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Migrazioni

Più di uno al giorno: i bambini morti lungo le rotte dei migranti

Tra il 2014 e il 2025 almeno 4.414 bambini sono morti lungo le rotte dei migranti, più di uno al giorno, ma secondo l’Oim il numero reale è molto più alto perché molte morti di minori non vengono registrate o contate.

Tra il 2014 e il 2025 almeno 4.414 bambini sono morti lungo le rotte dei migranti: più di uno al giorno, per dodici anni.

Il conto è dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), l’agenzia dell’Onu che dal 2014 registra i migranti morti e dispersi nel mondo.

Nel rapporto pubblicato il 13 ottobre con una rete di enti guidata dall’Unicef, l’agenzia avverte che il numero reale è probabilmente molto più alto. In questi dodici anni ha registrato quasi 81.000 migranti morti o dispersi, e per più della metà non sa quanti anni avessero.

Dei bambini di cui si conosce l’età, più di cento non ne avevano ancora cinque.

Oltre la metà dei bambini è morta nel Mediterraneo, la rotta più letale. Nel 2024 i minori erano il 19 per cento delle persone sbarcate in Italia e a Malta, ma solo il 2 per cento dei morti registrati sulla stessa rotta, perché molti bambini morti non vengono contati.

Alcuni spariscono perché nessuno registra la loro morte. Altri entrano nei dati senza un’età, soprattutto gli adolescenti, che finiscono spesso tra gli adulti. Le età più precise vengono da medici legali e polizia, che però documentano pochi casi: il resto arriva da organizzazioni umanitarie, giornali, sopravvissuti e testimoni.


La direttrice generale dell’Oim, Amy Pope, lega queste morti alla mancanza di vie legali e sicure per migrare. L’agenzia chiede agli Stati di registrare sempre l’età di chi muore e di condividere i dati tra polizia, medici legali e organizzazioni umanitarie.


“Ogni bambino che muore durante un viaggio migratorio merita di essere contato, ma troppi mancano dai dati”, dice Stuart Campo, responsabile della strategia del dipartimento Dati dell’Oim.

“Non possiamo proteggere i bambini da pericoli che non vediamo”.

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