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Dopo la lunga serie d’incendi che negli ultimi mesi ha interessato l’Australia, il governo del Paese guidato da Scott Morrison ha deciso di istituire un’idonea commissione d’indagine volta a capire se ci siano state elle mancanze da parte delle autorità australiane. La scelta si è resa necessaria a seguito della morte negli ultimi mesi di 33 persone a causa del fenomeno – principalmente nel Galles del Sud – e ad essa seguirà anche la formazione di un’apposita commissione volta a controllare nei prossimi anni lo stato di preparazione degli agenti che verranno dispiegati nel contenimento dei fuochi nel prossimo futuro.

L’Australia era completamente impreparata

Nonostante il clima decisamente arido e nonostante il fenomeno degli incendi estivi sia la normalità in Australia, le dimensioni che essi hanno raggiunto tra il 2019 ed il 2020 hanno evidenziato la sostanziale mancanza di preparazione sia del personale sia della popolazione civile. Soprattutto nei primi giorni il fenomeno era stato ampiamente sottovalutato, causando la perdita di tempo preziosi che avrebbe non solo potuto limitare il numero dei morti ma anche di limitare i danni ambientali che hanno devastato il panorama dell’Australia.

L’impreparazione diffusa e le poche azioni messe in atto per il contenimento dei primi incendi sono stati dunque uno dei fattori principali che hanno generato la crisi che ha vissuto l’Australia, come già era stato sottolineato da InsideOver. Le città non sono state evacuate per tempo ed i danni alla popolazione si sono riflessi anche tramite l’approvvigionamento elettrico, che ha subito vari de-potenziamenti per contenere le temperature ed ha creato disagi soprattutto sul settore pubblico.

Lo scopo della commissione d’indagine

La commissione d’indagine messa in piedi da Morrison e dal suo governo avrà lo scopo di definire le modalità e le situazioni nelle quali le forze forestali del Paese non hanno agito nel pieno rispetto delle procedure e se esse si siano verificate. Inoltre, un secondo obbiettivo sarà quello di riuscire a risalire ai colpevoli degli incendi reputati dolosi, sebbene per sua stessa natura un incendio renda difficile stabilirne i colpevoli, soprattutto dopo mesi dai primi eventi.

Il duro lavoro che dovrà compiere la commissione si rifletterà però anche sul futuro del Paese e sull’approccio che si avrà nell’eventualità che una situazione come quella di quest’anno si dovesse ripetere; con la speranza che in tale circostanza le risposte delle forze del Paese siano di gran lunga più efficienti. Per fare questo, sarà necessario anche stabilire un nuovo piano operativo e nuove procedure volte a migliorare la preparazione ed il coordinamento delle squadre d’azione, nonché un lungo lavoro di sensibilizzazione e preparazione dei civili australiani.

Per Canberra è giunto il momento di tirare le somme

Con il finire della calda ed arida estate australiana, è giunto il momento per il governo di Morrison di tirare le somme dei disastri compiuti dai fenomeni atmosferici e che hanno piegato l’Australia. Oltre alle 33 vittime, i danni stimati – stando alle cifre dell’indagine di AccuWeather – all’8 gennaio superavano già i 100 miliardi di dollari; una cifra letteralmente in grado di piegare le manovre finanziarie del Paese per gli anni a venire con conseguenti sacrifici da parte degli australiani. Ed in queste ultime settimane l’ammontare del danno è incrementato ulteriormente.

Il fenomeno di quest’anno sarebbe il terzo per portata degli ultimi 50 anni dopo quelli delle annate del 1974 e del 2002 ed il territorio danneggiato – stando all’agenzia di stampa Reuters – coprirebbe un’estensione paragonabile a quello di uno Stato americano come il Sud Carolina. Particolare questo che evidenzia la gravità della situazione che il governo dell’Australia dovrà affrontare nei prossimi mesi.

Con l’istituzione della commissione tuttavia dei passi in avanti importanti sono stati effettuati, soprattutto per quanto riguarda l’attenzione aggiuntiva alla prevenzione per il futuro. La speranza, adesso, è che le future direttive vengano però attuate, per non lasciare nuovamente il territorio ed il popolo australiano in balia della forza della natura, priva di misure di contenimento che potrebbero salvare ambiente e vite umane.

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