“Cara Italia, alleiamoci”: l’appello-meme dell’Iran
La finta lettera aperta sembra far parte di un'accorta strategia di comunicazione che ha vinto la guerra "memetica".

Palermitano di nascita, veneto d'adozione e italiano per vocazione, ha la tessera da giornalista dal 2006 ma solo perché scrivere è la seconda cosa che gli riesce meglio. Ha collaborato con diverse testate (nazionali, culturali, nucleari), diretto due quotidiani web, pubblicato alcuni saggi. Il Covid non gli ha dato alla testa: gli ha fatto scoprire l'efficace semplicità del video online. In genere non ama, ricambiato, chi difetta in due qualità: ironia e radicalità. Soprattutto la prima.
La finta lettera aperta sembra far parte di un'accorta strategia di comunicazione che ha vinto la guerra "memetica".
I dati del Rapporto mostrano che il lavoro, soprattutto agli occhi dei giovani, ha perso valore ed è solo fonte di reddito.
Umberto Bossi se n’è andato senza far rumore. Tutto il contrario di come ce lo ricordiamo ai tempi d’oro: ruggente, tribunizio, sopra le righe, la voce roca, l’oratoria torrenziale, il gusto per la battuta triviale («la Lega ce l’ha duro»),...
È senz’altro lodevole la posizione di Buttafiuoco, di netto rifiuto a inquinare la creatività culturale con i diktat politici.
Il decreto impone per legge la definizione adottata dall’International Holocaust Remembrance Alliance, criticata anche dagli studiosi.
A scorrere il giornale unico atlantista, il quarto anniversario dell’attacco russo all’Ucraina celebra l’invincibile potenza dell’Europa.
Vannacci, il dado è tratto: correrà alle politiche del 2027 con il marchio “Futuro Nazionale”. Ma il Cesare del “mondo al contrario” (il bignamone della destra profonda) ha varcato un Rubicone che, di riffa o di raffa, lo ricondurrà in...
Franco Amoroso, 60enne malato terminale di tumore, è diventato suo malgrado il simbolo della malasanità italiana.
Polemica sul concorso pubblico di ben 294 nuovi funzionari al Ministero dell’Economia e Finanze (Mef) per fare la spending review.
Donald Trump un merito ce l’ha: ha risvegliato dal coma certa classe intellettuale e giornalistica italiana.
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