Burqa (e niqab) via dalle scuole? Un’emergenza che non esiste
Si pronuncia “burqa”, si legge “brivido, orrore e raccapriccio”. Fa parte del gioco di posizionamento e mobilitazione politica.

Palermitano di nascita, veneto d'adozione e italiano per vocazione, ha la tessera da giornalista dal 2006 ma solo perché scrivere è la seconda cosa che gli riesce meglio. Ha collaborato con diverse testate (nazionali, culturali, nucleari), diretto due quotidiani web, pubblicato alcuni saggi. Il Covid non gli ha dato alla testa: gli ha fatto scoprire l'efficace semplicità del video online. In genere non ama, ricambiato, chi difetta in due qualità: ironia e radicalità. Soprattutto la prima.
Si pronuncia “burqa”, si legge “brivido, orrore e raccapriccio”. Fa parte del gioco di posizionamento e mobilitazione politica.
Cosa attira più attenzione e benevolenza di profetizzare la fine del mondo presentandosi poi come i salvatori?
Le forze della sinistra erano un tempo tutte schierate sulla critica strutturale ma dopo la caduta del Muro di Berlino si è arresa.
La filosofa americano-tedesca propone di rivitalizzare la carica dello spirito dei Lumi che il pensiero postmoderno ha messo in soffitta.
Próspera rappresenta la fine della politica in quanto tale, sostituita dal dominio diretto di un comitato di businessmen ultra-ricchi.
A 25 anni dalla morte, della lezione di Indro Montanelli non è rimasto niente. Nel bene e nel male, né a favore né contro.
A un anno dalle elezioni, le forze politiche usano anche l’organismo di controllo su Viale Mazzini per il proprio tornaconto.
L'epidemia di solitudine, causata dall'isolamento digitale, dallo sfaldamento delle famiglie, sta corrodendo il tessuto sociale italiano
Uno scazzo mai visto tra il presidente Usa e il capo del governo italiano, ma anche in questo caso si parla degli hacker di Mosca.
Il totale non senso del “patentino antifascista”, iniziativa che quest’anno si sono inventati alla fiera Più libri Più liberi.