Milano soffocata dallo smog: l’emergenza ambientale del capoluogo lombardo

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“Sono le solite analisi estemporanee gestite da un ente privato”, si è giustificato così il sindaco di Milano Giuseppe Sala per rispondere al quesito postogli da un giornalista dell’agenzia stampa “LaPresse” che aveva posto la domanda “Lei ritiene che Milano sia la terza città più inquinata del mondo? Il quesito è stato posto in riferimento ad una classifica stilata dall’azienda svizzera IQAir sulla concentrazione di particolato nella città Lombarda. L’azienda, che produce purificatori d’aria, ha riservato alla città di Milano, il terzo posto tra le città più inquinate al mondo, mettendola immediatamente dopo Dacca (Bangladesh) e Lahore (Pakistan), entrambe metropoli con oltre 14 milionidi abitanti. Sebbene ci siano delle problematiche oggettive in merito alla classifica citata, tra cui le procedure scientifiche, la media espressa con i dati e la loro estrema variabilità, la risposta fornita denota scarsa sensibilità e poca visione riguardo ad una problematica concreta sempre più sentita dai cittadini.

Fattori ambientali

L’approccio suggerito dal primo cittadino di Milano depotenzia, oltre che l’affidabilità della lista, anche il dibattito su un problema che tutta la pianura Padana sta vivendo da diverso tempo. È proprio nella Pianura padana, per la sua particolare conformazione geografica e morfologia, che industrializzazione e urbanizzazione, determinano i più alti livelli di inquinamento dell’aria d’Europa. Ci sono poi fattori ambientali, come la scarsità delle precipitazioni, che hanno portato le concentrazioni di PM (particolato) a superare i limiti previsti dalla legge. In particolare, a Milano, negli ultimi giorni, sono stati superati i 100 microgrammi per metro cubo (il limite previsto dalla direttiva 2008/507CE è di 50 microgrammi per metro cubo) e nonostante si sia solamente a febbraio il limite è stato superato per diversi giorni.

Un quadro preoccupante

L’Agenzia Europea per l’ambiente, già da diverso tempo, ha messo a disposizione dei cittadini un’applicazione per il controllo della qualità dell’aria, grazie anche alla presenza sui territori delle stazioni di rilevamento in grado di monitorare i livelli di inquinamento. Questo perché l’inquinamento atmosferico ha delle significative ripercussioni sulla salute dei cittadini. L’inquinamento dell’aria è tra le principali cause di malattie cardiovascolari e di un generale accorciamento delle aspettative di vita. All’inquinamento atmosferico vanno inoltre collegate l’aumento delle malattie respiratorie, molto spesso croniche, che pesano sul sistema sanitario. Proprio in seguito all’aumento dell’inquinamento dell’aria, durante queste fasi di concentrazioni di PM è bene attuare delle buone pratiche, tra cui l’utilizzo di mascherine, evitare di praticare attività fisica all’aperto, chiudere le finestre delle abitazioni e utilizzare dei depuratori d’aria.

Mobilitazione social

Non c’è quindi poi tanto da meravigliarsi se una classifica del genere trovi consenso e diffusione nel web. La notizia è stata rilanciata da numerose testate alle quali si sono aggiunti anche appelli di noti personaggi del mondo dello spettacolo, tra cui Miriam Leone, che dopo aver letto la notizia della classifica dell’IQAir ha lanciato un appello social rivolto a “chi può fare qualcosa” taggando il sindaco Sala e il Presidente della regione Lombardia Attilio Fontana. Ma sono anche gli stessi cittadini ad essersi attivata, una residente di Milano, Francesca Amami, ha lanciato su Change.org una raccolta firme affinché il sindaco di Milano e il Comune si attivino per dare risposte concrete che tutelino il diritto dei cittadini ad un’aria pulita. La petizione online ha già raccolto oltre 12.000 firme.

Cambiare stile di vita

Da una iniziale convergenza verso il riconoscimento dei rischi implicati dal fenomeno, ci si sta sempre più focalizzando su veridicità o meno di talune fonti, senza alcun riguardo in merito alle rilevanti responsabilità umane nei confronti del suo aggravarsi. Quello che dobbiamo ricordare è che la sostenibilità non è semplicemente la passiva conseguenza del consumare meno. Implica scelte e continue attività nelle nostre vite che coincidono con scelte valoriali e la capacità di attivarsi per risolvere problemi sempre più complessi. La mancata comprensione del problema e quindi una sua risposta non fanno altro che aumentarne l’intensità e i costi.