Molti la considerano la nave più bella del mondo. Varata 93 anni fa per la
Regia Marina, il 22 febbraio 1931, l’Amerigo Vespucci è l’unità navale italiana
più anziana ancora in servizio e porta il nome del navigatore e cartografo
fiorentino vissuto tra la metà del Quattrocento e i primi del Cinquecento.
Nello spirito del leggendario scopritore delle Americhe, l’Amerigo Vespucci
sta compiendo in questi mesi il giro del mondo, partito da Genova il 1° luglio
dello scorso anno. Un tour che toccherà 30 tra i più importanti porti del
mondo di 28 Paesi dei Cinque Continenti e si concluderà a giugno 2025.
La Nave Scuola della Marina Militare, già Ambasciatrice UNESCO e UNICEF,
sta navigando a vele spiegate con a bordo gli allievi ufficiali della I classe
dell’Accademia Navale di Livorno. Nel segno della tradizione dell’antica arte
marinaresca e seguendo il suo illustro motto, “Non chi incomincia, ma quel
che persevera”, porta per il mondo i valori della storia e della cultura
nazionale e con il lungo viaggio aiuta a sviluppare e consolidare
collaborazioni in ambito universitario, specie nel campo della ricerca
scientifica e della tutela del sistema marino, secondo gli obiettivi ambientali
promossi anche dalla Giornata Mondiale degli Oceani, il World Oceans Day,
ricorso l’8 giugno.
Per la Vespucci questo è il secondo giro del mondo: la prima circumnavigazione la
effettuò tra il 2002 e il 2003, ma questa volta ha compiuto nello stesso tempo anche un’altra impresa straordinaria, doppiando il mitico Capo Horn, il punto più meridionale del Sudamerica, crocevia cileno tra l’Oceano Atlantico e il Pacifico, uno dei passaggi più ardui per le imbarcazioni a vela a causa delle onde anomale, delle avversità climatiche e in particolare delle nebbie infide che spesso avvolgono lo stretto.
La Amerigo Vespucci è di fatto proprio una nave a vela con motore, che
mantiene vive le vecchie tradizioni di manovra. Dal punto di vista
dell’attrezzatura velica, è “armata a Nave”, con tre alberi verticali (trinchetto,
maestro e mezzana), tutti dotati di pennoni e vele quadre, più il bompresso
sporgente a prora, di fatto un quarto albero. Per raccontarla in numeri: 101
metri di lunghezza, 24 vele, oltre 34 chilometri di cime.
Fino al 14 giugno 2024, il Palazzo di Vetro, Quartier Generale delle Nazioni Unite a New York, ospiterà un’iniziativa espositiva di grande prestigio e significato, che celebra la storia e i valori della Marina Italiana, oltre all’affascinante storia e alla bellezza della Amerigo Vespucci. Dal titolo Ocean Stories. The Italian Navy exhibition, la mostra è organizzata dalla Marina Militare insieme con la Rappresentanza Permanente d’Italia all’ONU e si sposterà in seguito a Washington. Il percorso espositivo multimediale e immersivo è realizzato da Magister Art, azienda digitale che opera nel settore dell’Industria culturale e creativa per la valorizzazione e promozione degli asset italiani, e si presenta come un racconto che comunica l‘universo eterogeneo della nostra Marina.
Suddivisa in quattro aree tematiche, la rassegna si apre con lo spazio
chiamato Ocean Planet, che descrive l’impegno della Marina Militare per la
conoscenza e protezione dei mari attraverso la dimensione subacquea, la
ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica. La sezione è caratterizzata da
contenuti video-fotografici e infografiche, che illustrano gli elementi
identificativi dell’Oceano quali le sue dimensioni, il volume d’acqua, la
profondità, la percentuale protetta.
Nell’area denominata Tempo, si trova un percorso per immagini dedicato ai
gesti e alle azioni in mare: dal fischio del nostromo ai clutter dei radar, dal
rumore del vento alla scia di un’imbarcazione sul mare, dal tintinnio della
campana allo scricchiolare delle cime, suoni che diventano un metronomo
che scandisce la vita a bordo dei marinai.
Il cuore della mostra è come dicevamo dedicato alla Nave scuola Amerigo
Vespucci, il cui navigare rappresenta la metafora di un racconto universale: il
vascello non è solo l’ambasciatore dell’Italia nel mondo, ma un portatore di
valori come l’uguaglianza tra popoli, l’inclusione, l’educazione, la formazione,
la solidarietà e l’accoglienza. Sarà possibile esplorare virtualmente gli spazi della Nave Scuola Amerigo Vespucci grazie a una riproduzione tridimensionale virtuale realizzata dall’Università degli Studi di Firenze, e contemporaneamente ammirare il suo modellino fisico di quasi 5 metri di lunghezza.
L’iniziativa si completa con l’omaggio ai Sailors leading, ovvero
all’equipaggio della Marina Militare. Insomma, alle persone: attraverso un
mosaico di volti, viene data voce alle diverse professionalità, dagli incursori
agli aviatori, dagli ingegneri ai medici di bordo, dai palombari ai
sommergibilisti, fino ai giovani allievi che per la prima volta a bordo della
Amerigo Vespucci hanno mollato gli ormeggi per il loro emozionante
“battesimo del mare”.
Giusi Galimberti