In un’intervista a un giornale polacco, il presidente della Polonia Karol Nawrocki ha accusato il primo ministro Donald Tusk di aver falsificato un rapporto della CIA sulla minaccia di un attacco russo all’Europa. “Il 10 settembre scorso”, si legge su Strana, Donald “Tusk ha dichiarato di aver ricevuto dalla CIA un ‘rapporto piuttosto accurato’ sui possibili sviluppi dei mesi successivi e ha invitato l’Europa a prepararsi a diversi scenari sul suo fianco orientale”.

“È importante notare che le dichiarazioni del Primo Ministro”, prosegue Strana, “hanno avuto risonanza non solo in Polonia, ma in tutta Europa. Questo ci ha messo in una posizione molto difficile nei confronti dei nostri alleati. Lo stesso è accaduto con l’intervista al Financial Times e con il rapporto della CIA che il Primo Ministro ha inventato. Quando incontro i nostri partner in tutto il mondo, mi sento rivolgere la domanda diretta: sapete più di noi? Questa è una situazione molto pericolosa”.
[…] “La Russia”, ha aggiunto Nawrocki “è sempre stata e rimane una minaccia. Conosco i rapporti dell’Alleanza Atlantica e mantengo i contatti con i leader dei paesi membri. Il livello di minaccia non è cambiato in modo significativo negli ultimi sei mesi”, ha assicurato Navrotsky, aggiungendo che l’invenzione di Tusk serviva ai suoi interessi politici.
Così l’allarme: “”Come ho già detto in merito e come ho preannunciato da molti mesi, è lecito aspettarsi diversi scenari. La Polonia e tutta l’Europa devono essere preparate a vari scenari riguardanti la situazione non solo sul fronte russo-ucraino, ma anche sul fianco orientale dell’Unione Europea”, aveva allarmato Tuskin base a “un rapporto piuttosto dettagliato [che gli è stato indirizzato] direttamente dal direttore della CIA sui possibili eventi dei prossimi mesi”.
Il presidente polacco, peraltro non sospettabile di sentimenti filo-russi (anzi), non avrebbe attaccato alzo zero il premier se non fosse sicuro di quanto affermava. Va ricordato che Tusk è stato Presidente del Consiglio europeo dal 1º dicembre 2014 al 30 novembre 2019: non solo non è un quisling qualsiasi, ma è pienamente partecipe dell’humus ideologico della leadership dell’Unione europea.
Non è la prima volta che tale leadership e i media mainstream della Ue inventano allarmi sulla Russia provenienti dagli Stati Uniti. Ricordiamo che a dicembre del 2025 Tulsi Gabbard, allora a capo dell’Intelligence nazionale Usa, smentì categoricamente una rivelazione della Reuters, basata sull’intelligence statunitense, secondo la quale Putin voleva conquistare tutta l’Ucraina e le repubbliche ex sovietiche.
“Menzogne e propaganda che la Reuters sta diffondendo volontariamente per conto dei guerrafondai che vogliono minare gli instancabili sforzi del presidente Trump per porre fine a questa sanguinosa guerra”, dichiarò la Gabbard. “L’intelligence statunitense”, aggiunse “ritiene inoltre che, come dimostrato negli ultimi anni, le operazioni militari della Russia indicano che al momento non possiede la capacità di conquistare e occupare tutta l’Ucraina, figuriamoci l’Europa”.
La Gabbard non c’è più, licenziata per queste affermazioni e per aver negato che l’Iran stava producendo l’atomica, e a quanto pare non c’è nessuno in America che si curi di smentire le menzogne propalate in suo nome dai leader europei. Il direttore della CIA John Ratcliffe si è ben guardato dallo smentire il premier polacco (e forse ora, ripensamento politico, è dietro le dichiarazioni del presidente polacco).
Non sembra che Tusk sia l’unico in Europa a propalare falsi allarmi. Peraltro, se si arriva a inventarsi un allarme proveniente dagli Stati Uniti, si può ben comprendere come altri possano essere di produzione autoctona, molto più difficili da verificare. Inutile aggiungere che normalmente i media mainstream si limitano a riportare pedissequamente tali allarmi, senza interpellarsi, senza porre domande, senza verifiche, come invece dovrebbero fare. Tant’è.
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