Capire la finanza, per capire il mondo FOLLOW THE MONEY
Auto /

19,5 miliardi di dollari per una svolta strategica: questo il conto che Ford ha preventivato di pagare tra costi operativi e svalutazioni per operare un cambio radicale del suo business dopo che l’amministrazione Usa di Donald Trump ha imposto un drastico taglio ai sussidi per i veicoli elettrici decretati nell’era di Joe Biden.

Cosa ha deciso Ford

Le prescrizioni del One Big Beautiful Bill Act, la maxi-legge fiscale promossa dal Partito Repubblicano, parlano chiaro: spariscono sia i crediti d’imposta che i 5 miliardi di dollari di risorse per sussidiare fino a 7.500 dollari a unità l’acquisto di veicoli elettrici. Per la più antica e seconda più grande azienda americana per produzione auto dopo General Motors le conseguenze sono chiare e Jim Farley, presidente e Chief Executive Officier del gruppo di Detroit, ha decretato un cambio di passo radicale: stop al focus pressoché esclusivo sull’elettrico per il futuro, rientra l’ibrido.


Geopolitica e finanza sono settori sempre più interconnessi. Andrea Muratore li racconta in “Follow the Money”, il nuovo corso on demand di “InsideOver”. Qui tutti i dettagli!

“Follow the Money”: come finanza e geopolitica si influenzano


Ford interromperà la produzione del pick-up elettrico F-150 e opererà una svolta che porterà il gruppo a concentrarsi su veicoli ibridi in cui la benzina e il petrolio non saranno in dismissione. Il nuovo obiettivo è passare al 2030 ad avere un 50% complessivo di mercato legato a veicoli elettrici, auto e furgoni ibridi e asset simili, non più solo della prima classe.


Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto. Unisciti a noi, abbonati oggi!


Tagli costosi per tornare a correre

Cbt News, portale automobilistico americano, ha fatto i conti del costo della svolta: “La svalutazione totale ammonta a 19,5 miliardi di dollari, di cui 8,5 miliardi per veicoli elettrici cancellati, 6 miliardi di dollari derivanti dalla scissione di una joint venture con SK On“, finalizzata alla produzione di batterie elettriche e che vedrà una fabbrica in Kentucky andare a Ford e una in Tennessee passare direttamente al gruppo sudcoreano, “e 5 miliardi di dollari in costi operativi del programma”.

Una scelta netta, di rottura, arrivata proprio mentre in Europa la Commissione Ue faceva parziale dietrofront sulla transizione al 100% elettrico nel 2035. Due sponde dell’Atlantico, un lungo viaggio da Detroit a Bruxelles, due esigenze diverse, un minimo comun denominatore: in un mercato dei veicoli elettrici dove su scala mondiale la Cina ha costruito un ecosistema produttivo virtuoso e vincente, complice l’uso strategico dei sussidi, e con Pechino che ha visto il mercato interno occupato al 50% da questo tipo di auto, risulta difficile inseguire sul suo terreno la Repubblica Popolare tanto sul vantaggio di costo quanto su quello della scalabilità industriale.

La sfida cinese a Ford e non solo

Restano due dati di fatto: le grandi economie industriali dell’Occidente non hanno vinto la concorrenza globale con la Repubblica Popolare sull’elettrico e l’unica leva ad oggi vincente per contrastarne l’ascesa sul fronte in questione è stata quella tariffaria e doganale. Non esattamente una dimostrazione di forza.

Case come Ford prendono atto di tale dato mentre entrano in scia alla nuova era industriale aperta da Donald Trump, che tramite l’attrazione di investimenti nell’auto tradizionale e regolamentazioni che strizzano l’occhio alle case come la decisione di rivedere al ribasso gli standard ambientali dei carburanti intende cristallizzare la situazione del settore a favore degli Usa. Per aziende come Ford questa svolta è questione di sopravvivenza industriale. Un taglio radicale oggi per tornare a correre domani. Capiremo dall’evoluzione del mercato se queste scommesse, in sinergia con gli obiettivi di The Donald e la nuova condizione di mercato americana, si riveleranno vincenti.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto