Allarme quasi rosso per l’India: una forte crisi nelle forniture di Terre Rare potrebbe presto bloccare la produzione dell’intera industria automobilistica di Delhi. Un’industria che vale circa 240 miliardi di dollari e che, nel caso in cui dovesse paralizzarsi, creerebbe non pochi problemi al primo ministro indiano Narendra Modi, già alle prese con il complicato compito di modernizzare un’economia che non riesce ancora a sbloccare il suo intero potenziale.
Il motivo della crisi? La decisione della Cina di ridurre le esportazioni di Terre Rare a partire dallo scorso aprile. Ben 17 produttori indiani di componenti correlati all’automotive sono in attesa del via libera per la ripresa delle forniture da parte di Pechino.
Anche gli Stati Uniti hanno espresso la loro frustrazione sul tema e persino l’Unione europea ha iniziato a fare pressione sul Dragone affinché allenti le restrizioni all’export di Terre Rare a causa della “situazione allarmante” in cui versa l’industria automobilistica del Vecchio Continente.
L’automotive indiana ha un problema
Il governo indiano non sembra intenzionato ad affrontare la questione direttamente. HD Kumaraswamy, il ministro dell’Industria pesante di Delhi, ha infatti inviato una delegazione di alti dirigenti del settore manifatturiero a Pechino per sostenere la necessità di accelerare le autorizzazioni all’importazione.
Maruti Suzuki, la principale casa automobilistica indiana – una joint venture tra il governo dell’India e la giapponese Suzuki Motor Corporation – ha minimizzato l’urgenza della situazione. Il direttore esecutivo Rahul Bharti ha affermato che la fornitura limitata di Terre Rare non causerebbe “alcun impatto immediato”. Al contrario Rajiv Bajaj, a capo del produttore di scooter Bajaj Auto, ha avvertito che l’intera industria dell’automotive potrebbe subire una brusca battuta d’arresto se la situazione non verrà affrontata.
Negli ultimi cinque anni, ha sottolineato il Financial Times, le importazioni di Terre Rare dalla Cina all’India sono aumentate del 60-80%. Delhi sta cercando di ridurre questa dipendenza incrementando la produzione locale dei materiali chiave per nutrire il settore auto. La sensazione è che serviranno però anni di lavoro e programmazione.
Lo scorso marzo il governo indiano ha annunciato un programma di liberalizzazione che consente alle aziende private di esplorare intere aree per cercare minerali e Terre Rare. Ma, appunto, sarà necessario molto tempo prima vedere qualsiasi eventuale risultato positivo.
Che cosa potrebbe succedere
Secondo quanto riportato da The Economic Times la situazione sembrerebbe grave: la Cina avrebbe respinto almeno due richieste di spedizioni dirette in India e le case automobilistiche di Delhi rischierebbero una carenza paralizzante che potrebbe interrompere la loro produzione nel giro di poche settimane.
La Society of Indian Automobile Manufacturers (Siam) ha fatto sapere che i player nazionali dell’automotive hanno chiesto al governo di impegnarsi in colloqui urgenti con Pechino per accelerare le approvazioni in sospeso e semplificare l’oneroso processo. I magneti realizzati con le Terre Rare sono infatti fondamentali per le auto a combustibile fossile, ma essenziali per i veicoli elettrici. “Anche se manca una parte magnetizzata, il veicolo non può essere costruito”, ha spiegato Siam. L’associazione di categoria ha inoltre messo in guardia i decisori indiani dal fatto che, qualora le importazioni dovessero continuare ad essere limitate, le scorte di magneti delle case automobilistiche locali si esauriranno già questo mese e “alcuni operatori indiani potrebbero persino prendere in considerazione l’idea di avviare attività in Cina”.
Cosa chiede la Cina per sbloccare la situazione? È ancora tutto da capire e i colloqui serviranno proprio a questo. Il governo indiano, ha scritto Bloomberg, avrebbe intanto consigliato alle aziende di prendere in considerazione l’utilizzo di magneti in ferrite o modelli privi di magneti, opzioni che comporterebbero però gravi compromessi in termini di costi e prestazioni dei veicoli realizzati. Le Terre Rare sono “la spina dorsale della mobilità elettrica e dell’elettronica avanzata”, ha tagliato Vinnie Mehta, direttore generale dell’Associazione indiana dei produttori di componenti automobilistici.
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