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La Liberia ha ottenuto l’approvazione dal Global Environment Facility (GEF) per un progetto trasformativo finalizzato a ridurre drasticamente l’inquinamento da mercurio nel settore dell’estrazione artigianale e su piccola scala dell’oro (ASGM). L’iniziativa – sviluppata dall’Agenzia per la protezione dell’ambiente (EPA) della Liberia e sostenuta dal Gruppo della Banca africana di sviluppo – combina 7,67 milioni di dollari di finanziamenti GEF con 24,57 milioni di dollari di cofinanziamento indicativo da parte della banca multilaterale. L’obiettivo è costruire un settore aurifero più sicuro, più pulito e più sostenibile, intervenendo su una delle principali fonti di inquinamento ambientale e rischio sanitario del Paese.

Il progetto rappresenta l’ingresso ufficiale della Liberia nel programma planetGOLD, un’iniziativa globale sostenuta dal GEF che ha già assistito oltre venti Paesi nella riduzione dell’uso del mercurio nell’estrazione dell’oro, migliorando al contempo la salute ambientale e le condizioni di vita delle comunità minerarie. L’approccio di planetGOLD si fonda sul rafforzamento dei quadri normativi e politici, sull’espansione dell’inclusione finanziaria, sulla promozione di tecnologie prive di mercurio e sulla creazione di partnership tra governi, comunità locali e settore privato. In Liberia, questi elementi vengono integrati in un programma che punta a trasformare strutturalmente un comparto essenziale dell’economia informale.

https://twitter.com/RobbieBisset/status/2001079870336430159

Tra governance mineraria e sviluppo sostenibile

L’iniziativa fa parte del piano sostegno di lungo periodo fornito dalla Banca africana di sviluppo alle riforme di governance e alla mobilitazione delle entrate interne nel settore minerario liberiano. Secondo Anthony Nyong – direttore del gruppo bancario per il cambiamento climatico e la crescita verde – il progetto rappresenta un esempio concreto di come le basi istituzionali costruite negli anni possano essere ampliate in una trasformazione ambientale e socio-economica su larga scala. Il caso liberiano dimostra – nelle parole di Nyon – che sviluppo economico e tutela dell’ambiente possono avanzare insieme, rafforzandosi a vicenda.

Anche il Global Environment Facility ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa: il CEO e presidente del GEF, Carlos Manuel Rodríguez, ha definito l’approvazione del progetto una tappa determinante negli sforzi globali per ridurre l’inquinamento da mercurio. Combinando riforme politiche, adozione tecnologica e coinvolgimento delle comunità, la Liberia viene indicata come un potenziale modello di transizione verso un settore dell’estrazione aurifera più pulito e sicuro. Un messaggio ribadito anche da Emmanuel K. Urey Yarkpawolo – direttore esecutivo dell’EPA della Liberia – che ha evidenziato come il progetto contribuirà a proteggere i minatori, salvaguardare fiumi e foreste e promuovere un settore dell’oro capace di bilanciare crescita economica e protezione ambientale.

Mercurio, salute e ambiente: una sfida strutturale

La contaminazione da mercurio legata all’estrazione dell’oro rappresenta una pericolosa minaccia per la salute umana, le risorse idriche, il suolo e gli ecosistemi della Liberia. L’uso diffuso del mercurio nell’estrazione artigianale – spesso in contesti informali e privi di controlli – ha contribuito nel tempo alla deforestazione, alla perdita di biodiversità e a una persistente instabilità economica. Molti minatori operano al di fuori dei mercati formali, con un accesso limitato a tecnologie sicure, finanziamenti e pratiche sostenibili.

Il progetto approvato dal GEF affronta questi problemi alla radice, fissando obiettivi ambientali e sociali misurabili: nell’arco di cinque anni, l’iniziativa punta a ridurre l’uso di mercurio di 50 tonnellate, a ripristinare 10.000 ettari di terreno degradato e a evitare l’emissione di 148.000 tonnellate di CO₂. Parallelamente, intende migliorare le condizioni di lavoro e i mezzi di sussistenza di circa 20.000 persone – di cui 12.000 donne – rafforzando la dimensione inclusiva del progetto. Attraverso la formalizzazione delle attività minerarie, l’accesso alla finanza e l’introduzione di tecnologie pulite, la Liberia potrà inoltre rispettare gli impegni assunti nell’ambito della Convenzione di Minamata sul mercurio.

https://twitter.com/Mining_Review/status/2001624974105403475

planetGOLD e la filiera aurifera senza mercurio

Come partner dell’iniziativa planetGOLD, la Liberia beneficerà di una rete di collaborazione regionale e globale che include apprendimento tra pari e accesso a pratiche innovative già testate in altri Paesi sostenuti dal GEF. Questo approccio rafforza la scalabilità e la sostenibilità degli sforzi nazionali, contribuendo al contempo ad accelerare i progressi verso catene di approvvigionamento dell’oro prive di mercurio. Il progetto risulta dunque pienamente allineato agli impegni della Liberia sul tema e rappresenta un passo fondamentale verso un settore aurifero responsabile dal punto di vista ambientale ed economicamente inclusivo.

In questo scenario, la dimensione internazionale dell’iniziativa assume un ruolo centrale, poiché consente alla Liberia di integrare le proprie politiche nazionali in un contesto di cooperazione multilaterale già collaudato. L’accesso alle esperienze maturate da altri Paesi partecipanti a planetGOLD rafforza la capacità istituzionale e tecnica del Paese, riducendo i rischi di frammentazione degli interventi. Allo stesso tempo, il progetto contribuisce agli obiettivi internazionali di riduzione dell’inquinamento da mercurio, dimostrando come le strategie locali possano avere un impatto diretto sulle grandi sfide ambientali globali.

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