Sono settimane caldissime per Stellantis. Il colosso automobilistico occidentale, che sta affrontando una fase delicatissima tra riorganizzazioni produttive, investimenti sull’elettrico e tensioni interne, negli ultimi giorni è apparso più dinamico del solito.
Pare, infatti, che Stellantis intenda sfruttare la propria partnership con la cinese Leapmotor per ampliare la gamma di Opel, uno dei tanti storici marchi europei presenti nel suo portafoglio. In che modo? Utilizzando come base il Suv familiare B-10 prodotto dal colosso di Hangzhou, o meglio, piazzando il fulmine del logo Opel sul veicolo elettrico prodotto dalla casa asiatica per i mercati europei.
Bocche cucite in casa Stellantis. Eppure la stampa francese, con Les Echos in testa, scrive che il gruppo starebbe valutando questo esperimento. Ma perché mai Stellantis dovrebbe mettere uno dei suoi gioielli su un’auto cinese? Questione di strategia: il Suv di Leapmotor – ovviamente elettrico – è pronto a entrare in commercio mentre il gruppo franco-italiano sarebbe in ritardo su alcuni suoi modelli. Ecco allora che la B-10 potrebbe ritrovarsi su due mercati diversi, quello cinese ed europeo, con marchi diversi.
L’esperimento di Stellantis
Il mezzo citato è il Leapmotor B10, un Suv elettrico attualmente in fase di test in Europa che dovrebbe avere un prezzo di lancio di circa 26.900 euro. Sarà prodotto a partire dal 2026 in Spagna, presumibilmente nel sito di Saragozza, lo stesso di Peugeot e-208 e Opel Corsa.
Stellantis potrebbe quindi sfruttare la sinergia con i cinesi condividendo con loro il prestigio di un proprio brand, nel caso ipotizzato Opel, per ricevere in cambio un modello elettrico, il B10, già pronto, all’avanguardia ed economico. Il gruppo franco-tedesco, come detto, sta attraversando un periodo complesso: da un lato deve recuperare le quote di mercato perse in Europa, dall’altro incrementare la produzione nei suoi siti.
La soluzione più semplice al doppio rebus potrebbe quindi coincidere con Leapmotor, che Stellantis controlla per circa il 20%. In caso di fumata bianca Opel potrebbe diventare il primo costruttore tedesco a commercializzare un’auto cinese con il proprio marchio in Europa. Ne sapremo di più quando vedrà la luce il prossimo piano strategico dell’intero gruppo: prima metà del 2026.
Veicoli a guida autonoma
Stellantis è nel frattempo impegnata a promuovere lo sviluppo dei veicoli a guida autonoma in Europa insieme ad un altro attore cinese: Pony.ai. I due hanno firmato un accordo.
La partnership combinerà il software di guida autonoma di Pony.ai con la piattaforma per furgoni elettrici a batteria di medie dimensioni di Stellantis, progettata per la guida Sae di livello 4, ovvero senza mani e senza occhi.
Pony.ai non è un’azienda qualunque; è stata fondata nel 2016 in Cina e gestisce servizi di robotaxi completamente senza conducente nelle principali città d’oltre Muraglia. Toccherà a lei gestire le operazioni europee attraverso la sua divisione con sede in Lussemburgo, in sponda con Stellantis.
“Siamo lieti di collaborare con Stellantis per portare la nostra tecnologia di mobilità autonoma in Europa”, ha dichiarato Dr. James Peng, fondatore e Ceo di Pony.ai. “La loro solida presenza in Europa e il loro portafoglio di marchi iconici li rendono il partner ideale per sostenere la nostra crescita in questo mercato strategico”, ha aggiunto.