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Dalle Cascate dell’Iguazù, a metà strada tra l’Argentina e il Brasile, al Vinicunca, una delle più famose montagne che formano la Catena delle Ande, situata in Perù. Dalla Foresta amazzonica, il polmone verde del mondo, al Cano Cristales, il “fiume dei cinque colori” che scorre in Colombia. E ancora: le isole Galapagos in Ecuador, il Rio delle Amazzoni, l’Orinoco e la città arcobaleno di Valparaiso, solo per citare alcuni dei luoghi più belli. Benvenuti in America Latina, dove la natura domina la scena ed è l’unica protagonista. Dove la realtà e la finzione si fondono, proprio come nel “realismo magico” della letteratura, una letteratura le cui le storie raccontano avvenimenti strani, assurdi, paranormali, proprio come se fossero eventi comuni.

Non potrebbero esserci coordinate migliori per descrivere le cornici entro le quali si staglia un continente enorme, troppo spesso raccontato per frasi fatte e poco per quello che può offrire agli occhi dei visitatori. Sarebbe tuttavia riduttivo tirare in ballo soltanto gli occhi, anche se i colori latinoamericani sono in grado di appagare la vista di ogni essere vivente. Il lento fluire della natura, il rumore degli animali, i corsi d’acqua che si intrecciano tra le foreste, sono tutti suoni che compongono la soave melodia di lunghe distese selvagge, senza contare i sapori dei cibi locali e l’odore di fiori incantati. Sembra quasi di accarezzarla l’America Latina, senza tuttavia riuscire mai a possederla. Perché, per definizione, dove realtà e finzione si uniscono, è impossibile distinguere ciò che esiste dall’invenzione.

Una storia antichissima

Siamo spesso abituati a collegare l’America, in senso lato, al 1492, anno in cui il navigatore genovese Cristoforo Colombo, alla ricerca delle Indie, sbarcò in quel territorio misterioso convinto di aver raggiunto la sua meta e chiamando gli abitanti della regione indiani. Da lì in poi, l’America Latina fu gradualmente “scoperta” dagli europei. In realtà, in questa regione si stabilirono popolazioni provenienti da nord che già prima del 7.000 a.C. iniziarono a coltivare zucca e mais.

Nacquero anche civiltà complesse, centri urbani e perfino Stati. Nelle Ande fiorirono, ad esempio, gli Inca. In ogni caso, il loro sviluppo andò incontro a una frenata in seguito alle spedizioni dei viaggiatori europei. Si trattava per lo più di navigatori spagnoli, e infatti i territori conquistati finirono sotto il dominio iberico. L’unica eccezione furono il Brasile (portoghese) e alcune delle isole Antille (suddivise tra francesi, inglesi e olandesi). Certo è che le popolazioni locali furono letteralmente decimate, in parte a causa delle malattie portate dagli invasori e in parte dalle guerre di conquista. I superstiti finirono a lavorare nelle miniere e nelle piantagioni controllate dai conquistatori, assieme a schiavi africani portati dall’Africa per sopperire alla carenza di Indios.

A Waorani warrior stands outside the Constitutional Court in Quito, Ecuador, Thursday, Feb. 13, 2020. The Waorani and Cofan are demanding the court issue a ruling protecting their right to live without mining and oil exploitation of their land in the Amazon rainforest. (AP Photo/Dolores Ochoa)

Intorno all’inizio del XIX secolo iniziarono le prime schermaglie. Ai discendenti dei coloni spagnoli, che ottennero l’indipendenza dalla Spagna con guerre più o meno cruente, all’inizio del ‘900 si aggiunsero nuovi conflitti tra Stati che rafforzarono il potere dei vari eserciti e provocarono diversi colpi di stato. Era iniziata l’era dell’instabilità politica, la stessa che avrebbe danneggiato una regione ricchissima e che sarebbe terminata (non ovunque e non ovunque allo stesso modo) tra la fine degli anni’90 e l’inizio del Duemila.

Mille colori, mille emozioni

Ci sono mille motivi per visitare l’America Latina, uno per ogni sfumatura offerta dagli spettacolari paesaggi naturali sparsi per l’intera regione. Abbiamo parlato della Foresta amazzonica. Il suo ecosistema è ricchissimo, e comprende qualcosa come circa 1.294 specie di uccelli, 380 di rettili, 427 di anfibi, 419 di mammiferi, circa 3.000 di pesci, 3.000.000 di insetti e altri invertebrati. Esplorare questo spazio immenso, di oltre 5.500.000 chilometri quadrati, consente di incontrare animali rarissimi.

Archiviate – si spera – le limitazioni ai viaggi dovute alla pandemia di Covid, i turisti che desidereranno assaporare simili emozioni non dovranno far altro che scegliere il miglior tour per approdare in America Latina. Per rendere l’esperienza davvero unica, e immortalare ogni singolo istante nel tempo, non bisogna scordarsi di portare con sé l’equipaggiamento adatto.

Ad esempio, non capita tutti i giorni di imbattersi in un giaguaro, neppure se stiamo camminando nella foresta pluviale più grande del mondo. Non si trovano, purtroppo, tanti esemplari, e scattare una foto non è un’impresa semplice, dato che questo animale può raggiungere la velocità di 80 chilometri orari nonostante possa pesare anche 120 chili. Un modo può essere quello di utilizzare la Canon EOS R6, una fotocamera digitale mirrorless capace di catturare l’azione, lavorare in condizioni di scarsa illuminazione e realizzare incredibili riprese in 4K. Se non vogliamo avvicinarci troppo, allora ecco in nostro soccorso l’obiettivo Canon RF 24-105mm f/4L IS USM, obiettivo zoom che può seguire praticamente qualsiasi soggetto grazie all’escursione dello zoom estesa di 24-105 mm, offrendo quindi immagini di altissima qualità da ovunque si scatti.

Al contrario, per cogliere l’istante in cui l’inia, il delfino più colorato del mondo, fuoriesce dal Rio delle Amazzoni o dall’Orinoco, con la sua pelle rosa e grigiastra tendente all’azzurro, è consigliabile affidarsi alle prestazioni della Canon EOS R3, fotocamera perfetta per realizzare scatti di animali selvatici. Il motivo? Per selezionare il soggetto, basta guardarlo e il gioco è fatto, visto lo scatto continuo a 30 fps e alla connettività avanzata.

Assaggiare il realismo magico

Dovremmo ormai aver capito che l’America Latina è un mondo colorato a sé stante, un mondo in cui la magia è parte naturale della vita. La “finzione reale”, o la “realtà finzione”, è incarnata dalla fauna ma anche dai paesaggi incantati. In Perù vale la pena citare la montagna colorata, il Vinicunca, gioiellino di 5.200 metri incastonato tra le Ande. Situata a sud-est della città di Cusco, tra le province di Wuispicanchi e Canchis, nell’omonima regione di Cusco, questa montagna è caratterizzata da striature verticali parallele di 7 colori diversi. Da qui, data la somiglianza del monte con l’arcobaleno, l’appellativo di Rainbow Mountain, Montagna arcobaleno.

Ma come raccogliere in una sola immagine uno spettacolo del genere? Non è difficile. Basta scattare una foto a distanza e l’intero spettacolo finirà immortalato tra le vostre immagini ricordo. Qui viene in soccorso l’obiettivo Canon RF 70-200mm F2.8 L IS USM, teleobiettivo zoom per fotografi professionisti appartenente alla gamma di obiettivi serie L di Canon. I viaggiatori più curiosi riusciranno a distinguere realtà da finzione soltanto dopo aver assaporato l’America Latina e averne rivissuto i ricordi in appositi album fotografici. Attraverso mille emozioni, scaturite da mille foto.

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