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Difesa

Perché ora la Corea del Sud vuole le armi nucleari

“È possibile che la minaccia nordcoreana possa peggiorare. A quel punto il nostro Paese introdurrà armi nucleari tattiche o le costruirà da solo. In quest’ultimo caso possiamo ottenere le nostre armi nucleari abbastanza rapidamente, date le nostre capacità scientifiche e...

“È possibile che la minaccia nordcoreana possa peggiorare. A quel punto il nostro Paese introdurrà armi nucleari tattiche o le costruirà da solo. In quest’ultimo caso possiamo ottenere le nostre armi nucleari abbastanza rapidamente, date le nostre capacità scientifiche e tecnologiche”. Lo scorso 12 gennaio il presidente della Corea del Sud, Yoon Suk Yeol, ha affermato per la prima volta che, se la minaccia nucleare della Corea del Nord dovesse crescere, allora Seul prenderebbe in considerazione la decisione di costruire armi nucleari proprie o chiedere agli Stati Uniti di ridistribuirle nella penisola coreana.

A distanza di poco più di un mese anche il sindaco di Seul, Oh Se Hoon, ha affermato che la Corea del Sud dovrebbe lasciare aperta l’opzione dell’armamento nucleare di fronte ad una Corea del Nord nucleare. A detta del signor Oh, inoltre, la guerra in Ucraina ha fornito la lezione che la pace senza potere è pura finzione.

Le parole di Yoon e Oh sottolineano una certa (e insolita) isteria da parte della Corea del Sud in merito alla possibilità di dotarsi del nucleare in chiave difensiva. Come se non bastasse, diversi sondaggi di opinione hanno dimostrato che, negli ultimi anni, la maggior parte dei sudcoreani vorrebbe che gli Stati Uniti ridistribuissero il nucleare nel Paese o che Seoul costruisse un proprio arsenale.



L’opzione nucleare per la Corea del Sud

I politici sudcoreani hanno rinnegato l’opzione nucleare per decenni, sostenendo che la cosiddetta protezione dell’ombrello nucleare degli Stati Uniti fosse sufficiente a mantenere il Paese al sicuro dalla Corea del Nord. Le esternazioni di Yoon potrebbero tuttavia essere uno spartiacque nella storia della sicurezza nazionale di Seoul. Anche perché, nel frattempo, nella regione sono avvenuti due fatti di particolare importanza.

Il primo: il Giappone ha scelto di imboccare la strada del riarmo volendo costruire un sistema di difesa che non dipenda esclusivamente dall’ombrello statunitense. Considerando che Seul e Tokyo sono entrambi partner Usa, ma che tra i due Paesi asiatici restano antiche ruggini e dispute storico-territoriali, i sudcoreani temono che il cambio di passo nipponico possa rappresentare un problema. Il secondo punto riguarda la Corea del Nord: Pyongyang sta testando decine di missili. In caso di escalation, gli Usa fino a dove vorranno (e potranno, data la crisi ucraina) difendere la Corea del Sud?

Tra paure e incertezze, ha così preso piede l’opzione nucleare. Un’opzione che, in passato, non aveva mai guadagnato terreno, al netto di pochi analisti e politici di destra.

Negli anni Settanta, sotto la presidenza di Park Chung Hee la Corea del Sud aveva intrapreso un programma segreto volto a sviluppare armi nucleari, quando gli Stati Uniti iniziarono a ridurre la loro presenza militare nel Sud facendo sentire il Paese vulnerabile agli attacchi della Corea del Nord. Washington costrinse però Seul ad abbandonare il programma, promettendo di mantenere l’alleato sotto il suo ombrello nucleare.

Rischi e opportunità

Altri tempi, altri presidenti, altri contesti globali. È vero, infatti, che gli Stati Uniti mantengono ancora 28.500 soldati in Corea del Sud come simbolo dell’alleanza, ma negli ultimi mesi la Corea del Nord ha continuato a testare missili, alcuni dei quali progettati per dirigere testate nucleari al di sotto del 38esimo parallelo.

Yoon è stato il primo presidente sudcoreano che ha sbandierato ufficialmente l’ipotesi nucleare per la prima volta da quando gli Stati Uniti hanno ritirato tutte le loro armi nucleari dal Sud nel 1991. Certo, il leader conservatore ha spiegato che per il momento Seul affronterà la minaccia nucleare della Corea del Nord rafforzando la sua alleanza con gli Stati Uniti. Ma il futuro potrebbe riservare sorprese inaspettate.

In ogni caso, la Corea del Sud è firmataria del trattato di non proliferazione nucleare che vieta al Paese di ottenere o costruire armi nucleari. Seul ha anche firmato una dichiarazione congiunta con la Corea del Nord nel 1991, nella quale entrambe le Coree hanno concordato di non “testare, fabbricare, produrre, ricevere, possedere, immagazzinare, schierare o utilizzare armi nucleari”. Pyongyang ha rinnegato l’accordo conducendo ben sei test nucleari dal 2006 ad oggi.

La politica di Washington, comunque, rimane quella di liberare la penisola coreana dalle armi nucleari. Il timore del Pentagono, infatti, è che, se Seul dovesse ottenere armi nucleari, questo potrebbe innescare una corsa agli armamenti regionale.

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