“Reddito di giornalanza”: giusto il referendum per eliminarlo ma con qualche precauzione
Il referendum per abolire i contributi pubblici ai giornali ha raccolto 120 mila firme in poco più di una settimana. Ma attenzione...

Palermitano di nascita, veneto d'adozione e italiano per vocazione, ha la tessera da giornalista dal 2006 ma solo perché scrivere è la seconda cosa che gli riesce meglio. Ha collaborato con diverse testate (nazionali, culturali, nucleari), diretto due quotidiani web, pubblicato alcuni saggi. Il Covid non gli ha dato alla testa: gli ha fatto scoprire l'efficace semplicità del video online. In genere non ama, ricambiato, chi difetta in due qualità: ironia e radicalità. Soprattutto la prima.
Il referendum per abolire i contributi pubblici ai giornali ha raccolto 120 mila firme in poco più di una settimana. Ma attenzione...
Si collocano esattamente al principio e alla conclusione dell’iter, i due punti ancora oscuri nella grazia concessa il 18 febbraio scorso dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Nicole Minetti. Il caso politico-istituzionale è deflagrato dopo l’inchiesta di Thomas Mackinson...
La finta lettera aperta sembra far parte di un'accorta strategia di comunicazione che ha vinto la guerra "memetica".
I dati del Rapporto mostrano che il lavoro, soprattutto agli occhi dei giovani, ha perso valore ed è solo fonte di reddito.
Umberto Bossi se n’è andato senza far rumore. Tutto il contrario di come ce lo ricordiamo ai tempi d’oro: ruggente, tribunizio, sopra le righe, la voce roca, l’oratoria torrenziale, il gusto per la battuta triviale («la Lega ce l’ha duro»),...
È senz’altro lodevole la posizione di Buttafiuoco, di netto rifiuto a inquinare la creatività culturale con i diktat politici.
Il decreto impone per legge la definizione adottata dall’International Holocaust Remembrance Alliance, criticata anche dagli studiosi.
A scorrere il giornale unico atlantista, il quarto anniversario dell’attacco russo all’Ucraina celebra l’invincibile potenza dell’Europa.
Vannacci, il dado è tratto: correrà alle politiche del 2027 con il marchio “Futuro Nazionale”. Ma il Cesare del “mondo al contrario” (il bignamone della destra profonda) ha varcato un Rubicone che, di riffa o di raffa, lo ricondurrà in...
Franco Amoroso, 60enne malato terminale di tumore, è diventato suo malgrado il simbolo della malasanità italiana.
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