Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato nella giornata di venerdì 25 settembre di aver ricevuto dall’omologo statunitense Donald Trump il via libera alla produzione nel Paese da lui guidato di missili intercettori per i sistemi Patriot, per consolidare le capacità di difesa aerea di Kiev. Rispondendo alle domande dei giornalisti in conferenza stampa, il presidente ucraino ha comunicato parallelamente l’intenzione di un colloquio tecnico a tre con Usa e Russia (sede proposta: gli Emirati Arabi Uniti) e l’accordo con Trump per i Patriot, notevole evoluzione delle prospettive di sicurezza dell’Ucraina. La notizia aprirebbe alla risoluzione di una questione da tempo aperta nei rapporti Washington-Kiev e che è stata ampiamente discussa alla luce del consolidato degradamento delle scorte di intercettori che l’Ucraina affronta nel quadro della risposta all’aggressione russa e che si inserisce in una fase critica del conflitto.
Gli analisti del settore della Difesa hanno indicato spesso che delle due versioni del Patriot, il Pac-2 prodotto da Rayethon e il Pac-3 che ha Lockheed Martin come capo-commessa, e molti indizi lasciano intendere che possa essere la prima variante. Da un lato, nota Defense Express, il Pac-2 “non dipende dalla stessa produzione monomarca del sistema di ricerca radar attivo utilizzato dagli intercettori Pac-3”, per il quale “le limitazioni nella catena di approvvigionamento di tali componenti sono state individuate come uno dei fattori che influenzano la capacità produttiva”. Dall’altro, a questa flessibilità si contrappone il fatto che l’intercettore in questione “utilizza un concetto di intercettazione differente ed è generalmente meno efficace contro bersagli balistici rispetto al Pac-3”.
Chi produce i Patriot
Lo scenario industriale e strategico rimane in ogni caso interessante, dato che ad oggi fuori dagli Usa solo il Giappone ha una produzione interna di Patriot Pac-3 e ha un ruolo notevole nella filiera del Pac-2, mentre la Germania sta inserendosi nella filiera di quest’ultimo, dato che l’impianto in completamento di Schrobenhausen, in cui coopereranno Mbda Deutschland e Rayethon, dovrebbe sfornare i primi asset all’inizio del prossimo anno, e di recente il ministro della Difesa Boris Pistorius ha segnalato la volontà di Berlino di estendere il raggio d’azione industriale ai Pac-3. Kiev sarebbe solo il terzo attore titolato di questa possibilità se l’accordo fosse confermato e se il Congresso vidimasse la scelta, in una manovra che aprirebbe uno sviluppo interessante riguardante le future capacità di difesa aerea dell’Europa. In tal senso, va però distinta la prospettiva futura della produzione ucraina dall’attuale emergenza-intercettori che attanaglia lo Stato ex-sovietico.
“Di tutti i sistemi di difesa aerea occidentali forniti all’Ucraina dall’inizio della guerra su vasta scala, solo l’avanzato Patriot di fabbricazione statunitense si è dimostrato in grado di intercettare in modo affidabile i missili balistici”, ha ricordato il Kyiv Independent in un’analisi, ricordando l’aumento degli attacchi russi contro le infrastrutture, le città e il settore energetico del Paese invaso e l’annosa problematica della disponibilità di mezzi per rispondere, ridimensionata dall’ampliamento del tasso di consumo da parte degli Usa impegnati nella Terza guerra del Golfo tanto da iniziare a pensare a una strategia per rimpinguare le scorte negli anni a venire. Se l’Ucraina potrà produrre i suoi Patriot in futuro, si allevierebbe il fardello sugli arsenali Usa per la fornitura di intercettori all’alleato europeo, ma chiaramente a ciò bisogna aggiungere il fatto che Kiev ha bisogno di capacità anti-aeree efficaci ora, specie con l’avvicinamento dell’autunno e dell’inverno che renderà ancora più vitale la difesa dei cieli del Paese.
Ad agosto l’Ucraina ha concluso con la Germania un accordo per ricevere 600 Patriot Pac-2 nel 2027-2028. Per lo stesso periodo potrebbe, potenzialmente, iniziare la produzione degli assetti statunitensi in Ucraina, anche se tutto dipenderà dall’effettiva approvazione di Casa Bianca e Congresso di quanto annunciato da Zelensky, dalla capacità effettiva di installare impianti e filiere logistiche in un Paese in guerra e dalla valutazione del rischio securitario e industriale di operare una mossa tanto complessa in teatri critici.
Patriot finanziati dall’Europa oggi, Patriot ucraini domani?
Per la guerra contro la Russia, insomma, l’Ucraina dovrà principalmente sperare che si consolidino le forniture sostenute dagli alleati europei e su cui, di recente, sono stati conclusi accordi importanti. Sul piano politico si è delineata la decisione di sostenere la fornitura di 1.000 Patriot Pac-3 a Kiev da parte dell’Unione Europea nel quadro del pacchetto da 6,1 miliardi di euro approvato l’11 settembre scorso da Bruxelles. L’Unione Europea per l’iniziativa ha comunicato che gli acquisti del pacchetto, compresi quelli dei Patriot (stimati in circa 3,2 miliardi di euro) saranno finanziati dall’Ukraine Support Loan da 90 miliardi di euro tramite a una deroga al principio “Buy European” che il programma di assistenza a Kiev prevede.
“Normalmente, il prestito dà priorità agli armamenti prodotti in Ucraina, nell’UE o nei Paesi partner partecipanti” e “i prodotti provenienti da altri Paesi non possono in genere rappresentare più del 35% del valore dell’acquisto”, nota Eu Perspectives, aggiungendo che “poiché i produttori fabbricano i missili intercettori PAC-3 negli Stati Uniti, l’Ucraina necessitava di un’eccezione formale prima di poter utilizzare i fondi per acquistarli”. S
Insomma, saranno probabilmente i Patriot acquistati dall’Ue o quelli forniti tramite accordo dalla Germania a sostenere la capacità di difesa aerea ucraina nell’imminente prosieguo della guerra e, qualora dovesse protrarsi, anche per l’intero anno a venire. La prospettiva di una produzione nel Paese, anche dopo l’annuncio dell’accordo da parte Zelensky, impone una profondità temporale diversa ma, se tutto sarà confermato, avrebbe un valore nel quadro dell’inserimento dell’Ucraina in forma sempre più strutturata nel complesso di difesa europeo, anche sul quadro della tutela dei cieli del Vecchio Continente. In tal senso, andrà capito se l’accordo per la realizzazione di Patriot ucraini varrà per la guerra o sarà una garanzia per il post-conflitto, in un contesto che vede il logorante confronto tra Mosca e Kiev protrarsi e una serie di scambi di colpi prolungare la contesa senza che una svolta decisiva sul campo ancora appaia manifesta.
Fonti
- https://kyivindependent.com/shooting-the-archer-ukraine-takes-on-the-challenges-of-hunting-russian-ballistic-missiles/
- https://x.com/ZelenskyyUa/status/2103442977041375472
- https://en.defence-ua.com/industries/new_details_emerge_on_which_patriot_missile_ukraine_could_produce_when_first_ones_could_reach_armed_forces-19876.html
- https://www.pravda.com.ua/eng/news/2026/08/23/8049924/
- https://tvpworld.com/94991919/zelenskyy-germany-to-deliver-600-patriot-pac-2-missiles-to-ukraine-by-2028
- https://ioplus.nl/en/posts/european-patriot-plant-to-begin-production-in-2027
- https://www.ft.com/content/e569a9de-cade-4dcd-9571-ff7ad0f453e4?syn-25a6b1a6=1
- https://thedefensepost.com/2025/11/25/japan-patriot-interceptors-us/
- https://euperspectives.eu/2026/09/eu-buy-european-rule-ukraine-patriot-missiles/
- https://www.iss.europa.eu/publications/commentary/closing-ukraines-air-defence-gap-what-europe-should-do
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