012819_1f86fe220c9dc29cca541803124387e5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251104224012819_1f86fe220c9dc29cca541803124387e5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251104224012819_1f86fe220c9dc29cca541803124387e5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251104224012819_1f86fe220c9dc29cca541803124387e5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251104224012819_1f86fe220c9dc29cca541803124387e5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251104224012819_1f86fe220c9dc29cca541803124387e5-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Satira, ironia, sberleffo. Cose che scopersi nel 2001 allorquando mi venne regalato per Natale il libro Glob, con una Iconica copertina che parodizzava il celebre film &#8220;Il Grande dittatore&#8221;. L&#8217;autore era Giorgio Forattini, oggi scomparso all&#8217;età di 94 anni. Con il disegnatore romano se ne va un pezzo di storia del giornalismo e della satira &#8230; <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/addio-a-forattini-il-colto-maestro-di-satira-che-ha-raccontato-litalia.html">[...]</a></p>
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<p>Satira, ironia, sberleffo. Cose che scopersi nel 2001 allorquando mi venne regalato per Natale il libro Glob, con una Iconica copertina che parodizzava il celebre film &#8220;Il Grande dittatore&#8221;. L&#8217;autore era <strong>Giorgio Forattini</strong>, oggi scomparso all&#8217;età di 94 anni.</p>



<p>Con il disegnatore romano se ne va un pezzo di storia del giornalismo e della satira politica italiana: la sua produzione vignettistica era iniziata nel 1973 con &#8220;Paese Sera&#8221;, procedendo poi con la Repubblica, la Stampa, il Giorno, il Giornale, l&#8217;Espresso e Panorama. È stato proprio con Giorgio Forattini che la vignetta ha acquisto in Italia un valore tale da accomunarla agli articoli di prima pagina. Del resto le vignette di Forattini, immediatamente riconoscibili per il suo stile dettagliato e al tempo stesso caricaturale, erano quasi un vero e proprio commento agli eventi, spesso a sfondo morale, mettendo in luce tutte le contraddizioni delle vicende politiche italiane e dei loro protagonisti: 5 marzo 1977 Moro dichiarò che l&#8217;onorevole Tanassi era un galantuomo, e Forattini lo rappresentò con in bocca lo Scudo Crociato mentre spezzava le manette con il gesto dell&#8217;ombrello.</p>



<p>Forattini ha interpretato la satira come strumento di critica democratica, capace di stimolare la riflessione collettiva e coinvolgere anche le giovani generazioni sul senso civico e la libertà di pensiero.</p>



<p>Amava definirsi un liberale, nel senso di un uomo libero la cui satira, la libertà della quale dovrebbe essere massimamente tutelata in un ordinamento Democratico, colpiva tutto l&#8217;arco costituzionale: come non ricordarsi del tappo a forma di Fanfani che salta da una bottiglia di champagne dopo il referendum sul divorzio del 1974; oppure di Spadolini ritratto sempre nudo o di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/italia-sovrana-di-bettino-craxi.html">Bettino Craxi</a> nelle fattezze del Duce per via del suo piglio autoritario. Per non parlare dei politici della seconda Repubblica: il Veltroni bruco, il Dini rospo, il Prodi prete, il Bossi Pluto, lo Scalfaro ayatollah, il Fassino scheletro, il Giuliano Amato topolino, il Berlusconi sempre basso.</p>



<p>E se è vero che dal 1994 in poi fu particolarmente pungente con i post comunisti è altrettanto vero che nemmeno il centrodestra era esente dalla sua satira:<strong> nel 2015 un Berlusconi tiene per mano un Renzi con le sembianze di Pinocchio</strong> sventolando assieme a lui un cartellone dove, sul simbolo della Democrazia Cristiana era messo in croce Andreotti e sotto stava scritto: la Nuova D.C.</p>



<p>Forse il pregio di Forattini era stato anche quello di disegnare vignette che fossero comprensibili per tutto il pubblico, da quello più colto a quello meno istruito e questo probabilmente è stato dovuto anche alla sua formazione, dal liceo classico alla facoltà di architettura, dal lavoro come rappresentate di elettrodomestici a quello di operaio per una azienda petrolifera. Vignette colte ma che potevano essere colte da chiunque, come quella che ritraeva un Goria nelle vesti di un lupo smunto e magro che si abbeverava ad un ruscello, alla cui fonte c&#8217;era un Gianni Agnelli, raffigurato come un agnello, che beveva tutta l&#8217;acqua e la frase &#8220;Superior stabat Agnus&#8221;. La supremazia del gruppo Fiat sullo stato con una citazione di Esopo.</p>



<p>La politica nelle sue vignette era nuda, come il re, per permettere al fanciullo che è in noi di canzonarla, liberamente.</p>
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		<title>Hulk Hogan ci ha lasciati, ma l&#8217;Hulkamania vivrà per sempre</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/hulk-hogan-ci-ha-lasciati-ma-lhulkamania-vivra-per-sempre.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2025 19:14:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[wrestling]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025072421123317_87417184181e19857c369342ff365c42.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025072421123317_87417184181e19857c369342ff365c42.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025072421123317_87417184181e19857c369342ff365c42-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025072421123317_87417184181e19857c369342ff365c42-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025072421123317_87417184181e19857c369342ff365c42-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025072421123317_87417184181e19857c369342ff365c42-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025072421123317_87417184181e19857c369342ff365c42-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ci sono quelle scene che rimangono impresse anche se non sono epocali, quei fotogrammi nella memoria che più facilmente si sedimentano quando siamo bambini. Uno di quei momenti, personalmente, è legato a Terrence Gene Bollea, che tutti conosciamo come Hulk Hogan, che ci ha lasciato oggi dopo un periodo di malattia. Era il 2002, gli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/hulk-hogan-ci-ha-lasciati-ma-lhulkamania-vivra-per-sempre.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/hulk-hogan-ci-ha-lasciati-ma-lhulkamania-vivra-per-sempre.html">Hulk Hogan ci ha lasciati, ma l&#8217;Hulkamania vivrà per sempre</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025072421123317_87417184181e19857c369342ff365c42.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025072421123317_87417184181e19857c369342ff365c42.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025072421123317_87417184181e19857c369342ff365c42-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025072421123317_87417184181e19857c369342ff365c42-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025072421123317_87417184181e19857c369342ff365c42-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025072421123317_87417184181e19857c369342ff365c42-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025072421123317_87417184181e19857c369342ff365c42-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ci sono quelle scene che rimangono impresse anche se non sono epocali, quei fotogrammi nella memoria che più facilmente si sedimentano quando siamo bambini. Uno di quei momenti, personalmente, è legato a Terrence Gene Bollea, che tutti conosciamo come Hulk Hogan, che ci ha lasciato oggi dopo un periodo di malattia. Era il 2002, gli inizi del decennio d&#8217;oro della WWE in Italia. Era il Judgment Day, uno di quei Pay-per-view che da ragazzi, quando ancora l&#8217;innocenza ci faceva credere che fosse tutto vero, si guardava stando svegli la notte. Chi scrive ricorda nitidamente di un 49enne Hogan, capello e baffo biondo, barbetta nera, claudicante perché reduce da diverse operazioni alle ginocchia, somministrare un mirabolante superplex ad un&#8217;altra leggenda del wrestling, The Undertaker che poi vinse il match.</p>



<p>Di momenti iconici se ne ricordano tanti lungo una carriera di 40 anni, celebrata dalla WWE nel 2024 per festeggiare le 4 decadi dell&#8217;<strong>Hulkmania</strong>: la doppietta della Royal Rumble (1991 e 1992) e lo schianto di André the Giant in Wrestlemania 3 del 1987 (per dirne due).</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="FULL MATCH - Hulk Hogan vs. Andre the Giant - WWE Championship Match: WrestleMania III" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/rz8q5ZjboXY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_rz8q5ZjboXY");</script>
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<p>Un personaggio, Hogan, che ha attraversato praticamente la storia del Wrestling statunitense costellato di federazioni: dalla WWF, alla AWA, passando da WCW e TNA e approdando infine nella WWE di Vince McMahon (che già conosceva dai tempi della prima WWF). La fama di <strong>Hulk Hollywood Hogan (Hollywood lo aggiunse quando da face, &#8220;buono&#8221; per il pubblico, divenne heel, &#8220;cattivo&#8221;, in WCW,</strong> fondando il New World Order) nel mondo era tale che sostanzialmente faceva merchandise da solo: tutti conoscevano la piazzetta, il baffo e il capello biondo platino, i pantaloni gialli e rossi e quel gesto, di lacerarsi la canottiera, per esibire i suoi muscoli, che abbiamo visto una ultima volta nella Convention Nazionale Repubblicana a sostengo di Donald Trump.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="‘TRUMPAMANIA’: Hulk Hogan sends RNC crowd wild with fiery speech" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/gBjl2ZKZyC8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_gBjl2ZKZyC8");</script>
</div></figure>



<p>La carriera di Bollea, che ha incarnato l’archetipo dell’eroe americano muscoloso e invincibile, il cui nonno era di Cigliano, in provincia di Vercelli, non è stata solo Leg Drop (la sua mossa finale che avviene colpendo l&#8217;avversario, già al tappeto, con le proprie gambe all&#8217;altezza del petto, del collo o della testa) e &#8220;whatcha gonna do, brother, when the Hulkamania runs wild on you&#8221;, ma è stata anche la vita di un uomo che ha attraversato la depressione per<strong> la morte del padre Pietro</strong>; le venti e più operazioni a gambe, schiena e collo (l&#8217;ultima delle quali ha dato origine a complicazioni che lo hanno portato alla morte); lo scandalo steroidi insieme a McMahon; qualche accusa di razzismo nel 2015 e le profonde amicizie come quelle nate con &#8220;The Nature Boy&#8221; Ric Flair, The Big Show (da lui scoperto), il già menzionato André the Giant e Kamala, che lo difese da quelle accuse (per citarne alcuni).</p>



<p>Oltre al ring, Hogan è ricordato per aver recitato, nelle vesti di Thunderlips, in Rocky III e in altre pellicole quali Mr. Nanny e Suburban Commando.</p>



<p>Un atleta e un personaggio di spettacolo a tutto tondo. E questa sua capacità recitativa ha permesso la <a href="https://it.insideover.com/politica/fast-food-wrestling-football-country-rock-trump-cerca-il-voto-dellamericano-medio.html">trasformazione del wrestling </a>professionistico in uno sport di intrattenimento per famiglie, allargando un pubblico prima piuttosto ristretto. La sua teatralità, con le sue mosse e le sue gimmik, le identità dei combattenti sul ring, ha cambiato per sempre anche la figura del lottatore dando il via alla fantasia creativa che presentava il wrestler come connotato da particolari caratteristiche che lo rendevano immediatamente identificabile.</p>



<p>Se il wrestling è uscito dai confini statunitensi lo si deve a questo nipote delle risaie, spentosi nella sua casa in Florida per arresto cardiaco, dopo che pareva potesse rimettersi, seppur lentamente.&nbsp;</p>



<p><strong>Più che le parole di Trump</strong>, riportiamo quelle del Nature Boy : &#8220;Sono assolutamente scioccato nel sentire della scomparsa del mio caro amico Hulk Hogan! Hulk è stato al mio fianco da quando abbiamo iniziato nel business del wrestling. Un incredibile atleta, talento, amico e padre! La nostra Amicizia ha significato tutto per me. Lui c&#8217;è sempre stato per me anche quando non gli ho chiesto di esserci. È stato uno dei primi a venirmi a trovare quando ero in ospedale con un 2% di possibilità di vivere, e ha pregato accanto al mio letto. Hulk mi ha anche prestato dei soldi quando Reid era malato. Hulkster, nessuno potrà mai paragonarsi a te!&#8221;. Flair ha pienamente ragione. &#8220;Riposa in pace amico mio!&#8221;, ha concluso l&#8217;ex campione. Hulk Hogan non c&#8217;è più. Hulkamania durerà a lungo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/hulk-hogan-ci-ha-lasciati-ma-lhulkamania-vivra-per-sempre.html">Hulk Hogan ci ha lasciati, ma l&#8217;Hulkamania vivrà per sempre</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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