Sensori e gemelli digitali, così le tecnologie all’avanguardia monitorano le grandi opere

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Nel contesto attuale del monitoraggio delle infrastrutture critiche per lo sviluppo e l’economia una nuova frontiera è rappresentata dall’uso della sensoristica avanzata per “mappare” le grandi opere e poter abbattere i costi della sorveglianza infrastrutturale e ottimizzare i costi d’intervento. Un ponte, una diga o una centrale energetica può essere oggi “ascoltata” tramite la sensoristica avanzata che genera dei veri e propri gemelli digitali (digital twin) delle infrastrutture in grando di consentire un operato da remoto su guasti o necessità di lavori di rafforzamento delle opere stesse.

In un mondo che vede, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, una fioritura dei grandi lavori infrastrutturali e della necessità di governare la loro crescita e gli investimenti, ottimizzando le risorse a disposizione di aziende e governi, è anche un mondo in cui cresce la necessità di “ascoltare” le opere in questione – raccogliendo dati in tempo reale, interpretarli e anticipare fenomeni di degrado o criticità.  Quella che poteva sembrare un’azione fantascientifica pochi anni fa è oggigiorno una prospettiva operativa, e sta diventando sempre più strategica.

Nelle grandi opere, la sensoristica e i digital twin consentono di ottimizzare i rischi. Il valore economico, sociale e produttivo di poter avere conoscenza in anticipo dei segnali d’allarme sulle crepe in una grande infrastruttura o quelli del monitoraggio strutturale permettono in molti casi di prevenire danni maggiori o vere e proprie catastrofi. Inoltre, passare a un paradigma di manutenzione predittiva o preventiva può consentire un forte risparmio, aumentare la vita utile dell’opera e ottimizzare le scelte dei gestori. Di fronte alle crescenti sfide dei cambiamenti climatici, del dissesto idrogeologico e delle minacce sismiche per le grandi opere, poter agire con tempismo e prontezza è fondamentale. E molte aziende si sono strutturate da tempo per giocare un ruolo in questo mondo.

Tra queste c’è ISMES, società del gruppo CESI da decenni in prima linea nel governare le sfide delle grandi infrastrutture. In questo contesto, ISMES si propone come polo specializzato in diversi processi sistemici. L’azienda basata a Seriate, in provincia di Bergamo, progetta, installa e gestisce vaste quantità di sistemi di monitoraggio per dighe, bacini idrici, centrali idroelettriche, infrastrutture lineari e opere strategiche in genere. ISMES annovera una lunga esperienza nel settore e nel corso dei decenni di attivitàl’azienda ha operato su più di 300 dighe in Italia e all’estero nel campo del monitoraggio strutturale e dell’analisi del comportamento delle opere sottoposte a stress di vario tipo. Opera dall’Italia all’America Latina con tecnologie avanzate, nel quadro delle quali l’adozione dei cosiddetti “gemelli digitali” (digital twins) rappresenta uno degli strumenti chiave per elevare il livello di controllo, analisi e previsione.

L’azienda ha promosso un paradigma evolutivo del monitoraggio infrastrutturale che è stato anche orientato a un’ottica di crescente sostenibilità: opere più adatte a reagire alle dinamiche contestuali del sistema ambientale in mutamento sono giocoforza maggiormente adatte a resistere ai suoi shock, contribuendo a un progetto generale di mitigazione degli impatti di questi processi. Il paradigma della sicurezza e del rafforzamento della sostenibilità delle grandi infrastrutture è ormai incorporato nei processi di aziende come ISMES, le cui ricadute sono attenzionate da vicino da piani economici di lungo respiro come il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che dal 2021 ha messo in campo 450 milioni di euro per il monitoraggio “intelligente” di ponti, viadotti, dighe e altre infrastrutture. Ismes negli ultimi anni ha aggiunto commesse importanti come la diga di Barcis gestita da Edison e le autostrade ANAS del lotto del Lazio al paniere di opere in gestione. Un passo in avanti per rendere dominante questo paradigma. La sfida per infrastruttre più sicure e durature è un perno importante del processo di sviluppo di un’economia più sostenibile a cui gruppi come CESI guardano. L’operato di ISMES e l’applicazione di un paradigma avanzato in campo tecnologico contribuiscono a questi sviluppi.