Basta mezzo grado Celsius nelle temperature medie globali per mettere a rischio l’interno Pianeta. Con poche lineette in più sul termometro il mondo sarebbe maggiormente esposto alle catastrofi naturali e quindi meno sicuro. Lo ha rivelato l’ultimo report dell’Ipcc, il principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici, curato da oltre 90 esperti di tutto il mondo incaricati dai diversi governi. La ricerca, dal titolo “Global Warming of 1,5°C”, esorta a limitare il riscaldamento globale a 1,5°C attraverso “cambiamenti rapidi e senza precedenti” in ogni aspetto della società.  

L’Accordo di Parigi

A dicembre del 2015, 195 Paesi hanno raggiunto, dopo lunghi negoziati, un’intesa sul clima. L’accordo adottato alla Conferenza annuale dell’Onu tenutasi a Parigi (COP21) ha definito un piano d’azione globale per evitare cambiamenti climatici pericolosi, contenendo il riscaldamento della Terra al di sotto dei 2ºC (se possibile entro 1,5ºC). Ma i piani nazionali presentati dai diversi governi durante la Conferenza non sembrano ancora sufficienti per mantenere il riscaldamento globale sotto i 2ºC. 

Ora, gli esperti del Ipcc lanciano l’allarme: bisogna agire in modo tempestivo per evitare che danni economici e sociali rendano il Pianeta esposto a situazioni meteo estreme. “Limitare il riscaldamento globale a 1,5°C rispetto ai 2°C ridurrebbe molti impatti gravi sugli ecosistemi, sulla salute umana e sul benessere, rendendo più facile il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sdg) delle Nazioni Unite”, ha dichiarato Priyardarshi Shukla, copresidente del gruppo di lavoro dell’Ipcc.

Catastrofi naturali

Siccità, innalzamento dei mari, scioglimento dei ghiacciai: questi sono solo alcuni catastrofici risultati del riscaldamento globale a 2°C. Paesi insulari come Maldive o Kiribati verrebbero sommersi, la barriera corallina sparirebbe e il Mar Glaciale Artico rimarrebbe presto senza ghiaccio. Cambiamenti irreversibili che porteranno alla perdita di numerosi ecosistemi.

Danni per l’uomo

Tutto ciò non ha ripercussioni “solo” sulla natura. Anche l’uomo risente dei cambiamenti climatici e limitare il riscaldamento a 1,5°C significherebbe meno carestie, meno povertà, meno migrazioni di massa, meno mortalità infantile, meno rischi in generale per la salute. Entro il 2050 sarebbero centinaia di milioni le persone al riparo dai rischi legati al clima. “C’è estrema certezza che il riscaldamento a 2°C aumenterà significativamente la mortalità umana, in particolare legata alle ondate di calore. Malattie come malaria e dengue aumenteranno significativamente, raggiungendo nuove aree geografiche”, si legge nel rapporto dell’Ipcc.

Cosa fare?

Gli esperti hanno avvisato che ci saranno impatti ambientali e sociali anche con un aumento di 1,5°C. Saranno soprattutto i Paesi in via di sviluppo, le isole e le regioni artiche a subirne le conseguenze, ma evitare il peggio è ancora possibile. Alcune azioni necessarie per limitare il riscaldamento sono già in corso in qualche regione. Ora però tutto il mondo deve accelerare. 

Suolo, energia, industria, edilizia, trasporti, e pianificazione urbana: questi i campi su cui intervenire. “Tutto ciò è possibile per le leggi della chimica e della fisica, ma richiederebbe cambiamenti senza precedenti”, ha affermato Jim Skea, copresidente del gruppo di lavoro dell’Ipcc. Le emissioni di CO2 nette globali prodotte dall’attività umana dovrebbero diminuire di circa il 45% rispetto ai livelli del 2010 entro il 2030 e raggiungere lo zero intorno al 2050. Secondo il rapporto, solo per decarbonizzare il settore energetico si dovranno investire circa 900miliardi di dollari all’anno. Inoltre, per arrivare a emissioni zero, stop al taglio delle foreste ed espansione della produzione di energia da biomasse.

Il rapporto “Global Warming of 1,5°C” è stato approvato dall’Ipcc pochi giorni fa a Incheon, in Corea del Sud. Il lavoro costituirà un riferimento scientifico di grande importanza alla Conferenza sui Cambiamenti Climatici che si terrà a Katowice, in Polonia, il prossimo dicembre. In quell’occasione i governi riesamineranno il Trattato di Parigi per affrontare i cambiamenti climatici. Chissà se terranno conto del report o condanneranno il mondo a catastrofi e malattie. 

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.