Andrea Ferro è un fotografo italiano indipendente nato a Padova, nel 1987. Laureato in Architettura con due Master, lavora principalmente tra Europa, West Africa e Medio Oriente occupandosi di reportage sociale e fotografia di architettura. Grazie al suo percorso accademico e alla successiva esperienza come fotografo, nel corso degli anni ha sviluppato un linguaggio visivo molto personale. Ha sempre prestato particolare attenzione a temi contemporanei sia sociali che urbani, cercando di combinarli nei diversi progetti fotografici sviluppati. È spesso impegnato in tematiche che gli permettano di approfondire la connessione tra esistenza umana e spazio costruito, mostrando allo stesso tempo aspetti di transitorietà e rivelando le diverse forme in cui individui, comunità e società interagiscono con lo spazio fisico in cui vivono. Oltre ai suoi progetti personali a lungo termine, collabora come freelance con importanti agenzie fotografiche e le sue immagini sono pubblicate su testate nazionali e internazionali. Anche se gli studi in architettura ne hanno certamente influenzato il modo di comporre, preferisce sempre immergersi nel dinamismo degli eventi, al fine di cogliere momenti significativi che altrimenti andrebbero persi. Nel 2019 è stato pubblicato il suo primo libro fotografico (Crowdbooks) tratto dal reportage No promised land, che mostra per la prima volta le condizioni di vita nelle strutture di accoglienza per migranti, rifugiati e richiedenti asilo in Italia. Nel 2021 il suo progetto dal titolo Zaïm è stato premiato con il secondo posto ai Sony World Photography Awards nella categoria landscape.
La piroga scivola placidamente in acqua. Prima che si allontani troppo dalla riva Cheikh con un salto è a bordo, avvia il motore, e in breve tempo siamo fuori dalla piccola baia che racchiude la spiaggia di Ouakam, a Dakar....
Nel 2022 lo Sri Lanka ha passato una turbolenta stagione di proteste dovute alla profonda corruzione della classe politica, che ha trascinato il Paese in una grave crisi economica esacerbata dalle conseguenze della pandemia di Covid-19. Questa situazione ancora oggi...
“Aragalaya, Aragalaya, Aragalaya!”, in singalese significa “lotta”. È il grido del popolo dello Sri Lanka che da mesi risuona per le strade del Paese. Lo scorso marzo, in tutto lo Stato in migliaia hanno dato vita a proteste spontanee contro...
Mbebeuss, una delle discariche a cielo aperto più grandi al mondo con un’estensione di 175 ettari, raccoglie i rifiuti della capitale del Senegal, Dakar. Dagli oli esausti, a rifiuti organici, metallici o addirittura sanitari, viene tutto mescolato e portato alla...
La penisola di Dakar, in Senegal, può certamente contare su due primati, uno dei quali assai poco rassicurante. Qui infatti si trovano sia il punto più occidentale dell’Africa continentale, sia una delle sue maggiori discariche. Mbeubeuss è infatti per estensione...