Sarà che Donald Trump e Xi Jinping hanno deciso di allentare la tensione nel corso del loro ultimo incontro. Sarà che soffiare sul fuoco, in questa particolare periodo, non conviene né al presidente statunitense, alle prese con una non trascurabile elezione di metà mandato, né al leader cinese, che in patria ha iniziato i preparativi per il Congresso del 2027 che dovrebbe offrirgli un inedito quarto mandato. Sarà più semplicemente, come ritiene qualche esperto, che ci troviamo di fronte a un clamoroso errore che avrà serie ripercussioni nel lungo periodo.
Sarà tutto questo e tanto altro, ma il fatto in questione è che negli Usa stanno scomparendo diversi think tank specializzati nello studio approfondito della Cina. Centri studi e di ricerca che negli ultimi anni hanno pubblicato diversi dossier utili per tratteggiare strategie e capacità di Pechino e delle sue forze armate.
Emblematico il caso del China Aerospace Studies Institute (Casi), costola dell’Università dell’Aeronautica militare americana e specializzata in affari cinesi. A partire dal primo giorno di ottobre verranno eliminate le 10 posizioni civili dell’istituto, da sempre apprezzato negli Stati Uniti (e non solo) per la pubblicazione di paper non classificati sulle forze aeree, spaziali e missilistiche dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese. Il motivo ufficiale? Una semplice ristrutturazione del Casi.

Lo smantellamento del Casi, il think tank Usa che studiava la Cina
L’intera vicenda è stata raccontata in maniera approfondita dal portale Defense News. I vertici del Casi non sono affatto preoccupati di azzoppare l’Università dell’Aeronautica americana. “Nell’ambito della continua ristrutturazione del personale civile all’interno dell’Air Education and Training Command non verranno più assegnate posizioni civili al China Aerospace Studies Institute (Casi)”, ha dichiarato un portavoce dell’Aeronautica militare. “La missione del Casi prosegue e l’organizzazione si avvale del personale militare assegnato per raggiungere i propri obiettivi”, è stato il chiarimento. In un comunicato della stessa Aeronautica si legge inoltre che i dipendenti civili interessati dalla ristrutturazione manterranno le loro attuali posizioni fino a nuovo avviso e che saranno valutati per un eventuale riassegnazione.
Diversa la versione offerta dal direttore del Casi, Brendan Mulvaney, secondo il quale tutti i posti di lavoro civili dell’istituto verranno eliminati “ponendo di fatto fine al Casi”. Nessun posto militare sarà interessato, ha proseguito Mulvaney, specificando che l’istituto ha due posizioni di sergente maggiore e una posizione di vice sergente maggiore (rimasta vacante per oltre un anno).
Dagli esperti civili ai militari
Ci sono due aspetti da considerare. Il primo è che le radicali modifiche non hanno interessato il China Maritime Studies Institute della Marina, il China Landpower Studies Center dell’Army War College né la China Warfighting Initiative del Marine Corps War College. La stretta ha invece riguardato il Casi, istituito nel 2017 e formalmente riconosciuto il 15 giugno 2021 dall’allora Capo di Stato Maggiore, generale Charles Q. Brown Jr. Il centro aveva il compito di studiare “tutto ciò che vola” in Cina ed era stato designato come principale struttura dell’Aeronautica Militare per l’analisi della Cina e delle sue capacità aerospaziali.
L’aspetto più curioso dell’intera vicenda riguarda però l’implicito passaggio di consegne dal personale civile, che nel Casi aveva fin qui sempre svolto le ricerche sulla Cina, ad addetti militari che si occuperanno presumibilmente delle stesse mansioni. Nel 2025 l’amministrazione Trump aveva già ridimensionato gran parte dell’infrastruttura civile nazionale dedicata agli studi di Pechino.
Non solo: quando Elon Musk guidava il Doge, il Dipartimento per l’Efficienza Governativa, gli Usa hanno sforbiciato o chiuso diverse agenzie governative e organizzazioni che preoccupavano Pechino (dall’emittente Radio Free Asia all’Office of Net Assessment fino al Cyber Safety Review Board).
Cosa bolle in pentola a Washington? Una delle ipotesi più accreditate è che tutto ciò possa rientrare in una più ampia riforma dell’istruzione riguardante la formazione militare. Come ha spiegato Cbs News, il Dipartimento della Difesa Usa starebbe valutando di riformare l’istruzione superiore militare anche eliminando i posti di lavoro civili.
Resta il fatto che la scelta Usa di cancellare alcune delle migliori fonti di analisi sulla Cina (come il Casi) appare alquanto bizzarra. “Soprattutto considerando che le forze armate americane stanno incontrando difficoltà nel sconfiggere un avversario molto più debole della Cina, ovvero l’Iran”, ha fatto notare la pubblicazione Foreign Policy.
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