La formazione è un aspetto fondamentale in ogni ambito, soprattutto nel mondo della fotografia. Per questo, da anni, Bottega Immagine ha come missione quella di invitare appassionati e curiosi a far parte di questo meraviglioso mondo e coinvolgerli attraverso corsi e workshop tenuti da professionisti di altissimo livello, come racconta Stefano Bernardoni. 

Come nasce la partnership con InsideOver?

Nonostante il vasto numero di corsi e laboratori a Bottega Immagine, il fotogiornalismo è sempre stato uno di quelli rimasti nel cassetto perché eravamo alla ricerca di un qualcosa di ben strutturato e che avesse delle reali opportunità a chi volesse partecipare. Quando Laura Lesèvre, Project Manager di InsideOver, mi chiese se ci interessava diventare partner del loro corso di fotogiornalismo prendemmo subito la palla al balzo.

Da dove nasce il progetto Bottega immagine e come si è evoluto nel tempo?

Bottega Immagine nasce nel 2007 sostanzialmente in uno scantinato. Ora siamo in una sede prestigiosa che ha appena vinto il premio come miglior architettura nazionale del 2020. Ho iniziato personalmente quasi per sfida con i primi corsi di fotografia dopo un lungo percorso personale fatto di esperienza sul campo e collaborazioni con importanti professionisti nel campo della ritrattistica e del reportage. Ho sentito l’esigenza di voler trasmettere la mia esperienza a chi voleva approcciarsi alla fotografia. 

Poi negli anni seguenti ho cominciato a chiedere collaborazioni per ampliare la tipologia dei corsi proposti, selezionando dei professionisti in settori di ogni genere, in grado di mettere nell’insegnamento oltre che la propria esperienza anche la capacità di trasmettere la passione e soprattutto che sapessero insegnare il linguaggio della fotografia così importante oggi, ma anche così tanto ignorato dall’istruzione pubblica.

Il nostro obiettivo oggi è proprio questo, la diffusione del linguaggio fotografico a 360°. Iniziando dall’abc fino alla realizzazione di progetti fotografici finalizzati a pubblicazioni, mostre o semplicemente per essere in grado di trasmettere attraverso la fotografia il proprio sentire, pensiero ed essere. Molti nostri studenti oggi sono fotografi professionisti, autori e alcuni, dopo essersi fatto le ossa sul campo, anche insegnanti di fotografia che ci aiutano anche nei nostri corsi base.

Che ruolo ha la formazione nel mondo della fotografia?

Fondamentale! Come detto sopra la fotografia oggi è forse il linguaggio di comunicazione più importante, certamente più immediato e diffuso. Ogni giorno vediamo fotografie in ogni luogo o media e la maggior parte della gente non la sa interpretare. Non è possibile non conoscerla! Oggi è come essere degli analfabeti. E’ un linguaggio differente dalla scrittura, più fluido e meno descrittivo. Dato che nelle scuole dell’obbligo la fotografia è sostanzialmente ignorata, le strutture come la nostra hanno la grande responsabilità di formare chi ha capito che la fotografia è davvero fondamentale nella vita di tutti i giorni, anche se non si ha a che fare direttamente con essa.

Da anni vi occupate di formazione. Quali sono secondo voi i punti di forza dell’Academy?

Certamente l’esperienza di grandi professionisti ogni giorno sul campo, trasmessa a chi vuole iniziare un cammino in questa direzione, sostenuti da interessanti esperienze come pubblicazioni, letture portfolio ed entrare in contatto con galleristi, photoeditor, fotogiornalisti, redattori di giornali. Tutto questo è un enorme volano verso un percorso completo che porta a fine corso già ad avere delle esperienze ed opportunità importanti.

Il Covid ha messo alla prova qualsiasi iniziativa formativa. Quale è stata la sfida più dura in questo periodo difficile?

E’ stato un periodo oscuro e complicato per tutti. Nel nostro caso, nell’attesa di riaprire le nostre abituali attività, abbiamo voluto comunque trovare nuove opportunità e aprire nuove relazioni come appunto quella di InsideOver. E’ stato, nonostante tutto, una nuova sfida, un periodo di riflessione che ci ha portato a nuove consapevolezze. 

La cosa che più ci è mancata e stata sicuramente l’assenza di un contatto diretto con i nostri studenti. Lo scorso anno abbiamo anche noi attivato una serie di corsi online, ma ci siamo presto resi conto che il contatto diretto con le persone ci mancava e che l’insegnamento a distanza, nella maggioranza dei casi, era fattibile, ma non la stessa cosa.