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Ambiente

Orsi, lupi, sciacalli, e i cinghiali in giro per Roma: ecco perché i selvatici non hanno più paura di noi

La fauna selvatica in Italia è in sensibile aumento ed è sempre meno raro avere incontri ravvicinati con questi insidiosi mammiferi.
cinghiali

Lupi, orsi, linci, volpi, cinghiali e persino sciacalli dorati, meno noti canidi di origine asiatica che hanno rapidamente popolato il Friuli già negli anni Ottanta. Oggi questi affascinanti animali hanno attraversato il Po verso l’Emilia e alcuni esemplari sono stati avvistati anche in Appennino nelle Marche, in Toscana e Lazio, passando spesso inosservati, perché è facile scambiare lo sciacallo per una volpe o un piccolo lupo.

La fauna selvatica in Italia è in sensibile aumento ed è sempre meno raro avere incontri ravvicinati con questi grandi mammiferi, alcuni di loro da sempre temuti dall’uomo. In Trentino in particolare, già dagli anni scorsi, in alcune località sono stati costituiti comitati di protesta per il pericolo che orsi troppo confidenti  hanno cominciato a rappresentare specie per i bambini. “Abbiamo visto passeggiare l’orso all’interno del parco dove poche ore prima andavano sullo scivolo o in altalena i nostri figli”, hanno dichiarato al telegiornale lo scorso luglio i genitori di Cavizzana, in provincia di Trento. Lì i piccoli hanno cominciato davvero ad avere gli incubi dell’orso “cattivo”. E ormai quasi ovunque nelle zone alpine e prealpine, ma anche in pianura, si comincia a temere pure l’incontro con “il lupo cattivo”. Gli avvistamenti sono sempre più frequenti e, come accade per gli orsi, allevatori, pastori e contadini lamentano le incursioni di branchi che infieriscono sulle loro greggi e sui loro terreni.

Così i comitati di protesta si levano da entrambe le parti: allevatori e cittadini che temono i grandi selvatici (compresi gli ormai temuti cinghiali, che scorazzano sempre più numerosi anche nelle vie di Roma) e dall’altra parte WWF e animalisti, che si battono per fare conoscere meglio le abitudini di questi animali e aiutare così la gente a comprenderne i comportamenti, evitando rischi per le persone e gli animali, e fermo restando l’importanza della protezione di specie indispensabili all’equilibrio della fauna del territorio, dell’ecosistema e per la biodiversità nel nostro Paese.

E  mentre le due fazioni si scontrano anche in politica, appena un mese fa, sui Carpazi, in Romania, proprio un italiano, Omar Farang Zin, motociclista che documentava sui social tutti i suoi viaggi, è stato sbranato e ucciso da un’orsa, per aver cercato di scattare foto e selfie vicino a quel grande selvatico. Selvatico, appunto.

“Dovrebbero temere l’uomo e invece…”

“Gli animali selvatici, proprio in quanto tali, non dovrebbero essere mai avvistati”, spiega il veterinario Renzo Piccin di Vittorio Veneto, già esperto di grandi carnivori per la Forestale, appassionato e grande conoscitore in particolare della vita dei lupi. “Loro dovrebbero vivere sempre nascosti nel loro habitat e temere la vicinanza dell’uomo. Purtroppo, anche a causa di nostri comportamenti sbagliati, soprattutto lupi e orsi si stanno avvicinando sempre di più alle zone abitate, mettendo a rischio animali domestici e da allevamento, e a volte purtroppo anche le persone. “Qui nella nostra zona, a cavallo tra Veneto e Friuli, i lupi vengono avvistati di continuo e sono purtroppo sempre più “confidenti”. Ma, per fare alcuni esempi, anche a Milano questa primavera è stato salvato un lupo caduto nelle acque del Naviglio, mentre a Ravenna, poche mattine fa ce n’era un altro che passeggiava tranquillo nel parcheggio dell’ospedale”.

Come è possibile che i lupi abbiano così allargato il loro territorio? Continua l’esperto: “I lupi si spostano molto e si muovono velocemente per “dispersione”, allargando sempre di più il loro habitat. Il lupo cosiddetto “alfa”, con il suo branco, scaccia i lupi giovani che diventano concorrenti e a loro volta “alfa”. Questi sono costretti ad allontanarsi, per trovare un nuovo territorio in cui insediarsi. L’Italia è sempre più costruita, strade e autostrade conquistano spazi che prima erano più selvaggi. Al contrario, in molte fasce alpine il bosco sta prendendo il sopravvento, perché le comunità montane si spopolano e i terreni non sono più curati e coltivati. Zone fitte di alberi e arbusti sono sempre più vicine alle case: i grandi selvatici arrivano in questo modo nei pressi delle zone abitate. Se poi si lasciano i cassonetti delle pattumiere aperte, frutteti e animali da cortile non rinchiusi in protezioni è come creare un supermercato a cielo aperto per orsi, volpi, lupi e cinghiali. Per loro è come un ristorante self service:  non hanno più la necessità di cacciare o procacciarsi il cibo, come dovrebbe accadere in natura. Prendono presto l’abitudine di avvicinarsi ai centri urbani, e non più solo nelle ore crepuscolari e notturne”. Così, la preoccupazione dei cittadini aumenta. E aumenta di conseguenza la necessità di attivare delle misure preventive.

Importante dal punto di vista dei territori è quello di creare i cosiddetti “corridoi ecologici”, cioè delle aree libere e boschive per facilitare lo spostamento dei grandi animali verso aree più ampie, per evitare sovrappopolazione e conflitti.  La convivenza con questi mammiferi è possibile, ma richiede una gestione attenta, informazione e rispetto reciproco. Il Trentino, per esempio, è da tempo interessato dalla presenza di orsi, con un aumento della popolazione e conseguenti problematiche di convivenza con le attività umane. La gestione del fenomeno è affidata alla Provincia di Trento, che ha adottato diverse misure, tra cui la rimozione di orsi considerati problematici e l’adozione di misure preventive. Anche il lupo da animale “rigorosamente” protetto ora è stato declassato dal Parlamento Europeo a semplice specie protetta, con buona pace di allevatori e comunità locali ma con disappunto di WWF e associazioni animaliste.

I consigli degli esperti in caso di avvistamento

Innanzitutto segnalare gli incontri ravvicinati alle autorità competenti: monitorare costantemente la popolazione di orsi, lupi e altri grandi selvatici e gli incontri con l’uomo aiuta infatti a capire l’evoluzione del fenomeno.

Non correre : movimenti veloci e scatti per la paura possono scatenare l’istinto predatorio.

Parlare con voce ferma: nel caso per esempio dell’orso, parlare a voce alta e fare rumore in genere può farlo allontanare.

Indietreggiare lentamente: allontanarsi gradualmente senza mai voltare le spalle all’animale.

Non fissare mai gli animali negli occhi: lo sguardo fisso viene percepito come una sfida e può provocare reazioni pericolose.

Rinunciare al cibo: se si hanno con sè merende e alimenti, è consigliabile abbandonarlo a terra.



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