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	<title>Amr Emam Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 08 Sep 2019 08:45:53 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Amr Emam Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il fallimento dei Fratelli musulmani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/fallimento-fratelli-musulmani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Sep 2019 08:45:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli musulmani]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Supporter-del-presidente-egiziano-Mohamed-Morsi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Supporter del presidente egiziano Mohamed Morsi (LaPresse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Supporter-del-presidente-egiziano-Mohamed-Morsi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Supporter-del-presidente-egiziano-Mohamed-Morsi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Supporter-del-presidente-egiziano-Mohamed-Morsi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Supporter-del-presidente-egiziano-Mohamed-Morsi-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 24 giugno 2012 è stato un giorno pieno di speranza per i Fratelli musulmani, fino a quel momento la più potente organizzazione islamica in Egitto e nel mondo arabo. Quel giorno, infatti, un membro anziano dell&#8217;organizzazione vinse le elezioni presidenziali in Egitto, le prime a essere tenute nel Paese dopo la rivolta popolare che, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/fallimento-fratelli-musulmani.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Supporter-del-presidente-egiziano-Mohamed-Morsi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Supporter del presidente egiziano Mohamed Morsi (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Supporter-del-presidente-egiziano-Mohamed-Morsi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Supporter-del-presidente-egiziano-Mohamed-Morsi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Supporter-del-presidente-egiziano-Mohamed-Morsi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Supporter-del-presidente-egiziano-Mohamed-Morsi-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il 24 giugno 2012 è stato un giorno pieno di speranza per i Fratelli musulmani, fino a quel momento la più potente organizzazione islamica in Egitto e nel mondo arabo. Quel giorno, infatti, un membro anziano dell&#8217;organizzazione vinse le elezioni presidenziali in Egitto, le prime a essere tenute nel Paese dopo la rivolta popolare che, nel 2011, aveva posto fine al regime autocratico di Hosni Mubarak.</p>
<p>La vittoria elettorale di <strong>Mohamed Morsi</strong>, che prima delle elezioni presidenziali era poco conosciuto alla maggioranza del popolo egiziano, diede speranza ad altre ramificazioni del movimento islamico in tutta la regione araba. La Confraternita, nata in Egitto nel 1928 come ente di beneficenza per l&#8217;istruzione, non avrebbe potuto essere più ottimista. Un ottimismo incoraggiato dalle insurrezioni che avevano scosso il mondo arabo tra la fine del 2010 e l&#8217;inizio del 2011, note come Primavera Araba.</p>
<p>Anche in Tunisia, il movimento Ennahda, affiliato della Fratellanza musulmana, aveva fatto progressi politici. Circa un anno prima che Morsi salisse al potere in Egitto, nell&#8217;ottobre del 2011, il movimento aveva conquistato 90 dei 217 seggi dell&#8217;assemblea costituente che avrebbe successivamente elaborato la prima costituzione post-rivoluzionaria della Tunisia.</p>
<p>I Fratelli musulmani fecero sorprendenti conquiste politiche anche in altri Stati arabi, come la <strong>Libia</strong>, lo <strong>Yemen</strong> e la <strong>Giordania</strong>. In Marocco, gli islamici vinsero le elezioni parlamentari del 2011 e formarono il governo. Nel 2016 conquistarono la maggioranza dei seggi e formarono nuovamente il governo. Ma la Fratellanza islamica si rivelò un totale fallimento in Egitto. Anziché affrontare i problemi economici del Paese, essa aumentò l&#8217;accentramento politico e sociale. Morsi si spostava da un problema all&#8217;altro opponendosi ai media, alla magistratura, alla società civile, alla polizia e infine all&#8217;esercito. Per questo motivo, nel giugno 2013, appena un anno dopo le elezioni presidenziali, quando milioni di persone scesero in piazza per protestare contro gli insuccessi del presidente islamico, quasi tutte le istituzioni statali furono pronte a offrire il loro sostegno, compreso l&#8217;esercito, che rappresentò la forza decisiva. Questo evento fu fatale alla Fratellanza, non solo in Egitto, ma in tutta la regione araba.</p>
<p>Il fiasco del regime della Fratellanza musulmana in Egitto fece crollare come un castello di carte anche il sogno, nato 84 anni prima, di questa organizzazione. Il balbettare e l&#8217;agitazione incredula dei membri della Fratellanza, che inscenarono proteste e sit in, finirono per sfociare nella violenza. Attaccarono stazioni di polizia, ministeri e chiese. Le milizie della Fratellanza uccisero dozzine di poliziotti e piantarono centinaia di bombe in tutto l&#8217;Egitto, provocando una pesante repressione da parte dello stato che imprigionò centinaia di membri e capi della Confraternita, mentre altre centinaia fuggivano dal paese. Oggi, la maggior parte dei leader della Fratellanza è sotto processo, con una lunga serie di accuse, tra cui omicidio premeditato, incitamento al crimine, tradimento e spionaggio.</p>
<p>Dopo aver incoraggiato gli affiliati degli altri Stati arabi con la propria ascesa politica in Egitto, la Fratellanza Musulmana finì per frustrarli con il suo successivo crollo politico e la perdita del potere, innescando una reazione a catena in tutti territori arabi. Il movimento islamico, che aveva appena iniziato a realizzare il sogno di controllare il mondo arabo e guidare i musulmani, prese la via della disintegrazione e della distruzione politica.</p>
<p>In Egitto, la Fratellanza si trasformò in un&#8217;organizzazione reietta, i cui membri dovettero nascondersi o fuggire. In Tunisia, anche l&#8217;Ennahda, che si apprestava a controllare l&#8217;intera scena politica, iniziò a subire perdite politiche. Nelle elezioni parlamentari dell&#8217;ottobre 2014, il movimento non prese la maggioranza dei seggi, arrivando seconda dopo il movimento Nidaa Tounes del presidente in carica, <strong>Beji Caid Essebsi</strong>. E questo presagì i risultati delle elezioni presidenziali che si svolsero un mese più tardi, quando Essebsi batté Moncef Marzouki, presidente ad interim tunisino e favorito di Ennahda.</p>
<p>In Giordania, in Libia, nello Yemen, in Siria e nel Golfo, la situazione politica della Fratellanza non era migliore. Nel 2016, la fazione palestinese, Hamas, che per anni era stata un&#8217;orgogliosa propaggine ideologica dei Fratelli musulmani, annunciò il proprio disimpegno dall&#8217;organizzazione. Prima e dopo questa mossa, il mondo arabo era diventato territorio ostile per la Fratellanza e numerosi governi arabi l&#8217;avevano dichiarata “movimento terrorista&#8221;. L&#8217;Egitto lo fece nel dicembre 2013, l&#8217;Arabia Saudita, nel marzo 2014 e gli Emirati Arabi Uniti, nel novembre dello stesso anno.</p>
<p>Probabilmente, l&#8217;incapacità della Fratellanza Musulmana di trasformare la propria retorica sulle riforme in un reale piano pratico per migliorare le condizioni di vita dei popoli della regione è stata il suo più grave errore. In Egitto, nei decenni precedenti, la Confraternita aveva conquistato il cuore della gente offrendo molti servizi sociali, come la distribuzione di cibo e medicine gratuiti ai poveri. Gestiva scuole, istituzioni mediche, supermercati, enti di beneficenza e sindacati professionali. Tutti questi servizi offerti al pubblico avevano accresciuto negli anni la popolarità del movimento. Ecco perché milioni di cittadini furono pronti a votare per il candidato della Fratellanza alle elezioni parlamentari del 2012. E allo stesso modo furono pronti a votare per Morsi, che correva contro un candidato dell&#8217;era Mubarak.</p>
<p>Tuttavia, quando la Confraternita ottenne il controllo della presidenza, del parlamento e del governo, dimostrò che la sua decennale retorica sulle riforme e sulla soluzione dei problemi del popolo era falsa e vuota. Morsi e il suo governo non furono in grado di risolvere i problemi quotidiani della gente. Fallirono nel riportare la legge e l&#8217;ordine, nel ripulire le strade, nell&#8217;affrontare la grave carenza di elettricità in Egitto. Non riuscirono a rendere disponibile il carburante nelle stazioni di servizio. La Fratellanza commise anche l&#8217;errore di cercare di imporre la propria ideologia della religione islamica alle società arabe. Nel far questo, trascurò il bisogno di libertà e diversità di popoli che avevano sofferto sotto regimi autoritari per decenni. La Fratellanza voleva solo sostituire le dittature politiche, di cui i popoli arabi si erano liberati attraverso la Primavera Araba, con il loro stesso dispotismo religioso. Il che servì da catalizzatore al massiccio rifiuto popolare.</p>
<p>Il futuro della Fratellanza musulmana, in particolare, e dell&#8217;Islam politico in generale è del tutto incerto, specialmente dopo che le forze islamiche si sono rese responsabili della distruzione degli Stati regionali dopo la Primavera Araba. Ma se dovesse realizzarsi una rinascita della Fratellanza negli anni o decenni a venire, questa dipenderà dalla capacità del movimento di correggere i propri sbagli e di reinventarsi in un mondo arabo che cambia.</p>
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		<title>La rivalutazione della lira fa sperare gli egiziani</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-rivalutazione-della-lira-fa-sperare-agli-egiziani-il-ribasso-dei-prezzi-delle-importazioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 May 2019 05:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[lira egiziana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5862218-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5862218-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5862218-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5862218-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5862218-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>(Il Cairo) Gli economisti ritengono che l&#8217;apprezzamento della lira egiziana sul dollaro statunitense sia merito di un complesso di fattori, tutti legati alla ripresa dell&#8217;economia nazionale. Secondo alcuni esperti economici, la rivalutazione della lira egiziana &#8211; che negli ultimi due mesi ha riguadagnato circa il 6% risalendo dalle 17,80 lire per un dollaro di metà gennaio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-rivalutazione-della-lira-fa-sperare-agli-egiziani-il-ribasso-dei-prezzi-delle-importazioni.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5862218-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5862218-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5862218-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5862218-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5862218-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>(Il Cairo)</strong> Gli economisti ritengono che l&#8217;apprezzamento della <strong>lira egiziana</strong> sul <strong>dollaro statunitense</strong> sia merito di un complesso di fattori, tutti legati alla ripresa dell&#8217;economia nazionale. Secondo alcuni esperti economici, la rivalutazione della lira egiziana &#8211; che negli ultimi due mesi ha riguadagnato circa il 6% risalendo dalle 17,80 lire per un dollaro di metà gennaio alle odierne 17,30 lire &#8211; rifletterebbe l&#8217;inizio di una<strong> parabola discendente</strong> del tasso di cambio della moneta statunitense nei prossimi mesi.</p>
<p>&#8220;Quest&#8217;andamento è la conseguenza dei successi economici del Paese&#8221;, sostiene l&#8217;autorevole esperto del settore bancario Ashraf al-Qadi. &#8220;I responsabili della politica monetaria sono riusciti a tenere a disposizione del sistema bancario la quantità di dollari necessaria, sostenendo un tasso di cambio adeguato a quello vigente nei mercati valutari internazionali&#8221;.</p>
<p>Il valore della lira egiziana rispetto al dollaro si era quasi dimezzato dopo la <strong>liberalizzazione valutaria</strong>, decisa dal governo a novembre 2016 nel quadro delle riforme economiche varate dal Cairo per ripristinare la fiducia degli investitori, eliminare il mercato nero delle valute e usufruire del prestito di 12 miliardi di dollari concesso dal<strong> Fondo monetario internazionale</strong>. La svalutazione della lira ha colpito molto duramente l&#8217;esistenza di decine di milioni di egiziani, i cui redditi sono stati rapidamente falcidiati dalla repentina impennata dei costi delle materie prime, che ha fatto quasi triplicare i prezzi al consumo. Per una parte delle popolazione è stato difficile mettere insieme il pranzo e la cena, ma il governo è riuscito ad attenuare l&#8217;impatto dei rincari sulle fasce più deboli attuando una serie di provvedimenti, tra cui l&#8217;aumento degli stanziamenti per calmierare i prezzi degli alimentari e vari interventi di sostegno dei redditi dei più poveri.</p>
<p>Come mostrano gli indicatori economici, il piano di riforme ha avuto successo: nel 2018 l&#8217;economia si è espansa al ritmo del 5% e nel 2019 il governo spera di superare il 6%. Le esportazioni egiziane, pari a 16 miliardi di dollari prima dell&#8217;avvio del piano di riforme economiche, valgono oggi oltre 22 miliardi, mentre diminuiscono le importazioni, aumentano le ingenti rimesse degli emigrati e la ripresa del turismo fa affluire nel Paese quantità consistenti di valute pregiate. Secondo gli economisti il rafforzamento della lira egiziana sul dollaro, in cui è denominata gran parte delle importazioni nazionali, è merito di questo complesso di fattori. &#8220;Tutte queste circostanze hanno concorso alla ripresa della lira sulle principali valute estere&#8221;, spiega l&#8217;analista finanziario Mohamed al-Najjar.</p>
<p>Un&#8217;ulteriore espansione economica è prevista nei prossimi mesi, quando nell&#8217;imminenza del completamento del piano di riforme, a giugno o luglio l&#8217;Egitto incasserà gli ultimi due miliardi di dollari dei 12 miliardi del prestito concesso dal Fondo monetario internazionale. Con il versamento di quest&#8217;ultima rata si chiuderà ufficialmente il programma di riforme, tra cui figuravano sostanziali riduzioni dei sussidi e l&#8217;introduzione di un&#8217;imposta sul valore aggiunto.</p>
<p>Gli economisti ritengono che l&#8217;espansione economica permetterà al governo di potenziare i programmi di sostegno alle fasce popolari più povere, di aumentare la spesa per la sanità e l&#8217;istruzione e di finanziare nuovi progetti di sviluppo. Questo complesso di fattori influirà anche sul rapporto di cambio tra la lira egiziana e le principali valute estere.</p>
<p>Tutti i cittadini seguono con grande attenzione il rafforzamento della lira nei confronti del dollaro, che nelle loro speranze farà diminuire i prezzi delle materie prime. Secondo Ahmed Shiha, Direttore dell&#8217;Ufficio importazioni della Camera ci commercio del Cairo, la flessione del dollaro ridurrà i costi delle materie prime, ma prima che i prezzi al consumo si adeguino a questo ribasso potrebbe dover passare ancora qualche mese.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il parlamento della Giordania contro il gas di Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-parlamento-della-giordania-contro-il-gas-di-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2019 09:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="980" height="645" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/gasdotto-in-Slovacchia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/gasdotto-in-Slovacchia.jpg 980w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/gasdotto-in-Slovacchia-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/gasdotto-in-Slovacchia-768x505.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px" /></p>
<p>(Il Cairo)Da quando il parlamento giordano ha chiesto la revoca di un accordo del 2016 per l&#8217;importazione di gas naturale da Israele, ci si domanda con crescente insistenza se sarà l&#8217;Egitto a fornire alla Giordania il gas di cui questa ha bisogno. Il 26 marzo scorso, la maggioranza dei membri del parlamento giordano ha guidato una &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-parlamento-della-giordania-contro-il-gas-di-israele.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="980" height="645" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/gasdotto-in-Slovacchia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/gasdotto-in-Slovacchia.jpg 980w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/gasdotto-in-Slovacchia-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/gasdotto-in-Slovacchia-768x505.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px" /></p><p><strong>(Il Cairo)</strong>Da quando il parlamento giordano ha chiesto la revoca di un accordo del 2016 per l&#8217;importazione di gas naturale da <strong>Israele</strong>, ci si domanda con crescente insistenza se sarà l&#8217;Egitto a fornire alla Giordania il gas di cui questa ha bisogno. Il 26 marzo scorso, la maggioranza dei membri del parlamento giordano ha guidato una mozione per costringere la compagnia elettrica nazionale ad annullare l&#8217;accordo che dovrebbe entrare in vigore all&#8217;inizio dell&#8217;anno prossimo.</p>
<p>La mozione ha messo in imbarazzo re <strong>Abdullah II di Giordania</strong>, il cui governo ritiene che l&#8217;importazione di gas da fonti più vicine rappresenterebbe un gran risparmio economico. Ma i legislatori giordani affermano che i principi sono di gran lunga più importanti del denaro. &#8220;Il nostro governo ha deciso di acquistare gas da un paese che occupa le terre di altri popoli&#8221;, ha dichiarato il parlamentare giordano<strong> Tareq Khouri</strong>. &#8220;Pagheremmo miliardi di dollari a un paese che ruba le risorse naturali di un altro popolo, cioè il popolo palestinese&#8221;. La mozione è stata annunciata poche ore dopo la visita di Abdullah II alla capitale egiziana del Cairo, dove il re ha incontrato il presidente egiziano <strong>Abdel Fattah al-Sisi</strong> e il primo ministro iracheno<strong> Adel Abdel Mahdi</strong>. Il colloquio a tre verteva sulla cooperazione economica. L&#8217;Iraq si prepara a ricostruire le province nord-occidentali liberate dal controllo dello Stato Islamico (Isis) e ha stanziato decine di miliardi di dollari &#8211; in parte provenienti da donazioni della comunità internazionale &#8211; per compensare la distruzione di queste aree, avvenuta durante l&#8217;occupazione dell&#8217;Isis e la successiva guerra di liberazione. Anche l&#8217;Egitto e la Giordania vogliono partecipare al processo di ricostruzione.</p>
<p>Il Medio Oriente, nel frattempo, si prepara ad affrontare la situazione post-elettorale israeliana. <strong>Benjamin Netanyahu</strong>, che probabilmente formerà il nuovo governo, ha promesso di annettere la maggior parte della West Bank a Israele, cosa che metterebbe una pietra tombale sulla soluzione dei due stati e ucciderebbe il sogno dello stato palestinese. Gli osservatori politici della regione attendono, inoltre, che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sveli nei prossimi giorni il suo progetto per la soluzione del conflitto israelo-palestinese. Negli ultimi mesi, il consigliere e genero di Trump, <strong>Jared Kushner</strong>, si è recato diverse volte nella regione per guadagnare sostegno al progetto, noto come &#8220;l&#8217;affare del secolo&#8221;. Stando ai media, re Abdullah avrebbe chiesto all&#8217;amministrazione statunitense di non contare su di lui per far passare l&#8217;accordo previsto, cosa che taglierebbe fuori la Giordania da eventuali accordi futuri, ed è probabile che la revoca del contratto di importazione di gas da Israele la isolerebbe ulteriormente. Nel tentativo di fermare la mozione, il governo giordano ha rinviato il voto alla corte costituzionale per il verdetto finale.</p>
<p>La Giordania consuma circa 94 milioni di metri cubi di gas al giorno, il 15% dei quali arriva dall&#8217;<strong>Egitto</strong> attraverso il gasdotto tra i due paesi, mentre il resto proviene da mercati internazionali. Nel settembre 2016, la Giordania ha firmato con un consorzio israelo-statunitense un accordo del valore di dieci miliardi di dollari per la fornitura di circa 1.280.000.000 metri cubi di gas in 15 anni. Il gas israeliano dovrebbe cominciare a fluire in Giordania dall&#8217;inizio dell&#8217;anno prossimo, sempre che l&#8217;accordo rimanga in piedi.</p>
<p>Nel novembre dello scorso anno, la Giordania ha espresso la speranza di poter aumentare l&#8217;importazione dall&#8217;Egitto fino al 50% delle proprie necessità. L&#8217;Egitto ha ricominciato a erogare gas alla Giordania nel settembre dello scorso anno, a quasi otto anni dall&#8217;interruzione delle esportazioni nel <strong>regno hashemita</strong>, a causa degli attacchi al gasdotto che trasportava il gas egiziano nella penisola del Sinai, sia verso la Giordania che verso Israele. La ripresa delle esportazioni in Giordania fa parte di un progetto più ampio per far tornare il gas egiziano sui mercati internazionali, visto che questo popoloso stato arabo sta raggiungendo l&#8217;autosufficienza e l&#8217;eccedenza di produzione. L&#8217;Egitto, che consuma circa 169 milioni di metri cubi di gas al giorno, oggi produce all&#8217;incirca 198 milioni di metri cubi  al giorno e la produzione dovrebbe aumentare nei prossimi mesi, grazie alla scoperta di nuovi [pozzi].</p>
<p>&#8220;Il gas egiziano sarà meno costoso di quello che la Giordania acquista da altri Paesi&#8221;, ha detto l&#8217;economista giordano Khaled al-Zubaidi. &#8220;Prima della sospensione delle esportazioni, avvenuta nel 2011, l&#8217;Egitto forniva alla Giordania circa 7.100.000 m3 di gas al giorno&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-parlamento-della-giordania-contro-il-gas-di-israele.html">Il parlamento della Giordania contro il gas di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L’Egitto punta a diventare un hub dell&#8217;energia elettrica</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/legitto-punta-a-diventare-un-hub-dellenergia-elettrica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2019 10:24:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia elettrica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8288574.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8288574.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8288574-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8288574-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8288574-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dal Cairo &#8211; L&#8217;Egitto annuncia di voler diventare un centro di condivisione di energia elettrica, e di garantire una produzione locale di energia che non solo coprirà interamente il consumo interno, ma permetterà anche di avere un surplus da vendere ad altri Paesi. &#8220;Al momento, il nostro impegno è rivolto a incrementare l&#8217;efficienza delle centrali elettriche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/legitto-punta-a-diventare-un-hub-dellenergia-elettrica.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8288574.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8288574.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8288574-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8288574-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8288574-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Dal Cairo &#8211; </strong>L&#8217;Egitto annuncia di voler diventare un centro di condivisione di energia elettrica, e di garantire una produzione locale di energia che non solo coprirà interamente il consumo interno, ma permetterà anche di avere un surplus da vendere ad altri Paesi.</p>
<p>&#8220;Al momento, il nostro impegno è rivolto a incrementare l&#8217;efficienza delle centrali elettriche locali, con il conseguente obiettivo di aumentare la condivisione di elettricità con altri Paesi&#8221;, ha affermato Ayman Hamza, portavoce ufficiale del ministero dell&#8217;Elettricità, l&#8217;organo statale che supervisiona la produzione e la distribuzione di elettricità in tutto il territorio nazionale.</p>
<p>Il piano di condivisione di energia elettrica è ancora una nuova e importante sfida per l&#8217;Egitto che, negli ultimi cinque anni, è riuscito a passare da una situazione di mancanza di energia a una di autosufficienza, fino a raggiungere quella di sovrapproduzione.</p>
<p>Cinque anni fa, l&#8217;Egitto produceva poco meno di 30mila megawatt di elettricità, una quantità del tutto insufficiente per fornire l’illuminazione alle case di tutto il paese e per far funzionare le fabbriche e le aziende agricole. Questo spiega i frequenti blackout di elettricità, un problema che ha interessato una popolazione di oltre 100 milioni di abitanti e che ha avuto origine durante il governo di <strong>Hosni Mubarak</strong>, presidente dell’Egitto per trent&#8217;anni, fino al 2011.</p>
<p>Per far fronte a questa carenza, l’attuale governo egiziano ha dovuto investire decine di miliardi di dollari nella costruzione di enormi centrali elettriche in diverse zone del paese. Le nuove centrali hanno immesso oltre 28.000 megawatt di elettricità nella rete nazionale, aumentando a 58.000 megawatt la produzione annua del paese, che copre il consumo anche durante le ore di punta. L’Egitto ha inoltre un surplus di elettricità che può condividere con altri Paesi.</p>
<p>La prima fase di condivisione di elettricità è già iniziata con i paesi confinanti, ha dichiarato Hamza, aggiungendo che l’Egitto condivide 450 megawatt di elettricità con la Giordania e 150 con la Libia. Inoltre, l’Egitto e il Sudan hanno avviato una collaborazione per costruire le infrastrutture necessarie alla condivisione di elettricità tra i due paesi. Secondo Hamza, le infrastrutture sono già state completate e al progetto manca soltanto l’approvazione operativa, che giungerà appena le condizioni politiche in Sudan si stabilizzeranno, dal momento che nel paese una rivolta popolare ha appena posto fine al governo trentennale del presidente <strong>Omar Hassan al-Bashir</strong>.</p>
<p>Un&#8217;ulteriore interconnessione elettrica vedrà coinvolti anche Egitto e Arabia Saudita nei prossimi mesi, che hanno già completato le infrastrutture necessarie. Il piano di rendere l&#8217;Egitto un centro di condivisione di energia elettrica non rappresenta che un piccolo tassello nel quadro generale di crescita economica del paese. Recentemente, l&#8217;Egitto ha dimostrato un grande impegno per riformare l’economia, migliorare i servizi per i cittadini e combattere alcuni problemi che esistono da decenni, come le malattie endemiche, tra cui l’epatite C. E i risultati non si sono fatti attendere.</p>
<p>L’economia si sta rimettendo in moto dopo il disastro causato nel 2011 dalle rivolte contro lo storico leader Mubarak. In diverse zone di questo popoloso stato arabo sono in corso di realizzazione gigantesche opere di edilizia, si implementano servizi e vengono fornite cure gratuite contro l’epatite C a migliaia di persone. L’Egitto ambisce, inoltre, a diventare nei prossimi anni un centro di cure per epatite C nelle regioni africane e arabe.</p>
<p>Dopo i numerosi rinvenimenti di giacimenti da gas naturale, l’Egitto punta a diventare un hub energetico del Mediterraneo Orientale, concludendo numerosi accordi di raffinazione del gas prodotto in altri paesi, tra cui Israele e Cipro, e destinato all’export sui mercati internazionali.</p>
<p>Oltre a produrre una quantità sufficiente di energia dalle fabbriche, l&#8217;Egitto è anche impegnato a implementare un piano per aumentare il contributo delle energie rinnovabili alla produzione di elettricità, che al momento si attesta a meno del 5%, ma che si stima raggiungerà il 20% entro il 2022 e il 37% entro il 2035.</p>
<p>L’esperto indipendente di energia, Mohamed al-Senousi, ha affermato che, a fronte del lavoro svolto in Egitto nel corso degli ultimi cinque anni, il paese si candida a diventare un importante centro di condivisione e di commercio dell’energia. &#8220;Grazie alle nuove centrali elettriche ci sono numerose fonti di produzione di energia,&#8221; ha affermato al-Senousi. &#8220;Questa produzione offre la possibilità all’Egitto di esportare energia elettrica verso altri stati, tra cui l’Europa.&#8221;</p>
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		<title>L&#8217;Egitto prova a riparare le ferrovie, ma il futuro è pieno di sfide</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/legitto-prova-a-riparare-le-ferrovie-ma-il-futuro-e-pieno-di-sfide.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Apr 2019 13:24:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[ferrovie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1251" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1505564.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1505564.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1505564-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1505564-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1505564-1024x667.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dal Cairo-Il nuovo ministro egiziano dei trasporti concentra l&#8217;attenzione della nazione sulle ferrovie, per la prima volta da oltre due decenni in modo positivo. Kamel al-Wazir, generale dell&#8217;esercito, già capo del Genio Militare egiziano prima di assumere lo scorso 11 marzo l’incarico di Ministro dei trasporti, ha trasformato l&#8217;Autorità ferroviaria, l&#8217;operatore statale dei treni della nazione, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/legitto-prova-a-riparare-le-ferrovie-ma-il-futuro-e-pieno-di-sfide.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1251" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1505564.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1505564.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1505564-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1505564-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1505564-1024x667.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><b>Dal </b><span style="color: #000000;"><b>Cairo-</b></span>Il nuovo ministro egiziano dei trasporti concentra l&#8217;attenzione della nazione sulle ferrovie, per la prima volta da oltre due decenni in modo positivo. Kamel al-Wazir, generale dell&#8217;esercito, già capo del Genio Militare egiziano prima di assumere lo scorso 11 marzo l’incarico di Ministro dei trasporti, ha trasformato l&#8217;Autorità ferroviaria, l&#8217;operatore statale dei treni della nazione, in un alveare di attività.</p>
<p>Viaggia attraverso le stazioni ferroviarie, visita gli uffici amministrativi e passa dalle officine di manutenzione dei treni senza preavviso. Tuttavia, il nuovo ministro ha molta carne al fuoco, anche più di quanta ne possa gestire, hanno detto gli esperti del settore dei trasporti. Nel settore ferroviario i problemi si sono accumulati per decenni&#8221;, ha detto Hassan Mahdi, professore di viabilità presso l&#8217;Università di Ain Shams. &#8220;I sistemi di gestione di questo settore sono completamente obsoleti, il che aumenta ancora di più i problemi.&#8221;</p>
<p>Questi problemi stanno trasformando questo settore in una trappola mortale, con incidenti ferroviari che diventano un evento frequente. Il 27 febbraio un treno è andato a sbattere contro la piattaforma della stazione centrale nella capitale egiziana, il Cairo, uccidendo 25 persone e ferendone altre 50. Questa è stata l&#8217;ultima di una lunga serie di <strong>tragedie ferroviarie</strong>. Tra il 2005 e il 2017 in Egitto sono avvenuti ben 14.000 incidenti ferroviari, di cui 1.793 nel 2017, secondo i dati del governo.</p>
<p>Con infrastrutture obsolete, mancanza di adeguata manutenzione, una grave carenza di manodopera qualificata e treni molto vecchi, l&#8217;Egitto ha una lunga lista di cose da sistemare prima che i suoi treni possano essere considerati sicuri, dicono gli esperti del settore.</p>
<p>Le ferrovie hanno un estremo bisogno di una <strong>rivoluzione</strong>&#8220;, ha detto Mahdi. Le ferrovie egiziane sono le più antiche dell&#8217;Africa e le seconde più antiche del mondo, dopo quelle del Regno Unito. Le ferrovie furono create nel 1951 e all&#8217;epoca erano sbalorditive. I treni percorrevano senza problemi i loro itinerari da Alessandria, città della costa settentrionale, fino alla città più meridionale d&#8217;Egitto: Aswan.</p>
<p>Tuttavia, la mancanza di manutenzione nel corso degli anni, e la mancanza di una volontà statale di rinnovare i treni, li hanno fatti diventare una piaga nazionale.</p>
<p>Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha dichiarato due anni fa che la modernizzazione delle ferrovie del Paese aveva bisogno di investimenti per circa 100 miliardi di sterline egiziane (circa 5,7 miliardi di dollari). Ma è difficile disporre di tale somma in un Egitto che cerca di sanare l’economia e di risparmiare sulla spesa. Tuttavia, l&#8217;amministrazione di Sisi ha stipulato accordi per l&#8217;acquisto di centinaia di treni provenienti da diversi paesi, tra cui la Bulgaria, con contratti del valore di centinaia di milioni di dollari.</p>
<p>Ci sono 5700 chilometri di <strong>ferrovie</strong> in Egitto, ma la maggior parte di queste sono pluridecennali. Il 28 febbraio, il presidente dell&#8217;Autorità Ferroviaria, Ashraf Raslan, ha scosso la nazione rivelando che le ferrovie non vengono aggiornate da 40 anni. Raslan non ha l&#8217;autorità necessaria per modernizzare le ferrovie e i treni, mentre si continuano a lamentare ulteriori perdite anno dopo anno.</p>
<p>Secondo la commissione per il bilancio e la pianificazione del parlamento egiziano, nel 2017, l&#8217;Autorità ferroviaria ha subito perdite per circa 99 miliardi di sterline (circa 5 miliardi di dollari). &#8220;Circa il 25% dei passeggeri dei treni evade la tariffa&#8221;, ha detto Essam al-Fiqi, il segretario della commissione. &#8220;Ecco perché l&#8217;Autorità subisce perdite&#8221;, ha aggiunto.</p>
<p>Tutti i giorni circa 1 milione di egiziani usano i treni del Paese; inoltre ogni anno i treni trasportano circa 6 milioni di tonnellate di merci in varie parti dell’Egitto. Al-Wazir, l&#8217;undicesimo ministro dei trasporti in meno di nove anni, il cui dipartimento ha progettato e supervisionato negli ultimi cinque anni l’esecuzione della maggior parte delle grandi opere nazionali egiziane, compreso nel 2015 lo scavo di un canale parallelo al Canale di Suez, nei prossimi anni dovrà affrontare, nella sua veste di ministro dei trasporti, tutti questi problemi.</p>
<p>Il 15 marzo ha raccontato ai passeggeri che aspettavano i treni nella stazione centrale del Cairo, dov’è avvenuta la tragedia del 27 febbraio, che avrebbero iniziato a sentire la differenza a partire dalla metà del 2020.</p>
<p>Ma se questo accadrà, dicono gli esperti, dipenderà dalle misure prese nei prossimi giorni per prevenire un’ulteriore tragedia ferroviaria, il che può essere realizzato solo facendo investimenti concreti per il rinnovamento delle ferrovie.</p>
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		<title>L&#8217;Egitto blinda l&#8217;asse con il Sudan: ma i rischi non sono pochi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/legitto-blinda-lasse-con-il-sudan-ma-i-rischi-non-sono-pochi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Apr 2019 13:02:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1125" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190407195034_28984555.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190407195034_28984555.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190407195034_28984555-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190407195034_28984555-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190407195034_28984555-1024x768.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il Cairo- L&#8217;Egitto sta intensificando il proprio supporto al Sudan, il Paese vicino che poco più a sud sta affrontando un’inesorabile instabilità politica dal futuro incerto. Il 3 aprile, l’ambasciatore egiziano a Khartoum, Hossam Essa, ha rivelato che l’esercito del proprio Paese ha costruito una serie di panifici in alcune città sudanesi, e che avrebbe anche intenzione di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/legitto-blinda-lasse-con-il-sudan-ma-i-rischi-non-sono-pochi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/legitto-blinda-lasse-con-il-sudan-ma-i-rischi-non-sono-pochi.html">L&#8217;Egitto blinda l&#8217;asse con il Sudan: ma i rischi non sono pochi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1125" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190407195034_28984555.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190407195034_28984555.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190407195034_28984555-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190407195034_28984555-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190407195034_28984555-1024x768.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><b>Il </b><span style="color: #000000;"><b>Cairo-</b></span> L&#8217;Egitto sta intensificando il proprio supporto al Sudan, il Paese vicino che poco più a sud sta affrontando un’inesorabile instabilità politica dal futuro incerto.</p>
<p>Il 3 aprile, l’ambasciatore egiziano a Khartoum, <strong>Hossam Essa</strong>, ha rivelato che l’esercito del proprio Paese ha costruito una serie di panifici in alcune città sudanesi, e che avrebbe anche intenzione di costruire degli impianti di energia elettrica; secondo Essa, queste iniziative arriverebbero in risposta alle richieste da parte del governo sudanese.</p>
<p>Dalla metà dello scorso dicembre, il Sudan sta infatti attraversando un picco di instabilità, con migliaia di persone scese in strada a protestare contro il deterioramento della situazione economica e contro i piani del presidente del Sudan <strong>Omar al-Bashir</strong> &#8211;  in carica dal 1989 &#8211;  di ottenere un ulteriore mandato presidenziale quinquennale e di introdurre nella costituzione degli emendamenti che rafforzino la sua presa al potere; di questi manifestanti, alcuni sono stati uccisi, a decine sono stati feriti e a centinaia sbattuti in prigione, nel mezzo di una pesante repressione da parte delle autorità sudanesi.</p>
<p>Dal momento che questo suo duro approccio ha portato ben pochi risultati, Bashir ha dovuto attenuare il tono del proprio governo adottando una serie di misure per convincere i manifestanti ad abbandonare le strade: queste misure comprendono una riorganizzazione della struttura governativa, la nomina di un nuovo vice-presidente e la promessa di non candidarsi nuovamente alle <strong>elezioni del 2020</strong>; Bashir ha anche promesso di guidare il Paese fuori dall&#8217;attuale scompiglio economico, promulgando delle direttive di azione governativa che pongano fine alle carenze dei beni di prima necessità, abbassandone i prezzi al tempo stesso. Tuttavia, tutte queste misure non hanno fermato le proteste che hanno dato vita ad uno stop generale nelle università, e minacciano anzi di far deragliare ancor più l’economia sudanese.</p>
<p>Pare che Bashir sia a corto di soluzioni e stia aspettando un aiuto esterno, che arriva infatti dal vicino a nord, l&#8217;Egitto — anch&#8217;esso con le proprie difficoltà economiche: oltre alla costruzione di panifici e di impianti di energia elettrica, l&#8217;Egitto sta inviando al Sudan riserve di farina e sta progettando anche di inviare dei medici per supplire alla grave mancanza di personale negli ospedali sudanesi.</p>
<p>Secondo gli analisti politici egiziani, il Sudan è un Paese molto importante per l’Egitto: “Rafforzare le relazioni tra Egitto e Sudan ha dei risvolti positivi sulle relazioni dell’Egitto con gli altri Stati africani”, ha dichiarato Ramadan Qurani, esperto di relazioni afro-egiziane. In un certo senso, il miglioramento delle relazioni tra Egitto e Sudan è un piccolo tassello all&#8217;interno di un grande mosaico volto a consolidare i legami dell&#8217;Egitto con gli altri Stati dell’Africa. Da quando è salito al potere a metà 2014, il presidente egiziano <strong>Abdel Fattah al-Sisi</strong> ha ristabilito relazioni diplomatiche con gli altri Paesi africani dopo anni di ostilità e ha incontrato Bashir in 25 occasioni — di cui 6 in Sudan — come segno dell’importanza che la sua amministrazione attribuisce ai rapporti con Khartoum.</p>
<p>L&#8217;Egitto ha investito circa 10 miliardi di dollari in Sudan, dove ha un interscambio commerciale annuale di un miliardo di dollari, con l’impegno di raddoppiare questa cifra negli anni a venire. Ciononostante, gli statisti politici affermano che la continua instabilità in Sudan attribuisca ancora maggiore importanza a questi rapporti; l&#8217;Egitto ha dei problemi lungo il confine con la Libia dovuti alla tensione nello Stato nordafricano, e teme che un peggioramento delle condizioni di sicurezza in Sudan possa avere un impatto negativo su questa questione.</p>
<p>Milioni di cittadini sudanesi vivono già in Egitto, e l&#8217;incubo del Cairo è che dal Sudan arrivino al confine egiziano altre centinaia di migliaia di rifugiati — o addirittura milioni, aggiungono gli esperti.</p>
<p>La strategia dell&#8217;Egitto di compiacere il Sudan scaturisce proprio dall&#8217;indignazione sudanese: secondo dei report, l&#8217;Egitto avrebbe infatti invitato compagnie internazionali di petrolio a perlustrare riserve minerarie in un territorio al confine che il Sudan rivendica invece come proprio. L&#8217;ambasciatore Essa ha dichiarato l&#8217;infondatezza di tali report; tuttavia, l&#8217;Egitto faticherà a convincere i cittadini sudanesi — alcuni già accusano il Cairo di dare una mano al presidente sudanese — che il proprio supporto non abbia nulla a che fare con la possibilità che al-Bashir rimanga al potere.</p>
<p>&#8220;Il supporto dell&#8217;Egitto ha provocato la rabbia dei cittadini sudanesi&#8221;, dichiara l&#8217;attivista politico sudanese Wayel Ali, &#8220;a quanto pare, ci attendono tempi difficili&#8221;.</p>
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		<title>Egitto, i salafiti penetrano nella politica: e ora il Cairo trema</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/egitto-i-salafiti-penetrano-nella-politica-e-ora-il-cairo-trema.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2019 14:08:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Fratellanza musulmana]]></category>
		<category><![CDATA[salafiti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5693212-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5693212-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5693212-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5693212-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5693212-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p>
<p>“[I salafiti] sfruttano le case di preghiera islamiche per estendere il loro raggio d’azione politica, specialmente nelle campagne egiziane”, ha affermato Sabi. “Usano le moschee anche per raccogliere denaro così da finanziare le loro attività”. Mentre si attende la sentenza, i salafiti guadagnano terreno giorno dopo giorno approfittando del vuoto lasciato sulla scena politica e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/egitto-i-salafiti-penetrano-nella-politica-e-ora-il-cairo-trema.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5693212-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5693212-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5693212-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5693212-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5693212-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p><p>“[I salafiti] sfruttano le case di preghiera islamiche per estendere il loro raggio d’azione politica, specialmente nelle campagne egiziane”, ha affermato Sabi. “Usano le moschee anche per raccogliere denaro così da finanziare le loro attività”.<br />
Mentre si attende la sentenza, i salafiti guadagnano terreno giorno dopo giorno approfittando del vuoto lasciato sulla scena politica e religiosa dalla Fratellanza Musulmana, il movimento che destituì il presidente islamico Mohamed Morsi.</p>
<p>Il periodo di splendore della Fratellanza Musulmana fu a metà del 2012, anno dell’elezione alla presidenza di Morsi, allora membro decano del suo ufficio di comando. Questo avvenimento significò la realizzazione di un sogno vecchio di decenni per il movimento, fondato nel 1928.</p>
<p>Tuttavia, in seguito alla rivolta del popolo contro il suo governo ad appena un anno dall’insediamento, motivata dalla sua incapacità nel far fronte ai problemi economici e politici dell’Egitto, i seguaci di Mohamed Morsi divennero violenti.<br />
Le milizie della Fratellanza si scagliarono contro le istituzioni statali, incendiarono decine di chiese e assassinarono numerosi poliziotti, facendo così inasprire la pesante repressione statale. Il giro di vite ha fatto quasi interamente svanire dalle strade la presenza politica della Fratellanza, ha gettato dietro le sbarre numerosissimi suoi leader e costretto tanti altri ad abbandonare il Paese.</p>
<p>I salafiti, nel frattempo, hanno sfruttato la disfatta politica della Fratellanza per accrescere la loro presenza sulla scena politica. Controllano un elevato numero di moschee, specialmente nelle zone rurali dell’Egitto, e consolidano la loro presa politica sulle fasce più povere della popolazione egiziana distribuendo gratuitamente farmaci ed alimenti.</p>
<p>I salafiti si preparano anche ad inaugurare la propria emittente televisiva, al fine di estendere il loro raggio d’azione. Il nuovo canale servirà per diffondere le idee del salafismo e fare luce sull’ideologia politica salafita, secondo Mahmud Abbas, anziano leader della cosiddetta Chiamata salafita, l’organizzazione madre d’Egitto.</p>
<p>Politicamente sconosciuti prima della rivoluzione che nel 2011 pose fine al governo autocratico di Hosni Mubarak, i salafiti fondarono i loro primi partiti politici proprio dopo la rivoluzione.  Il loro partito principale, al-Nour (Luce, in italiano) si assicurò un elevato numero di seggi in parlamento nelle prime elezioni post-rivoluzione del 2012. Lo stesso partito, oggi, occupa 12 seggi sui 596 dell’attuale Parlamento.</p>
<p>I salafiti facevano parte della coalizione della Fratellanza durante il governo di quest’ultima. Tuttavia, quando la destituzione di Morsi a metà del 2013 portò a un giro di vite sulla Fratellanza, i salafiti furono relegati in secondo piano e iniziarono a temere per le conquiste politiche che avevano via via ottenuto a partire dalle rivolte del 2011. Dopotutto, le libertà di cui si iniziò a godere in seguito ai tumulti diedero ai salafiti l’opportunità di uscire dall’ombra e fondare i loro partiti politici per la prima volta nella loro storia.</p>
<p>La repressione contro la Fratellanza fu interpretata anche come una repressione contro l’islam politico in tutto l’Egitto, sebbene furono esonerati i salafiti e i sufi, musulmani mistici. A questi due gruppi islamici fu permesso di conservare la propria presenza sulla scena politica, religiosa e sociale dell’Egitto. Gli osservatori politici affermano che ciò si deve al fatto che le autorità, in seguito alle destituzione di Morsi, temevano che sarebbero stati accusati di ostilità nei confronti della religione islamica nel suo insieme se avessero scatenato una feroce repressione contro tutti i movimenti islamici. Tuttavia, ignorando la crescente presenza dei salafiti, le autorità egiziane commettono un errore che potrebbero pagare caro negli anni venturi, hanno aggiunto gli stessi osservatori.</p>
<p>I salafiti asseriscono di seguire la versione più pura della religione islamica e promuovo precetti molto rigidi: invitano i propri seguaci a non augurare “Buon Natale” ai cristiani; promuovo la poligamia; sanzionano il matrimonio delle ragazze minorenni; e costringono le donne a coprirsi dalla testa ai piedi.</p>
<p>“Rappresentano una minaccia reale per l’Egitto a tutti i livelli”, ha affermato Ahmed Kerima, professore di religioni comparate presso la al-Azhar University, il braccio accademico della moschea al-Azhar. “Le idee salafite sono le fondamenta ideologiche di tutti i gruppi terroristici, anche i più letali che occupano attualmente la scena internazionale”.</p>
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		<title>Egitto ottimista sulle esplorazioni nel Mar Rosso</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/egitto-ottimista-sulle-esplorazioni-nel-mar-rosso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 15:19:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Rosso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="636" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/natural-gas-863229_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/natural-gas-863229_960_720.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/natural-gas-863229_960_720-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/natural-gas-863229_960_720-768x509.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>(Il Cairo) In Egitto si prevede un fortissimo interesse internazionale nell&#8217;esplorazione di petrolio e gas lungo la costa del Mar Rosso, poco dopo che il Paese ha invitato aziende internazionali a richiedere concessioni nell&#8217;area. Il 10 marzo, il ministero del Petrolio ha affermato che avrebbe accettato offerte da parte di compagnie internazionali di estrazione di petrolio e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/egitto-ottimista-sulle-esplorazioni-nel-mar-rosso.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="636" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/natural-gas-863229_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/natural-gas-863229_960_720.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/natural-gas-863229_960_720-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/natural-gas-863229_960_720-768x509.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p><p><strong>(Il Cairo)</strong> In Egitto si prevede un fortissimo interesse internazionale nell&#8217;esplorazione di petrolio e gas lungo la costa del <strong>Mar Rosso</strong>, poco dopo che il Paese ha invitato aziende internazionali a richiedere concessioni nell&#8217;area.</p>
<p>Il 10 marzo, il ministero del Petrolio ha affermato che avrebbe accettato offerte da parte di compagnie internazionali di estrazione di petrolio e gas per l’esplorazione in dieci punti situati lungo la costa del Mar Rosso.</p>
<p>L&#8217;annuncio è stato diramato subito dopo l’elaborazione dei dati sulle rilevazioni sismiche delle coste del Mar Rosso.</p>
<p>L&#8217;azienda americana <strong>Schlumberger</strong> e la società britannica <strong>Tgs </strong>hanno investito 720 milioni di dollari sulle rilevazioni sismiche lungo la costa egiziana del Mar Rosso. Le due aziende hanno iniziato l’attività nel mese di luglio 2017 in un&#8217;area di 10mila chilometri di estensione. Dai risultati delle rilevazioni pubblicati nel mese di aprile 2018 emerge che i potenziali investimenti delle compagnie di estrazione possono essere più che proficui.</p>
<p>A novembre dello scorso anno, il ministero del Petrolio ha definito &#8220;promettenti&#8221; le prospettive del gas naturale nel Mar Rosso. Secondo le stime, lungo il Mar Rosso ci sono riserve di greggio per sei miliardi di barili e di gas naturale per l&#8217;equivalente di 23 miliardi di barili di petrolio.</p>
<p>Gli esperti nel settore del petrolio e del gas ritengono che le esplorazioni nel Mar Rosso daranno inizio a un periodo florido per il petrolio e il gas naturale in Egitto. A queste previsioni ottimistiche si aggiungono gli sviluppi positivi nel settore del petrolio e del gas in Egitto a seguito della scoperta di ciò che si è dimostrato essere il più grande ritrovamento di gas naturale di tutti i tempi lungo la costa mediterranea dell&#8217;Egitto.</p>
<p>Nel mese di agosto 2015, l&#8217;azienda statale italiana <strong>Eni</strong> ha scoperto un enorme giacimento di gas a largo della città di Porto Said sul Canale di Suez: si tratta, infatti, di quasi 850 miliardi di metri cubi di riserve. <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/quella-guerra-del-gas-sembra-spy-story/">Battezzato con il nome Zohr</a></span></span>, l&#8217;azienda italiana l’ha definito un punto di svolta per il mercato internazionale del gas.</p>
<p>Oltre agli effetti sui mercati del gas, la scoperta si è rivelata un cambiamento importante anche per l&#8217;economia egiziana. Da paese esportatore, l&#8217;Egitto è diventato un importatore netto di gas naturale a seguito delle insurrezioni avvenute nel 2011 contro il presidente di lunga data <strong>Hosni Mubarak</strong>, e spende centinaia di milioni di dollari ogni anno per importare gas da altri Paesi.</p>
<p>Dal momento che ad oggi la produzione di Zohr ha raggiunto 56 milioni di metri cubi al giorno, si prospetta che la produzione toccherà 76 milioni di metri cubi al giorno entro la fine dell’anno, e l&#8217;Egitto si aspetta di aumentare la produzione giornaliera di gas a 220 milioni di metri cubi al giorno nel periodo 2019-2020, partendo dagli attuali 169 milioni di metri cubi.</p>
<p>Questo popoloso stato arabo consuma circa 169 milioni di metri cubi al giorno: ciò significa che rimarrà gas a sufficienza da inviare ai mercati internazionali nei prossimi mesi. &#8220;Per il settore del petrolio e del gas le prospettive sono molto promettenti&#8221;, ha dichiarato Mohamed Saad Eddine, capo della <strong>Lpg Bottling Plants Investors&#8217; Association</strong>. &#8220;Le prospettive saranno supportate dalla crescita della produzione e anche dalle scoperte attese nel futuro. L&#8217;Egitto sarà quindi più vicino a realizzare il suo piano di implementare un hub energetico regionale&#8221;.</p>
<p>Il Cairo ha adottato diverse misure per realizzare il suo obiettivo, concludendo numerosi accordi di import, raffinazione ed export, <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/gas-cipro-egitto-europa/">anche con Israele e Cipro</a></span></span>. Gli esperti concordano sul fatto che, grazie alla liquefazione estesa, alle strutture di raffinazione e alle infrastrutture necessarie, l&#8217;Egitto è più che pronto a diventare un hub energetico.</p>
<p>&#8220;Il nostro Paese potrà facilmente diventare uno sbocco commerciale per la raffinazione e potrà, quindi, esportare l&#8217;energia dai Paesi produttori di gas naturale verso l’area orientale del Mediterraneo&#8221;, ha affermato Medhat Youssef, l&#8217;ex vicedirettore della <strong>Petroleum Authority</strong>, l&#8217;organo esecutivo del Ministero del Petrolio. &#8220;Le aziende internazionali stanno investendo miliardi di dollari nelle nuove scoperte nel nostro Paese&#8221;.</p>
<p>Youssef e gli esperti che seguono la stessa linea si aspettano che le compagnie di estrazione condivideranno lo stesso entusiasmo riguardo alle esplorazioni lungo la costa egiziana del Mar Rosso. Si ritiene che questa costa abbia il potenziale per diventare il prossimo hub di produzione di petrolio e gas dell’Egitto.</p>
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		<title>Perché l&#8217;Egitto sta cercando un dialogo con Hamas</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-legitto-sta-cercando-un-dialogo-con-hamas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Mar 2019 15:50:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli musulmani]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5582076.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5582076.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5582076-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5582076-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5582076-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>(Il Cairo) Arriva un ulteriore gesto di apertura dell’Egitto nei confronti di Hamas, il movimento che controlla il territorio palestinese della Striscia di Gaza: quattro membri delle Brigate Al Qassem, braccio armato del movimento, sono stati rilasciati tre anni dopo il loro sequestro nel Sinai. I quattro uomini delle Brigate Al Qassem stavano percorrendo il tragitto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-legitto-sta-cercando-un-dialogo-con-hamas.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5582076.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5582076.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5582076-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5582076-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5582076-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>(Il Cairo)</strong> Arriva un ulteriore gesto di apertura dell’Egitto nei confronti di <strong>Hamas</strong>, il movimento che controlla il territorio palestinese della Striscia di Gaza: quattro membri delle <strong>Brigate Al Qassem</strong>, braccio armato del movimento, sono stati rilasciati tre anni dopo il loro sequestro nel Sinai.</p>
<p>I quattro uomini delle Brigate Al Qassem stavano percorrendo il tragitto da Gaza al Cairo con altri cinquanta abitanti di Gaza, quando l’autobus su cui viaggiavano è stato fermato da dei militanti dal volto coperto. I militanti hanno prelevato quattro uomini, nonostante l’autobus fosse sotto la custodia della polizia egiziana. Questo è il motivo per cui Hamas ha accusato le autorità egiziane di aver orchestrato il sequestro, sebbene l’Egitto ha smentito tali accuse.</p>
<p>Il 28 febbraio, tuttavia, l’Egitto li ha messi in libertà insieme a altri quattro palestinesi detenuti nel Paese. Il rilascio degli otto palestinesi è avvenuto immediatamente dopo la visita al Cairo del capo politico di Hamas, <strong>Ismail Haniyeh</strong>, il quale ha descritto il gesto come l’espressione delle &#8220;profonde relazioni&#8221; tra il suo movimento e l’Egitto.</p>
<p>Ciò nonostante, il rilascio dei quattro membri delle Brigate segna uno sviluppo incongruo nei rapporti tra il Cairo e il movimento che controlla Gaza. Negli ultimi cinque anni i rapporti fra i due non hanno fatto che peggiorare drasticamente, in seguito alla caduta del regime dei <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.occhidellaguerra.it/chi-sono-i-fratelli-musulmani/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #0000ff; text-decoration: underline;">Fratelli Musulmani</span> </a></span>in Egitto provocata da una rivolta popolare sostenuta dall&#8217;esercito egiziano a metà del 2013.</p>
<p>Hamas, propaggine ideologica dei Fratelli Musulmani, ha contestato la deposizione dell’allora leader egiziano Morsi. La caduta di Morsi ha scatenato una serie di proteste a Gaza, durante le quali i dirigenti di Hamas hanno condannato il sostegno fornito dall&#8217;esercito alla mobilitazione popolare contro il presidente islamista. Il Cairo, dal canto suo, accusava Hamas di sostenere un ramo dell&#8217;<strong>Isis </strong>nel Sinai. L’organizzazione palestinese rilanciava accusando l’Egitto di contribuire al blocco imposto su Gaza da Israele sin dal 2007 chiudendo il valico di Rafah, unico passaggio sul confine con il Sinai che collega Gaza con il mondo esterno.</p>
<p>Tuttavia, secondo gli analisti, il rilascio dei quattro membri delle Brigate Al Qassem testimonia una nuova intesa tra Hamas e il Cairo. “Si prospetta l’apertura di un nuovo orizzonte nei rapporti tra le due parti”, ha affermato il filosofo palestinese Abdel Qadir Yassin.</p>
<p>L’Egitto ha intrapreso una lotta senza quartiere nel Sinai per estirpare il ramo dell’Isis che si è imposto sul territorio e intende assicurarsi la collaborazione di Hamas in questa impresa. Per l’Egitto, tale collaborazione è di vitale importanza per liberare il Sinai; i servizi segreti egiziani hanno scoperto che le milizie dell’Isis vengono rifornite costantemente di armi e combattenti da Gaza, dove i jihadisti salafiti hanno solidarizzato con il gruppo radicale in lotta con l’esercito egiziano dal 2014.</p>
<p>Peraltro, a quanto risulta, i militanti dell’Isis riescono a entrare di nascosto a Gaza per nascondersi e procurarsi farmaci attraverso una rete di tunnel di contrabbando tra Gaza e il Sinai. Negli ultimi anni, la campagna militare egiziana contro l’Isis ha portato alla distruzione di molti di questi <strong>tunnel</strong>, nonché alla chiusura dei punti di entrata e uscita da e verso il Sinai settentrionale in cui si concentrano i militanti dell’Isis.</p>
<p>Yassin ha affermato che la collaborazione di Hamas negli ultimi due anni ha aiutato l’esercito egiziano a catturare i militanti radicali in una piccola zona del Sinai settentrionale. “Tale collaborazione ha aiutato l’esercito egiziano a stringere il cappio attorno alle milizie”, ha affermato Yassin.</p>
<p>L’Egitto desidera inoltre che Hamas prosegua sulla strada della riconciliazione con la sua fazione rivale, <strong>Fatah</strong>, che controlla la Cisgiordania, in vista della ripresa del processo di pace con Israele. Il Cairo ha ospitato diversi colloqui tra le due fazioni palestinesi rivali, sebbene non abbiano prodotto risultati concreti.</p>
<p>Eppure, il significato implicito del rilascio dei quattro membri delle Brigate Al Qassem risiede nel fatto che l’Egitto smetterà di usare il bastone e comincerà a usare la carota nei suoi rapporti con Hamas nel tentativo di ottenere un maggior grado di cooperazione da parte del movimento palestinese. Alla luce di ciò, il 4 marzo scorso, Haniyeh ha enfatizzato la connotazione strategica che stanno iniziando ad assumere i rapporti con l’Egitto. In un briefing con la stampa a Gaza, ha aggiunto che le autorità egiziane hanno promesso di impegnarsi in prima persona per favorire un’intesa tra Israele e Hamas.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-legitto-sta-cercando-un-dialogo-con-hamas.html">Perché l&#8217;Egitto sta cercando un dialogo con Hamas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Egitto lotta per eliminare la mutilazione genitale femminile</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/legitto-lotta-eradicare-la-mutilazione-genitale-femminile.html</link>
		
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2019 10:46:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[mutilazione genitale femminile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1301" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9016427.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9016427.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9016427-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9016427-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9016427-1024x694.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>(Il Cairo) L&#8217;Egitto ha poche ragioni per festeggiare quest&#8217;anno nella giornata internazionale di tolleranza zero contro la mutilazione genitale femminile. Un gran numero di bambine del popoloso Stato arabo continuano ad andare sotto i ferri, anche se il Cairo ha fatto grandi sforzi per eliminare questa pratica, specialmente nelle aree rurali, dove la mutilazione genitale viene praticata &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/legitto-lotta-eradicare-la-mutilazione-genitale-femminile.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/legitto-lotta-eradicare-la-mutilazione-genitale-femminile.html">L&#8217;Egitto lotta per eliminare la mutilazione genitale femminile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Un gran numero di bambine del popoloso Stato arabo continuano ad andare sotto i ferri, anche se il Cairo ha fatto grandi sforzi per eliminare questa pratica, specialmente nelle aree rurali, dove la mutilazione genitale viene praticata sulle bambine in quasi tutte le case.</p>
<p>ENGLISH VERSION</p>
<p>&#8220;Siamo assolutamente decisi a mettere fine a questo fenomeno, poiché è la cosa più brutale e dannosa che possiamo fare alle nostre figlie,&#8221; ha detto <strong>Azza al-Ashmawi</strong>, segretario generale del Consiglio nazionale per l&#8217;infanzia e la maternità, un&#8217;agenzia statale che difende i diritti di madri e bambini. &#8220;Nonostante i progressi compiuti in molti campi nel nostro Paese, la mutilazione genitale femminile continua a essere diffusa e rappresenta una sfida che tutti noi dobbiamo affrontare&#8221;.</p>
<p>Le statistiche ufficiali lo mostrano chiaramente. Un sondaggio del 2016 del National Population Council, responsabile dello sviluppo delle politiche demografiche, ha rilevato che uno sconcertante <strong>92% delle donne</strong> tra i 15 e i 45 anni è stato mutilato.</p>

<p>Il sondaggio mostra inoltre che il <strong>61% delle ragazze</strong> fra i 15 e i 17 anni ha subito l&#8217;esperienza della mutilazione genitale. I dati degli anni successivi non sono molto diversi, anche se le autorità sostengono che le continue campagne di sensibilizzazione stanno provocando un cambiamento di mentalità nei confronti di tale pratica.</p>
<p>La mutilazione genitale femminile è più diffusa nelle zone rurali, dove è strettamente legata al concetto di <strong>castità</strong>. Gli abitanti delle campagne egiziane tendono a credere che una donna mutilata sia più casta di un&#8217;altra che non ha subito lo stesso intervento.</p>
<p>Ma queste sono credenze che si stanno dimostrando fatali. Alcune delle ragazze del Paese muoiono a causa dell&#8217;intervento. Nel 2013, una ragazzina di 13 anni è morta nella città si Mansura, sul delta del Nilo, dopo che i suoi genitori l&#8217;hanno costretta a subire la mutilazione dei suoi genitali. Tre anni dopo un&#8217;altra ragazza è morta nella città di Suez, vicino all&#8217;omonimo canale, a causa della stessa procedura. Questi sono solo i casi riportati dai media.</p>
<p>Nel 2008, L&#8217;Egitto ha emesso una <strong>legge per vietare la mutilazione genitale femminile</strong>. Questa legge stabilisce una pena detentiva che va dai tre mesi ai due anni, o una sanzione alternativa dalle mille (circa 56 dollari) alle 5mila sterline egiziane (circa 284 dollari).</p>
<p>Nel 2016, il presidente in carica  <strong>Abdel Fattah al Sisi</strong> ha inasprito le sanzioni per il coinvolgimento nella mutilazione genitale femminile. La modifica introdotta alla legge ha reso questa pratica punibile con un periodo di reclusione dai cinque ai sette anni.</p>

<p>L&#8217;Egitto fa parte di una serie di Paesi in cui la mutilazione femminile è ancora dilagante, nonostante gli appelli delle organizzazioni internazionali per porre fine al fenomeno.</p>
<p>Quest&#8217;anno il ministero della Salute ha organizzato una serie di attività per dissuadere i genitori dal costringere le proprie figlie a questa terribile esperienza</p>
<p>La campagna ha messo in luce i profondi effetti psicologici della mutilazione genitale sulle ragazzine. Gli specialisti del ministero volevano mostrare che la sofferenza psicologica associata all&#8217;operazione dura tutta la vita per queste ragazze, e permane molto più a lungo del dolore fisico provocato dalla mutilazione dei genitali. </p>
<p>&#8220;Dobbiamo mettere fine a questo crimine contro le donne&#8221;, ha detto il ministro della salute <strong>Hala Zayed</strong> il 6 febbraio, durante la speciale cerimonia organizzata dal suo ministero in occasione del giorno di tolleranza zero contro la mutilazione genitale femminile.</p>
<p>Anche le istituzioni religiose sono state coinvolte. L&#8217;università di <strong>Al-Azhar</strong>, uno dei principali centri d&#8217;insegnamento religioso dell&#8217;islam sunnita, e i più alti funzionari religiosi dell&#8217;Egitto stanno parlando alle televisioni e organizzando speciali eventi per dissuadere il pubblico dal portare avanti questa pratica. Il messaggio che questi funzionari vogliono far arrivare è che la mutilazione dei genitali femminili non ha niente a che fare né con la moralità, né con la religione, qualunque religione.</p>

<p><strong>Amr Hassan</strong>, relatore speciale del National Population Council, ha detto che la mutilazione genitale è un&#8217;esperienza che le donne non dimenticano mai, e che le accompagna per il resto delle loro esistenze. &#8220;Le persone devono capire che questa procedura non comporta alcun tipo di beneficio medico&#8221;, ha detto Hassan. &#8220;Al contrario, causa indicibili danni psicologici alle ragazze e le può condurre alla morte.&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/legitto-lotta-eradicare-la-mutilazione-genitale-femminile.html">L&#8217;Egitto lotta per eliminare la mutilazione genitale femminile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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