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	<title>Alessandro Ferro Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 11 May 2021 17:41:52 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Alessandro Ferro Archives - InsideOver</title>
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		<title>Perché il coronavirus di Wuhan non è quello &#8220;originale&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/scienza/perche-il-coronavirus-di-wuhan-non-e-quello-originale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Ferro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 May 2021 17:41:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ricerca-coronavirus-La-Presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ricerca-coronavirus-La-Presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ricerca-coronavirus-La-Presse-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ricerca-coronavirus-La-Presse-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ricerca-coronavirus-La-Presse-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ricerca-coronavirus-La-Presse-1536x1152.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ricerca-coronavirus-La-Presse-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Covid-19 di Wuhan che tutto il mondo avrebbe tristemente conosciuto da lì a breve poteva già essere la variante di un virus esistente da prima, almeno dall&#8217;ottobre del 2019. È questa l&#8217;ipotesi di alcuni ricercatori della Temple University di Philadelphia. Cosa dice lo studio Il rapporto originale è stato pubblicato su BiorXiv dal titolo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/scienza/perche-il-coronavirus-di-wuhan-non-e-quello-originale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/scienza/perche-il-coronavirus-di-wuhan-non-e-quello-originale.html">Perché il coronavirus di Wuhan non è quello &#8220;originale&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ricerca-coronavirus-La-Presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ricerca-coronavirus-La-Presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ricerca-coronavirus-La-Presse-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ricerca-coronavirus-La-Presse-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ricerca-coronavirus-La-Presse-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ricerca-coronavirus-La-Presse-1536x1152.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ricerca-coronavirus-La-Presse-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il Covid-19 di <strong>Wuhan</strong> che tutto il mondo avrebbe tristemente conosciuto da lì a breve poteva già essere la variante di un virus esistente da prima, almeno dall&#8217;ottobre del 2019. È questa l&#8217;ipotesi di alcuni ricercatori della <a href="https://www.temple.edu/">Temple University</a> di Philadelphia.</p>
<h2>Cosa dice lo studio</h2>
<p class="p1"><span class="s1">Il rapporto originale è stato <a href="https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2020.09.24.311845v3.full">pubblicato su BiorXiv</a> dal titolo &#8220;Un ritratto evolutivo del progenitore Sars-Cov-2 e delle sue propaggini dominanti nella pandemia Covid-19&#8221; dove si cerca di capire, appunto, quale sia il progenitore del virus che ci accompagna ormai da un anno e mezzo. Ma come hanno fatto i ricercatori ha giungere a queste conclusioni? &#8220;</span><span class="s1">Un metodo è quello di analizzare le <strong>sequenze</strong> genomiche di RNA di milioni di virus isolati dai pazienti che hanno infettato e confrontarli. In questo modo è possibile determinare la discendenza di una famiglia di virus e costruire una sorta di &#8216;albero genealogico&#8217; del virus&#8221;, </span><span class="s1">ha affermato ad <em>InsideOver</em> <a href="https://biomedicinaeprevenzione.uniroma2.it/novelli-giuseppe.html">Giuseppe Novelli</a>, genetista e rettore dell&#8217;Università &#8220;Tor Vergata&#8221; di Roma.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">I colleghi di Philadelphia hanno ricostruito l’albero genealogico con un metodo sofisticato di analisi computazionale e stabilito che il progenitore differisce dai primi Coronavirus isolati in Cina per tre varianti, a suggerire che nessuno dei primi pazienti rappresenta il caso indice che ha dato origine a tutte le infezioni umane. </span><span class="s1">Secondo queste analisi il virus esisteva già, e quello arrivato in Italia ed in Europa altro non era che una mutazione del virus come quelle che ormai abbiamo imparato a conoscere (sudafricana, brasiliana, indiana, ecc.). Su queste basi, i ricercatori hanno ricostruito l’<strong>albero genealogico</strong>: i rami sono le varianti, il tronco centrale è il punto da dove partono i rami: loro hanno individuato una zona di questo ipotetico albero la cui parte centrale è in comune a tutti i rami. Partendo dai rami, andando a ritroso ed avvicinandosi al tronco, si sono avvicinati a quello che potrebbe essere il tronco più probabile, il progenitore del virus. </span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">Perché “Wuhan 1” non è il virus originale</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">Proprio come gli esseri umani, anche i virus hanno una <strong>discendenza</strong> ma mentre noi possiamo usare i fossili o il Dna degli ominidi per identificare le creature che hanno vagato sulla Terra nel passato, i virus sono molto più difficili da classificare e non ci hanno lasciato resti fossili da studiare. Per i virus, poi, mutare non è così facile come possa sembrare: per gli esseri umani e i batteri è più semplice, non per i virus perché hanno un modo di trasmettersi particolare,</span><span class="s1"> non hanno una cellula o una vita autonoma, non esistono come tali se non quando infettano. &#8220;Il batterio si riproduce, fa due copie di se stesso, poi quattro, poi otto e così via. Il virus, invece, è diverso perché quando infetta dipende dall’ospite, cioè da noi. È molto più difficile farlo &#8211; ci spiega Novelli &#8211;  I ricercatori americani hanno applicato una tecnica nuova trovando quello che potrebbe essere il prototipo, il primo Covid-19&#8221;. </span></p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-317827" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/covid-beta.png" alt="albero genealogico coronavirus" width="20647" height="16417" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il più anziano, teoricamente, sarebbe dovuto essere quello di Wuhan chiamato &#8220;Wuhan 1&#8221; ma si sono accorti che presentava già tre mutazioni rispetto ad altri Coronavirus già noti come, ad esempio, quello della Sars. &#8220;Da questo si è dedotto che non potesse essere lui il capostipite, prima ce ne doveva essere stato qualcun’altro. Ipotizzano che il primo, eventualmente, potesse essere in circolazione già dall’<strong>ottobre-novembre 2019</strong> rispetto a quello depositato sulla banca dati a dicembre. Ciò significa che poteva essere già mutato ed i ricercatori hanno trovato questo cambiamento&#8221;, aggiunge Novelli. </span><span class="s1">Il punto, però, è che si tratta di ipotesi perché quello che i ricercatori chiamano pro-Cov2, il progenitore del Covid, non è stato diagnosticato in nessun paziente. “L’unica cosa è che stata trovata la ‘pistola’ di Wuhan, a dicembre, ma si presume che Wuhan non possa essere stato il capostipite iniziale o ‘paziente zero’, perché sappiamo come il virus sta cambiando e come cambia nel tempo. Presumo, quindi, che ce ne sia stato uno prima chiamato proto-coronavirus. Ma non l’hanno mica trovato&#8221;, sottolinea il genetista.</span></p>
<h2><span class="s1">L’importanza di saperlo: farmaci e vaccini ad hoc</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">Più infezioni da Coronavirus in Cina e negli Stati Uniti hanno ospitato l&#8217;impronta genetica del progenitore nel gennaio 2020 e nei periodi immediatamente successivi, suggerendo che il &#8220;progenitore&#8221; si stava diffondendo in tutto il mondo non appena settimane dopo i primi casi segnalati di Covid-19. Le sue mutazioni e quelle dei suoi derivati hanno prodotto molti ceppi dominanti di Coronavirus che si sono diffusi episodicamente nel tempo. &#8220;</span><span class="s1">Questo tipo di conoscenza non è solo una curiosità scientifica, ma potrebbe aiutarci a trovare nuovi modi per <strong>bloccarli</strong> (ad esempio individuo un sito comune “conservato” che potrebbe essere un target per anticorpi neutralizzanti e farmaci). Infatti, se si identificano questa parti, possono essere utilizzati per creare terapie che funzionano sull’intera famiglia di virus, invece di uno solo&#8221;. La ricostruzione dell&#8217;albero genealogico del Covid-19 vuole essere uno sbocco verso una cura terapeutica ben specifica: se si scopre qual è la zona comune, identica e che non cambia del Covid e quindi dei Coronavirus in generale, la ricerca si potrebbe indirizzare verso dei farmaci o un vaccino ad hoc fatti apposta per colpire quella zona che non muta mai.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">&#8220;A quel punto si potrebbe ipotizzare la produzione di un vaccino generale, universale, che colpisce la zona centrale del virus che blocca tutte le varianti, cioè la radice, che è la stessa per tutte le mutazioni che il Covid ha avuto&#8221;, afferma il Prof. Novelli, che spiega come questo sia il <strong>meccanismo</strong> con cui agiscono gli antibiotici. “Per gli antibiotici funziona così: se ne prende uno che colpisce più batteri che hanno in comune un ‘core’, quindi una famiglia di batteri. Perché si parla di antibiotico ad ampio spettro? Perché può uccidere più batteri: se domani si scoprisse il ‘core’ che hanno in comune si potrebbe produrre un vaccino che protegga da tutta la famiglia dei Coronavirus. Finora non è stato fatto perché non è ancora stata scoperta la parte comune, è un esperimento che ci aiuta ad andare in questa direzione. Ci vuole tempo, la Scienza ha bisogno dei suoi tempi&#8221;. Inoltre, il genoma progenitore è un riferimento migliore per seguire la diffusione delle varianti nel mondo, l&#8217;orientamento delle mutazioni, la stima di sequenze divergenti. &#8220;</span><span class="s1">Adesso aspettiamo che lo studio venga confermato anche da altri e poi ne riparliamo. </span><span class="s1">I discendenti dei virus indicano la strada verso nuove soluzioni terapeutiche&#8221;, conclude.</span></p>
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		<title>Covid e pandemia: ecco perché il virus si è mosso a &#8220;ondate&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/ondate-pandemia-covid-19.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Ferro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 May 2021 10:41:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[immunità di gregge]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ondate-virus-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="covid pandemia ondate" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ondate-virus-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ondate-virus-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ondate-virus-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ondate-virus-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ondate-virus-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ondate-virus-la-presse-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Prima, seconda e terza: sono le ondate con cui il Covid-19 ha colpito il nostro Paese e le altre nazioni europee. La prima ha visto proprio l&#8217;Italia epicentro della pandemia europea nel mese di marzo del 2020 da dove, poi, si è diffusa a macchia d&#8217;olio. Dopo l&#8217;illusione estiva, la seconda ondata è iniziata in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/ondate-pandemia-covid-19.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ondate-virus-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="covid pandemia ondate" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ondate-virus-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ondate-virus-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ondate-virus-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ondate-virus-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ondate-virus-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/ondate-virus-la-presse-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Prima, seconda e terza: sono le <strong>ondate</strong> con cui il Covid-19 ha colpito il nostro Paese e le altre nazioni europee. La prima ha visto proprio l&#8217;Italia epicentro della pandemia europea nel mese di marzo del 2020 da dove, poi, si è diffusa a macchia d&#8217;olio. Dopo l&#8217;illusione estiva, la seconda ondata è iniziata in Regno Unito nell&#8217;autunno scorso per poi viaggiare e diffondersi fin sul Mediterraneo: non a caso, quella che ci interessa tutt&#8217;ora si chiama variante inglese, sequenziata per la prima volta in Inghilterra. E poi c&#8217;è la terza, scoppiata dopo le festività natalizie con Francia, Germania, Italia sotto scacco per mesi nonostante le numerose restrizioni. Le vaccinazioni, eccezion fatta per il Regno Unito che ha iniziato prima di tutti, non danno ancora gli effetti sperati ed il virus continua a muoversi e mutare.</p>
<h2>Come si muovono le pandemie</h2>
<p>Le pandemie hanno un andamento che alterna <strong>fasi</strong> di ampia diffusione ad altre di rallentamento, in funzione della frequenza e del numero di contatti, delle stagioni e degli interventi sanitari messi in atto per ridurre la circolazione del virus. Ma come nascono e come si diffondono queste ondate? &#8220;<span class="s1">Non è facile da spiegare ma anche la Spagnola ha avuto tre ondate: in pratica, si creano dei serbatoi di infetti e le ondate arrivano quando i virus, o batteri, hanno delle fasi di replicazione asintomatica. È questa la ‘genialità’ di questo virus maligno che si diffonde con la trasmissione asintomatica&#8221;, afferma in esclusiva per <em>InsideOver </em>il Prof. <a href="https://www.virology-education.com/stefano-vella-md/">Stefano Vella</a>, infettivologo e docente di Salute Globale all&#8217;Università Cattolica di Roma, oltre ad essere uno dei massimi esperti italiani nelle dinamiche pandemiche.</span></p>
<p><span class="s1">A tal proposito, ci ha spiegato il motivo per il quale l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/societa/il-ritorno-di-ebola.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Ebola</strong></a>, anch&#8217;esso un virus del pipistrello come il Sars-Cov-2, non sia diventato pandemia mondiale. &#8220;Perché uccide i suoi ospiti velocemente: p</span><span class="s1">iù un virus è cattivo, più è suicida perché non può trasmettersi. Se un paziente è morente in ospedale non può trasmetterlo, cosa che non avviene con il Covid che si trasmette tramite gli <strong>asintomatici</strong>&#8220;, spiega. &#8220;L</span><span class="s1">e ondate arrivano quando il serbatoio degli infetti asintomatici, quindi dei portatori del virus, diventa abbastanza grande da espandersi al punto che le persone si ammalano&#8221;. Ecco qual è stato il segreto del Covid: covare e diffondersi in maniera silente, da una persona all&#8217;altra e dalla Cina all&#8217;Occidente, fin quando non è diventato pandemia.</span></p>
<h2>Le ondate e le mutazioni del Covid</h2>
<p class="p1"><span class="s1">&#8220;È difficile fare un’analisi completa per i singoli eventi ma possiamo considerare sia aspetti che riguardano i comportamenti individuali delle persone, se cioè aderiscono alle raccomandazioni del distanziamento, sia agli aspetti del virus stesso&#8221;, ha spiegato a <em>InsideOver</em> il Prof. <a href="https://www.unisr.it/en/docenti/c/clementi-massimo">Massimo Clementi</a>, Direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell&#8217;ospedale San Raffaele di Milano e docente all&#8217;università Vita-Salute. &#8220;</span><span style="font-size: 1rem;">L’alternanza di lockdown e periodi di minori restrizioni, la possibilità di avere o non avere socializzazioni maggiori hanno sicuramente un ruolo, poi ci sono gli aspetti che riguardano il virus, che si muove per <strong>generazione</strong> di varianti&#8221;, aggiunge il virologo, che spiega come la prima ondata è stata data da un virus che era esso stesso una variante perché il virus di Wuhan, diffuso inizialmente in Cina, infettava la popolazione orientale in cui il numero di recettori Ace2 era molto più alto che negli europei. </span></p>
<p class="p1"><span style="font-size: 1rem;">&#8220;Il virus è arrivato in Europa ed Nord America e per infettare si è dovuto adattare ad una popolazione differente e così ha fatto la prima mutazione della Spike che ha condizionato la diffusione del virus da noi. Successivamente, si è trovato di fronte sia una popolazione sempre crescente che aveva superato l’infezione e poi l’inizio delle vaccinazioni da dicembre. Vaccinare in fretta significa creare una barriera immunitaria alla circolazione del virus che altrimenti sfuggirebbe creando nuove varianti&#8221;. Su questo tema non dobbiamo sorprenderci: per quanto </span><span style="font-size: 1rem;">alcune di esse possano ridurre l’efficacia dei vaccini, siamo in grado di controllarle tutte. &#8220;Questo ci dice che il virus tenta di cambiare ma non ha una capacità <strong>infinita</strong> di mutare, non può cambiare tutte le strutture che le servono per interagire con la cellula. A tutto questo aggiungerei anche la stagionalità: il virus è molto sensibile ai <strong>raggi ultravioletti</strong>. In estate il virus è circolato di meno l’anno scorso, i raggi ultravioletti ne riducono la possibilità di infezione del virus&#8221;.</span></p>
<h2>Cosa succede in Germania</h2>
<p class="p1"><span class="s1">Dopo un calo a febbraio e marzo, quasi in controtendenza con il resto d&#8217;Europa, la <strong>Germania</strong> ha visto un&#8217;impennata di nuovi casi ed un aumento esponenziale di ricoveri nel mese di aprile nonostante la vaccinazione proseguisse a ritmo spedito ma, evidentemente, non è stato abbastanza. ”Si è formato un serbatoio di asintomatici, non stanno andando abbastanza veloci con la vaccinazione, il serbatoio è di suscettibili e non di protetti&#8221;, aggiunge il Prof. Vella.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Abbiamo chiesto all&#8217;infettivologo se questo serbatoio di asintomatici, che si riempie, si svuota ma poi torna a riempirsi sia dovuto anche alle varianti che ormai abbiamo imparato tutti a conoscere.</span><span class="s1"> “Diciamo che più si replica il virus e maggiormente si replicano le varianti, questo serbatoio è legato a questo ed al fatto che non abbiamo coperto con il vaccino il maggior numero di persone. C’è un serbatoio enorme di <strong>trasmettitori </strong>ed un serbatoio enorme di suscettibili: quando avremo coperto tutti i suscettibili, il virus muore&#8221;.</span></p>
<h2>L&#8217;immunità di gregge &#8220;naturale&#8221;</h2>
<p><span class="s1">La pandemia di <strong>Spagnola</strong> del 1918-1919 è scomparsa perché si è creata un’immunità di gregge naturale: la popolazione mondiale era di due miliardi e, secondo alcuni dati, oltre un miliardo di loro fu infettato dal virus. Anche quel virus è passato dall&#8217;animale all&#8217;uomo, dalla suina, ed era sconosciuto dal punto di vista immunologico proprio come accaduto con il Covid-19.  Causò 100 milioni di morti. &#8220;L’immunità di gregge si può ottenere soltanto con il prezzo di milioni di morti, quando il virus colma il serbatoio degli infettabili non ha più dove andare &#8211; afferma Vella &#8211; Qualcuno ha provato a dire che si poteva fare l’immunità di gregge ma a costo di 100 milioni di morti, significa che si sarebbe diffuso a tal punto che non avrebbe più trovato suscettibili. Lo aveva detto il Brasile, la Svezia ed il premier Johnson per il Regno Unito. </span><span class="s1">La <strong>peste</strong>, nel ‘300, ha decimato le città, non c’era più nessuno ed è scomparsa quando sono morti tutti e non c’erano più suscettibili da infettare&#8221;.</span></p>
<h2>Perché in India e Brasile si muore</h2>
<p>Cerchiamo di capire, adesso, se esiste un criterio &#8220;emisferico&#8221; per il movimento delle pandemie o se è soltanto il frutto di spostamenti e viaggi tra persone di diversa nazionalità. È possibile un confronto? &#8220;<span class="s1">Non c’è correlazione: qualcuno diceva che la stagione calda facesse male al virus ma non è il caldo in sé, semplicemente si sta più <strong>all’aperto</strong> ed è più difficile trasmettersi la malattia&#8221;, afferma il Prof. Vella che specifica, però, da dove ci si trova. </span></p>
<p><span class="s1">&#8220;In India fa caldissimo ma stanno morendo in tanti perché, malgrado il caldo, stanno tutti appiccicati. Sono un miliardo e trecentomila abitanti, lì è <a href="https://it.insideover.com/scienza/india-e-brasile-due-giganti-e-un-unico-tragico-destino.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">impossibile stare a distanza</a>. Da noi è diverso &#8211; aggiunge &#8211; stando all’aperto infettiamo meno ma vale per Paesi in cui esiste un distanziamento naturale. La stessa cosa che avviene in Brasile, fa sempre molto caldo ma da questo punto di vista c’è una situazione simile all’India. Non è il caldo in sé ma la conseguenza del caldo sul distanziamento. Purtroppo, però, in alcuni Paesi è impossibile distanziarsi&#8221;.</span></p>
<h2>Come le stagioni influiscono sui virus</h2>
<p><span class="s1">Sulla stessa lunghezza d&#8217;onda anche il Prof. Clementi che ci spiega qual è il ruolo delle stagioni sui virus. &#8220;</span><span class="s1">In genere c’è un ruolo delle <strong>stagioni</strong>: quella fredda favorisce i virus con un involucro lipidico come quello dell’influenza che circola di più in inverno, le persone stanno più tempo in ambienti chiusi ed il virus ha una struttura più stabile a basse temperature. Inoltre, il virus influenzale è favorito dal fatto che il freddo riduce i movimenti delle cellule ciliate dell’albero respiratorio che tendono a liberare le cellule stesse dal virus&#8221;, spiega il virologo. </span></p>
<p><span class="s1">È chiaro, però, che i virus pandemici possono avere anche altre modalità di diffusione, basti pensare ad i contatti diretti. &#8220;Ci si muove tra un emisfero e l’altro con una facilità che <strong>favorisce</strong> la trasmissione. Se poi ci si fa il bagno nel Gange tutti insieme e vicini, è chiaro che la diffusione è fortissima. Il virus si diffonde in tutto il mondo e le persone si muovono da tutto il mondo, è difficile bloccarlo&#8221;. </span></p>
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		<title>Cosa c’è dietro allo stop allo Sputnik V in Brasile</title>
		<link>https://it.insideover.com/scienza/cosa-ce-dietro-allo-stop-allo-sputnik-v-in-brasile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Ferro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2021 08:19:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sputnik V]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/sputnik-la-presse.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sputnik V" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/sputnik-la-presse.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/sputnik-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/sputnik-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/sputnik-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/sputnik-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/sputnik-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;adenovirus contenuto all&#8217;interno del vaccino russo Sputnik V sembra in grado di replicarsi all&#8217;interno dell&#8217;organismo umano, esattamente il contrario di come dovrebbe essere. Cosa succede L&#8217;allarme arriva dal Brasile, dove il consiglio di amministrazione dell&#8217;Autorità sanitaria ha deciso di non dare l&#8217;approvazione per il vaccino votando all&#8217;unanimità un secco &#8220;No&#8221;. Se in un primo momento &#8230; <a href="https://it.insideover.com/scienza/cosa-ce-dietro-allo-stop-allo-sputnik-v-in-brasile.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/sputnik-la-presse.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sputnik V" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/sputnik-la-presse.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/sputnik-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/sputnik-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/sputnik-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/sputnik-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/sputnik-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;<strong>adenovirus</strong> contenuto all&#8217;interno del vaccino russo Sputnik V sembra in grado di replicarsi all&#8217;interno dell&#8217;organismo umano, esattamente il contrario di come dovrebbe essere.</p>
<h2>Cosa succede</h2>
<p>L&#8217;allarme arriva dal Brasile, dove il consiglio di amministrazione dell&#8217;<a href="https://www.gov.br/anvisa/pt-br">Autorità sanitaria</a> ha deciso di non dare l&#8217;approvazione per il vaccino votando all&#8217;unanimità un secco &#8220;No&#8221;. Se in un primo momento c&#8217;erano alcuni dubbi, adesso sta emergendo qualcosa di davvero <strong>inquietante</strong> che ha segnalato anche il virologo italiano Roberto Burioni sul proprio account <a href="https://twitter.com/RobertoBurioni?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1387430547778064390%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_&amp;ref_url=https%3A%2F%2Fwww.corriere.it%2Fsalute%2Fmalattie_infettive%2F21_aprile_28%2Fsputnik-l-adenovirus-messaggero-si-replica-ecco-perche-brasile-ha-bocciato-4aab2f70-a839-11eb-9b2a-89b9894068db.shtml">Twitter. </a>&#8220;Il problema di &#8220;Sputnik&#8221; sembra essere grave. Il vaccino dovrebbe essere costituito da virus incapace di replicarsi, mentre TUTTI i campioni analizzati in Brasile contenevano virus IN GRADO DI REPLICARSI. Non stupisce la bocciatura all&#8217;unanimità&#8221;.</p>
<h2 class="chapter-title">Cos&#8217;è l&#8217;adenovirus</h2>
<p class="chapter-title"><span style="font-family: Merriweather, sans-serif; font-size: 1rem;">La <strong>tecnologia</strong> utilizzata nella produzione dello Sputnik V è, come anticipato, ad adenovirus esattamente come quella dei vaccini AstraZeneca e Johsnon&amp;Johsnon. In questa maniera, il codice genetico del Covid-19 viene inserito nell&#8217;adenovirus che, una volta inoculato dopo la vaccinazione nel nostro organismo, stimola le cellule e produce una risposta immunitaria. Il virus scelto dai russi per contrastare Sars-Cov-2 è l&#8217;adenovirus umano Ad26 (lo stesso di J&amp;J). A differenza del vaccino americano, però, in questo caso sono necessarie due dosi a distanza di tre o quattro settimane dalla prima ed il richiamo viene effettuato con un altro adenovirus chiamato Ad5.</span></p>
<h2>Cosa accade all&#8217;organismo umano</h2>
<p class="chapter-title">La cosa grave che provocherebbe Sputnik è quella di non eliminare un gene che si <strong>replicherebbe</strong> indisturbato nell&#8217;organismo. Tra i punti critici &#8211; ha spiegato Gustavo Mendes all’<a href="https://agenciabrasil.ebc.com.br/en/saude/noticia/2021-04/brazil-drug-regulator-rejects-import-and-use-sputnik-v" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">Agencia Brasil,</a> Direttore generale della sezione farmaci di Anvisa &#8211; c’era la presenza di adenovirus replicanti. Ciò significa che il virus che dovrebbe essere utilizzato solo per trasportare il materiale genetico del coronavirus alle cellule umane e promuovere una risposta immunitaria può replicarsi. Questo è un grave caso di non conformità e adenovirus replicante è stato rilevato in tutti i lotti del vaccino Sputnik presentato. Inoltre, come si legge sul <a href="https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/21_aprile_28/sputnik-l-adenovirus-messaggero-si-replica-ecco-perche-brasile-ha-bocciato-4aab2f70-a839-11eb-9b2a-89b9894068db.shtml"><em>Corriere</em></a>, l&#8217;<a href="https://www.gov.br/anvisa/pt-br">Agenzia regolatoria brasiliana</a> ha segnalato anche problemi di conformità nella produzione del vaccino, con un impatto sulla sterilità del prodotto. Insomma, stanno venendo a galla tutti i problemi legati ai trials poco convincenti che ha condotto la Russia negli scorsi mesi quando aveva deciso di rendere pubblici i dati destando malumori all&#8217;interno della Comunità scientifica internazionale. Se è vero che gli adenovirus sono, per loro natura, praticamente innocui causando soltanto lievi raffreddori o gastroenteriti, così non sarebbe qualora si replicassero davvero nel nostro organismo.</p>
<h2>Quali sono i rischi</h2>
<p class="chapter-paragraph">&#8220;Se però l’adenovirus si replica può causare infezioni che nei soggetti immunocompromessi possono essere <strong>gravi</strong>&#8220;, afferma al <em>Corriere della Sera</em> l’immunologa <a href="https://www.osservatorioterapieavanzate.it/chi-siamo/comitato-scientifico/antonella-viola">Antonella Viola</a>. &#8220;Il dato emerso probabilmente non causerà grossi problemi alla popolazione vaccinata, ma è un rischio completamente inutile. E se un tale vaccino sta andando a decine di milioni di persone (o più), sembra certo che ce ne saranno alcune danneggiate da questo problema evitabile&#8221;, osserva Derek Lowe, chimico farmaceutico ed editorialista, autore del blog <a href="https://blogs.sciencemag.org/pipeline/archives/2021/04/28/russian-vaccine-behavior" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">In the pipeline </a>ed ospite della rivista <a href="https://science.sciencemag.org/">Science. </a>Certamente, i lotti arrivati in Brasile non sembrano proprio essere quelli dello studio pubblicato su <a href="https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(21)00234-8/fulltext">The Lancet</a> che tanta forza aveva dato ai russi, sicuri e spavaldi del loro vaccino anti-Covid efficace (sulla carta) al 91,6% contro la malattia sintomatica.</p>
<h2 class="chapter-paragraph">La risposta della Russia</h2>
<p>&#8220;In risposta alle notizie false che circolano derivanti da un rapporto Anvisa impreciso, si prega di fare riferimento a una dichiarazione ufficiale dell&#8217;Istituto Gamaleya che conferma che in Sputnik V E1 è cancellato e non è presente alcuna RCA. Abbiamo anche informato Anvisa su questo argomento&#8221;, replicano i russi sul <a href="https://sputnikvaccine.com/newsroom/pressreleases/sputnik-v-statement-on-brazilian-health-regulator-anvisa-s-decision-to-postpone-authorization/">canale ufficiale</a> dedicato allo Sputnik. I russi ce l&#8217;hanno con Anvisa, appunto, l&#8217;autorità sanitaria brasiliana, accusandola di &#8220;ritardare l&#8217;approvazione dello Sputnik V&#8221;  per problematiche &#8220;di natura <strong>politica</strong> e non ha nulla a che fare con l&#8217;accesso del regolatore alle informazioni o alla scienza&#8221;. Tra l&#8217;altro, a detta dei russi, la decisione degli enti regolatori brasiliani contraddirebbe anche una precedente decisione del Ministero della Scienza, della Tecnologia e dell&#8217;Innovazione (MCTI) del Brasile che &#8220;riconosceva il vaccino Sputnik V come sicuro e ne consentiva la produzione in Brasile&#8221;: la battaglia è appena iniziata.</p>
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		<title>Come vanno i piani per il Recovery Fund negli altri Paesi Ue</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/recovery-fund-piani-paesi-ue.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Apr 2021 12:32:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1289" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/recovery-fund-europa-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/recovery-fund-europa-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/recovery-fund-europa-300x201.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/recovery-fund-europa-1024x687.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/recovery-fund-europa-768x516.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/recovery-fund-europa-1536x1031.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/recovery-fund-europa-2048x1375.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La strada che porta al tesoretto in arrivo da Bruxelles è stretta e in salita. Come già successo per i vaccini, l’Europa dovrà rivedere la tabella di marcia sui lavori del Recovery Fund: su 27 Paesi europei, ben dieci devono ancora ratificare la decisione sulle risorse proprie (Estonia, Polonia, Ungheria, Austria, Finlandia, Romania, Paesi Bassi, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/recovery-fund-piani-paesi-ue.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1289" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/recovery-fund-europa-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/recovery-fund-europa-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/recovery-fund-europa-300x201.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/recovery-fund-europa-1024x687.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/recovery-fund-europa-768x516.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/recovery-fund-europa-1536x1031.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/recovery-fund-europa-2048x1375.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La strada che porta al tesoretto in arrivo da Bruxelles è stretta e in salita. Come già successo per i vaccini, l’Europa dovrà rivedere la tabella di marcia sui lavori del <strong>Recovery Fund</strong>: su 27 Paesi europei, ben dieci devono ancora ratificare la decisione sulle risorse proprie (Estonia, Polonia, Ungheria, Austria, Finlandia, Romania, Paesi Bassi, Irlanda, Lituania) e la data di scadenza è quella del prossimo 30 aprile, una manciata di giorni.</p>
<p>Una &#8220;matassa&#8221;, però, sembra essersi sbrogliata: la Corte costituzionale tedesca <a href="https://it.insideover.com/economia/la-corte-ue-conferma-la-commissione-favori-la-crisi-delle-banche-italiane.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha dato il via libera</a> all&#8217;adesione del governo di Angela Merkel al Recovery Fund dell&#8217;Unione europea che ha stanziato 750 miliardi di euro per la ripresa economica dopo la crisi indotta dalla pandemia. La Corte di Karlsruhe ha respinto il ricorso che era stato presentato contro la partecipazione tedesca al piano europeo. I giudici dovrebbero esprimersi entro fine mese. Per quanto riguarda invece il piano, Berlino ha avuto diversi confronti con Bruxelles perché c&#8217;è uno squilibrio tra riforme e investimenti.</p>
<h2>Spagna vicina alla consegna</h2>
<p>La Spagna, invece, ha tutte la carte già in regola. Probabilmente già la prossima settimana presenterà il suo piano a Bruxelles: con i 72 miliardi che dovrebbe ricevere entro il 2023, è la prima beneficiaria del Recovery per sovvenzioni, seconda se si contano anche i prestiti (dopo l&#8217;Italia) che portano la somma a 140 miliardi di euro. Nel piano sono previsti 110 grandi progetti di investimenti, 102 riforme pianificate che toccano 10 aree politiche. Saranno rivisti, tra gli altri, il sistema pensionistico e il mercato del lavoro. Sarà riformata anche la Sanità. Dovrebbe portare un aumento di due punti percentuali l&#8217;anno da qui al 2026. Alle politiche <em>green</em> è dedicato il 39% del piano; il 30% alla digitalizzazione e all&#8217;Istruzione il 18%. Più di 13 miliardi di euro andranno alla mobilità sostenibile; oltre 4 miliardi alla banda larga e al 5G; 6,8 miliardi per ristrutturare mezzo milione di case.</p>
<h2>La Francia mette sul piatto 100 miliardi</h2>
<p>Il governo francese ha pubblicato un dettagliato piano di rilancio dell’economia per il biennio 2021-2022, chiamato &#8220;<strong>France Relance</strong>&#8221; dando l&#8217;impressione che la scadenza del 30 aprile possa essere rispettata. L’obiettivo complessivo, secondo il presidente Macron, è di “costruire la Francia del 2030”: in pratica, si tratta di sfruttare la ripresa post-Covid-19 per modernizzare il Paese nel medio periodo. Il costo del piano è di 100 miliardi ripartito in due anni. Le priorità principali saranno l’ambiente (che assorbirà 30 miliardi), la competitività (34 miliardi) e la coesione sociale e territoriale (36 miliardi), anche se alcuni interventi in un dato ambito possono indirettamente riguardarne altri.</p>
<p>Non è chiarissimo ancora come i 100 miliardi saranno ripartiti tra i due anni. &#8220;France Relance&#8221; ritaglia un ampio spazio per gli investimenti sulla sostenibilità ambientale: in questo campo, le misure principali sono 6,7 miliardi destinati all’efficientamento energetico di edifici pubblici, di abitazioni popolari e di abitazioni private, 4,7 miliardi di investimenti nella rete e nei servizi ferroviari e 7 miliardi a favore della diffusione e del miglioramento delle tecnologie inerenti ai combustibili a idrogeno. Per quanto riguarda la competitività, il piano si concentra su due grandi misure: taglio delle tasse alle imprese (20 miliardi su due anni) e investimenti in ricerca e sviluppo (11 miliardi distribuiti tra imprese e università).</p>
<h2>Europa del Sud quasi pronta</h2>
<p>Piani ambiziosi anche per la <strong>Grecia</strong> che avrà a disposizione circa 30 miliardi di euro: 17,8 in sussidi e 12,7 in prestiti. Nei giorni scorsi Atene ha firmato con un accordo con la Banca europea per gli investimenti a cui affida la gestione di 5 miliardi di euro. Ma il piano, completato il 30 marzo scorso, è stato già citato come modello anche da alcuni funzionari europei. La manovra, da 170 progetti, chiamata &#8220;Grecia 2.0&#8221;, dovrebbe fare crescere il Pil del 7% entro il 2026, creare 180 mila posti di lavoro e mobilitare 54 miliardi di investimenti privati.</p>
<p>Il piano di duemila pagine, scrive <em>Agi</em>, poggia su quattro pilastri: transizione ecologica; digitalizzazione dell&#8217;economia; politiche sociali; e riforme settoriali. Tra le misure previste vi sono la creazione di infrastrutture 5G, il miglioramento del collegamento delle isole greche alla rete elettrica continentale, la digitalizzazione dei servizi fiscali e la riqualificazione della forza lavoro. Di tenore simile i piani del <strong>Portogallo &#8211;</strong> praticamente pronto per la scadenza di fine aprile &#8211; che invece potrà contare su 13,9 miliardi di sussidi Ue. Lisbona prevede infatti 36 riforme e 77 investimenti in ambito sociale, clima e digitalizzazione.</p>
<h2>In ritardo i Paesi dell&#8217;Est</h2>
<p>Maggiori problemi, invece, da alcuni <strong>Paesi dell&#8217;Est</strong>: <a href="https://iusletter.com/oggi-sulla-stampa/est-europa-berlino-rischiano-far-tardare-recovery-fund/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come riportato da <em>Iusletter</em></a>, a Bruxelles si segue con una certa ansia il processo di ratifica della <strong>Polonia</strong>: il governo Morawiecki non ha più la maggioranza. Il partito di ultradestra del ministro della Giustizia/Procuratore generale Zbigniew Ziobro, “Solidarietà polacca” non lo voterà: sostiene che avvia “l’europeizzazione del debito”. Argomentazione in contrasto con il fatto che Varsavia sia tra i maggiori beneficiari del Fondo Ue con 23 miliardi di sussidi e 34 di prestiti. Il governo sta parlando con l’opposizione. “La sinistra” che conta su oltre 40 deputati, ha detto di sì in un primo momento ma ora comincia a porre condizioni. E la tentazione di dire no per l’opposizione è enorme: se cade il Recovery, cade il governo. Ma a fermarsi potrebbe essere anche l’Europa. Risultato: nessuna calendarizzazione della legge.</p>
<p>In <strong>Ungheria</strong>, la maggioranza di <strong>Viktor Orbàn</strong> non ha ancora fissato una data per il voto con il Recovery che galleggia tra commissioni ministeriali e del parlamento. In Austria servono i due terzi delle Camere e l’ok era atteso per gennaio, ma alcuni media parlano di una ratifica del governo entro aprile e un via libera parlamentare entro metà maggio. Anche in <strong>Romania</strong> serve una maggioranza dei due terzi del Parlamento, che al momento il governo di centrodestra guidato da Florin Citu non è in grado di assicurare per la defezione dell’opposizione di centrosinistra del Psd, partito già in rotta con Bruxelles e con la sua famiglia politica europea, il Pse. Anche qui seduta parlamentare cancellata: verrà convocata quando i numeri saranno certi.</p>
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		<title>Tutti i misteri di Sputnik, il vaccino russo anti-Covid</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/misteri-sputnik-vaccino-russo-covid.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2020 06:31:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=297457</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="931" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Vaccino-russo-Sputnik-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vaccino russo Sputnik (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Vaccino-russo-Sputnik-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Vaccino-russo-Sputnik-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Vaccino-russo-Sputnik-La-Presse-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Vaccino-russo-Sputnik-La-Presse-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Sputnik rievoca grandi ricordi: si tratta del primo satellite artificiale costruito dall&#8217;uomo e lanciato nello spazio il 4 ottobre del 1957 dall&#8217;ex Unione sovietica che diede il via, di fatto, all&#8217;era spaziale. Lanciato da una base missilistica sovietica in Kazakistan, lo Sputnik 1 divenne il primo oggetto costruito dall’uomo a raggiungere l’orbita terrestre e a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/misteri-sputnik-vaccino-russo-covid.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/misteri-sputnik-vaccino-russo-covid.html">Tutti i misteri di Sputnik, il vaccino russo anti-Covid</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="931" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Vaccino-russo-Sputnik-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vaccino russo Sputnik (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Vaccino-russo-Sputnik-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Vaccino-russo-Sputnik-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Vaccino-russo-Sputnik-La-Presse-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Vaccino-russo-Sputnik-La-Presse-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p><b>Sputnik</b><span style="font-weight: 400;"> rievoca grandi ricordi: si tratta del primo satellite artificiale costruito dall&#8217;uomo e lanciato nello spazio il 4 ottobre del 1957 dall&#8217;ex Unione sovietica che diede il via, di fatto, all&#8217;era spaziale. Lanciato da una base missilistica sovietica in Kazakistan, lo Sputnik 1 divenne il primo oggetto costruito dall’uomo a raggiungere l’orbita terrestre e a girare intorno al nostro pianeta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per commemorare quel fatto storico, la Russia ha chiamato il proprio </span><b>vaccino</b><span style="font-weight: 400;"> anti-Covid Sputnik V: i lanci si sono fermati a quattro, ecco il perché della lettera V dell&#8217;alfabeto romano (che identifica il 5), in segno di continuità con il passato. Se per quanto riguarda nome e motivazione non ci sono dubbi, sono molti i lati oscuri di questo vaccino, tra l&#8217;altro il primo al mondo ad essere registrato lo scorso 11 agosto nel Centro di ricerca Gamaleja e la cui produzione è iniziata, addirittura, il 15 agosto a pochissimi mesi dall&#8217;inizio della pandemia mondiale.</span></p>
<h2>Il vaccino che non convince</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;efficacia del vaccino, secondo i dati intermedi della terza fase post registrazione, sarebbe del 92%. Anche il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha riferito di aver &#8220;</span><span style="font-weight: 400;">parlato con il presidente russo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Vladimir Putin</strong></a> in merito alla possibilità di acquistare un&#8217;opzione del vaccino Sputnik V</span><span style="font-weight: 400;">&#8220;. Ma le cose poco chiare restano molteplici: l’annuncio è avvenuto quasi in contemporanea a quello di Pfizer-Biontech (casualità?) ma la cosa più grave è che non sono ancora disponibili i risultati della </span><b>fase tre</b><span style="font-weight: 400;"> dei trial clinici sul farmaco, requisito fondamentale per l’approvazione. In realtà, non è ancora chiaro se la terza fase sia realmente iniziata o meno: il dato sull’efficacia sarebbe stato estrapolato da una non meglio precisata “campagna di vaccinazione di massa” eseguita al di fuori della fase 3. Insomma, dietro l’annuncio del governo russo probabilmente c&#8217;è più fumo che arrosto.</span></p>
<h2>Ecco come funziona</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il vaccino di Putin è costituito da due dosi che vanno somministrate dopo un certo intervallo di tempo: la prima è basata sull’</span><b>adenovirus</b><span style="font-weight: 400;"> ricombinante Ad26 mentre la seconda, che dovrebbe potenziare la risposta immunitaria generata dalla precedente, sull’adenovirus Ad5. &#8220;La procedura è un po&#8217; diversa, non standard: è stato modificato geneticamente un virus innocuo, è stato re-ingegnerizzato in modo che esprima la famosa proteina &#8216;Spike&#8217; del Coronavirus. </span><span style="font-weight: 400;">Normalmente, un virus che entra in una cellula si comporta come il dirottatore di un aereo&#8221;, ci ha detto in esclusiva il Prof. Francesco Barone Adesi dell&#8217;Università del Piemonte Orientale e membro del Crimedim (Research center in emergency and disaster medicine). &#8220;Prende il controllo della cellula e, invece di far produrre le normali proteine utili all’organismo, fa produrre i pezzi che servono all’assemblaggio del virus stesso; in questo modo il virus si moltiplica nell&#8217;organismo&#8221;. Questo virus modificato invece è stato costruito apposta per non moltiplicarsi e non creare alcun tipo di problema ma per far comunque produrre alle cellule la proteina Spike, tipica del virus che provoca il Covid-19. In questa maniera il vaccino fa costruire alle cellule umane la proteina che servirà ad attivare il sistema immunitario.</span></p>
<h2>Ultima comunicazione a settembre</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma le ultime notizie sullo stato della </span><b>sperimentazione</b><span style="font-weight: 400;"> di Sputnik V risalgono addirittura all’inizio di settembre, quando un team di scienziati russi ha pubblicato il primo (ed unico) report ufficiale sul vaccino. Un lavoro che è stato giudicato “</span><i><span style="font-weight: 400;">estremamente rigoroso</span></i><span style="font-weight: 400;">” dal punto di vista metodologico ma che è stato condotto su un numero molto basso di volontari. Non solo, ma questo vaccino russo produrrebbe soltanto un modesto livello di anticorpi e non si sa nulla sull&#8217;effettiva immunità che sarebbe in grado di provocare. </span></p>
<h2>Il fake delle 30 milioni di dosi</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Come un treno in corsa, il ministero della Salute russa ha annunciato di voler cominciare a vaccinare gli operatori sanitari di prima linea e gli insegnanti (su base volontaria), operazione per la quale il Rdif (Fondo russo per gli investimenti diretti) avrebbe già stanziato fondi per la produzione di 30 milioni di dosi entro la fine dell’anno ma che, in realtà, questa stima è stata rivista e ridimensionata in un secondo momento a due milioni a causa delle difficoltà produttive e logistiche dell’operazione. La Russia, irritata per tanto </span><b>scetticismo</b><span style="font-weight: 400;">, ha risposto affermando che il sistema di somministrazione del preparato sarebbe più sicuro e testato di quello di altri vaccini: il riferimento implicito è per l&#8217;Rna messaggero di quello sviluppato dalla Pfizer-Biontech.</span></p>
<h2>Aspetti critici</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8220;Questi </span><b>adenovirus</b><span style="font-weight: 400;"> sono usati più in ambito sperimentale, non per fare i vaccini. Bisognerà capire come funzioneranno&#8221;, ci ha detto il Prof. Barone Adesi. Un&#8217;altra criticità è che, se le persone hanno già un&#8217;immunità all’adenovirus, è possibile che questo non riesca ad arrivare nelle cellule. &#8220;La cosa che rende unico questo vaccino è l&#8217;avere due somministrazioni con due adenovirus diversi: può essere utile per evitare di creare un&#8217;immunità dopo la prima iniezione, in modo da evitare che il virus iniettato con la seconda somministrazione venga distrutto prima di arrivare nelle cellule. Può essere un&#8217;idea interessante&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ad agosto, però, sono stati pubblicati gli studi di fase uno e due (quelli preliminari) che servono a verificare soltanto se il vaccino è sicuro e se c&#8217;è l&#8217;attività degli anticorpi neutralizzanti ma non ne è stata ancora misurata l&#8217;efficacia, quindi non si sa se la gente si ammala di meno. Questa fase viene eseguita su grandi numeri in fase tre. &#8220;Alcuni ricercatori hanno mandato una lettera aperta dicendo di aver trovato poco chiari alcuni risultati e la ripetizione di alcuni dati&#8221;, ci ha detto il Prof. La risposta dei ricercatori russi è avvenuta a settembre sulla rivista scientifica </span><i><span style="font-weight: 400;">Lancet</span></i><span style="font-weight: 400;"> in maniera molto </span><b>stringata</b><span style="font-weight: 400;"> e senza concedere l&#8217;accesso ai dati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In pratica, la Russia ha approvato il vaccino Sputnik V senza alcuno studio sulla fase tre che è iniziata soltanto in un secondo momento. &#8220;Abbiamo informazioni molto indirette sullo studio russo, pochi giorni fa hanno affermato di avere un&#8217;efficacia pari al 92% ma non si sa più qual è il valore di questo tipo di dichiarazioni&#8221;, ha detto il ricercatore italiano. È per questo motivo che la notizia è stata accolta con scetticismo anche da parte della Comunità scientifica. &#8220;Sono probabilmente usciti di corsa ed in maniera </span><b>prematura</b><span style="font-weight: 400;"> dopo le dichiarazioni di Pfizer&#8221;, è il pensiero di Barone Adesi. &#8220;Se da parte di Pfizer e Moderna sapevamo già di un&#8217;analisi ad interim, intermedia, che avrebbe dato risultati quando si fossero manifestati 80-90 casi, nel caso di Sputnik V non è stato possibile un accesso al protocollo e non sappiamo se questa analisi fosse pianificata o meno&#8221;. </span></p>
<h2>A chi è destinato?</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Italia può dormire sonni tranquilli: il </span><b>mercato</b><span style="font-weight: 400;"> a cui si rivolgerà il vaccino russo è soprattutto quello orientale e, forse, anche quello sudamericano. &#8220;</span><span style="font-weight: 400;">Diversi paesi hanno espresso la volontà di acquistare il vaccino Sputnik V prodotto dalla Russia contro il Covid-19</span><span style="font-weight: 400;">&#8220;, ha dichiarato il presidente russo Putin nel suo intervento alla videoconferenza del summit dell&#8217;Asia orientale ospitato dal Vietnam. Anche l&#8217;India e la Cina potrebbero iniziare a produrre il vaccino Sputnik V secondo quanto riportato dall&#8217;agenzia di stampa Ria. </span></p>
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