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	<title>Alessandra Frega Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 23 Feb 2021 19:25:11 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Alessandra Frega Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La tratta delle ragazze &#8220;schiave del sesso&#8221; al confine tra il Nepal e l&#8217;India</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/la-tratta-delle-ragazze-schiave-del-sesso-al-confine-tra-il-nepal-e-lindia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Frega]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 19:24:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="650" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5490178.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5490178.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5490178-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5490178-768x499.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>C’è un valico lungo 1758 chilometri che delinea il confine tra il Nepal e l’India. Ogni anno migliaia di ragazze nepalesi attraversano i territori dell’Himalaya e della Pianura indo-gangetica per dirigersi in India (da Kathmandu a Delhi). Spingendosi fino a Calcutta, Mumbai, Pune, Malesia, Arabia Saudita, Libano e Kuwait. Giovani donne fuggono dalla miseria dei &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/la-tratta-delle-ragazze-schiave-del-sesso-al-confine-tra-il-nepal-e-lindia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="650" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5490178.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5490178.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5490178-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5490178-768x499.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p><p>C’è un valico lungo 1758 chilometri che delinea il confine tra il <strong>Nepal </strong>e l’<strong>India</strong>. Ogni anno migliaia di ragazze nepalesi attraversano i territori dell’Himalaya e della Pianura indo-gangetica per dirigersi in India (da Kathmandu a Delhi). Spingendosi fino a Calcutta, Mumbai, Pune, Malesia, Arabia Saudita, Libano e Kuwait. Giovani donne fuggono dalla miseria dei loro villaggi in cerca di fortuna: si stima che in un anno siano 10-15mila le ragazze vendute a <strong>scopo sessuale</strong> (numeri statistici in forte incremento dopo il sisma del 2015 che ha colpito il Nepal causando ingenti danni e provocando oltre 8mila vittime accertate).</p>
<h2>L’innocenza rubata</h2>
<p>Le ragazze provengono perlopiù da famiglie molto povere e prive di ogni mezzo di sostentamento. È dunque facile per parenti, amici e conoscenti malintenzionati riuscire a persuaderle con la falsa promessa di un futuro migliore oppure di un lavoro ben retribuito. Giovani donne e ragazze vengono cedute come merce di scambio e reclutate nei bordelli dove sono costrette a prostituirsi con la violenza e la minaccia di non rivedere più le loro famiglie o nella peggiore delle ipotesi di essere uccise.</p>
<p>Le associazioni benefiche (sorte a sostegno delle vittime sessuali) cercano in ogni modo e con qualunque strumento a loro disposizione di informare a scopo preventivo sia le ragazze che i loro familiari sui rischi legati alle lusinghe altrui (di chi con apparente disinteresse agisce al solo fine di conquistarne la fiducia).</p>
<h2>Sopravvissute</h2>
<p>L’infanzia di <strong>Manisa </strong>(21 anni) scorre felice: nonostante l’abbandono da parte del padre, la madre lavora sodo per non farle mancare nulla. Ha 14 anni quando tre sue compagne di scuola le offrono del cibo da mangiare: stordita si ritrova nel bosco, mentre uno sconosciuto tenta di rapirla. Fortunatamente viene salvata da alcuni lavoratori che, sentendola urlare, la soccorrono (le amiche l‘avevano venduta per 42 dollari). Dopo l’accaduto – all’interno del suo villaggio – Manisa non gode più della reputazione di “brava ragazza”: decide quindi di trasferirsi a Kathmandu e nel frattempo studia per diventare un’attrice di teatro.</p>
<p><strong>Charimaya</strong> [<strong>Tamang</strong>] è intenta a tagliare l’erba vicino a casa sua il giorno in cui viene rapita da quattro uomini (si risveglierà su di un treno diretto a Kamathipura – Mumbai). Nel bordello in cui è costretta a prostituirsi, tenta il suicidio a cui sopravvive: ci vorranno mesi prima che venga liberata nel corso di un’ispezione all’interno del distretto a luci rosse nel quale lavora. In compagnia di altre ragazze superstiti (provenienti dalla sua stessa area rurale) attende di essere rimpatriata ma il Governo nepalese oppone resistenza: fa ritorno a casa grazie ad un benefattore che si offre di acquistare i biglietti aerei per tutte le ragazze. Sullo sfondo del pregiudizio sociale, Charimaya è ritenuta responsabile della sua stessa sventura: lei però non si perde d’animo e coraggiosamente costituisce un gruppo che chiama &#8220;<span style="font-size: 1rem;">Shakti </span>Samuha<span style="font-size: 1rem;">” (letteralmente: “</span>Potere del Gruppo<span style="font-size: 1rem;">”).</span></p>
<h2>Contro il traffico delle donne</h2>
<p><a href="http://shaktisamuha.org.np/">Shakti Samuha</a> è la prima organizzazione non profit al mondo in difesa delle vittime del traffico umano. Inizialmente conta solo 15 donne – tutte sopravvissute: attualmente sono in 135. L’organizzazione si occupa di salvare e reintegrare le vittime sessuali, fornendo loro supporto legale. Insieme hanno già vinto molti premi umanitari, ma la loro vera sfida è riuscire a debellare la piaga della schiavitù sessuale nel mondo.</p>
<p>L’attivista sociale <strong>Anuradha Koirala</strong> opera per sostenere le donne nepalesi nella lotta contro il traffico sessuale. Nel 1993 (con il preciso intento di prevenire la tratta umana) fonda <a href="https://maitinepal.org/">Maiti Nepal</a>: un’organizzazione senza scopo di lucro che tutela le donne dallo sfruttamento sessuale e promuove il loro reinserimento sociale. Sono 18mila le consulenze legali finora prestate e 350 il totale dei processi di stupro celebrati. Più di 42mila il numero delle ragazze sottratte al traffico umano.</p>
<h2>Tra il Nepal e l’India</h2>
<p>Le ragazze (pur viaggiando munite di passaporto falso) riescono ad eludere i controlli doganali con la complicità di agenti di polizia compiacenti. Dietro la manipolazione e la corruzione dei funzionari aeroportuali indiani si nascondono le bande criminali che gestiscono il traffico umano.</p>
<p>Bus giornalieri partono da Kathmandu (capitale del Nepal) per l’India: il viaggio costa poche decine di dollari e dura più o meno 12 ore. La viabilità passa anche per Nepalganj – città confinante con l’India – al centro dei crimini di contrabbando e droga, ma soprattutto connessa ai reati di tratta umana e sfruttamento sessuale.</p>
<p>Benché distesi, i rapporti attuali tra il Nepal e l’India sono meno cordiali di un tempo: occorre ridisegnare i confini territoriali e politici contesi. Serve una legge ad hoc per contrastare il traffico sessuale che coinvolge i due Paesi. Tra il 2011 e il 2019 in Nepal sono stati rilasciati 6.2milioni di passaporti (in media più di <strong>600mila all’anno</strong>): di cui circa 2mila a cittadini di età compresa tra i 14 e i 18 anni. Il Nepal pertanto ha richiesto che nessun cittadino nepalese lasci il Paese senza un visto valido da esibire ai funzionari di frontiera.</p>
<p>Alla base del traffico umano si pone il problema dell’immigrazione (da imputare principalmente ad un alto tasso di disoccupazione che si presta al malaffare). C’è una nuova presa di coscienza oggi in Nepal riguardo il tema della violenza sulle donne: volontari ed associazioni hanno avviato una vasta campagna di sensibilizzazione che coinvolge l’intera popolazione contro ogni sorta di stereotipo di genere.</p>
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		<title>India, contro i matrimoni combinati arrivano i &#8220;Love  Commandos&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/india-contro-i-matrimoni-combinati-arrivano-i-love-commandos.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2020 10:38:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="750" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Love-birds-in-India.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Love birds (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Love-birds-in-India.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Love-birds-in-India-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Love-birds-in-India-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Un gruppo di attivisti volontari &#8211; soprannominati i &#8220;Love Commandos&#8221; &#8211; opera per le strade di Delhi con un&#8217;unica missione: offrire sostegno alle giovani coppie indiane di innamorati che vogliono semplicemente amarsi, contravvenendo alla rigida regola indiana che vieta le unioni tra caste e religioni diverse. In India, l’abolizione delle caste non ha posto fine &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/india-contro-i-matrimoni-combinati-arrivano-i-love-commandos.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/india-contro-i-matrimoni-combinati-arrivano-i-love-commandos.html">India, contro i matrimoni combinati arrivano i &#8220;Love  Commandos&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="750" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Love-birds-in-India.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Love birds (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Love-birds-in-India.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Love-birds-in-India-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Love-birds-in-India-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p><p>Un gruppo di attivisti volontari &#8211; soprannominati i &#8220;<strong>Love Commandos</strong>&#8221; &#8211; opera per le strade di Delhi con un&#8217;unica missione: offrire sostegno alle giovani coppie indiane di innamorati che vogliono semplicemente amarsi, contravvenendo alla rigida regola indiana che vieta le unioni tra caste e religioni diverse.</p>
<p>In India, l’abolizione delle caste non ha posto fine alla consolidata tradizione secondo la quale marito e moglie devono appartenere alla stessa casta, ed ogni violazione viene severamente perseguita e punita.</p>
<p>L’organizzazione non profit dei “Love Commandos” nasce con l’intento di aiutare i moderni Romeo e Giulietta indiani a realizzare il proprio sogno d’amore: le unioni tra caste diverse costituiscono un vero e proprio sacrilegio per le famiglie di appartenenza; ogni anno in India si registrano più di mille omicidi d’onore.</p>
<h2>Lovebirds</h2>
<p>Con l’aiuto concreto dei “Love Commandos”, le giovani coppie di innamorati fuggono dalle loro case, rifugiandosi in nascondigli segreti, dove ricevono assistenza economica e legale finché non saranno autosufficienti.</p>
<p>La legge indiana non vieta espressamente il matrimonio d’amore, ma la polizia &#8211; con il benestare delle famiglie &#8211; dà la caccia ai due amanti fuggiaschi con l’intento di riportarli a casa, affinché vengano torturati o addirittura uccisi per l’offesa inflitta.</p>
<p>L’organizzazione dei “Love Commandos” lavora nel pieno rispetto della legge, tutelando le giovani coppie di <em>lovebirds</em> contro vecchi retaggi culturali ed intervenendo laddove sia necessario scongiurare l’ennesimo “omicidio d’onore”.</p>
<p>I “Love Commandos” si trovano di volta in volta a dover affrontare i più svariati casi, che concernono diverse problematiche: ci sono coppie che hanno fretta di sposarsi in gran segreto per eludere il divieto delle rispettive famiglie, oppure coppie in cerca di un supporto legale ed un luogo sicuro di rifugio.</p>
<p>Spesso &#8211; volendo evitare ulteriori problemi con la polizia &#8211; i “Love Commandos” decidono, conformemente al credo religioso di ciascuna coppia, di pianificare il loro matrimonio con lo scopo di ottenere un certificato che abbia valore legale.</p>
<p>L’organizzazione spera (promuovendo petizioni) che la giurisdizione indiana si decida di dettare linee guida precise ed univoche sul matrimonio, che ovviino al libero arbitrio dei tanti “custodi della religione”.</p>
<h2>The Hindu Marriage Act</h2>
<p>Quando ad essere coinvolte sono le più alte e potenti caste indiane, alle giovani coppie non rimane che procedere per vie legali e sperare che il Tribunale adito dichiari la validità del matrimonio celebrato, riconoscendo il loro status di coniugi.</p>
<p>The Hindu Marriage Act &#8211; Sec. 9 &#8211; restituisce il diritto coniugale ai due sposi. I loro avvocati, appellandosi alla legge, esortano il marito a denunciare il rapimento della moglie, che a sua volta viene tenuta segregata in casa e minacciata dalla famiglia per costringerla a far richiesta di divorzio. Se saranno fortunati, i due giovani sposi potranno tornare a vivere insieme (convivere) come marito e moglie.</p>
<p>Rientra nelle competenze del Tribunale poter disporre anche il ricovero della ragazza presso una Protection House che agevoli il suo recupero psicologico dalle violenze subite, ma spesso ad impedirglielo subentrano ragioni burocratiche di casta, fede e posizione sociale dei due innamorati.</p>
<h2>La cultura dell’amore</h2>
<p>Lokendra e Priyanka (rispettivamente 27 e 23 anni) vivono nel villaggio indiano di Chapar. Lui è hindu e lei è mussulmana. Inizialmente le famiglie erano contrarie alla loro unione e promettevano di dare loro la caccia per ucciderli. Finalmente, dopo mesi di fuga, sono riusciti ad ottenere la protezione della polizia ed i genitori del ragazzo si sono convinti ad accoglierli con loro, opponendosi all’intero villaggio. La ragazza spera ancora che i suoi genitori &#8211; con l’aiuto di Dio &#8211; possano benedire il loro amore.</p>
<p>Il matrimonio di Sanjey e Arti è salvo: la legge ha sancito la validità dell’atto. Ogni denuncia contro di loro non avrà più alcuna conseguenza. I due ragazzi – senza rischi – potranno far ritorno al loro villaggio di Agra, anche se la madre di lei continua a non voler incontrare sua figlia: se vuol vivere in pace, dovrà dar retta alla gente della sua comunità. Le ostilità tra le due famiglie sono cessate, ma la riconciliazione tra le madri (un tempo amiche) tarderà ad arrivare.</p>
<p>Lì fuori ci sono ancora troppi lovebirds che continuano a lottare &#8211; fuori e dentro i Tribunali &#8211; stremati da anni di ostilità familiari. Alcuni di loro preferirebbero morire pur di non continuare a vivere nella vergogna di un amore che non può essere chiamato crimine.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/india-contro-i-matrimoni-combinati-arrivano-i-love-commandos.html">India, contro i matrimoni combinati arrivano i &#8220;Love  Commandos&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Gavage, ragazze costrette a ingrassare per piacere agli uomini</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/gavage-mauritania.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Aug 2019 08:13:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[gavage]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Donne-Mauritania.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Alcune donne sfilano per le strade della Mauritania (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Donne-Mauritania.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Donne-Mauritania-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Donne-Mauritania-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Donne-Mauritania-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Mauritania, uno Stato dell&#8217;Africa nord-occidentale, vige il rito del &#8220;gavage&#8221;, secondo cui le giovani ragazze, per potersi sposare, devono essere grasse fino a sfiorare l’obesità. Ricchezza ed obesità A partire dalla tenera età di sei anni, le bambine mauritane subiscono la crudele pratica del “gavage&#8221; e vengono costrette a mangiare enormi quantità di cibo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/donne/gavage-mauritania.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/gavage-mauritania.html">Gavage, ragazze costrette a ingrassare per piacere agli uomini</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Donne-Mauritania.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Alcune donne sfilano per le strade della Mauritania (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Donne-Mauritania.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Donne-Mauritania-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Donne-Mauritania-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Donne-Mauritania-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In Mauritania, uno Stato dell&#8217;Africa nord-occidentale, vige il rito del &#8220;gavage&#8221;, secondo cui le giovani ragazze, per potersi sposare, devono essere grasse fino a sfiorare l’obesità.</p>
<h2>Ricchezza ed obesità</h2>
<p>A partire dalla tenera età di sei anni, le bambine mauritane subiscono la crudele pratica del “gavage&#8221; e vengono costrette a mangiare enormi quantità di cibo al solo scopo di dover trovare marito. Più saranno grasse e più “appetibili” appariranno agli occhi dei ragazzi che incontreranno. Secondo la cultura mauritana, le donne in sovrappeso sono anche le più ricche. Le ragazze magre &#8211; ma anche quelle normopeso &#8211; vengono percepite, al contrario, come una vergogna dalla comunità che le ospita: povere, e magari maltrattate, all’interno di famiglie prive dei mezzi di sostentamento necessari per poterle crescere. Molte ragazze mauritane accettano spontaneamente di sottoporsi al rito del “gavage” per la buona riuscita di un matrimonio mangiando giorno e notte ininterrottamente per poter arrivare a pesare anche 100 in vista delle nozze. E se le più piccole rifiutano la pratica, esistono vere e proprie strutture dedicate: ostelli dove – sotto il controllo vigile delle anziane donne del villaggio che li gestiscono – le bambine vengono indotte (anche con la violenza) ad ingozzarsi di cibo e bevande ipercaloriche, con il benestare delle famiglie.</p>
<h2>Effetti collaterali e morte precoce</h2>
<p>Anche le smagliature vengono esibite sul corpo delle mauritane con grande orgoglio: sarà per via dei tanti benefici materiali e spirituali che se ne traggono, seppur a discapito del proprio benessere psico-fisico. E quando reperire grosse quantità di cibo in natura diventa un problema, soprattutto per le famiglie più povere dei centri rurali, si ricorre all’utilizzo di farmaci ed ormoni ad uso veterinario. Le ragazze, in casi estremi, scelgono deliberatamente di ingurgitare sciroppi in grado di stimolare l’appetito o medicine dopanti per animali (ben più nocivi di un’alimentazione naturale). Inevitabile il sopraggiungere di problematiche cardiovascolari, del diabete o di altre gravi disfunzioni renali che causano ictus ed infarti, provocando la morte prematura delle ragazze che ignorano i danni di uno stile di vita insano. E se anche una legge vieta da qualche anno in Mauritania la vendita di farmaci considerati nocivi per l’uomo, il business illecito del mercato nero è molto fiorente. Le ragazze &#8211; nel rispetto di un indottrinamento che ha inizio in età infantile &#8211; arrivano a pesare decine e decine di chili e per poterlo fare sono disposte a subire ogni genere di supplizio, cagionandosi una salute precaria.</p>
<h2>&#8220;Il Corpo della Sposa&#8221;</h2>
<p>&#8220;&#8216;Verida, alzati e mangia!'&#8221;, inizia così <em>Il Corpo della Sposa,</em> il primo film di genere che affronta la pratica dell’ingrasso forzato delle future spose mauritane. La protagonista è una giovane attrice che ha subito all’età di 16 anni il rito del “gavage”). La storia si svolge sullo sfondo di una Mauritania ancora oggi paradossalmente incastrata tra tradizione e modernità. Verida è socievole, lavora in un salone di bellezza, ama divertirsi con le sue amiche e ricorre all’utilizzo dei social network come qualunque altra ragazza moderna. Fino a quando – un giorno – viene svegliata all’alba dalla madre che le comunica che si sposerà.</p>
<p>Da quel momento, Verida avrà tempo tre mesi per poter ingrassare di venti chili e soddisfare i canoni estetici del futuro marito che la considera ancora troppo magra per l’ideale di bellezza tradizionale. Il film inizia con l’inquadratura di Verida che beve da una ciotola di latte, come a voler enfatizzare la drammaticità di un atto imposto, come quello del “gavage”.</p>
<p>Gli unici momenti di spensieratezza sono quelli che ritraggono Verida insieme ad Amal (la sua migliore amica) oppure complice del romanticismo puro e genuino di Sidi (il ragazzo incaricato al rito della misurazione del peso). &#8220;Un tempo il &#8216;gavage&#8217; era estremo, veniva compiuto nell’arco di una sola notte: molte donne morivano dopo la pratica del &#8216;leblouh'&#8221;. La tecnica è attualmente impiegata nei villaggi del deserto per anticipare il menarca di bambine e giovani ragazze. &#8220;In città vanno di moda i festini &#8216;wangala&#8217;: merende a base di cibo tra amiche&#8221;. Il film è un atto di denuncia contro rituali arcaici e criteri di bellezza ormai obsoleti. È un lungo viaggio interiore che ha inizio nel preciso momento in cui Verida si ribella all’educazione ricevuta.</p>
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