Vigilanza Rai, quel pasticciaccio brutto delle dimissioni di massa
A un anno dalle elezioni, le forze politiche usano anche l’organismo di controllo su Viale Mazzini per il proprio tornaconto.

Palermitano di nascita, veneto d'adozione e italiano per vocazione, ha la tessera da giornalista dal 2006 ma solo perché scrivere è la seconda cosa che gli riesce meglio. Ha collaborato con diverse testate (nazionali, culturali, nucleari), diretto due quotidiani web, pubblicato alcuni saggi. Il Covid non gli ha dato alla testa: gli ha fatto scoprire l'efficace semplicità del video online. In genere non ama, ricambiato, chi difetta in due qualità: ironia e radicalità. Soprattutto la prima.
A un anno dalle elezioni, le forze politiche usano anche l’organismo di controllo su Viale Mazzini per il proprio tornaconto.
L'epidemia di solitudine, causata dall'isolamento digitale, dallo sfaldamento delle famiglie, sta corrodendo il tessuto sociale italiano
Uno scazzo mai visto tra il presidente Usa e il capo del governo italiano, ma anche in questo caso si parla degli hacker di Mosca.
Il totale non senso del “patentino antifascista”, iniziativa che quest’anno si sono inventati alla fiera Più libri Più liberi.
Con questi chiari di luna, di un’azienda di Stato che sviluppi un'intelligenza artificiale pubblica non si concepisce neppure l’idea.
Il mite e raffinato agostiniano di Chicago ha schierato la Santa Sede per dare un’etica all'ultimo parto prometeico della tecnoscienza.
Si chiama Objection: basta pagare perché ex agenti Cia o Nsa mettano sotto scrutinio il giornalista, che non può avere fonti riservate.
Il referendum per abolire i contributi pubblici ai giornali ha raccolto 120 mila firme in poco più di una settimana. Ma attenzione...
Si collocano esattamente al principio e alla conclusione dell’iter, i due punti ancora oscuri nella grazia concessa il 18 febbraio scorso dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Nicole Minetti. Il caso politico-istituzionale è deflagrato dopo l’inchiesta di Thomas Mackinson...
La finta lettera aperta sembra far parte di un'accorta strategia di comunicazione che ha vinto la guerra "memetica".
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