La crisi energetica globale ha dimostrato l’importanza di un futuro energetico più pulito e sicuro. Per molti Stati, dunque, questo potrebbe essere il momento giusto per adottare strategie e politiche che conducano verso uno sviluppo verde e sostenibile. Anche la Repubblica dell’Azerbaigian intende muoversi in questa direzione e trasformare il Paese in un “hub energetico green”, un processo che ha già avviato in alcune regioni. Garabagh, Zangezur orientale e la Repubblica autonoma di Nakhchivan sono aree con un grande potenziale per quanto riguarda le fonti di energia rinnovabili e sono state dichiarate “green energy zones”, luoghi dove verranno favorite la protezione dell’ambiente e lo sviluppo ecologico. 

Nel programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep), un’economia è definita verde quando ha “basse emissioni di carbonio, è efficiente sotto il profilo delle risorse e socialmente inclusiva. In un’economia verde, la crescita dell’occupazione e del reddito è guidata da investimenti pubblici e privati in attività economiche, infrastrutture e beni che consentono di ridurre le emissioni di carbonio e l’inquinamento, di migliorare l’efficienza energetica e delle risorse e di prevenire la perdita di biodiversità e di servizi ecosistemici”. Vi sono, inoltre, due caratteristiche imprescindibili ad una politica energetica sostenibile: efficienza e fonti rinnovabili. Due campi, questi, in cui l’Unione europea e l’Azerbaigian hanno approfondito la loro collaborazione con la firma di un memorandum nel 2022. “L’Azerbaigian e l’Ue stanno gettando le basi di un partenariato a lungo termine sull’efficienza energetica e l’energia pulita, poiché entrambi perseguiamo gli obiettivi dell’Accordo di Parigi”, ha dichiarato la presidente Ursula von der Leyen. 

Per raggiungere gli obiettivi del patto siglato nella capitale Francese, ovvero la riduzione delle emissioni di gas serra del 35% entro il 2030 e del 40% entro il 2050, l’Azerbaigian ha iniziato a investire nel settore delle rinnovabili, puntando sui parchi eolici onshore e offshore, l’energia solare e l’idroelettrico. Il Paese può contare su condizioni favorevoli all’utilizzo di questo tipo di fonti green, in particolare per quanto riguarda il vento nella penisola di Absheron e sulla costa del Mar Caspio. Complessivamente, il potenziale tecnico delle rinnovabili è di 135 Gw onshore e 157 Gw offshore. 

Il 2023 è stato un anno di grande successo per questo settore. Il presidente Ilham Aliyev ha inaugurato l’impianto fotovoltaico di Garadag da 230 Mw. “Oggi siamo molto orgogliosi di vedere che in un periodo di tempo relativamente breve, poco più di un anno e mezzo, questa parte vuota della penisola di Absheron è diventata una fonte di energia verde”, ha affermato il leader di Baku durante il suo discorso. Il Paese, inoltre, ha firmato diversi accordi con importanti partner internazionali, che serviranno a raggiungere la prima tappa di 10 Gw prodotti tramite le rinnovabili. La saudita Acwa Power ha concordato lo sviluppo di progetti di energia pulita da 500 Mw nella Repubblica autonoma di Nakhchivan, mentre l’emiratina Masdar è al lavoro per la creazione di vari impianti eolici, fotovoltaici e a idrogeno che dovranno produrre in totale 5 Gw.  L’Azerbaigian, inoltre, è parte di accordi internazionali con Georgia, Romania e Ungheria per l’esportazione di green energy, come il cavo sottomarino lungo quasi 1200 chilometri che, passando sotto il Mar Nero, collegherà il Caucaso meridionale all’Europa, un vero e proprio “Corridoio energetico verde” che assicurerà le forniture ai Paesi dell’Asia centrale e del Vecchio continente. Tutti questi piani e sforzi di Baku sono in linea con l’ordine del presidente Aliyev di dichiarare il 2024 come “anno verde di solidarietà mondiale”, che dimostra l’impegno dell’Azerbaigian nella protezione dell’ambiente e nella lotta contro il cambiamento climatico. Una postura, questa, a cui molti Stati hanno guardato con favore, dando a Baku il proprio sostegno nel candidarsi come città ospite della Cop29, la conferenza delle Nazioni Unite dedicata a questi temi. Sarà la prima volta in cui i rappresentanti della comunità internazionale si incontreranno nel Caucaso per discutere delle misure da adottare per un futuro più green, un’occasione importante per l’Azerbaigian che potrà portare avanti la sua battaglia a favore delle energie rinnovabili e di azioni più incisive per contrastare gli effetti dell’inquinamento nel pianeta.