Italia, Grecia e Spagna possono vedere triplicate le morti annue per patologie o eventi collegati alle ondate di caldo entro fine secolo a seguito delle sempre più persistenti fasi in cui temperature anomale contraddistinguono i Paesi dell’Europa mediterranea. A lanciare l’allarme è un approfondito studio pubblicato da Lancet Public Health e condotto sulla base di una ricerca coordinata da David Garcià-Leon, ricercatore del Joint Research Centre della Commissione Europea di Siviglia.
Lo studio Temperature-related mortality burden and projected change in 1368 European regions: a modelling study si ripropone di modellizzare la mortalità in eccesso prodotta nelle stagioni calde in varie regioni europee dall’aumento medio delle temperature e dal riscaldamento globale. “Tra il 1991 e il 2020, il numero di decessi correlati al freddo è stato 2,5 volte più alto nell’Europa orientale rispetto all’Europa occidentale, e i decessi correlati al caldo sono stati 6 volte più alti nell’Europa meridionale rispetto all’Europa settentrionale“, ricordano gli studiosi coordinati da Garcia-Leon.
Gli studiosi parlano di una mediana di 43.729 decessi all’anno in Europa per il caldo-record che nel 2100 potrebbe toccare gli 80.676 morti, arrivando a sfiorare il raddoppio trainata da crescite anomale nell’area del Mediterraneo.
“Si prevede”, notano gli studiosi, “che i tassi di mortalità correlati al calore aumenteranno di 17,3 decessi aggiuntivi ogni 100.000 persone in base allo scenario di riscaldamento di 3°C in Europa”. La ricerca sulla crescita della mortalità correlata al caldo-record mostra che secondo la modellizzazione il numero di decessi in Europa “aumenterà in tutti i paesi con un chiaro gradiente da nord a sud, con un aumento maggiore della mortalità correlata al calore verso le regioni meridionali, amplificando così gli attuali modelli di rischio correlati al calore. Nell’Europa settentrionale, l’aumento sarebbe di circa dieci decessi aggiuntivi ogni 100.000 persone, mentre nelle regioni più meridionali potrebbe essere 3-4 volte superiore”.
In particolare, con un aumento medio delle temperature di 3 gradi da qui al 2100 in estate le morti per caldo sarebbero in crescita da 1.730 all’anno a 4.767 in media in Grecia entro fine secolo, da 10.433 a 28.285 in Italia e esploderebbero in Spagna, Paese in cui solo tra fine luglio e inizio agosto un’ondata di caldo eccessiva quest’anno ha prodotto 1.300 morti in eccesso: da 4.414 morti medi per il caldo nell’ultimo trentennio la Spagna potrebbe superare i 20mila entro fine secolo. Raddoppierebbe, da 1.008 medi a 2.284 decessi, la quota anche il Portogallo e esploderebbe, pur nel contesto di una popolazione più ridotta, il dato di Malta: da 78 a 604 morti l’anno. Insomma, un trend palese che racconta molto della tropicalizzazione del clima e della natura di trincea dei Paesi del Mediterraneo di fronte a un mutamento strutturale della termoregolazione del pianeta. Di fronte al quale, con una popolazione in invecchiamento e nuove fragilità, Stati come Grecia, Spagna e Italia dovranno pensare a nuove forme di mitigazione dei rischi e a una convivenza sempre più forzata con contesti torridi e minacciosi per la salute umana.