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Ambiente

L’importanza delle mappe e dei satelliti nel reporting sull’incendio di Los Angeles

I numeri dei 5 grandi incendi che stanno devastando l’area metropolitana di Los Angeles sono terribili: oltre 12.000 strutture abitative bruciate, 220.000 sfollati, 300.000 utenze senza elettricità e un buco di miliardi di dollari con centinaia di case che hanno...

I numeri dei 5 grandi incendi che stanno devastando l’area metropolitana di Los Angeles sono terribili: oltre 12.000 strutture abitative bruciate, 220.000 sfollati, 300.000 utenze senza elettricità e un buco di miliardi di dollari con centinaia di case che hanno perso l’assicurazione alcuni mesi prima degli incendi.

Mentre il dipartimento per gli incendi e la protezione delle foreste ha comunicato che il numero dei morti in California è balzato a 10, centinaia di redazioni in queste ore stanno concentrando il proprio lavoro sul racconto degli eventi in California. Per eventi di questa portata, il data-storytelling con mappe e satelliti negli anni è diventato il modus portante per raccontare l’evoluzione di incendi dolosi di vasta portata. Infatti, portali come quello del California Department of Forestry and Fire Protection, nelle ultme ore sono uno dei siti più cliccati per raccogliere dati sugli eventi di Los Angeles.

Tornando indietro di qualche giorno, nelle prime ore di martedì 7 gennaio trovare dati online sulla propagazione degli incendi nell’area metropolitana di Los Angeles non era semplice. La seguente cartina, scaricata da google maps, è stata la prima a mostrare l’estensione approssimativa degli incendi più grandi di Palisades e Eaton e il focolaio di Sunset. Nelle ore successive, man mano la produzione di mappe interettative e immagini satellitari sono diventate il formato più utlizzzato per riportare sugli eventi di Los Angeles.

Come possiamo vedere dalla mappa interattiva del dipartimento incendi californiano, in questo momento ci sono 5 roghi principali attivi. Quello di Pelisdes, che è anche quello più corposo e devastante a ridosso dell’area di Santa Monica e quello di Eaton a ridosso dell’area di Arcadia. Spostandoci a nord invece troviamo altri 3 roghi, 2 in aree sempre densamente abitate (Kenneth Fire e Hurst Fire) e uno a ridosso di Magic Mountain a sud-est di Santa Clarita.

Con i dati del dipartimento californiano per gli incendi, il New York Times ha costruito diverse mappe interattive estremamente utili per la popolazione: ad esempio sugli ordini di evacuazione e sulla direzione del vento nelle prossime ore.

Maxar Technologies, una delle compagnie che forniscono esperienze di utilizzo satellitare per aziende e privati, negli ultimi anni è diventata una dei prinicipali provider assieme a Planet Lab per il giornalismo che utilizza i satelliti. Le successive due esplorazioni sono fonrite da Maxar/NewYork Times e mostrano il prima e dopo il passaggio del rogo nell’area di Altadena.

Il dipartimento della California ha fornito anche una mappa circa il contenimento in corso dei 5 incendi maggiori. Nonostante diversi siti di notizie abbiano riportato erroneamente che gli sforzi di contenimento sono pari a 0, come riportato sul sito del dipartimento, gli incendi rimasti a contenimento 0 sono quelli di Eaton e di Kenneth, mentre Lidia è stato contenuto per il 75%, Hurst per il 37% e Palisades per il 6%.

Sempre sul sito del dipartimento incendi, si possono trovare le mappe del singolo incendio, in questo caso l’Eaton Fire, per visualizzare l’estensione dell’incendio, le aree in cui è stato emanato l’ordine imperativo di evacuazione e le aree in cui c’è solo l’ordine generale di evacuazione.

Il lavoro dei satelliti

I satelliti dotati di sensori a infrarossi e di altri strumenti avanzati possono rilevare temperature elevate e focolai di incendio anche in aree remote e difficilmente accessibili. Questa capacità di rilevamento precoce è fondamentale per intervenire rapidamente e contenere i danni. Ad esempio, missioni satellitari come il programma MODIS (Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer) della NASA o i satelliti Sentinel del programma europeo Copernicus monitorano costantemente la superficie terrestre, identificando anomalie termiche che potrebbero indicare un incendio in corso.

I satelliti non aiutano solo nella gestione diretta degli incendi, ma forniscono anche un supporto prezioso per il giornalismo. Attraverso immagini satellitari e dati geospaziali, i media possono raccontare con maggiore precisione, come abbiamo visto fino ad ora, l’estensione e l’impatto degli incendi in California. Le immagini satellitari permettono di visualizzare il progresso delle fiamme, evidenziando le aree più colpite e mostrando le conseguenze ambientali e sociali. Questo tipo di informazione è cruciale per sensibilizzare il pubblico e stimolare azioni politiche e sociali. Inoltre, le visualizzazioni basate su dati satellitari offrono un potente strumento per rendere accessibili al grande pubblico questioni complesse legate agli incendi.

Nel video che segue, Benjamin Strick, direttore del Center for Information Resilience spiega come utilizzare le immagini satellitari per mappare e investigare gli incendi boschivi.

Dopo che un incendio è stato domato, i satelliti continuano a svolgere un ruolo fondamentale nella valutazione dei danni e nella pianificazione del ripristino ambientale. Le immagini satellitari permettono di quantificare la superficie bruciata e di analizzare l’impatto sugli ecosistemi locali. Questi dati sono essenziali per progettare interventi di riforestazione e prevenire ulteriori degradi ambientali.

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