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Politica

Brasile, la straordinaria rimonta di Lula, ora presidente per la quarta volta

Con il 51,79% dei voti, Lula batte Flávio Bolsonaro e conquista un quarto mandato storico. Una vittoria in rimonta, al termine di una campagna segnata da accuse di ingerenze statunitensi e controversie sul ruolo di Meta. «Questo Paese non accetta di essere il cortile di nessuno», ha affermato il presidente.

«L’avversario di Lula è stato il tecnocapitalismo», ha scritto su X il politologo Elvin Calcaño. Ma le forze che si sono contrapposte al leader del Partito dei Lavoratori non sono riuscite a prevalere. Il secondo turno delle elezioni presidenziali in Brasile si è chiuso, infatti, con la vittoria dell’ex sindacalista. Con una rimonta straordinaria, Lula ha ottenuto il 51,79% contro il 48,21% del suo avversario Flávio Bolsonaro, un ampio margine di circa 4,3 milioni di voti. La vittoria lo rende il primo presidente del Paese sudamericano eletto per quattro mandati e la persona più anziana ad aver mai assunto la carica. Si è trattato di una delle sfide elettorali più serrate degli ultimi anni nel Paese più esteso e popoloso dell’America Latina, con fondati sospetti di ingerenze statunitensi a gravare sulla consultazione. Bolsonaro non ha riconosciuto la sconfitta e ha affermato che chiederà l’annullamento delle elezioni.

La vittoria di Lula tra ingerenze e ostacoli al voto

Tre settimane fa, Luiz Inácio Lula da Silva, al suo terzo mandato, e Flávio Bolsonaro, il candidato sostenuto da Donald Trump, si sono affrontati al primo turno. Il figlio dell’ex presidente Jair — condannato per il tentato golpe dell’8 gennaio 2023 — aveva ottenuto il 47% dei voti, meno di 2 punti percentuali in più rispetto al suo avversario. Per la prima volta nella storia del Paese, il candidato arrivato secondo nella tornata iniziale ha ribaltato l’esito del voto al ballottaggio. Il voto del 4 ottobre si era svolto in un clima segnato dalle ingerenze statunitensi — denunciate da diverse testate internazionali — e dalle controversie sul ruolo di Meta che, sulla base di alcuni messaggi interni alla società californiana e per ammissione dei suoi stessi dipendenti, avrebbe sistematicamente favorito i profili di Bolsonaro. Accuse definite «false e infondate» dai vertici del colosso tecnologico, i quali hanno attribuito le anomalie a presunti «incidenti tecnici». Ma anche nel caso del ballottaggio non sono mancate le zone d’ombra.

Le fasi finali dello scrutinio sono state segnate da profonde tensioni. I risultati della tornata elettorale del 25 ottobre sono, infatti, arrivati in ritardo a causa della decisione del giudice della Corte Suprema brasiliana Cristiano Zanin di prorogare l’orario del voto fino alle 19, ora di Brasilia, in tutti i seggi del Paese (inizialmente, la chiusura era prevista per le 17). Bolsonaro ha chiesto l’annullamento del risultato elettorale, sostenendo che «le regole del gioco sono state cambiate», proprio in riferimento alla decisione della Corte Suprema. Una misura insolita, richiesta però da entrambe le campagne: quella di Lula per le difficoltà di trasporto degli elettori a San Paolo e Bahia, quella di Bolsonaro a causa delle forti piogge in alcune aree del Paese. La coalizione di Lula ha parlato di tentata soppressione del voto in almeno 10 stati, dove il servizio di trasporto pubblico sarebbe stato fortemente ridotto per impedire agli elettori di raggiungere i seggi. In precedenza, lo stesso Lula aveva dichiarato ai giornalisti di non essersi mai lamentato delle elezioni a cui aveva partecipato, a prescindere dall’esito. «Ma questa volta sta succedendo qualcosa di abominevole», ha affermato. 

La giornata elettorale è stata inoltre caratterizzata da un’elevata affluenza alle urne, con il calo di astensioni più consistente tra il primo e il secondo turno delle elezioni presidenziali in un contesto democratico dal 1989. Secondo gli esperti di diritto elettorale contattati da BBC News Brasil, le probabilità che le elezioni vengano annullate sono remote.

Dalle lotte operaie alla presidenza

Figlio di contadini, emigrato da bambino con la madre e i fratelli nello stato di San Paolo, ex operaio metalmeccanico, il presidente è salito alla ribalta nazionale alla fine degli anni ’70. Come capo del sindacato dei metalmeccanici nelle periferie industriali di San Paolo, ha guidato scioperi contro la dittatura militare ed è stato incarcerato nel 1980, l’anno in cui ha co-fondato il Partito dei Lavoratori. Nel 2002 ha vinto le elezioni presidenziali ed è stato rieletto nel 2006. I suoi primi due mandati sono stati caratterizzati dall’espansione dei programmi sociali per contrastare fame e povertà, dalla crescita economica e da una forte proiezione del paese sulla scena internazionale.

Anni dopo aver lasciato la presidenza, il politico ha dovuto affrontare le conseguenze dell’Operazione Lava Jato — una grande inchiesta anticorruzione avviata in Brasile nel 2014 — e ha scontato 580 giorni di carcere tra il 2018 e il 2019. Nel 2021, la Corte Suprema Federale ha annullato le sue condanne per irregolarità procedurali e parzialità da parte del giudice responsabile delle decisioni, restituendogli i diritti politici.

In seguito alla vicenda è tornato sulla scena politica nelle elezioni del 2022, quando ha sconfitto l’allora presidente Jair Bolsonaro e ha assunto il suo terzo mandato al Palazzo del Planalto nel gennaio 2023.

Nel suo ultimo comizio elettorale tenutosi lo scorso sabato, Lula aveva radunato migliaia di persone in Avenida Paulista, a San Paolo, in un’atmosfera carica di emozione e speranza. E sullo stesso maestoso viale, il presidente eletto ha festeggiato la vittoria, due giorni prima del suo 81esimo compleanno. «Questo Paese non accetta di essere il cortile di nessuno», ha affermato il presidente, tra la gioia dei suoi sostenitori.  

Fonti

https://www.brasildefato.com.br/2026/10/24/em-ato-final-de-campanha-lula-arrasta-milhares-na-paulista-em-clima-de-emocao-e-defesa-da-democracia/?utm_source=substack&utm_medium=email

https://www.theguardian.com/world/live/2026/oct/25/brazil-election-runoff-live-updates-flavio-bolsonaro-lula

https://www.bbc.com/news/live/cmgelnrd4r3jt

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