È una voce che in realtà sta già circolando da qualche settimana e che ha attirato l’interesse soprattutto dell’opinione pubblica e delle sue fasce più sensibili alle questioni ambientali. Per uscire dalla recessione che sarà causata dal passaggio della pandemia di coronavirus, una delle soluzione proposte è quella di dare impulso ad un’economia eco-sostenibile: a partire dalla produzione di energia elettrica per arrivare alla sostituzione degli strumenti di uso quotidiano.

Negli scorsi giorni in Francia si era già fatto propositore dell’idea il capogruppo di En Marche! in Assemblea parlamentare: adesso il discorso è stato allargato anche su scala europea. A firmare il documento sottoposto all’Unione ci sono legislatori di tutti i Paesi della comunità, amministratori delegati delle grandi multinazionali e – dato più interessante – alcuni gestori patrimoniali dei fondi d’investimento, come nel caso del londinese Michael Hugman.

Ricostruire da zero è più semplice che convertire

L’idea di fondo di per sé è molto semplice: mentre in passato sono stati contestati i costi di adeguamento alle strutture ecologiche, nel post-Covid dove molte aziende saranno scomparse ricostruire da zero sarebbe molto meno svantaggioso da un punto di vista economico. Anzi, alle volte potrebbe addirittura rivelarsi un risparmio sul lungo periodo. E come sottolineato dal documento inoltre non bisogna far si che la pandemia elimini dai discorsi internazionali le tematiche ambientali, poiché il rischio sarebbe quelle di fare gravi passi indietro che presto o tardi verranno pagati.

Sfruttando dunque la crisi e la necessità di strutturare in modo più solido la nuova economia, la scelta eco-sostenibile potrebbe – secondo i suoi sostenitori – risultare la carta vincente dei prossimi decenni; accelerando inoltre l’obiettivo di zero immissioni che l’Unione europea si era già imposta di raggiungere entro il 2030. E nonostante alcuni Paesi – come la Polonia – stia continuando a fare blocco contrario, anche le loro richieste stanno via via scemando, a causa  della crisi alle quale le grandi industrie del carbone stanno andando incontro in queste settimane.

I fondi d’investimento sembrano essere d’accordo

Come spesso accade, per rendersi l’idea se un segmento di mercato potrà essere il giusto investimento – finanziario – per il prossimo futuro è bene buttare uno sguardo al comportamento dei grandi fondi patrimoniali. Come già sottolineato in un passaggio precedente, l’interesse verso l’eco-sostenibile è già entrato nella loro sfera d’investimento e non è da escludere che questa tendenza possa diventare continuativa nei prossimi anni.

In questo scenario, la capacità di smuovere capitali potrà diventare la discriminante in grado di permettere lo sviluppo di un segmento di mercato che fino ad ora è sempre stato considerato un ottimo talento ma che ancora non è  sbocciato appieno. E in questa chiave, una spinta proveniente dagli alti palazzi politici potrebbe essere la definitiva chiave di volta.

Rischio bolla speculativa

Come in ogni circostanza nella quale viene lanciato un mercato sostanzialmente nuovo, il rischio è che i primi investimenti gonfino eccessivamente i valori della filiera, creando una bolla speculativa e portando a risultati controproducenti sul lungo periodo. Non trattandosi la scelta ecologica di una decisione adatta ad un breve lasso temporale ma configurandosi più come una “scelta da vita” da portare avanti negli anni, una botta recessiva a pochi anni dalla sua consacrazione potrebbe generare danni peggiori di quelli che attualmente stiamo attraversando. Dunque, in questa situazione la parola d’ordine è – ancora di più del solito – la cautela.

Poco alla volta e sfruttando lo sprint iniziale, le possibilità che il progetto si riveli redditizio sul lungo periodo sono effettivamente quanto mai elevate, a giudicare dalle osservazioni degli addetti ai lavori. Tuttavia, senza costanza e soprattutto accortezza anche la filiera eco-sostenibile potrebbe incappare nelle stesse problematiche stiamo vivendo sin dalla prima rivoluzione industriale.

È un momento difficile
STIAMO INSIEME