In Cina è arrivata l’era delle auto volanti

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Il momento tanto atteso è arrivato. Dopo aver conquistato il settore delle auto elettriche, la Cina è pronta a lanciare una nuova espansione nel mondo dei trasporti. La prossima rivoluzione riguarderà le auto volanti, o meglio, il campo dei cosiddetti eVTOL, i velivoli elettrici a decollo e atterraggio verticale.

Un campo che alcune aziende di Pechino hanno già iniziato a sondare: è il caso della casa automobilistica Xpeng, che ha investito ben 3 miliardi di yuan (circa 413 milioni di dollari) con la chiara intenzione di anticipare i rivali (ne abbiamo parlato qui). Il Ceo della società, He Xiaopeng, ritiene del resto che nei prossimi due decenni il mercato globale delle auto volanti possa raggiungere i 2 trilioni di dollari, il doppio delle dimensioni di quello dei tradizionali veicoli terrestri.

C’è da crederci, visto che le stesse autorità cinesi hanno preso questo dossier, forse fantascientifico agli occhi di un occidentale, con la massima serietà. Nel frattempo, EHang è diventata la prima azienda del pianeta a ricevere l’approvazione dall’ente regolatore nazionale cinese per operare voli passeggeri senza pilota su rotte turistiche.

La rivoluzione delle auto volanti

Cosa si intende per auto volanti? Non immaginatevi le classiche automobili a quattro ruote che si trasformano in aeroplani, come se fossero dei Transformers. Non siamo ancora a questo punto e forse non ci arriveremo mai. Gli eVTOL (Electric Vertical Take-Off and Landing) sono velivoli elettrici a decollo e atterraggio verticale.

Detto altrimenti, sono una nuova generazione di aeromobili progettati per volare come elicotteri ma con motori elettrici, spesso più silenziosi, efficienti e sicuri. E ancora: non possono guidare su strada, non hanno ruote per la circolazione urbana come un’auto tradizionale e sono progettati esclusivamente per il volo, spesso con rotori simili a quelli dei droni.

Nel caso di Xpeng, i conducenti possono parcheggiare il mezzo a sei ruote in un punto di decollo, sganciare il drone in allegato al veicolo, salire a bordo del componente aereo e proseguire così il resto del viaggio volando, riducendo i tempi di percorrenza e migliorando l’accesso alle aree remote.

È qui che entra in gioco EHang. Il vicepresidente di questa startup, He Tianxing, non ha dubbi: “Riteniamo che lo spazio aereo al di sotto dei 1.000 metri sia attualmente la risorsa naturale meno sviluppata dell’umanità”.

Il via libera a EHang

EHang, ha spiegato il Financial Times, spera di iniziare presto a vendere biglietti per brevi viaggi turistici a Guangzhou e Hefei, le due città in cui ha ricevuto l’autorizzazione a operare tali voli, e di espandersi in seguito nei trasporti pubblici, nella logistica e nei servizi di emergenza.

Gli enti regolatori devono tuttavia risolvere questioni spinose come i percorsi consentiti ai veicoli, la gestione degli incidenti e il potenziale inquinamento acustico causato da centinaia di piccoli elicotteri che sorvolano aree densamente popolate. Due velivoli eVTOL della citata Xpeng, per esempio, si sono scontrati durante un volo dimostrativo nel nord-est della Cina, e uno ha preso fuoco durante l’atterraggio: non proprio il migliore biglietto da visita possibile.

Eppure il governo cinese ha istituito un dipartimento dedicato allo sviluppo del settore, spingendo le amministrazioni locali a iniziare a gettare le basi per le auto volanti. Shenzhen, per esempio, prevede di dotarsi di 1.200 piste di atterraggio per velivoli a bassa quota entro il prossimo anno, mentre Guangzhou si è impegnata a investire oltre 10 miliardi di renminbi (1,4 miliardi di dollari) nello sviluppo delle infrastrutture per il settore entro il 2027.

Sempre più case automobilistiche cinesi – tra cui Gac, Faw e Geely – stanno gradualmente svelando i loro piani volti a costruire modelli all’altezza delle aspettative. Il grande gioco delle auto volanti sta per iniziare.