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Politica

I cubani e Fidel

Quando perfino gli acchiappa-turisti di L'Avana Vecchia, sempre intenti a cercare qualche preda nel quartiere vicino al mare della capitale di Cuba, si rifiutano di parlare di Fidel Castro nonostante un'offerta di dieci pesos, si capisce come la politica sia ancora un tabù per i cubani. La morte del Lider Maximo il 25 novembre scorso ha scosso l'isola, ma pochi giorni a L'Avana bastano per capire come la situazione generale della nazione caraibica sia in realtà molto più problematica del cordoglio per il decesso dell'ex presidente.Insieme all'amico Che Guevara, Fidel Castro fu in grado di ribaltare la dittatura a Cuba di Fulgencio Bautista nel 1959 usando solo poche decine di uomini e partendo dalla sua Santiago, dove ora è stato sepolto alla fine di un corteo funebre che ha attraversato tutta l'isola. A lui e ai suoi compagni non andava bene che Bautista avesse stretto accordi economici con gli Stati Uniti e inoltre il dittatore aveva già fatto uccidere vari avversari politici creando un clima di terrore fra i cittadini. Reportage di Andrea Indiano

Società

L’informazione a Cuba

L'informazione a Cuba passa infatti attraverso tre canali tv e due giornali. Il quotidiano Granma è l'unico dell'isola insieme a Juventud Rebelde, dedicato ai lettori più giovani. Fino a poco prima della sua morte, Fidel Castro teneva una rubrica su Granma, molto letta e citata. Il capo della redazione internazionale di Granma, Sergio Gomez Gallo, è convinto che la morte di Fidel cambierà ben poco nell'economia e nella politica di Cuba, anche perchè il Lider non aveva ruoli ufficiali nel governo già dal 2006. Suo fratello Raul è giudicato più disponibile all'apertura e meno intransigente, anche se ora molti lettori temono che possa prendere decisioni sbagliate senza i consigli del fratello maggiore. La redattrice di Juventud Rebelde Ysell Rodriguez Milan è invece preoccupata per l'elezione di Donald Trump, un sentimento comune fra i cubani. Entrambi i giornalisti parlano fieramente delle proprie pubblicazioni e non sembrano preoccupati che l'assenza di altri quotidiani non filo-governativi possa essere un problema per i cittadini, dato che secondo loro i lettori hanno già tutte le informazioni necessarie all'interno dei due quotidiani nazionali. Internet però comincia a essere sempre più diffuso e non è un caso che di pari passo aumentino anche i tentativi di lasciare l'isola: chi riesce a scoprire come si vive in Occidente, con libertà di pensiero e senza carestie, è disposto a mettere a rischio la propria vita in una barca traballante nell'oceano pur di tentare la fortuna altrove. Reportage di Andrea Indiano

Religioni

I cristiani di Cuba

Unica voce fuori dal coro che si riesce a trovate in tutta L'Avana, è quella dei cristiani. Costretti a nascondersi nei decenni passati dalle persecuzioni messe in atto dal regime socialista, di recente i cristiani hanno ottenuto la possibilità di pregare senza più nascondersi, anche se non tutto può essere fatto alla luce del sole per le decisioni passate di Fidel Castro. Nonostante fosse nato in una famiglia di cattolici ed avesse studiato dai Gesuiti, l'ex presidente si schierò da subito contro la Chiesa dopo la sua salita al potere. La presenza di un'altra dottrina, qualsiasi essa fosse, oltre a quella del socialismo non era accettata dal Lider Maximo. Reportage di Andrea Indiano

Società

Essere gay a Cuba

Come ogni cliché che si rispetti, in una nazione caraibica come Cuba non possono mancare locali e feste in strada. La musica è onnipresente nelle strade di L'Avana, ma di notte le poche discoteche presenti sono affollate dai turisti, mentre i cubani cercano qualcuno che gli paghi l'entrata. Il turismo sessuale continua a essere una pratica diffusa, sfruttata purtroppo dagli stessi abitanti dato che non è difficile trovare nelle vie di L'Avana Vecchia un cubano pronto a vendere una ragazza per un giorno intero a pochi pesos. Ai visitatori dell'isola non interessati a questo tipo di offerta, non si può dire che Cuba offra molto. Video di Andrea Indiano

Politica

La Casa Bianca ostaggio dei mormoni?

I recenti scandali nati dopo le sue frasi sulle donne e qualche risposta non troppo convincente data durante i dibattiti ufficiali hanno colpito in maniera netta la campagna di Trump. C'è però un altro fattore che potrebbe abbassare ancora di più le chance del candidato repubblicano: nello stato dello Utah i votanti di religione mormone, che rappresentano la maggioranza della popolazione e per tradizione votano a destra, sono indecisi e stanno pensando di non sostenerlo.

Politica

Trump conquista donne e latinos

È passata più di una settimana dalla vittoria di Donald Trump alle presidenziali statunitensi, ma è ancora grande la sorpresa per chi non si aspettava questo risultato. Dopo il voto del referendum su Brexit, si è trattato di un altro esito politico shoccante per la maggior parte della popolazione occidentale. Gli stessi votanti di Trump non speravano nella sua elezione, ma col senno di poi e a mente fredda si possono fare alcune analisi sul perché di questo trionfo a sorpresa.

Politica

Calexit

La California come la Padania? Sembrerebbe di sì, a giudicare dal crescente sostegno dei cittadini dello stato di San Francisco per un'eventuale secessione dagli USA. L'elezione di Trump è stata accolta con stupore ovunque, ma l'apice dello shock si è raggiunto sicuramente a Los Angeles e dintorni. Da qualche decennio a questa parte, la California rappresenta la versione più liberale e socialmente all'avanguardia degli Stati Uniti, tanto che il suo soprannome “West Coast” viene spesso adattato in “Left Coast”, ovvero costa della sinistra, intesa come idea politica. 

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