Daniele Bellocchio ha seguito, nella sua carriera, storie e avventure in molte aree complesse del pianeta. Dal Sahel a Nagorno-Karabakh, ha raccontato conflitti, crisi sociali e aree dimenticate. Il reporter lodigiano, che sarà il titolare del corso “Diventa reporter ora” della Newsroom Academy con partenza il 21 ottobre, il secondo da lui tenuto sulla professione del giornalista sul campo, racconta a InsideOver la sua esperienza e il senso dell’Academy come punto d’accesso a una professione che, dice, “deve continuare a esistere, per valorizzare l’informazione in un mondo in cui siamo bombardati da impulsi sempre più superficiali”.

Daniele, che consigli darebbe il Bellocchio reporter al sé stesso, più giovane, che anni fa iniziava a intraprendere questa professione?

“Ripeterei a me stesso quello che tanti reporter esperti, quando ero un giovane professionista alle prime armi, mi hanno ripetuto, spronandomi: credici, credici sempre. Mi direi di mettermi nell’ottica che è un mestiere difficile, che impone enormi sacrifici in termini di raccolta fonti, studio e elaborazione. Ma mi ripeterei: fallo, non è un lavoro che si improvvisa, è una professione che pretende studio e preparazione ma in cui non bisogna mai sentirsi scoraggiati e sconfitti in partenza. Insomma, farei quello che gente più esperta ha fatto con me: un invito a destrutturare il pessimismo, per insegnare che c’è ancora bisogno di reporter in questo mondo.”

Formare i nuovi reporter è anche l’obiettivo di questa edizione della Newsroom Academy. Qual è il senso di una seconda edizione?

“Il senso dell’Academy è in continuità con quello dell’edizione inaugurale del corso di giornalismo di reportage. Allora era una novità, che però ha prodotto esiti encomiabili e soddisfacenti, guardando ai lavori realizzati dai corsisti. Credo che il portato maggiore dell’Academy sia il fatto che essa dà l’opportunità di entrare in un settore lavorativo di cui si parla molto spesso con romanticismo e fascino ma che rimane sempre ondivago e di cui per i neofiti è difficile capire le porte d’ingresso in una fase storicamente difficile per l’editoria”.

Qui alcuni dei reportage vincitori della prima edizione del corso di reportage:
Strappati
Sotto la polvere di una tragedia
Con il vento tra i capelli

E qui torniamo al pessimismo di cui parlavi…

“L’editoria sta vivendo indubbiamente una fase di cambiamento radicale. Si parla spesso di fine del giornalismo e delle possibilità associate al fare di questa professione qualcosa di stabile. Ma l’Academy dimostra che non è vero. Bisogna però sapersi orientare”

Insomma, il giornalismo è un mare complesso in cui bisogna navigare?

“Esatto. L’Academy è in quest’ottica una bussola per imparare il mestiere del reporter, ora più che mai fondamentale in una fase storica in cui siamo travolti dall’informazione e abbiamo difficoltà a elaborarla. Bisogna scavare la superficialità, la natura asettica del racconto dell’altro da noi, limitato spesso a letture velocissime. L’Academy fa capire perché è necessario che ci sia chi in loco racconti gli altri e chi dia una dimensione diversa dell’altrove. Sia in realtà di crisi (guerre, carestie, sommovimenti) che laddove le storie da raccontare sono positive”.

Troppo spesso le redazioni sono state viste come un sancta sanctorum dai loro stessi inquilini. L’Academy spalanca le porte e spariglia le carte per tutti: quanto conta questo nel valore del corso?

“Quello che l’Academy fa, ed è importante comprendere, è fondamentale. Infatti, in questo come altri corsi non si tratta di una mera serie di insegnamenti teorici, ma di un corso pratico che dà le chiavi per entrare in una redazione prima e gli strumenti per orientarsi nella professione poi. Con l’Academy si potranno incontrare grandi professionisti che hanno realizzato lavori importanti nel mondo dell’informazione e si potrà avere un accesso diretto al mestiere: si potranno pubblicare i lavori più interessanti che verranno realizzati. E io stesso realizzerò un reportage assieme al miglior alunno del corso. Tutto questo nel luogo dove una testata prende forma e vive quotidianamente”.

Cosa apprenderanno gli alunni all’Academy?

“Si darà la possibilità di sviluppare un’ampia conoscenza delle necessità di espressione nei vari registri comunicativi legati a ogni media, si insegnerà a usare i social per divulgare. Ma soprattutto a trovare le storie e a prepararsi a prendere un biglietto aereo per inseguire quella in cui più si crede. Che molto spesso si trova più vicino di quanto si creda: lo dimostra il fatto che molte delle storie nate dall’ultima Academy sono state realizzate in Italia. Sia che si voglia vivere di giornalismo seguendo il fuoco sacro della narrazione e sfidando gli scogli professionali, sia che si voglia creare un’ampia rete di contatti e professionisti del settore per raccontare come si sviluppa questo mestiere, è un’importante opportunità. E, ripeto, è fondamentale che il tutto avvenga all’interno di una redazione”.

Altro che morte del giornalismo! C’è ancora molto da fare in questa professione, insomma…

“L’Academy abbatte pregiudizi stereotipati sul giornalismo, destruttura i cattivi insegnamenti e i luoghi comuni che troppo spesso circolano sulla professione per raccontare la realtà dei fatti. Questo mestiere lo si può e lo si deve ancora fare: l’informazione precisa, approfondita e di qualità si può ancora fare. Un progetto avveniristico, romantico e controcorrente come InsideOver lo testimonia quotidianamente col suo lavoro”.


Daniele Bellocchio sarà il docente del corso per diventare reporter “Diventa reporter ora“: con lui imparerai tecniche e metodo di lavoro, scoprirai come fare un’intervista e costruire una rete di
contatti, come superare gli scogli più difficili, infine come scrivere il racconto. Ti seguirà passo passo nella realizzazione di un reportage che potrebbe essere pubblicato su InsideOver e ilGiornale.it.
Infine, potresti partire con lui per un realizzare un reportage tramite un assegnato. Quindi, che aspetti?
PER INFO: chiama il numero 028566445 o scrivi una mail ad [email protected]