Skip to content
Guerra

Torturati e dimenticati

Donetsk - Torturati, detenuti illegalmente per mesi senza contatti con il mondo esterno e usati come ostaggi per essere scambiati con i militari di Kiev, prigionieri dei separatisti. È un’altra faccia della guerra nel Donbass. Quella che non si combatte sul fronte, ma che da due anni a questa parte coinvolge i civili in prima persona. Uomini, donne e bambini “colpevoli” di sostenere le autorità separatiste, e che per questo dall’inizio del conflitto nel sud est dell’Ucraina sono state vittime di quella che, ormai, è divenuta una vera e propria prassi.Un rapporto congiunto di Amnesty International e Human Rights Watch, intitolato “You Don’t Exist”, diffuso nella giornata di venerdì dalle due organizzazioni, documenta, infatti, come le sparizioni forzate, le detenzioni illegali e le torture ai danni di decine di civili ucraini, da una parte e dall’altra del fronte, siano diventate, purtroppo, una consuetudine in questo conflitto. Gli Occhi della Guerra ha raccolto le testimonianze esclusive di quattro civili torturati dai battaglioni nazionalisti e detenuti illegalmente dai servizi segreti ucraini (Sbu), perché considerati collaboratori o simpatizzanti delle autorità separatiste.

Guerra

Il contributo italiano alla battaglia di Mosul

Le operazioni nella provincia di Ninive per liberare Mosul dalla presenza dello Stato Islamico, "stanno proseguendo bene su tutte le direttrici", ha dichiarato giovedì il premier iracheno, Haider al Abadi, mentre le milizie curde Peshmerga annunciavano di aver assunto il controllo totale di Baashiqa, un villaggio che si trova poche decine di chilometri a nord-est di Mosul, per più di due anni sotto controllo dei jihadisti. Ma i successi dei Peshmerga, protagonisti, assieme all’esercito iracheno, di queste prime settimane di offensiva per strappare Mosul all’Isis, sono anche merito del contingente italiano in Iraq, guidato dal generale Angelo Michele Ristuccia. I militari del contingente italiano, inquadrato nell'Operazione Prima Parthica, hanno addestrato, infatti, migliaia di uomini e donne delle forze curde e irachene. E il loro lavoro sarà determinante anche una volta sconfitto l’Isis, per il mantenimento della stabilità locale e regionale. Il generale Ristuccia, in collegamento telefonico da Erbil, ha spiegato a Gli Occhi della Guerra, come il nostro Paese sta contribuendo alla liberazione della roccaforte irachena del Califfato.

Guerra

“Così siamo scampati all’Isis”

Era la notte tra il 6 e il 7 agosto del 2014 quando i jihadisti dell’Isis invasero la Piana di Ninive, in Iraq. Il terrore avanzava veloce. Casa dopo casa. Villaggio dopo villaggio. Oltre 120mila cristiani dovettero fuggire in poche ore, portando con sé niente di più dei vestiti che avevano indosso. Nonostante siano passati tre anni, l’orrore di quei giorni è ancora vivo negli occhi di suor Silvia. La voce di questa giovane religiosa originaria di Alqosh, che incontriamo nella sede romana della fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre, è ferma, ma le sue mani non smettono di tremare quando la mente torna a quelle ore di terrore e di angoscia.

Guerra

“Ad Aleppo si combatte una guerra totale”

“La cosa peggiore è vivere ogni giorno sotto il tiro ininterrotto dei missili che non cadono solo sull’esercito e sulle milizie ribelli, ma anche sui civili innocenti, sulle scuole, sugli ospedali sulle chiese, sulle moschee, per le strade e sulle abitazioni della gente”. Racconta così, Padre Ibrahim Alsabagh, parroco della chiesa parrocchiale latina di San Francesco d’Assisi, la sua vita nell’inferno di Aleppo. La città siriana che sta attraversando la sua notte più lunga. Quella della guerra di tutti contro tutti. Racconta la notte di Aleppo, Padre Alsabagh, “un istante prima dell’alba”. Come il titolo del suo libro, che raccoglie lettere e impressioni della vita del sacerdote dentro “l’apocalisse” del conflitto siriano

Politica

“Se vincerà Hillary peggiorerà la guerra in Siria”

Il futuro della Siria è legato a doppio filo al risultato delle prossime elezioni presidenziali americane. E se a vincere fosse la Clinton, dovremo aspettarci un ulteriore inasprimento del conflitto. Ne è convinta Randa Kassis, scrittrice e donna politica laica siriana, co-presidente, assieme a Qadri Jamil, della delegazione dell’opposizione laica e democratica siriana ai colloqui di pace di Ginevra. Già membro del Consiglio Nazionale Siriano, da cui è stata esclusa nell’agosto del 2012 per la sua forte presa di posizione contro le milizie islamiste nel Paese, ha fondato il Movimento della società pluralista e presiede AD HOC, un’associazione che promuove la laicità, il modernismo e il pluralismo religioso nel mondo arabo.

Guerra

L’inferno dei cristiani di Aleppo

Le forze governative continuano ad avanzare sui quartieri orientali di Aleppo, che ormai, per metà, sono tornati sotto il controllo dell’esercito siriano. Migliaia di civili, più di 50mila, hanno lasciato le zone assediate per consegnarsi all’esercito regolare e ai curdi delle Forze democratiche siriane. La battaglia per la riconquista della seconda città siriana per importanza, sembra essere ormai ad una svolta. Una svolta favorevole al governo di Damasco che, secondo il viceministro degli Esteri di Mosca, Mikhail Bogdanov, potrebbe riconquistare Aleppo già entro la fine dell’anno.

Guerra

La guerra in Siria vista con gli occhi dei bambini

Sono mezzo milione, secondo i dati diffusi un mese fa dall’Unicef, i bambini che, in Siria, restano intrappolati nelle aree contese tra l’esercito siriano e i ribelli. E sono molti di più quelli che, da quando è iniziato il conflitto, nel marzo del 2011, vivono ogni giorno facendo i conti con la fame, la povertà, le malattie e gli orrori della guerra. Alcuni di loro, quelli che hanno meno di cinque anni, non sanno neppure cosa voglia dire vivere senza il frastuono dei bombardamenti.

Newsletter
Notizie e approndimenti direttamente nella tua inbox

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.