Parafrasando l’immenso Ennio Flaiano: la situazione della stampa europea è tragica, ma non seria. È la sensazione che si prova leggendo l’ultimo report allarmistico, sbattuto in prima pagina a caratteri cubitali da tutti i giornaloni – con l’Italia, va da sé, in prima fila – corredato di infografiche, mappe e simulazioni d’attacco degne di Call of Duty. Ma andiamo con ordine. Secondo un’indiscrezione riportata dal quotidiano spagnolo El Mundo (edito da RCS MediaGroup, ovvero Cairo), i servizi segreti statunitensi avrebbero raccolto informazioni su presunti piani russi che prevederebbero attacchi con droni verso alcuni Paesi della Nato. La fonte? Rigorosamente «anonima» e «vicina al ministero della Difesa lituano», che avrebbe spiegato come Mosca potrebbe utilizzare droni lanciati dal mare e nascosti in container mercantili.
Il bersaglio, ed è il motivo per il quale la notizia sta avendo grande eco sui giornaloni italiani, non sarebbero i Paesi baltici o l’Europa dell’Est, bensì i Paesi del Mediterraneo: Francia, Spagna e Italia. Il modello individuato dalle autorità lituane sarebbe il drone Gerbera, un velivolo lungo circa due metri, con apertura alare di 2,5 metri, peso fino a 18 kg, velocità di crociera intorno ai 160 km/h e autonomia dichiarata di 600 km, decisamente più semplice da lanciare rispetto agli Shahed o ai Geran. Ci sono diversi problemi, però, su come questa notizia viene trattata dai nostri media.
La fonte anonima manda nel panico i giornaloni italiani
Il primo problema riguarda la fonte. Non siamo dinanzi a un documento, a una foto satellitare, a una dichiarazione ufficiale di un ministro o di un portavoce dell’intelligence con nome e cognome. Di qualcuno che ci mette la faccia. Siamo di fronte altresì a una fonte che parla a condizione di anonimato a un giornale (El Mundo), che riporta a sua volta un’indiscrezione su informazioni raccolte da un’altra intelligence (quella statunitense), relative a piani di un terzo attore (Mosca). Ogni passaggio di questa catena piena di interrogativi è un punto in cui l’informazione può essere amplificata, distorta o anche semplicemente inventata, e nessuno di questi passaggi è verificabile in maniera indipendente. Nessuno dei grandi media, tuttavia, ha deciso di riportare la notizia con la dovuta cautela e ricordando quest’aspetto che non è secondario ma fondamentale.
Altro problema, che riguarda sempre la fonte di questa «indiscrezione»: la provenienza. La Lituania, non è un mistero, non è affatto un attore o tantomeno un osservatore neutrale quando si parla di Russia, in maniera anche comprensibile: è uno dei Paesi NATO più esposti sul fianco Est, con una linea politica costantemente orientata a massimizzare la percezione della minaccia russa, sia per ragioni di sicurezza percepita reale, sia per ragioni di politica interna ed estera. Legittimo, da punto di vista di Vilnius. Ci mancherebbe.
Questo, ovviamente, non significa che l’informazione sia – di per sé – per forza di cose «falsa», ma significa che chi la fornisce ha un incentivo strutturale a presentarla nella versione più allarmante possibile. Sta alla nostra informazione «filtrare» tale informazione e circoscriverla per quella che è. Una «fonte anonima» che, magari, ha tutto l’interesse a modificare la percezione dei Paesi del Sud europeo, storicamente scettici a sposare la linea nordica-baltica anti-russa. Peccato che un’indiscrezione di seconda mano, ricca – non a caso – di condizionali, abbia fatto il giro dei nostri media senza alcun filtro, corredato di mappe e traiettorie di attacco che nessuna fonte ufficiale ha mai disegnato.
Le fonti ufficiali smentiscono l’allarmismo
Anche perché le fonti ufficiali smentiscono categoricamente i toni allarmistici che tanto piacciono ai nostri media. Ne abbiamo in più occasioni su InsideOver, l’ultima nelle scorse ore, riportando le parole di un rapporto ufficiale dell’intelligence estone secondo il quale – citiamo testualmente – «la Russia non ha intenzione di attaccare militarmente l’Estonia o qualsiasi altro Stato membro della Nato nel prossimo anno». E parliamo di un rapporto ufficiale, consultabile da tutti e pubblicato in rete, non di una fonte anonima di dubbia provenienza. Peraltro, è la stessa la Nato a smentire l’allarmismo dei bellicisti nostrani. Secondo quanto riportato da Politico , gli alleati dell’Alleanza Atlantica «non sono stati formalmente informati di alcuna nuova intelligence relativa a un imminente attacco russo», e l’Alleanza non ha modificato la propria valutazione della minaccia. Un funzionario Nato ha dichiarato a nome dell’organizzazione: «Al momento non vediamo una minaccia imminente di attacco», aggiungendo però che «non possiamo essere ingenui o compiacenti».
Giudicate voi, a questo punto: da un lato una fonte anonima, amplificata ad arte per seminare panico (e magari strappare qualche click o qualche copia in più in edicola); dall’altro rapporti ufficiali che, guarda caso, i media si guardano bene dal citare.
Fonti:
Redazione ANSA, «El Mundo: “Russia pronta ad attacchi con droni dal mare in Italia, Francia e Spagna”», ANSA, 24 settembre 2026, https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/09/24/el-mundo-russia-pronta-ad-attacchi-con-droni-dal-mare-in-italia-francia_f3970154-cd44-45da-9d7a-0f7ce91c9725.html.
Estonian Foreign Intelligence Service, International Security and Estonia 2026 (Tallinn: Estonian Foreign Intelligence Service, 2026), https://valisluureamet.ee/doc/raport/2026-en.pdf.
Victor Jack, Laura Kayali e Sonja Rijnen, “European Leaders Prepare Public for ‘Intensified Threat’ from Putin,” POLITICO, 18 settembre 2026, https://www.politico.eu/article/russia-vladimir-putin-nato-drone-attacks-europe-leaders-warning/.
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

