Una civiltà automobilistica come quella americana ha avuto non poca diffidenza nei confronti dell’auto elettrica. I numeri, tuttavia, restituiscono un panorama interessante che racconta una crescita importante di questa fetta del mercato. Secondo un rapporto di Experian Automotive Market Trends del quarto trimestre del 2023, negli Stati Uniti circolavano circa 3,3 milioni di auto elettriche. Questo numero è in aumento rispetto ai 2 milioni di veicoli elettrici del 2022 e ai 1,3 milioni del 2021. Sebbene i veicoli elettrici stiano guadagnando terreno, sono ancora lontani dal raggiungere i veicoli a benzina, che costituiscono i restanti 300 milioni di auto attualmente in circolazione. Entro il 2030, il National Renewable Energy Laboratory prevede che sulle strade degli Stati Uniti potrebbero esserci dai 30 ai 42 milioni di veicoli elettrici. Nel 2022, con la vendita di 491.000 veicoli in America, Tesla ha vinto il titolo di leader negli Stati Uniti: poiché produce le sue auto sul suolo americano, in California e Texas, il gruppo di Elon Musk ha rafforzato la produzione automobilistica americana, realizzando un ritorno spettacolare.

Da quando le auto elettriche hanno invaso gli Stati Uniti, una buona fetta dei consumatori progressisti americani ha acquistato il marchio Tesla anche per una scelta “politica”: l’elettrico è green, è il futuro, combatte le fonti fossili. E nonostante una condotta dubbia e le sue smanie prometeiche, Musk ha rappresentato questa rivoluzione. Ora, però, il loro beniamino è sul palco con Donald Trump. E non si tratta di un semplice endorsement, ma di un vero matrimonio di convenienza in cui il magnate tecnologico si è messo a disposizione del tycoon-candidato-ex presidente che lo vuole alla sua destra.
Parliamo di un candidato che si è sempre distinto per essere un negazionista climatico e che ha anche a lungo respinto la scienza del clima, a volte definendo il riscaldamento globale una “bufala”. Non solo, ma a i duri di memoria va ricordato che in uno spot della campagna del 2023, Trump ha promesso di revocare le politiche e i sussidi sui veicoli elettrici del presidente Joe Biden. “Biden sta spendendo miliardi e miliardi di dollari dei contribuenti per sovvenzionare le auto elettriche per i ricchi, mentre gli americani normali non possono permettersene una, né vogliono nemmeno“, disse. “Ho salvato l’industria automobilistica americana una volta e ora la salverò di nuovo“.

Lo scorso aprile, alcuni dati raccolti fra i potenziali acquirenti di Tesla dipingono un ritratto interessante di ciò che sta accadendo a livello di “sentimento” fra i consumatori. Le fila dei potenziali acquirenti di Tesla negli Stati Uniti si stanno riducendo, secondo un sondaggio della società di intelligence di mercato Caliber, che ha attribuito il calo in parte alla personalità di Musk. Il cosiddetto “punteggio di considerazione” per Tesla è sceso al 31% a febbraio, meno della metà del massimo del 70% registrato a novembre 2021, quando aveva iniziato a monitorare l’interesse dei consumatori per il marchio. La personalità smisurata di Musk ha sì giovato a Tesla, che ha promosso la lotta al cambiamento climatico re-immaginando le auto come eleganti computer elettrici su ruote, in grado di battere le auto che consumano molta benzina in termini di aspetto, prestazioni e maneggevolezza. Ma adesso?

Come ricorda Matt Bai sul Washington Post, nell’ordine, Musk è lo stesso robber baron che ha sostenuto la teoria cospirazionista della “Grande Sostituzione”, si è chiesto perché nessuno provi ad assassinare il candidato democratico alla presidenza e ha promesso di dare alla campagna di Trump 45 milioni di dollari al mese. Lo scorso fine settimana, si è presentato a un comizio di Trump ballando e cantando e ha ribadito la sua convinzione che il Paese e la sua Costituzione non potrebbero continuare a esistere se Trump non venisse rieletto. In altre parole, è avvenuta una progressiva MAGAization del magnate di Tesla. Con dei risultati folkloristici come le bandierine dem o gli adesivi di Harris che adornano le Model 3.
Secondo un sondaggio condotto tra gli acquirenti di auto tra ottobre e novembre da Strategic Vision, la percentuale di democratici che acquistano veicoli Tesla è scesa di oltre il 60%. Da allora, Tesla ha recuperato terreno con gli acquirenti blu, come dimostra la ricerca. Ma il calo drammatico evidenzia il rischio che incombe su Tesla con un Musk sempre più politico, in un momento in cui i produttori di auto elettriche stanno già lottando per attrarre molti acquirenti repubblicani. Tra gli acquirenti Tesla nel 2022, i democratici costituivano il 40% dei clienti e il 39% nel 2023, secondo i sondaggi di Strategic Vision. Le cose hanno iniziato a cambiare nel sondaggio 2024, iniziato a ottobre. La composizione dei democratici è scesa al 15%, mentre i repubblicani sono balzati al 32% e gli indipendenti sono aumentati al 44%.
Se per i progressisti il dilemma è morale, tra l’auto con cui andranno alle urne e il voto che esprimeranno, per Tesla potrebbe presto diventare sostanziale, con perdite notevoli e progressive. Ma soprattutto potrebbe essere il punto sul quale il matrimonio di convenienza Musk-Trump rischia di saltare.

