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Renault ha tagliato un traguardo storico con la sua nuova Twingo. Il motivo è molto semplice: il gruppo francese ha messo sul mercato europeo la prima auto occidentale progettata in Cina ma prodotta nel Vecchio Continente. Questa strategia, oltre a capovolgere del tutto il modus operandi adottato in passato dalla maggior parte delle aziende nostrane, evidenzia infatti, in maniera chiara e cristallina, il piano del colosso di Boulogne-Billancourt.

Per rispondere al meglio alla sfida cinese e tenere testa ai veicoli elettrici (Ev) Made in China, all’avanguardia sul fronte hi-tech e super economici in termini di prezzo, Renault ha sviluppato un’auto elettrica da zero in meno di due anni (quando ne servono circa quattro per le case europee) per venderla a meno di 20mila euro. Il tutto producendo il mezzo in Europa. Utopia? Niente affatto. L’azienda francese si è mossa per step con l’obiettivo finale di avere a disposizione una Twingo diversa da ogni auto del passato.

Il primo passo è coinciso con l’apertura di un centro di ricerca e sviluppo a Shanghai – chiamato ACDC in onore della band metal – dove 160 ingegneri, quasi tutti cinesi, hanno applicato il metodo di sviluppo cinese agli standard Renault. “Siamo venuti qui con umiltà per imparare ad andare veloci. E imparare ad andare veloci non significa semplicemente imparare a fare la stessa cosa più velocemente. Significa fare le cose in modo diverso. È una trasformazione”, ha spiegato l’ingegnere capo del progetto, Jeremie Coiffier.

Un po’ cinese, un po’ europea: ecco la nuova Twingo

La mossa ha funzionato, perché in appena quattro settimane il centro di Shanghai è riuscito a sfornare un primo prototipo della Twingo. Il prodotto finale ha un prezzo di circa 15mila euro al netto di sussidi e burocrazia varia, e questo rende il modello uno degli Ev più economici d’Europa e competitivo con gli altri rivali cinesi.

Il secondo step ha riguardato l’assemblaggio del gioiellino di Renault: il 46% è formato da componenti cinesi, compresa una batteria Lfp di Catl e un motore da 82 CV di Shanghai Edrive con magneti permanenti (l’unico, tra l’altro, tra gli Ev di Renault).

Certo, c’è chi sostiene che che i francesi abbiano delegato completamente il design della loro city car al partner d’oltre Muraglia Launch Design, ma i diretti interessati hanno smentito l’indiscrezione.

Il sito Presse Citron ha scritto che la citata Launch Design offre un servizio unico nel suo genere, ossia la progettazione completa di un progetto automobilistico dall’inizio alla fine. Qualcosa del genere esiste anche in Europa, ma Renault ha scelto la Cina per un motivo ben preciso: la velocità di lavoro.

Verso una nuova sinergia?

Launch Design ha spiegato di esser stata incaricata di sviluppare il design dei componenti, non dell’auto stessa; nello specifico, di tutte le parti interne ed esterne, esclusi telaio, motori e batterie. “Abbiamo lavorato con loro per sviluppare le basi per i nuovi componenti; è lì che abbiamo introdotto il concetto di co-creazione”, ha confermato Coiffier.

Detto altrimenti, Renault non si è affidata esclusivamente alla Cina per progettare la nuova Twingo. Al contrario, ha scelto di lavorare in modo collaborativo con Pechino sfruttando le competenze di ciascun Paese. Il risultato è che la Renault Twingo E-Tech sarà prodotta in Europa, precisamente in Slovenia, ma progettata nel cuore dell’Asia.

Renault ha presentato l’auto all’inizio di novembre per lanciarla nel corso del 2026. L’Europa, e in generale le altre case automobilistiche del continente, potrebbero prendere nota dalla singolare strategia adottata dal gruppo francese: imparare dall’allievo(Cina) che ha superato il maestro (Europa) potrà forse davvero essere la strada per ridurre il gap competitivo tra Occidente e Oriente sul fronte dell’automotive.

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