La rivoluzione dell’intelligenza artificiale sta avanzando con un costo pesante su molti fronti. E non parliamo solo dei grandi costi, senza precedenti per un sistema tecnologico che deve ancora sdoganare tutte le sue potenzialità per imprese e enti pubblici, per abilitare la spesa in conto capitale, alzare la potenza di calcolo, edificare potenti data center. Anche il versante ambientale e energetico della corsa all’Ia va sottolineato.
L’Ia cambia il mondo e i consumi
In un mondo che va a elettricità, l’IA consumerà una quota crescente e sempre più impattante di risorse per la generazione energetica. E anche il campo del consumo delle risorse idriche, fondamentali per il raffreddamento dei data center, va tenuto in considerazione.
Sono temi di cui su InsideOver abbiamo parlato più volte. Ad esempio, sottolineando come l’abilitatore energetico fosse ritenuto cruciale da Pechino per la corsa della Cina al sorpasso sugli Usa sulle migliori tecnologie Ia e come la Repubblica Popolare stesse investendo pesantemente per potenziare la rete di interconnessione e sussidiare gli operatori per avere più elettricità a minori prezzi. O ricordando come in Italia le utility fossero protagoniste della corsa all’Ia anche per l’ottimizzazione della rete idrica al servizio delle tecnologie di raffreddamento di fronte al ciclo di investimenti previsto dalle major americane nel Belpaese. Ora su The Verge sono stati riassunti dati interessanti su tali impatti.
Acqua e elettricità, il costo dell’Ia
La testata specializzata in questioni tecnologiche ricorda che il ricercatore Alex de Vries-Gao del VU Amsterdam Institute for Environmental Studies in uno studio ha “rilevato che la domanda di energia per l’Ia a livello globale potrebbe raggiungere i 23 GW quest’anno, superando la quantità di elettricità utilizzata per il mining di Bitcoin nel 2024″ e sottolineando che le stime sono prudenziali perché “sebbene le aziende tecnologiche divulghino i dati totali sulle loro emissioni di carbonio e sul consumo diretto di acqua nei report annuali sulla sostenibilità, in genere non scompongono tali dati per mostrare quante risorse consuma l’Ia”.
Su Patterns de Vries-Gao ha invece aggiunto dettagli interessanti in materia di consumo d’acqua, rielaborando i dati dell’Agenza Internazionale dell’Energia e riportando che “il consumo idrico totale dei data center nel 2023 è ammontato a 560 miliardi di litri, di cui due terzi (373 miliardi di litri) relativi al consumo idrico indiretto e solo un quarto (140 miliardi di litri) al consumo idrico diretto”, a cui se ne aggiungono 47 legati alla produzione di hardware. Sono dati ovviamente incompleti perché, come ricorda The Verge, non includono, ad esempio, l’impatto sul consumo di acqua causato dalla generazione elettrica che finisce nell’Ia e la domanda energetica che serve a gestire gli impianti idroelettrici sfruttati a tale fine. Ma danno indubbiamente una traccia: l’impatto ambientale dell’IA ci sarà e non sarà secondario.
Impatti ambientali e scenari futuri
L’United Nations Environment Programme (Unep) ha sottolineato che a pieno regime l’Ia potrà richiedere sei volte le risorse idriche dell’intero consumo annuo della Danimarca, che Paesi che ospitano massicce quantità di data center di grandi aziende tecnologiche come l’Irlanda potrebbero avere fino al 35% della domanda assorbita dall’Ia nel prossimo decennio e che l’impatto ambientale di una ricerca Ia sia dieci volte maggiore di quello di una su Google. Dati che colpiscono e mostrano l’impatto di un cambio di paradigma che avrà inevitabilmente una componente estrattiva verso l’ambiente. Al sistema il compito di bilanciarlo con gli sviluppi e i progressi che potrà garantire, anche in chiave ambientale.
Il Massachusetts Institute of Technology (Mit) nota che l’aumento del consumo sarà non a caso maggiore man mano che ci si sposterà verso la centralità dell’inferenza, ovvero dell’allenamento dell’Ia per funzioni complesse. Si potranno così abilitare nuovi paradigmi e sviluppi. Ma anche nuove forme di consumo ad oggi non pronosticabile. L’Ia cambia il mondo come un Giano Bifronte. Fatto che la accomuna a tutti i grandi balzi tecnoligici trasformativi della storia umana, il cui giudizio finale sarà la risultante di vettori spesso in contraddizione in termini di verso e direttrice.
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