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Nel giornalismo e, più in generale, nel mondo della comunicazione, il marketing riveste da sempre un ruolo fondamentale. Sapere come veicolare un’idea è un passo essenziale se si vuole raggiungere un pubblico ampio. Da questa consapevolezza nasce la collaborazione con Unsocials, un communication adviser nel settore advertising, digital & creative, social media, film production, innovation marketing, press & PR. In questa intervista, Gianluca Signaroldi, fondatore e senior partner di Unsocials, ci parlerà di come è nata questa avventura con la redazione di InsideOver e di come il marketing e la comunicazione in generale siano cambiati nel tempo.

Come nasce questa partnership con InsideOver e quali sono i punti di forza della Newsroom Academy?

La partnership con InsideOver asce a partire dalla comune conoscenza di Marco Gualazzini. Da qui è maturata una forte curiosità che ci ha portati a conoscerci meglio e dunque a collaborare. Proprio da questa stima reciproca nasce la collaborazione per la Newsroom Academy, progetto che ci ha subito attratti per via della sua peculiare offerta. L’Academy ha un carattere originale ed esprime una potenzialità unica, ossia quella di rivolgersi a chi fa questo mestiere sia a livello amatoriale che professionale con una proposta concreta, con la prospettiva di imparare e sporcarsi le mani fin da subito. L’Academy viene infatti inaugurata proprio dal corso di Marco Gualazzini, che si pone l’obiettivo di fornire ai partecipanti informazioni tecniche sul mondo della fotografia, di condividere idee con persone esperte e di contribuire fin da subito entrando a far parte di una redazione.

Qual è la missione di Unsocials?

Unsocials nasce con l’intento di ripensare la comunicazione ed il marketing; ad esempio, subito dopo la crisi finanziaria del 2008, ma anche durante la pandemia da covid 19, sono cambiato i modelli, i linguaggi ed il modo di comunicare ha profondamente influito sulle abitudini delle persone. La mission di Unsocials è quindi quella di mettere a disposizione del mercato un network di competenze unico e completo, pienamente dedicato allo scopo del cliente, cercando di costruire ogni volta un team di talenti che sappia fare la differenza. Oggi infatti fare comunicazione significa tante cose diverse, ma soprattutto significa imparare ad osservare e cogliere i cambiamenti.

Sul vostro sito scrivete che “le persone non fanno distinzioni fra il prodotto ed il marketing”. Perché è tanto importante avere una strategia di marketing oggi?

È importante perché oggi il marketing è il sistema linfatico di tutto. In Italia, ad esempio, molte volte le imprese partono quasi sempre dal prodotto: si pensa a come farlo, quanto può essere innovativo o moderno rispetto alla competizione e solo alla fine si studia un piano di marketing adeguato per lanciarlo sul mercato. Negli Stati Uniti, invece, funziona al contrario: si ha un’idea, si propone un progetto di marketing adeguato, si valuta se questo progetto funziona ed infine si produce e lancia sul mercato. Ma tutto questo non arriva alle persone; quello che arriva è un vero e proprio impulso, qualcosa che fa scattare una scelta o un giudizio in pochi istanti, che sia un prodotto, una marca, o un’impresa. Per questo c’è bisogno di una strategia di marketing flessibile e liquida, qualcosa che sappia connettere la visione del futuro dell’impresa con la quotidianità e la vita delle persone.

Quali sono i vari aspetti da considerare per una buona strategia di marketing?

La strategia di marketing e di comunicazione rappresentano il quadro di senso generale del business, ma questo quadro di senso deve saper muoversi in un sistema liquido. Si tratta di saper connettere il proprio know-how con la capacità di intercettare i bisogni dei propri clienti o del un mercato primario di riferimento. In un mondo che cambia alla velocità della luce sarà fondamentale, per ogni impresa, riuscire ad esprimere il proprio carattere aspirazionale, uno statement consapevole e a volte audace, capace di generare coesione, motivazione e trasformazione. Sicuramente un punto centrale è la necessità di considerare la persona. La comunicazione B2B ( business-to-business) o B2C (business-to-consumer) è cambiata per sempre: oggi si parla di H2H (human-to-human). Dietro ad ogni messaggio ci sono le persone ed è a e con loro che bisogna imparare a relazionarsi. Una volta stabilito questo, le caratteristiche di una buona strategia di marketing sono la chiarezza, la velocità e la comprensione dell’obiettivo specifico.

Con Marco Gualazzini avete realizzato un progetto audace ed importante: RESILIENTI 2020. Quali sono state le grandi sfide in questo percorso?

Il progetto RESILIENTI 2020 nasce il primo mese del primo lockdown proprio a Parma, quando stavamo poco a poco imparando a prendere le misure a questa pandemia che ancora oggi stiamo vivendo. Marco è una persona che ha raccontato e testimoniato l’inferno presente in tante parti del mondo e, appena scoppiata la pandemia, l’ho trovato attonito: la crisi era lì, in casa sua. Abbiamo così pensato di raccontarla, è il suo mestiere, il nostro mestiere. Abbiamo provato a contattare il Comune di Parma e l’Azienda Ospedaliera per capire se si poteva provare a mostrare alle persone cosa era il Covid e cosa stava accadendo ad esempio all’interno degli ospedali. Questo non si è potuto fare, sarebbe stato troppo rischioso, ancora troppe cose da imparare su covid-19. Così, alla fine del primo lockdown, lo abbiamo fatto attraverso i ritratti di chi ha donato tutto se stesso durante il momento più duro della crisi e, dato che non era possibile organizzare mostre o esposizioni, abbiamo scelto di raccontare questa storia di resilienza sui manifesti della città, come se fosse una campagna affissioni. Ne è nata una mostra itinerante che ha coinvolto tutti e ha in un certo senso aiutato a superare lo stallo che anche la cultura, insieme alle nostre vite, stava attraversando. Siamo riusciti a fissare nel tempo e nella memoria queste storie, che poi è il lavoro stesso del reporter o fotoreporter.

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