La diplomazia cinese delle auto elettriche decolla grazie… alle navi cargo

SOGNI DI FARE IL FOTOREPORTER? FALLO CON NOI
Auto /

L’espansione delle auto elettriche cinesi non sembra conoscere confini (ne abbiamo parlato qui). I nuovi brand Made in China si diffondono a macchia d’olio toccando tanto le regioni più ricche del pianeta – che rispondono alla tendenza con dazi e chiusure – quanto i Paesi in via di sviluppo, dove invece gli Ev del Dragone sono accolti con piacere. Piccola avvertenza: parliamo di un fenomeno relativamente nuovo che trascende il mero ambito economico. Già, perché le auto ultra tecnologiche ma low cost sfornate dalle fabbriche d’oltre Muraglia non sono soltanto semplici prodotti inviati all’estero da grandi aziende – da Byd a Geely – desiderosi di incrementare i loro affari. C’è anche questo da tenere in conto, certo, ma l’espansione delle quattro ruote cinesi è alimentata soprattutto da altri due fattori.

Il primo riguarda la volontà della Cina di rafforzare i rapporti diplomatici con popolazioni, governi, nazioni attivando la leva delle auto. Il secondo coincide con il desiderio di Pechino di guidare la rivoluzione della mobilità elettrica che trasformerà il pianeta e plasmerà il futuro dell’umanità.

Il ruolo delle navi cargo: ponti per la diplomazia cinese

Per gestire al meglio le loro esportazioni, i principali colossi cinesi dell’automotive hanno iniziato a investire su enormi navi RoRo (Roll-on/Roll-off). Il fine? Semplice: riempire questi gitanti dei mari di automobili e spedire il contenuto in giro per il mondo.

Per capirci: così come, durante la pandemia di Covid-19, le aziende cinesi inviavano all’estero enormi pacchi di mascherine, adesso che il focus è incentrato sull’elettrificazione, e che i governi si stanno sforzando per abbattere le emissioni di CO2, è arrivato il momento degli Ev: veicoli elettrici, appunto, da vendere ai Paesi esteri – con un occhio di riguardo per quelli del Global South – per agevolare la loro svolta green proponendo modelli all’avanguardia e a basso costo.

L’ultimo esempio arriva dal Brasile, il più grande mercato estero per Byd, che ha appena accolto una super imbarcazione Byd (lunghezza totale quasi 220 metri e circa 38 di larghezza) con a bordo 7.300 veicoli a nuova energia (Nev) targati ovviamente… Byd. La nave in questione è dotata di tecnologie ecosostenibili avanzate, come i motori principali ad alta efficienza e risparmio energetico, un ricondensatore Boil-Off Gas (Bog) e rivestimenti antivegetativi che riducono la resistenza aerodinamica.

La strategia di Byd, Geely e Saic

Nel corso dell’ultimo anno Byd ha ampliato la propria capacità di trasporto marittimo, intensificando al contempo gli sforzi per espandersi nei mercati esteri (qui abbiamo parlato dell’ultima auto Byd sbarcata in Europa). L’azienda di Shenzhen ha così creato una piccola flotta di navi RoRo.

La Byd Explorer No. 1 è stata la prima: in grado di trasportare 7.000 veicoli, è noleggiata da un armatore terzo ed è entrata in servizio nel gennaio 2024. La Byd Hefei (capacità di trasporto: 7.000 veicoli) è invece la prima nave porta-auto di Byd in qualità di armatore. Nella lista troviamo anche la Byd Changzhou, la Byd Changsha (9.200 veicoli) e la Byd Xi’an; ce ne sarebbe anche una sesta, appena varata, ma della quale non è ancora stato diffuso il nome. Ricordiamo che Byd punta a esportare 800.000 veicoli elettrici nel 2025, con un potenziale incremento del 100% su base annua.

E le altre case automobilistiche cinesi? Saic ha varato l’Anji Ansheng, la più grande nave RoRo per auto al mondo, con una capacità di 9.500 veicoli; il mezzo si è da poco diretto verso l’Europa. Geely si affida invece alla sua sussidiaria, Jisu Logistics, che ha varato la Jisu Fortune, una nave lunga 199,9 metri con una capacità di 7.000 veicoli. Nel suo viaggio inaugurale ha trasportato oltre 5.000 veicoli Made in China verso Regno Unito, Paesi Bassi e Belgio.

Ebbene, questo approccio non serve soltanto per risolvere i ritardi logistici delle spedizioni di auto, ma anche per controllare le infrastrutture, ridurre i costi e proteggere le operazioni globali da eventuali choc esterni.

InsideOver sta seguendo da vicino l’ascesa di Byd e delle auto elettriche cinesi. Vi raccontiamo tutto senza filtri e pregiudizi. Per sostenere il nostro lavoro, abbonati!