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Uno dei settori in cui maggiormente si potranno misurare le prospettive future della transizione energetica è quello della mobilità sostenibile. L’industria dei trasporti di persone e merci è una delle spine dorsali delle moderne società ad economia avanzata, ed uno dei campi in cui l’impatto ambientale del sistema fondato sui combustibili fossili è più percepibile: i dati dell’Agenzia mondiale dell’energia per il periodo pre-pandemico segnalano che nel 2019 i soli trasporti passeggeri su strada hanno contribuito alle emissioni di anidride carbonica globali per 3,6 miliardi di tonnellate, mentre quelli di merci per ulteriori 2,4 miliardi.

Decarbonizzare l’industria dei trasporti è dunque un fattore di valenza strategica per ottenere un’efficace e funzionale transizione energetica nei nostri sistemi economici complessi.

Tra i campi più promettenti in quest’ottica vi è sicuramente quello della mobilità elettrica, che permette un abbattimento deciso dell’impatto ambientale dei mezzi di trasporto e uno sfruttamento intensivo dell’innovazione tecnologica da mettere al servizio delle politiche per la transizione. Sostenibili e connessi, i mezzi di trasporto elettrici (auto, ma anche autobus e camion) potranno dunque abilitare la convergenza tra le scelte politico-industriali per accelerare l’innovazione di frontiera con cruciali obiettivi di carattere ambientale. A sua volta, la costruzione di mezzi di trasporto elettrici imporrà un’importante ristrutturazione industriale in termini di definizione delle catene del valore nella componentistica e nella sistemistica e nella creazione di infrastrutture complementari: pensiamo solo alle nuove esigenze in termini di reti di distribuzione e produzione energetica e di piazzole di carica per veicoli elettrici. Il Boston Consulting Group ritiene che questa rivoluzione prenderà piede con decisione, sottolineando che entro il 2030 i veicoli elettrici rappresenteranno il 25% del parco mezzi mondiale e il 50-60% delle nuove vendite.

In sostanza, parliamo dunque di un cambiamento sistemico in cui le imprese dovranno muoversi padroneggiando al meglio le competenze, le conoscenze e le tecnologie necessarie: il valore degli investimenti richiesti e la posta in palio richiedono un approccio serio e pragmatico. CESI è, in questo contesto, tra le società che maggiormente si stanno adoperando per portare al servizio del settore automobilistico e dei trasporti le sue conoscenze operative in materia di decarbonizzazione. La multinazionale italiana, impegnata da anni nel supporto dei propri clienti verso la transizione energetica, ha messo in campo svariate iniziative, attivando i suoi laboratori per l’E-Mobility e mettendoli al servizio della certificazione di componenti per veicoli e stazioni di ricarica.

Presso i suoi laboratori di Berlino, nel centro inaugurato il 15 aprile scorso, la Divisione Testing, Inspection e Certification di CESI – KEMA Labs – studia come rendere il più efficiente possibile l’interazione tra i veicoli elettrici e la rete di trasmissione e distribuzione, lo sfruttamento delle nuove tecnologie per ottimizzare la gestione delle batterie e la sicurezza in caso di incidenti; come riporta Modern Energy, i laboratori CESI studiano batterie e sistemi di stoccaggio in grado di “fornire dati preziosi sulle condizioni operative in tempo reale dei veicoli per i clienti e di garantire agli operatori di sistema un’ottimizzazione delle fasi di design” dei veicoli così da accelerarne il completamento e lo sbarco sul mercato. Dall’efficienza energetica alla resistenza agli shock, ogni fase del processo è attentamente monitorata dagli esperti KEMA Labs. Per quanto riguarda l’efficienza energetica legata ai veicoli elettrici, CESI si sta adoperando per ridurre al minimo la perdita di qualità nella distribuzione del potenziale elettrico con il progetto TEPQEV, che mira a mettere a disposizione batterie elettriche in grado di ridurre al minimo i disturbi impostati alla frequenza dell’elettricità nella fase di caricamento.

In quest’ottica, è importante il ruolo svolto da CESI nel contesto del progetto JuicePole lanciato da Enel X, che rappresenta uno dei più innovativi sistemi per integrare le stazioni di caricamento nel contesto e negli ecosistemi urbani odierni. CESI ha sperimentato nei suoi laboratori le tecnologie di JuicePole, una colonnina di ricarica capace di ricaricare due veicoli contemporaneamente, misurato le prestazioni del nuovo caricatore, studiato la migliore ergonomicità e i sistemi di raffreddamento ottimali in modo tale da sostenere al meglio l’iniziativa di Enel X, che mira a integrare attorno a JuicePole l’ecosistema JuiceLamp, in grado di garantire hotspot wi-fi, illuminazione pubblica e videosorveglianza attorno alla stazione di caricamento.

Inoltre, CESI sta studiando una modalità di sviluppo delle stazioni di caricamento che sappia essere sostenibile lungo l’intero ciclo vitale dell’infrastruttura, minimizzando l’impatto ambientale e massimizzando la circolarità delle risorse utilizzate per costruirle e intendendo dunque in forma estesa questa importante sfida. L’orizzonte vedrà sempre più possibile una crescente integrazione tra veicolo elettrico e rete favorito dallo scambio di dati nell’ecosistema circostante. A testimonianza di come la transizione sia un processo a trecentosessanta gradi, radicale nel creare nuove dinamiche e nel trasformare profondamente diversi eventi comuni nella nostra quotidianità.

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