L’Asia è alle prese con un’ondata di caldo estremo. La situazione più delicata, al momento, riguarda India e Pakistan, dove in alcune zone le temperature hanno sfiorato, e in certi casi superato, i 50°C. Nel corso delle ultime settimane tanti altri Paesi della regione – dalle Filippine alla Thailandia, dalla Cina meridionale al Bangladesh – hanno dovuto fare i conti con le conseguenze del cambiamento climatico. Il Myanmar, in preda ad una guerra civile, lo scorso 28 aprile ha registrato la temperatura più alta mai registrata: 48,2°C. Nel citato Pakistan, nella provincia meridionale del Sindh, il termometro ha addirittura toccato i 52°C. Disagi minori sono andati in scena anche in Giappone, dove nell’Hokkaido, la seconda isola più grande della nazione, nonché la più settentrionale, la colonnina di mercurio ha toccato i 30°C: un record raro a queste latitudini.
L’India è in ginocchio
Nuova Delhi, pur abituata a fare i conti con estati soffocanti, è in ginocchio da settimane, dopo che un’ondata di calore senza precedenti ha avvolto gran parte dell’India all’inizio di maggio. Nell’affollatissima capitale, dove vivono oltre 29 milioni di persone, il termometro raggiunge ormai stabilmente i 49°C (c’è chi parla di un record, non ufficializzato, di 52,9°C). Le condizioni di vita sono insopportabili, tanto più per quei milioni di cittadini che non possono permettersi di trovare refrigerio con l’aria condizionata o che sono costretti a lavorare all’aperto. Il governo di Delhi ha creato una War Room per fronteggiare minaccia. Anche perché in molti quartieri l’acqua è terminata e le autorità devono organizzarsi per inviare autocisterne.

Non mancano neppure le interruzioni di corrente, che hanno riguardato quasi l’intera città per via dell’utilizzo in massa di milioni e milioni di condizionatori – che pure possono essere considerati beni di lusso – portando la domanda di elettricità ai massimi storici. A livello nazionale i bollettini sanitari parlano di almeno 29 persone decedute a causa del clima torrido. Attenzione però, perché mentre Nuova Delhi cuoce, l’Himachal Pradesh gela e il Kerala annega sotto piogge torrenziali e inondazioni.

Un’ondata di calore senza precedenti
In Pakistan, a Mohenjo Daro, una città del Sindh, le temperature sono aumentate fino a sfiorare i 52,2°C. “Il Pakistan è il quinto Paese del mondo più vulnerabile all’impatto del cambiamento climatico. Abbiamo assistito a piogge e inondazioni superiori al normale”, ha affermato Rubina Khursheed Alam, coordinatrice del primo ministro pakistano sul clima, aggiungendo che il governo sta conducendo campagne di sensibilizzazione a causa delle ondate di caldo.

In Laos il record nazionale di aprile è stato stabilito lo scorso 30 aprile, quando la temperatura ha raggiunto i 43,2°C a Tha Ngon. Manila, nelle Filippine, ha stabilito numerosi record; a Sangley Point, sulla baia di Manila, è stata registrata una minima notturna di 30,2°C, la più calda nella storia del Paese.

Temperature ben oltre i 40°C anche in Vietnam e Thailandia. Il ministero della Sanità di Bangkok ha riferito che quest’anno, fino a metà aprile, nel Paese sono morte a causa di un colpo di calore quasi le stesse persone che in tutto il 2023. E potrebbe essere solo l’inizio. Per l’Asia e per il mondo intero.

