Marchigiano, diplomato in arti visive e multimediali all’Accademia di Belle Arti di Macerata, con tesi sul documentario sociale.Ispirato da maestri come Herzog, Pasolini, Ciprì e Maresco, decide di intraprendere la strada del documentario investigativo. Dopo alcuni anni passati sperimentando varie discipline artistiche, quali la scultura, la performance, il teatro, durante i quali prende parte a diverse mostre, tra cui il 52 ° Festival dei due Mondi di Spoleto, dal 2008 la sua attività artistica si concentra principalmente in ambito video e fotografico Dal 2011 si interessa di reportage e documentari principalmente legati a temi ambientali e più nello specifico di inquinamento radioattivo. Ha firmato vari lavori sugli incidenti di Fukushima, Mayak e Chernobyl. Ha fornito negli anni contenuti video e testi per Discovery Channel USA, Trilly production, Leopard USA, La Stampa. Attualmente lavora come autore e filmaker per un programma di Raidue, oltre che come collaboratore esterno per RSI News e Gli Occhi della Guerra.
Si fanno chiamare “stalker” gli abitanti della città morta. Quel che resta di Prypiat, Ucraina, si trova nella zona di alienazione nata dall'esplosione del reattore numero quattro della centrale nucleare Lenin a Chernobyl. Gli stalker penetrano illegalmente nella zona di alienazione per viverla ed esplorarla, e questa attività diviene tutta la loro vita.
È nella zona di esclusione di Chernobyl, nella città morta, che passano le loro giornate gli “stalker”, un termine che indica gli appartenenti a gruppi più o meno organizzati che nascono con sempre più frequenza tra la gioventù Ucraina, specialmente di Kiev.
È nella zona di esclusione di Chernobyl, nella città morta, che passano le loro giornate gli “stalker”, un termine che indica gli appartenenti a gruppi più o meno organizzati che nascono con sempre più frequenza tra la gioventù Ucraina, specialmente di Kiev.
L’Uganda, uno dei Paesi più poveri al mondo, ogni anno accoglie migliaia di migranti da tutta l’Africa, dandogli una casa, un pezzo di terra e, soprattutto, una speranza per il futuro. Clicca QUI per il reportage completo
Si fanno chiamare “stalker” e sono gli abitanti della città morta. Il 26 aprile del 1986 esplode il reattore numero quattro della centrale nucleare Lenin, a Chernobyl, in Unione Sovietica. L’incubo radioattivo investe l’Europa e fa tremare il mondo. Si...
Sento distrattamente la frase: “Stasera parte per l’Africa…” e subito cattura la mia attenzione, ma la probabilità che altri candidati avessero presentato proposte in Africa è molto alta, quindi non mi scompongo. Una frazione di secondo più tardi arriva: “…sul...
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