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	<title>Adriano Palazzolo Archives - InsideOver</title>
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	<title>Adriano Palazzolo Archives - InsideOver</title>
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		<title>Tutte le star deluse da Hillary</title>
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		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2019 14:59:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni negli Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-7-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-7-1.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-7-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>La campagna per le elezioni presidenziali negli Stati Uniti ha visto un enorme sforzo economico e mediatico da parte dei due contendenti. Hillary Clinton e Donald Trump per far presa su una parte dell’elettorato, per così dire, più “pop”, hanno potuto contare anche sull’appoggio di un esercito di celebrità che si sono schierate più o meno attivamente per l’una e l’altro. Se volessimo utilizzare l’appoggio delle star come termometro del gradimento dei due candidati, la vittoria sarebbe stata di Hillary Clinton, e sarebbe stata schiacciante. Per lei, cantanti, musicisti, attori, registi, scrittori, presentatori, statunitensi ma non solo, si sono esposti con appelli e dichiarazioni in tv e sui social network ai propri fan affinché andassero a votare per quella che sarebbe potuta diventare la prima donna presidente degli Stati Uniti. Contare tutti i vip a favore di Hillary Clinton è davvero difficile e si farebbe prima a contare i pochi che hanno appoggiato Donald Trump.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-7-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-7-1.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-7-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><p><span>La campagna per le elezioni presidenziali negli Stati Uniti ha visto un enorme sforzo economico e mediatico da parte dei due contendenti. Hillary Clinton e Donald Trump per far presa su una parte dell’elettorato, per così dire, più “pop”, hanno potuto contare anche sull’appoggio di un esercito di celebrità che si sono schierate più o meno attivamente per l’una e l’altro. Se volessimo utilizzare l’appoggio delle star come termometro del gradimento dei due candidati, la vittoria sarebbe stata di Hillary Clinton, e sarebbe stata schiacciante. Per lei, cantanti, musicisti, attori, registi, scrittori, presentatori, statunitensi ma non solo, si sono esposti con appelli e dichiarazioni in tv e sui social network ai propri fan affinché andassero a votare per quella che sarebbe potuta diventare la prima donna presidente degli Stati Uniti. Contare tutti i vip a favore di Hillary Clinton è davvero difficile e si farebbe prima a contare i pochi che hanno appoggiato Donald Trump.</span></p>
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		<title>Le stelle cadenti di Hillary Clinton</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-stelle-cadenti-hillary-clinton.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Nov 2016 17:29:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1103" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161118104750_21348179.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161118104750_21348179.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161118104750_21348179-300x221.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161118104750_21348179-768x565.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161118104750_21348179-1024x753.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La campagna per le elezioni presidenziali negli Stati Uniti ha visto un enorme sforzo economico e mediatico da parte dei due contendenti. Hillary Clinton e Donald Trump per far presa su una parte dell’elettorato, per così dire, più “pop”, hanno potuto contare anche sull’appoggio di un esercito di celebrità che si sono schierate più o &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-stelle-cadenti-hillary-clinton.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1103" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161118104750_21348179.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161118104750_21348179.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161118104750_21348179-300x221.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161118104750_21348179-768x565.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161118104750_21348179-1024x753.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La campagna per le elezioni presidenziali negli Stati Uniti ha visto un enorme sforzo economico e mediatico da parte dei due contendenti. <strong>Hillary Clinton</strong> e <strong>Donald Trump</strong> per far presa su una parte dell’elettorato, per così dire, più “pop”, hanno potuto contare anche sull’appoggio di un esercito di celebrità che si sono schierate più o meno attivamente per l’una e l’altro.<style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/hWqOvNogNtM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>Se volessimo utilizzare l’appoggio delle star come termometro del gradimento dei due candidati, la vittoria sarebbe stata di Hillary Clinton, e sarebbe stata schiacciante.Per lei, cantanti, musicisti, attori, registi, scrittori, presentatori, statunitensi ma non solo, si sono esposti con appelli e dichiarazioni in tv e sui social network ai propri fan affinché andassero a votare per quella che sarebbe potuta diventare la prima donna presidente degli Stati Uniti.Contare tutti i vip a favore di Hillary Clinton è davvero difficile e si farebbe prima a contare i pochi che hanno appoggiato Donald Trump. Tra coloro che si sono schierati per l’ex Segretario di Stato, oltre a personaggi famosi sono solo negli Stati Uniti, troviamo star di fama mondiale come <strong>Madonna</strong>, <strong>Lady Gaga</strong>, <strong>Katy Perry</strong>, <strong>Beyoncé</strong> e il marito Jay-Z, Miley Cyrus, Adele, Bruce Springsteen, Jon Bon Jovi, Robert De Niro, Mark Ruffalo, Scarlett Johannson, Salma Hayek, Magic Johnson (l’ex stella del basket NBA), Natalie Portman, Kim Kardashian, George Clooney, America Ferrera, John Legend, Jesse Eisenberg, Richard Gere, Snoop Dogg, Olivia Wilde e Jennifer Lopez. E questi sono davvero una minima parte.A guidare la compagine, la cantante Katy Perry che ha concesso il suo ultimo singolo “Rise” come inno della campagna elettorale dei democratici e che si è esibita più volte sul palco delle convention e dei comizi di Hillary con discorsi e miniconcerti per caricare d’energia le folle.Genitori dichiaratamente repubblicani, Katy Perry ha fatto di tutto per convincere gli americani a votare per la candidata democratica, si è persino messa a nudo in un video nella speranza di richiamare il maggior numero di elettori. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/twitter-listato-lutto-katy-perry-sconfitta-hillary-clinton-1330822.html">E dopo la sconfitta, ha listato il proprio profilo Twitter a lutto, incitando i propri fan alla ribellione</a>.Insieme a lei anche Lady Gaga, ormai ripulitasi dall’immagine di popstar ribelle, si è prestata a discorsi politici con un look sobrio e in un’occasione, proprio alla fine della campagna è stata pure accusata di celebrare il Nazismo con una divisa nera e rossa che in realtà era appartenuta a Michael Jackson.Meno serio l’appello al voto di Madonna. Pronta a tutto pur di far parlare di sé, la cantante, durante la presentazione della famosa comica Amy Schumer (anche lei pro-Hillary),<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/madonna-far-sesso-orale-chi-vota-hillary-clinton-1321072.html"> ha promesso<strong> sesso orale</strong> a tutti quelli che avrebbero votato per la Clinton, suscitando non poche polemiche</a>.Divertente anche la boutade di <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/se-vince-trump-dovr-lasciare-pianeta-ecco-reazione-cher-1329745.html">Cher che aveva minacciato di lasciare addirittura il pianeta se avesse vinto Donald Trump</a>, ma che al momento risulta ancora sulla Terra.Non solo donne però. A fianco di Hillary sono scesi in campo per intercettare l’elettorato maschile anche Bruce Sprigsteen e Jon Bon Jovi, che hanno suonato per la candidata democratica, e tanti attori. Robert De Niro si è esibito in un monologo, attaccando frontalmente Trump e definendolo “un cane e un maiale”. Mentre Robert Downey Jr e Mark Ruffalo, insieme con la collega Scarlett Johanson (con la quale interpretano gli Avengers dei cinefumetti Marvel) hanno informato con un video &#8211; affollatissimo di attori &#8211; sui rischi che avrebbe portato l’elezione di Trump.<img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17415" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2016/10/banner_cristiani.jpg" alt="banner_cristiani" />Sul versante repubblicano, pochi attori hanno fatto coming out, andando contro l’establishment di Hollywood completamente schierato per Hillary, salvo rare eccezioni.Donald Trump ha potuto contare sull’appoggio incondizionato di un pezzo da novanta come <strong>Clint Eastwood</strong> e<strong> Jon Voight</strong>, oltre al cantante Kid Rock, e a Mike Tyson.Per lui, poi, una serie di personaggi meno noti come Kirstie Alley, Lou Ferrigno, Hulk Hogan, Stephen Baldwin (fratello minore di Alec), la pornostar Tila Tequila, e infine Puff Daddy, e Gene Simmons il bassista dei Kiss Gene Simmons, senza dimenticare due sostenitori che hanno avuto un ruolo da protagonisti anche durante la convention repubblicana, gli attori (entrambi di origine italiana) Scott Baio e Antonio Sabato Junior.</p>
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		<title>I misteri legati agli attacchi di Parigi</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/18172-2.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Nov 2016 16:36:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Attentato]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/1448199496-lapresse-20151114110819-16172616.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/1448199496-lapresse-20151114110819-16172616.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/1448199496-lapresse-20151114110819-16172616-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/1448199496-lapresse-20151114110819-16172616-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/1448199496-lapresse-20151114110819-16172616-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Ad un anno dagli attentati del 13 novembre, rimangono ancora tanti misteri sugli attacchi terroristi di quella notte e su quelli ad essi collegati del 22 marzo a Bruxelles.[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;339&#8243; gal_title=&#8221;Bataclan&#8221;]A sottolinearlo è il magazine francese l&#8217;Express, che evidenzia come vada ancora chiarito chi abbia veramente ordinato gli attentati dalla Siria, se vi siano ancora &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/18172-2.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/1448199496-lapresse-20151114110819-16172616.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/1448199496-lapresse-20151114110819-16172616.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/1448199496-lapresse-20151114110819-16172616-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/1448199496-lapresse-20151114110819-16172616-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/1448199496-lapresse-20151114110819-16172616-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Ad un anno dagli attentati del 13 novembre, rimangono ancora tanti <strong>misteri</strong> sugli attacchi terroristi di quella notte e su quelli ad essi collegati del 22 marzo a Bruxelles.[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;339&#8243; gal_title=&#8221;Bataclan&#8221;]A sottolinearlo è il magazine francese l&#8217;<em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.lexpress.fr/actualite/societe/attentats-du-13-novembre-un-an-apres-les-derniers-mysteres-de-l-enquete_1847055.html" target="_blank">Express</a></em>, che evidenzia come vada ancora chiarito chi abbia veramente ordinato gli attentati dalla Siria, se vi siano ancora <strong>complici</strong> in libertà e <strong>armi</strong> in circolazione, e se il progetto iniziale di attentato non fosse più ampio.Al momento non è chiaro chi abbia deciso gli attentati dalla Siria. Gli inquirenti ritengono che il misterioso <strong>Abou Ahmed</strong>, che ha inviato ordini dalla Siria per gli attentati di Parigi e Bruxelles, sia il 32enne belga <strong>Oussama Atar</strong>. Tuttavia non è stato stabilito se Atar sia l&#8217;uomo che ha deciso di compiere gli attentati, o se si sia limitato a trasmettere ordini dati da altri.Altra questione, fa notare il magazine francese, è se vi siano ancora terroristi in libertà. I servizi francesi e belgi concordano sul fatto che tutte le persone fisicamente coinvolte negli attentati sono morte o in carcere, ma non escludono la possibilità di cellule dormienti a loro collegate.<strong> Abdlhamid Abaaoud</strong>, coordinatore degli attacchi di Parigi, aveva detto di essere arrivato in Europa assieme a 90 combattenti. Potrebbe anche essere una vanteria, ma rimane il fatto che il dna di uno stesso individuo sconosciuto è stato rilevato in diversi covi belgi e sulla cintura esplosiva di <strong>Salah Abdeslam</strong>.Quanto alle armi, <strong>Mohammed Abrini</strong>, uno dei pochi sopravvissuti della cellula franco belga, ha raccontato di un vasto arsenale con kalashnikov ed esplosivi, che non è stato ritrovato e la cui esistenza sembra confermata da alcune foto sui computer dei terroristi.Infine sono aperte ancora molte domande sui<strong> progetti iniziali dei terroristi</strong>. Nei computer sequestrati è comparso un <strong>dossier &#8220;13 novembre&#8221;</strong>, con cinque sotto gruppi sulle divisioni delle diverse squadre. Due di queste sono indicate come &#8220;gruppo Schipol&#8221; e &#8220;gruppo metro&#8221;, fatto che ha spinto gli inquirenti a chiedersi se quella sera dovesse esserci anche un attacco all&#8217;aeroporto di Amsterdam e la metropolitana di un&#8217;altra città europea.Sofyen Ayari e Ossama Krayen, arrestati a Bruxelles l&#8217;uno assieme ad Abdeslam l&#8217;altro con Abrini, salirono su un bus verso Amsterdam la sera del 13 novembre. Mistero anche sul ruolo che doveva svolgere Abdeslam a Parigi: ha veramente rinunciato a farsi esplodere? Perché si è recato nel 18esimo arrondissement, indicato a torto nel comunicato dello Stato Islamico come uno dei luoghi dell&#8217;attacco? Dal carcere dove è rinchiuso, il terrorista rifiuta di rispondere.La ricostruzione di quegli eventi è contenuta in un capitolo di “<strong>Sangue occidentale</strong>”, in edicola con <em>ilGiornale</em>, il nuovo libro di Matteo Carnieletto e Andrea Indini, dedicato ai colpi terribili che, tra 2015 e 2016, il jihadismo islamico ha sferrato contro l’Europa.</p>
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