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L’America sta perdendo la guerra contro il morbillo? La crisi sanitaria che spacca gli Stati Uniti

Il morbillo torna a circolare nei Paesi occidentali: gli Usa attendono la verifica OMS e rischiano di perdere lo status di "eliminazione".

Morbilli, diminutivo di morbus, ossia «malattia». Questa affezione esantematica, diffusa prevalentemente tra i bambini in età scolare, ha falcidiato intere generazioni. Almeno fino a quando Maurice Ralph Hilleman, originario di Miles City, nel Montana, una cittadina isolata delle alte pianure, contribuì allo sviluppo di una versione migliorata del vaccino, autorizzata nel 1968. Hilleman contribuì inoltre allo sviluppo del vaccino trivalente MPR (morbillo, parotite e rosolia), autorizzato negli Stati Uniti nel 1971.

Il dottor Hilleman ha creato otto dei quattordici vaccini più comunemente utilizzati. Si stima che il suo solo vaccino contro il morbillo prevenga un milione di morti ogni anno in tutto il mondo. “Tra gli scienziati è una leggenda. Ma per il grande pubblico è il segreto meglio custodito del mondo”, ha affermato Anthony S. Fauci. “Credo, senza esagerare, che come individuo abbia avuto un impatto più positivo sulla salute del mondo di qualsiasi altro scienziato, di qualsiasi altro vaccinologo, nella storia”.

Eppure, perfino nell’evoluto mondo occidentale il morbillo sta tornando come emergenza epidemica. Soprattutto negli Stati Uniti. Secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), aggiornati al 24 settembre 2026, dall’inizio dell’anno sono stati registrati 3.659 casi confermati, di cui 3.642 segnalati in 47 giurisdizioni e 17 riguardanti visitatori internazionali. Particolarmente significativa è l’incidenza dei focolai epidemici: nel 2026 ne sono stati segnalati 40, mentre il 95% dei contagi confermati, pari a 3.478 casi, risulta associato a un focolaio. Di questi, 2.094 sono riconducibili a focolai iniziati nell’anno in corso e 1.384 a quelli avviati nel 2025. I numeri del 2026 hanno già superato quelli dell’intero 2025, quando erano stati registrati 2.289 casi confermati, distribuiti in 45 giurisdizioni, oltre a 26 casi tra i visitatori internazionali. Lo scorso anno erano stati segnalati 48 focolai, ai quali era associato il 90% dei contagi. Nel 2024, invece, i focolai erano stati 16, con 285 casi complessivi, il 69% dei quali collegato a un focolaio.

A cosa si deve questa recrudescenza della malattia, che sembrava essere relegata in un cantuccio della storia? Il calo dei tassi di vaccinazione MMR tra i bambini dell’asilo, ora al di sotto della soglia del 95% di immunità di gregge, crea le condizioni per la persistenza endemica. Gli esperti avvertono che l’assunto a lungo sostenuto di poter contenere rapidamente i focolai di morbillo è ora messo a dura prova, costringendo le agenzie a stabilire priorità di intervento.

Il costo di un’epidemia

Secondo il CDC, un’elevata copertura vaccinale contro morbillo, parotite e rosolia (MMR) nelle comunità è importante perché una singola persona affetta da morbillo può trasmetterlo al 90% delle persone non vaccinate che la circondano, semplicemente stando nella stessa stanza. Grazie all’elevata copertura vaccinale MMR registrata in passato, gli Stati Uniti hanno raggiunto lo status di Paese eradicato dal morbillo nel 2000. Purtroppo, i focolai sono aumentati dall’inizio della pandemia di COVID-19, a fronte di un calo dei tassi di vaccinazione e ora Washington rischia di perdere questo status. Per gran parte del quarto di secolo trascorso dalla dichiarazione di eradicazione, le epidemie sono state relativamente piccole e rapidamente contenute. La recrudescenza del 2025 e del 2026 ha cambiato le cose: ciascuna delle principali crisi – in Texas, Utah, Carolina del Sud e Pennsylvania – sembra essere più estesa e prolungata di qualsiasi altra nell’era post-eradicazione.

L’ Association of State and Territorial Health Officials stima che il costo medio della risposta a un’epidemia di morbillo superi i 750.000 dollari, senza contare i costi sociali più ampi come la perdita di produttività e il tempo impiegato dagli operatori sanitari. Un esempio numerico su tutti: un dipartimento sanitario di una contea del Michigan ha ricevuto 100.000 dollari in fondi di emergenza per il tracciamento dei contatti questa primavera e li aveva “già quasi interamente utilizzati e assegnati” entro aprile.

L’Organizzazione Panamericana della Sanità (PAHO) ha dichiarato, in un aggiornamento del 2 marzo scorso, che la sua Commissione regionale di verifica esaminerà la situazione relativa al morbillo negli Stati Uniti e in Messico il prossimo novembre. La revisione riguarda tutti gli Stati membri, con particolare attenzione a quelli con focolai attivi e a quelli che soddisfano i criteri di trasmissione di 12 mesi. Il Canada ha perso il suo status di paese libero dal morbillo nel novembre 2025.

Il ruolo di Robert Kennedy

La nomina di Robert F. Kennedy Jr. alla Salute non è altro rispetto a quanto sta accadendo. Sebbene il calo vaccinale sia precedente al 2025, va ricordato che Kennedy ha guidato la Children’s Health Defense, organizzazione nota per le sue campagne contro le politiche vaccinali. Il 17 settembre 2026 è intervenuto nuovamente a una conferenza dell’organizzazione, sostenendo le iniziative dell’amministrazione per modificare le raccomandazioni sui vaccini.

Il 5 dicembre 2025 Trump ha ordinato una revisione del calendario vaccinale pediatrico statunitense, chiedendo di confrontarlo con quello di altri Paesi sviluppati. Il 5 gennaio 2026 i CDC hanno infatti annunciato una nuova impostazione delle raccomandazioni, distinguendo tra vaccinazioni universali, vaccinazioni destinate a particolari gruppi e vaccinazioni subordinate a una decisione condivisa tra medico e paziente. L’amministrazione ha motivato l’intervento con l’obiettivo dichiarato di aumentare la fiducia nelle istituzioni sanitarie, garantire maggiore trasparenza e preservare la libertà di scelta delle famiglie.

Nel marzo 2026, tuttavia, un giudice federale ha bloccato parti sostanziali della revisione, accogliendo le contestazioni di organizzazioni mediche che ne mettevano in discussione la legittimità e segnalavano possibili conseguenze negative sulla copertura vaccinale. L’11 agosto scorso, un nuovo ordine esecutivo del presidente Donald Trump ha chiesto di ridurre ulteriormente le vaccinazioni pediatriche raccomandate universalmente. L’ordine esecutivo prevede di promuovere la somministrazione separata dei vaccini contro morbillo, parotite e rosolia, una volta disponibili i singoli prodotti sul mercato statunitense. Chiede inoltre di distanziare, per quanto possibile, le diverse vaccinazioni pediatriche. Numerose le obiezioni degli esperti di sanità pubblica, secondo i quali moltiplicare gli appuntamenti potrebbe rendere più difficile completare il ciclo vaccinale.

Un altro episodio controverso risale al marzo 2025, quando Kennedy, nel pieno dell’epidemia di merluzzo in Texas, ha richiamato l’attenzione su trattamenti comprendenti vitamina A, olio di fegato di merluzzo, budesonide e claritromicina. Le sue dichiarazioni hanno sollevato contestazioni da parte di esperti di malattie infettive.

L’Organizzazione mondiale della sanità considera eliminato il morbillo quando non si registra trasmissione endemica del virus per almeno 12 mesi, in presenza di un adeguato sistema di sorveglianza. La perdita dello status è legata al ripristino della trasmissione endemica, generalmente documentata per almeno 12 mesi consecutivi. Il Canada ha perso il suo status lo scorso anno. Il Regno Unito una prima volta nel 2018, lo ha recuperato nel 2021 e lo ha perso nuovamente sulla base dei dati del 2024. Gli Stati Uniti potrebbero essere i prossimi.

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